N/T Salve a tutti voi che mi seguite! Purtroppo quest'anno sarò molto più impegnata di quanto pensassi per cui gli aggiornamenti diventeranno quasi settimanali.

Grazie per la comprensione. Ora vi lascio al nuovo, si fa per dire, capitolo.


Disclaimer: Se lo conosci, è probabilmente da "La Pietra Filosofale" di JKR e non mi appartiene.


Cap. 12 Entra l'Unto Batman


Durante l'estate Draco si era chiesto spesso perché il Professor Piton odiasse Potter con un tale ardore. Avevo preso in considerazione l'idea che l'animosità si sviluppasse dal fatto che Potter era la causa della scomparsa dell'Oscuro Signore per tredici anni, ma quel filo di pensiero non gli sembrava giusto. Piton era un fedele Mangiamorte (aveva ucciso Silente), ma Piton era un Serpeverde. L'autoconservazione era una seconda natura. Quando Piton aveva incontrato Potter per la prima volta, l'Oscuro Signore era stato sgominato, anche se molti credevano non fosse schiacciato del tutto. Era nella natura di Piton tenere sotto osservazione i bisbigli sull'Oscuro Signore, eppure mantenere il suo atto da buon Mangiamorte riformato. Piton era riuscito a tenersi fuori da Azkaban ingraziandosi Silente. Non aveva senso che "avesse Potter nel mirino" quando chiunque con un mezzo occhio funzionante sapeva che il Preside aveva uno studente preferito.

Chiaramente Piton odiava Potter. Aveva reso la vita del ragazzino un inferno. Draco sperava di salvare Harry (gli piaceva Harry. Ancora non gli piaceva Potter. Erano diversi).

No, l'avversione non era legata a niente che avesse a che fare con l'Oscuro Signore. Draco pensava che questo detestare sconosciuto trovasse le sue origini nella chiara antipatia verso il padre di Potter (e quindi anche di Harry). Piton non sembrava il tipo da lasciare che un uomo morto lo infastidisse, ma in numerose occasioni Piton aveva paragonato Potter al padre e mai in modo positivo.

Venerdì mattina, stando in piedi fuori dai sotterranei, Draco aspettò affianco a Harry l'inizio della prima lezione di Pozioni. La porta della classe si aprì di colpo e il Professor Piton avanzò fluidamente nel corridoio, le sue vesti si gonfiavano attorno a lui in un mulinare di tessuto nero. I suoi occhi trovarono subito Harry. Ma Harry non lo notò a causa del fatto che era impegnato a tentare di nascondersi dalle varie persone che lo addocchiavano mentre passavano. Piton velocemente spostò gli occhi verso Draco e una minuscola ruga gli apparve tra le sopracciglia. Svanì tanto velocemente quanto era apparsa.

"Dentro" fu il calmo ordine.

La classe si affrettò dentro e si sedettero velocemente.

Piton iniziò la lezione facendo l'appello. Fece una pausa al nome di Harry, come qualche altro insegnante aveva fatto. La McGranitt aveva fatto un piccolo sorriso a Harry. Vitious aveva squittito ed era caduto dalla sua pila di libri. La Professoressa Sprite aveva sorriso raggiante, lamentandosi che non fosse stato smistato a Tassorosso. Raptor, tuttavia, aveva urlato quando aveva letto il nome di Harry nel rotolo di pergamena. Draco non capiva se fosse un urlo di paura o di oltraggio.

L'unico professore che non aveva reagito era Rüf, dovuto al fatto che non aveva mai fatto l'appello. Draco avrebbe scommesso il suo fondo fiduciario che Rüf tanto per cominciare non avesse idea di chi fosse Harry Potter, in quanto Harry era vivo. Rüf sapeva solo di cose morte.

Dato che Severus Piton era vivo, aveva reagito a Harry Potter. Nel suo modo peculiare, naturalmente.

"Ah, sì. Harry Potter" Piton alzò lo sguardo, gli occhi neri su Harry. "La nostra nuova- celebrità".

Piton sputò l'ultima parola. I Serpeverde sghignazzarono piano, Nott fu il più rumoroso. L'intero gruppo di serpi si sporse in avanti sui loro sgabelli, preparandosi a quello che si preannunciava un bello spettacolo. Piton aveva puntato Harry Potter. Da quella sola parola sputata fuori era chiaro che non ci sarebbe stato un trattamento speciale per il Bambino-Sopravvissuto.

