IN PRINCIPIO
Anu era in volo sulla Mesopotamia,improvvisamente si aprì una spaccatura ed un raggio uscì da esso colpendolo e provocando un'esplosione che lo scagliò a terra,in un cratere.
Anu uscì dal cratere lentamente e Absu uscì dal portale per metà.
"Anu."disse il dio "Io sono Absu!
Mi è giunta voce che la tua ingordigia di potere sta mettendo in discussione la suprema autorità di Nammu,punto di collegamento tra voi e noi!
Cosa hai da dire?"
"Non sono io forse il dio del cielo An?"disse Anu "Non sono forse io colui che è più potente tra le divinità?
Non sono io forse colui che governa le terre tra i due fiumi?
Non sono forse io colui che tiene in piedi il regno?"
"Sono orgoglio e vanità a parlare,non l'autorità!"disse Absu "Hai fatto tutto ciò con il nostro aiuto!
Non sei neanche in grado di proteggere te stesso,come pensi di essere capace di proteggere un regno?"
"Non ci può essere un regno se vengo tenuto a bada da un'altra divinità."disse Anu "Sono il re degli dei eppure devo rispondere a voi!"
"Sono orgoglio e vanità a parlare,non l'autorità!"disse Absu "Hai dimenticato i miei insegnamenti sulla pazienza di un dio?"
"Mentre tu aspetti e sei paziente gli altri pantheon della terra ci deridono!"disse Anu "I vecchi metodi sono finiti!
Nammu fa discorsi mentre il nostro pantheon cade in rovina!"
"SEI UN DIO AVIDO,CRUDELE E ARROGANTE!"urlò Absu.
"E TU SEI UN MOSTRO E UN FOLLE!"disse Anu.
Abzu restò in silenzio per un po' "Si,sono stato un folle a lasciarti regnare.
Anu,figlio di Nammu,hai volontariamente disubbidito alla mia volontà.
Con la tua arroganza e la tua stupidita hai esposto questi pacifici luoghi e vite innocenti all'orrore… E ALLA DEVASTAZIONE DELLA GUERRA!"
Il terreno si riempì di crepe e si formò un buco.
"NON SEI DEGNO DI QUESTI LUOGHI!"disse Abzu "TU NON SEI DEGNO DEL TUO TITOLO!
NON SEI DEGNO!…
...delle divinità che tu hai tradito.
Ora io ti spoglio della nostra fiducia e del nostro aiuto."
Le mani di Abzu divennero piene di energia "In nome di Nammu!...
Tiamat prima di lei!..
IO,ABSU,DIO SUPREMO,TI RINNEGO!"
Abzu allungò la mano destra verso Anu,lanciando un raggio e scagliando via il dio,poi tornò nel portale ed esso si chiuse.
Continente Africano … Sud Orientale.
Gli elefanti pascolavano in mezzo alla savana,il sole illuminava un albero vicino a loro e un torrente scorreva dalla cima di un monte a valle a chilometri di distanza.
In mezzo alla valle c'era una costruzione fatta di mattoni,con un muro di cinta e una grossa torre al centro.
Enlil era nei cieli sopra la zona e pensava "È stata buona la decisione di non farli più vivere nelle caverne umide e buie.
Nel frattempo abbiamo migliorato le le condizioni di vita dei mortali più fedeli,dopotutto dobbiamo gestire i loro turni di lavoro in modo da riuscire a non farli affaticare troppo...e farò ciò che è in mio potere per preservare la loro vita...spero solo che le divinità del panteon esterno al nostro sappiano rispettare la creazione che gli è stata prestata."
Il Caos primordiale Yatwer era davanti agli Yuruba.
La tribù era davanti ad un muro di nebbia che veniva dissolto.
"Per un po' vi ho tenuto nella landa giardino a valle circondata dalla nebbia perenne,ma ora,come vi dissi in anticipo,voi dovete uscire."disse Caos "Diffonderete lentamente il mio ricordo nel mondo che mi ha dimenticato a causa degli spettri degli inferi e degli elementi personificati che ora si fanno venerare.
A causa del peccato di Dadam e Maeva voi siete usciti dalla landa giardino.
