PRIME ERE DELLA TERRA

Caos era in una dimensione di vapore e plasmò delle nubi dove fece esseri di luce.

Nix,che era in quel momento senza forma,materializzò un braccio enorme nero nel vuoto e plasmò sul suo palmo un monolito nero.

L'oggetto si avvicinò alla Terra lentamente.

Era rettangolare,con uno spessore molto minore rispetto all'altezza.

Il Sole spendeva sulla Terra.

La nascita dell'uomo.

Tre milioni di anni fa.

Il Sole illuminava il cielo con luce rossastra e illuminava i monti in lontananza,le valli,le pianure e il mare.

La zona era l'Africa.

Il Sole sorgeva.

C'erano delle montagne con alla base delle pianure.

Ormai era giorno nella savana.

C'erano vaste zone desertiche con qualche cespuglio occasionale e dei dossi di rocce.

Uno di questi dossi di roccia dava su una valle desertica apparentemente senza fine.

A terra,alla base della struttura di roccia,c'era un cranio di un elefante con accanto delle pietre.

In un altra zona che dava verso dei monti nel deserto,c'era uno scheletro umanoide a terra e ,su delle rocce, c'erano delle scimmie che mangiavano.

Accanto ad un alberello,con alcuni cespugli nella zona circostante,c'erano degli animali simili a piccoli ippopotami,ma con una proboscide corta sul muso.

Uno di questi era invece accanto alle scimmie,mentre altre erano vicine ad un altro gruppetto degli stessi animali.

L'animale con la proboscide si avvicinò alla scimmia che mangiava dell'erba e l'anima urlò allontanandolo.

Il terreno sotto i piedi della scimmia era di colore marrone,mentre poco dietro c'erano delle rocce,con un albero spoglio e un'altra scimmia,poi c'era un muro di pietre.

Un altro animale si avvicinò ad un cespuglio e un'altra scimmia lo allontanò.

A terra c'erano anche degli scheletri di animali.

In una zona diversa,su delle collinette nel deserto,c'erano delle scimmie con intorno gli stessi animali con la proboscide.

Due erano sedute a terra,le altre due sparse.

Improvvisamente un giaguaro saltò addosso ad una scimmia,dalla parte rocciosa.

Le altre scimmie iniziarono ad urlare e si allontanarono.

La scimmia si rotolò a terra e si liberò del felino,ma poi l'animale lo aggredì ancora.

Il gruppo si spostò e raggiunse una zona coperta da delle rocce e con una pozza d'acqua.

Intorno alla pozza c'era un terreno fatto si sassi,poi c'erano delle alture di roccia ai lati.

Una scimmia si avvicinò troppo ad un'altra e la seconda iniziò ad urlare,facendo allontanare la prima.

Dietro le rocce c'era un altro gruppo di scimmie che iniziò a spiare il gruppo che era alla pozza.

Quando i primi videro i secondi iniziarono ad urlare.

Le prime scimmie iniziarono a ruggire e ad agitarsi,compiendo dei salti e agitando le braccia.

Il capo del branco rivale attraversò lo stagno e spaventò diverse delle scimmie avversarie urlando e alzandosi in piedi.

Le altre scimmie abbandonarono il posto e l'altro gruppo andò a bere.

Il Sole splendeva su una valle desertica,piatta,con montagne in lontananza.

Un leopardo aveva ucciso una zebra e si guardava intorno.

Le scimmie del primo gruppo si diressero in un luogo dove c'era una specie di zona piatta,poco distante da alcuni dossi rocciosi alti diversi metri.

Poco dopo queste alture c'era una spaccatura nel terreno,come una buca e le scimmie erano appoggiate con la schiena contro la parete,della buca, alle loro spalle.

Erano tutte abbastanza vicine e ammassate,tranne qualcuna che era in un piccolo crepaccio stretto.

Uno di loro emise versi e qualche altro lo fece.

Il cielo era blu scuro.

Una delle scimmie guardò l'orizzonte vedendo che era di colore rosso scuro,ma solo per un piccolo tratto.

All'alba del giorno dopo una delle scimmie si svegliò e vide davanti a se il monolito nero,fisso al centro della buca.