Harry si rimpicciolì sotto lo sguardo torvo e penetrante di Piton. Draco diede a Harry una gomitata nel fianco, lanciandogli uno sguardo. Harry non aveva idea di cosa Draco stesse cercando di dirgli, più che altro perché non riusciva a distogliere lo sguardo dagli occhi di Piton, erano freddi, vuoti e simili ad un tunnel senza fine.

All'improvviso Piton distolse lo sguardo, spostandosi per spaventare qualcun altro. Harry sbatté le palpebre un paio di volte un po' disorientato. Draco si accigliò. Niente più bullismo? L'ultima volta Piton non aveva subito umiliato Harry? Draco non riusciva a ricordare, ma qualcosa lo metteva a disagio.

Quando ebbe finito l'appello. Piton iniziò a parlare con una voce poco più alta di un sussurro. Aveva un talento nel tenere la classe silenziosa senza troppo sforzo. Draco tirò fuori piuma e pergamena, dando una gomitata a Harry perché facesse lo stesso. Harry sobbalzò quasi facendo cadere il suo inchiostro giù dal tavolo. Draco lo afferrò prima che si rompesse sul pavimento del sotterraneo.

"Siete qui per imparare la sottile scienza e l'esatta arte del preparare pozioni. Visto che non ci saranno stupidi sventolii di bacchette qui, molti di voi crederanno difficilmente che questa sia magia. Non mi aspetto che comprendiate la bellezza del leggero ribollire del calderone con i suoi luccicanti vapori, il delicato potere dei liquidi che avanzano attraverso le vene umane, incantando la mente, intrappolando i sensi" bisbigliò Piton appassionatamente in un tono basso mentre si spostava per la classe. Si fermò nella parte frontale della stanza, scrutando con gli occhi neri. "Io posso insegnarvi a imbottigliare la fama, fermentare la gloria e financo mettere un fermo alla morte- se non siete un grande gruppo di zucconi come quelli a cui insegno di solito".

Un profondo silenzio seguì il discorso. Draco si sedette un poco più dritto e sbirciò verso Harry che stava trascrivendo pezzetti di quello che Piton aveva detto, con occhi curiosi.

"Potter!"

Harry sussultò, spingendo di nuovo l'inchiostro giù dal tavolo. Draco lo afferrò a malapena prima che si frantumasse. Piton si avvicinò, incombendo sul loro tavolo. Harry fissò il Maestro di Pozioni. I brillanti occhi verdi si spalancarono come Piton si piegò in avanti fino a che il suo grande naso appuntito stava per toccare quello di Harry.

"Cosa ottengo se aggiungo polvere di radice di asfodelo ad un infuso di assenzio?"

Draco annotò la domanda, la sua piuma l'unico rumore nella stanza.

"Allora?" insistette Piton.

Harry si mordicchiò il labbro. Si allontanò un poco e disse, "Er, sono entrambi usati... nelle pozioni soporifere. Oh! Si trovano entrambi nel Distillato di Morte Vivente".

Harry iniziò a preoccuparsi dopo aver finalmente dato una risposta, dato che era chiaro che Piton non si aspettava una risposta, men che meno quella corretta. Se non altro l'occhiataccia di Piton peggiorò, anche se si allontanò un po'.

"Come lo sai?"

"Ho letto il libro. Due volte" replicò Harry corrucciandosi. Lanciò un'occhiata a Draco, accusandolo con gli occhi. Draco trasalì. Il suo piano era per far sì che Piton ci andasse piano con Harry, non farlo insospettire.

"Proviamone un'altra. Vediamo se riesci a tenerti al passo. Potter, dove cercheresti se ti dicessi di trovarmi un bezoar?"

Draco trascrisse la domanda mentre Harry fissava il piano del tavolo, con gli occhi che andavano avanti e indietro.

"È quella pietra che ti potrebbe salvare dalla maggior parte dei veleni? Viene da... lo stomaco di..."

"Ah, non lo sai, vero?"

Harry si strinse un po'. "No, signore".

"Capra." Seguì il silenzio per un po'. Piton strinse gli occhi guardando Harry, indietreggiando ancora dal tavolo. "Qual è la differenza tra napello e wolfsbane?"

Harry sbatté le palpebre un paio di volte.

"Non sono la stessa cosa?" chiese Harry con la voce un po' alta verso la fine.

Piton lo guardò in cagnesco. "Corretto. Sai l'altro nome con cui è conosciuta?"

"No, signore".

"Per tua informazione, Potter, è anche nota come aconito. Perché non lo state scrivendo?"