Un giorno arriverete in una terra lontana e convertirete un uomo di nome Abramo."
Nel deserto dell'Egitto c'era il dio Atum che guardava l'aurora imminente.
Aveva i capelli blu scuro e lunghi,tirati indietro con le punte d'oro.
Non aveva baffi,ma aveva un pizzetto.
A meta del petto c'era una placca di metallo blu che circondava il corpo a quell'altezza.
All'inizio del polpaccio c'era una placca blu che aveva le estremità d'oro e un'altra uguale ai polsi.
Il resto della pancia e del petto era scoperto.
All'altezza della vita aveva un gonnellino che arrivava fino al ginocchio e sulle caviglie c'erano altri due bracciali.
Il gonnellino aveva la parte superiore e laterale d'oro,mentre il resto era bianco.
Nella mano sinistra c'era un'asta nera con una doppia punta in cima,una rivolta verso l'alto e una verso il basso,mentre l'altra parte aveva due piccole punte.
Attorcigliato intorno al suo braccio c'era un cobra,mentre nell'altra mano c'era una croce nera con un cerchio in cima.
"Preferisco il silenzio."pensò Atum "Sono stanco di questo mondo.
Sono stanco di quei mortali che Ra ha creato dalla sabbia d'Egitto.
Sono stanco di questa gente.
Di essere immischiato nel groviglio delle loro vite."
Il dio si sollevò da terra e si mise a gambe incrociate,materializzando un tempio dal terreno e pensando"I figli di Ra dicono di aver lavorato tanto per creare l'uomo e per creargli una dimensione dove accogliere le loro anime dopo il trapasso,per poi scoprire che l'uomo stesso è pieno di orrori.
Forse il mondo non viene creato.
Forse niente viene creato.
Un tempio,senza un dio all'interno.
È troppo tardi.
È sempre stato...e sarà sempre...troppo tardi."
Nella dimensione di nubi e vapori vi era Abzu e fu raggiunto da Mummu che era a mezz'aria "Oh Mummu,tu,mio amico fedele che appaghi la mia anima.
Vieni,andiamo da Tiamat!"
Si mossero entrambi nella dimensione e arrivarono nella zona dove era Tiamat.
Si misero sospesi davanti a lei e parlarono.
Abzu alzò la voce e disse a Tiamat "La loro condotta non mi piace.
Anu si è rifiutato di ubbidire e ci sono anche altri con lui,a partire da Enlil.
Essi sono pieni di se stessi,sono volgari e hanno perso il rispetto.
Voglio ridurli in nulla e abolire le loro attività affinché sia ristabilito il silenzio,il rispetto e io possa di nuovo regnare!"
"FOLLE!"urlò Tiamat "PERCHÉ NOI STESSI DISTRUGGIAMO QUELLO CHE LA TERRA HA CREATO?
La loro condotta è molto spiacevole?
Pazientiamo con benevolenza!
Non hanno alzato la mano su Nammu che ora risiede con noi qui insieme al suo antico compagno Alalu."
"Sia."disse Abzu.
Gli uomini preistorici stavano lavorando.
Avevano in mano dei martelletti di argilla ed andavano in giro nudi.
Essi erano molto abbronzati,ma quasi uguali agli uomini di oggi.
Portavano delle pietre e le ammucchiavano.
"Alcuni si sono lamentati per la loro lentezza,ma non potevano dargli dei poteri mistici perché sarebbero troppo pericolosi."pensò il Enlil"Avrebbero avuto in mano un potere incontrollabile e incomprensibile.
Sarà in questo caso che si noterà l'affidabilità dei loro arti primari e dei loro sensi.
Non dovrebbero avere paura del lavoro.
La loro quotidianità non sarà più governata dall'istinto bensì dall'adoperare in modo schematico e senza indugi.
Uno degli uomini preistorici,mentre tornava indietro,cadde a terra e non si rialzò.
Accanto a loro c'era anche un uomo con la pelle più chiara.
Accanto a lui c'era un dio di colore,con capelli corti,neri,un medaglione d'oro,muscolatura imponente,massiccia,petto,pancia e braccia scoperti,aveva una placca nera sulla vita un gonnellino marrone,cosce scoperte e placche di metallo sulle ginocchia e sui polpacci.
