Disclaimer: Se lo sai non mi appartiene. Delle parti sono prese da La Pietra Filosofale.


Cap. 16 Colui che Deve Avere degli Istinti Suicidi


Draco si svegliò con uno scatto. Gli ci volle qualche secondo per capire che il bisbigliare che proveniva da oltre le sue tende chiuse era il motivo per cui si era svegliato. Rotolò su un fianco, risistemando la sua coperta.

"Devo andare."

"Hai comunque bisogno di un secondo," rispose qualcuno.

Ora Draco era completamente sveglio. Aprendo le tende di scatto trovò Harry completamente vestito e che cercava di uscire dal dormitorio dopo essere inciampato nel baule di Thomas. Harry lo aveva chiaramente fatto cadere di lato sparpagliandone il contenuto per tutto il pavimento. Thomas e Harry stavano lanciando oggetti dentro al baule. Finnegan (Draco aveva finalmente scoperto il suo nome) stava discutendo con Harry.

"Sono le undici e mezza. Devo andare." insistette Harry.

"Qual è il tuo problema?" sibilò Draco. "Nott sta cercando di farti finire nei guai."

Finnegan e Thomas sembrarono sollevati dal fatto che Draco si fosse svegliato.

"Verrà" insistette Harry in modo ostinato. "Perché si sarebbe preso il disturbo se non avesse voluto duellare?"

Draco sospirò. Per un secondo, si era dimenticato che Harry aveva undici anni. Harry solitamente non si comportava come quelli della sua età, ma ovviamente aveva scelto Quel Momento per essere infantile e testardo.

"È la mia occasione di batterlo al suo stesso gioco," continuò Harry.

"Che cosa ti ha fatto Nott?"

Nott non era stato tanto arrogante e maleducato verso Harry quanto lo era stato Draco nella linea temporale originale. Era vero che Nott tendeva a ridere forte e a indicare Harry quando faceva qualcosa di sbagliato.

"Harry, questa non è per niente una buona idea." Insistette Finnegan.

"Io vado."

Harry lanciò l'ultima cosa nel baule di Thomas e uscì come una furia sbattendo la porta dietro di sé. Finnegan grugnì.

"Che modo di svegliare il dormitorio," borbottò. "Gli vai dietro, Drake?"

Draco odiava quando le persone accorciavano il suo nome già abbastanza corto, ma non ci diede peso. Annuì mentre afferrava la sua uniforme scolastica e la gettava sopra il pigiama. Attraversò la stanza facilmente ora che le luci erano accese e iniziò a seguire Harry, raggiungendolo mentre lui spingeva la porta ritratto per aprirla.

"Harry, aspetta!"sibilò. "Ci farai perdere Punti!"

Draco non aveva idea del perché li stesse tirando in ballo. Sembrava qualcosa di cui si sarebbe preoccupato un ragazzino di undici anni.

"È quello che vuole Nott! Perderai un sacco di punti e perderemo la Coppa delle Case!" Insistette Draco seguendo Harry. Stava per aggiungere un altro paio di cose, ma inciampò su qualcosa finendo faccia a terra sul pavimento duro e freddo. "Miseriaccia."

"Scusa," squittì quel qualcosa.

Con cautela Draco si tirò su chiedendosi come Harry fosse riuscito a non cadere. Draco trovò Paciock per terra dove il ragazzino si era chiaramente addormentato davanti al ritratto della Signora Grassa.

"Sono qui fuori da ore, non mi ricordavo la parola d'ordine," spiegò Paciock.

Draco chiuse gli occhi. Doveva iniziare a somministrare a Paciock una pozione di Memoria.

"È 'Grugno di Porco', ma non ti servirà," disse Harry. "Se n'è andata da qualche parte."

Paciock e Draco sollevarono lo sguardo e trovarono il ritratto vuoto.

"Be, questo è stupido," mormorò Draco alzandosi in piedi. Dopo di che aiutò Paciock che si avvicinò a Draco perplesso. "Siamo chiusi fuori. Grande. Benissimo, Harry. E ora cosa?"

