CAPITOLO 5

LE ORIGINI DEL MALE

VOCE NARRANTE DI SELENE

"Non so da dove vengo ne chi sono.

Il mio primo ricordo risale a poco prima dell'estinzione del triassico.

Ho vissuto tutte le ere della Terra.

Ad un certo punto mi sono celata nell'ombra.

Nessuno sa che esisto.

Mi ritirai dalla storia durante il medio evo.

Erano passati due decenni dalla creazione di entrambe le specie.

Una divinità non ben nota mi aveva affidato queste sue creazioni:i preti neri e i cigni neri.

La leader dei cigni era stata richiamata dalla divinità.

La guerra tra le due razze era cominciata."

Di notte,in un castello buio,con fioche torce alle pareti e atmosfere bluastre,due donne portavano nelle celle uno strano individuo.

Ognuna di loro aveva lunghi capelli bianchi,pelle grigio scuro e occhi rossi.

Le spalle erano scoperte,come le braccia,mentre il petto era coperto da un indumento bianco aderente.

La pancia era scoperta,poi c'erano dei pantaloni bianchi,con stivali bianchi.

L'individuo che portavano aveva un elmo che gli copriva tutto il volto.

L'elmo era d'oro con un occhio al centro.

Dalla parte superiore uscivano delle corna d'oro rivolte verso l'alto e curvate leggermente all'indietro.

Ai lati dell'elmo c'erano due protuberanze d'oro rivolte in avanti e con due punte.

Le spalle erano coperte di placche d'oro e aveva una tunica scarlatta che lo rivestiva completamente.

VOCE NARRANTE DI SELENE

"Erano una razza feroce e disubbidiente."

L'essere fu rinchiuso in una cella e le barre divennero incandescenti.

Una di loro apri una cella e Selene arrivò.

Ora non aveva i capelli a mezzo collo,con una riga in mezzo,ma erano lunghi.

Gli occhi erano scuri e la pelle bianchissima.

Il collo,le spalle e l'inizio del petto erano scoperti,mentre il seno era coperto da un vestito nero aderente.

La pancia era coperta e poi iniziavano i pantaloni neri,fusi con gli stivali.

A metà dei bicipiti iniziava un vestito aderente nero che arrivava fino alle mani,lasciando scoperto il pollice e metà delle altre dita.

Dal vestito che copriva il petto,sulla schiena,uscivano quattro nastri neri,due per ogni lato.

Lei allungò la mano verso uno di loro e lanciò un raggio che lo trapassò.

Poi vide che c'era un neonato a terra.

Era simile ad un uomo,ma la pelle come deturpata.

VOCE NARRANTE DI SELENE

"E sebbene ogni fibra della mia anima,mi diceva di uccidere il neonato...io non lo feci."

Lei puntò la mano verso il neonato,ma poi la abbassò.

VOCE NARRANTE DI SELENE

"Il ragazzo crebbe e gli furono dati dei vestiti uguali a quelli dei suoi simili.

Fu chiamato Lusian."

Lui era in mezzo ad una apertura nel castello e tre cigni neri uscirono da alcune colonne.

VOCE NARRANTE DI SELENE

"Negli anni il bambino crebbe e sviluppò dei poteri magici e un forte autocontrollo."

Uno dei cigni cerco di colpirlo con una mazza,ma lui evitò il colpo e le lanciò un raggio dalle mani,colpendola,poi afferrò il braccio dell'altra e le diede un pugno allo stomaco,prese l'altra,le contorse il braccio e la gettò a terra,poi diede altri pugni alla seconda e lanciò un raggio contro una quarta.

"Sei contenta,Sonia?"disse Selene ad un cigno nero piccolo "Ne facciamo ancora?"

"Di lui?"disse la bambina.

"Come lui."disse lei "Lui rappresenterà la vera origine della razza.

Il primo dei preti neri."

VOCE NARRANTE DI SELENE

"Creai una nuova razza di immortali.

Non dei,ma stregoni."

Per le segrete del castello c'erano molti preti neri che scendevano da una scalinata e un cigno gli metteva l'elmo.

Sui bastioni del castello,sempre sorvegliati dai cigni neri,cerano delle balestre molto grandi con lance di metallo.

VOCE NARRANTE DI SELENE

"Questa razza poteva essere controllata e usata come guardiani.

Questo pensavo io tanto,tanto tempo fa."

Un cavallo,con sopra un cigno nero,correva per la foresta spettrale di notte.

Intanto nel castello c'era una grande stanza circolare,con dei dipinti.

Ai lati c'erano delle sedie con,nello spazio tra una e l'altra,tre candele per illuminare.

C'erano anche dei lampadari con tre candele ciascuna.

"I nobili sono sconvolti mia signora."disse un cigno nero "I preti neri originali sono ancora li fuori e compiono massacri.

Hanno ucciso i loro schiavi."