Il dio si avvicino,lo prese per una gamba,e lo sollevò.
"Sei pronto per passare a miglior vita."disse il dio "Le porte dell'aldilà si aprono per te."
Detto questo lo sollevò in aria e lo gettò a terrà spaccandogli il cranio e facendo fuoriuscire gli occhi dalle orbite.
Gli altri si fermarono,mentre il dio gettava il corpo lontano "Continuate voi!"
Accanto all'uomo dalla pelle bianca apparve una dea di nome Bau.
Lei aveva un cappello bianco uguale a quello di Enki,lunghi capelli neri e un vestito bianco che arrivava fino a Terra,lasciando scoperti gli avambracci.
Aveva due bracciali sui polsi e due scettri nelle mani.
Gli scettri erano d'oro e avevano la parte superiore con punte affilate.
La dea era scalza.
"Non preoccuparti."disse il dio mentre l'umano afferrava la sua mano "È tutto passato.
Ora non soffrirà più."
Bau si avvicinò "Salute,Ogun."
"Ben arrivata"disse Ogun"Hai deciso di lasciare il tuo panteon e unirti a noi?"
"Sono in visita."disse lei.
"Come procedono i lavori delle creazioni?"disse Ogun.
"In modo lento e noioso."disse Bau "La divinità ha fatto esseri piuttosto scadenti.
Comunque fanno ciò che gli viene richiesto."
Enlil era stato chiamato nella stessa dimensione dove erano gli altri dei e Tiamat gli dava le spalle sospesa,mentre Mummu era più vicino.
"Con il dovuto rispetto ,Tiamat,Anu ha avuto quest'idea eppure convocate anche me."disse Enlil.
"Modera il tuo tono,dio dell'aria."disse Mummu.
"Prima ha deciso di affrontare Alalu,costringendolo alla fuga,poi si è ribellato anche a Nammu."disse Enlil.
"Sei coinvolto anche tu in tutto ciò."disse Mummu.
"Forse avreste più fedeltà da noi se la smetteste di essere così tiranni!"disse Enlil.
"MODERA IL TUO TONO!"urlò Mummu illuminando la mano destra di energia gialla "IO PROTESTO!"
"Ti chiedo solo di prendere le nostre proteste seriamente."disse Enlil.
Tiamat si voltò verso di lui "L'unica faccenda che non prendo sul serio,bimbo,sei tu.
La tua politica mi annoia.
La tua condotta è quella di un neonato lamentoso e a quanto pare...avete reso ostile anche Absu.
Terrò a bada il mio compagno se ubbidirete a Nammu,ma se vi ribellerete ancora...le stelle si bagneranno con il vostro sangue impuro."
"Grazie,madre."disse Lahmu "Mi pare equo.
Questa è una battaglia che tu non vincerai.
Ora va."
La spaccatura si aprì ed Enlil si ritrovò sulla terra.
Tiamat sorrise.
Poco dopo Enlil era su un carro volante trainato da grifoni,esseri con la testa da uccello,le ali da aquila,le zampe davanti da volatile e il corpo da cavallo, e stava volando sopra il Mar Caspio dirigendosi verso la Turchia.
Con lui sul carro c'era Nergal.
"Spero che ci avviciniamo,perché ora sono impaziente."disse Enlil.
"Non preoccuparti,principe degli dei...questa zona del territorio ha le caratteristiche che ci servono."disse Nergal.
"Nutro grande fiducia nella tua scelta."disse Enlil.
"È un onore."disse Nergal.
"Visto l'attacco subito da Anu,in futuro dobbiamo aspettarci altre brutte sorprese."disse Enlil "Da quando i nostri hanno saputo di queste altre divinità sono tutti in preda al terrore."
I due arrivarono davanti ad una grossa scogliera e Nergal allungò la mano verso la roccia e lanciò un raggio dalle mani.
Il carro volò a valle e Enlil lanciò un raggio blu verso terra,formando un letto per il fiume che si stava formando.
Il corso d'acqua raggiunse un bacino ovale,con i bordi rialzati.
Due dei erano a terra e guardavano il fiume appena formato.