Harry lo guardò storto/torvo. Era la prima volta sin da quando aveva re-incontrato Harry Potter che quell'espressione non era diretta verso Draco. Paciock si avvicinò a Draco, confuso.

"Vado a incontrare Nott."

"Perché devi incontrare Nott?" chiese Paciock.

Invece di rispondere, Harry si girò e si avviò a grandi passi. Draco voleva veramente sospirare, ma si trattenne. Voltò la testa in direzione di Harry. "Seguiamolo. Meglio che tu stia con noi. Sarà meglio."

"Grazie. Il Barone Sanguinario è già passato due volte," disse Paciock rabbrividendo.

I ragazzi iniziarono a seguire Harry, che era già diretto verso la stanza dei trofei. Draco si assicurò di avere sempre Harry nella sua visuale mentre schizzavano silenziosi lungo i corridoi illuminati dalla luce della luna. Nonostante Draco fosse stato fuori dal dormitorio durante la scuola, doveva ammettere che farlo con Harry Potter era alquanto elettrizzante. C'erano un sacco di storie e dicerie sui viaggi notturni di Harry attorno alla scuola. Draco era stato geloso di tutta la grande iella in cui il Golden Trio era riuscito a trovare nella notte.

Tuttavia, ora che lo stava vivendo e pensava razionalmente era molto più snervante che divertente. Si era mezzo aspettato che Quirrelmort spuntasse fuori da una classe da un momento all'altro e che li maledicesse senza una ragione apparente.

"Non ci sono," affermò Harry come Draco e Neville entrarono nella stanza dietro di lui.

"Certo che no," mormorò Draco.

Sapendo quello che stava per succedere Draco si tenne vicino a Neville in modo da farlo muovere velocemente quando Gazza sarebbe apparso. Harry, stupidamente, si inoltrò ulteriormente nella stanza, con la bacchetta sguainata, e per vedere dove Nott e Tiger si potessero essere nascosti.

"Più che probabilmente stanno ridendo nella loro Sala Comune," mormorò Draco.

"Forse si sono tirati indietro?" chiese Paciock.

Draco scosse la testa quando un rumore nella stanza vicina li fece saltare tutti e tre. Harry si diresse velocemente verso gli altri due ragazzi quando sentirono una voce. Una che non apparteneva ad un Serpeverde.

"Annusa, mia casa, potrebbero nascondersi in un angolo," disse Gazza.

"Te l'avevo detto!" sibilò Draco voltandosi velocemente e afferrano Paciock per il polso. Fortunatamente i due piedi sinistri* di Paciock funzionarono correttamente e non inciampò mentre Draco lo tirava via. Girarono l'angolo prima che Gazza entrasse nella Stanza dei Trofei.

"Sono qui da qualche parte," lo sentirono borbottare. "Si nascondono."

Harry si spostò di fronte a Draco, mimando con le labbra, "Da questa parte."

Draco non aveva idea del perché stesse seguendo Harry, in quanto conosceva il castello meglio di lui, ma tirò comunque Paciock con sé mentre seguiva Harry d'istinto. Mentre continuavano a percorrere il lungo corridoio pieno di armature, Gazza era uscito dalla Stanza dei Trofei e si dirigeva verso di loro. Ogni passo che facevano, Gazza si avvicinava sempre di più. Paciock lanciò uno squittio spaventato quando sbatté contro un'armatura facendola cadere a terra dopo aver girato l'angolo con una curva troppo stretta. Draco lasciò il polso di Paciock, inciampando all'indietro mentre l'armatura cadeva molto rumorosamente, generando un frastuono tale da svegliare i morti.

"CORRETE!" urlò Harry, abbandonando ogni pretesto di silenzio.

I tre partirono a razzo, senza curarsi di guardare dietro di loro. Harry si lanciò in un corridoio, seguito presto da Draco e Paciock. Per un bambino con le gambe corte, Harry era molto veloce. Draco stava avendo delle difficoltà a stargli dietro. Harry raggiunse un arazzo, che tirò di lato rivelando un passaggio segreto. Saltò su e giù indicandolo. Draco lo raggiunse e afferrò un Paciock rantolante e lo lanciò nel passaggio segreto, seguendolo subito dopo. Draco e Paciock si ritrovarono nel corridoio di Incantesimi, vicino alla classe dove avevano Incantesimi.