"I mortali sono sconvolti."disse Selene seduta su un trono di roccia,con davanti un cigno che aveva un tavolo e scriveva ciò che veniva detto "Elisabetta,prendi nota della sofferenza che mi provoca questa affermazione."

"Se loro perdono gli schiavi,noi perdiamo l'argento."disse il cigno.

"Silenzio."disse lei "Mi sembra di aver ampliato il territorio da quando il primo dei cigni e le tre sacerdotesse si sono recate nell'altra dimensione.

Pertanto tratteremo con i preti neri come abbiamo sempre fatto."

Il cavallo era arrivato su un dosso e si avvertirono dei ruggiti.

Il cavallo iniziò a correre mentre i preti neri saltavano da un albero all'altro.

L'animale entrò in una gola e i preti neri cominciarono a camminare sulle pareti.

Lei estrasse una spada e ne decapitò due,poi arrivò ad una pianura con in lontananza il castello.

Le lance delle balestre uccisero i restanti nemici.

Lusian stava fabbricando un'arma e improvvisamente alzò la testa.

Uno dei preti riuscì ad entrare,ma Lusian lo colpì con un raggio uccidendolo.

"Non hai niente da fare,maniscalco,invece di giocare con le armi da guerra?"disse lei dandogli la spada "Almeno renditi utile."

Selene atterrò lentamente "Un po' di gratitudine, Sonia.

Ti ha salvato la vita."

"È stato irrilevante."disse lei.

"Dimmi,Lusian,ti provoca dolore uccidere quelli della tua razza?"disse Selene.

"No,mia signora."disse lui "Sono bestie stupide.

Non sono miei simili."

"Davvero?"disse Selene.

"Selene."disse lei allontanandosi.

"Tu sei un vanto per la tua razza."disse lei "Sai che devi fare per rimanere così?

Tenere sempre gli occhi a terra."

Selene raggiunse Sonia che era entrata in una stanza che aveva un lungo corridoio con alla fine un trono di pietra.

"Mi sei mancata a consiglio."disse Selene.

"Come saprai sono molto impegnata in questo periodo."disse lei.

"Si,lo so."disse Sonia.

"Spero ti sia piaciuta la passeggiata sotto la Luna."disse Selene.

"Si,ero uscita in perlustrazione."disse lei.

"Hai disubbidito."disse Selene "Ti avevo detto di restare tra queste mura.

I rischi sono elevati se fai di testa tua.

Tu un giorno diventerai una delle sacerdotesse.

Sonia,hai un'ottima reputazione al consiglio,ma è una situazione precaria.

Presto si stancheranno dei tuoi giochi e delle tue assenze.

I pericoli della foresta non sono più grandi di quelli dell'assemblea.

Imparerai l'ardua danza della politica e ad essere spietata e astuta.

Ma soprattutto sarai sempre leale con la tua divinità e con me.

Oltre che con l'ordine."

Selene le fece una carezza sulla guancia "Del resto se non ci fosse lealtà tra di noi,non saremmo migliori delle bestie che chi circondano."

Selene andò via.

Lusian stava bruciando il cadavere del prete nero ucciso.

In una miniera sotto il castello,i preti usavano la magia per lavorare,mentre altri mettevano delle pietre su dei carrelli.

Una dei cigni neri vide che uno di loro era stremato e lo prese a frustate "Stavi riposando?!"

Lusian le afferrò il braccio e la fermò "Hai finito?"

"Come osi alzare le tue grinfie su di me?"disse lei brandendo la spada.

"Lascia stare la frusta."disse lui.

"Sei il cane della padrona,ma non sarai per sempre il suo preferito."disse il cigno nero "E quando cadrai, io sarò presente."

"Voglio sperarlo."disse Lusian.

Gli altri si erano fermati a guardarli.

"CHE STATE GUARDANDO?"urlò lei "Tornate subito a lavoro!"

L'assemblea era riunita ancora.

"La questione è semplice mia signora."disse un cigno nero "Siamo sotto attacco.

Sei volte nel giro di due o tre settimane.

I preti neri originali hanno raggiunto le mura interne."

"Il tuo timore è inconcepibile."disse Selene "Non siamo forse protetti da un'armata di immortali?"

"Superbamente,tuttavia i nobili non lo sono."disse il cigno nero "E sono loro l'erba su cui pascoliamo.

Se non li proteggiamo sembreremo deboli."

"E come pensate di mostrare la vostra forza?"disse Selene.

"Evochiamo i demoni con dei rituali e mettiamo magie abbastanza potenti per assicurarci che non ci

aggrediscano."

"I demoni che pattugliano fuori dalle mura?!"disse lei "Hai perso il lume della ragione?

Sono spiriti dannati e la ferocia derivata da questo fatto spregevole non può essere ignorata."

"Le vostre riserve sono fuori luogo, mia signora."disse il cigno "Possiamo allora creare una classe privilegiata di preti neri.

Razioni maggiori,ambienti migliori.

Soprattutto coordinati da gente fidata.

