Disclaimer: Se lo sai, non mi appartiene. Parte dei dialoghi è presa da "La Pietra Filosofale" di JKR perché non c'era un altro modo di scriverla.


Cap. 13 La Capanna di Hagrid


Come il trio si avvicinò alla capanna al bordo della Foresta Proibita Draco lasciò che un piccolo sorriso gli spuntasse sulle sue labbra. Anche se Cura delle Creature Magiche non era stata una delle sue materie preferite, nessuno poteva sostenere che fossero noiose. Be, eccetto quelle volte in cui Draco aveva fatto "saltare i nervi" a Hagrid e si erano ritrovati a studiare i vermicoli.

Harry bussò alla porta e si sentì un frenetico tramestio e alcuni rimbombanti latrati. Hermione fece un salto indietro allarmata. Draco indietreggiò di alcuni passi mentre Harry non sembrava rendersi conto del cane gigante che dall'altro lato stava cercando in tutti i modi di buttare giù la porta.

Un cane codardo in verità, se si ricordava bene.

"Indietro, Thor." ordinò Hagrid dall'interno.

Draco aggrottò le sopracciglia ricordandosi cosa era successo al primo anno, quando aveva imparato che il cane non era esattamente il migliore cane da guardia. Un brivido gli corse lungo la schiena. Non aveva mai pensato a cosa avevano visto quella notte nella foresta durante la loro punizione dopo il Fiasco col Drago.

La comprensione lo colpì come uno schiaffo e gli sembrò che qualcuno gli avesse messo addosso un Incantesimo di Disillusione.

Era stato Raptormort.* (Un'arguta combinazione di Raptor e Voldemort. Okay, non arguta, ma per il momento sarebbe andata bene.) La cosa che stava bevendo il sangue di unicorno era Raptor. La cosa che era andata verso Potter quando Draco se l'era data a gambe. Assieme al cane.

Perché stava bevendo sangue di unicorno?

"Uh, Draco, vieni?" chiese Harry.

Draco si riscosse. Harry stava in mezzo all'entrata della casa, tenendogli la porta aperta. Si affrettò all'interno. Fece un breve cenno con la testa ad Hagrid e sorrise mentre lui tratteneva l'immenso alano nero, che stava lottando per liberarsi e salutare Harry. Harry chiuse la porta e Hagrid lasciò andare il cane.

"Fate come foste a casa vostra," gli offrì Hagrid, indicando il tavolo.

Thor puntò dritto a Harry e iniziò a leccargli le orecchie, con la coda che colpiva da tutte le parti.

Draco seguì con cautela Hermione verso il tavolo e si sedette. Hermione occhieggiò il cane, divisa tra il divertimento e la preoccupazione che Thor schiacciasse Harry.

Se il cane avesse avuto un carattere diverso, lo schiacciare Harry sarebbe potuto essere una possibilità. Con Thor era più probabile essere leccato a morte che schiacciato a morte.

"Oh, questa è Hermione." riuscì a dire Harry, spingendo via l'immensa testa. Si affrettò verso il tavolo e scivolò affianco a Draco. "E ti ricordi di Draco?"

"Oh, sì" disse Hagrid. "Piacere di rivederti… Draco."

Hagrid appariva sconcertato. Draco supponeva che l'uomo non si sarebbe mai immaginato che un Malfoy apparisse nella sua casa da una stanza in mezzo ai prosciutti e ai fagiani che adornavano il soffitto.

"Anche tu, Hagrid." lo salutò Draco.

Hagrid tolse un enorme bollitore dal camino come iniziò a fischiare e versò il tè per i tre. Iniziò a fare domande a Hermione, alle quali lei rispose con entusiasmo. Hagrid poggiò sul tavolo delle tortine 'brutte ma buone' che Draco pensò potessero essere veramente sassi*- erano dei blocchi compatti. Harry fece finta di godersi le tortine, come fece Hermione. Draco era diviso tra l'annunciare che erano orribili e l'ignorarle del tutto.

Hermione raccontò ad Hagrid tutta la loro prima settimana di lezioni, con Harry che aggiungeva pezzetti qui e là. Thor decise che Draco era il suo nuovo migliore amico e appoggiò la sua enorme testa sulle sue gambe e gli sbavò su tutta la divisa. Come quel cane immenso potesse stare sotto al tavolo era un mistero per Draco.

Dopo aver speso un'intera mezz'ora con l'enorme, sbavante testa in grembo cercando di non corrucciare la fronte, schernire o sbraitare Draco era fradicio. Si disse che era solo bava. Si sarebbe lavata via. Poteva usare un incantesimo pulente il minuto che se ne sarebbe andato. Sarebbe andato tutto bene.

