Mi riscossi bruscamente dal mio sonno.
Non ero certa di ricordare cosa stessi sognando, né quando mi fossi addormentata.
Sapevo solo che mi ero ritrovata con gli occhi spalancati ed il respiro un po' affannato, in un luogo semi buio che decisamente non era la mia camera.

"Hey tutto bene?" cantilenò ironica una voce roca irrompendo nel silenzio e riportandomi alla realtà.
Sollevai il viso rendendomi conto solo in quel momento di essermi probabilmente addormentata con la testa sul suo petto, stretta nel suo abbraccio rassicurante. Mi ci abbandonai nuovamente pochi secondi dopo, strofinando la guancia sul tessuto leggero della sua camicetta.

"Quanto ho dormito?" domandai. Mi sembrava di aver riposato per ore.
"Non molto, ti sarai appisolata per una mezz'ora non di più" rispose lei tranquilla. La sua mano scivolò nuovamente tra i miei capelli.
"E tu cosa hai fatto mentre io dormivo?" chiesi.
"Ho pensato… ho pensato a te" rispose sincera, accennando un sorriso che potevo solo immaginare nel buio.

La dolcezza delle sue parole e la tranquillità con cui le aveva pronunciate mi spinsero ad abbandonare il mio posticino comodo per risalire nel buio cercando il suo viso.
La punta del mio naso sfiorò leggera il suo mento, mi presi qualche istante per sorridere sulle sue labbra prima di appoggiarvi le mie.

"E cosa pensavi?" domandai nel bacio.
"Che mi piace che tu sia qui tra le mie braccia, mi piace averti addosso, sentirti respirare mentre dormi... è una cosa strana. Trovo insolito per me il fatto che sia cosi piacevole" mi spiegò tra un bacio e l'altro.

Il mio sorriso si allargò a dismisura, non potevo credere che stesse dicendo davvero quelle cose, che le stesse dicendo a me.

"Smettila di ridacchiare, sto dicendo una cosa seria... cavolo!" protestò lei offesa.

Spostò bruscamente il viso, voltandolo verso il lato, le mie labbra che prima giocavano con le sue si ritrovarono a sfiorare il suo orecchio.

"Non sto ridendo di te" sussurrai piano approfittando della situazione per mordicchiarle il lobo "Sorrido perché sono felice" conclusi prima di correre a depositarle un bacio soffice sul collo.
A quel contatto la sentii rabbrividire appena.

"I baci sul collo… sono i miei preferiti" soffiai sensuale al suo orecchio, piacevolmente divertita dalla sua reazione.
Ancora una volta la sentii rabbrividire.
"Piacciono anche a te?" domandai prima di tracciare una scia di baci lungo il suo collo profumato, totalmente esposto alle mie labbra.
Ricevetti in risposta solo un gemito roco che mi bastò per avere la conferma di ciò che già sospettavo.
Lasciai che la punta della mia lingua le scivolasse fino alla base della gola, prima di risalire lungo il mento, per ritrovare la sua già pronta ad incontrarla.

Non appena le nostre lingue si incontrarono la sentii gemere poi, con uno scatto felino, mi spinse sul materasso, rotolando completamente su di me ed incastrando il bacino tra le mie gambe.

Riprese a baciarmi.

Stavolta il bacio fu tutt'altro che casto. Cercai di allontanarmi dalla sua bocca quel tanto che bastava per recuperare ossigeno ma lei non me lo permise.
Le sue mani corsero ad intrecciarsi tra i miei capelli per spingermi dolcemente ma in modo deciso contro quella bocca famelica e morbidissima che sembrava voler divorare la mia. La sua lingua scivolò sul contorno delle mie labbra un paio di volte, sentii i suoi denti serrarsi con forza sul mio labbro inferiore costringendomi a soffocare, nella sua bocca, un gemito a metà tra il dolore e l'eccitazione.

"San" riuscii a bisbigliare.
Con le mani presi ad accarezzare frenetica il suo corpo sfiorando il tessuto della sua camicia, dai fianchi, fino ai seni e poi al contrario mentre non smettevo di baciarle e leccarle le labbra e lei continuava a mordermi ovunque.
Sentivo la pressione dei suoi denti sulle labbra, sul mento, lungo la mascella, sul collo.