Si trattava di Ishtar e un dio serpente.
Ishtar aveva il cappello come quello di Enki,aveva i capelli marroni e sciolti,era senza vestiti,aveva i piedi di rapace e le ali di uccello.
L'altro era un essere umanoide con la testa da serpente e una cresta che scendeva anche sul collo.
Il corpo era umano,con le spalle scoperte,aveva bracciali d'oro sui bicipiti e sui polsi,un vestito lungo che arrivava a terra che era aperto sul davanti e aveva due ali sulla schiena.
"Il fiume è stato completato."disse Ishtar "Funziona egregiamente.
Contiene centinaia di migliaia di litri d'acqua."
"Hai notato anche tu la buona riuscita dell'opera?..."disse l'altro.
"Certamente un lavoro impeccabile."disse Ishtar.
"Se le creazioni stanno operando in modo così efficiente è per via del perfetto equilibrio climatico presente sul globo."disse l'altro"Gli elementi sono ben distribuiti.
Il motivo di ciò è uno solo...quello."
Il dio serpente indicò la Luna
"Il satellite,da cui si sono generati gli dei della Luna?"disse Ishtar.
"Non è un satellite qualunque."disse l'altro"Si tratta di un'opera divina.
Fatto da coloro che ci hanno preceduto.
Ho sentito Anu una volta parlare di esseri del tutto incomprensibili di cui teme anche il nome.
E stato posizionato ad un orbita diversa da quelle consuete.
Agisce sul pianeta Terra,ne mantiene la posizione e l'inclinazione,regola il flusso delle stagioni indispensabili per lo sviluppo della vita.
E stata fatta con un complicato processo di forgiatura.
Un compattamento roccioso ad alte temperature,ha permesso di creare una sfera dalle dimensioni ideali.
Con l'impatto gravitazionale sufficiente a svolgere un determinato compito.
E una volta raffreddata è stata collocata alla posizione prestabilita.
I due corpi celesti una volta avvicinati si trovano in perfetto equilibrio.
Da allora ruota intorno alla Terra in una traiettoria semicircolare,come se fosse una sorella.
Scandendo il tempo."
FLASHBACK
Nello spazio c'era un corpo celeste vicino al Sole.
L'oggetto aveva una superficie incandescente e aveva righe di lava sulla superficie.
Improvvisamente il corpo si illuminò di energia rossa e ci furono frammenti che venivano scagliati via.
Da incandescente iniziò a raffreddarsi e poi divenne bianco.
Tempo dopo la luna era davanti alla Terra.
FINE FLASHBACK
"Uno strumento perfettamente funzionante."disse Ishtar.
L'altro si girò verso una palude "Ora dobbiamo solo togliere di mezzo la palude."
Il dio allungò la mano verso di essa "Separeremo l'acqua per produrre terra coltivabile per le creazioni degne."
Il carro di Enlil superò un dosso,da cui scendeva acqua.
"I grandi dei stanno pensando di fare qualcosa."disse lui.
Intanto a sud Africa c'erano Ogun,Bau e Ashenan.
Si trovavano su un carro,con l'uomo che era senza capelli.
La dea Ashnan aveva un cappelletto blu,con una riga bianca in mezzo.
Aveva i capelli neri e ricci,a mezzo collo e degli orecchini viola.
Aveva un lungo abito a righe azzurre e bianche che la copriva dal collo in giù.
Era scalza.
Erano sopra un carro trainato da cavalli,con un uomo vicino.
"Quanti siti di estrazione hanno fatto quei mortali?"disse Bau.
"Circa quattro."disse la dea Ashnan "Prima di andare,ricordo che il supremo Enlil ha richiesto che alla votazione ci sia anche tu.
Dovranno essere tutti d'accordo e se non sfruttiamo bene questa occasione..."
"Forse non ne avremo più un altra."disse Bau
.Ashenan puntò il braccio destro verso il mortale,indicandolo con lo scettro "Ehi!
Tu,mortale, se non vado errato sei l'ultimo essere creato da Namma ed Enki...verrai con noi e continuerai a svolgere il tuo ruolo di apprendista."
