"Tu,su una moto?"era la quarta volta che Quinn ripeteva quella stessa domanda,soffocando una risata dietro il palmo della mano.

"Smettila idiota"la rimbeccai dandole una leggera spinta.

"O Mio Dio perché non hai fatto un video,cavolo non posso credere di essermelo perso"disse sghignazzando ancora.

Cercai di ignorarla e feci schioccare la lingua un paio di volte prima di distogliere lo sguardo da lei.
La campanella era suonata e ci stavamo dirigendo nell'aula di scienze.
Era l'unica lezione che frequentavamo insieme io,Britt,l'hobbit e Quinn.

Entrammo in classe e come fossimo ferro e calamita,mi voltai subito attirata da quello sguardo di ghiaccio,che sembrava aspettare solo me.

Meravigliosa.
Possibile che ogni giorno mi sembrasse più bella?come accidenti faceva?.
Mi sorrise e il mio cuore come al solito mancò di un battito,mi avvicinai a lei che era seduta accanto ad una Rachel intenta a ripassare qualcosa sul suo libro.
Non riuscivo ad interrompere il contatto visivo avrei passato ore intere a guardarla negli occhi,e a sorriderle come una scema solo per poterla vedere fare la stessa cosa.
Avrei solo voluto prenderle tra le mani quel viso d'angelo e baciare ad una ad una tutte quelle lentiggini adorabili,fino ad arrivare alle sue labbra perfette,e consumarle a suon di baci e morsi.

"Hey"mormorai quando le fui abbastanza vicina.
"Ciao "soffiò lei strizzando un occhio,guardandomi con un'intensità tale da farmi mancare il respiro per pochi muniti,cosa che mi diede la conferma che forse non ero la sola in quel momento a desiderare qualcosa di decisamente più caloroso,di un ciao appena accennato.

"Ciao Quinn"trillò poi sorridendo alla mia amica,e facendo allo stesso tempo sobbalzare Rachel al suo fianco,che subito alzò lo sguardo su quegli occhi verdi che già da un po' la squadravano.

"Ciao Britt..ciao Rachel"disse la mia amica sorridendo appena.
"Ciao"rispose la mora un po' titubante guardandola di rimando.

Non mi preoccupai nemmeno di salutare Frodo,presi posto all'ultimo banco,proprio dietro le ragazze,sistemandomi alle spalle della mia bionda,Quinn si accomodò accanto a me alle spalle di Rachel.

In quel preciso istante ,la bionda si appoggiò con tutto il peso alla spalliera della sedia,dondolandosi sui piedi anteriori di quest'ultima,fino a sfiorare con le punte dei capelli,stretti nella solita coda di cavallo,il dorso della mia mano,adagiata sul banco.
Sorrisi giocherellando per un po' con quelle ciocche bionde,che liberavano un profumo inebriante e familiare,che mi fece girare la testa per un momento.

Il professore entrò in classe pochi secondi più tardi,e Brittany tornò composta,mentre il silenzio calava nella classe,e cominciava la spiegazione.

Dopo una decina di muniti,la ballerina si mosse dalla sua posizione,sedendosi di lato sulla sedia dando appena le spalle a Rachel,appoggiò un gomito sul banco posando il mento sul palmo,e accavallò le gambe,scoperte grazie alla divisa,quasi caddi dalla sedia,dalla mia posizione potevo tranquillamente avere una visuale ampia,e dettagliata di quelle due meraviglie accavallate l'una sull'altra,bianche,sode e perfette.
Quella distesa di pelle lattea,catturò tutta la mia attenzione,ne percorsi con lo sguardo la lunghezza,dalle caviglie fino alle cosce,il mio sguardo si beava famelico della muscolatura contratta e mi stupì il ricordo di quanto fossero morbide quelle gambe che a prima vista sembravano invece di marmo,passai in rassegna una ad una le frange del gonnellino che si piegavano scompostamente sulla cosce tese,ad un tratto capì perché in quella scuola ci fosse cosi tanta frustrazione sessuale,e mi resi conto del perché le cheerleader erano le più desiderate e corteggiate ,il gonnellino della divisa era corto dietro fino al sedere,e davanti fino all'incoscienza.

Con un movimento rapido la bionda portò un dito a sfiorare un punto preciso sul suo interno coscia,un piccolo segno rosso fuoco spiccava sulla sua pelle candida,mi leccai le labbra istintivamente ripensando alla sera prima alle mie labbra su quella pelle.
Non potevo farci niente,era più forte di me,dovevo per forza assaggiarla,morderla graffiare quella pelle d'alabastro,avrei voluto mangiarla bearmi di quel sapore cosi intenso e paradisiaco di cui non riuscivo a fare a meno.

Intenta com'ero a godermi il piccolo spettacolo che quell'assassina della mia ragazza aveva messo su,evidentemente per farmi morire di desiderio,
quasi non mi accorsi di Quinn,che non aveva smesso un secondo di agitarsi sulla sedia,strappò un pezzetto di carta dal suo quaderno,cominciando a scrivervi sopra.

La vidi trafficare nervosamente con la matita.
Scrisse una riga soltanto,non riuscì a coglierne il contenuto,si rigirò tra le dita il pezzetto di carta,e toccò appena una spalla di Rachel,che si voltò guardandola interrogativa,prima di afferrare al volo il foglietto che la mia amica le aveva allungato,e nasconderlo nel palmo della mano.

