Disclaimer. Se lo conosci, probabilmente viene da "La Pietra Filosofale" di JKR e non mi appartiene.
Cap. 14 Volare in Alto
L'avviso per le lezioni di volo venne appeso Lunedì. Harry si affrettò verso la bacheca, il rumore e la grande folla lì di fronte avevano attirato la sua attenzione. Si fece strada attraverso la folla riuscendo per una volta a usare la sua piccola statura a suo vantaggio. Harry non aveva mai prestato molta attenzione al fatto che era più piccolo e magro della maggior parte dei ragazzini della sua età fino a quando non aveva iniziato a girare con Draco, che sembrava diventare ogni giorno più alto.
Harry lesse ansioso l'avviso sulla bacheca. Le lezioni di volo sarebbero iniziate il Martedì.
Le parole successive lo fecero gemere annoiato.
Le lezioni sarebbero state coi Serpeverde.
Spingendosi verso il buco d'entrata e poi fuori, Harry raggiunse velocemente la Sala Grande, riuscendo a scendere per le scale sbagliate solo una volta quel mattino. Entrò nella Sala Grande con più che abbastanza tempo per mangiare. Draco era seduto al tavolo al suo solito posto, pezzo di toast in una mano, giornale nell'altra. Scuotendo la testa all'immagine da adulto in miniatura che Draco emanava, Harry si affrettò e si sedette.
"Hai visto l'avviso stamattina?"
Draco guardò verso di lui, i suoi occhi grigi si fissarono in quelli di Harry. "Sì. Scioccante caso di Frisbee Zannuti che mordono le dita?" Alla faccia di Harry continuò, "Oh, intendevi l'avviso della prima gita a Hogsmeade? Non possiamo andare fino al terzo anno." Harry emise un verso lamentoso. "Non quello. Vediamo. Non hai bisogno di un tutor per Divinazione, visto che non la studi. Non sei interessato a comprare un gatto, o speriamo che tu non lo sia. Dubito che ti interessi la lezione per dipingerti le unghie di Lavanda per quindici falci all'ora..."
"Volo!"
"Oh, quell'avviso. Sì, l'ho visto. Non sei emozionato?"
"Be, sì. Ma..." Harry si contorse un pochino, afferrando un pezzo di toast. "Non voglio rendermi ridicolo davanti ai Serpeverde. Nel senso, non voglio rendermi ridicolo di fronte a nessuno… ma…"
Draco poggiò il giornale e gli lanciò una strana occhiata, come se sapesse qualcosa. Era in occasioni come queste che Harry percepiva delle strane sensazioni riguardo a Draco. Per quanto gli piacesse e per quanto fosse elettrizzato all'idea di avere finalmente un amico, ogni tanto Draco sembrava vecchio. E come se sapesse tutto. Metteva Harry a disagio, perché sentiva come se ci fosse qualcosa di molto importante che Draco non gli aveva detto. Per Harry non aveva senso perché Draco rispondeva sempre alle sue domande, a volte anche con più informazioni di quanto servisse.
C'erano delle volte in cui Draco appariva un po' matto. Come la sua reazione al ratto di Weasley. E la sua strana ossessione per Sirius Black. Spesso Harry aveva la chiara sensazione che Draco stesse aspettando che delle cose avvenissero. Era come se sapesse cosa stava per succedere. Era molto difficile sorprendere Draco. Eppure quando qualcosa lo scioccava la sua reazione era intensa.
In pratica, Draco era strano. Harry non si era mai sentito così normale. E questa era un'impresa visto che era un mago. E uno famoso. E lo aveva scoperto meno di due mesi prima.
Nonostante questo mettesse Harry a disagio, gli faceva anche piacere di più Draco.
"Ci saranno numerose persone che non andranno per niente bene alle lezioni di volo, Harry." Disse Draco usando il tono solito di quando sapeva più di quando dicesse.
Notò Draco lanciare un'occhiata a Neville, che sedeva di fronte a Harry con un sorriso allegro. Lo sguardo sul volto di Draco quando fece un cenno verso Harry stesso gli disse che lui o aveva la sensazione o sapeva che Neville non sarebbe mai stato un provetto volatore.
"E visto quanto tu sembri interessato al Quidditch, non me ne preoccuperei. Sono sicuro che tu abbia un talento naturale."
