Quinn tornò in salotto con due bicchieri di succo di frutta,ne passò uno a Rachel e posizionò l'altro sul tavolino davanti al divano per me.
Continuavo a fissarmi le mani in silenzio,con gli occhi che bruciavano in conseguenza a tutte le lacrime versate.
Dopo aver spiegato tutto a Quinn la bionda si era rilassata,permettendo a me e alla mia amica di entrare in casa.
Non sembrava a ancora molto convinta della mia innocenza,ma si era sforzata di capire,anche grazie all'insistenza di Rachel.
"Britt"cominciò la bionda sedendosi sulla poltrona di fronte a me,nell'elegante salotto di casa Lopez.
"Ascolta,io beh mi dispiace per come ti ho trattata prima.."disse con lo sguardo basso.
"Non importa,cercavi solo di proteggere un'amica,lo capisco"mi affrettai a dire.
"Già,hai detto bene"disse lei alzando lo sguardo e incatenandolo al mio.
"Io volevo proteggerla,e lo voglio ancora..vedete,Santana è più che un'amica per me.."a quelle parole sia io che Rachel sussultammo.
"..Lei è una sorella"precisò la bionda,un sospiro di sollievo fuoriuscì leggero dalle mie labbra,e sentì Rachel rilassarsi a sua volta.
"Santana è la mia famiglia,e io sono la sua…so che sembra assurdo detto cosi,suona banale,due migliori amiche che si considerano è la verità.Guardate questa casa…"sorrise amara la bionda.
"..E' vuota..completamente vuota,come lo è stata l'infanzia di San.."disse tristemente.
"Si so che la sua famiglia non è mai stata molto presente"mi intromisi io.
"Già,Santana è quella che all'apparenza verrebbe definita una ragazza fortunata,ricca,bellissima,intelligente,sexy ,capo cheerleader,reginetta del ballo,ottimi voti,ha successo in tutto ciò che fa,non c'è nulla che non sia in grado di fare,non c'è meta che non possa raggiungere..lei è la ragazza che tutti i ragazzi vorrebbero sposare e che tutte le altre ragazze vorrebbero…essere"disse fiera.
"..all'apparenza è una roccia..ma la verità è un'altra,e io lo so è stata sola per tutta la sua vita,tra le mura di questa casa enorme,ha imparato a non avere paura del buio perché per quanto piangesse nessuno è mai corso a consolarla nel mezzo della notte,nessuno le ha mai letto le favole,ne l'ha cullata quando aveva la febbre,ha avuto le migliori educatrici,le governanti più esperte,le baby sitter più preparate…ma non ha mai avuto una madre che l'amasse come solo una mamma può fare,o un padre presente..è una persona profondamente sola,quando l'ho conosciuta io ero una bambina che aveva tutto,e lei..pur avendo una famiglia mille volte più ricca della mia,non aveva niente. Ci sono cosi tante cose che non sai di lei Brittany..cosi tanti lividi nella sua anima,alcuni sono guariti,altri non guariranno mai"disse seria.
Mi raggelai all'istante,e lei se ne accorse.
"I suoi genitori non l'hanno mai davvero voluta,nessuno dei due desiderava avere figli,suo padre era troppo impegnato col lavoro,e sua madre era troppo legata al suo fisico perfetto e alla sua mania per i viaggi e la bella vita,non avevano tempo per crescere un figlio,Santana gli è capitata un po' tra capo e collo,e benché non abbiano avuto cuore di non farla venire al mondo,nessuno si è mai curato più di tanto di lei questa è la verità,hanno pensato che i regali,e i soldi potessero sostituire quell'amore che non avevano il tempo di darle."spiegò.
"Ha sofferto terribilmente in questi anni,ha nascosto la sua frustrazione e la sua solitudine dentro di se,mascherandola con la rabbia,con l' è creata nella sua testa questa strana convinzione che tutti prima o poi la abbandoneranno,che non meriti di essere amata,ha represso cosi tanta rabbia e cosi tanti sentimenti ostili da bambina che le si sono rivoltati contro una volta cresciuta,ha un rapporto difficile con i sentimenti con l'ira in particolare,un genitore attento si sarebbe accorto da un pezzo che lei avrebbe bisogno di un aiuto,di qualcuno con cui parlare,qualcuno che la aiuti a tenere a freno la sua rabbia.."
"Intendi uno psicologo?"la interruppe Rachel
"Intendo,qualcuno che la aiuti ad esternare tutti i sentimenti che si tiene dentro,per evitare che esplodano cosi violenti sotto forma di rabbia repressa"spiegò la bionda.
"Ma lei è troppo orgogliosa e testarda per ammettere di aver bisogno dell'aiuto di qualcuno."disse stringendosi nelle spalle.