Lanciai alla biondina uno sguardo interrogativo al quale lei rispose con uno un po' imbronciato.
Dal canto suo la moretta dispiegò il foglietto,sotto lo sguardo di una Brittany interessata,lesse quelle poche parole,e sospirò prima di afferrare la penna per rispondere,senza smettere di lanciare occhiate furtive verso la lavagna dove il prof era immerso nella sua spiegazione.

Scrisse un paio di parole,e ributtò il foglietto alle sue spalle,quest'ultimo cadde sul libro aperto di Q,che lo afferrò prontamente,stavolta mi allungai verso la mia amica,che non fece obbiezioni lasciando che leggessi anche io.

-Quando pensi che ne parleremo?- aveva scritto la bionda con la sua calligrafia perfetta
-Non c'è molto da dire,è stato un errore- aveva risposto l'altra.

Probabilmente l'argomento della discussione era il famoso bacio che le due si erano scambiate sul mio divano.
Andai su tutte le furie leggendo le parole della mora,soprattutto perché queste scatenarono un forte brivido nella mia amica,che si rabbuiò mordendosi il labbro.

Istintivamente strappai il foglio dalle mani di Quinn che ancora stava riflettendo sulla risposta da dare.
Afferrai la penna e scrissi di getto.

-Certo che è stato un errore,nessuna persona sana di mente vorrebbe volontariamente baciarti piccolo sgorbio canterino,fosse solo per non rischiare di ritrovarsi la punta della tua proboscide in un occhio,o di essere divorata da quella bocca sproporzionata che ti ritrovi mascellona -

Scrissi e riuscì a schivare la mossa rapida della mia amica che letto ciò che avevo scritto fece per recuperare il pezzo di carta.
Lo lanciai sul banco della mora con un sorriso compiaciuto,guadagnandomi però uno schiaffo sulla coscia scoperta,da una Quinn molto irritata.

Non mi importava,quella nana non poteva permettersi di chiamare sbaglio il bacio con la mia amica,semmai era Quinn che aveva sbagliato ad abbassarsi,letteralmente,al livello di quell'hobbit,se non sapeva riconoscere le donne di qualità allora erano affari suoi,ma non poteva trattare la mia amica in questo modo,non sotto i miei occhi.

La diva,lesse il foglietto ad occhi sgranati,rimanendo incerta per qualche istante,anche Britt lo lesse e a differenza della sua amica ci mise meno di mezzo secondo per capire che non poteva essere stata Quinn a scrivere l'ultimo messaggio,si voltò verso di me lanciandomi un'occhiataccia alla quale risposi con un'alzata di spalle,mentre la moretta riprendeva a scrivere.

Lanciò nuovamente il foglietto sul nostro banco,e io lo afferrai prontamente.

-Fatti gli affari tuoi Santana come al solito non sai dove stà di casa l'educazione- aveva scritto frettolosamente la mora.

-Brutta piccola impertinente nanerottola,come diavolo ti permetti di dirmi che non sono affari miei io ti..-

Il foglietto mi fui strappato dalle mani con foga,da una Quinn infastidita,che si affrettò a cancellare quell'ultima riga che avevo scritto,e scarabocchiò qualcosa.

-Spogliatoi delle cheereos,dopo le lezioni- aveva scritto passando il foglio alla moretta davanti,che si limitò a voltarsi appena annuendo lievemente alla bionda lanciandomi un'occhiata severa alla quale risposi esibendo il dito medio.

***

La campanella suonò,e senza attendere oltre Rachel si alzò di scatto dirigendosi verso la porta,per raggiungere l'aula di matematica dove ci aspettava l'ultima ora di lezione.
Mi voltai verso la latina che mi guardava di rimando con un sorriso.

Feci per parlare,ma uno scappellotto colpì la ragazza dietro la nuca,facendoci sobbalzare entrambe.

"Ma sei scema naso di plastica,come cazzo ti permetti?"sbottò la latina massaggiandosi il punto dolente e lanciando a Quinn un'occhiataccia.

"Ma vuoi farti gli affari tuoi una volta tanto "gracchiò l'altra sprezzante alzandosi in piedi.

"Hey guarda che io lo facevo per te,quella piccola distrazione di madre natura venuta al mondo da una relazione poco consona tra un puffo e una cimice urlatrice si è permessa di dire che baciarti è stato uno sbaglio,lei a te capisci?cosa dovevo fare lasciare che Polly Poket ti ferisse senza dire nulla?"rispose di getto la mora alzandosi a sua volta.

"Non esagerare Santana,stai comunque parlando della mia migliore amica"dissi irritata alzandomi e rivolgendole uno sguardo severo.

"La tua migliore amica dovrebbe fare pace col suo piccolo cervellino bacato e prendesi una buona volta le responsabilità delle sue azioni"cantilenò lei di rimando.

Quinn fece per parlare ma io fui più veloce.

"Ma non hai pensato che semplicemente a lei non interessa prendersi queste responsabilità perché non le interessa affatto…beh..andare fino in fondo alla faccenda?" dissi io,cercando di trovare le parole giuste per far capire loro a che mi riferivo ad una possibile relazione della mia amica con la bionda.

A quelle parole Quinn abbassò lo sguardo rabbuiata,e Santana spalancò gli occhi.