Un morso.
Un bacio.
Un altro morso.
Poi le sue labbra si chiusero sul lembo di pelle tra il collo e la spalla, la sentii succhiare con avidità e fui costretta a mordermi il labbro inferiore per soffocare un urletto eccitato.

"Un altro, San?" domandai ansimante con una punta di ironia, ripensando al succhiotto che mi aveva lasciato dall'altro lato qualche giorno prima e che faticavo ancora a coprire.
Lei sorrise sulla mia pelle, con uno schiocco interruppe quel contatto, sentii il calore delle sue labbra sull'orecchio.
"Così lo saprai..." bisbigliò roca.
"Cosa?" domandai ansimante. Dio quanto era sexy la sua voce.
"Così saprai a chi appartieni" specificò.
"Ah si..." le feci eco ridacchiando "E chi ha deciso che ti appartengo?"
"L'ho deciso io..." si affrettò a rispondere.
"E chi dice che tu sia il capo?"
"Io sono il capo di tutti" affermò mordendo con forza il lobo del mio orecchio.
Ansimai, serrando la presa intorno ai suoi fianchi.

Poi, con un colpo deciso, capovolsi la situazione, spingendola sul materasso. Rotolai sopra di lei e risalii sino a sedermi a cavalcioni sul suo bacino. Per un attimo la sentii irrigidirsi, forse non si aspettava quella mossa, l'incertezza durò poco, in un attimo le sue mani furono sui miei fianchi risalirono lente sotto la mia maglietta trascinandosela dietro lungo la salita per poi indurmi a sfilarla. Potevo sentire le sue unghie graffiarmi la pelle senza ritegno. Scese poi fino ai bottoni dei miei jeans e li sbottonò impaziente.
Di nuovo ansimai.
Era una pantera… un piccolo diavolo, la sua aggressività era così eccitante che per un istante fui tentata di lasciarle condurre il gioco.

Ma mi riscossi subito da quel pensiero.
No, Santana Lopez, ho aspettato troppo questo momento è ora che tu ti renda conto di cosa ti sei persa fino ad ora.

***

La sentii ansimare nuovamente sotto il mio tocco.

Sorrisi nel buio.

Era cosi eccitante sentirla fremere sotto le mie mani.
La sua pelle era cosi morbida da sembrare di seta ed aveva il sapore del miele ed un profumo dolce, irresistibile.

Con le mani dietro la sua schiena cercai di attirarla su di me ma lei si oppose irrigidendosi.
"Baciami" sussurrai allora.
Ma lei non accennò a muoversi.
"Britt" chiamai, allungai le braccia alla ricerca del suo viso ma trovai le sue a bloccarmi.
Intrecciò le dita nelle mie bloccandomi le mani ai lati della testa. Senza fare troppa pressione, in modo dolce, quasi come fosse un invito più che una costrizione. Rimanemmo così per qualche secondo, eravamo affannate ma quell'interruzione inaspettata permise ad entrambe di regolarizzare il respiro.

Poi sentii i suoi capelli solleticarmi il collo, il suo respiro caldo sul viso, il suo profumo di nuovo così vicino, finché le sue labbra non si posarono dolcemente prima sulla mia fronte poi sulla punta del naso, su uno zigomo, sull'altro... fino a posarsi sulle mie labbra il tutto con una tenerezza a cui non ero abituata e che mi lasciò piacevolmente stranita.

"Hai fatto sesso troppe volte, Santana, ma io non sono qui per scoparti. Io voglio fare l'amore con te" mi sussurrò sulle labbra prima di lasciarvi un altro bacio.
Rimasi un attimo interdetta mentre lei scivolava via da me.
Un click irruppe nel silenzio la luce leggera dell'abat-jour sul mio comodino illuminò la stanza. Incrociai il suo sguardo sicuro, sorrise prima di lasciar cadere lungo le sue gambe i jeans che io stessa le avevo sbottonato. Rimase in intimo di fronte a me illuminata dalla fioca luce della lampada, bellissima come una dea. Mi leccai le labbra a quella vista mentre ritornava a stendersi accanto a me.

