Cap. 18 Trolling


Tanto più Halloween si avvicinava, tanto più il timore si faceva strada dentro Draco per le seguenti ragioni:

1. Draco non aveva idea di come un troll fosse entrato nella scuola.

2. Draco non sapeva a chi dire che ci sarebbe stato un troll nella scuola. Dubitava che la McGranitt gli avrebbe creduto se fosse spuntato nel suo ufficio dicendole, "Ehi, ad Halloween ci sarà un troll nei sotterranei!" Era altamente probabile che lo avrebbe messo in punizione per averle fatto perdere tempo.

3. Draco aveva il sentore che fosse stato Raptormort a lasciar entrare il troll. Era stato lui ad informare la scuola che c'era un troll. Prima di cadere a terra svenuto.

4. Draco dubitava che il Golden Trio sarebbe andato a combattere il troll. Non c'era motivo per cui uno di loro tre (nessuno di loro tre, fossero loro Weasel, Harry e Hermione o Draco, Harry e Hermione o una qualsiasi altra combinazione) si andasse a trovare nel bagno delle ragazze per "salvare" qualcuno.

Draco non si era mai bevuto la storia che Granger era andata a combattere il troll da sola. Granger sarà anche potuta essere una Grifondoro, ma era una che effettivamente pensava prima di lanciarsi.

Mentre si preoccupava, Draco stava cercando di trovare un modo per due del primo anno per comunicare tra di loro. Hermione aveva sbuffato dicendo che sarebbe stato facile se loro avessero avuto una qualcosa chiamato fone o telly fone* o qualcosa del genere. Glielo aveva spiegato con grande minuzia, correggendolo ogni volta che lo pronunciava male fino a quando non seppe cosa fosse un phone, o telephone. Non aveva idea di cosa fosse un "cell" o un "mobile" phone. Secondo Hermione era qualcosa di nuovo ed era portatile. Evidentemente molti di questi oggetti phone erano attaccati alle pareti.

Con riluttanza aveva ammesso che inventarli era stata idea piuttosto ingegnosa per i Babbani (anche se erano attaccati alle pareti). Hermione aveva iniziato a dirgli di qualcosa chiamato Internet, che rendeva le comunicazioni ancora più veloci. Non capiva come una tela potesse far andare più veloci le cose, ma lasciò perdere. La sua testa era piena di invenzioni Babbane e stava iniziando a chiedersi come mai suo padre li ritenesse così inferiori.

Erano semplicemente diversi.

Hermione gli stava spiegando le e-mail, quando un'idea lo folgorò.

"Aspetta, torna indietro. Questa e-mail… è una lettera?"

"In pratica sì. Una che tu digiti in un computer. È ancora una cosa nuova, ma ne ho letto in una delle riviste che i miei genitori tengono al loro studio dentistico. L'articolo diceva che è la prossima forma di comunicazione e che si sta diffondendo velocemente. Penso che diventerà molto importante in futuro. Forse rimpiazzerà pure i telefoni."

"Quindi l' e-mail è una lettera che mandi tramite… un filo?"

"Suppongo che sia un modo per descriverlo. È come un telegramma, solo che arriva direttamente al tuo computer personale. E puoi usare più parole."

"E la persona che lo riceve, lo ottiene istantaneamente?"

"In teoria sì," rispose lei, corrucciando la fronte. "Pensi che potremmo adattare qualcosa in quel modo? E usare la magia?"

Draco annuì lentamente, si stava rigirando quell'idea nella mente. Si alzò e iniziò a guardare tra i libri del reparto di Incantesimi. Ne afferrò alcuni e si ridiresse verso il tavolo. Nonostante avesse pensato che avrebbero usato l'incantesimo che Granger aveva usato sulle monete al quinto anno (e pregare di esserne capaci), questa idea dell'e-mail sarebbe dovuta essere abbastanza semplice perché un primino riuscisse a farlo. Be, se quei primini erano Hermione e Draco. Draco dubitava che chiunque altro al loro anno potesse fare quello che lui stava pensando. Non sapeva perché non ci avesse pensato prima, visto che aveva incontrato quegli incantesimi al il suo quarto anno durante una ricerca per Incantesimi, ma aveva pensato che fossero stupidi e semplici.