Harry aggrottò le sopracciglia. "Ma dal modo in cui alcuni dei ragazzi parlano del volo, sembra che l'abbiano fatto sin da quando erano piccoli. Io non ho neanche mai tenuto in mano una scopa magica."
Draco alzò un sopracciglio biondo. "Ne hai avuta una non magica?"
Harry lanciò un'occhiataccia a Draco, non volendo parlare del suo tempo dai Dursley. Draco fu abbastanza arguto da lasciar perdere.
"Sono sicuro che siano soprattutto chiacchiere." lo rassicurò Draco. "Io volo da molto tempo, ma c'è sempre un margine di miglioramento. Madama Bumb sa un sacco di cose sul Quidditch. E sul volo. Ho sentito dire che è un'autorità in materia."
Questo non fece niente per far stare meglio Harry.
Nei giorni seguenti tutti si ritrovarono a parlare delle lezioni di volo. Alcune delle storie sembravano troppo inverosimili per essere vere. Un ragazzino, un Serpeverde che Harry non conosceva, insisteva a dire che molte volte era scappato per un pelo a dei Babbani in elicottero. Seamus Finnigan, uno dei suoi compagni di dormitorio, sembrava che avesse passato tutta la sua infanzia in campagna in sella al suo manico di scopa, evitando gli aggeggi volanti dei Babbani e gli uccelli. Weasley aveva ripetuto almeno venti volte la stessa storia di come aveva quasi colpito un deltaplano con la scopa di suo fratello maggiore Charlie.
Draco aveva informato Harry di come dubitasse che il Weasel (il modo in cui Draco chiamava sempre Weasley) sapesse cosa fosse un deltaplano.
Harry era sicuro che neanche Draco lo sapesse, ma non disse niente.
Dall'altra parte Neville non era mai stato su una scopa. Sua nonna non glielo aveva permesso. In cuor suo Harry aveva la sensazione che questa fosse stata una mossa intelligente da parte di sua nonna. Neville attirava disastri come la luce le falene. Lasciava sempre una scia di calderoni esplosi, mantelli strappati e ginocchia sbucciate. Neville era orripilato all'idea di volare di fronte ad altri. O in generale.
L'unica persona che era più preoccupata di Neville era Hermione, la quale aveva iniziato a leggere ogni libro sul volo che potesse trovare. Quando era arrivata, il martedì mattina, per il suo mattutino periodo di socializzazione, aveva annoiato a morte l'intero tavolo con i consigli sul volo che aveva trovato in un libro chiamato 'Quidditch Attraverso i Secoli'. Draco era leggermente divertito, ma Neville pendeva da ogni parola che pronunciava. Prendeva anche appunti.
La sua lezione sul volo venne interrotta dall'arrivo della posta, cosa di cui Harry fu grato. Il suo parlare del volo lo stava solo rendendo ancora più nervoso per la lezione che avrebbe avuto luogo più tardi quel pomeriggio. È vero, Hermione aveva tutto il diritto di essere nervosa, ancora di più visto che lei avrebbe avuto lezioni di volo quella mattina coi Tassorosso. La sua imminente rovina sarebbe avvenuta prima di quella di Harry.
Il grande gufo reale di Draco gli atterrò davanti con un pacchetto pieno di dolci. Lo prese dal gufo, ringraziandolo dandogli un po' di bacon da mangiare. Tolse la lettera e la scatola dalla zampa del gufo reale, diede la scatola a Harry.
"Perché me la stai dando?"
"È per te."
"Uh?"
"Be, sarebbe da dividere." fece ammenda Draco, indicando la scritta sulla scatola. "Ha scritto una lettera anche a te."
Harry aggrottò la fronte. prendendo la lettera da Draco. Non aveva mai ricevuto una lettera da lei prima, anche se lui aveva sempre pensato di scriverle. Narcissa aveva detto che poteva. Era sempre stata tanto gentile con lui le due volte che l'aveva vista. Semplicemente non aveva idea di cosa dirle. Ci ripensò un momento prima di rompere il sigillo sulla lettera. I genitori di Draco avevano più o meno la stessa età dei suoi genitori, quindi avrebbe potuto chiederle informazioni su di loro. Draco non sapeva molto dei genitori di Harry, sapeva soprattutto cose su Sirius Black: l'ossessione a random di Draco.