"B-Britt, ma che... che stai facendo?" domandai un po' preoccupata.
Ok, cosa diavolo era successo? Stava andando tutto perfettamente, insomma, avevo seguito alla lettera la procedura. A quel punto di solito i vestiti vengono strappati e si va al sodo... cosa stava succedendo? E perché aveva acceso la luce?

Non ebbi il tempo di porle neanche una di queste domande. Brittany, ancora stesa accanto a me, si prese pochi minuti per guardarmi prima che le sue dita corressero ad accarezzare lente la mia guancia, ed i polpastrelli tracciassero il contorno delle mie labbra.

"Brit?" bisbigliai interrogativa. Solo quando quel suono fu uscito dalle mie labbra mi accorsi di quanto la mia voce fosse incerta e tremante.
"Shhh.." soffiò lei posando un dito sulla mia bocca prima di sostituirlo con le sue labbra regalandomi un bacio morbido e delicato.
Intanto quella stessa mano scivolò lenta lungo il mio collo, fino al primo bottone della mia camicia.
Lentamente prese a sbottonarla. Mi dedicò un'ultima occhiata sorridente prima di correre con le labbra a baciare, con calma, ogni lembo di pelle che veniva scoperto da quel lento sbottonare.

Ansimai, quasi involontariamente, a quei lievi contatti.
La mia pelle si increspò di brividi quando la sua bocca lasciò un bacio esattamente tra i miei seni per poi scendere lungo il mio stomaco e la mia pancia.
Giocherellò un po' col mio piercing prima di mordicchiare gentilmente la pelle sensibile intorno al mio ombelico e li la sua discesa si arrestò con mio disappunto.

Risalì il mio corpo, mi lasciò un altro bacio sulle labbra e poi si sollevò in ginocchio sul materasso, mi prese la mano tirandomi verso di lei. Io obbedii incapace di resistere a quello sguardo di ghiaccio puntato nel mio.
Mi sollevai a sedere mentre lei si posizionava nuovamente a cavalcioni su di me.
Prese il mio viso tra le mani e mi baciò ancora con dolcezza.

"Brittany" riuscii a dire staccandomi da quel bacio "Spegni la luce…" sussurrai sulle sue labbra, prima di emettere un sospiro incontrollato causatomi dalle sue mani che avevano preso a far scivolare lentamente la camicia aperta, lungo le mie braccia.
"Perché?" mi domandò in un sussurro.
"Spegnila ti prego..." supplicai debolmente nascondendo il viso tra i suoi capelli in balia delle sue labbra che vagavano leggere sul mio collo mentre le sue mani mi accarezzavano la schiena ormai nuda.
"Ma se la spengo poi non potrò guardarti" constatò dolcemente.

Guardarmi? Era impazzita forse?

"Britt per favore" la pregai.
"No" rispose semplicemente prima di spingermi con dolcezza verso il basso costringendomi nuovamente a stendermi sotto di lei.
Istintivamente voltai il viso dall'altra parte chiudendo gli occhi con forza presa dall'imbarazzo.
"Sei così bella, Santana" sussurrò lei estasiata.

Sentii le sue mani risalire lente dai miei fianchi fino ai seni.
Era incredibile quanto fosse delicato il suo tocco, sembrava che stesse accarezzando un cristallo prezioso. Mi sentivo come creta tra le sue mani, era così delicata nei movimenti, così eccitante, che le avrei lasciato fare tutto purché continuasse a sfiorarmi in quel modo così nuovo e piacevole. Sì, le avrei lasciato fare tutto. Anche guardarmi.

Le sue mani si chiusero a coppa sui miei seni massaggiandoli piano, ansimai più forte a quel contatto, mordendomi il labbro inferiore.
Continuavo a tenere gli occhi chiusi e questo amplificava tutti gli altri sensi.
Riuscivo a sentire il suo respiro corto, il suo profumo di miele e latte nell'aria che respiravo.

Un calore improvviso si fece strada dentro di me, sentivo l'eccitazione scorrere nelle mie vene come mai prima di allora. Improvvisamente i pantaloni che indossavo erano scomodi, troppo scomodi. La voglia di lei bruciava sotto la mia pelle, sulle mie labbra, tra la mie gambe.