Harry trasalì, come fece il resto della classe. Ci fu una furiosa corsa nello scrivere tutto quello che era stato detto, solo Draco aveva avuto la lungimiranza di scriverle. Nel frattempo sembrava che Harry fosse appena affogato nel Lago Nero.

Piton si allontanò, i capi del suo lungo mantello si aprirono come fossero ali di pipistrello come lui si mosse verso il davanti della classe.

Draco si immobilizzò, studiando Piton attentamente mentre lui si girava e agitava la mano verso la lavagna. Vi apparvero indicazioni per una semplice pozione per curare foruncoli. Piton ordinò alla classe di ricopiarle, bloccando le riflessioni sui pipistrelli di Draco.

Lui e Harry si affrettarono a ricopiare le indicazioni e a prendere gli ingredienti. La maggior parte della classe era silenziosa mentre lavoravano pesando ortiche secche e polverizzando zanne di serpente. L'unica voce era quella di Piton che criticava quasi tutti tranne Draco, che ignorava completamente. Draco era metà contento e metà scocciato.

Gli mancavano gli elogi.

"Avevi ragione" gli bisbigliò Harry mentre aspettava con il suo stufato di lumache cornute. "È spaventoso. Sarebbe stato peggio se non avessi letto il libro... Credo".

Draco annuì. Stava per rispondere quando un fumo verde acido e un forte suono sibilante riempirono la stanza. Draco e Harry si girarono per trovare Paciock inzuppato dalla sua pozione fallita. Il paiolo del ragazzino irlandese era ridotto a una massa informe sul tavolo. Gli studenti urlavano e saltellavano perché la pozione rovesciata aveva creato dei buchi nella suola delle loro scarpe. Draco afferrò Harry per il gomito e lo tirò in alto prima che la pozione verde li raggiungesse. Presto l'intera classe stava in piedi sui loro sgabelli, mentre Paciock rimaneva tremante giù al suo posto, gemendo di dolore come delle infiammate bolle rosse gli spuntavano dalla pelle esposta.

"Stupido ragazzo!" ringhiò Piton agitando la sua bacchetta. All'istante la pozione venne tolta dal pavimento, lasciando solo Neville per raccontare del fallito tentativo di curare i foruncoli. "Suppongo che tu abbia aggiunto gli aculei di porcospino prima di togliere il calderone dal fuoco?"

Paciock si limitò a piagnucolare.

"Portalo in Infermeria" ordinò Piton di scatto.

Il ragazzino irlandese afferrò Paciock. Svanirono così velocemente che per un secondo Draco pensò che si fossero Smaterializzati. Piton si voltò, gli occhi gli caddero su Harry.

"Potter! Perché non gli hai detto di non aggiungere gli aculei? Pensavi che ti avrebbe fatto sembrare migliore se lui avesse sbagliato? Cinque punti da Grifondoro!"

A Harry si spalancò la bocca. Sembrava che stesse per discutere, ma Draco gli afferrò il braccio e gli diede una forte stretta.

"Non ne vale la pena, non ne vale la pena" mormorò Draco.

Harry strinse i denti e si rigirò verso la pozione.

Dato che Harry si rifiutava ostinatamente di parlargli dopo l'Incidente Paciock, rimasero in silenzio durante tutto il restante tempo per preparare la cura per i foruncoli.

"Perché mi odia così tanto?" chiese Harry piano, dopo che Draco ebbe consegnato la pozione.

Draco osservò Piton guardare in cagnesco la provetta con sopra il nome di Harry. Draco sapeva che la pozione era perfetta e che non c'era niente che Piton potesse fare tranne che dar loro pieno credito e i voti più alti.

"Te l'ho detto. Penso che sia perché non andava d'accordo con tuo padre" gli rispose bisbigliando.

Piton si allontanò dalla sua scrivania per inveire contro due ragazze di Grifondoro, che avevano causato alla loro pozione di diventare melma. Mentre Piton le sgridava, la ragazza bionda aveva cercato di grattare via la melma.

"Sento che c'è più di quello" mormorò Harry.

Draco pensò fosse meglio non menzionare le simpatie di Piton per i Mangiamorte per il momento. Qualcosa nel retro della mente iniziò ad assillarlo. Guardò Harry con quegli anormali occhi verdi che lo fissavano quasi spingendolo a raggiungere una qualche sorta di conclusione che Draco non sapeva di poter fare. Harry sbattè le palpebre, girandosi e l'orlo della realizzazione lo lasciò. Scosse la testa per schiarirsela.