"Anche io ho un rapporto controverso con i miei genitori,beh non quanto Santana certo,ma sapete,i miei non sono esattamente una coppia unita,oserei dire che si odiano a morte,sono anni che vanno avanti cosi, il motivo per cui sono rimasti insieme è che mio padre è una figura troppo di spicco in questa stupida città e bisogna mantenere le apparenze"disse ironica,il padre di Quinn era stato eletto sindaco per sei anni consecutivi,e il primo punto della sua politica era proprio l'importanza della famiglia,era chiaro che non poteva portare avanti quell'ideale cosi fermo se si fosse separato da sua moglie.
"I miei genitori sono sempre stati troppo impegnati ad odiarsi a vicenda,a farsi la guerra a colpi di insulti,e non si sono mai preoccupati di quanto la cosa potesse San c'era sempre per me"disse sorridendo fiera "..Quando avevamo nove anni ci siamo giurate di proteggerci a vicenda,abbiamo fatto un patto di sangue,e lei non ha mai mancato a quel giuramento cosi come non l'ho fatto è la mia famiglia,e io sono la sua,perciò puoi capirmi Brittany,se prima ti ho trattata in quel modo."disse alzando lo sguardo per puntarlo dritto nel mio.
Mi limitai ad annuire.
"Capisco le tue ragioni"continuò lei "..Mi dispiace per averti giudicato male,forse sia io che San siamo corse a conclusioni affrettate,ma ciò non toglie che voglio che ti sia ben chiaro,che non posso tollerare di vederla soffrire cosi,mai!Stavolta passa,non è colpa tua e adesso lo so,ma Brittany.."disse guardandomi fisso
"..tutto questo dolore lei non lo merita,non da te,ti ha aperto il suo cuore e non hai idea di quanto sia difficile e raro per lei,non farla soffrire,io non te lo perdonerei ti avverto."concluse.
"Non accadrà"dissi sicura,lei annuii.
"Ne sono certa"disse "Va da lei adesso…stà male,e anche se sei stata tu a farla soffrire,so anche che sei l'unica persona che vorrebbe accanto in questo momento"disse con un sorriso sincero.
Le sorrisi a mia volta,alzandomi,mi affrettai a salire le scale col cuore in gola
Arrivai davanti alla porta della camera,ingoiando a vuoto mi fermai con la mano appoggiata alla maniglia,presi un profondo respiro,mi tremavano le gambe,mi girava la testa,sentivo gli occhi bruciare per il troppo pianto,l'ansia mi bloccava il respiro.
Bussai lievemente,e attesi.
Nessuna risposta arrivò dall'interno,riprovai,con un po' più d'energia.
Niente.
Temporeggiai ancora qualche istante ragionando sul da farsi,poi presi un bel respiro e aprì la porta,facendo capolino nella stanza,le tapparelle erano abbassate fino a metà,una leggera luce solare filtrava all'interno,la camera era completamente sotto sopra,metà dei libri che originariamente erano poggiati sulla scrivania,se ne stavano sparpagliati sul pavimento cosi come alcuni vestiti,la sedia della scrivania e i cuscini del letto.
Lei era stesa scompostamente a pancia in giù sul materasso,mi avvicinai quel poco che bastava per notare che dormiva profondamente,qualche clinex appallottolato accanto al viso,un altro stretto in un una mano chiusa a pugno,i capelli le ricadevano sul viso ancora coperto di trucco sbavato,il respiro irregolare,e quella maglietta larga,che le lasciava intravedere una spalla nuda,e le arrivava appena sotto al sedere lasciandole scoperte le gambe.
Anche cosi riusciva ad essere bellissima,era sexy da togliere il fiato,anche in quel momento..ripensai alle parole di Quinn,era vero non c'era cosa che Santana non sembrava in grado di fare.
Mi ricordava la bimba delle favole,le fate buone si erano radunate in torno alla sua culla e ognuna di esse vi aveva deposto un magnifico dono:Bellezza,grazia,dignità,intelligenza,forza,spirito…Ma allo stesso tempo una strega cattiva era arrivata e come una maledizione aveva fatto in modo che tutti quei dono le si rivoltassero contro per non garantirle alcuna felicità,per impedirle di conoscere pace.
Quanta fiducia doveva aver riposto in me per aprirsi come aveva fatto,quanto avevo scavato nella sua anima senza rendermene conto?!ora lo capivo davvero,e benchè mi scoppiasse di felicità il cuore a quel pensiero,mi sentivo un verme per averle fatto del male senza volerlo,e in quel momento giurai a me stessa che mai e poi mai l'avrei fatta soffrire ancora.