Un brivido eccitato mi travolse quando, senza preavviso, le sue labbra cominciarono a lasciare piccoli baci intorno ad uno dei miei capezzoli mentre l'altro veniva sfiorato appena dalle sue dita esperte.
Quando finalmente le labbra si chiusero su quel lembo di pelle, il gemito, che avevo cercato fino ad allora di soffocare, fuoriuscì prepotente dalle mie labbra.
Cominciò a succhiare quel bottoncino fremente, dapprima piano, poi sempre più avidamente, mentre la lingua continuava a stuzzicarlo senza sosta.
Mi costrinsi ad aprire gli occhi. Mentre ormai ansimavo senza ritegno.
E la vidi, gli occhi chiusi, le labbra intorno ad un mio capezzolo, le dita sicure che pizzicavano appena l'altro.

Gemetti eccitata.
Era strano. Forse avrebbe dovuto stranirmi il fatto di trovarmi in quella situazione con una ragazza ma, contrariamente a quanto mi aspettassi, non mi sentivo a disagio.
Non perché ero con lei, comunque.
Mi imbarazzava mille volte di più il modo con cui mi toccava, la delicatezza dei suoi gesti e la luce accesa.
Ero abituata a comandare io in questi casi.
Luce spenta. Pochi baci. Graffi, morsi. Mani che, frenetiche, esplorano il corpo dell'altro senza ritegno. Sesso. Orgasmo… per la maggior parte delle volte finto.
E poi via, ognuno per la sua strada.

Ma con lei no, con lei tutto era nuovo, diverso.
E benché mi imbarazzasse da morire, non potevo fare a meno di sentirmi estasiata dalla sua tenerezza.

La vidi riaprire gli occhi, forse rendendosi conto di essere osservata puntò quei due pezzi di cielo nelle mie iridi scure. Sorrise sulla mia pelle ed, in quel momento, riuscii a vedere i suoi denti bianchi scivolare sulla mia pelle e serrarsi intorno al mio capezzolo.
Rabbrividì ansimando, senza interrompere il contatto visivo.
Abbandonò quel lembo di pelle per risalire fino alle mie labbra, leccandole appena.
Prima di tuffarsi sull'altro capezzolo per riservargli lo stesso trattamento.
Rivoltai gli occhi all'indietro, mordendomi più forte il labbro inferiore.

"Dios" mormorai.
Sentii i suoi capelli morbidi scivolarmi lungo la pancia. Tornai ad osservarla, colta alla sprovvista da una nuova cascata di brividi che mi investiva mentre la sua lingua scivolava leggera lungo il mio addome fino al bordo dei miei pantaloni. Le sue mani seguirono lo stesso percorso, accarezzandomi i seni, scivolarono lungo i miei fianchi fino a raggiungere i bottoni dei miei jeans.

Ormai non riuscivo a trattenere i gemiti.
Sentii la sua bocca lasciare piccoli baci sulla striscia di pelle lungo il bordo.
"Britt... toglili ti prego" ansimai impaziente. Lei non se lo fece ripetere e, con un gesto sicuro, sbottonò i pantaloni e li sfilò con facilità.
Una volta tolti feci per richiudere le gambe in un movimento istintivo ma le sue mani mi bloccarono, risalì le mie gambe dalle caviglie fino al sedere accarezzando piano la mia pelle facendola increspare in mille brividi, nel frattempo il suo bacino si insinuò nel mezzo.

Riaprii gli occhi senza ricordare quando li avessi chiusi.
La ritrovai in ginocchio tra le mie gambe intenta ad assaporare avida la pelle del mio interno coscia.
"Sai di buono" sussurrò sulla mia pelle quando incrociò il mio sguardo. Tremai d'eccitazione.

Poi con le mani risalì il mio bacino fino a lambire con le dita i bordi delle mie mutandine.
"Posso?" mi domandò con una punta di malizia.
"Puoi... tutto" riuscii a dire in un sussurro. Ed a lei bastò. Sorrise divertita sfilandole.