"È una Ricordella!" urlò all'improvviso Neville, facendo alzare lo sguardo a Harry dalla lettera che stava tenendo in mano. "Nonna sa che mi dimentico le cose- questa ti dice se hai dimenticato qualcosa che dovevi fare. Guarda, se la tieni stretta così e diventa rossa- oh..."
La voce di Neville si affievolì, tenendo la sfera stretta mentre si illuminava in un rosso brillante.
"Immagino che tu abbia dimenticato qualcosa," disse Draco, che sembrava stesse faticando duramente per non sogghignare.
"Credo," ammise Neville, aggrottando la fronte.
Neville stava cercando di ricordarsi cosa avesse dimenticato quando il ragazzino di Serpeverde che era sfuggito all'elicottero apparve, agguantando la Ricordella dalla mano di Neville. Senza pensare Harry si alzò in piedi di scatto. C'era qualcosa di quel ragazzino allampanato che lo infastidiva.
"Cosa succede qui?"
Harry si girò e vide avvicinarsi la Professoressa McGranitt. Il suo volto era serio e i suoi occhi passavano velocemente dal ragazzino Serpeverde a Harry.
"Nott ha preso la mia Ricordella, Professoressa."
Dopo una sguardo della Professoressa McGranitt, Harry si risedette tenendo d'occhio Nott. Harry guardò verso Draco che aveva un'espressione dura che rivaleggiava con quella della McGranitt. Solo che Draco non stava prestando attenzione a Nott come tutti gli altri. Lui stava fissando i due enormi tizi tipo scagnozzi che stavano al fianco di Nott. Harry non li aveva notati prima.
In verità Harry non aveva fatto attenzione a molte persone. Sin dall'inizio delle lezioni aveva passato la maggior parte del tempo a nascondersi dagli sguardi della gente.
"Stavo solo guardando." replicò Nott imbronciato come fece cadere la sfera sul tavolo. Rotolò verso Draco, che la fermò con la mano. Nott sogghignò verso Draco e andò via con i due scagnozzi.
"Che cos'era quello?" chiese Hermione quando la Professoressa McGranitt tornò al Tavolo degli Insegnanti.
"Niente." mormorò Draco, restituendo a Neville la sfera. Quella iniziò a brillare di nuovo.
Hermione assottigliò gli occhi e strinse le labbra. Harry lanciò uno sguardo curioso a Draco. Draco sospirò quando notò che Hermione stava aprendo la bocca per chiedere.
"Quei due, quelli larghi?" Le chiese Draco prevenendo la sua domanda. Harry e Hermione annuirono. "Sarebbero dovuti essere i miei… amici. Per ordine di mio Padre. Ma visto che sono a Grifondoro dubito che Tiger e Goyle mi…"
"Proteggeranno? Picchieranno persone per te?"offrì Hermione, per niente colpita. "Seguirti come degli gnomi senza cervello?"
"Esatto" mormorò Draco, tornando al suo giornale. Lo aprì, lo raddrizzò con uno schiocco e vi si nascose dietro.
Hermione stava di nuovo aggrottando le sopracciglia, fissando la prima pagina de La Gazzetta del Profeta. Sembrava sul punto di chiedere perché il padre di Draco volesse che lui avesse due scagnozzi, ma il tempo della colazione stava finendo e lei doveva andare a tentare di volare su una scopa.
Alle tre e trenta del pomeriggio. quando era tempo per Harry di andare a provare la lezione di volo, sapeva che Hermione aveva fallito miseramente. Era chiaramente qualcosa che non si poteva imparare da un libro. Questo rese Harry lievemente nervoso, perché nonostante avesse solo una classe con Hermione era conoscenza comune che lei fosse la strega più brillante della loro classe e che fosse riuscita in tutti gli incantesimi al primo tentativo. Il fatto che lei non potesse volare gli stava dicendo una cosa.
Harry sapeva che stava per fallire miseramente.
Draco aveva provato a rallegrarlo mentre si dirigevano verso le scale d'ingresso e nel il cortile. La giornata era serena e ventilata, il che causava all'erba di ondeggiare sotto i loro piedi. Era uno spettacolo, ma l'unica cosa a cui Harry riusciva a pensare era cadere di testa dalla scopa. Si sentiva già il naso rotto.