La scimmia iniziò a ruggire,si mise seduta e guardò il monolito,poi urlò e svegliò gli altri.

Tutte le scimmie si misero ad urlare e poi uscirono dalla buca,mettendosi intorno all'oggetto.

Il loro capo entrò nella buca e si mise davanti al monolito,mentre le altre scimmie urlavano e si agitavano.

Il capo batté più volte il piede destro a terra,poi si allontanò di qualche passo,batté di nuovo il piede a terra,si avvicinò urlando,poi torno indietro.

Altre due scimmie scesero nella buca,girando intorno al monolito.

Il capo si mise più vicino al monolito,poi mise la mano in avanti,ma fece dei passi indietro,poi tentò di nuovo,ma si ritrasse,allungò la mano verso l'oggetto,lo toccò e poi fece diversi passi indietro,si avvicinò ancora,provò a toccarlo,si ritirò ancora,allungò la mano,guardò l'oggetto,mentre altre scimmie si avvicinavano e lo toccò appena,poi ritrasse la mano.

Il capo del branco toccò più a lungo un lato dell'oggetto,poi ritrasse la mano,poi ci appoggiò la bocca e ritrasse la testa,provò a toccarlo,ma ritrasse subito la mano.

La maggior parte delle scimmie era ormai entrata nella buca e anche gli ultimi si avvicinavano.

Il capo accarezzò il lato dell'oggetto,poi anche tutti gli altri si avvicinarono e toccarono l'oggetto,mettendosi in un cerchio stretto intorno ad esso.

Il Sole spendeva nel deserto.

C'erano delle rocce allungate e distorte alla base di un'altura rocciosa,poi solo deserto.

Le scimmie erano tornate nella zona dove l'altro era stato ucciso dal giaguaro.

Il capo del gruppo frugava tra le ossa di uno degli animali simili ad un ippopotamo piccolo con la proboscide.

Iniziò a scavare a terra,poi alzò la testa verso una delle ossa,,restò fermo per qualche secondo,ne prese una ed iniziò a sbatterla lentamente a terra,colpendo altre ossa,poi colpì con grande potenza e ruppe il cranio e la spina dosale.

Poco dopo la scimmia era nel deserto e aveva un pezzo di carne in una mano e l'osso nell'altra.

Iniziò a mangiare la carne sedendosi su un piccolo dosso.

Poco distante c'era il resto del branco era seduto e mangiava la carne della bestia uccisa.

Il branco tornò nella zona dove il capo aveva preso l'osso e mangiò un altro animale.

A sera erano dentro la buca,dove ora c'erano anche pezzi di osso, e mangiavano la carne,stando seduti con la schiena appoggiata alle pareti,mentre il capo era sopra.

Il monolito al centro della buca era sparito.

Delle piccole scimmie giocavano con un osso.

Il Sole era ormai piccolo all'orizzonte.

E le scimmie erano sia nella buca,sia nelle vicinanze.

Il giorno dopo il capo del gruppo era davanti a quelli del gruppo rivale, dalla parte opposta dello stagno,poi arrivarono le altre scimmie armate di ossa.

Il capo del gruppo scese dalle rocce stando in piedi,ma curvo,e colpì alla testa il capo avversario,che aveva attraversato lo stagno,poi lo colpì diverse volte e anche gli altri lo percossero,anche se era a terra e non si muoveva.

Le scimmie del gruppo rivale se ne andarono,mentre il capo dell'altro gruppo urlava e lanciava l'osso in aria.

Vicino loro apparve la forma dell'astratto chiamato Madre.

Grecia.

Dal suolo iniziò a formarsi una figura femminile di nome Gaia.

Aveva i capelli fatti di foglie,la pelle di terra,dei piccoli fiumi che scorrevano sulla parte sinistra del corpo,incluso braccio e gamba e c'era della vegetazione all'altezza della vita,del seno,del gomito della parte più esterna delle gambe.

Mesopotamia.

All'alba un mare aveva diverse onde che si increspavano e da esse nacque la dea Nammu che venne plasmata dall'acqua.