Chiusi nuovamente gli occhi presa da un nuovo imbarazzo.
"Mio Dio.." la sentii ansimare stupita, li riaprii e la trovai ferma, in ginocchio tra le mie gambe, le mani appoggiate sulle mie ginocchia piegate, i suoi occhi di ghiaccio vagavano avidi lungo il mio corpo completamente nudo, totalmente esposto al suo sguardo adorante.

"Sei… sei perfetta" si affrettò a dire prima di sorridere estasiata "Non posso credere che stia accadendo davvero... che tu sia qui per davvero…" continuò puntando gli occhi nei miei.
Si stese nuovamente su di me, baciandomi con foga.
"Tu non sai quanto ho aspettato questo momento" disse staccandosi dal bacio, appoggiò la fronte alla mia e mi parve di scorgere il luccichio di lacrima all'angolo dei suoi occhi. Mi sorrise ed io mi sciolsi come neve al sole.

"Non voglio fare nulla che non voglia anche tu" mi disse poi sforandomi il viso con la punta del naso "Non hai idea di quanto ti voglio, ma se vuoi fermarti adesso capirò..." concluse.

Tutta quella premura, la sua dolcezza nei miei confronti, mi faceva sentire sicura ed aumentava ancora di più la voglia di lei.

"Non fermarti… io... voglio… voglio fare l'amore con te, Brittany" sussurrai sulle sue labbra.
Lei mi regalò il sorriso più bello e luminoso che avessi mai visto. Scivolò al mio fianco, incatenando gli occhi ai miei.
La sua mano scese leggera lungo il mio corpo accarezzandolo fino a fermarsi al centro del mio piacere.
Un gemito d'eccitazione si liberò dalla mia gola per fondersi con uno suo di sorpresa.

"Sei cosi bagnata" soffiò eccitata sulle mie labbra, sospirai d'impazienza.
Prese ad accarezzare lentamente la mia intimità, regalandomi brividi sempre più incontrollati. Con un dito tracciò il contorno della mia apertura, su e giù un paio di volte.
Poi, senza preavviso, scivolò dentro di me delicata ma decisa.
Un grido scaturì dalle mie labbra, istintivamente nascosi il viso nell'incavo del suo collo, ansimando sulla sua pelle.

"Dios" riuscì a biascicare. Alle mie parole un altro dito si fece strada dentro di me.
Sentivo il cuore rimbalzarmi in gola, il corpo fremere pervaso da brividi mai provati fino a quel momento.
Le dita di Brittany si muovevano lente ma decise dentro di me facendomi impazzire.
Puntò il gomito sul materasso appoggiandovi sopra il peso e con la mano raggiunse la mia testa intrecciando le dita nei miei capelli.

"Guardami piccola" sussurrò con la voce spezzata dai sospiri.
Ed io obbedì perché non potevo far altro, ero completamente in suo potere.
Appoggiò la fronte alla mia, ansimando insieme a me, mentre ancora mi penetrava con urgenza.
"Brittany" soffiai sulla sua bocca.
E lei sospirò di più.
Un altro dito si fece strada dentro di me, facendomi gridare di sorpresa e piacere.
"Si dillo ancora… dì il mio nome" mi pregò leccandomi le labbra.
"B-Brittany" biascicai a fatica col fiato corto.
Il ritmo delle sue dita aumentò dentro di me e mi ritrovai ad urlare ancora... ed ancora… il suo nome in balia del piacere assoluto che mi stava regalando.

Chiusi gli occhi, lasciando cadere la testa all'indietro, sentii prontamente la sua lingua correre a leccarmi la gola totalmente esposta per poi scivolare nuovamente lungo il mio corpo seguita da una scia di capelli biondi.

Si sollevò appena senza interrompere il contatto con la mia femminilità, andò ad inginocchiarsi nuovamente tra le mie gambe. Gemetti senza ritegno quando avvertii il suo respiro sul centro del mio piacere.

Riaprii gli occhi ed una nuova ondata di eccitazione mi esplose dal basso ventre al solo vederla inginocchiata tra le mie gambe, gli occhi chiusi, il viso rilassato in un'espressione adorante mentre respirava il mio odore.