"Il mio superiore,Enki conta molto su questo mortale...e me lo ha affidato personalmente."disse Ogun.
"Suo fratello Enlil,signore dell'aria,non intende retrocedere e tu sai che egli è superiore di grado."disse la dea "La sua presenza è di fatto voluta altrove."
"Sarà solo..."disse il dio che mise una mano sulla spalla dell'uomo "Non è abituato."
La dea gli mise il braccio intorno alla schiena e lo portò vicino a se "Sei destinato ad un futuro diverso.
Vivrai in un luogo dove ci sono anche gli dei più potenti."
L'uomo salutò l'altro dio.
"Buona fortuna,mio fedele Adamo."disse la divinità "Bisogna solo sempre ubbidire."
Il dio saltò giù dal carro e atterrò violentemente,facendo delle crepe sul terreno.
I mortali con la pelle scura si avvicinarono.
"ANDATE VIA,BRANCO DI MORTALI INUTILI!"disse Ogun e loro fuggirono "POTREI SCHIACCIARVI TUTTI COME INSETTI!"
Il carro trainato dai cavalli con la criniera di fuoco viaggiava verso l'Eden.
"Una volta arrivati ti verrà detto cosa dovrai fare."disse Ashenan "Non temere per la quantità di lavoro che dovrai fare,sarai assistito."
In quel momento Enlil apparve nella navetta.
"Stiamo andando verso il punto di raccolta da lei indicato."disse Ashenan.
"Bene perché i preparativi sono ultimati."disse Enlil "Il vostro compito sarà quello di occuparvi del mortale creato da Enki."
"Si,principe degli dei."disse lei e Enlil svanì.
Enlil riapparve nella dimensione spirituale di nuvole e poggiava su una di esse.
C'era anche la dea Innana.
Aveva i capelli neri e lunghi fino alla vita,con la capacità di muoversi da soli.
Aveva una placca circolare d'oro sulla fronte che girava intorno alla testa,passando sulle tempie.
Il collo e l'inizio delle petto erano scoperti.
Aveva una collana d'oro e le spalle erano coperte da un mantello blu scuro.
Le braccia avevano un placca circolare d'oro che girava intorno ai polsi.
Il seno era coperto da in lungo vestito rosso che arrivava fino a terra ma si muoveva da solo.
Le gambe infatti apparivano scoperte fin poco sopra il ginocchio.
All'altezza della vita aveva un'altra collana d'oro con una pietra verde al centro.
Lei era seduta su una nuvola.
"Sono preoccupata."disse Innana "Adesso capisco che cosa è avvenuto alla dea Antu,la prima moglie di Anu."
"In effetti padre non ne ha parlato quasi mai."disse Enlil "Da quanto ci ha rivelato ha aiutato Anu durante lo scontro con il compagno di Nammu,di cui non avevo la più pallida idea,e per punizione Tiamat l'ha distrutta."
"Il che fa capire quanto dobbiamo stare allerta."disse Innana "Antu aveva un potere pari a quello di Anu e questo vuol dire che qualsiasi cosa siano questi esserei sono pericolosi e non siamo preparati."
Sulla Terra c'era una valle con sopra diversi carri.
"Siamo arrivati."disse Ashenan all'uomo.
Sul terreno si formarono diversi blocchi di pietra verticali disposti a cerchio.
Oltre questi blocchi c'erano dei templi e il carro atterrò poco fuori di uno di essi.
Comparvero anche altre strutture di marmo e pietra che erano circolari con delle colonne all'entrata.
L'uomo fu condotto in una di esse.
Nella parte sotto il pavimento c'erano altre stanze.
C'erano delle torce che illuminavano i lati della stanza e l'uomo camminava con la dea.
"Questi sono i nostro templi,luoghi sacri dove potrai contemplare noi divinità."disse Ashenan.
"Ho capito,mia dea."disse Adamo.
"Bene."disse lei.
I due entrarono dentro una stanza dove c'era un letto.
"Credevo non aveste bisogno di dormire."disse Adamo.
"Infatti non è per dormire."disse lei "E poi volendo lo usiamo."
La dea gli accarezzo la guancia "Ti vuoi rilassare con me?"