I miei occhi si riempirono nuovamente di lacrime,cercai di soffocare un singhiozzo,ma quello usci prepotente dalle mie labbra,e rimbombò nel silenzio.
La latina si riscosse appena dal suo sonno leggero,strinse gli occhi ancora chiusi.
"Quinn"mormorò con voce flebile.
Presi un lungo respiro.
"San..sono io"dissi con voce tremante.
Appena sentì il suono della mia voce,si tirò a sedere sul materasso con uno scatto felino,mi guardò ad occhi spalancati per qualche secondo.
"Vattene"ringhiò a denti stretti.
"San,ascoltami ti prego."la implorai tra le lacrime.
"Vattene"mi ordinò con più veemenza alzandosi dal letto,mi raggiunse a passo svelto,e quando fu davanti a me mi spinse con forza,facendomi sbattere contro la porta.
"Santana per favore.."tentai di pregarla,ma lei aveva già ripreso a piangere,con una rabbia incredibile si era avventata su di me
"Vattene via.."Urlò
Le afferrai i polsi,prima che le sue mani arrivassero a toccarmi,con tutta la forza che riuscii a trovare,tentavo di immobilizzarla,era una furia,si oppose alla mia presa agitando nervosamente i polsi,urlandomi contro.
Esercitai un po' più di pressione sui suoi polsi,non volevo farle male,ma allo stesso tempo volevo che si calmasse,che mi ascoltasse.
Con uno scatto repentino riuscì a farla girare su se stessa,senza smettere di tenerla per i polsi,la attirai a me cercando di evitare di essere colpita dalla sua testa che si agitava avanti e indietro,nel tentativo di liberarsi.
"lasciami..puttana..lasciami"Urlò,ma non la ascoltai,la attirai a me,facendo in modo che la sua schiena aderisse perfettamente al mio petto,le sue braccia erano incrociate sul suo seno,le stringevo ancora con forza i polsi da dietro,scalciò urlando ancora,un paio di volte,ma non mollai la presa.
"Shh..calmati..per favore..calmati"la pregai tra le lacrime,stringendola di più a me,poggiai le labbra sulla sua spalla scoperta,lasciandovi qualche bacio leggero,respiravo sulla sua pelle,implorandola di calmarsi.
Smise di divincolarsi,lasciandosi cullare dalle mie braccia,ancora in preda al pianto disperato si lasciò cadere sulle ginocchia e io la segui nella discesa,si inginocchiò sul pavimento e io feci lo stesso ,accasciata dietro di lei insinuai entrambe le ginocchia tra le sue gambe chiuse,lei mi lasciò fare,separai le sue cosce con le mie,e lasciai che adagiasse tutto il suo peso all'indietro contro il mio petto,poggiò la testa sulla mia spalla,e si voltò di lato,per incastrare il viso nell'incavo del mio collo,respirava ancora a fatica,e piangeva,sulla mia pelle,lasciai la presa salda in torno ai suoi polsi,per circondarle la vita sottile,tenendola più stretta possibile a me,le sue braccia scivolarono sulle mie,nella stessa posizione,cercai le sue dita e vi intrecciai le mie,mentre non smettevo di raccogliere prontamente con le labbra tutte le lacrime che le scivolavano lungo il viso.
"Shhh..va tutto bene…va tutto bene piccola..sono qui."sussurrai.
"Come..come hai potuto farmi questo?io mi sono fidata di te..io.."tentava di parlare ma la sua voce mi arrivava come un lamento sommesso,soffocato dalle lacrime.
"Ascolta…ascoltami ti prego.."tentai,ma lei ricominciò
"Non puoi lasciarmi..tu mi hai promesso che non mi avresti lasciata,mi hai promesso che..non.."proruppe in una nuova crisi di pianto,e fece piangere anche me.
"Io non ti lascerò…non ti lascerò guardami"la implorai poggiando una mano sul suo viso,mi scostai per fare in modo che potesse guardarmi negli occhi "..Io non ti lascerò mai"sussurrai scrutando nel profondo quelle iridi scure,prima di lasciarle un bacio leggero sulle labbra secche di lacrime.
A quel bacio seguì un altro,e un altro..e un altro ancora,ogni volta il contatto era sempre più prolungato,sempre più forte,finchè la sua lingua non cercò la mia,chiedendo silenziosamente un contatto che mai e poi mai le avrei negato.
Venerai quelle labbra perfette,accarezzandole con le mie,senza sosta,entrambe avevamo bisogno di ossigeno ma nessuna delle due riusciva a staccarsi dalla bocca dell'altra.
"Io non ti lascerò mai"ripetei interrompendo quel bacio affamato solo per ritrovare respiro.