Quando sentì le sue labbra chiudersi sul mio clitoride mi sembrò di impazzire, urlai... talmente tanto che ebbi paura che le pareti sarebbero cadute da un momento all'altro.
Brittany baciava, succhiava, leccava avida quel piccolo fascio di nervi senza smettere di penetrarmi con le dita e io dovetti fare appello a tutta la mia forza di volontà per evitare di morire di piacere mentre la sua bocca mi divorava e le sue dita si arricciavano dentro di me.

"Ancora… ti prego non fermarti" la supplicai benché non ce ne fosse bisogno, non sembrava intenzionata a smettere.
A quella mia richiesta la sentì sorridere tra le mie pieghe. Sfilò le dita con un movimento rapido ed io ringhiai di disapprovazione ma mi ritrovai nuovamente a gridare di piacere quando sentii la sua lingua penetrarmi avida ed un brivido mi attraversò il corpo quando soffocò un gemito di piacere direttamente nella mia intimità.
Tornò a penetrarmi con due dita e, mentre il pollice corse a disegnare cerchi invisibili sul mio clitoride, lei risalì il mio corpo.
Ed io le strinsi un braccio intorno alla vita, tirandola verso di me, affondai le unghie nella sua natica aggrappandomi a lei. Con l'altra mano cercai il suo viso, avvicinandolo al mio, avevo bisogno delle sue labbra.
Mi baciò con forza, lasciando che assaporassi me stessa dalle sue labbra.

"Vieni per me Santana" mi implorò nel bacio e, per me, fu troppo.

Mille brividi mi scossero il corpo, come lava rovente la mia eccitazione esplose dal basso ventre liberandosi. Gridai il suo nome lasciandomi andare al primo vero orgasmo della mia vita mentre lei ancora muoveva le dita dentro di me. Mi inarcai verso l'alto affondando di più le unghie nella sua pelle e ci misi qualche secondo a tornare a contatto col materasso, mentre il mio corpo ancora tremava ed il petto si muoveva smodatamente su e giù.

Sorrisi. Mentre le sue dita scivolavano via da me.
E quel sorriso spontaneo si sciolse presto in una risata liberatoria.
Non avevo mai provato nulla di più bello.
Non mi ero mai sentita felice ed in pace come in quel momento, per la prima volta in vita mia, con Brittany che mi stringeva, ricoprendomi di baci e dolci carezze. Mi sentivo completa, mi sentivo al mio posto.

***

Sentivo il suo respiro farsi mano mano più regolare, aveva chiuso gli occhi durante l'orgasmo gridando il mio nome e non li aveva ancora aperti.
Ma sapevo che non dormiva perché sentivo la sua mano accarezzare lenta il lembo di pelle sul mio fondoschiena che ancora bruciava per i segni profondi che le sue unghie vi avevano inciso.

Avevo abbandonato il peso su di lei, una gamba piegata a cingerle i fianchi, una mano tra i suoi capelli, l'altra appoggiata sul suo seno nudo, il viso nell'incavo tra il collo e la spalla.
Continuavo a lasciarle piccoli baci, sorridendo appena sulla sua pelle.

Non mi ero mai sentita tanto felice. Il mio sogno si era avverato. Era successo davvero, non l'avevo solo immaginato. L'avevo avuta davvero, potevo sentire ancora il suo sapore paradisiaco sulle labbra, le mie mani l'avevano davvero sfiorata e posseduta. Aveva gridato il mio nome, era venuta per me… per me soltanto.

"Mi sono sbagliata" mormorò poi lei interrompendo il silenzio.
"Cosa?" domandai senza capire.
"Prima… quando ho detto che sono il capo… mi sbagliavo… sei tu il capo" concluse ridacchiando.
Sorrisi divertita accarezzandole una guancia. Voltai il suo viso verso di me e lei spalancò gli occhi nei miei.

Scrutai per qualche minuto le sue iridi di cioccolato fondente.
"Grazie, non mi sono mai sentita così bene prima d'ora" mi sussurrò a fior di labbra.
"Questo è il giorno più felice della mia vita, Santana. Tu davvero non puoi capire cosa significhi per me" confessai prima di baciarla con dolcezza.

Non avrei saputo dire quando il bacio si fosse infuocato, sta di fatto che, all'improvviso, la sua lingua che giocava tranquilla con la mia. Cominciò ad esplorare famelica la mia bocca ed il suo respiro tornò a farsi ansimante.
Con la mano imprigionò il mio viso, mordendomi il labbro.