Perché se ne fosse ricordato in quel momento non ne era sicuro, ma era felice di averlo fatto.

"Qui!" esclamò, spingendo il libro verso di lei.

Lei lesse l'incantesimo, il suo viso si illuminò. "Draco! È perfetto! Pensi che ce la possiamo fare?"

"Penso di sì. Tutto quello che dobbiamo fare è incantare la pergamena- per noi sarà un incantesimo difficile, ma penso che ce la possiamo fare."

Hermione tirò fuori la sua bacchetta e prese un pezzo vuoto di pergamena. Senza dire le parole mimò i movimenti della bacchetta alcune volte, le sue labbra strette per la concentrazione. Lo fece cinque volte prima di dire l'incantesimo.

"Instascripto!"

Entrambi fissarono la pergamena. Brillò di una luce blu per un momento prima di tornare normale. Hermione incantò un altro pezzo di pergamena che divenne blu a sua volta.

"Ha funzionato?"

"Non lo so," rispose lei. "Devi lanciarlo su entrambi i pezzi di pergamena."

Draco la seguì, esercitandosi nei movimenti prima di tentare l'incantesimo. Dopo che l'ebbe fatto la pergamene brillarono di luce rossa. Draco prese la sua piuma e scrisse un semplice messaggio nella pergamena. Una volta che ebbe fatto mormorò, "Inmitto."

Il sussulto di Hermione gli disse che aveva fatto bene. Di fatto, la pergamena di fronte a lei si illuminò di una luce rosso spento e vibrò quando il messaggio apparve. Lei ripetè l'azione e il suo messaggio apparve sulla pergamena di Draco, illuminandosi di un blu spento e vibrando.

"Come li colleghiamo a quello di Harry?" chiese Hermione.

"Semplicemente incantiamo un altro foglio con lui, ognuno di noi fa l'incantesimo. Credo." Draco aggrottò le sopracciglia. "Penso che dovremo fare delle ricerche. Qui usa solo due fogli e due persone. Ma, devo poter funzionare con più di una persona, come con dei gruppi?"

"Forse. Dovremo fare delle ricerche prima di farne uno per Harry."

"Fino ad allora può usare il mio."

Hermione annuì. "È così eccitante! Oh! È quasi ora del Banchetto di Halloween! Come pensi che sarà?"

"Penso che decoreranno la sala con pipistrelli e zucche. E che avremo una festa da seduti al posto della solita cena," disse Draco.

Hermione annuì, poi gli spiegò cosa facevano i Babbani la notte di Halloween. Era bizzarro.

La coppia lasciò la biblioteca e si diresse verso la Sala Grande. Come entrarono Draco si ricordò di essersi dimenticato di fare qualcosa riguardo al troll. Le sue interiora continuarono a contorcersi mentre si dirigeva al tavolo. Provò a dirsi che non doveva preoccuparsi del troll. Che non avrebbe fatto del male a nessuno. Sarebbero stati tutti al sicuro nelle proprie Sale Comuni mentre gli insegnanti davano la caccia al troll. E nonostante Raptormort li avesse avvertiti che il troll era nei sotterranei, il bagno che aveva distrutto nell'impresa di ammazzare Harry Potter & Friends non era neanche lontanamente vicino ai sotterranei o nessuna delle torri, quindi non aveva di che preoccuparsi.

Sedendosi al tavolo, Draco si mise a guardare le migliaia di pipistrelli vivi che svolazzavano sotto il soffitto incantato, che stava rispecchiando delle nuvole nere. Le candele erano tutte ospitate dentro a delle zucche, creando nella stanza una strana atmosfera.

"Che figata," disse Harry. Aveva di nuovo quella sua aria meravigliata che gli faceva spalancare gli occhi. "Il cibo apparirà nei piatti come ha fatto durante il Banchetto di Inizio Anno?"

Draco annuì come apparve il cibo. Harry iniziò a servirsi, ma Draco sapeva cosa stava per avvenire e non se ne preoccupò. Tenne gli occhi fissi sulla porta dall'altro lato della sala. Prima o poi Raptormort sarebbe corso dentro.