Appoggiai la fronte sulla sua,e le accarezzai nuovamente il viso,prima di far scivolare la mano,lungo il suo corpo,leggera ma decisa,raggiunsi il suo centro intrufolando le dita tra le sue gambe,spostai senza indugio la stoffa leggera delle mutandine,sfiorando la sua apertura con la punta delle dita.
"Io sono tua"le sussurrai sulle labbra,dischiuse e tremanti,mentre lei teneva ancora gli occhi lucidi e imperlati di lacrime fissi nei miei.
"Sono tua"ribadii,facendo scivolare un dito dentro di lei,che sussultò gemendo a quel contatto,senza smettere di guardarmi.
"..Mi hai stregato anima e corpo..e io ti appartengo"le sussurrai all'orecchio continuando a penetrarla con decisione e dolcezza,mentre lei in preda ai sospiri di piacere aveva abbandonato la testa all'indietro sulla mia spalla.
Dovevo farlo,sentivo dentro di me che dovevo farle capire che non l'avrei lasciata,che lei non era sola,che non lo sarebbe stata mai più.Ero sua,incondizionatamente e totalmente sua,e sentivo il disperato bisogno di dimostrarglielo in tutti i modi possibili,avrei voluto sparire dentro di lei,fondermi con la sua anima,per formarne una sola.
"Mi dispiace…mi dispiace San"continuai a sussurrare con voce tremante,mentre la sentivo ansimare al mio orecchio.
"Non ti farò più soffrire cosi,te lo prometto..te lo prometto piccola"dissi sicura
La guardavo,con tutto l'amore possibile senza smettere di muovermi piano dentro di lei.
"Io ti amo Santana" dissi tutto d'un fiato,guardandola fisso,spalancò gli occhi come piatti sentendo le mie parole,ma prima che potesse dire qualsiasi cosa,l'orgasmo la travolse,soffocando il suo respiro in un lungo gemito che le mie labbra corsero ad accogliere.
"Guardami,guardami San"implorai,intrecciai la mano libera tra i sui capelli,sorreggendole la testa,appoggiai la fronte alla sua,e mi persi nell'infinito dei suoi occhi scuri.
"Io ti amo"dissi ancora,mentre mille brividi le attraversavano il corpo,e io suo respiro affannato rimbalzava contro le mie labbra.
Le mie dita scivolarono via da lei,che ancora faticava per ritrovare respiro,si appoggiò ancora di più a me con tutto il peso del suo corpo,e affondò ancora di più il viso nell'incavo del mio collo.
Non so perché le avessi detto quelle parole,beh in realtà lo sapevo,lo avevo detto perché era vero.
Io l'amavo,con tutta me stessa,lei era tutto ciò che avevo sempre desiderato e tutto ciò che non sapevo di desiderare.
L'amavo già quando l'ammiravo silenziosamente da lontano,quando piangevo la notte stringendo la sua foto tra le dita,l'amavo quando la vedevo sorridere e desideravo con tutta me stessa che un giorno quel sorriso potesse rivolgerlo a me.
E poi l'amavo per come si era lasciata andare ,per il modo in cui mi sorrideva,per il suo imbarazzo,la sua gelosia,e anche in quel momento l'amavo,per la sua immensa fragilità che riusciva a nascondere agli altri ma che io avevo visto.
L'amavo,e me ne accorsi perché in quel momento,con le lacrime che mi rigavano il viso e io suo respiro sulla pelle,col peso del suo corpo abbandonato contro il mio e i nostri cuori che battevano allo stesso ritmo,io mi sentivo a casa,mi sentivo viva…mi sentivo sua.
***
Ero completamente paralizzata,non riuscivo a muovere neanche un muscolo,respiravo a fatica senza avere la forza nemmeno di fermare le lacrime e che silenziose mi scivolavano sul viso.
Mi amava,cosi aveva detto.
Non sapevo se avrei dovuto fidarmi,non sapevo nemmeno se volevo fidarmi ancora di lei.
Non sapevo se la ricambiassi,forse si,ma non avrei saputo dirlo con certezza,l'amore era una faccenda complicata con cui io non avevo molta confidenza,non avrei saputo riconoscerlo e certamente non avrei saputo gestirlo.
Ma lei era li,e diceva di amarmi,e per quanto io avessi paura,per quanto fossi ancora cosi arrabbiata con lei,non potevo sottrarmi al suo abbraccio,al suo profumo cosi avvolgente e rassicurante,non potevo sfuggire a quegli occhi di ghiaccio che mi leggevano dentro.
Non sapevo se l'amavo,ne se meritasse il mio perdono,sapevo solo che lei era li in quel momento e per quanto avrei desiderato essere forte e odiarla con tutte le mie forze,non potevo.