Sto pensando a Lusian,quello che oggi ha salvato la vita della nostra sorella.

In effetti,credo dovremo ascoltare anche la sua opinione."

La sedia di Sonia era vuota.

"La sua presenza è richiesta altrove."disse lei.

"Trovala."disse Selene ad un altro cigno e lei ubbidì "Penso che accetterò il tuo consiglio,a seguito di riflessione."

"Grazie,mia signora."disse il cigno nero "Sarebbe gratificante rassicurare i nobili quando saranno tra noi.

I loro interessi sono anche i nostri."

Lusian e Sonia erano su una rupe e erano senza vestiti e a terra,dentro un tempietto,costruito sul lato della collina.

"È vero quello che hai detto a Selene?"disse Sonia "Che quando li uccidi non provi nulla?"

"Sono animali."disse Lusian "Incapaci di provare qualcosa.

Quindi perché dovrei farlo io."

Lui si mise seduto "Sonia se dovessi andarmene,tu verresti con me?"

Lei si mise seduta "Vuoi andare via?

Non dirlo nemmeno.

Ti darebbe la caccia e ti troverebbe."

"Se distruggo il collare,avrò pieno controllo dei poteri."disse lui.

"Promettimi che non lo userai."disse lei.

"Questa è la tua risposta?"disse lui "Non verrai.

Tu preferiresti vedermi in catene qui con te."

"No."disse lei accarezzandogli il viso.

"Cigni neri e preti neri."disse lui "Siamo entrambi generati da una sola dea.

Eppure la mia razza è in schiavitù.

Ma adesso non posso stare senza di te."

Lui la accompagno al castello che era deserto e la salutò.

Un cigno nero li vide.

Gli altri cigni neri erano all'interno del castello.

"Hai notizie di Sonia?"disse Selene "È molto insolente.

Si rifiuta di vedermi e non risponde alla porta."

"Ma perché fa così?"disse Selene "Sta rischiando il seggio al consiglio e per cosa?"

"Non riesco a capire."disse il cigno nero "Si prepari mia signora.

I nobili stanno arrivando."

"Non ci voleva."disse lei "Dovevo mettermi in contatto con la dea."

Alcuni preti neri erano sugli alberi della foresta.

I nobili erano in una carrozza e ad attenderli c'erano alcuni cigni neri,mentre dietro la carrozza c'erano uomini in catene.

Sonia si preparò ad andare e Lusian le diede la spada.

"È affilata."disse lui "Nessuno di loro l'affronterebbe."

"Fatti sostituire."disse lui.

"Perché?"disse lei.

"Ieri notte,dopo averti lasciata..."disse Lusian "Dammi retta."

"In caso ti sia sfuggito signor maniscalco,so badare a me stessa."disse Sonia allontanandosi "E poi…

Se vuoi controllami dalle mura."

Il cigno nero che li aveva visti la notte prima si avvicinò a Lucian "Attento maniscalco.

Che i tuoi occhi non tradiscano il segreto."

Si sentì un forte ruggito.

Lusian lo udì e si fermò "No."

Lui iniziò a correre "Presto raggiungete gli altri.

Sono troppo numerosi."

Uno dei preti neri sbucò dal terreno e abbatte uno dei cavalli.

Un altro saltò dal suolo,ma Sonia lo tagliò in due con la spada.

Un altra guerriera diede un pugno ad uno di loro,ma un altro le saltò addosso.

Sonia ne decapitò due e ne infilzò un altro.

Uno di essi mise la mano dentro la carrozza,trapassandola e tirò fuori uno dei passeggeri.

Lusian arrivò volando e atterrò addosso ad uno di loro,poi materializzò una spada di energia verde e gli tagliò la testa.

Un altro dei cigni continuava a prendere a pugni uno degli avversari.

Sonia continuava a colpirli,mentre Lusian uccise quello sul tetto della carrozza.

Altre decine di nemici arrivarono e Lusian proiettò un'energia dal suo corpo producendo una forte luce che fece fermare i nemici.

"No,ti è proibito usare i poteri senza permesso!"disse Sonia.

In quel momento arrivarono due cigni neri che lo colpirono con due frecce scoccate dalle balestre.

"NO!"urlò lei.

In quel momento atterrò Selene.

"Sono io la padrona di questa casata."disse Selene dandogli un colpo al viso "Non lo sai che ti è vietato toglierti il collare?"

"Lo so."disse lui.

"Hai infranto la mia legge,nonostante ti abbia donato la vita."disse Selene "Da oggi in avanti i privilegi di cui godevi sono finiti, schiavo."

Lei lo colpì ancora.

"Mia signora,non lo devi punire."disse Sonia "Non l'ha fatto apposta."

"TIENI A FRENO LA LINGUA!"urlò Selene "Ti sei ribellata per l'ultima volta ormai.

Portatela via."

Due cigni la presero.

Lusian fu portato nel castello,le braccia furono legate a due pali e la schiena gli fu scoperta.

