Cap. 15 Not Going There, But Then I Went/ Non ci Andrò, Ma Alla fine lo farò


"Stai scherzando."

"No."

"Ti prenderanno davvero una scopa?"

"Sì."

"Davvero? Pensavo che Baston ci stesse prendendo in giro."

"Ma, guardalo!"

"È leggero, piccolo e ha un talento per volare. Cosa c'è che non va?"

"È un microscopico primino!"*

Harry si schiarì la gola e si voltò verso Draco, che aveva cercato di fare del suo meglio per apparire stupito quando Harry gli aveva comunicato con entusiasmo che sarebbe diventato Cercatore. Draco sapeva che avrebbe dovuto recitare meglio, ma si ritrovò ad essere un po' invidioso. Amava il Quidditch. Voleva giocare.

Almeno non sarebbe stato un Cercatore. Odiava giocare da Cercatore. Era stata una scelta di suo padre farlo diventare Cercatore. Draco avrebbe preferito essere un Cacciatore. Se il tempo fosse passato allo stesso modo dell'ultima volta, un posto da Cacciatore non si sarebbe liberato prima del sesto anno. Avrebbe potuto giocare da Battitore se i gemelli se ne fossero andati a metà del quinto anno… o Cercatore se Harry fosse stato sbattuto fuori.

"Quelli del primo anno non sono mai stati nelle squadre," insistette Fred. "Devi essere-"

"Il più giovane giocatore del secolo," Harry finì per Fred. "Baston l'ha detto un milione di volte in mezzo ad aneddoti random sulla Nimbus Duemila."

I gemelli sospirarono, per un attimo ebbero negli occhi uno sguardo sognante. Draco rise piano mentre il gruppo si dirigeva verso uno dei tanti tavoli che si trovavano sparsi per la Sala Comune. Nelle scorse due settimane la Sala Comune era diventata sempre più confortevole per Draco. Gli mancava ancora il lusso di Serpeverde- la ricca pelle e i tessuti suntuosi e costosi. C'era qualcosa di confortevole nelle cose consunte che si trovavano nella Sala Comune di Grifondoro. Era informale, una nuova concezione per Draco.

Draco lasciò cadere la sua borsa dei libri e si sedette in una delle sedie tirando fuori i suoi compiti. Nel frattempo i gemelli stavano continuando a parlare di come Harry fosse entrato in squadra.

"Non posso proprio-"

"- crederci. Prima Ron-"

"- va a Serpeverde. E ora-"

"- Harry è il più giovane-"

"- giocatore di Quidditch del secolo."

"Harry è molto bravo. L'ho visto," offrì Draco mentre tirava fuori la sua boccetta d'inchiostro. Harry era ancora sotto shock per la sua fortuna di non essere finito nei guai. Si sedette al tavolo sogghignando come un folle con uno sguardo sconcertato negli occhi.

"Vinceremo certamente la Coppa" disse George.

"Non siamo andati bene da quando Charlie se n'è andato a giocare coi draghi," disse Fred. "E Baston stava saltellando."

"Vedi, questa è una cosa che solitamente non fa."

"E non dovrebbe," insistette Fred. "È sbagliato su così tanti livelli".

"Oi!"

I gemelli alzarono lo sguardo. Il loro amico Lee Jordan stava in piedi all'entrata della Sala Comune seccato.

"Pensavo che stessimo andando a guardare quel...la cosa," finì fiaccamente, rendendosi conto che l'intera stanza lo stava fissando.

"Ah, sì. La cosa."

"Traduzione, passaggio segreto. Non che siamo ottimisti."

"Conosciamo tutti i segreti," disse Fred schioccando la lingua e facendo l'occhiolino.

La coppia saltò su dalle loro sedie all'unisono e si affrettò verso Jordan che scuoteva la testa facendo ondeggiare le sue trecce.

"Quelle sono altre due persone che non dovrebbero saltellare." commentò Draco prima di ritornare ai suoi compiti. Fissò il tema che doveva scrivere sulle pozioni che curavano i malanni. Aggrottò la fronte.

"Mi serve un libro," annunciò Draco. Si risistemò sulla sedia e guardò intorno alla Sala Comune. "Non voglio andare in biblioteca."

"Non farti sentire da Hermione," scherzò Harry. "A cosa ti serve il libro?"

"Il tema di pozioni. Lo hai già iniziato?" si informò Draco.

Harry arrossì imbarazzato. Draco alzò gli occhi al cielo dando ordine a Harry di andare a prendere le sue cose. Dopo aver rimesso in ordine le proprie cose, aspettò Harry vicino al buco del ritratto. Harry incespicò giù dalle scale, raddrizzandosi prima di arrivare a Draco. La coppia di ragazzini lasciò la stanza, riuscendo in qualche modo a passare attraverso il buco in maniera aggraziata.

"Questa è una cosa che non sopporto di Grifondoro," si lamentò Draco. "Il buco dell' ingresso."

"Sì, è piuttosto scomodo," Harry gli diede ragione mentre scendevano le scale. "Ma mi piace la Sala Comune. È accogliente."

"Vero." concordò Draco.

Le scale iniziarono a cambiare. Quando finalmente si fermarono quello che accolse Harry e Draco non era qualcosa di gradito. Nott, Tiger e Goyle li stavano aspettando. Chiudendo gli occhi per un momento, Draco decise che era stanco di quegli strani momenti che si ripetevano con Nott nel ruolo di Draco Malfoy, precedente Principe di Serpeverde.

"Ti è piaciuto il tuo ultimo pasto, Potter? Quando prenderai il treno per tornare indietro da quei Babbani?" lo schernì Nott.

"Sei molto più coraggioso a terra, vero? Con i tuoi piccoli amici a pararti la schiena," replicò Harry freddamente.