"Beh in questo caso Frodo è ancora più stupida di quanto non pensassi"disse guardandomi torva,per poi voltarsi verso Quinn che teneva lo sguardo basso e imbronciato.
"..E comunque grazie tante Miss delicatezza" aggiunse severa,prendendo per mano la sua amica e trascinandola fuori dall'aula.

"Awww dannazione"urlai una volta rimasta sola,dando un calcio alla sedia su cui poco prima ero seduta.

Feci un respiro profondo afferrando lo zaino e uscì dalla classe alla ricerca Rachel.
Ritrovai la mia amica seduta nell'aula di matematica,assorta nei suoi pensieri,fissava il vuoto come in trance.

"Rach"la chiamai,sedendomi accanto a lei che sobbalzò,posando gli occhi su di me.
Lanciai uno sguardo furtivo agli altri studenti che piano piano cominciarono a riempire l'aula.

"Tutto ok?"domandai a bassa voce.

"Certo,oggi parleremo faccia a faccia,e le dirò quello che penso,e cioè che non provo nulla per lei,e non sono interessata,e poi tornerò alla mia vita di sempre,che non include e non includerà mai ne Quinn ne quella sgualdrina, ficcanaso,prepotente di Santana Lopez."disse tutto d'un fiato senza guardarmi.

"Rach per favore non mettermi in questa situazione anche tu"dissi roteando gli occhi.

"Non mi piace Britt,"sbottò facendomi sobbalzare "..Non mi piace Santana,non riesco a fidarmi di lei,ci ho provato,ci ho provato davvero ma dall'altra parte non c'è altro che un muro,sono stanca di continuare ad essere trattata con sufficienza,sinceramente io credevo che ora che voi,beh vi state frequentando,credevo che mi avrebbe trattata un po' meglio,ma a quanto pare la cosa sembra essere addirittura peggiorata,e io non ci stò a sopportarlo."mi spiegò seria.

"Non voglio avere a che fare con Quinn,perché non voglio avere a che fare con Santana,e sinceramente,non so quanto io voglia avere a che fare con te ora che lei si è messa in mezzo"aggiunse irritata,alzandosi e prendendo posto qualche banco più a vanti accanto al secchione della classe,lasciandomi li scioccata e incredula.

***

"Non mi vuole,hai sentito cosa ha detto Brittany no?"disse la mia amica in un sussurro,prima di aspirare dalla sua sigaretta.

Se ne stava seduta all'ombra degli spalti,dietro al campo da Football,mentre io ero appoggiata al muretto di fronte a lei.

"Non essere sciocca Q. chiunque ti vorrebbe,quella piccola strega stà solo facendo la preziosa"risposi sicura liberando una nuvola di fumo denso.

"In ogni caso mi dispiace che tu abbia discusso con Britt per colpa mia"si affrettò a dire.

"Non è colpa tua"dissi "..la colpa è di mascellona fifona,stupida Berry,si nasconde da un bacio quando ha il coraggio di uscire di casa senza una busta che le copra quell'orribile muso che si ritrova,insomma dovrebbe preoccuparsi di vergognarsi di come si veste o di come pota i capelli,non certo di te"sbottai.

"Disse la donna che non voleva rivelare la sua relazione con una ragazza"mi rimbeccò Quinn.

"Questo non c'entra,io sono troppo figa per finire in fondo alla catena alimentare con una storia del genere,Rachel è già in fondo anche senza rivelarsi lesbica,a lei non cambierebbe nulla" spiegai.

"Magari semplicemente non lo è..non è interessata alle donne..o a me"insistette la mia amica rimettendo il broncio.

"Allora non doveva baciarti,lo ha fatto..qualunque cosa significhi dovrà dartene atto e spiegarsi"la rimbeccai nervosa.

"Avremmo modo di parlarne più tardi in ogni caso"disse la mia amica stringendosi nelle spalle.

Restammo in silenzio per qualche minuto.

"Passa Puck,sono smarcato"urlò una voce maschile poco più in la,entrambe ci voltammo verso il campo,i ragazzi della squadra di Football si allenavano correndo sull'erba.
Puck lanciò a Sam una palla perfetta,il biondino schivò abilmente Mike e Karowsky prima di lanciare a Finn che con un unico tiro spedì la palla oltre Shane e fece punto.

Mi presi qualche secondo per osservare i miei ormai ex amici scambiarsi pacche di incoraggiamento sulle spalle.

"Quando credi che parlerai con loro?"mi domandò Quinn che mi osservava in silenzio.
"Quando nevicherà ad agosto"risposi acida distogliendo lo sguardo da quella scena.
"Siamo tutti amici da una vita San,ci conosciamo dalle elementari,e che ti piaccia o no,devi ammetterlo gli vuoi bene,al di la del sesso."sentenziò lei calma.

Mi presi un secondo per riflettere.
Amici,quello si che era un parolone,certo era vero,loro c'erano sempre stati benché nessuno fosse importante quanto Quinn,quei tre scemi e Sugar avevano sempre fatto parte della mia vita.

Eravamo sempre stati un gruppetto unito,forse io ero quella più restia a definirli amici,ma alla fine loro erano li ogni volta che ne avevo bisogno,sopportavano la mia cattiveria,anche perché mai..o quasi..era rivolta a loro perciò mi lasciavano essere perfida col mondo senza giudicarmi.
Non lo facevano perché io ero in cima,anche se per una vita avevo sempre giustificato la loro voglia di starmi accanto solo perché ero la regina incontrastata della scuola,oltre alla bomba sexy più desiderata,ma sapevo che non era per quello,nessuno di loro aveva bisogno di brillare della mia luce riflessa.
Erano le tre punte di diamante della squadra di Football,potevano avere tutte le donne che volevano,Sugar era piena di soldi,forse anche più di me,e Quinn avrebbe tranquillamente potuto prendere il mio posto come Capo Cheerleader se avesse voluto,sapevo che ne era capace.

