Capitolo II: In memoria di Jean

Il giorno seguente vide l'arrivo di Warren Worthington III, detto Angel. Era circa metà mattina; essendo domenica, non c'erano gli operai intenti alle riparazioni, né lezioni in corso, e la maggior parte degli studenti, data la giornata soleggiata, se ne stava in cortile a giocare o nel parco a passeggiare, o sulle panchine a studiare, leggere o semplicemente chiacchierare. La lunga limousine bianca, con il fregio dorato dei Worthington sulle portiere posteriori, che avanzava silenziosamente lungo il vialetto di ghiaia, attirò subito l'attenzione di tutti.

Hank McCoy, in compagnia di Logan, stava tornando dal suo consueto giro di jogging; capì immediatamente di chi si trattava e corse incontro all'uomo alto dai lunghi capelli biondi che stava scendendo dalla lussuosa automobile, precedendo l'autista asiatico che era corso ad aprirgli la portiera.

" Warren!", lo chiamò. Il giovane girò lo sguardo nella sua direzione e sorrise:

"Hank, vecchio mio!"

I due si abbracciarono, dandosi pacche sulle spalle. Il gigante blu fece attenzione a non battere troppo forte, dato che sotto l'elegante giacca doppiopetto di Armani Warren celava grandi ali dal candido piumaggio, donde il suo soprannome.

Logan, piantato in asso, si fermò a diversi passi di distanza, squadrando il nuovo venuto e chiedendosi chi mai fosse quel tipo il cui volto era talmente bello da parere quasi effeminato.

Infine i due vecchi amici si allontanarono l'uno dall'altro.

"Mi sono liberato non appena mi è stato possibile, dopo che ho saputo", disse Angel. Lo scienziato non ebbe bisogno di chiedere a cosa si stava riferendo.

"Charles sarà lieto della tua presenza", si limitò a dire, "Vieni, ti porto da lui."

Warren si girò verso l'autista e gli diede istruzioni:

"Derek, sia così gentile da scaricare il bagaglio nell'atrio, poi può andare."

L'uomo si inchinò rigidamente, alla maniera cinese, indicando d'aver capito, e Hank si girò per precedere l'amico; nel farlo, notò Wolverine ancora fermo a qualche passo da loro.

"Oh, Warren, voglio presentarti un nuovo membro degli X-Men", gli disse a bassa voce, facendo cenno a Logan di avvicinarsi, "Logan, questo è Warren Worthington, detto Angel; Warren, Logan, o Wolverine."

Logan si vide porgere la mano e la prese, rimanendo sorpreso per la forza decisa della stretta; nonostante il suo aspetto da femminuccia, quell'Angel doveva essere uno con le palle, pensò.

"Piacere di conoscerti", disse Warren.

"Piacere mio", borbottò Wolverine.

"Muoviamoci", intervenne Hank, "Scusaci, Logan, dobbiamo andare."

"Oh, ma prego", brontolò l'altro, non proprio graziosamente. Ignorò il sopracciglio sollevato in un'espressione blandamente interrogativa del nuovo venuto e spiccò la corsa, intenzionato a fare un altro po' d'esercizio.

Salendo la gradinata che portava all'ingresso, Angel commentò:

"Non c'è che dire, sembra proprio un orso!" (il ghiottone, wolverine, è un urside, N.d.A.)

"Oh, se lo conosci non ti uccide!", dichiarò Hank ridendo, poi tornò serio, "No, davvero, sotto quella pellaccia dura c'è una brava persona. L'anno scorso ha raccolto dalla strada un'adolescente sbandata, l'ha difesa da Magneto, l'ha salvata da morte sicura: c'era anche lui nel team che è intervenuto alla Statua della Libertà; e pochi giorni fa ha cercato di proteggere i ragazzi da Stryker ed ha aiutato a liberare quelli che erano stati rapiti."

Warren arricciò le labbra in una smorfia che esprimeva una prudente ammirazione; mentre superavano la soglia dell'ingresso, domandò:

"Come sta il professore?"

"È un uomo che nel corso della sua vita ha già avuto spesso a che fare col dolore della perdita", rispose Hank con un sospiro, facendo cenno all'amico di avviarsi su per le scale che portavano al piano superiore, "Tuttavia, Jean era come una figlia, per lui: Darkarrow lo ha trattato."

Warren annuì:

"Capisco… E Scott?"