Draco fece un suono divertito (Lett- snorted). Non c'era niente e mai ci sarebbe stato qualcosa di piccolo in Tiger e Goyle, a parte il loro intelletto.

"Ti posso affrontare in qualsiasi momento, Potter," annunciò Nott facendo un passo avanti. "Stanotte, se vuoi."

Draco si gelò.

"Duello tra maghi. Solo le bacchette sono ammesse."

"NO" disse Draco un po' troppo forte.

Nott lanciò un'occhiataccia Draco, con una smorfia ancora più pronunciata. "Qual è il problema Malfoy? Paura?"

"Di te? A malapena."

"Non pensi che Potter possa farcela?"

"Harry ti può battere ogni giorno, Nott." replicò. Malfoy scese l'ultimo gradino mettendosi proprio di fronte a Nott, guardandolo dritto negli occhi. Malfoy non aveva prestato attenzione a Nott fino al quinto anno, quando finalmente aveva realizzato che Nott doveva essere un "amico" visto che i loro padri erano entrami Mangiamorte.

Quello era stato il momento in cui Draco aveva scoperto che Nott era tanto fiacco nel atteggiamento quanto nell'aspetto.

Nonostante sembrasse sempre fiacco, il fatto che aveva due sgherri idioti l'aveva reso in qualche modo audace.

"Io sono il suo secondo," Draco si sentì dire.

Cosa stava facendo? Se Nott era Draco allora Nott non si sarebbe presentato. Draco non aveva avuto intenzione di presentarsi quando aveva pensato questa bravata. Aveva semplicemente detto a Gazza che c'erano degli studenti fuori dal letto nella stanza dei trofei ed era andato a dormire. Ridendo.

"Allora Tiger è il mio." disse Nott con un sorriso sinistro in faccia.

Draco non aveva mai usato un sorriso sinistro. Era stupido. Ora Draco SAPEVA che Nott non aveva intenzione di andarci, anche se non l'avesse già saputo.

"Mezzanotte. Stanza dei trofei. È sempre aperto," disse Nott, girandosi. Marciò via lungo il corridoio seguito da Tiger e Goyle.

"Uh, Draco?"

Draco sussultò, si era dimenticato di Harry che stava dietro di lui. Harry saltò giù dalle scale prima che questa iniziassero a muoversi di nuovo. Era perplesso.

"Cos'è appena successo?"

"Uh, ho concordato che avresti duellato contro Nott stanotte a mezzanotte," ammise Draco con imbarazzo, passandosi una mano tra i capelli. Gli ricaddero sugli occhi. Aveva bisogno di tagliarli ora che non si stava appiattendo i capelli in testa come faceva la prima volta. "Ma lui non si presenterà, quindi non importa."

Harry aggrottò le sopracciglia. "Cos'è un Duello tra Maghi e come fai a sapere che non andrà?"

"Be, è un duello. Vi lanciate incantesimi a vicenda. Diventa un duello tra Maghi perché, ecco, hai bisogno di un secondo."

"Perché?"

"Ecco, c'è un secondo nel caso in cui tu muoia. Per prendere il tuo posto." spiegò Draco cercando di non sembrare troppo serio.

Gli occhi verdi di Harry minacciavano di uscire fuori dalle orbite. "Nel caso in cui io muoia?"

"Non morirai," insistette Draco, afferrando il braccio di Harry in modo che ricominciassero a camminare "Non ci andremo."

"Ma hai detto che ci saremo," insistette Harry. "Se non ci presentiamo, Nott..."

"Non farà niente, in quanto non sarà lì. Te lo ripeto, lui vuole solo che tu venga beccato fuori dal letto di notte," insistette ancora Draco, lasciando andare Harry come arrivarono vicino alla biblioteca.

"Come lo sai?"

"Conosco i Serpeverde. So come pensano. E Nott è un cretino arrogante e un bullo. Non gli piaci perché sei, ecco, tu e sei un Grifondoro."

"Sembra che neanche tu gli piaccia molto," bisbigliò Harry mentre entravano nella biblioteca.

"Lo so," ammise Draco.

"Perché?"

"Così," Draco lasciò cadere il discorso, non voleva dire a Harry perché esattamente lui non piacesse a Nott.

Be, a dire il vero Nott doveva essere grato che Draco fosse un Grifondoro. Nott poteva essere il capo. In un qualche modo. Come era successo? Nott non era per niente come Draco. Semmai sarebbe dovuta essere Parkinson o qualcuno come lei ad alzarsi per prendere il ruolo de Il Più Grande Cretino.

"Ma perché?" chiese Harry quando si sedettero ad un tavolo vicino alla sezione di Pozioni.

"Per roba stupida," disse Draco. "Vado a cercare il mio libro."

Draco si alzò e si affrettò prima che Harry potesse dire qualcosa. Non voleva spiegargli cosa fosse un traditore del proprio sangue. Quando finalmente avrebbe dovuto, sarebbe stato il giorno in cui avrebbe ammesso che quello era il modo in cui era visto dai Serpeverde al momento. E presumibilmente da suo Padre. Non aveva senso. Draco non aveva esattamente tradito il suo sangue, be, per quanto ne sapessero i suoi genitori.

Fatto sta che, tuttavia, lui era un traditore del suo sangue. Lo era almeno quanto lo fosse un Weasley. Rabbrividendo, Draco spinse via quei pensieri dalla sua testa e si mise a cercare il libro che voleva.


*minuscolo primino. In inglese era "ickle firsty". Ickle è un termine informale e ironicamente infantile per "little" (piccolo).


N/T Per chiunque si fosse chiesto se Harry sarebbe stato più studioso, ecco a voi la risposta! Draco non gli farà i compiti come faceva Hermione!

Alla settimana prossima!