"Ciao Brittany" cantilenò una cheerleader passandomi accanto sorridente,mi voltai incrociando il suo sguardo
"Ciao Lory"risposi educatamente.
"Ci vediamo agli allenamenti..ah per stasera ricordati il costume" disse abbassando la voce prima di farmi l'occhiolino e sparire in una delle aule.
"Il costume?"dissi tra me aggrottando le sopracciglia,ma di che accidenti stava parlando.
Non feci in tempo a capirlo.
"Hey"una voce alle mie spalle mi fece sobbalzare appena,mi voltai quel tanto che bastava per vedere Rachel che si dondolava sui talloni con lo sguardo basso,torturandosi le mani.
"Hey" risposi in tono piatto tornando a concentrarmi sui libri nel mio armadietto.
"Britt..io,volevo chiederti scusa,si per ieri,mi sono comportata in modo assurdo con te,mi dispiace"disse lei con voce tremante,senza alzare lo sguardo dal pavimento.
Mi presi qualche minuto per osservarla con espressione dura,lei alzò lo sguardo puntandolo nel mio,vidi tutto il suo dispiacere riflesso in quelle iridi color nocciola,si mordicchiò nervosamente il labbro inferiore,e io mi presi ancora qualche minuto per scrutarla seria.
"Sei stata molto ingiusta a dire quelle cose"le feci notare.
"Lo so,hai perfettamente ragione,sono stata una stupida..mi dispiace Britt,ero nervosa e incavoltata,io ho parlato a vanvera,ma non dicevo sul serio..tu sei la mia migliore amica,lo sarai sempre,mi dispiace."disse tutto d'un fiato con una nota di preoccupazione nella voce e gli occhi lucidi.
Continuai a guardarla per un po' senza lasciar trapelare alcuna emozione,più rimanevo impassibile,più lei si faceva nervosa e fine decisi che bastava,non riuscivo a vederla cosi.
Le sorrisi cercando di rassicurarla,e le bastò quello a calmarsi e a sorridermi a sua volta.
"Vieni qui"dissi semplicemente aprendo le braccia,la mia amica vi si tuffò immediatamente stringendomi,e io feci lo stesso.
"Ti voglio bene Britt,mi dispiace davvero"sussurrò.
"Ti voglio bene anche io,e ti perdono,ma non uscirtene mai più con cavolate del genere."la ammonì
"Promesso"disse lei,allontanandosi da me per potermi guardare negli occhi e regalarmi un sorriso.
"E io ti prometto che parlerò seriamente con Santana,e le dirò di trattarti con più rispetto"dissi seria,stringendo le sue mani nelle mie,lei annui calma,e ci abbracciammo ancora.
"Bene,adesso che abbiamo chiarito…penso che tu abbia qualcosa da raccontarmi signorina"dissi appena ci fummo staccate.
"Si,immagino che tu ti riferisca alla chiacchierata con Quinn"disse lei abbassando lo sguardo e arrossendo vistosamente.
"Eh già..allora,racconta"dissi curiosa,addossandomi all'armadietto ormai chiuso e preparandomi ad ascoltare il suo racconto,che cominciò dopo un lungo sospiro.
***
"…Non sai quanto c'è voluto per farglielo ammettere,siamo state li per più di un'ora,lei a dire che non provava nulla per me,e io a chiederle di pensarci bene,Dio ero sicura che mi stesse mentendo,non riusciva a guardarmi negli occhi..l'ho capito subito che aveva solo paura…"Quinn continuava a raccontare entusiasta,senza smettere di sorridere.
"..Alla fine,mi sono stancata di sentirla parlare a macchinetta di quanto a lei non interessassero le donne,ho preso e l'ho baciata,cosi di getto..e lei…beh inizialmente era un po' rigida,ma poi si è lasciata andare..e cavolo San,a momenti mi divorava.."disse lei allegra.
"Ok Fabray i dettagli disgustosi tienili per te.."obbiettai io alzando una mano per fermarla.
"Si beh,comunque dopo un po' di baci e rassicurazioni,è venuto fuori che in effetti non le sono indifferente.."disse la bionda.
"Lo sapevo che voleva solo farsi pregare..spocchiosa nanerottola petulante."gracchiai io beffarda.