Non. Impanicarti.

Non. Comportarti. Come. Un. Cretino.

"Poi Gazza ha pensato che io stessi cercando di entrare dentro quella stanza proibita nel terzo piano."

"Cosa ci facevi lì, Harry?" chiese Hermione.

Draco alzò lo sguardo dal suo cercare di togliere la testa di Thor dalle sue gambe addormentate.

"Mi ero perso."

"Comprensibile visto che siete del primo anno. Gazza è un vecchio idiota." Borbottò Hagrid. "E per quel gatto, Mrs. Purrs, vorrei presentarla a Thor ogni tanto. Sapete, ogni volta che vado su alla scuola mi segue dappertutto. Non riesco a liberarmi di lei- Gazza le dice di farlo."

Draco riuscì a spingere la testa del cane addormentato via dalle sue gambe. Ci fu un sonoro tonfo quando il cane finì sul pavimento. Thor si svegliò, scosse la testa e vagò verso un cuscino vicino all'immenso letto. Il cane ci si lasciò cadere di peso come fosse senza ossa. Tornò a dormire all'istante.

Oh, essere un cane.

Hagrid notò lo stato della divisa di Draco e divenne rosso. Iniziò a scusarsi, farfugliando incoerentemente.

"Va bene," annunciò Draco. "Posso pulirlo, ho imparato incantesimi di pulizia."

Stando attento a pronunciarli verbalmente, si pulì i vestiti. Gli occhi di Hermione brillavano quando Draco alzò lo sguardo.

"Come li hai imparati?" chiese. "Pensavo che non fossero insegnati fino al terzo o quarto anno?"

"A mia madre piace che io sia pulito" rispose Draco. Si arrampicò per trovare un motivo per cui li potesse lanciare così bene. "Ho dovuto fare pratica con una bacchetta per imparare a fare i movimenti. Li ho solo lanciati alcune volte da quando ho potuto usare la mia bacchetta."

Questo soddisfò sia Harry che Hagrid. Harry iniziò a parlare della lezione di Piton. Hermione aggrottò un po' la fronte, ma decise di lasciare in pace Draco e i suoi fantastici incantesimi pulenti per il momento. Sospirando, Draco si accasciò sulla sedia. Sapeva che dopo avrebbe dovuto insegnarle come farli correttamente. Non che fosse così terribile. Se doveva dire addio alle lodi di Piton, si sarebbe accontentato di quelle di Hermione.

Lasciò che un piccolo sorriso gli spuntasse nel volto.

"Ma sembra che mi odi veramente. Come se mi odiasse dal profondo del cuore." si lamentò Harry.

"Sciocchezze!" insistette Hagrid. "Perché dovrebbe?"

"Draco dice che è a causa di mio padre." provò Harry.

"Perché lo dici?" chiese Hagrid.

"Ecco- be, Draco ha menzionato che erano a scuola assieme e che non andavano d'accordo." provò ancora Harry.

"È una supposizione logica." disse Draco. "Il Professor Piton, per quanto brillante, mi sembra qualcuno che- "

"Qualcuno che veniva isolato e preso in giro?" offrì Hermione.

"Sì. Ho grande rispetto per lui. È il mio padrino" aggiunse velocemente Draco. "ma, mi sembra che abbia del risentimento verso Harry."

Hermione fece un verso di disapprovazione. Girandosi attirò l'attenzione di Hagrid verso i peli di coda di unicorno sul muro dietro di lei e iniziò a chiedergli per cosa usasse tutti quei peli di coda di unicorno. Hagrid, chiaramente felice del cambio di argomento, si lanciò in una spiegazione molto prolissa di tutte le meraviglie dei peli di coda di unicorno. Hermione, che era come una spugna, assorbì tutti i suoi usi e iniziò a prendere dei veri e propri appunti. Dove avesse tenuto nascosti una piuma, un calamaio e della pergamena sulla sua persona era un mistero. Draco lasciò vagare la sua attenzione, impilando le tortine nel suo piatto una sopra l'altra.

"Ehi, guarda qui" bisbigliò Harry, allungando un pezzo del giornale verso Draco.

Draco lo afferrò, i suoi passarono sopra il piccolo articolo prima di leggere:

ULTIMISSIME SULLA RAPINA ALLA GRINGOTT

Proseguono le investigazioni sulla rapina alla Gringott il 31 luglio, si crede largamente che sia l'opera di maghi o streghe Oscuri, che restano ignoti.