Draco sospirò. Guardava Harry e Neville che mangiavano. Il suo stomaco brontolava. Dov'era Raptormort? Draco voleva cenare.

"Un troll. Nei sotterranei. pensavo di doverglielo dire."

E l'idiota svenne. E non colpì il retro della sua testa. Che peccato.

Harry sembrava confuso, ma la maggior parte degli studenti stava andando in panico. Draco rimase calmo, aspettando che Silente di mandasse al sicuro. I petardi viola che fece uscire dalla propria bacchetta servirono allo scopo. Cadde il silenzio.

"Prefetti, riportate le vostre Case nei vostri dormitori," ordinò.

Percy Weasley si gonfiò il petto, la sua spilla lucida scintillò con la luce, mentre il capitano di Quidditch sollevava gli occhi al cielo stancamente. Draco era sicuro che il Prefetto Weasley lucidasse quella dannata spilla costantemente per riuscire a farla scintillare in maniera così detestabile.

"Seguitemi! State vicini, voi del primo anno!"

E quelli degli altri anni? Non avevano bisogno di stare vicini?

"Non c'è nessun bisogno di aver paura del troll se seguirete i miei ordini!" ordinò il Prefetto Weasley sopra il baccano degli altri Prefetti che conducevano le loro Case verso i corridoi. "Scusatemi, sono un Prefetto!"

"Oh? Lo sei? Non lo sapevo. Puoi ripeterlo qualche altra volta?" borbottò Draco mentre seguiva Harry fuori dalla Sala Grande.

"Qual è il problema? Come ha fatto ad entrare un troll?" chiese Harry mentre seguivano gli altri Grifondoro su per le scale.

"L'ha fatto entrare Raptormort," rispose Draco senza pensare.

"Cosa?" chiese Harry.

"Scusami?"

"Chi è Raptormort?"

"Nessuno," rispose Draco velocemente. "Proprio nessuno."

Harry strinse gli occhi. "So che mi stai tenendo nascosto qualcosa."

Draco si fissò i piedi quando iniziarono a salire un'altra rampa di scale.

"Draco."

"Va bene."

Draco afferrò Harry per un braccio, guidandolo fuori dal flusso di studenti e dentro una classe. Spiò dalla porta socchiusa. Una volta che furono passati tutti i Grifondoro si girò verso Harry.

"Ok, so che non mi crederai, ma l'Oscuro Signore sta vivendo nel retro della testa del Professor Raptor. È per questo che la tua cicatrice ti fa male ogni volta che si gira di di spalle a lezione."

Harry inspirò velocemente. "L'hai notato?"

Draco sospirò. "Non lo nascondi bene come credi. So che non ti fa male come la prima notte, quando siamo arrivati qui, ma fai una smorfia ogni volta che lui si gira di spalle."

"Quindi tu pensi che sia per quello, perché Voldemort sta nel retro della sua testa?"

Draco fu percorso da un brivido lungo la schiena al suono di quel nome. Si riscosse subito.

"Sì, davvero. Pensaci. Chi ti ha lasciato quella cicatrice?"

"Voldemort."

"Quando, se mai, ti ha fatto male quella cicatrice?"

Harry aggrottò la fronte, fissando per terra. Si strofinò la fronte per un momento, poi rialzò lo sguardo verso Draco. Sembrava come se stesse discutendo con se stesso.

"Be, hai ragione quando dici che mi fa male ogni volta che Raptor si gira. Mi ha stranito un po'," ammise Harry. "Ma mi ha già fatto male in passato."

Borbottò l'ultima parte.

"Quando?"

Harry non incrociò lo sguardo di Draco.

"Quando, Harry?"

"Faccio questi sogni che non hanno senso. C'è questa risata stridula e una luce verde. Quando mi sveglio la cicatrice mi prude, ma non in maniera dolorosa. Ho sempre pensato- "

Harry smise di parlare di colpo, la sua bocca rimase aperta. I suoi occhi verdi si spalancarono, incrociando lo sguardo di Draco. Draco si sentì male. La realizzazione era chiara negli occhi di Harry. Sapeva cosa rappresentassero la luce verde e la risata.