"Tempo perfetto per volare. Il venticello non è troppo forte e non ci sono nuvole, quindi niente pioggia." farfugliò Draco mentre raggiungevano l'area che era stata preparate per farli volare.
I Serpeverde erano già lì, stavano vicini ai venti manici di scopa allineati per terra in una fila ordinata. I gemelli Weasley avevano informato Harry che le scope della scuola erano terribili, amplificate per vibrare se volavi troppo in alto o troppo veloce e tendevano ad andare a sinistra. Quella volta la loro dimostrazione di come le scope volavano verso sinistra era stata divertente, ma ora che Harry aveva di fronte le suddette scope, era terrorizzato dall'andare a sinistra e schiantarsi contro un albero. O di avere uno scontro in aria con un altro studente.
"Calmati" gli bisbigliò Draco quando arrivò l'insegnante. "Scometto che andrai bene."
Harry non replicò, ma l'insegnante, Madama Bumb, abbaiò, "Beh, cosa state aspettando?"
Era una donna interessante, con corti, grigi capelli appuntiti e occhi gialli da falco che erano un po' inquietanti. Avevano anche la forma degli occhi di un gatto.
"Mettetevi di fianco a un manico di scopa. Forza, sbrigatevi."
Harry si posizionò di fianco ad una scopa apparentemente innocente. Notò che alcuni rametti della coda formavano degli strani angoli. Draco prese posto accanto a lui e si imbronciò verso la sua scopa.
"Perché non possiamo portarci le nostre scope per questo?" borbottò. "Almeno la mia ha tutti i ramoscelli nella stessa direzione."
I rametti della scopa di Draco erano in condizioni ancora peggiori di quella di Harry.
"Allungate la mano destra sopra la vostra scopa" li richiamò Madama Bumb, che aveva una bella scopa poggiata di fianco a lei sul terreno, "e dite 'SU'."
Harry fece un respiro per calmarsi prima di dire, "SU!"
Ci fu un coro di "SU" intorno a lui.
La scopa di Harry gli saltò in mano all'istante come se non potesse resistere. Scioccato, si guardò intorno. La scopa di Neville era rotolata via da lui. La scopa di Dean Thomas stava saltando a metà strada, ma non raggiungeva la sua mano. C'era una ragazza bionda di Serpeverde la cui scopa non si era mossa per niente. Sembrava vicina alle lacrime. Draco aveva la sua scopa in mano e appariva annoiato. Nott sembrava compiaciuto, teneva la sua scopa con il suo naso in aria. Weasley e il ragazzino con la pelle scura con cui girava avevano anche loro entrambi la loro scopa. Harry notò che Weasley stava bisbigliando qualcosa sottovoce alla ragazza bionda di fianco a lui. Qualunque cosa le disse sembrò funzionare. La scopa le saltò in mano. Lei sembrò sorpresa. Rivolse a Weasley un piccolissimo sorriso.
"Riprovate," ordinò Madama Bumb a quelli che ancora non avevano in mano la propria scopa.
Neville provò di nuovo. Ci fu un tremore nella sua voce che rese chiaro che non voleva avere la scopa in mano. Magari le scope erano come i cavalli che sentivano quando avevi paura?
A Neville (e alcuni altri) ci vollero alcuni tentativi per riuscire ad avere in mano le loro scope. Quando tutti ebbero in mano la loro scopa, Madama Bumb li istruì su come montare in sella senza scivolare giù. Quando tutti furono saliti iniziò a camminare avanti e indietro per correggere le prese. Harry si rallegrò quando informò Nott che stava afferando male la sua scopa, e quindi lo stava facendo male da anni. Affianco a lui Draco grugnì poco elegantemente. Nott alzò lo sguardo, perforandolo con un'occhiata fulminante.
"Ecco, queste sono due belle prese," commentò Madama Bumb guardando Draco e Harry. "Vedete qui, come stanno tenendo le scope. È perfetto."
Madama Bumb marciò verso l'altro capo della linea e si girò verso la classe. Allungò il braccio e la scopa le saltò in mano senza che dovesse dire SU.