Avevo bisogno di lei come l'aria,come mai avevo avuto bisogno di qualcuno in tutta la mia vita,lei era ossigeno,ossigeno puro e per quanto mi facesse male la sua vicinanza in quel momento,non potevo allontanarmi,dovevo respirarla,ancora e ancora.
Lontana dalla sua pelle,non ero niente.
"Andiamo..vieni"sussurrò nel silenzio,delicatamente si alzò,tenendo ancora le braccia in torno alla mia vita,aiutò a tirarmi su a mia volta,senza smettere di stringermi,ci ritrovammo in piedi e lei era ancora dietro di me,intenta a stringermi i fianchi,e a lasciare dolci baci sulla mia spalla,scivolò al mio fianco,tenendomi ancora stretta,pochi passi ed arrivammo al letto,lasciò che mi stendessi sul materasso,mise un piede dietro l'altro,per sfilarsi in fretta le scarpe,liberò i capelli dalla coda di cavallo,e si stese su un fianco accanto a me,lasciai che il suo braccio si intrufolasse sotto il mio fianco e mi cingesse la vita,mi attirò a se e in un gesto automatico intrecciai le gambe con le sue,l'altra mano corse ad accarezzare i miei capelli,strinsi le mani a pugno,appoggiandole sul suo petto,la punta del suo naso corse a strofinarsi sul mio un paio di volte,e i nostri occhi si incontrarono ancora,e fu come la prima volta,mi mancò il respiro.
"Quattro mesi fa.."cominciò lei a bassa voce,senza smettere di accarezzarmi i capelli,ne di guardami negli occhi "..Quattro mesi fa,mia nonna sen'è andata.."disse con un velo di tristezza negli occhi "..Lei era tutto per me,un'amica,una seconda mamma..era il mio angelo,"le brillavano gli occhi,sembravano più azzurri che mai in quel momento
".Era una tosta,avrei voluto che tu la conoscessi,lei mi ha sempre capita anche solo con uno sguardo..le ho parlato cosi tanto di te.."disse distrattamente,a quell'ultima affermazione spalancai gli occhi sorpresa
"..si lei era l'unica..a parte Rachel a sapere della mia ossessione per te,non avrei potuto dirlo a nessun altro,ma di lei mi potevo fidare,non mi ha mai giudicata sai?anzi,mi ha sempre detto che l'amore è al di sopra di tutto,che non importa in che corpo sia rinchiusa un'anima,l'importante è quanto quell'anima sia vicina alla tua,diceva che ci si innamora quando in altri occhi si riesce a scorgere il riflesso di se stessi,ci si innamora quando la presenza dell'altro ci rende completi e liberi… e quando si trova qualcuno che ci fa sentire cosi beh poco importa se sia uomo o donna,l'importante è che sia la metà perfetta del proprio essere"una lacrima le rigò il viso,mi tuffai con le labbra a raccoglierla prontamente,e lei sorrise appena.
"Quando ci dissero ch era malata,quasi non potevo crederci,per me lei era una roccia,un'indistruttibile super donna,passavo da lei quasi tutti i pomeriggi,ce ne stavamo ore nel salotto di casa sua a sorseggiare cioccolata e a parlare,mi raccontava un sacco di storie sulla sua vita,di lei di mio nonno,di quando mia madre era una piccola rompiscatole proprio come me.."sorrise amara tra le lacrime.
"..E io ballavo per lei,Dio adorava vedermi ballare e io avrei ballato all'infinito in quel salottino stretto,seguendo la musica del suo giradischi,inventando ogni volta una coreografia diversa per stupirla..Dio mi manca cosi tanto"
La osservavo,sorridere e piangere con lo sguardo perso nel vuoto,lei prese un attimo di respiro soffocando un singhiozzo,poggiai delicata una mano sul suo viso,accarezzandolo appena,lei prese un grosso respiro e si costrinse a continuare.
"Una sera,rientrando dalla mia lezione di danza,corsi da lei,mi avevano affidato una nuova coreografia per il saggio di fine anno,e non vedevo l'ora di mostrargliela,lei era sulla poltrona del salotto,aveva una mascherina sul viso,e accanto a lei una enorme bombola d'ossigeno,erano un paio di settimane che trovava difficoltà a muoversi da sola,e a respirare,le mie visite diventavano sempre più frequenti e la sua salute sempre più le dissi che avevo una nuova coreografia da mostrarle,mi implorò con gli occhi di ballare per lei.
Cosi spostai tutti i mobili,in un angolo come facevo sempre per farmi spazio,e misi la musica,ballando per lei che mi guardava sorridente con le lacrime agli occhi.
La canzone era Endless Love,e io in quel momento la dedicavo a lei,a mia nonna,il mio amore senza fine."