Poi, quella stessa mano, scese lungo il mio corpo fino alla mia coscia, diede una spinta col bacino e mi ritrovai schiacciata sul materasso con lei che mi sovrastava.

Tutta l'eccitazione che mi aveva invasa prima, mentre lei godeva sotto di me, tornò a pervadermi più insistente.
Ed aumentò a dismisura quando mi leccò le labbra senza ritegno sussurrando con la voce più sexy che avessi mai sentito "Ho voglia di te… adesso… voglio tutto di te".

Rivoltai all'indietro gli occhi abbandonando la testa di lato sul cuscino mentre le sue labbra si avventuravano nuovamente sul mio collo esposto, la sua lingua accarezzava la mia pelle, le sue unghie graffiavano impazienti le mie cosce.
Sentii il calore della sua femminilità nuda sulla mia, coperta ancora dagli slip, non riuscii a resistere ed iniziai a strofinarmi contro di lei nel tentativo di dare sollievo alla mia voglia disperata di averla dentro di me.

Non mi ero mai sentita in quel modo, travolta da un piacere così intenso, da una passione così bruciante e cieca.

La sua lingua lasciava scie di fuoco sulla mia pelle, le sue mani erano ovunque sul mio corpo.
Il mio respiro si perdeva ormai in gemiti e sospiri talvolta soffocati dalle sue labbra roventi.

Sollevai appena la schiena quando le sue mani scivolarono dietro il mio busto, trovò il gancetto del reggiseno e ci mise un po' a sbottonarlo. Lo sfilò con foga prima di bloccarsi un istante.

Cercai il suo sguardo e lo trovai un po' impacciato.

"Ok, a questo punto sono in difficoltà" ammise lei.
Sorrisi al suo imbarazzo, era così tenera, difficile pensare che fosse la stessa persona che un attimo prima si muoveva frenetica su di me come una tigre selvaggia. In quel momento sembrava più un gattino spaurito.

Presi la sua mano, portandola su uno dei miei seni.
"Lasciati guidare dall'istinto, San" le consigliai.
"Facile dirlo per te..." disse ironica mentre iniziava a massaggiarlo lentamente osservando curiosa la mia reazione che non tardò ad arrivare. Respiravo a fatica a quel contatto.
"E'... e-esattamente... q-quello che ho fatto io... ho seguito l'istinto..." riuscì a biascicare.
"Che vuoi dire?" domandò fermandosi di colpo.
La guardai.
"Vuol dire che nemmeno io sapevo cosa fare, ho solo... assecondato i miei impulsi" spiegai.
Lei mi guardò sgranando gli occhi.
"Era... cioè... questa è la prima volta anche per te… con una ragazza intendo" domandò incredula.
"Certo che sì" soffiai divertita "Credi davvero che avrei potuto fare l'amore con una donna qualsiasi che non fossi tu? Ti ho aspettata… perché era solo te che volevo" confessai allungando una mano per accarezzarle il viso.

Lei rimase qualche minuto ad osservarmi riflettendo sulle mie parole, poi sorrise, un sorriso vero, ampio... come quello di una bambina la mattina di Natale.

E forse quella mia confessione dovette darle coraggio perché, senza indugiare oltre, riprese a massaggiarmi il seno, con la punta delle dita scivolò su un capezzolo accarezzandolo prima piano, poi sempre più rapidamente.

Chiusi gli occhi abbandonandomi al piacere, sentii le sue labbra piene chiudersi incerte intorno all'altro capezzolo, gemetti eccitata e questo bastò, forse, a farle capire che mi piaceva e la spinse a continuare.
Quando la sua lingua sfiorò quel lembo di pelle più scuro credetti di impazzire, presi a gemere più forte e la sentii muoversi sempre più decisa.

Scese con le labbra lungo il mio addome. Lanciai un grido eccitato quando i suoi denti si serrarono senza preavviso sulla mia pancia.

"Dio, Santana" soffiai contorcendomi sotto il suo tocco.
Le sue unghie mi graffiavano l'addome, il petto, i fianchi, i suoi denti mordevano ogni lembo di pelle che riuscissero ad afferrare e la sua lingua si prendeva gioco di me, scivolando sul bordo del mio ombelico.