Mi stavano accanto perché lo volevano davvero,e lo sapevo anche se non volevo crederci.

Mi soffermai a guardare Puck,sorrisi istintivamente.
Mi diceva sempre che se solo io avessi voluto lui avrebbe smesso di correre dietro ad ogni paio di tette che incrociava.

-Una sola parola..una sola Santana..e sarai l'unica donna della mia vita- cosi mi diceva.

E non lo diceva come lo diceva Sam,che mi urlava quanto fossi unica e meravigliosa mentre era in preda all'orgasmo,o come lo aveva detto Finn,dopo aver perso la verginità con me.

No Puck lo diceva davvero,c'era sempre stato qualcosa di più tra noi,e io lo avevo percepito fin dall'inizio,per un periodo credetti perfino di amarlo,ma mi affrettai a scacciare quei pensieri,Santana Lopez non si innamora.

-Non sarò la tua ragazza Puck,possiamo fare tutto il sesso che vuoi,ma fidanzare me è un'ingiustizia per la popolazione maschile- rispondevo ogni volta,eludendo il discorso.

"Non riuscirai a tenergli il muso per sempre "sussurrò Quinn quasi come se mi avesse letto nel pensiero.

Le rivolsi un'occhiata fugace,prima di tornare a fissare lo sguardo sul ragazzo.

"Quello che ti lega a lui è molto più grande del tuo stupido orgoglio..e lo sai Santana"aggiunse poi.

Era vero,c'era qualcosa che mi legava a lui,qualcosa che niente poteva spezzare,nemmeno tra un milione di anni,nemmeno se non ci fossimo parlati mai più,Puck non era il mio ragazzo,non lo amavo e di questo ero certa,ma c'era una cosa che ci aveva unito in passato fin nel profondo e che sarebbe stata viva indipendentemente da tutto,indipendentemente dal nostro volere,e ci avrebbe legato per sempre.

"Ci parlerò"dissi secca "Ma non oggi"aggiunsi stringendo gli occhi per ricacciare in dietro le lacrime che i ricordi avevano scatenato,piombandomi sulle spalle tutti insieme.

"Vuoi parlarne un po'..è da molto che non.."
"No"dissi secca facendo sobbalzare la mia amica che si zittì di colpo.
"Non ne voglio parlare"sentenziai.
"Come vuoi"annuì lei abbassando lo sguardo,sapeva quanto l'argomento fosse delicato,ed era una delle poche cose di cui si parlava in genere solo se ero io ad iniziare il discorso,cosa che non facevo da mesi ormai.

"Devo andare"dissi mentre in lontananza la campanella suonava.
"Vai a cercare Brittany?"Mi chiese lei speranzosa.
"No,dopo la scuola passava a prenderla sua madre,per portarla a lezione di danza,vado a casa a togliermi la divisa,le ho promesso che sarei passata prenderla"spiegai.
"Chiedile scusa"si raccomandò.
"Veramente è lei che dovrebbe chiedere scusa a me"la corressi.
"San per favore non litigate per colpa mia"mi implorò
"Ancora con questa storia?non è colpa tua ma della sorella minorata di Pluto di cui sei cotta"la rimbeccai.
"E farai meglio ad affrettarti ad andare negli spogliatoi..sempre che sua bassezza si degni di venire..sarà meglio per lei se non vuole che le aggiusti il naso a suon di pugni"borbottai,mentre Quinn mi sorrideva scuotendo il capo rassegnata.

La salutai con un cenno della testa,e lei sorrise mentre mi allontanavo verso il parcheggio.

***

Ballare.
C'era forse qualcosa che amassi di più al mondo?

Si Santana.

Ma a parte lei,niente mi rendeva più felice che volteggiare sulla pista,mi sentivo rinascere ogni volta che sforavo con le punte quel pavimento di legno,ogni salto,passo,giravolta era come un soffio di vita nuova,era energia pura che mi scorreva nelle vene,era vita.

La danza era la mia più cara e vecchia amica,l'unica che non mi avrebbe abbandonato.
E in quel momento era una vera manna dal cielo,perché quando ballavo dimenticavo ogni cosa.

E nella mia sala da ballo,sotto gli occhi fieri della mia insegnate,stavo ballando in quel momento come fossi fatta d'aria,dimenticandomi di tutto,di Rachel di Santana,di quei litigi cosi stupidi con due delle persone più importanti della mia vita.

Dimenticai ogni tipo di sofferenza e dolore.

Ballare mi faceva rinascere ogni volta,era come se la mia anima si liberasse dal corpo volteggiando nell'atmosfera e fondendosi con la musica rigenerandosi,
rigenerandomi.

La musica terminò,e io feci un ultimo salto,atterrando sulle punte,e riaprendo gli occhi,senza ricordare quando li avessi chiusi.

"Ottimo Brittany,perfetto come proviamo l'ultima coreografia col resto dei ragazzi,poi abbiamo finito anche per oggi" disse Amber la mia insegnante,prima di rivolgermi un sorriso che ricambiai,chiamò il resto dei ballerini del mio corso,e tutti si posizionarono in torno a me per la coreografia di gruppo,che mi vedeva,per l'ennesima volta,protagonista.

