N/T Siccome questo capitolo è cortissimo ho deciso di pubblicare oggi questo e domani il ventottesimo.


Cap. 27 Nel Frattempo a Londra...


Narcissa sedeva ad un tavolo in una stanza riccamente decorata guardandosi intorno furtivamente. Si trovava in un albergo snob della Londra Babbana. Sollevò delicatamente la fragile tazzina in ceramica e bevve un sorso di tè. Appoggiò nuovamente la tazzina sul tavolo guardando in giro per quella stanza quieta dove stava prendendo il tè. Non era sicura del perché Altair Black avesse suggerito Fordham & Mason come luogo per incontrarsi, ma non era così ingenua da iniziare una discussione quando aveva una richiesta da proporgli.

Notò l'uomo appena entrò nella stanza. Era difficile non notarlo. Era un Black. Aveva i capelli neri, mossi e illuminati dalla sua buona salute. I capelli corvini di Altair avevano rade macchie grigie, ma ne accentuavano il bell'aspetto. Aveva i tratti marcati per cui i Black erano rinomati, eppure i suoi erano stati ammorbiditi dal fatto che lui era mischito ad altre famiglie purosangue americane. La cosa che attirava lo sguardo verso di lui era il suo potere. Irradiava da lui a tal punto che anche i Babbani lo notavano. Delle teste si girarono mentre Altair stava sull'entrata cercando Narcissa. Sorrise quando la trovò. Parlò educatamente alla cameriera che stava vicino alla porta e si avviò con convinzione verso di lei.

"Narcissa, che bello rivederti. Coma stai?" la salutò con voce profonda. Aveva un chiaro accento americano, privo di un qualsiasi accento dialettale.

"Meravigliosamente, Altair," lo salutò Narcissa, alzandosi per baciargli entrambe le guance alla maniera dei Babbani Europei.

Una cosa che Narcissa aveva imparato dai suoi studi suoi purosangue americani era che conoscevano i costumi dei Babbani dell'alta società in modo da mescolarsi perfettamente nella fascia alta degli affari. Nonostante non approvasse interamente come la società Babbana e magica fossero intrecciate in America, l'avrebbe sopportato fino a quando non fosse riuscita a convincere Altair a trasferire la famiglia Black di nuovo in Inghilterra.

Ci era molto vicina. Ci erano voluti molti mesi, ma era sicura che Altair si stesse per trasferire in Inghilterra e stesse per accettare il ruolo di Capofamiglia della Casata dei Black in Inghilterra. Il figlio di Altair, Sirius Dreolan, era grande abbastanza per prendere facilmente le redini in America. Presto i due lati della famiglia si sarebbero uniti. E allora la famiglia Black sarebbe stata inarrestabile.

Narcissa sapeva che Altair era a favore di questa idea. Il primo passo: la presenza di Atlanta a Hogwarts. Avrebbe dato ad Altair una scusa per stare in Inghilterra, per interessarsi alle ultime notizie.

La coppia chiacchierò frivolmente per la prima ora del loro incontro per il tè, fino a quando Altair non menzionò l'argomento Hogwarts.

"Come si trova tuo figlio a Hogwarts? È al suo primo anno, giusto?"

"Sì. La adora," rispose Narcissa sorridendo. "È amico con Harry Potter."

Altair perse la presa sul coltello che stava usando per imburrare uno scone*. "Harry Potter? Quello che…"

"Sì. Sono migliori amici. Atlanta non te l'ha detto? Pensavo gli scrivesse," disse Narcissa con noncuranza.

Altair rimase esterrefatto per un momento prima si riprendersi. "No, si è dimenticata di parlarne. Sua madre ha suggerito di iscriverla a Hogwarts l'anno prossimo."

Dopo averlo detto aggrottò le sopracciglia.

"Oh?"

"Sì. A quanto pare lo ha suggerito Lupin," disse incapace di non far notare nella sua voce quanto poco gli piacesse il tutor di sua figlia. "Circe dice che la bambina è molto diversa dai suoi fratelli e che le piacerebbe frequentare una scuola all'estero. Ed è così tanto amica di Draco."

"Già. Sono praticamente cresciuti assieme."

Altair riprese il coltello e continuò a imburrare il suo scone.

"Dovrò parlare col Preside. È uno… strano uomo," disse Altair scegliendo con cautela le sue parole.

Narcissa sollevò la sua tazzine e bevve un sorso. "È un po' strano, ma molto rispettato. Molto potente. La sua approvazione e le sue parole hanno un grande peso sulla società."

Altair annuì di nuovo, dando un morso al suo scone.

"Dovrò incontrare il Preside nei prossimi giorni," disse Altair. "Sarò in Inghilterra solo fino a venerdì. Poi devo tornare a casa. C'è una questione urgente al Dipartimento della Magia per un'importante votazione nei prossimi giorni. La legislazione per i diritti dei lupi mannari."

Narcissa annuì. "Ne sono certa."

Era un fatto risaputo che sua moglie sostenesse un santuario per lupi mannari e che fosse una dei maggiori esperti nello sviluppo di pozioni che aiutassero i licantropi durante la loro trasformazione.

Altair detestava i lupi mannari. Anche se non era un fatto molto noto. Nascondeva bene la sua ostilità, tranne che da Narcissa che l'aveva scoperto subito.

"Devo essere lì per supervisionare il passaggio," offrì lui.

Narcissa sapeva bene che intendeva bloccarlo silenziosamente da dietro le quinte in modo che non passasse. Dato che Narcissa si era impegnata per sapere tutto di tutto, sapeva che Altair era la ragione principale per cui sua sorella minore era stata diseredata dopo che era stata morsa da un lupo mannaro quando aveva diciotto anni.

"Scriverò a Silente una volta arrivata a care per chiedergli un incontro con te," disse Narcissa. "Sono sicura che avrà tempo per te prima che tu te ne vada. Sembrava favorevole ad accettare Atlanta come studentessa quando gli ho scritto in autunno."

Lanciò ad Altair un sorriso piacevole.

"Be, fintantoché gli standard dell'istruzione sono accettabili, non vedo perché Atlanta non debbe frequentare Hogwarts," disse Altair. Poggiò lo scone, pulendosi la bocca con un tovagliolo. "Parla tutto il tempo di quella scuola. Sono sicuro che abbia memorizzato La Storia di Hogwarts."

"È un ottimo libro," lo rassicurò Narcissa.

Altair mormorò il suo assenso. Narcissa conosceva lo sguardo che aveva in viso. Lo aveva visto altre volte nei volti di varie persone durante la sua vita e le stava dicendo che aveva vinto. La persona che stava manipolando non ne aveva idea e pensava di aver vinto lei.

Quando si salutarono, Narcissa non riusciva a non sentirsi esaltata per il seguente anno scolastico. Atlanta sarebbe stata a Hogwarts. Questo significava che i Black sarebbero tornati al potere in Inghilterra. La sua famiglia e il nome della sua famiglia si sarebbero salvati.

Ora, se solo avesse potuto liberarsi delle folli idee di Lucius. Narcissa sapeva che un giorno l'Oscuro Signore sarebbe tornato e Lucius sarebbe stato ancora una volta al fianco dello psicopatico. Mentre osservava la testa di Altair svanire nella folla della strada Babbana, sapeva che puntare le sue speranze sui Black era la cosa più intelligente da fare da quando aveva aperto il suo cuore a Harry Potter.


*scone. Una focaccina scozzese. Una specie di piccola tortina.