"Per aver usato la magia senza permesso,trenta frustate."disse un cigno nero.

Selene gli si avvicinò "Non credevo che il tuo tradimento potesse offendermi tanto.

Eri come un figlio per me.

Ti ho donato la vita."

"Mi hai donato le catene."disse lui.

"Credevo che dopo tutti questi anni fosse chiaro che non puoi avere l'una senza le altre."disse Selene "E tuo."

La guardia si avvicinò "Te l'ho detto che sarei stata presente alla tua caduta."

Il cigno nero si allontanò con una frusta a tre punte di metallo e cominciò a colpire.

Selene fu affiancata da diversi cigni neri,mentre lasciava la scena.

"Che vuoi?"disse lei.

"Risparmiatelo,è uno dei nostri protettori."disse uno dei cigni.

"Anche lui è una bestia come gli altri."disse Selene.

"Rischia di fomentare gli altri."disse il cigno.

"Al contrario."disse Selene "Secondo la mia esperienza è ancora peggio se non li puniamo.

Cerca di ragionare.

Ti fideresti di loro al di fuori della mura.

Non siamo sicuri nemmeno dentro."

Lusian fu portato dentro una delle celle.

Sonia era nella sua stanza e guardava il fuoco.

"Il tuo affanno per Lusian era veramente toccante."disse Selene che era appena arrivata "Uno schiavo."

"Ha rischiato per salvarmi la vita."disse Sonia "Non eri stata tu a dirmi che dovrei mostrare gratitudine?

E tu invece?

Non sei grata a che mi ha salvato la vita?"

"Io sono molto grata."disse Selene "Il fatto che sia vivo dimostra la mia magnanimità.

Se le circostanze fossero state diverse l'avrei fatto a pezzi e consegnato alla sua stirpe."

"Ma ora la sua punizione è finita."disse Sonia "Sarà liberato?"

"Vaneggi?"disse Selene con rabbia "Il tuo discernimento è oscurato.

Non mantengo l'ordine con il sentimento.

A Lusian era proibito usare la magia,invece l'ha fatto.

Qualunque fossero le sue ragioni.

Rimarrà ancora in prigione.

Farà da monito alla sua genia.

I nobili arriveranno presto.

Sarebbe gradita la tua presenza."

Selene andò via e si rinchiuse in un sotterraneo,mettendosi e gambe incrociate e unendo le mani davanti al viso.

Quando aprì gli occhi vide che si trovava in una grotta dorata,con delle fanciulle asiatiche che indossavano delle tuniche rosse,sedute ai bordi della stanza.

Davanti a lei c'era un trono fatto d'oro,davanti ad uno sfondo verde.

Il trono aveva vicino due statue di serpenti,fatte d'oro,dei gradini coperti da un tappeto rosso,messo sopra un tappeto bianco con righe nere e più avanti c'erano due statue di serpenti.

Con le due statue d'oro terminavano i due tappeti.

Il trono aveva due statue di serpenti bianchi che andavano verso l'alto,partendo dai lati dello schienale.

Sul trono c'era una divinità somigliante ad una donna orientale.

Aveva un elmo,allungato verso l'alto fatto d'oro e due trecce di capelli neri,molto lunghe.

Il collo,l'inizio del petto e le braccia erano scoperti.

L'elmo copriva anche la nuca e aveva un punta verso l'alto,più alta di quella sulla fronte.

L'elmo copriva solo la parte davanti della testa e i lati,infatti i capelli legati erano ben visibili.

Sui polsi aveva dei bracciali d'oro e aveva anche una collana.

Il seno e il resto del corpo erano coperti da un lungo vestito dorato.

In mano aveva uno scettro d'oro,molto lungo,con la parte superiore che era la testa di un cobra e anche il resto assomigliava ad un serpente.

Accanto alle statue di serpenti c'erano due braci bianche,che facevano parte di piccole colonne.

Il tappeto rosso si prolungava fino a ricoprire tutta la parte centrale della stanza,formando un cerchio.

Selene era al centro del cerchio e intorno a lei c'era un altro cerchio d'oro inciso sul tappeto.

"Avete veduto cosa è successo,mia signora?"disse Selene.

"Si,ma non capisco quali siano le tue preoccupazioni al riguardo."disse la dea "È un'azione isolata."

"Si,ma c'è qualcosa che non torna."disse Selene "In più credo ci sia rischio di una rivolta.

Mi dicono che ha affrontato uno dei cigni per impedirgli di frustare uno degli schiavi."

La dea si alzo "Allora hai fatto bene a chiamarmi."

"Quindi la situazione è grave come credo,Nagini?"disse Selene.

"Certamente."disse lei scendendo qualche gradino "La situazione va trattata con severità assoluta.

Non credi?"

"Si,infatti."disse Selene "Ma cosa dovrei fare per evitare una rivolta?"

"Fanne un esempio."disse lei "Umilialo.