Tutti presero posto,io stirai appena i muscoli nel tentativo di scrollarmi di dosso la fatica delle ore di danza precedenti e ritrovando la concentrazione e le energie rimaste.

La musica partì e tutto il resto in torno a me diventò rumore bianco.

***

Raggiunsi senza troppa fatica la scuola di danza,Brittany mi aveva dato l'indirizzo il giorno precedente,entrai invitata dalla porta lasciata aperta,l'atrio era vuoto,mi guardai un po' in torno senza sapere bene cosa fare.

"Ottimo Brittany,perfetto come proviamo l'ultima coreografia col resto dei ragazzi,poi abbiamo finito anche per oggi".Trillò una voce di donna.

Attirata dall'aver sentito il suo nome mi incamminai lungo il corridoio,dal fondo del quale era arrivata quella voce,passai davanti a due o tre sale vuote prima di raggiungere l'ultima,la porta era aperta,e dentro un gruppo di ragazzi era in posizione pronti per quella che sembrava una coreografia di gruppo.

Esattamente al centro della comitiva la mia Bionda,indossava dei minuscoli shots neri della tuta,che la fasciavano appena fino alla curva del fondoschiena lasciandole interamente scoperte le gambe,ne risalì la lunghezza e la perfezione proprio come quella mattina a scuola,dai piedi nudi,fino al bordo dei pantaloncini.

Poi il mio sguardo continuò avido la salita,il ventre era completamente scoperto,gli addominali perfetti scolpiti e sodi come quelli di una statua greca,il ventre piatto,la curva perfetta dei fianchi,la pelle leggermente arrossata dallo sforzo,e resa lucida dal sudore.
C'era solo un minuscolo top verde a coprirle il seno sodo,che hai miei occhi risultava solo più in evidenza grazie all'ausilio di quel pezzo di stoffa senza spalline.

I capelli le ricadevano morbidi sulle spalle,mossi appena dal sudore,il viso arrossato e concentrato,e gli occhi più azzurri e vivi che mai,puntati nel vuoto.
Si leccò le labbra nel momento stesso in cui i miei occhi le sfiorarono,e dovetti addossare tutto il peso al muro per non cadere schiacciata dalla forza con cui il desiderio e l'eccitazione mi avevano travolta di fronte a quell'immagine.

Era cosi concentrata da non essersi accorta di me.
La musica partì,e lei cominciò a ballare,mentre io dovetti fare ricorso a tutta la mia forza di volontà per non lasciarmi andare all'orgasmo che stava per travolgermi senza pietà,al solo guardarla.

Get it get it, get it get it (WHOOOA)
Get it get it, get it get it (WHOOOOOA) (Do you like it)
Get it get it, get it get it (OOOHHHH) (This feels good)

Mentre la canzone continuava,lei si muoveva,come se quello stesso ritmo le scorresse nelle vene.
Il suo corpo sinuoso si lasciava andare ai passi con una scioltezza sconvolgente.
Era bellissima,era incredibile.
Non avevo mai visto nulla di più eccitante in vita mia.
Dovetti davvero trattenermi con tutte le m le forze dall'irrompere nella sala e farla mia davanti a tutti sul parquet.

I'm a slave for you. I cannot hold it; I cannot control it.
I'm a slave for you. I won't deny it; I'm not trying to hide it.

Baby, don't you wanna, dance upon me,
(I just wanna dance next to you)

To another time and place.
Baby, don't you wanna, dance upon me,
(Are you ready)
Leaving behind my name, my age.
(Lets go)

(Like that)
(You like it)
(Now watch me)

Continuava a muoversi sensuale e ipnotica,mentre I ballerini si strusciavano contro di lei,facendomi impazzire di gelosia e invidia.
L'unico desiderio che mi pervadeva in quel momento era quello di portarla via di li,e fare mio quel miracolo paradisiaco che era il suo corpo di fuoco.
Cominciai a sudare freddo,tormentandomi il labbro inferiore con i denti.
Dio,cosa avrei dato perché si sbrigasse a finire,per portarla via per muovermi su di lei proprio come quei ballerini.

Get it get it, get it get it (WHOOOA)
Get it get it, get it get it (WHOOOOOA)
Get it get it, get it get it (OOOHHHH)

I really wanna dance, tonight with you.
(I just can't help myself)
I really wanna do what you want me to.

(I just feel I let myself go)

L'avrei divorata, in quello stesso istante avrei ricoperto di baci quel corpo d'alabastro,l'avrei baciata fino a scoppiare,avrei fatto l'amore con lei fino a morirne.

Baby, don't you wanna, dance upon me,
(I just wanna dance next to you)
To another time and place.
Baby, don't you wanna, dance upon me,
(Are you ready)
Leaving behind my name, my age.

In quell'esatto momento il suo sguardo incrociò il mio,vidi distintamente quei due zaffiri illuminarsi e brillare incendiati dal mio sguardo di fuoco,bruciante di desiderio.
Sorrise maliziosa,passandosi la lingua sulle labbra.
Prese a muovere le labbra,cantando sulla musica,senza staccare gli occhi dai miei,continuando a ballare.