"Il problema è che…beh ha paura"ammise la mia amica abbassando il tono e lo sguardo.
"Uh benvenuta nel club.."sbuffai io.
"Già,ma non è solo di quello che ha paura,ci sono un po' di cose che la frenano,il mio rapporto con Finn,tra le tante..ma soprattutto..beh..tu"disse incerta senza guardarmi.
"IO?" domandai stranita.
"Si,lei non vuole dover subire continuamente i tuoi insulti e la tua cattiveria"spiegò lei
"Stupida nana nasona,io sono gentilissima con lei"obbiettai io contrariata.
"San"mi rimproverò la mia amica "..le ho promesso che ti comporterai meglio con lei"disse seria.
"Tu prometti l'impossibile bionda"dissi sprezzante.
"Cazzo Santana ma che ti costa?"
"E' più forte di me mi dispiace"dissi alzando le spalle.
"San per favore,è importante per me,finalmente mi stà dando una possibilità,ti prego"disse implorante guardandomi negli occhi con un'espressione da cucciolo bastonato.
Sbuffai vistosamente.
"Ok hai vinto sarò gentile per quanto mi sarà possibile"biascicai contrariata.
"Gentile con chi?" domandò allegra una voce alle nostre spalle,mentre Quinn mi abbracciava forte,con mio grande disappunto.
La mia amica si staccò da me sorridendo a Brittany che era appena entrata negli spogliatoi.
"Parlavamo di Rachel"spiegò allegra
Brittany sorrise radiosa.
"Oh certo,volevo parlarti anche io della stessa cosa sai?"trillò poi rivolta a me.
"Vi siete coalizzate eh?bene grandioso..tutte contro di me per difendere la figlia scema di Barbara "sbuffai io contrariata,mentre Quinn mi tirava una gomitata.
"Santana hai promesso"protestò.
"Ho detto che l'avrei trattata meglio in sua presenza,almeno quando non c'è lasciatemi inveire in pace contro di lei no?" borbottai.
Quinn scosse la testa rassegnata,e la mia bionda sbuffò roteando gli occhi.
"Sbrigatevi sacchi di lardo,quanto ancora dovrò aspettare che i vostri flaccidi sederi si diano una mossa,in palestra ,adesso, incapaci fannulloni"La Sylvester lanciò un urlo facendoci sobbalzare.
Ci sbrigammo a chiudere gli armadietti fiondandoci in palestra.
"Sugar mi ha ricordato che stasera c'è la notte degli eletti"soffiò Quinn al mio orecchio mentre ci posizionavamo per gli addominali,lanciai una rapida occhiata a Brittany di fronte a me sull'altra linea del campo impegnata in una sessione di flessioni con altre cheereo.
"Me ne ero dimenticata"sbuffai.
"Già a chi lo dici"rispose lei "..ha detto anche che in quanto capitano tocca a te invitare Brittany"aggiunse.
"Invitare Brittany?alla notte degli eletti',scordatelo non succederà mai" sentenziai io.
"Lei credeva che lo avessi già fatto"disse "..Ad ogni modo non puoi mancare,lo sai,e poi potrebbe essere una buona occasione per parlare con i ragazzi,sai che ci si ragiona meglio quando sono ubriachi"disse affannata per lo sforzo.
Le feci cenno di stare zitta,mentre la Sylvester si avvicinava guardandoci torva.
Appena si allontanò mi voltai nuovamente verso la mia amica.
"Non voglio portarci Britt"sentenziai seria.
"E' una cheereos adesso, sai cosa vuol dire,conosci il regolamento" spiegò lei.
"Il regolamento è una cazzata"ringhiai tra i denti.
"Già sarà anche cosi,ma lo sai cosa succede a chi manca l'iniziazione"disse lanciandomi uno sguardo eloquente.
"Questa stupida scuola è un covo di idioti e lo sappiamo,l'unico modo di sopravvivere in questa giungla è stare dalla parte di quelli che contano,noi ci siamo arrivate a fatica,e per quanto sia dura sai che ci conviene restare in cima,se vogliamo goderci in pace quest'ultimo anno,se Britt non farà l'iniziazione insieme alle nuove reclute della squadra di Football e alle altre cheerleader appena arrivate,tutto la additeranno come una specie di traditrice e sai che quelli sono trattati peggio dei ragazzi del glee club in questo istituto" mi ricordò.