Abbandonalo,finché non avranno tutti dimenticato,poi uccidilo."

"I cigni neri mi hanno consigliato di risparmiarlo."disse Selene.

La dea resto in silenzio "Allora assecondale,per ora.

Ma non dimenticare di tenere sempre d'occhio quell'essere."

"Grazie molte."disse Selene.

"Loro ti ubbidivano."disse uno dei preti neri a Lusian.

"Si."disse lui "È vero."

I nobili erano arrivati al castello.

Sonia era arrivata davanti alla cella "Ehi."

Lui si avvicinò "Non dovresti esser qui."

"Dovevo farlo."disse lei "Amore caro,mi dispiace per la schiena."

"No,no,no."disse lui "Sto bene."

"È colpa mia."disse Sonia "Se non fossi uscita..."

"Non saresti più Sonia."disse Lusian "Non è colpa tua.

Non posso restare qui.

Devo lasciare questo posto."

"Ma Selene ti terrà sempre più d'occhio."disse Sonia.

"Che mi dici dei trafficanti?"disse lui "Sono affidabili?"

"La loro lealtà a Selene non conosce cedimenti."disse Sonia.

"Tania."disse Lucian.

"Non ci si può fidare di lei."disse Sonia.

"Tania ha saputo di noi e non l'ha riferito."disse lui "Significa che vuole qualcosa.

Devi scoprire cosa."

Lei andò.

Selene e i cigni erano radunati nella sala del trono e lei sedeva su di esso.

Sonia arrivò per ultima e si mise vicino al trono.

"Fateli entrare."disse lui.

Le porte si aprirono e i nobili entrarono con le casse piene di argento.

"Ianosh."disse Selene e uno dei nobili si fece avanti "La più grande miniera d'argento di tutto il paese è di tua proprietà."

"Si ed è stata invasa mia signora."disse lui "I lavoratori uccisi."

"Una brutta sfortuna."disse Selene "Dai costi alti.

La metà dei diritti sulla tua miniera doveva coprire le spese della nostra assistenza."

"La vostra assistenza."disse lui "Ho visto decine di fuochi venendo qui e ho saputo della morte del barone e della sua famiglia.

Quelle creature sono alle vostre porte.

Perché dovrei pagare un tributo se non siete in grado di proteggere la vostra casa?

Io so solo che mi avete già dissanguato.

Le abbiamo sentite quelle storie.

Guardate le altre.

Sono vere.

Non sono umane.

Questo posto è maledetto.

Sono dei diavoli che invadono le nostre terre!"

Selene si alzò e,muovendosi a super velocità,lo afferrò alla gola sollevandolo "Anche se siamo diavoli come ci chiami,sta sicuro che siamo meglio di quelli che conoscete."

"Lasciatemi andare."disse lui.

"Volentieri."disse Selene che lo scagliò contro una colonna uccidendolo e fracassando parte della colonna.

"C'è qualcuno,oltre a lui,che vuole essere ascoltato?"disse lei.

In una delle celle c'era una rissa e i cigni ridevano.

Lucian afferrò uno di loro e lo tenne appoggiato alle sbarre che separavano le celle "Noi non siamo animali.

Volete essere il loro giocattolo?

Il loro divertimento?

ZIMBELLI!

Rannicchiarci sotto la frusta e finire per scannarci fra di noi?

Allora volete questo?

Vivo da secoli sotto le loro regole.

Li ho protetti e invidiati.

E per cosa?

Per essere trattato come un'animale?

NON SIAMO ANIMALI!

POSSIAMO ANCORA SCEGLIERE!

Possiamo essere schiavi...OPPURE POSSIAMO ESSERE PRETI NERI!"

La sala del trono era quasi vuota.

"Il mattino incombe,Sonia."disse Selene "Lasciamoci alle spalle questa notte infelice."

"Con gioia."disse Sonia.

"Devo prendere decisioni difficili."disse Selene "Puoi aiutarmi in questo compito?"

"Certo,mia signora."disse lei.

"Ora che Lucian è finito,dobbiamo promuovere un altro prete nero al suo posto."disse Selene.

"Finito?"disse Sonia.

"Temo farà insorgere gli altri."disse Selene "Dobbiamo eliminarlo."

"Non è una scelta facile."disse lei "È stato con noi per molto tempo.

Non ho ancora un'idea chiara."

"Nemmeno io."disse lei andando via.

Sonia si chiuse nella sua stanza e ricordò di quando Selene le aveva dato il medaglione che aveva al collo.

Lei era ancora bambina.

Tania era da sola nella sala e leggeva delle pergamene ad un tavolo.

Sonia la afferrò alle spalle,la spinse contro una colonna e le mise un coltello alla gola.

"Cos'hai detto a Selene?"disse lei "Cosa le hai detto?"

"Niente."disse lei.

"Perché?"disse Sonia.

"Come perché?"disse Tania "Sai com'è fatta.