I'm a slave for you. (Take that) I cannot hold it; I cannot control it.
I'm a slave (It just feels right) for you. (It just feels good)
I won't deny it; I'm not trying to hide it. (Baby)

Get it get it, get it get it (WHOOOA)
Get it get it, get it get it (WHOOOOOA)
Get it get it, get it get it (OOOHHHH)

La musica terminò,e tutti I ballerina si sciolsero in un applauso spontaneo,lei si prese ancora qualche minuto per osservarmi famelica,mentre io ansimavo già,in preda all'eccitazione che era divampata in me più decisa,quando mi aveva guardata dritta negli occhi,con quello sguardo da pantera cantando quell'ultima strofa per me,e ballando in quel modo.

La vidi applaudire a sua volta i suoi compagni,prima di raggiungermi ancheggiando vistosamente.

"Hey..sei in anticipo"soffiò,per niente dispiaciuta sorridendomi maliziosa.
"Prendi le tue cose..immediatamente"ordinai guardandola dritto negli occhi,dovevo portarla via di li all'istante,altri due secondi,e non avrei più risposto di me.

Lei ridacchiò,voltandosi prese a camminare con una lentezza esasperante,muovendosi sinuosa per la sala.

"Ti pentirai di questo"sussurrai a denti stretti,ipnotizzata da quel sedere perfetto che ondeggiava sicuro.
Poi distolsi lo sguardo e uscì all'aria aperta.

***

Recuperai in fretta le mie cose,salutai la mia insegnante e un paio di amici,prima di uscire nel parcheggio,Santana era in macchina,col motore acceso.
Appena salì al suo fianco,partì a razzo,dandomi appena il tempo di chiudere lo sportello.
Mi affrettai ad infilarmi la cinta,incapace di trattenere un sorriso soddisfatto.

La osservai,aveva il viso rosso,serissimo,boccheggiava come incapace di respirare correttamente e fissava la strada in trance con l'acceleratore al massimo.

"Allora.."cominciai cercando di risultare naturale "..ti è piaciuto lo spettacolo?"domandai,incapace di nascondere una punta di malizia nella voce.

Lei non rispose,si limitò a rivolgermi uno sguardo di fuoco prima di tornare a concentrarsi sulla strada.

Arrivammo a casa sua nel giro di pochi minuti,parcheggiò nel vialetto frenando bruscamente e si affrettò a scendere.

"San non posso fermarmi,devo andare a casa a farmi una doccia" tentai di protestare,ma lei era già scesa,e mi aspettava all'ingresso.

Mi affrettai a seguirla.
Appena fummo in casa mi afferrò il polso,trascinandomi praticamente su per le scale.
Benchè all'inizio mi avesse spiazzata,non opposi resistenza lasciandomi guidare al piano di sopra.

Appena fummo davanti alla sua stanza spalancò la porta con un calcio,tirandomi dentro con lei.
Richiuse la porta con un colpo secco,spingendomi poi contro il legno,e addossandosi a me completamente.

"San.." cercai di dire qualcosa ma le sue labbra soffocarono in un bacio ogni mio tentativo di oppormi,non che volessi ribellarmi seriamente.

Le sue mani presero a vagare impazzite sul mio corpo,accarezzandomi ovunque senza ritegno.
Mentre la sua bocca divorava le mie labbra,e la sua lingua scivolava voluttuosa tra esse esplorando la mia bocca.

Il suo sapore,la sua foga,la passione cieca che la pervadeva mi eccitavano come nient'altro al mondo,le sue mani erano ovunque sul mio corpo,cosi calde da incendiare la mia pelle al loro passaggio.

Posai le mani sui suoi fianchi attirandola più vicino a me,e in quello stesso istante la sua presa salda si serrò in torno ai miei polsi,costringendomi ad addossare nuovamente le braccia al legno della porta.

"Ferma"ringhiò sulle mie labbra.
Mormorai di disapprovazione mentre catturava le mie labbra in un nuovo bacio.

Ma mi lasciai andare completamente quando infilò le mani dentro i pantaloni della tuta che indossavo sopra gli shots,allargò l'elastico facendo scivolare il tessuto lungo le mie gambe,fece lo stesso con gli Shorts e le mutandine,seguendone il percorso con il corpo,mordendo ogni lembo di pelle che le capitava a tiro,appena sentii la stoffa accumularsi ai lati delle mie caviglie,mi liberai delle scarpe e sollevai prima un piede poi l'altro,permettendoli di sfilarmi completamente quegli indumenti,per poi risalire ripercorrendo nel frattempo con le dita la strada al contrario su di me,sentivo i suoi polpastrelli accarezzarmi le gambe,quando arrivarono ai miei fianchi,quasi urlai d'eccitazione nel sentire le sue unghie continuare la salita sotto la felpa,mentre i suoi denti si serravano alla base della mia gola strappandomi un gemito.

Lasciai scivolare la testa all'indietro per darle spazio,mentre con la lingua tracciava un percorso infuocato sul mio collo.
Le sue mani continuarono la salita,trascinandosi dietro la felpa,che l'aiutai a sfilare alzando prontamente le braccia.

Come una furia si gettò sul mio seno ancora coperto dal top.
Lo morse con forza da sopra la stoffa inducendomi ad urlare più d'impazienza che dal dolore.

Allungai una gamba cingendo il suo bacino e attirandola a me il più possibile.
"Ti voglio"le sussurrai all'orecchio soffocando quella richiesta in un gemito,mentre mi liberava anche dall'ultimo indumento.