"L'ha presa molto male", disse il gigante blu, con un altro sospiro, "Il primi due giorni sembrava essersi trasformato in una statua di sale, era muto, distante… impietrito. Il terzo giorno si è rinchiuso nel laboratorio ed ha gridato fino a rimanere quasi senza voce, ma non riusciva a piangere ed a sfogare il dolore. C'è voluto l'intervento di Miriam per sbloccarlo."

"Uno shock per fargli superare un altro shock", considerò Angel, mordendosi un labbro, "Il trattamento di Miriam può essere davvero sconvolgente."

"Lo so bene", concordò Hank, ricordando l'unica volta che lo aveva provato.

Nel frattempo erano giunti davanti alla porta dello studio di Xavier; Warren fece per bussare quando qualcuno aprì dall'interno.

"Salve, Warren", lo accolse Miriam con un sorriso, senza mostrare la minima sorpresa. L'alto uomo biondo ricambiò il suo sorriso:

"Ma come, sei diventata telepatica anche tu?"

Lei ridacchiò alla sua battuta scherzosa:

"Certo che no! Semplicemente, ti ho visto arrivare dalla finestra."

Lo abbracciò brevemente, ma con calore, poi si fece da parte per fare entrare lui e Hank. Charles mosse la sedia a rotelle incontro al nuovo venuto.

"Bentornato, Warren", lo accolse sorridendo.

"Grazie, professore", disse l'altro, avvicinandosi per stringergli la mano, "Avrei voluto che le circostanze fossero diverse."

"L'avrei voluto anch'io", confermò Xavier, invitandolo con un cenno ad accomodarsi, "Come vanno le cose, da te?"

"Oh, le Industrie Worthington sopravvivranno", rispose Angel, stringendosi nelle spalle. Da alcuni anni oramai aveva preso il posto del padre nella conduzione dell'impresa di famiglia, un gigante nel campo delle fonderie con ramificazioni in molti altri settori, e lui era considerato uno dei giovani capitani d'industria più potenti al mondo, ma ciò non gli aveva montato la testa.

"Stiamo affrontando i problemi conseguenti al Blackout", continuò, "ma ce la faremo, anche se naturalmente ci vorrà ancora un po' prima di rimettere tutto a posto."

"Come ovunque", annuì Miriam, prendendo posto sulla poltrona a fianco di quella dove si era seduto Warren, "I trasporti sono nel caos, ci ho messo quarantotto ore a trovare un aereo per tornare da Hong Kong. La situazione si sta normalizzando, ma ci vorrà del tempo."

"È pura fortuna che nessuno dei nostri ragazzi sia rimasto ferito o ucciso, durante il Blackout", considerò Hank.

"Già… Io stavo facendo la doccia", raccontò Angel, "Mi è sembrato che una lama di fuoco mi trapassasse il cervello… non ricordo d'aver mai provato un dolore così atroce."

"È quello che hanno provato tutti", confermò Hank, "Anche i non mutanti, qualche minuto dopo. Le conseguenze sono state disastrose in tutto il mondo."

Dopo un istante di silenzio, Warren chiese a Charles di raccontargli come si erano svolte le cose ad Alkali Lake; il professore gli illustrò i fatti dal momento in cui era stato rapito, assieme a Scott, da Stryker, e portato nella riproduzione di Cerebro, dove era stato costretto a scatenare l'inferno sul mondo, fino a quando il jet degli X-Men era riuscito a decollare grazie al sacrificio di Jean; per gli altri avvenimenti, lo rimandò a Tempesta.

Concluse riferendo della pietosa bugia che aveva inventato per i parenti di Jean.

Quando finì, Warren era triste e pensieroso.

"Jean è sempre stata portata a considerare maggiormente il bene degli altri che il proprio", commentò infine a bassa voce, "Meriterebbe una medaglia d'oro al valor civile… ed invece non possiamo neppure darle un funerale."

"Questo non è esatto", lo contraddisse Darkarrow, "Terremo noi una cerimonia. Solo per coloro che erano presenti, e per chi conosce la verità. La celebrerò io, su richiesta di Charles."

Angel ci mise un momento a realizzare esattamente quello che aveva detto: tendeva a dimenticare che la giovane donna seduta accanto a lui era in realtà più anziana di Xavier e che era una sacerdotessa di una religione diversa, più antica di quella cristiana.

"Quando?", volle sapere.

"Ne stavamo giusto parlando", rispose Miriam, "Domani al tramonto."