"Come-" iniziò Paciock stupito, mentre Harry spuntava di fianco a lui.

"Penso che l'abbiamo seminato," ansimò Harry appoggiandosi al muro freddo. "Sono sicuro che lui non sappia di questo. O almeno così hanno detto i gemelli."

"Cos'era quello?"

"Un passaggio segreto," spiegò Harry. "I gemelli me lo hanno mostrato quando mi hanno trovato perso la settimana scorsa."

"Dobbiamo tornare alla Torre di Grifondoro," disse Draco dopo aver ripreso fiato. "Senza essere visti."

Draco lanciò un'occhiataccia, che sperava dicesse 'Sei un idiota e ti odio. Oh, e te l'avevo detto' a Harry.

Dal modo in cui Harry si rimpicciolì su sé stesso, Draco era sicuro che il messaggio fosse arrivato. Harry si sollevò dalla parete e borbottò, "andiamo."

I tre ragazzini avevano fatto solo alcuni passi quando la maniglia di una porta iniziò a sbatacchiare dietro di loro da qualche parte. Draco sentì ogni nervo del suo corpo strapparsi. Pensava che Harry avesse una buona sorte. Ogni fortuna era terminata.

"Pix," sibilò Draco prima che Pix schizzasse fuori dalla classe.

Pix li notò all'istante. Rilasci uno squittio deliziato e iniziò a ridere fragorosamente, rimbalzando a mezz'aria, il suo cappello oltraggiosamente brutto tintinnava per i campanelli che sbattevano l'un l'altro mentre saltellava dalla gioia.

"Zitto! Zitto!" supplicò Harry.

"Andare in giro a mezzanotte. Malandrini malandrini. Tsk, tsk, tsk. Tempo per voi di essere catturatini."*

"No! Per favore!"

"STUDENTI FUORI DAI LETTI NEL CORRIDOIO DI INCANTESIMI!"

"Miseriaccia," esalò Draco afferrando Paciock e riniziando a correre per salvarsi la pelle. Corsero fino alla fine del corridoio fino a che non si scontrarono su una porta chiusa a chiave.

"Oh, no," si lamentò Paciock mentre si dondolava avanti e indietro. "Oh, no. Questa è la fine."

"Fuori dai piedi," ringhiò Draco. Afferrò la bacchetta di Harry in quanto era ancora fuori e sibilò, "Alohomora."

La serratura scattò e la porta si aprì di schianto. Afferrando di nuovo Paciock (perché si stava ancora dondolando da un piede all'altro e stava borbottando che era la fine), Draco si lanciò nella stanza e chiuse bene la porta subito dopo che Harry entrò. Era così infuriato che non riusciva a fare un pensiero compiuto. Premette la fronte sulla porta.

"Da quale parte sono andati, Pix? Presto, dimmelo."

"Dì 'per favore'," disse Pix con voce melliflua.

"Non farmi arrabbiare! Ora dove sono!"

"Non dirò niente se non dirai per favore," disse la voce canzonante di Pix.

"Va bene. Per favore."

"NIENTE!" Pix rise fragorosamente. "Ti avevo detto che non avrei detto NIENTE se non avresti detto per favore!"

Pix sfrecciò via, lasciandosi alle spalle un Gazza imprecante.

"Deve credere che questa porta sia chiusa a chiave," bisbigliò Harry.

Draco e Harry rimasero in silenzio mentre Paciock, che continuava a strattonare la manica di Draco faceva degli strani e acuti versi.

"Cosa c'è?" chiese Draco di scatto.

Paciock fece dei suoni che sembravano degli squittii facendo girare Harry. I suoi occhi si spalancarono. Lentamente Draco guardò oltre la sua spalla e vide cosa aveva reso Neville un giocattolo che squittiva.

Oh, perché mai aveva voluto diventare amico di Harry Potter? A Harry Potter succedevano cose del genere. A quale altro studente poteva capitare di entrare in una stanza con un enorme, sbavante cane a tre teste?

Harry Potter.

Ecco chi. Nessun altro. Mai.