Come avrebbe accolto la persona che gli portava la notizia che la sua prediletta se la fa con una bestia."

Lei tolse il coltello.

"Non è nota per la sua gratitudine."disse Tania "E non poso sfruttare la cosa a mio vantaggio."

"Quale vantaggio?"disse lei.

"Ci sono dodici seggi al consiglio."disse Tania.

"Ed è difficile che qualcuno muoia."disse Sonia.

"Sfortunatamente."disse Tania "Arriveresti a cedere il tuo seggio al consiglio?"

"Sai mantenere un segreto?"disse lei "Lo sai in cambio cosa voglio?"

Tania aprì la cella di Lusian e lo fece uscire.

Lo condusse in una stanza dove c'era Sonia.

"Due minuti."disse Tania "È un rischio troppo elevato."

Lei uscì.

I due si baciarono e si abbracciarono.

"Mi dispiace."disse lei.

"E Tania?"disse lui.

"Avevi ragione."disse Sonia "Ci aiuterà,in cambio di un seggio nel consiglio."

"E Selene?"disse Lusian "Non sa nulla?"

"Ne ho la certezza."disse lei che fu abbracciata.

"Oh,Sonia,può funzionare."disse Lusian "Deve funzionare.

Credo che qualcuno verrà con me.

Sabas,Crispo e altri."

"Amore!"disse Sonia.

"Devo convincere gli altri."disse Lusian.

"No,Lusian,non c'è tempo."disse Sonia "Selene ti farà uccidere a breve.

Devi andartene all'alba."

"E tu?"disse lui.

"L'importante adesso è che tu resti vivo."disse Sonia "C'è una maga,proveniente dai paesi dell'Asia.

Forse lei può aiutarci.

Io tornerò al fianco di Selene e poi fuggirò.

Se le cose vanno bene ci vedremo tra tre mesi,dopo il tramonto alla radura del fiume."

I due si baciarono.

Tania aprì la porta "Presto."

"E se non funziona?"disse lui mentre lei apriva la porta.

"Ci vediamo alla radura."disse lei uscendo,mentre lui fu riaccompagnato in cella.

Tania si mise sulla grata del soffitto della cella "Sai qual'è il tuo problema?

Non capisci l'ordine naturale delle cose."

"Le cose cambiano."disse Lusian.

"Allora fatti trovare pronto."disse Tania gettandogli la chiave per togliersi il collare di metallo che gli era stato messo al collo "Consideralo un dono d'addio."

Tania andò via.

Sonia andò nella foresta,mentre infuriava un temporale a salì su alcuni dossi,trovando una casa fatta di canne.

"C'è nessuno?"disse lei bussando.

Non udendo risposta,entrò.

La casa era piena di strani oggetti e candele accese.

C'era un letto coperto da una pelle.

La maga aprì la porta.

Era una donna con alcuni capelli bianchi.

Indossava un abito nero e lungo,strappato,con sotto un abito rosso.

Aveva anche un lungo bastone.

Aprendo la porta e vedendola rise malignamente.

"Non ricevo una visita da molto."disse lei avvicinandosi "Specialmente da una come te.

Cosa vuoi?"

"Mi serve il tuo aiuto."disse Sonia "Vengo dalla fortezza nera."

"Lo so,riconosco quel tipo di magia."disse la maga "So anche dello scontro tra i preti neri e cigni neri."

"Il mio uomo è uno di loro."disse Sonia.

"E lo sanno?"disse la maga.

"No,ma vogliono comunque giustiziarlo."disse Sonia "È per questo che sono qui."

"Non posso combatterli tutti da sola."disse la maga.

"Non ti chiedo di combattere."disse Sonia "La nostra leader non è un cigno nero e serve una dea sconosciuta che io non ho nemmeno mai visto.

Sai dirmi di chi si tratta?"

"Certamente."disse lei camminando verso un tavolo con sopra delle uova di anaconda "Un nemico antico che ho inseguito per tutta la vita.

Una dea nata paesi lontani,che si trova in una dimensione diversa.

Nagini."

"Qual'è il suo obbiettivo?"disse Sonia.

"Questo non lo so,ma è una divinità molto potente,che può passare dalla dimensione materiale a quella spirituale,in un'istante."disse lei "Una dea serpente in tutti i sensi."

Il cigno nero di guardia arrivò "Oggi nuovi cani.

Vediamo come siete."

"Arrivi tardi."disse uno di loro "È già andato via."

Il cigno nero andò nella cella di Lusian che la sorprese alla spalle e le spezzò il collo.

"SIETE CON ME?"urlò lui.

"SI!"risposero tutti i detenuti.

Lusian li liberò,ma mentre stavano percorrendo un corridoio dei paletti di metallo cominciarono a trafiggerli.

"NON VI FERMATE!"disse Lusian.

Il gruppo corse e arrivò ad un'uscita.

A gettarsi dal dirupo furono solo in otto.

Selene era nella cella dove giaceva il corpo del cigno ucciso.