Mi si incastrò il respiro in gola,mentre una crisi di pianto travolse la mia bionda,portai una mano dietro la sua nuca attirandola a me,e lei poggiò il viso sul mio petto,soffocando profondi singhiozzi sulla mia pelle.
"..Quella sera stessa lei ha avuto una crisi più forte delle altre..è morta nel giro di poche ore,e io non ho potuto fare nulla."biascicò tra le lacrime,e io serrai le labbra nel tentativo di soffocare un singhiozzo.
"Rory passò l'intera notte con me,cercando di consolarmi,mi è stato vicino sempre,è stato il mio sostegno in quei giorni,lui e Rach non mi hanno lasciata sola neanche un istante."spiegò
-Hijo de puta maldito- poteva essere subdolo e meschino quel ragazzo,usare quella canzone,legata ad un ricordo cosi doloroso,solo per spingerla a tornare da lui,che grandissimo pezzo di..
"Quando,ha cominciato ad intonare quella canzone mi sono sentita gelare San,non riuscivo a muovermi ero come pietrificata.."mormorò lei interrompendo i miei pensieri.
"..Non sono riuscita a pensare razionalmente,e quando mi sono resa conto che si era avvicinato cosi tanto io..ti giuro che avrei voluto mandarlo via,ma mi ha colpito cosi forte il pensiero di lui che mi stringeva a se mentre piangevo la perdita di una delle persone più importanti della mia vita,mi sono sentita un mostro,per averlo tradito con te prima ancora di lasciarlo,per tutte le volte che gli ho detto che lo amavo sapendo in cuor mio che non era vero,mi sono sentita impotente di fronte al ricordo cosi doloroso che quella canzone ha fatto mi sono tirata in dietro perché non meritava di essere umiliato cosi,da me,non dopo il modo in cui lo avevo già trattato,non dopo tutto ciò che ha fatto.
So che non lo meritavi neanche tu..lo so…e mi dispiace,Sono stata una stupida,non ho voluto ferire lui e ho finito col ferire te,che sei più importante di tutto persino di me stessa."disse ricominciando a piangere,la strinsi più forte a me.
"Ma,dopo il bacio..io l'ho trascinato in un'aula vuota,e gli ho detto di lasciarmi in pace,gli ho detto che gli volevo bene,che apprezzavo tutto ciò che aveva fatto per me,ma che questo non cambiava le cose,gli ho detto che avrei voluto ricambiarlo come meritava ma che non potevo perché sono innamorata di un'altra persona.."disse tutta d'un fiato.
"Devi credermi San,ho avuto uno stupido momento di debolezza in quella stanza,sulle note di quella canzone,ma gli ho ribadito che è finita,non mi importa nulla di lui,non sarò mai più tanto sciocca da cedere cosi facilmente ad una provocazione cosi…cosi subdola,te lo giuro San..mai più ti farò una cosa cosi cattiva,mai più"
biascicò in lacrime,stringendosi a me più che poteva,sentivo quelle goccioline salate scivolarmi sulla pelle,le sue braccia strette in torno alla mia vita,tremava pregandomi di perdonarla,lasciando un milione di baci bagnati di tristezza sul mio petto,all'altezza del mio cuore che batteva impazzito per lei,solo per lei.
"Shhh..basta adesso..ti prego non piangere,ti prego"implorai al suo orecchio,stringendola a me.
"Io ti amo"Ribadì alzando il viso,puntando gli occhi lucidi e arrossati dritti nei miei.
Il respiro mi si incastrò in gola.
"Britt.."balbettai.
Ma lei fu più veloce,posò un dito sulle mie labbra.
"Non lo stò dicendo perché voglio che tu me lo dica di rimando,non importa,se non provi ancora la stessa cosa,io ti stò dicendo che ti amo perché è la verità che il mio amore sia ricambiato o meno,non fa differenza,voglio solo che mi perdoni,io…ho solo bisogno che tu mi dica che è tutto ok..urlami ancora contro se vuoi,trattami male,sfoga tutta la rabbia che provi,basta che dopo mi perdoni,voglio solo che tu mi dica che sei ancora la mia ragazza,che ti lascerai amare..mi basta questo..non mi importa se non mi ami…ma lasciati amare San,io ho bisogno di te,ho bisogno di amarti" disse tremante col viso ancora rigato di lacrime.
"Ti perdono"soffiai sulle sue labbra senza pensarci. "Ti perdono"ribadì con più convinzione,prima di unire le labbra a alle sue ,approfondendo quel bacio con bisogno.
"Ti perdono"soffiai di nuovo staccandomi appena da lei per riprendere fiato,lei sorrise accogliendo nuovamente le mie labbra sulle sue,e io mi lasciai cullare dal suo abbraccio.