Il cane occupava l'intero spazio tra il soffitto e il pavimento. Gli occhi arrabbiati (sei in totale) stavano studiando i tre ragazzini e stavano facendo iniziare a ringhiare il cane. Draco guardò con disgusto quando la bava iniziò a cadere dalle tre diverse bocche in fili scivolosi e argentati. Il disgusto si trasformò in paura quando le bocche si aprirono per rivelare zanne giallastre che sembravano abbastanza affilate da uccidere velocemente.

"Perché non siamo morti?" riuscì a chiedere Draco.

"Non ne ho idea. Andiamo."

Draco tastò dietro di sé in cerca della maniglia. Tra l'orribile morte ad opera del cane e Gazza, Draco avrebbe scelto sempre di affrontare il vecchio uomo arrabbiato. Una volta trovata la maniglia Draco spalancò la porta e si fiondò in corridoio, seguito in fretta da Neville e Harry. Chiusero la porta con uno strattone e Draco la richiuse a chiave con la bacchetta di Harry quanto sentirono il cane iniziare a ringhiare forte e lanciarsi contro la porta. Harry rilasciò un guaito, Neville uno squittio e Draco una serie di maledizioni che nessun undicenne dovrebbe conoscere.

Senza aspettare per vedere se Gazza fosse effettivamente ancora in giro i tre ragazzini iniziarono a correre. Qualsiasi cosa pur di allontanarsi da quel cane mostruoso. I tre non si fermarono fino a quando non furono di nuovo al settimo piano di fronte al dipinto della Signora Grassa. Per fortuna era tornata.

"Dove siete stati?" domandò lei fissandoli irata.

"Grugno di Porco," ansimò Draco.

Il ritratto si spostò di scatto e i tre si arrampicarono all'interno, collassando sul pavimento nel momento stesso in cui superarono l'ingresso.

"Non. Ti. Seguirò. Mai. Più. Quando. Starai. Facendo. Qualcosa. Di. Stupido."

Harry rimase in silenzio un momento, poi "Cosa pensate che stesse facendo lì quella cosa?"

"Stava facendo la guardia a qualcosa, chiaramente," disse in modo strascicato Draco puntellandosi sui gomiti. "Ti sei accorto di dove eravamo?"

Harry aprì la bocca, poi la richiuse. "Oh. Aspetta, Silente sa che quella cosa è nella scuola?"

Draco fece un verso. "Sì, lo sa."

"Stava su una botola," bisbigliò Neville senza alzarsi a sedere. "Stava facendo la guardia ad una botola."

Draco trattenne la sua risposta sarcastica sul fatto che Neville avesse effettivamente notato qualcosa.

"Oh!" disse Harry, con un tono eccitato nella voce. "La rapina in banca!"

Draco cadde all'indietro, sbattendosi la mano sulla fronte.

"Il cane deve star facendo la guardia a qualsiasi cosa Hagrid abbia ritirato!" continuò Harry eccitato.

"Cosa?" chiese Neville.

"Deve essere così!" insistette Harry.

Draco sentì Harry alzarsi in piedi, tutti i suoi problemi dell'ultima mezzora dimenticati in favore di un mistero da risolvere. Harry iniziò ad elencare le sue varie teorie a Neville, che non aveva ancora avuto il piacere di sentirle. Nel frattempo Draco era rimasto spaparanzato sul pavimento della Sala Comune.

Sembrava che non importasse cosa Draco facesse, Harry che si cacciava in situazioni pericolose per la vita quando non doveva era un punto fisso nel tempo. Era sorprendente che Harry fosse Il-Bambino-Sopravvissuto invece che Il-Bambino-Che-Aveva-Istinti-Suicidi.


*due piedi sinistri: Two left feet. È un modo di dire per indicare che qualcuno è maldestro/goffo. Tradotto letteralmente perché avrei dovuto trasformare l'intera frase. Non avevo proprio idea di come fare :(

*catturatini: lo so che non è una parola vera, ma Pix lì fa una rima storpiando il verbo "caught" prendere, afferrare. Così ho deciso di seguire il suo esempio, solo che "presini" suonava malissimo.