I cigni facevano tornare i prigionieri in cella.

"Sono stati rintracciati fino all'ultimo?"disse Tania.

"Si."disse una di loro.

"TANIA!"urlò Selene e lei la raggiunse "Dov'è la chiave che ti avevo dato?"

"Nell'armeria."disse Tania "L'ho messa li io stessa."

"E come mai il collare è aperto?"disse Selene.

"Non ne ho idea."disse Tania.

"Io credo di si."disse Selene "Uccidila."

L'altro cigno materializzò una spada.

"NO!"disse Tania "La prego."

Selene fece cenno di fermarsi.

"Controlli l'armeria."disse Tania.

"Andiamo."disse Selene.

Le due andarono e Selene vide che la chiave c'era "Ne avrà fatta una copia."

Selene andò in una caverna il giorno dopo.

La grotta aveva un'entrata non molto alta e con delle piante sulla roccia.

Lei avanzo e un cobra tentò di saltarle addosso.

Lei lo afferrò e lo gettò via.

Avanzando trovò un uomo che veniva divorato dai serpenti,poi una nebbia si avvicinò e degli sbuffi di vapore uscirono dalle liane.

Una donna che aveva un gonnellino rosso e il petto scoperto la vide.

Era distesa su un bellissimo tappeto e corse oltre una tenda che era fatta di stoffe di diversi colori.

Selene superò questa tenda e arrivò in una sala con funghi giganti e altre donne che suonavano flauti.

In mezzo alla zona c'era una pozza d'acqua circolare.

Le donne si gettarono in acqua e svanirono.

L'acqua iniziò a ribollire e ci fu un getto di vapore.

Nagini apparve come un riflesso nell'acqua e poi divenne una persona.

"Salve,mia prescelta."disse la dea.

Selene si mise in ginocchio.

"È da molto che non ti vedo."disse Nagini.

"Lo so,mia dea."disse Selene "Ma ho avuto molto da fare."

"Si,lo so."disse Nagini "Continuo ad osservare tutto ciò che accade."

"Sono un po' irrequieta."disse Selene "C'è stata un'evasione dalla prigione."

"Non è nulla che non si possa gestire."disse Nagini.

"Comunque ho fallito."disse Selene "Sono qui per il castigo."

"C'è un piatto vicino a te."disse Nagini "Mangia quello che che c'è dentro."

Selene vide un piattino rosso e prendendolo vide che era pieno di sangue e dentro c'erano un orecchio umano,una mano piccola e altre parti de corpo.

"Si,brava,quello li."disse Selene

Selene era un po' scossa.

"Mangia."disse la dea e Selene obbedì.

La dea si toccò il seno destro "Molto brava.

Devo ricordarti comunque che devi prestare attenzione a quei fuggitivi.

Le cose sono peggiori di quello che pensi.

Non hai il quadro chiaro."

"Ti prego,dimmi chi è coinvolto e lo distruggerò."disse Selene.

"Questo devi scoprirlo da sola."disse Nagini "Io posso invitarti solo a diffidare di chiunque tranne che di me."

"La mia fede è incrollabile."disse Selene "Farò ciò che hai detto,dea."

La dea si inabissò e svanì.

La notte dopo,Selene si mise su un'altura sul monte e guardò in basso.

Sonia entrò nella sua stanza con un libro in mano. Guardò verso un angolo e vide Selene.

"Selene."disse Sonia.

"Scusa Sonia,non volevo spaventarti."disse Selene.

"No,figurati."disse Sonia "Non importa."

"Recentemente ho operato con avventatezza."disse Selene avvicinandosi "Si,sono stata talmente immersa nella mia angoscia per il tradimento di Lusian che non ho pensato ai tuoi sentimenti."

"I miei sentimenti?"disse Sonia.

"I lupi si insinuano nelle nostre vite e noi dimentichiamo la farsa della loro nascita."disse Selene "Io provavo una certa tenerezza per Lusian.

Poteva diventare un trafficante di morte."

"Possibile."disse Sonia.

"Ma non era certo come noi,giusto?"disse Selene che le dava le spalle "Gli hai dato una mano a scappare?"

"Come sarebbe a scappare?"disse Sonia "Questa è una calunnia."

Selene si voltò "Sei sincera con me?"

"Sono molte le cose che ho scelto di fare contro la tua volontà,ma non questa."disse Sonia,mentre Selene si avvicinava "Lui è un prete nero."

Selene le fece una carezza "Mi spiace,tesoro."

Selene le diede un bacio sulla fronte "Non mi lasci scelta."

Lei le andò alle spalle, le diede un morso sul collo e vide tutto ciò che era accaduto nel suo passato.

"Selene,ti prego!"disse Sonia e lei la lanciò sul letto e poi le saltò addosso.

"Volevo credere alle tue bugie sapendo che non c'era niente di vero."disse Selene mettendole una mano sul collo "Tu,la mia prediletta,come hai potuto?!"