Rimanemmo strette in quell'abbraccio silenzioso per non so quanto tempo,di tanto in tanto le nostre labbra si incontravano,e i nostri sorrisi si fondevano insieme,scacciando le lacrime dal volto dell'altra.
All'improvviso il mio stomaco borbottò sonoramente,facendo ridere la mia bionda,sorrisi a mia volta un po' imbarazzata.
"Hai fame?" mi domandò dolcemente.
"Un po' si"ammisi
"Scendiamo a mettere qualcosa sotto i denti?"mi propose,e io annuii senza però staccarmi da lei.
"San."mi chiamò
"Hmmm"dissi chiudendo gli occhi,respirando a pieni polmoni il suo odore.
"Come faccio ad alzarmi dal letto se mi stai avvinghiata come un koala?"mi domandò dolcemente ridacchiando.
"Sono certa che troverai il modo"biasciai ad occhi chiusi,lasciandomi baciare teneramente una tempia.
Il mio stomaco borbottò ancora,e stavolta ridemmo insieme.
"Ripensandoci,è meglio scendere,prima che io muoia di fame aspettando che il tuo cervellino elabori una soluzione"scherzai staccandomi di mala voglia da quell'abbraccio.
Mi avvicinai alla specchiera,guardando il mio riflesso,mentre la bionda si rimetteva le scarpe.
Dio ero orribile,rabbrividì al pensiero che Brittany mi avesse vista in quello stato.
Afferrai una salviettina imbevuta,e feci per pulirmi il viso,ma lei mi raggiunse,abbracciandomi da dietro,mi sfilò la salvietta dalle mani,facendo pressione sul mio fianco perché mi girassi,ci ritrovammo nuovamente faccia a faccia.
"Più che un koala,sembri un panda"affermò guardandomi col sorriso sulle labbra.
Le diedi un pizzico sul fianco indispettita,facendola ridacchiare.
"Hmm che permalosa"mormorò a denti stretti cominciando a passarmi la salvietta sul viso,pulendo via i residui di trucco ormai sciolto.
Quando fui più o meno presentabile,mi infilai degli shots di jeans e le scarpe da ginnastica,scendemmo giù tenendoci ancora per mano,rubandoci di tanto in tanto qualche bacio.
Arrivammo in fondo alle scale;
Puntai dritta al salotto,ma mi bloccai di colpo quando vidi una scena che assolutamente non potevo interrompere,indietreggiai di qualche passo,tirando con me la bionda che mi guardò interrogativa,mi nascosi dietro lo stipite dell'arco che separava l'entrata dal salotto,e mi affacciai un po' per sbirciare,Brittany dietro di me,mi tirò appena la maglietta guardandomi senza capire.
Mi portai un dito sulle labbra facendole segno di fare silenzio,e la invitai a guardare.
Rachel e Quinn erano sedute sul divano,dando le spalle all'entrata dove noi eravamo intente a sbirciare.
"Santana è molto fortunata ad avere un'amica come te sai?"disse la mora sorridendo appena,senza incrociare lo sguardo di Quinn.
"Sono io la fortunata,forse lo troverai assurdo,ma ti assicuro che lei è una persona meravigliosa,quando sai come prenderla"disse la mia amica,sorrisi soddisfatta guardando Brittany altezzosa,lei per tutta risposta mi fece una linguaccia.
"Beh anche tu non devi essere tanto male,per sopportarla,sarà meravigliosa quanto vuoi ma devi ammetterlo,quando ci si mette è una tale vipera"disse sincera la moretta.
"Stupida nana insolente"borbottai guadagnandomi una gomitata da parte della mia bionda.
Quinn ridacchio,e una ciocca di capelli le cadde davanti agli occhi.
Prontamente Rachel allungò una mano sul suo viso per spostare la ciocca ribelle dietro l'orecchio della bionda,che la lasciava fare ipnotizzata.
"Non avrei mai pensato di dirlo sai?ma sono contenta che Santana e Brittany si siano avvicinate cosi tanto,se non fosse successo non avrei potuto conoscerti meglio,e mi sarei persa molto,prima il tuo racconto mi ha colpito tanto,non ti facevo cosi…ecco,ti avevo giudicato male senza conoscerti" confessò la mora.
"E' profonda la pigmea"constatai ironica.
"Piantala"mi rimproverò Brittany.
"Grazie"rispose Quinn con un filo di voce senza smettere di guardare Rachel con un sorriso dolce sulle labbra.
"Tu invece si proprio come mi aspettavo,dolce e comprensiva"disse tremante.
"..E bellissima"aggiunse senza abbassare lo sguardo,cosa che invece fece la mora,arrossendo violentemente.