"Ci sarò."

"Ci saremo tutti", concluse Hank.

OOO

C 'era un bosco, nella proprietà della scuola; era situato a nord della magione, a poco meno di un chilometro di distanza, ed al suo interno c'era un gruppo di annosi faggi dal fusto slanciato e diritto. La loro corteccia di colore grigio chiaro, che brillava nella relativa oscurità del bosco, e la loro disposizione in un circolo quasi perfetto evocavano un'atmosfera incantata. Quando, trent'anni prima, Miriam li aveva scoperti, aveva immediatamente ritenuto quel luogo fatato un tempio alla Dea, e da allora era lì che celebrava i suoi riti; teneva gran parte dell'occorrente alle sue celebrazioni in una casetta per attrezzi in legno, nascosta tra gli alberi a poca distanza dalla radura. Nel tardo pomeriggio fece i preparativi per la cerimonia commemorativa dedicata alla loro amica.

Sul versante est dello spiazzo, su un masso dalla parte superiore lisciata ad arte, Darkarrow depose un grande vaso pieno di sabbia di fiume, nella quale piantò una manciata di bastoncini d'incenso naturale che, con il loro fumo profumato, avrebbero simboleggiato l'elemento aria.

Sul lato rivolto a sud, in una buca profonda circa mezzo metro circondata da grosse pietre bianche, collocò una pira di legna da ardere per l'elemento fuoco.

Verso ovest, su un secondo masso livellato, appoggiò un piccolo paiolo di bronzo, simile nella foggia ad un famoso reperto archeologico celtico, il calderone di Gundestrup, e lo colmò di acqua, a rappresentare quell'elemento.

Sul lato nord si ergeva una stele in roccia chiara che riproduceva un altro famoso reperto archeologico, stavolta venetico, raffigurante Reitia con in mano una chiave. Miriam l'aveva fatta scolpire molti anni prima da un artista, il quale aveva inciso la pietra con grande cura ed abilità, creando una scultura che, pur possedendo linee essenziali, era molto espressiva. Quella stele rappresentava l'elemento terra, e Darkarrow l'adornò con tralci di vite.

Infine, al centro della radura, su un altare di pietra grezza, sistemò un grande cristallo naturale di colore bianco, la cui funzione era raffigurare il quinto elemento, lo spirito, che permea ogni cosa nell'universo ed ogni cosa collega a tutte le altre. Attorno, depose le offerte per i primi quattro elementi: chicchi di grano in un piattino di legno, fumanti grani d'incenso in un incensiere di pietra, una grossa candela accesa da esterni, una coppa d'argento colma d'acqua.

Infine si cambiò, indossando le vesti da sacerdotessa che aveva portato con sé: una tunica bianca dalle ampie maniche ed un pesante mantello marrone di lana, adatto al clima autunnale.

Dopo aver acceso il fuoco ed i bastoncini d'incenso, Miriam si dispose ad attendere sul lato est della radura. Non ci volle molto prima che udisse i passi del gruppo che si avvicinava camminando attraverso il bosco, e poco dopo la processione si fermò davanti a lei. In testa c'era Xavier, accomodato su una sedia trasformata in portantina per l'occasione e trasportata da Wolverine e Colosso; dietro di loro venivano, in ordine sparso, Ororo, Edna, Angel, Ciclope, Beast, Kurt, Rogue e Bobby; più indietro ancora, Miriam vide Jubilee, Kitty, Artie Maddicks, Sam, Danielle Elk River, Terry Roarke, Doug, Rahne Sinclair, Shiro, John, e tutti gli altri studenti della scuola. Sembrava che non mancasse proprio nessuno. La donna si sentì commossa: non si era aspettata una partecipazione così completa. Tra gli abitanti della magione c'erano protestanti, cattolici, quaccheri, battisti, ortodossi, musulmani, ebrei, buddisti, nativi americani, shintoisti, ognuno con una visione diversa di come avrebbe dovuto essere un rito in memoria di un defunto, eppure nessuno aveva rifiutato di assistere.

Secondo il cerimoniale che aveva elaborato lei stessa, basandosi sui suoi studi e le sue ricerche, Miriam si rivolse a Charles, trattandolo come il capotribù:

"Che il sole splenda su di voi. Che cosa desiderate chiedere alla Dea?"

Il professore, adeguatamente istruito in precedenza, rispose:

"Commemorare Jean Grey, la nostra amica e compagna che è andata avanti."