"Ora, quando soffierò il fischietto, datevi una spinta, forte," iniziò. "Avrete bisogno di tenere la vostra scopa in equilibrio, alzatevi di alcuni piedi, poi tornate dritti giù piegandovi leggermente in avanti. Così."
Fece una dimostrazione di cosa voleva che facessero. Harry sentì il nodo di nervi che aveva dentro sciogliersi. Sembrava abbastanza semplice.
"Al mio fischio- tre- due-"
Non fischiò mai. Neville era schizzato in aria, il suo modo di fare teso e nervoso gli aveva fatto dare la spinta troppo presto e troppo forte. Schizzò in aria, salendo velocemente.
"Torna indietro, ragazzo!" urlò Madama Bumb mentre Neville continuava a comportarsi come un tappo che schizzava fuori da una bottiglia. Neville si sollevò di almeno venti piedi, la sua faccia era bianca e spaventata, gli occhi erano incollati al suolo dove desiderava essere. Harry tenne gli occhi su Neville, chiedendosi quando Madama Bumb sarebbe andata a prenderlo, quando all'improvviso Neville strillò e-
WHAM.
Un rumoroso 'tud' e un brutto 'crac' si sentirono quando Neville atterrò a faccia in giù nell'erba di botto. Ci fu un rantolo collettivo degli studenti. Harry guardò sopra di lui e vide che il manico di scopa stava salendo sempre più in alto, poi girò a sinistra e svanì nella foresta.
Harry si girò verso Draco che guardava corrucciato verso Nott per una qualche ragione.
"Polso rotto," mormorò Madama Bumb. "Andiamo ragazzo- va tutto bene, in piedi."
Madama Bumb si alzò e lanciò un'occhiataccia al gruppo con quei suoi occhi da gatto.
"Poggiate tutti le scope. Nessuno di voi si muova mentre accompagno questo ragazzo in infermeria. Lascerete quelle scope al suolo o vi ritroverete fuori da Hogwarts prima di poter dire 'Quidditch'. Vieni, ragazzo."
Harry si corrucciò guardando Neville che, con il viso pieno di lacrime, zoppiccava dietro a Madama Bumb stringendosi il polso al petto.
"Avete visto la faccia di quel gran salame?"
Harry, che stava guardando Madama Bumb e Neville, svanire sulle scale e dentro i castello, sentì Draco inspirare un po' troppa aria attraverso il naso. Guardando verso il ragazzo più alto di lui, notò che Draco aveva una strana espressione. Sembrava che avesse ingoiato un limone.
"Sta zitto, Nott" scattò Calì Patil verso i Serpeverde che stavano ridacchiando.
"Ooh, da quando stai dalla parte di Paciock, Patil?" disse una ragazza Serpeverde dal volto impassibile. "Non avrei mai pensato che ti piacessero i piagnoni grassi."
Calì aprì la bocca per rispondere, ma Nott si chinò dove Neville era caduto e tirò su qualcosa.
"Guardate! È quella stupida cosa che Paciock aveva questa mattina!"
La Ricordella brillava al sole del pomeriggio mentre Nott la teneva sollevata. Harry sentì la rabbia ribollirgli dentro. Nel mondo Babbano Harry tendeva ad avere il posto di Neville, ora- semplicemente perché non era morto- aveva un peso nella scala gerarchica. Poteva scendere in campo contro i bulli come Nott.
Harry fece un passo in avanti.
"Dammela, Nott." disse piano Harry.
Tutti smisero di parlare, gli occhi incollati a Harry. Per un momento Harry rimpianse di essersi fatto avanti, perché si era messo sotto i riflettori, ma l'ingiustizia era troppo per lui. Rimase lì, con la mano aperta verso la sfera.
Nott ghignò malignamente. "Penso che la lascerò dove Paciock dovrà andare a prendersela."
La sua scopa gli saltò in mano.
"Oh, che ne dici di- qua sopra?"
"Dammela!" urlò Harry, mentre Nott si spingeva in aria e si sollevava sopra le loro teste.
Nott non stava mentendo. Sapeva volare. C'erano una certa facilità e grazia nei suoi movimenti, anche su una scopa scolastica del cavolo. Nott si librò fino alla cima di un albero vicino, tenendo in mano la Ricordella.