"Quella luce verde. È come li ha uccisi, giusto?"

"Sì- La luce verde rappresenta la Maledizione che Uccide." Draco stette in silenzio per un secondo prima di chiedere, "Sapendo quello che sai ora, pensi che la mia teoria potrebbe essere giusta?"

"Ma, Raptor… lui è… lui è…"

"Patetico? Rammollito? Noioso?"

"Spaventato dalla sua stessa materia. Perché si dovrebbe alleare con Voldemort se è spaventato dalle Arti Oscure?"

"Potrebbe far finta. Non ci hai pensato?" offrì Draco. "Potrebbe star facendo finta così che le persone pensino che lui è un idiota? Lo sottovalutino."

Harry si morse il labbro inferiore, riflettendoci su. La sua bocca si spalancò.

"Troll. Raptor ha detto agli insegnanti del troll e poi è svenuto!"

Draco capì nello stesso momento di Harry.

"Lo sta cercando!" esclamarono assieme.

Era troppo presto perché Raptormort cercasse di trovare qualsiasi cosa fosse nascosta sotto la botola. La prima volta aveva aspettato fino a dopo gli esami!

Faceva venir da pensare: l'Oscuro Signore aspettava sempre l'estate per attaccare Potter. Gentile da parte sua.

Entrambi si fiondarono fuori dalla classe e si affrettarono verso il corridoio di Incantesimi. Velocemente si nascosero dietro una porta aperta. Sbirciando fuori videro Piton e Raptormort in piedi vicino alla porta dietro alla quale stava il Mostruoso Cane della Morte. Raptor stava balbettando, mentre Piton teneva una mano sulla parete mentre si teneva la gamba in una strana posizione. Piton iniziò a parlare a bassa voce a Raptormort, che appariva terrorizzato. Ci fu un improvviso suono di qualcosa che si fracassava da qualche parte sotto di loro, il che fece sobbalzare i due professori. Raptormort corse via seguito da un Piton zoppiccante.

Draco si sentiva interdetto e guardò verso Harry, anche lui con aveva un'espressione simile. Sapendo che dovevano muoversi, Draco tirò Harry per il colletto. Harry lo seguì e iniziarono ad andare verso le scale che li avrebbero portati alla Torre di Grifondoro.

"Per cosa pensi che stessero discutendo?" chiese Harry. "Cosa è successo alla gamba di Piton?"

"Penso..." Draco si fermò, non sapendo cosa pensare. "Non lo so."

"Pensi che stiano lavorando assieme?"

"Io… io non lo so."

"So che è il tuo padrino, ma… non è molto gentile." disse Harry piano. "È sinistro."

"Lo so. È solo… c'è qualcosa che non va."

"C'hai ragione. Almeno ora sappiamo che non sono riusciti a superare il cane," disse Harry mentre salivano le scale verso il settimo piano. "Scommetto che è il motivo per cui la gamba di Piton era strana."

"Non penso che stiano lavorando assieme," disse Draco, ricordandosi qualcosa che suo padre aveva menzionato dopo il ritorno dell'Oscuro Signore. "Penso che Piton sospetti Raptor."

"E sapeva che c'era qualcosa che non quadrava con la storia del troll?"

Draco annuì come raggiunsero la Signora Grassa.

"Perché non eravate con gli altri, voi due?" chiese lei veementemente. "Volevate essere mangiati da un troll?"

Draco borbottò la password. Harry e Draco si affrettarono nella Sala Comune dove si stava svolgendo il banchetto. Era chiassoso. Nessuno aveva notato l'assenza di Harry e Draco e nessuno si accorse di niente quando la coppia salì nella loro camera senza mangiare.


*fone/ phone o telly fone/ telephone. telefono & cell o mobile phone. telefono cellulare.

Mi stavo rimbecillendo a cercare dei modi per trasformare il tutto in italiano, ma alla fine mi sono arresa. Quindi voi vi beccate questa nota a fine capitolo ;)