"Oh, rallegrati" disse Draco vedendo lo sguardo che Harry aveva ancora.

La classe era andata meglio di quanto Draco ricordasse. Vero, Harry aveva perso dei punti, ma Piton l'aveva lasciato in pace per la maggior parte del tempo. Harry era stato messo sotto i riflettori solo due volte. Nonostante fosse sicuro che Piton avrebbe continuato a puntare Harry per tutta la sua carriera scolastica, Draco sentiva che questa volta non sarebbe stato così facile bullizzare Harry. Il Fattore Draco stava agendo in suo favore. Harry si stava evolvendo in un bravo studente. Anche se Draco non aveva mai pensato che Potter fosse esattamente stupido, sentiva come se non si applicasse a causa del Fattore Weasel e che in pratica usasse il cervello di Granger per aggirare lo studio effettivo. Il fatto che Potter eccellesse sopra e oltre in alcune aree (come Difesa Contro le Arti Oscure) provava che Potter non era un deficiente.

Potter non si applicava.

Harry sì.

"Vuoi vedere se Hermione vuole incontrare Hagrid?" chiese Draco sperando di distrarre Harry, che aveva ancora lo sguardo torvo.

"Ha tempo nel suo programma?" brontolò Harry.

Draco tirò fuori il programma che Hermione aveva scritto per lui e Harry per fargli sapere dove sarebbe stata a certe ore del giorno. Harry non si portava mai appresso il suo. Draco lo portava solo per far contenta Hermione. Non avrebbe mai ammesso che era un buon sistema per trovare la giovane strega. Lei era una creatura abitudinaria e seguiva il suo programma alla lettera.

"Sì. Anche lei ha i venerdì pomeriggio liberi. Penso che solo Tassorosso e Serpeverde abbiano classi i venerdì pomeriggio".

Il weekend anticipato era qualcosa a cui Draco poteva abituarsi.

"Bene, come la- lascia stare".

"Biblioteca" rise Draco, indicando il blocco del venerdì pomeriggio sulla pergamena nelle sue mani. Biblioteca- Slash- Studio era scritto a caratteri cubitali per l'intero pomeriggio.

Assieme, si diressero in biblioteca. Hermione era al suo solito tavolo, con pile di libri intorno a lei. Draco era sicuro che il suo piano fosse di leggere ogni singolo libro della biblioteca prima del diploma tra sette anni. Due volte.

"Buon pomeriggio, Miss Granger" disse Draco affabilmente, sistemandosi nella sedia di fronte a lei. "Si sta godendo questa biblioteca stantia in questo meraviglioso pomeriggio?"

Hermione alzò lo sguardo lentamente. "Sapevi che si può prevenire la morte?"

"Il Distillato di Morte Vivente" offrì Harry.

"No. Quella ti fa apparire come se fosse morto. No, prevenire la morte. L'ho letto qui." disse lei, pugnalando la pagina. "Dei maghi hanno creato una pietra che può produrre oro e un elisir che ti impedisce di morire".

"Forte" esalò Harry. "Come la fai?"

"Non lo so. Non lo dice. Scommetto che è difficile" disse Hermione, aggrottando le sopracciglia. "Mi chiedo dove potrei trovare maggiori informazioni al riguardo"

"Perché non vieni con noi a trovare Hagrid?" suggerì Harry.

"Chi?"

"Hagrid, è un mio amico" disse Harry sogghignando. "È il custode delle Chiavi. L'hai visto quando siamo arrivati qui. Ci ha portato dall'altra parte del lago nelle barche".

"Oh... be, cosa faremo?"

"Solo tè. Ha detto che avrebbe avuto del tè" disse Harry.

"Andiamo, li puoi leggere domani. Non ci sono lezioni" la canzonò Draco.

Hermione strinse gli occhi e lo colpì piano, facendogli perdere un po' l'equilibrio. Lui si riprese velocemente, indirizzandole un sollevamento di sopracciglio.

"Domani puoi aiutarmi. Sto facendo dei progressi nel trovare quell'incantesimo di cui stavi parlando. Ho trovato un articolo interessante su qualcosa del genere da parte di un certo tizio chiamato TR DeVinette".

"Scusami?"

Draco conosceva quel nome, eppure non aveva idea del perché.

"È un recluso che scrive articoli sulla teoria magica. Un tempo creava incantesimi. Molto complessi" continuò Hermione, rimettendo a posto i suoi libri. "Ha scritto un articolo circa dodici anni fa sull'usare la teoria dietro all'incantesimo Respingi Babbani per proteggere le cade da Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato".

