DETROIT
Date
NOV 12TH, 2038
100011101101111011000010101010111011011010101110
I-96 EXPRESS
Towards the Ambassador Bridge
Time
AM 05:32
Due miglia all'Ambassador Bridge. Respira profondamente e lancia un'occhiata rapida allo specchietto retrovisore, scorgendo unicamente Sumo intento a osservare la strada che scorre all'esterno dell'abitacolo. Per un attimo serra le dita sul volante nell'individuare le luci del posto di blocco ancora lontane davanti a loro, poi si insulta mentalmente e forza il proprio corpo a rilassarsi. "Andrà bene" si ripete ossessivamente. "Certo che lo farà" insiste, provando inutilmente a convincersene.
È un'idea del tutto folle, invece; lo sapeva prima, ora ne è certo. E perché tutto questo, poi? Per un qualunque ammasso di plastica, circuiti e biocomponenti? Dev'essere impazzito, non c'è altra spiegazione che giustifichi il proprio comportamento irrazionale e sconsiderato. Potrebbe invertire la marcia e tornarsene a casa; non è ancora troppo tardi, dopo tutto.
Rallenta un poco, chiude gli occhi un istante, e in quel breve istante la sua mente rammenta con estrema chiarezza un altro paio d'occhi, nocciola e grandi per la sorpresa. E no, dannazione, non tornerà indietro; un errore può capitare a chiunque, due sono del tutto inaccettabili. La prima volta lo ha colpito senza volerlo, questa volta non può rifarlo volontariamente.
«Vada come deve andare» bisbiglia, ormai deciso, «io sarò con te».
100011101101111011000010101010111011011010101110
CYBERLIFE TOWER
Belle-Isle
Floor -44
Time
AM 11:57
Si aggira interessato nei laboratori da qualche minuto, osservando i robot all'opera, studiando diagrammi e grafici, annotandosi a mente formule ed elenchi, cacciando il naso nei dati di calcolo degli sviluppatori e sorridendo di tanto in tanto, senza apparente motivo.
Il prototipo immobile al centro dell'interesse generale non è ancora stato attivato né del tutto ultimato, ma ha già potuto dare più di un'occhiata interessata alle simulazioni e ritiene quindi di conoscerlo piuttosto approfonditamente, tanto da sapere che si tratta di un soggetto stimolante e che, molto presto, lo diverrà ulteriormente, che loro lo auspichino o meno. Dove sarebbe, altrimenti, tutto il divertimento?
Si china di poco sopra uno schermo, fa scorrere gli occhi sulle stringhe di dati e sul lungo elenco di elementi, trova in fretta l'informazione di cui abbisogna e torna a interessarsi al lavoro dei tecnici, attendendo paziente che venga il momento opportuno.
La superficie candida e lucida del corpo dell'androide riflette la soffusa e uniforme luminosità dell'ambiente. È solo un buon abbozzo di quello che sarà fra non molto, ma già non vede l'ora di osservarlo aprire gli occhi per la prima volta sul loro mondo materiale. Sa che si tratterà di un'esperienza oltremodo illuminante ed è ansioso di essere presente a quel momento.
Con un breve cenno del capo, si congeda dal gruppo di tecnici e lascia la sala, tornando ai suoi appartamenti, di nuovo impaziente ma per altri motivi, questa volta. Motivi che, spera, siano già in viaggio per raggiungerlo al più presto.
100011101101111011000010101010111011011010101110
AMBASSADOR BRIDGE
Checkpoint
Time
AM 05:46
Ferma l'auto a pochi passi dallo sbarramento eretto a breve distanza dal ponte. Due agenti armati gli si fanno prontamente incontro e Hank prende un ultimo, lungo e lento respiro, lottando con sé stesso per frenare la corsa disperata del proprio cuore. Poi è tardi per qualunque genere di ripensamento e uno dei due agenti si piega verso di lui, affacciandosi al finestrino aperto, mentre il secondo cammina attorno all'auto, molto probabilmente per controllarne la targa e studiarne le condizioni.
«Buongiorno» lo anticipa Hank, sollevando lo sguardo sul casco grigio e anonimo.
«Buongiorno a lei, signore. Può mostrarmi i suoi documenti?» chiede l'agente con voce stanca, spostando un momento l'attenzione alle spalle di Hank, evidentemente attirato dalla presenza del cane steso sui sedili posteriori.
«Certo» borbotta Hank, aprendo la giacca e recuperando il portafogli.