"Vieni a prenderla, Potter" lo sfidò Nott.
Harry afferrò la sua scopa.
"No!" disse Lavanda Brown preoccupata. "Non farlo, Harry."
Harry lanciò uno sguardo a Draco che sollevò un sopracciglio. Aveva di nuovo quello sguardo, come se sapesse esattamente cosa Harry stava per fare e quale sarebbe stato il risultato. Harry provò, invece della sua solita inquietudine, un'ondata di compiacimento.
Gliel'avrebbe fatta vedere, a Nott.
Con il sangue che gli pulsava nelle orecchie, montò a cavallo della scopa e si diede una spinta. Si sollevò in aria, la sensazione di essere quasi senza peso era meravigliosa. Si sentiva libero. Non si era mai sentito così prima.
Era facile.
Gli veniva naturale.
Sotto di lui poteva sentire una combinazione di suoni. C'erano degli strilli, dei 'gasp' e degli 'oops'.
Harry girò la scopa velocemente e affrontò un Nott sbalordito a mezz'aria.
"Dammela" ordinò Harry, allungando la mano.
"Ah, sì?"
"Sì. O ti butto giù dalla scopa."
"Certo," cercò di prenderlo in giro Nott, ma sembrava preoccupato. "E io sono lo zio di Merlino."
Non sapeva come fosse possibile, ma Harry sapeva cosa fare. Si piegò in avanti tenendo saldamente la scopa e schizzò verso Nott con una velocità che non sapeva che la scopa potesse raggiungere. E sorprendentemente la scopa non girò a sinistra. Nott si mosse giusto in tempo per non essere buttato giù. Harry si girò bruscamente, tenendo la scopa salda mentre affrontava di nuovo Nott, che ora era esterrefatto.
"Niente Tiger o Goyle a salvarti il collo qui sopra, eh?" lo schernì Harry.
Sembrò che Nott fosse stato colpito dallo stesso pensiero, infatti lanciò uno sguardo sotto di lui dove i due scagnozzi stavano stupidamente guardando su verso il loro leader. Nott rialzò lo sguardo apparendo per un momento impanicato. All'improvviso urlò "Prendila se ci riesci!"
Nott tirò la sfera di vetro in alto sopra la sua testa prima di sfrecciare di nuovo verso il terreno.
Il mondo si muoveva a rallentatore. Harry vide la sfera alzarsi e iniziare a cadere. Senza ripensarci Harry si piegò in avanti e puntò il manico in basso. Un secondo dopo era in discesa rapida verso il suolo e stava acquistando velocità. Il vento gli ululava nelle orecchie, mischiandosi ai rumori della folla sotto di lui. Lui ignorò tutto e si concentrò sulla sfera che cadeva. Allungò la mano e la chiuse intorno alla sfera di vetro a circa un piede dal terreno. Strattonò la scopa per raddrizzarla e scese gentilmente. Si sedette e guardò la sfera che teneva in mano, un leggero sorriso sul viso.
"HARRY POTTER!"
Il sorriso svanì.
"Mai- in tutto il mio tempo a Hogwarts-"
La Professoressa McGranitt stava arrivando infuriata verso di lui. Harry lentamente si alzò in piedi tremante. Lei lo raggiunse e era così scioccata che non era capace di completare una frase.
"Come ti sei permesso- rotto il collo- cosa stavi- come ti sei permesso-"
I suoi occhiali squadrati lampeggiarono per il sole mentre cercava confusa le parole.
"Non è stata colpa sua, Professoressa-"
"Silenzio, Miss Patil."
"Ma, Nott-"
"È abbastanza, Finnegan. Potter, seguimi, ora."
Nott, Tiger e Goyle avevano tutti delle espressioni trionfanti quando lui seguì la Professoressa McGranitt. Harry lanciò uno sguardo a Draco, che lo sorprese perché stava sorridendo. Incrociando il suo sguardo prima che sparisse con la McGranitt, Draco gli diede due pollici in alto.
Confuso, Harry si girò nuovamente. Perché Draco gli aveva dato due pollici in alto per essersi messo nei guai? Draco era più matto di quanto avesse pensato.
Harry stava per essere espulso. Fine della storia. Tempo di fare le valigie e andare.