E ra quello infatti il modo di definire il trapasso secondo il credo di Miriam: la morte non era altro che il passaggio da un livello d'esistenza ad un altro, chiamato Annwn dai Celti, per un certo periodo di tempo, e poi la persona sarebbe ritornata, in un'altra forma o nella stessa, a camminare in questo mondo. Entrare nell'Annwn non significava quindi cessare di esistere, ma solo vivere momentaneamente da un'altra parte.

"Allora entrate, amici, e siate i benvenuti", li invitò, poi si voltò ed avanzò nella radura, seguita da Xavier portato da Peter e Logan e poi da tutti gli altri. Obbedendo alle istruzioni ricevute, si disposero davanti all'altare, le spalle rivolte alla direzione da cui erano giunti. Logan e Colosso deposero a terra il palanchino e rimasero ai lati del professore.

"Amici… fratelli", cominciò Darkarrow in tono solenne, "Oggi vogliamo rendere onore a Jean Grey, ricordandola per ciò che è stata per ciascuno di noi: compagna, figlia, amica, sorella, collega, insegnante. Siamo tristi perché ci manca, ma non dovremmo esserlo, perché lei è solo andata avanti, precedendoci nel mondo laddove gli spiriti dei morti attendono il momento del ritorno, abitando per qualche tempo con la Dea."

La donna fece una pausa perché la voce minacciava di incrinarsi; le occorse qualche istante per ritrovare il controllo prima di concludere:

"Un giorno, in un'altra vita, in un altro tempo, coloro che l'hanno amata torneranno ad incontrarla."

Molti tra i presenti sentirono le lacrime punger loro gli occhi; Charles sbatté velocemente le palpebre per ricacciarle, altri se le asciugarono, chi furtivamente chi apertamente. Wolverine aggrottò ancor più la fronte per non lasciar trapelare i propri sentimenti, di cui era molto geloso, ma deglutì vistosamente; Tempesta chiuse le palpebre; Rogue cercò con la mano inguantata la mano di Bobby, che gliela strinse forte; Scott si morse un labbro, sforzandosi di non perdere il controllo.

Miriam fece un ampio cenno circolare con le braccia; sempre onorando le istruzioni ricevute, i presenti si disposero in cerchio attorno all'altare. Gli unici che non si mossero furono Charles, Peter e Logan, che rimasero dove si trovavano, esattamente di fronte all'officiante.

Darkarrow prese un profondo, misurato respiro e sollevò lo sguardo oltre i presenti, fissandolo verso oriente.

"Che tutti i presenti si volgano verso est", comandò con voce stentorea, in modo da farsi udire lontano. Prontamente tutti si girarono in quella direzione; Logan e Colosso ruotarono la sedia di Xavier.

Miriam sollevò le braccia in un gesto che era insieme di supplica ed invito.

"Poteri dell'Aria, io vi invoco!", esclamò ad alta voce, "Prendete parte a questa cerimonia. Accogliete Jean e consentitele di dimorare per qualche tempo presso di voi. Concedetele nella prossima vita i vostri doni: una mente limpida, saggezza per sostenerla, conoscenza per arricchirla."

Wolverine sentì un lungo, lento brivido scorrergli per la spina dorsale. Un'emozione riverente gli colmò il cuore, accompagnata dalla certezza d'aver già assistito ad un cerimoniale simile. Ma dove? Quando?

Scott deglutì il nodo di pianto che gli chiudeva la gola. Lui aveva amato Jean. Secondo Miriam, l'avrebbe quindi incontrata nuovamente. Ma sarebbe accaduto davvero?

Dall'altare, Darkarrow prese il vaso di terracotta con i grani d'incenso fumante e lo tese nella direzione del sole che sorge in un gesto d'offerta; il fragrante fumo violaceo si sollevò nell'aria immota. Poi la donna riappoggiò il vasetto sul ripiano di pietra e, tornando a voltarsi, terminò:

"Poteri dell'Aria, accogliete Jean."

La celebrante si inchinò in segno di omaggio e saluto ai poteri che aveva invocato; così fece anche Ro, la cui Dea era per molti aspetti assai simile alla Reitia di Miriam, imitata da Dani Elk River, Nativa Americana; il loro esempio venne seguito subito da molti, tra cui Logan e Scott. Charles chinò la testa.