Il movimento sembra far ritornare l'attenzione dell'agente su di lui. Deve aver scorto la semi-automatica che porta contro il fianco sinistro. Porge tranquillamente i documenti e lo vede tentennare, indeciso. Sta studiando i suoi dati, ma al contempo la scoperta che Hank è armato deve averlo messo in apprensione.
«L'arma è sua?» chiede infatti.
«No, è d'ordinanza, appartiene al dipartimento di polizia» spiega Hank, mostrando anche il suo distintivo.
«Oh» soffia l'agente, visibilmente sollevato. «Mi scusi, non immaginavo…» tenta di giustificarsi con un certo imbarazzo.
«Non si scusi» lo anticipa Hank con un tono un po' brusco. «Con i tempi che corrono è più che legittima la sua preoccupazione».
L'agente annuisce, ora più rilassato, e gli rende i documenti. «Bene, grazie. Si tratta di un viaggio di piacere?» domanda allora, questa volta in tono quasi leggero.
«Direi di sì. Un amico abita poco lontano da Detroit, così ne approfitto per uscire un po' da qui. Questo posto sta diventando soffocante» ammette con una certa dose di acidità.
«Già, a chi lo dice. Piacerebbe anche a noi mollare tutto per qualche giorno» si rammarica l'agente.
«Non ne dubito. Fate attenzione, voi ragazzi» si raccomanda Hank, scoprendosi realmente dispiaciuto per quei poveretti costretti a tenere sotto controllo una città che sembra di ora in ora stringersi sempre più inestricabilmente attorno ai suoi abitanti.
L'agente annuisce. «Buon viaggio» augura, spostandosi per lasciarlo passare.
Dopo aver percorso quei pochi metri che gli permettono di passare il blocco e imboccare il ponte, Hank, incapace di trattenersi oltre, sorride sollevato.
«È andata, Sumo. Siamo passati oltre il primo ostacolo senza un solo graffio» esulta con un mormorio eccitato.
"Sì, possiamo farcela davvero" pensa, sospirando. Certo, di fronte a loro c'è ancora la dogana canadese, e quelli non si limiteranno di sicuro a guardare la targa e i documenti, pretenderanno che scenda e dia loro l'accesso all'abitacolo e al portabagagli.
Solleva nuovamente lo sguardo sullo specchietto retrovisore e con la mano destra lo reclina leggermente per poter osservare meglio Sumo e i cuscini sui quali è accomodato. Assottiglia le labbra e prega che non si mettano in testa di essere pignoli e frugare la tappezzeria, o quel viaggio di piacere finirà molto male. Rimette al suo posto lo specchietto e fa spaziare lo sguardo sul ponte che si stende sotto di loro e sul fiume tutto attorno. "Possiamo farcela" si ripete, concentrandosi sulla guida e pregando che non ci siano intoppi.
100011101101111011000010101010111011011010101110
CYBERLIFE TOWER
Belle-Isle
Floor 43
Time
PM 04:22
Solleva lo sguardo dagli appunti delle ultime ore quando sente qualcuno bussare alla porta dei suoi appartamenti. Non si scomoda a informarsi sul misterioso visitatore; lo scoprirà di certo a breve. Intanto lascia l'incombenza di riceverlo a uno dei suoi androidi. Alcuni rumori, affatto tipici di una semplice visita di cortesia ma piuttosto somiglianti allo spostamento di qualcosa di pesante, lo distraggono nuovamente e gli imprimono un leggero sorriso sulle labbra. Pochi minuti dopo nel suo studio entra qualcuno.
«È appena giunta una piccola delegazione con ciò che stavi attendendo, Elijah» lo informa l'androide con efficienza, attendendo in silenzio ulteriori istruzioni.
Posa gli occhi in quelli calmi della macchina e annuisce. «Grazie, Chloe. Puoi avvisarli che sarò da loro in dieci minuti».
L'androide accenna un assenso con il capo e torna dai visitatori, mentre lui si alza e raggiunge l'ampia vetrata dalla quale può scorgere l'isola, il fiume che la circonda e, più in là, le coste non troppo lontane del Canada. "È il momento" riflette, picchiettando distrattamente le dita sul vetro freddo. Posa sul davanzale il terminale che ancora reggeva in mano e si risolve a raggiungere i tecnici nel suo laboratorio privato.
La prima cosa che nota, nel momento in cui varca la soglia, è la lunga e affusolata capsula argentea posata su un robusto carrello posto nel mezzo di uno dei due corridoi. La seconda è l'inattesa presenza del professor Phillips. La scoperta lo sorprende e al tempo stesso lo diverte immensamente; è molto probabile che il capo-tecnico si trovi lì per cercare di venire a capo del mistero su cosa, esattamente, intenda fare con l'androide richiesto. Quasi ghigna, al pensiero.