Il suo cuore affondò mentre cercava di pensare a qualcosa da dire in sua difesa alla McGranitt, ma gli venivano le parole. La seguì mollemente mentre lei avanzava nei corridoi senza neanche guardarlo. Si muoveva velocemente. Harry doveva correre per starle dietro.
Harry non era durato neanche un mese. Cosa avrebbero detto i Dursley quando sarebbe arrivato, cacciato dalla scuola per gli strani?
Harry non stava prestando attenzione a dove lo stava conducendo la McGranitt perché si sentiva troppo infelice. Ad un certo punto si accorse che non si stavano dirigendo verso il suo ufficio. Forse lo stava portando dritto da Silente?
"Mi scusi, Professor Vitious. Potrei avere Baston per un momento?"
Baston? Baston era per caso un tipo di oggetto magico per punire gli studenti prima di espellerli? O era una speciale bacchetta che usavano per spedirlo via senza preoccuparsi dei soliti metodi di viaggio?
Oh, no. Forse Baston mandava gli studenti in quella prigione di cui gli aveva parlato Draco…
Harry fece alcuni passi indietro. La McGranitt si fece da parte per rivelare che Baston non era per niente un oggetto, ma un robusto ragazzo del quinto anno che Harry aveva spesso visto assieme al Prefetto Weasley di cui non si ricordava il nome. Baston guardava incuriosito Harry che stava ancora stringendo la Ricordella e la scopa. Non aveva neanche notato che stava ancora tenendo la scopa. La fissò per un momento prima di guardare di nuovo verso Baston.
"Seguitemi, voi due." ordinò la McGranitt.
Baston sembrava confuso, ma si girò e seguì la Professoressa. Harry li seguiva un passo o due dietro a Baston trascinandosi dietro la scopa.
"Qui dentro."
Baston e Harry entrarono nella classe che la McGranitt gli aveva indicato. Era vuota, ad eccezione di Pix che la McGranitt allontanò dalla stanza. Il poltergeist imprecò e gli tirò della polvere di gesso, coprendoli di sottile polvere bianca. Harry e Baston iniziarono entrambi a starnutire. La McGranitt fece uno sbuffo arrabbiata, sventolò la bacchetta e furono puliti all'istante. Scosse la testa e si ricompose, poi sorrise.
Harry si allarmò.
"Potter, questo è Oliver Baston. Baston, ti ho trovato un Cercatore."
La confusione lasciò Baston all'istante e abbassò gioioso lo sguardo. Era come se qualcuno gli avesse detto che Natale stava arrivando in anticipo.
"È seria, Professoressa?"
"Assolutamente. Il ragazzo ha un talento naturale. Non ho mai visto niente di simile prima d'ora." Si girò verso Harry. "Era la tua prima volta su una scopa?"
Harry riuscì ad annuire, le sue interiora si stavano attorcigliando. Stava iniziando a sentire di nuovo le cose, come le sue gambe, ora che sapeva che non lo stava cacciando fuori dalla scuola. Infatti Harry era abbastanza sicuro che volesse che entrasse nella squadra di Quidditch come Cercatore. A quelli del primo anno non era consentito avere delle scope, né gli era consentito fare parte delle squadre di Quidditch.
Harry sentì che era meglio non dirlo in un momento del genere.
La McGranitt continuò dicendo a Baston, che si scoprì essere il capitano della squadra di Quidditch di Grifondoro, di Harry e della sua impresa nell'afferrare la Ricordella. Li rassicurò entrambi che avrebbe ottenuto dal Professor Silente il permesso di lasciare entrare Harry nella squadra e di fargli avere una scopa. Baston iniziò a parlare di scope, mentre Harry fissava la sfera nella sua mano.
Doveva trovare il modo di ringraziare Nott per avergli permesso di entrare nella squadra di Quidditch.
N/T Purtroppo ho impegni che si stanno accavallando quindi per un po' gli aggiornamenti saranno rallentati. Questo non vuol dire che non ce ne saranno, ma non riuscirò a tradurre con lo stesso ritmo di prima. I nuovi aggiornamenti verranno pubblicati nel weekend, quindi dal venerdì alla domenica.
Grazie mille a tutti voi che seguite la traduzione, a chi l'ha messa tra i preferiti e a chi commenta!