"Ha dato un nome all'incantesimo?"

Hermione scosse la testa. "No. Ma sono sicura che ne abbiano creato un incantesimo. Quasi tutti i suoi fogli che sono stati pubblicati hanno condotto allo sviluppo di nuovi incantesimi. Quell'uomo è un genio!"

Draco tirò fuori la sua pergamena fuori dalla tasca e scrisse quello che Hermione gli aveva detto. Nel momento in cui scrisse il nome TR DeVinette si ricordò dove l'avesse visto.

"Oh!"

"Cosa?" chiese Hermione mentre metteva i libri che non le servivano sul carrello della bibliotecaria.

"Mi sono ricordato dove ho visto quel nome" esalò Draco. Fissò il nome che aveva trascritto.

TR DeVinette

"Scommetto che lui è Tom" mormorò.

"Chi è Tom?" chiese Hermione.

"Batman?" provò Harry.

Draco si chiese se dovesse dirglielo. Li guardò e immaginò che avrebbe potuto. Gli disse della lettera e del fatto che la sua amica aveva lavorato con TR DeVinette.

"Chi è la tua amica?"

"Era un'amica di famiglia" iniziò Draco. "Er- "

"L'unica persona con cui TR DeVinette abbia mai lavorato era conosciuta col nome di AD Black" Hermione disse il nome piano. Draco la fissò interrogativo. La ragazza aveva uno sguardo di pura adorazione.

"Black?" chiese Harry. "È imparentata con Sirius Black?"

"No" disse Draco flebilmente. Girandosi verso Hermione le chiese. "Hai fatto ricerche su AD Black?"

Hermione annuì. "Era la più giovane creatrice di incantesimi del secolo! E aveva iniziato a scrivere articoli con TR DeVinette dopo che si era diplomata da Hogwarts. Era una studentessa in scambio culturale dall'America che era venuta per il suo sesto anno e aveva deciso di restare. Ha lavorato un sacco per rafforzare gli incantesimi barriera durante gli ultimi anni della guerra contro Colui-Che-Non-deve-Essere-Nominato".

Harry sospirò profondamente. Hermione lo notò, ma continuò.

"Poi è sparita misteriosamente nell'autunno del 1979 ed è stata dichiarata vittima di guerra" finì Hermione, sempre guardando Harry.

"Voldemort l'ha uccisa?" chiese Harry.

"È quello che la gente ha pensato" disse Hermione. "La tua amica come è connessa a queste persone?"

"Ecco, er, mia madre conosceva Black, essendo anche lei una Black." disse Draco, cercando di trovare cosa dirgli. La verità non gli avrebbe giovato. "Lei conosceva anche il cugino preferito di mia madre. Sono scomparsi nello stesso periodo. Quando sono arrivato qui, questa lettera mi stava aspettando. È da un'altra amica, ma lei conosceva Black e DeVinette. Ma, come Black, era dispersa da anni. Penso di aver ricevuto questa lettera alla conferma della sua morte".

Non sembrava che Hermione si fosse bevuta l'orribile storia di Draco, ma Harry fece presto notare che era quasi ora di andare da Hagrid. Come si dirigevano fuori dal castello, Harry e Hermione continuavano a lanciare a Draco delle occhiate che non gli piacevano. Sapeva di non potergli dire la verità. Primo, avrebbero pensato che era pazzo. Secondo, prima regola dei viaggi nel tempo: non dire alle persone che vieni dal futuro. Avrebbero fatto domande a cui non voleva rispondere.

"Come hai conosciuto quest'amica che è morta?" chiese Hermione mentre attraversavano il prato.

"Era in giro quando era bambino. Aveva sempre caramelle nelle tasche" disse Draco. Era vero. Atlanta (entrambe) aveva sempre caramelle nelle tasche. "Le piacevo, quindi ha lasciato delle cose per me. C'era questo nella lettera. Lei... era eccentrica così l'ha scritta in codice e devo decifrarla".

"Codice?" chiese Hermione.

Draco fu grato quando la capanna di Hagrid apparve.

"Ti faccio vedere quanto ho decodificato sin'ora" offrì Draco. Mostrarle la sua pergamena non sarebbe stato pericoloso come mostrarle la vera lettera. Avrebbe dovuto cancellare alcune cose sugli eventi attuali.

Questo soddisfò Hermione, che iniziò a parlare della pietra di cui aveva letto quel pomeriggio.