Oggi i goblin della Gringott hanno insistito che nulla è stato trafugato. La camera blindata era infatti stata svuotata quello stesso giorno.

"Ma non vi diremo cosa conteneva, quindi tenete lontani i vostri nasi se sapete cosa è meglio per voi" ha detto il portavoce dei goblin della Gringott questo pomeriggio.

Draco guardò Harry.

"Questo è il giorno che ci siamo conosciuti."

Harry annuì. Però sembrava che sapesse qualcosa che Draco ignorava perché i suoi occhi smeraldini stavano brillando in un modo che non gli piaceva.

"Hagrid," lo interruppe Harry, "la rapina alla Gringott è avvenuta il giorno del mio compleanno! Potrebbe essere successa mentre eravamo lì!"

Draco si aspettava che Hagrid alzasse gli occhi al cielo, o qualcosa del genere, per scoraggiare Harry dal continuare a pensarci.

Chiaramente Hagrid non conosceva Harry bene abbastanza da capire che sarebbe saltato verso qualunque mistero pensasse che ci fosse. La reazione di Hagrid di non guardare Harry negli occhi, borbottare e offrire un'altra tortina servì solo a rendere quei noiosi occhi verdi ancora più brillanti.

Hermione, confusa e avida di maggiori informazioni sugli usi dei peli di coda di unicorno, riattirò facilmente l'attenzione di Hagrid. Questo, sfortunatamente, non dissuase Harry.

"Hagrid ha svuotato quella camera blindata quando eravamo lì," Harry bisbigliò a Draco, indicando la riga che parlava della camera che era stata scassinata e che era stata svuotata in precedenza quello stesso giorno.

In qualche modo le tortine che Draco non aveva mangiato gli sprofondarono in fondo allo stomaco. Volgendo lo sguardo di nuovo verso Harry, Draco sapeva da uno sguardo nei suoi occhi che, una volta lasciata la capanna di Hagrid, avrebbe saputo la sua teoria per intero. Harry stava tremando dall'eccitazione di avere un mistero da risolvere.

Per forza che il ragazzino voleva diventare un Auror. Non solo sarebbe diventato un acchiappa maghi oscuri, ma avrebbe risolto misteri per vivere.

Come il trio si incamminò di nuovo verso il castello per cenare, appesantiti da tutte quelle tortine che non erano riusciti a mangiare, Harry gli raccontò la storia del suo primo viaggio alla Gringott.

"Era la camera blindata settecentotredici e conteneva solo questo sudicio piccolo pacchetto," disse Harry a voce bassa con Draco e Hermione che avvicinavano le teste verso di lui. "Doveva essere quello che i ladri volevano. Quante sono le probabilità?"

"Be, la Gringott è una banca abbastanza grande. Un numero qualsiasi di camere blindate sarebbe potuto essere svuotato quel giorno," fece notare Hermione. "E perché qualcuno dovrebbe volere un piccolissimo pacchetto?"

"Le dimensioni non equivalgono alla potenza," disse Draco con voce vuota mentre salivano i gradini che portavano alla Sala di Ingresso.

"Oh, hai ragione," esalò Hermione. "Mi chiedo cosa ci sia stato nel pacchetto."

Draco trattenne un gemito. "Qualsiasi cosa fosse, i ladri non l'hanno presa. È al sicuro."

"Dove? Hagrid ha detto che stava ritirando il pacchetto per Silente," disse Harry mentre attraversavano la Sala di Ingresso. "Dove pensate che sia adesso?"

"Silente? Be, sarà al sicuro," disse Hermione, con un tono da 'chiuso il discorso'. "Lui è un mago potente. Terrà quel qualsiasi cosa sia al sicuro."

Harry ci rimurginò mentre raggiungevano la Sala Grande.

"I posti più sicuri sono Hogwarts e la Gringott," offrì Draco.

Cosa stava facendo? Doveva stare zitto e smetterla di incoraggiare Harry. Ogni volta che Potter andava incontro al pericolo ne usciva quasi morto. Draco aveva in mente a un certo punto di informare Silente che c'era un problema in uno dei suoi professori. Di sicuro, Draco immaginava che Silente dovesse AVER NOTATO che c'era qualcosa che non andava con Raptor, ma l'uomo era suonato. Inoltre Draco non aveva nessuna prova a cui i suoi professori avrebbero creduto.