Aveva l'aspetto di una donna,con i capelli neri lungi,lisci,con la riga in mezzo,aveva un vestito bianco che passava sulla spalla sinistra che copriva il seno e terminava con un bordo verde,la spalla destra era scoperta,aveva un bracciale d'oro sul bicipite,le braccia erano scoperte,la pancia era scoperta,poi all'altezza della vita aveva un vestito bianco lungo che era fuso con l'acqua del mare.

Ella allungò la mano destra verso l'alto, dell'energia si accumulò in essa,poi l'energia fu rilasciata e formò il dio Anu.

Il dio aveva capelli neri lunghi e barba nera lunga.

Il petto e le braccia erano scoperte,mentre dalla vita in poi iniziava una gonna nera,con sopra delle stelle.

Nammu allungò la mano verso la spiaggia e la terra assunse la forma di una donna e così nacque la dea Ki.

La dea aveva un elmo che aveva due corna che andavano verso l'alto.

Aveva lunghi capelli neri e un lungo vestito marrone ,con un'apertura tra le due gambe.

Passò del tempo.

I due si avvicinarono,poi allungarono la mano alla loro destra e l'aria iniziò a schiacciarsi in un punto e così nacque Enlil.

Il dio era seduto su una nuvola e teneva le gambe incrociate.

Aveva la pelle scura.

Le sopracciglia erano bianche e proseguivano per un metro oltre la testa essendo fatte anche di vento.

Infatti più si allontanavano dalla testa e più si facevano sbiadite e si muovevano da sole come fossero vive.

Aveva dei baffi e una barba bianca.

La barba era come le sopracciglia e lo stesso valeva per i capelli bianchi.

In testa aveva un cappello di metallo nero.

Il cappello aveva una punta sulla parte centrale,che brillava di luce azzurra,terminante con una piccola sfera.

Intorno alla punta c'erano quattro punte ricurve sia verso l'esterno che,sulla parte finale,erano rivolte verso l'esterno.

Dall'elmo uscivano delle piccole scariche elettriche.

Il braccio destro del dio era scoperto insieme al pettorale,mentre il resto del corpo era coperto da un abito giallo.

Enlil si avvicinò a Ki,i due allungarono la mano verso l'acqua e plasmarono Enki dal mare.

Enki era quasi identico a Enlil,ma aveva la barba e i baffi neri che arrivavano all'altezza del petto.

L'elmo era rosso e il vestito azzurro.

In quei tempi nacque un'altra personificazione del cielo.

Il suo nome era Urano.

Si generò nel vuoto cosmico per via delle energie mistiche dei reami superiori

Aveva i capelli biondi a mezzo collo senza una riga definita.

Intorno alla fronte aveva una piccola corona d'oro.

Il suo volto non aveva barba ne baffi.

Il petto e la pancia erano scoperti.

Poco sotto la spalla sinistra aveva un fermaglio d'oro con al centro una cupola.

Il fermaglio teneva un piccolo mantello blu scuro.

La spalla destra era coperta da due placche d'oro.

Aveva un'altra placca d'oro a metà dei bicipiti e dal gomito in poi c'erano dei bracciali che lo coprivano fino alle mani.

I bracciali erano più larghi delle braccia.

La parte iniziale era d'oro con ,ai lati, due cupole di metallo,dal polso in poi erano di metallo.

Sopra il dorso delle mani c'era una cupola d'oro.

Le dita invece erano scoperte.

Nella mano sinistra aveva una lancia d'oro che aveva un cristallo appuntito, che emanava luce azzurra,sulla punta.

Poco sotto il cristallo c'era un'ala d'oro.

La parte finale della lancia aveva una sfera.

Dalla vita in poi partiva un lungo abito bianco e blu che era tenuto da una cintura di metallo e d'oro con una "U"gialla.

Dietro di lui apparve un cerchio azzurro con dentro tutti i segni zodiacali.

Egli si materializzò sulla Terra e vide Gaia.

I due erano su una scogliera,allungarono la mano verso il mare e nacque un dio fatto d'acqua di nome Oceano.

Era una figura umana di acqua,con barba,baffi e capelli lunghi.