"Beh...si,mia signora."disse lui.
"Bene."disse lei.
"Visto che ora necessitiamo di un incremento,dobbiamo creare altri come l'uomo."disse Innana "Non sarà più l'unico della sua specie avanzata.
Dovrà lavorare in gruppo e collaborare come una squadra."
"Ne realizzeremo circa una trentina"disse Enlil "Questo essere potrà lavorare vivere anche se in un futuro dovessimo andare via."
I due si misero davanti a del terreno e stesero le mani.
Si formarono delle statue di fango e poi divennero uomini.
"Lo senti?"disse Innana.
"Si."disse Enlil "Ci sono delle entità ignote la fuori."
Dal terreno della Grecia si formò una donna di terra che poi divenne di carne.
Aveva lunghi capelli bianchi legati da un nastro celeste,con due ciocche che cadevano ai lati della testa.
Aveva anche una frangetta corta.
Sul collo aveva un bracciale d'oro con una pietra celeste incastonata dentro.
Il corpo era coperto da un lungo vestito verde chiaro,con linee bianche e un mantello con stelle gialle
Il vestito lungo aveva un'apertura sulla parte sinistra da cui si vedevano le gambe quasi fino all'attaccatura.
Le braccia erano scoperte e aveva un bracciale di bronzo sui bicipiti e dei bracciali d'oro che coprivano gli avambracci.
Yatwer apparve davanti a lei,inizialmente come un occhio,in un groviglio caotico,poi prese la forma che aveva normalmente.
Allungò la mano verso di lei e la fece svanire dalla Terra.
Lei si trovò nello spazio e vedeva il pianeta che era grande solo un quarto del suo corpo.
La dea era Gea e allungò la mano destra verso il mondo e dei venti cosmici lo raggiunsero subito.
Giorni dopo l'uomo prendeva dal grano e lo portava via.
Innana e Ashenan erano vicino ad un albero.
"Avevano ragione i supervisori."disse Ashenan "Introdurremo degli animali nell'Eden.
L'uomo deve imparare a domarli e conoscerli."
L'uomo prese della vegetazione e la diede ad una pecora.
Ashenan si avvicinò.
"Perché le pecore sono una maschio e l'altra femmina e io sono solo?"disse Adamo.
"Hai sentito,Innana?"disse lei "Molto bene.
Adamo,la tua richiesta è imbarazzante anche se comprensibile.
È evidente che la prolungata compagnia degli animali e il giacere con un essere soprannaturale non è più sufficiente.
Proporrò la creazione di una femmina."
In Grecia,Gaia aveva creato un titano di nome Crono.
Aveva un volto feroce,con una lunga barba,talmente bionda da sembrare quasi bianca,e capelli molto lunghi.
Il petto,la pancia,le spalla destra e metà del braccio destro erano scoperti.
La spalla sinistra era coperta da una placca di metallo viola,poi c'era un bracciale circolare che era a metà bicipiti ed era fatto di acciaio.
L'avambraccio era coperto da un bracciale di acciaio,con una pietra viola circolare ciascuna,posizionata sulla parte in fondo.
I bracciali avevano, sulla parte finale,una protuberanza senza una punta che puntava verso il gomito.
All'altezza della vita aveva un gonnellino,nero,dai contorni strappati e bucati,che arrivava fino al ginocchio,collegato con una cintura nera,ornata di simboli e circonferenze.
Le gambe e i piedi erano scoperti.
Dalla placca sulla spalla partiva un mantello grigio.
Nella mano sinistra materializzò una clessidra che aveva della sabbia scintillante dentro di colore viola.
Nella mano destra stringeva una grossa falce.
La parte dove la lama si attaccava all'asta era a forma di teschio di drago bianco,con i denti che poggiavano sulla parte superiore della lama.
Al posto delle orbite c'erano due pietre viola.
Sul muso c'era una punta ricurva e sulla testa ce n'erano altre anche molto lunghe.
Gaia allungò la mano verso di lui e lo riempì di potere.
Intanto in sud Africa c'era Enki con Ninurta.
Enki era in ginocchio e aveva in mano della Terra da cui sbocciò un germoglio.