Poi Miriam proseguì il giro fino a trovarsi rivolta verso meridione, e nuovamente esortò:

"Che tutti i presenti si volgano verso sud."

Mentre adulti e ragazzi eseguivano, Colosso e Logan girarono la sedia di Xavier nella nuova direzione.

Ancora una volta, la celebrante sollevò le braccia ed invocò:

"Poteri del Fuoco, io vi chiamo! Partecipate a questo rito. Accogliete Jean e consentitele di dimorare presso di voi per qualche tempo. Concedetele nella prossima vita i vostri doni: azioni giuste, lavoro appagante, svaghi lieti."

Di nuovo Logan rabbrividì per l'emozione e si sentì sconcertato. Non era molto interessato alla religione, quale che fosse, e le rare volte che gli era capitato di assistere ad una funzione, non aveva mai provato niente di simile.

Intanto, dall'altare Darkarrow aveva preso la candela; reggendola con la mano, lentamente passò l'altra sopra la fiamma. Infine rimise la candela sull'altare e concluse:

"Poteri del Fuoco, accogliete Jean."

La sacerdotessa si inchinò, e stavolta tutti, nessuno escluso, fecero lo stesso. Notandolo, Miriam si sentì nuovamente commossa: assistere ad una cerimonia di una religione diversa dalla propria è una cosa, parteciparvi un'altra. Era un segno di grande rispetto, dovuto forse alla semplicità della forma, che parlava alla base di qualsiasi fede, scavalcando ricami ed orpelli che il tempo e le tradizioni avevano accumulato sopra radici comuni risalenti alla notte dei tempi, quando gli uomini vivevano ancora nelle caverne.

Riscuotendosi da quelle considerazioni, profonde ma in quel momento intempestive, Miriam proseguì il giro e si fermò rivolta a occidente.

"Che tutti i presenti si volgano verso ovest", ordinò. Nuovamente gli astanti obbedirono, e la sedia di Charles venne voltata. Sollevate le braccia, Miriam chiamò:

"Poteri dell'Acqua, io vi convoco! Intervenite a questa cerimonia. Accogliete Jean e consentitele di dimorare presso di voi per qualche tempo. Concedetele nella prossima vita i vostri doni: un cuore libero dal risentimento, un'anima compassionevole, amore che la ispiri."

Stavolta Logan si aspettava il fremito d'emozione che provò e non se ne stupì, continuando tuttavia a meravigliarsi del solo fatto di provarlo. Ciclope represse un singhiozzo: sì, Jean meritava i doni che Darkarrow le augurava, e lui sperava tanto di poter essere lì a condividerli con lei…

Miriam prese dall'altare il calice d'argento; con gesto solenne, ne versò il contenuto in terra, come offerta all'elemento invocato. Deposta la coppa, la donna si voltò nuovamente verso occidente e terminò:

"Poteri dell'Acqua, accogliete Jean."

Si inchinò, e con lei gli astanti; poi proseguì, continuando il cerchio, che aveva formato camminando attorno all'altare, e fermandosi rivolta a settentrione.

"Che tutti i presenti si volgano verso nord", invitò, ma non ce n'era bisogno, giacché i presenti avevano cominciato a girarsi ancor prima che parlasse. Gli angoli della bocca le si sollevarono in un breve sorriso compiaciuto.

Con le braccia al cielo, invocò:

"Poteri della Terra, io vi faccio appello! Assistete a questo rito. Accogliete Jean e consentitele di dimorare presso di voi per qualche tempo. Concedetele nella prossima vita i vostri doni: un corpo sano, una casa solida, abbondanza di beni."

Scott strinse forte gli occhi dietro le lenti rosse, ma non riuscì più a trattenere oltre le lacrime, che presero a scendergli sulle guance. Chi lo vide non si scandalizzò: erano in molti a piangere, Marie, Nightcrawler, Colosso, Charles, Shadowcat, altri ancora. Logan sentiva un'oppressione al petto che gli toglieva il fiato e respirò profondamente per cercare di alleviarla. Ci riuscì solo in parte.

Nel frattempo, Darkarrow aveva preso il piatto di legno con il grano; si versò i chicchi in una mano, poi li sparse lentamente in offerta alla terra. Deposto il piatto ormai vuoto sull'altare, concluse:

"Poteri della Terra, accogliete Jean."

Si inchinò, imitata dai partecipanti.

Infine, Miriam completò il cerchio tornando al primo punto cardinale, l'est.