Quando sentii il suo respiro tra le mie gambe mi costrinsi ad aprire gli occhi.
Soffiò piano sul tessuto già bagnato delle mie mutandine e la sentii ridacchiare quando mi lasciai sfuggire un gridolino eccitato.

Leccò la pelle del mio interno coscia prima di morderla piano, poi appoggiò le labbra sul mio centro.
Mi ritrovai a spingere il bacino contro la sua bocca, ansimando di impazienza, nuovamente la sentii ridere e, di nuovo, quei denti ormai familiari si serrarono gentilmente sul mio centro inducendomi a urlare più forte.
La latina prese a succhiare il mio clitoride attraverso la stoffa umida.
La vidi staccarsene e correre con le mani a sfilarla impaziente quando anche quell'ultimo lembo di tessuto fu tolto, si prese un attimo per osservarmi, prima di affondare ancora il viso tra le mie pieghe.

Urlai di nuovo mentre sentivo la sua lingua affondare dentro di me. La vidi roteare all'indietro gli occhi mentre un gemito roco risuonava nella sua gola.
Sentii le sue mani chiudesi a coppa sulle mie natiche, spinse il mio bacino contro la sua bocca e quello bastò a farmi perdere completamente le facoltà mentali.

Gridavo e gemevo a quel contatto, contorcendomi senza sapere bene come riuscire a sopportare tutto quel piacere che mai prima di allora avevo provato in vita mia.
Sentivo che l'orgasmo avrebbe potuto invadermi da un momento all'altro, mi morsi con forza il labbro per soffocare un ulteriore urlo mentre la sua lingua si muoveva agile dentro di me.
Lei dovette accorgersi che stavo per venire, perché smise di penetrarmi con la lingua, risalendo il mio corpo. Quando la sua bocca fu abbastanza vicina la cercai con la mia, per un bacio necessario che non tardai ad approfondire.
Un suo dito scivolò rapido dentro di me, sorprendendomi, seguito da un altro ed un altro ancora.
Prese a muoversi velocemente nella mia intimità.
E non ci volle molto perché venissi col suo nome che danzava sulle mie labbra tremanti come il resto del mio corpo scosso da spasmi di puro piacere.

Mi ritrovai a sorridere tra le sue labbra.
Mentre mi regalava un bacio ed un altro ed un altro ancora.

Poi si staccò da me rotolando al mio fianco a pancia in su nella mia stessa posizione.

Faticammo entrambe per ritrovare il respiro e le forze.

Volevo dire qualcosa ma mi aveva strappato tutte le parole e lo stesso doveva essere per lei, perché fissava il soffitto, respirando piano senza dire nulla. Solo con un'espressione estasiata che doveva essere molto simile a quella che avevo io dipinta sul volto.

Volevo che la nostra prima volta insieme fosse perfetta e lo era stata... Dio se lo era stata.

Con le poche forze che mi restavano rotolai su un fianco, in contemporanea lei si sollevò appena recuperando il lenzuolo appallottolato in fondo al letto e, dopo aver spento la luce, lo tirò su di noi.
Mi strinsi a lei e la sentii irrigidirsi appena a quel contatto.

"Britt…" tentò stranita ma io la zittii prontamente con un bacio.
"Vieni qui" soffiai.
Strofinai il naso contro il suo viso ed allungai le braccia tirandola a me, la feci accoccolare contro il mio petto, un braccio a cingerle la vita, l'altro piegato sotto la sua testa, la mia mano tra i suoi capelli di seta, le nostre gambe intrecciate.
Presi a lasciarle teneri baci a fior di labbra, sulla fronte, sulle tempie, sulle guance.
Sorrise a tutte quelle attenzioni e piano piano la sentii rilassarsi nel mio abbraccio, finché la sua mano non scivolò dietro la mia schiena, posandosi leggera alla base di quest'ultima.

Chiusi gli occhi, respirando a fondo il suo odore buono, mi lasciai cullare dai nostri cuori che battevano insieme scandendo lo stesso ritmo .

Non mi ero mai sentita così felice, mai così completa come in quel momento con lei.