"Selene,io lo amo."disse Sonia.

Selene si mosse a super velocità "HAI OSATO TRADIRMI!

PER STARE CON UN ANIMALE!

IO TI AMAVO PIÙ DI OGNI ALTRA COSA!"

Selene aprì le porte e ordino che non venisse lasciata uscire.

Selene si sedette sul trono.

Lusian apparve nel castello e silenziosamente passò davanti alla guardie e raggiunse Sonia uccidendo le guardie con un raggio dalla mano.

La portò nei sotterranei,ma Selene schierò le guardie e fece gettare dei barili di povere da sparo dentro uno dei tombini.

Ci fu un'esplosione e i due corsero via.

Lei ripeté la stessa cosa più volte fino a bloccarli.

Lusian saltò fuori dal sotterraneo e materializzò due spade.

Uccise una prima nemica,poi una seconda,mentre Sonia ne uccise una terza,con un'altra spada.

Altre due le corsero dietro.

Evitò alcuni colpi e poi spiccò un salto con cui fece una capriola colpendo al mento una di loro e tagliando la testa di un'altra.

Affrontò altre due nemiche e le uccise entrambe,mentre Lusian ne uccideva altre,ma poi fu colpito da diversi pugni da diverse di loro e cadde i ginocchio.

Sonia uccise un altro cigno nero,poi si voltò e vide Selene.

Le puntò contro la spada.

"Come osi minacciarmi?!"disse Selene.

"Mi sto difendendo."disse Sonia.

"SONO TUA MADRE!"disse Selene.

Sonia provò a colpirla,ma Selene le afferrò il braccio.

"Credi di potermi sconfiggere?"disse lei.

"Non intendo sconfiggerti."disse Sonia "Richiama i tuo uomini.

Fallo se non altro per mio figlio."

Selene restò sconvolta e Lusian spalancò gli occhi.

Sonia mise la mano di Selene sulla sua pancia.

"Un miracolo,madre."disse Sonia "L'unione delle razze."

"Dannato il giorno in cui tu venisti al mondo."disse Selene che indicò la sua pancia "Quella cosa li dentro...è una mostruosità."

Selene la afferrò alla gola e la sollevo.

"SONIA!"disse Lusian.

"PORTATELO VIA!"disse Selene.

Le altre ubbidirono.

"Ti rendi conto di quello che hai fatto?"disse Selene "Questa notte non era per te,era tutta per lui.

Potevo consegnarlo al consiglio e non avrebbero mai saputo del tuo comportamento,ma dopo questo è finita!"

Furono entrambi messi in celle diverse.

"Se non fossi tornato,non saresti qui."disse lui.

"E tu non saresti più Lusian."disse lei "Avevi ragione.

Nessuno dovrebbe vivere così."

La notte seguente Selene era sulla terrazza del palazzo.

Nel cielo si formò dal nulla una carrozza d'oro con due cavalli che la portavano.

La carrozza aveva una parte centrale a cupola,senza gli sportelli.

Ai lati c'erano dei serpenti d'oro.

Seduta dentro c'era Nagini.

Selene si mise in ginocchio "Cosa devo fare?"

Il carro si fermò proprio sopra di lei.

La dea la guardò "Decidi tu.

Io non mi occupo di scappatelle."

Dalla carro di formò lentamente una scalinata di gradini di luce.

I vestiti di Selene scomparvero all'improvviso e lei restò un po' sorpresa.

La dea fece sparire il suo elmo e scese le scale lentamente.

Le scale sparirono nel nulla.

"Alzati."disse la dea.

Poche ore dopo Sonia era al centro del tribunale con il consiglio riunito e Lusian era in ginocchio.

"L'imputata è accusata di alto tradimento."disse un uomo "Verso l'assemblea e tutti voi.

Ha avuto relazioni con gli animali,si è resa complice della loro fuga e..."

"Ricordo che ho salvato la regolarità dell'assemblea decine di volte."disse Sonia.

"In pratica hai estinto la tua razza."disse lui "Hai mescolato le due razze e il risultato dell'unione cresce dentro di te."

Lusian vide che Selene era sul trono.

"La tua condotta passata non giustifica la colpa presente."disse l'uomo "Questo consigliò ti ripudia come membro.

La punizione per tali crimini è la morte.

Chi è a favore?"
La maggior parte di loro alzò la mano.

"Sonia è tua figlia."disse Lusian.

Selene alzò la mano.

"No!"disse Lusian e le guardie dovettero tenerlo fermo "Questo è un sacrilegio."

"Venga con noi."dissero alcuni cigni.

"SELENE!"disse Lusian "NO!"

Gli altri se ne andarono e Selene restò da sola.

Lei fu incatenata ad un palo e lui frustato pesantemente alla schiena,mentre era legato a terra.

Una luce partì dalla colonna e la bruciò viva.

"NOOO!"urlò lui che ruppe le catene e volò fuori dalla finestra.