Senza lasciarmi aggiungere altro,si allontanò da me inducendomi a ringhiare contrariata
Poi senza smettere di guardarmi come un lupo affamato,prese a spogliarsi rapida,sotto il mio sguardo adorante.

Ingoiai a vuoto nel trovarmela cosi,nuda e bellissima di fronte agli occhi,senza lasciarmi il tempo di dire nulla mi afferrò nuovamente per il polso,tirandomi verso di lei,le nostre lingue si cercarono fino a scontrarsi in un nuovo bacio,mentre intrecciava braccia dietro la mia nuca,indietreggiando e trascinandomi con se,verso il bagno della sua stanza.

Si staccò da quel bacio per pochi istanti aprendo l'anta della doccia dietro di lei,invertì le nostre posizioni,senza smettere un secondo di baciarmi,e posandomi le mani sui fianchi mi spinse gentilmente ma con decisione all'interno.

La guardai un po' sorpresa quando la mia schiena si ritrovò a contatto con la parete fredda,lei entrò con me richiudendo la cabina alle sue spalle.

"Che c'è?"soffiò roca sulle mie labbra. "Non volevi fare una doccia?" domandò retorica,poi con un movimento rapido fece scattare il rubinetto della doccia e una cascata d'acqua tiepida ci travolse inaspettata.

Mi addossai completamente alla parete,lasciando a lei il controllo.
Ero cosi eccitata che le avrei lasciato fare tutto senza obbiettare ero in suo potere completamente e non avrei potuto desiderare di meglio.

La latina cominciò a muoversi su di me,strisciando si contro il mio corpo nudo senza ritegno,liberando di tanto in tanto qualche gemito che andava direttamente a fondersi con i miei.

La sua bocca vagò famelica lungo il mio collo,fino a lambire il mio seno.
Gridai eccitata quando sentì quelle labbra piene chiudersi su un mio capezzolo.

"Dio Santana mi fai impazzire"gridai incapace di trattenermi,mentre lei succhiava quel lembo di pelle scura,e con le dita stuzzicava il suo gemello.

Chiusi gli occhi in balia del piacere,e un lamento sordo scaturì dalle mie labbra quando quel contatto venne a mancare.
Feci per riaprire gli occhi,ma una nuova sensazione mi portò a richiuderli all'istante.

La latina aveva preso il contenitore del bagnoschiuma e aveva riversato il contenuto sulla base dalla mia gola,il liquido prese a scivolare lungo il mio petto,attraversando l'addome,mentre le mani calde e insaponate di Santana mi sfioravano delicatamente i seni.

Sentì la fresca scia di bagnoschiuma sfiorarmi l'ombelico,prima di continuare la sua discesa,proprio in quell'istante la latina strinse forte la presa sui miei fianchi,costringendomi a girarmi.

Mi ritrovai col viso e i palmi delle mani schiacciati contro il muro,mentre la schiena aderiva perfettamente al seno prosperoso della mora,che senza indugiare oltre portò entrambe le mani su miei seni,massaggiandoli con forza mentre serrava i denti sulla mia spalla scoperta.

"Ti prego"implorai impaziente.
"No" soffiò lei al mio orecchio,sorridendo sadica,mentre strusciava ripetutamente la sua intimità sul mio gluteo.

Lasciai scivolare la testa all'indietro appoggiandola sulla sua spalla,mi voltai implorante cercando le sue labbra,mentre lei non smetteva di massaggiarmi il seno,e di giocare con i miei capezzoli,strusciandosi contro di me sinuosa come una gatta.

"Ti prego.."soffiai nuovamente sulle sue labbra.
Stappandole un gemito.

Lei sembrò non resistere a quella mia supplica,le sue labbra si appoggiarono alle mie e questa volta il bacio in cui mi travolse non era famelico,e affrettato,era un bacio dolce,lento.
Le sue labbra accarezzavano le mie come fossero fatte d'aria,la sua lingua scivolò nella mia bocca,sfiorando la mia quasi come una carezza leggera.

Credetti di morire in quello stesso istante.
Era quello che mi faceva impazzire di lei,sapeva essere cosi possessiva,cosi focosa,eppure allo stesso tempo cosi dolce da togliermi il respiro.

Mentre mi baciava sentì una delle sue mani scivolare lenta dal mio seno,fino al centro del mio piacere,sfiorò la mia apertura un paio di volte,poi con una delicatezza senza pari,un dito scivolò dentro di me mentre ancora le sue labbra mi tenevano incatenata in quel bacio cosi dolce ed intimo.

Soffocai un gemito nella sua bocca,staccandomi da lei per ritrovare respiro,ma con le labbra ancora a pochi millimetri dalle sue.
Lei sorrise amorevolmente,sfiorando nuovamente le mie labbra con la punta della lingua,prima di inserire un altro dito lentamente,come fossi un cristallo prezioso da maneggiare con cura.

Chiusi gli occhi a Quel contatto,e sospirai ancora.
Sorrisi sulle sue labbra,quando sentì il suo pollice correre a disegnare cerchi invisibili sul mio clitoride,mentre l'altra mano giocava ancora col mio capezzolo,e le sue dita presero a muoversi gentilmente ma con decisione dentro di me.

"Non fermarti ti prego"sussurrai chiudendo gli occhi e abbandonando ancora di più la testa sulla sua spalla,mentre lei mi lasciava teneri baci sullo zigomo e sulla fronte senza smettere di penetrarmi,e l'acqua scorreva sui nostri corpi fusi insieme.