"Romantica eh?le ho insegnato tutto io modestamente"mormorai ironica ad una Britt che mi rivolse un'occhiata poco convinta,alla quale risposi con uno schiaffetto sul braccio facendola sorridere.
"Quinn io.." la moretta tentò di parlare,ma la mia amica le posò delicatamente una mano sul viso,avvicinandosi pericolosamente riuscendo a zittirla.
"Dritta al sodo,brava ragazza.."mormorai con orgoglio "..Forza fai vedere a ' nasona mascellona' chi è il capo"la incitai a denti stretti.
"Ma vuoi stare un po' zitta"mi rimproverò Brittany sottovoce.
Lo sguardo di Quinn vagava dalla bocca agli occhi di Rachel,vidi distintamente la mia amica trattenere il respiro.
"Coraggio Q."mormorai a denti stretti.
Con un movimento fulmineo che lasciò me e Brittany a bocca aperta,Rachel prese il viso di Quinn tra le mani,poggiando le labbra sulle sue,senza troppe cerimonie.
"Non posso crederci."biascicai mentre Britt seguiva la scena a bocca aperta e occhi spalancati "..Si è fatta fregare la prima mossa dalla puffa canterina come una scema,ma dannazione allora non le ho insegnato nulla.."mi lamentai a bassa voce storcendo il naso.
La mia bionda mi fece segno di fare silenzio,mentre ancora guardava la scena imbambolata,Quinn si era lasciata andare e adesso le sue labbra si muovevano in sincronia perfetta con quelle della mora,le loro lingue si incontrarono a metà strada accarezzandosi lente.
"Fortuna che non ho ancora mangiato..questa si che è da vomito..però..si dà da fare gay-Berry eh?non la facevo cosi audace,che ha intenzione di farle una visita alle corde vocali con quella lingua chilometrica?!"sbottai sarcastica,guadagnandomi uno scappellotto dietro la nuca.
"Smettila Accidenti..sei incorreggibile"mi rimproverò la bionda,tornando poi a concentrarsi sulla scena.
"E tu sei una guardona,non è mica un film..cosa vuoi dei pop corn e una sedia per caso?..piantala di sbirciare"la rimproverai.
"Disse la donna che si è nascosta per prima per assistere alla scena"mi fece eco lei senza guardarmi,poi con un gesto della mano,mi zittì prima che potessi rispondere.
Rachel si era staccata bruscamente da quel contatto e ora se ne stava immobile a fissare Quinn a bocca aperta.
"O mio Dio…io…oh Dio..Q-Quinn scusa…io non..non so davvero cosa mi sia.." tentò di biascicare qualche scusa,ma le labbra della mia amica ritornarono sulle sue troncando ogni tentativo di protesta da parte dell'altra.
"Sii,fatti rispettare Fabray!"dissi con orgoglio.
"Scommetto dieci dollari che se la scopa sul divano"dissi euforica rivolta a Britt.
No un momento,quello era il mio divano.
"Anzi no..ti do dieci dollari se le fermi prima che scopino sul mio divano"mi corressi guardandola implorante.
Britt mi diede una gomitata leggera senza riuscire però a trattenere una risata.
"Ma che state facendo?"la voce squillante di Clara alle nostre spalle ci fece sobbalzare,e urlammo entrambe di sorpresa,Quinn e Rachel sussultarono staccandosi e allontanandosi all'istante.
"Clara..accidenti a te volevi farci venire un infarto?"urlai stizzita.
La donna mi guardò interrogativa,prima di alzare le spalle e dirigersi al piano di sopra.
Mi voltai verso il salotto,Britt era appoggiata allo stipite dell'arco,Rachel si era alzata dal divano e se ne stava in piedi a torturarsi le mani tra loro fissandosi le scarpe,mentre Quinn mi guardava con lo sguardo perso e l'ombra di un sorriso sul volto.
"Stai bene San?"mi domandò per smorzare la tensione.
"Si"mi limitai a rispondere.
Il silenzio calò nuovamente nella stanza,il mio sguardo continuava a vagare da Rachel a Quinn,per quanto ci provassi non riuscivo a trattenere un piccolo ghigno divertito.
"Mangiamo qualcosa?"propose poi Brittany con un po' troppa enfasi.
Le due annuirono senza fiatare,io sorrisi allungando una mano verso la mia bionda che la afferrò prontamente,ridacchiando sommessa mentre mi seguiva attraverso la porta di ingresso.
"Breadstix!" Dissi allegra,sorridendo alla ballerina.
Quinn trotterellò dietro di noi,col viso ancora un po' arrossato.
"Vuoi sbrigarti stupida Berry!?" cantilenai affacciandomi in salotto,riscuotendo dai suoi pensieri una Rachel ancora piacevolmente scossa,che mi seguì senza farselo ripetere.