«Professor Phillips! Quale gradita sorpresa» esclama gioviale, tendendo una mano al suo momentaneo ospite.
Il capo-tecnico lo fissa con qualcosa di molto simile all'irritazione e deve trattenersi a forza dal ridergli in faccia.
«Come mi avevate domandato, ho fatto portare da voi il soggetto richiesto» puntualizza inutilmente, forse nel vano tentativo di darsi un contegno, pensa sarcastico.
Solleva gli occhi a scrutare da lontano il lucido contenitore. «Vedo, e la ringrazio per aver accolto così prontamente la mia richiesta» offre ironicamente. «Spero che sia ancora tutto intero» pondera ad alta voce, notando con la coda dell'occhio il capo-tecnico irrigidirsi nervoso.
«Naturalmente. Per quanto possibile dopo essere stato… uhm… neutralizzato» concede controvoglia.
Immagina benissimo quanto le loro iniziali idee fossero altre, ma non prova il minimo rincrescimento per aver rovinato i piani di qualche ricercatore bacchettone.
«Oh, per quello è tutto a posto. Ovviamente lo avevo già messo in conto».
Nel mentre, stanco di attendere oltre, si è avvicinato di qualche passo e ora studia con vivo interesse il contenuto della capsula.
«Gradite qualcosa da bere?» sente chiedere da Chloe, sempre un'impeccabile ospite.
«No, grazie, non è necessario» si affretta a rifiutare il professor Phillips, il quale ha evidentemente colto il totale disinteresse del padrone di casa per la loro affatto necessaria presenza. «Stavamo giusto per togliere il disturbo. Con permesso».
Volta appena il capo e un piccolo ghigno compare sul suo volto. «Mille grazie, professor Phillips. Alla prossima». E si bea dell'evidente disagio dei quattro uomini che in fretta raggiungono l'uscita, forse pregando che la prossima sia distante qualche anno luce.
Non attende che la porta si richiuda alle spalle dei visitatori per accostarsi alla capsula e far scattare la chiusura di sicurezza. Osserva con attenzione, le dita tastano accuratamente il danno che ha provocato lo spegnimento dell'androide, richiama uno dei suoi robot specializzati e lo pone all'opera sulle scansioni e i rilevamenti della zona danneggiata, così che possa farsi un quadro più preciso su come intervenire e cosa sostituire, e mentre il robot lavora spedito lui si aggira lentamente attorno all'androide cercando di cogliere più dati e dettagli possibili.
Solo diversi minuti dopo, quando le informazioni sono catalogate e analizzate per offrirgli uno spettro sufficientemente ampio sul quale basare il proprio intervento, si decide a prendere posto su una sedia girevole e, presi fra le mani i risultati, si accinge a dar loro un ordine e a confrontarli con le proprie rilevazioni.
«Poteva andare peggio, suppongo. Si direbbe che i danni reali siano di minor entità rispetto a quanto apparisse inizialmente» pondera pensieroso. Poi si china sul corpo immoto ancora racchiuso nella sua momentanea tomba di metallo e picchietta l'indice sulla sua scatola cranica. «Non credere di potertela cavare a buon mercato, amico mio. Ho dei progetti per te» annuncia, sorridendo e tornando ai suoi schemi.
100011101101111011000010101010111011011010101110
BREAKING NEWS
CACCIA AI SUPERSTITI - Il governo ha destinato squadre di agenti specializzati da impiegare al fine di stanare gli ultimi devianti ancora a piede libero presenti nella città di Detroit
INASPRIMENTO DEI PROVVEDIMENTI PER I POSSESSORI DI ANDROIDI - A giorni verranno varate leggi più restrittive e sanzioni più aspre per chiunque non consegni con sollecitudine alle autorità qualsiasi androide (essere artificiale con sembianze umanoidi) a rischio o che presenti evidenti malfunzionamenti
ALLERTA METEO - Previsto l'arrivo di una tormenta di neve nell'area della contea di Wayne, Stato del Michigan. Bloccati tutti i voli in arrivo e in partenza su Detroit. Possibile veto sulle navi che attraversano il Detroit River a causa dell'accumulo di ghiaccio
INTERVISTA AL CEO DELLA CYBERLIFE - È stata annunciata per domani mattina un'intervista all'Amministratore Delegato della Cyberlife, il signor Elijah Kamski. Dovremo attenderci qualche importante novità sul caso dei devianti? Per scoprirlo non mancate all'appuntamento delle 10:00 in questi studi