"Posso chiedere una cosa Enki?"disse Ninurta "Cosa ne pensi di ciò che sta facendo il dio Enlil?
Riguardo l'uomo."
Il dio piantò il germoglio "Cosa aspetti che ti dica,dio della guerra?
Non ne sapevo nulla fino a poco fa.
Non può usare il suo grado divino su cose che non gli appartengono direttamente.
Era contro quella creazione fin dall'inizio,ma a quanto pare quando gli fa comodo cambia idea."
Il dio si sollevò da terra.
"Enki dove sei diretto?"disse Ninurta"Non abbiamo finito."
"Presto nasceranno nuovi dei qui e alcuni ci sono già."disse Enki "Trovandoci qui potrebbero pensare che sia un'aggressione."
"Adamo,lascia gli animali."disse Innana.
L'uomo ubbidì.
"Da bravo..."disse lei "Non ti succederà nulla."
I capi hanno deciso di creare una femmina che vi affianchi,così sarete contenti."
"Cosa fai?"disse Ashenan.
"Rimedio all'errore che hanno fatto i capi quando lo hanno portato qui."disse lei.
"E sarebbe?"disse la dea.
"Hanno creato solo maschi."disse Innana che allungò la mano verso di lui.
L'uomo cadde a terra privo di sensi.
La dea stese la mano e della polvere si staccò dalla parte destra del petto dell'uomo.
La polvere divenne una neonata.
"Non dovranno riprodursi."disse Innana.
"Grazie per esserti offerta volontaria,Ashenan."disse Enki "Sono venuto a sapere che il dio del vento,mio fratello,ha fatto qualcosa all'uomo."
"...prima di dire altro..."disse Ashenan "Non corriamo il rischio di essere scoperti?"
"Non per nulla ho creato questa barriera."disse lui "Qui siamo isolati dal mondo esterno."
I due erano sospesi in una bolla di energia.
"Enlil vuole bloccare la specie sterilizzandola."disse Enki "La sua filosofia non si smentisce mai.
Contrario alla vita come sempre.
Niente deve crescere e riprodursi al di fuori del suo controllo…
Nonostante la mia diplomazia sia conosciuta e stimata mi rendo conto che dovrò metterla da parte questa volta.
Non fraintendermi,non si tratta di una vendetta ma di un riscatto.
Il riscatto di una specie.
Una specie che deve vivere per suo conto...come era mia intenzione fin dall'inizio."
Nell'Eden c'era Innana che parlava con Enlil.
"Con mio supremo stupore ,Ashenan ha voluto continuare a giacere con il mortale."disse lei.
L'uomo vide la neonata a terra.
"Vieni Adamo."disse Innana "Ti presento la tua futura compagna.
Questo è un privilegio che ti è stato concesso.
Ora non sarai più diverso dalle altre creature viventi.
Dalle un nome."
"Io sono Adamu..."disse lui prendendo in braccio la neonata "Lei è carne della mia carne e ossa delle mie ossa….
Benvenuta Eva."
"Devo dire che hai poca fantasia Adamo,ma non importa."disse la dea "Sia come vuoi tu.
Ora non rimane che attendere che cresca.
Non temere non le succederà nulla di male.
Passerà tanto tempo nell'attendere che cresca.
Nel frattempo penseremo a sistemare la città dell'aldilà."
In una foresta c'era un uomo leone.
Aveva la testa da leone con la criniera,il corpo umanoide,agile e snello con le unghie appuntite.
Aveva anche una sottile e lunga coda,simile ad un tentacolo.
Enki si ingrandì e divenne di sei metri.
L'essere spiccò un salto e il dio gli afferrò la testa con la mano e gli schiacciò il cranio a mani nude.
Di notte,su un'altura,tra le nuvole,vi era un leone alato,con delle corna da toro,la unghie delle zampe molto appunti e e ricurve,le zampe posteriori da toro e un cobra con la bocca azzurra al posto della coda.
Il dio della peste,il dio del sole e quello della guerra camminavano verso l'Eden.
"La tua donna diverrà perfetta e sana."disse Innana "Il suo unico obbligo sarà rispettare i nostri ordini.
Se lo farete entrambi vivrete felicemente e per sempre."