"Che tutti i presenti si prendano per mano", ingiunse. Raggiunse Charles e si posizionò tra di lui e Logan; tutti unirono le mani, i visi rivolti al centro del cerchio che si era così formato attorno all'altare.

"Poteri dello Spirito, io vi chiamo!", gridò Miriam, "Intervenite a questa cerimonia. Accogliete Jean e consentitele di dimorare presso di voi per qualche tempo. Concedetele nella prossima vita i vostri doni: la speranza, la realizzazione dei suoi sogni, e la continuità della sua crescita spirituale."

Sollevò le mani, intrecciate con quelle di Charles da un lato e di Logan dall'altra, e tutti fecero lo stesso, puntandole in un gesto d'omaggio verso il cielo, che ad oriente cominciava a scurirsi nell'imminenza della notte.

Wolverine si sentì come attraversato da una corrente elettrica ad altissimo voltaggio. Tremò da capo a piedi, incontrollabilmente, attirandosi un'occhiata di Rogue che gli stava accanto. Anche Miriam lo sentì tremare, ma era concentrata in quello che era il culmine della cerimonia ed accantonò la cosa per riesaminarla più tardi, con calma.

Di fianco a Peter, Scott alzò il viso rigato di lacrime, guardò nelle profondità della volta celeste che andava abbuiandosi, e disse addio a Jean. Se esiste anche una sola possibilità di ritrovarti, pensò accoratamente, allora ci incontreremo ancora, amor mio.

Dopo un lungo momento, Miriam abbassò le braccia e gli altri la imitarono

"Poteri dello Spirito, accogliete Jean", implorò, poi si inchinò verso l'altare, e prontamente gli altri fecero come lei.

Infine, la donna tornò all'altare, e mentre lo faceva accennò ai presenti di radunarsi nuovamente davanti ad esso.

Miriam era molto toccata dalla partecipazione degli intervenuti, e lo sconvolgimento che aveva sentito in Logan l'aveva profondamente turbata, ma non poteva lasciarsi travolgere dalle proprie emozioni: doveva concludere la cerimonia, completare il cerchio spirituale così come aveva completato quello materiale. Chiuse gli occhi sforzandosi di ritrovare la serenità necessaria a compiere l'ultima parte del rito, e quando si sentì pronta tornò a guardare i presenti, aprendo le braccia in un simbolico abbraccio collettivo.

"Jean è andata avanti, ha superato la soglia ed è stata accolta nell'Altromondo", dichiarò, "Noi, che ancora dimoriamo in questo, oggi abbiamo reso omaggio alla sua memoria. Continueremo a ricordarla, grati che sia entrata nella nostra vita lasciando ad ognuno di noi qualcosa di sé…"

La sua voce traballò. Strinse forte le labbra, costringendosi a calmare la commozione che minacciava di sommergerla. Udì un singhiozzo da parte di qualcuno che non riuscì ad identificare, e ciò le rese più difficile mantenere l'autocontrollo, tuttavia non mollò ed alla fine la sua volontà di ferro ebbe la meglio.

Era il momento della benedizione finale.

"Possa la strada sollevarsi per incontrarvi", intonò, "Possa il vento soffiare sempre alle vostre spalle. Possa il sole splendere caldo sulle vostre facce. Possa la pioggia cadere dolcemente sui vostri campi. E, finché non c'incontreremo ancora, possa la Dea tenervi nel palmo della Sua mano."

Infine non fu più in grado di tenere a bada l'emozione e la sua voce si spezzò; mentre abbassava le braccia, una lacrima solitaria le sfuggì dall'angolo di un occhio, solcandole la guancia. Fu troppo per chiunque: furono in molti a scoppiare in pianto. Miriam vide Scott che si prendeva il volto tra le mani, e Hank e Warren che lo abbracciavano piangendo con lui; Charles che chinava la testa coprendosi pudicamente gli occhi; Marie che si gettava singhiozzando tra le braccia di Iceman; Peter che si asciugava furiosamente le lacrime; Logan che stringeva spasmodicamente i pugni fino a sbiancare le nocche; Kitty che singhiozzava sulla spalla di Jubilee; Kurt che piangeva senza ritegno. Ororo afferrò una mano di Kurt, che si voltò verso di lei; i due si strinsero l'uno all'altra, confortandosi a vicenda.

Fu un pianto collettivo, condiviso, che lavò via il dolore della perdita.