"Non ho intenzione di fermarmi,continuerei all'infinito solo per non interrompere questo momento,sei bellissima Brittany,sei una dea."sussurrò aggiungendo un terzo dito e facendomi gridare di piacere mentre intensificava il ritmo delle spinte.

Dio,mi stava fecendo impazzire.

***

Non riuscivo a crederci,era mia.
Quella ninfa meravigliosa,era li tra le mie braccia,ansimava incontrollata per il piacere che io e io sola le regalavo.

Era bellissima,il suo viso stravolto dal piacere la sua voce roca che sussurrava il mio nome tra i gemiti,erano lo spettacolo più eccitante a cui avessi mai assistito.

Quando cominciai ad avvertire i suoi gemiti sempre più insistenti e le sue pareti stringersi in torno alle mie dita,la mia mano abbandonò il suo seno per stringerle un fianco lasciando che si adagiasse completamente su di me,intensificai il ritmo delle spinte,e il mio cuore mancò di un battito,quando spalancò gli occhi azzurri nei miei gridando il mio nome,mentre il suo corpo veniva attraversato da mille spasmi e la sua eccitazione scivolava copiosa sulle mie dita.

Continuai a spingere dentro di lei,rallentando gradualmente seguendo l'accelerare e in seguito il decelerare del suo respiro,quando smise di tremare,scivolai via da lei,allentando la presa sui suoi fianchi,con lentezza si girò lasciandosi nuovamente andare al mio abbraccio,appoggiando la schiena al muro,e incrociando le braccia dietro il mio collo,per attirarmi a se.

Poggiai le labbra sulle sue,per baciarla,nel modo più dolce possibile,scostai una ciocca di capelli bagnati dal suo viso,e strofinai la punta del naso contro il suo.

"Sei stupenda..e io sono pazza di te"le sussurrai sulle labbra,facendola sorridere.

La sentì rabbrividire appena tra le mie braccia,e solo allora mi resi conto che l'acqua cominciava a diventare troppo fredda,mi allungai per spostare la manopola,e a quel gesto cominciò a scorrere più calda sulla nostra pelle.

La aiutai a risciacquarsi,lavandole la schiena,versando una generosa quantità di shampoo sui suoi capelli biondi,e beandomi della sensazione di averli tra le dita mentre li risciacquavo guadagnandomi qualche mormorio di approvazione da parte della mia ballerina.

Lei fece lo stesso con me,e io mi lasciai accarezzare da quella mani morbide,che mi sfioravano delicate come se stessero modellando la creta.

Uscimmo ridacchiando da quella doccia,accaldate e immerse in un silenzio fatto di sospiri,sorrisi,baci,e sussurri appena udibili.

"Mi dispiace per oggi"soffiò lei mentre le asciugavo i capelli col Phon.
Spensi l'apparecchio guardandola interrogativa.
"Ho detto che mi dispiace per oggi"ribadì guardandomi dal riflesso nello specchio.
"No,dispiace a me,tu non c'entravi niente"dissi colpevole.
"Già,e nemmeno tu"disse lei."Dovremmo lasciare che le ragazze se la sbrighino da sole" aggiunse.
"Lo so,è solo che se Rachel non fosse cosi testarda.."cominciai irritata.
"Santana ti prego"sbuffò lei "..Perchè dai la colpa a Rachel,che ci può fare se non è interessata a Quinn?" disse lei stizzita.
La guardai a bocca aperta.
"Beh tanto per cominciare non avrebbe dovuto baciarla"risposi acida.
"Ma ,tu non puoi sapere cosa le passava per la testa insomma.."
"Certo che lo so,cosa le passava per la testa,è lei che non vuole accettare la realtà delle cose."sbottai irritata,lasciando cadere il Phon e allontanandomi da lei sbuffando.
"Perché continui a difenderla?"domandai stizzita.
"E tu perché continui ad attaccarla,è confusa, ha bisogno di pensare"rispose lei a tono.
"Che c'è da pensare?Quinn stà male"dissi seria alzando il tono di voce
"Anche Rachel" urlò lei di rimando.

Mi voltai di spalle concentrandomi sulla vista fuori dalla finestra,in pochi istanti le sue mani erano sui miei fianchi,mi abbracciò da dietro posando il mento sulla mia spalla.

Ci prendemmo un attimo per regolarizzare i respiri.

"Lo stiamo facendo di nuovo,stiamo litigando per problemi che non sono nostri"sussurrò.
"Hai diaspiace Piccola"ammisi,voltandomi nel suo abbraccio,lasciandomi baciare.
"Dispiace anche a me"disse interrompendo il bacio.

Ci perdemmo un istante negli occhi dell'altra,e lei sorrise maliziosa prima di afferrare fra i denti il mio labbro inferiore,tirandolo appena.
Era cosi semplice fare pace con lei,cosi dolce.

"..Sai di cos'altro mi dispiace?"soffiò poi con voce maliziosa.
"Cosa?"domandai retorica,lasciando che mi trascinasse verso il letto.
"Di non aver ancora regolato il piccolo conto che abbiamo lasciato in sospeso prima"mormorò,slacciandomi l'accappatoio che ancora indossavo,e spingendomi sul materasso facendomi ridere di gusto,mentre si liberava a sua volta dell'asciugamano che la avvolgeva avventandosi su di me.