Ma oramai qualcuno si sarebbe dovuto accorgere dello strano comportamento di Raptor? O aver avuto una qualche sensazione. O averne sentito puzza di bruciato. Raptor aveva uno strano odore, come di aglio acido. Draco dubitava che se fosse andato dalla McGranitt e le avesse detto, "Penso ci sia qualcosa di strano con Raptor. Ha uno strano odore," sarebbe successo qualcosa oltre al fatto che lei gli avrebbe detto di pensare ai fatti suoi. O di non parlare in quel modo di un professore.

Aveva l'aspetto di un undicenne. Inoltre era Draco Malfoy. Forse avrebbe dovuto usare la sua replica preferita?

Come se suo padre avrebbe fatto qualcosa.

"Hagrid ha detto la stessa cosa," Harry gli diede ragione.

"Be, è tutto qui. Chiaramente la Gringott non era più sicura per il pacchetto, quindi adesso è qui,"annunciò Draco senza accorgersi di quello che aveva appena detto.

Quel giorno aveva preso della Pozione Rimbecillente per caso?

"Oh!" sussultò Hermione, afferrando la manica di Draco. I suoi occhi castani erano spalancati e scintillanti. "È al terzo piano."

Inserire imprecazioni che uno di undici anni non dovrebbe conoscere.

"Oh," esalò Harry con un'espressione grave. "Come ha fatto Silente a sapere che sarebbe stato rubato e che doveva spostarlo?"

"Non lo so, ma è un bene che l'abbia fatto. Qualunque cosa sia, non penso di volere che l'abbia un mago Oscuro."

"Bene, abbiamo risolto il mistero," disse Draco alzando un po' troppo la voce. "Ora ceniamo."

Tirò via la sua manica dalla presa di Hermione e si affrettò verso il tavolo di Grifondoro, sperando che Harry lo seguisse e che non volesse ulteriormente discutere il pacchetto. Draco non voleva proprio avventurarsi al terzo piano nel corridoio di Incantesimi. E non voleva vedere da vicino l'Oscuro Signore. L'istinto da Serpeverde era ancora forte: salvarsi il sedere.

Per la prima volta, e molto probabilmente non per l'ultima, Draco dubitò della saggezza del Cappello nel metterlo a Grifondoro. Coraggioso non era una parola che solitamente associava a sé stesso.

Mentre Draco ammucchiava nel suo piatto cibo che sapeva non avrebbe mangiato, Harry scivolò nel posto accanto al suo. Paciock non era tornato normale quindi Harry iniziò a parlare con il bambino irlandese e Thomas (Draco doveva veramente ricordarsi il nome del bambino irlandese). Harry e il bambino irlandese iniziarono a parlare con Thomas di qualcosa chiamato foot bawl* o qualcosa del genere, lasciando Draco ai suoi pensieri. Lanciò un'occhiata a Harry sapendo che non voleva che Harry incontrasse l'Oscuro Signore.

Chiudendo gli occhi per un momento, capì cosa il Cappello intendesse con l'essere coraggioso nel caso di Draco. Per portare a termine il suo obiettivo, sarebbe stato coraggioso nello stare vicino a Harry, non importava quanto sarebbero state non pensate a fondo, idiote e completamente stupide le situazioni in cui il ragazzino si sarebbe ficcato. Draco sarebbe stato coraggioso nel pensare per Harry quando Harry stesso avrebbe fallito nel farlo prima di correre verso il pericolo. Nonostante ogni Casa avesse delle caratteristiche poco desiderate, l'avventatezza e il mancato pensare a cosa potrebbe succedere dopo dei Grifondoro erano ridicoli. Era quasi come se ogni tanto non avessero cervello.

Almeno Draco non stava perdendo i suoi tratti da Serpeverde per colpa dell'essere circondato da leoni tutto il santo giorno.

Riaprendo gli occhi, fissò Harry, che stava usando le sue dita per dimostrare qualcosa al ragazzino irlandese. Mise due dita sul tavolo e fece un gesto come di tirare un calcio.

Harry aveva undici anni.

Perché un undicenne dovrebbe avere a che fare con questa merda? Era come se qualcuno stesse complottando contro Harry Potter.

Draco girò gli occhi al cielo. Ma certo che qualcuno ce l'aveva con Harry Potter. La stessa persona che ce l'aveva avuta con lui sin da quando era nato.


*Raptormort. Il soprannome originale era Quirrelmort, che suona meglio, ma visto che sto usando i nomi italiano ci dobbiamo arrangiare.

*Tortine 'brutte ma buone'. In inglese il nome è 'rock cakes' torte sasso. Purtroppo in italiano qui si perde il gioco di parole.

*L'odore. Il verbo "smell" è usato nel senso di sentire l'odore come un segugio.

*Foot bawl. Lett. piede strillare, invece di piede palla "football"