Sbuffai sonoramente.
La coach si avvicinò a noi guardandoci severa,e ci decidemmo a zittirci continuando l'allenamento.
'La notte degli Eletti',che stupida tradizione.
All'inizio di ogni anno scolastico,la confraternita degli eletti entrava di nascosto nella scuola per celebrare l'iniziazione dei nuovi tradizione che andava avanti da circa vent'anni,una leggenda nonché un'istituzione nella storia del McKInley,fondata da alcuni studenti non particolarmente diligenti che anni prima si erano introdotti nell'istituto di nascosto,per compiere atti vandalistici come protesta verso il collegio dei docenti che aveva proposto di sopprimere le squadre di football ,di Hokey ,di nuoto e di cheerleading poiché distraevano gli studenti dallo studio.
Quello che doveva essere solo una serata di baldoria si era trasformata in una vera e propria azione terroristica,il giorno dopo la scuola era stata completamente distrutta,il campo da Football incendiato e i muri erano stati imbrattati con svariate minacce rivolte al preside e ai professori.
Quando i vigili del fuoco e la polizia arrivarono alla scuola i ragazzi erano già scappati.
Il giorno dopo furono convocati tutti gli atleti della scuola,fu intimato a tutti di far venire fuori i nomi dei colpevoli,ma ovviamente nessuno osò parlare,alla fine non potendo punire praticamente metà della scuola,il preside dovette lasciar perdere.
Da quel giorno chiunque indossasse una giacca da atleta o la divisa delle cheereos si sentiva un Dio,fu istituita questa confraternita,che non aveva privilegi se non quello di governare praticamente la scuola,nessuno osava mettersi contro di loro,erano intoccabili per chiunque,e potevano fare i loro comodi tranquillamente,ci si difendeva a vicenda,e ci si coalizzava contro gli sfigati,che non dovevano nemmeno azzardarsi a protestare.
Persino i professori e il preside erano impotenti.
Le granitate non erano imputate come violenza,cosi come non lo erano gli atti di bullismo che i poveri secchioni si ritrovavano a subire da parte dei giocatori,tutta la scuola nelle mani degli eletti.
Letteralmente.
Nel corso degli anni,era diventata una vera e propria leggenda,una confraternita vera e propria,come quelle dei college,alcuni ragazzi qualche anno prima erano riusciti persino a rubare le chiavi della scuola,e a farne due copie che si tramandavano da capitano a capitano.
Finn,in quanto capitano della squadra di Football aveva ereditato quelle del cancello principale,e io come capitano delle cheerleader avevo quelle dell'ingresso.
Ovviamente non tutti ne potevano fare parte,solo coloro che si dimostravano più meritevoli,per questo all'inizio di ogni anno veniva istituita la 'Notte degli Eletti',durante la quale,i nuovi acquisti delle squadre si cimentavano in diverse prove,non esattamente convenzionali al fine di dimostrare che meritavano di far parte degli intoccabili.
Naturalmente chi disertava,o falliva,veniva trattato peggio dei secchioni.
Non potevo permettere a Brittany di partecipare,quelle stupide serate erano piene di Alcol,erba e sesso non protetto.
L'anno prima alcune cheereos erano state costrette a baciare tutta la squadra di Football e a bere tanta di quella birra da non ricordarsi neanche i loro nomi,a beneficio ovviamente di quegli schifosi che non avevano perso tempo a portarsele a letto incuranti del fatto che fossero ubriache fradice.
Improvvisamente mi feci schifo da sola,per aver assistito a tutto quello strazio in quegli anni,per averlo fatto io stessa.
Certo,ora che una di quelle ragazze poteva essere Brittany la cosa mi disgustava,eppure quanti anni avevo assistito a spettacoli del genere senza dire una parola?!
Rabbrividì sentendomi disgustata da me stessa.
"No,non lo dirò a Brittany"ringhiai a denti stretti.
Quinn si limitò ad annuire preoccupata,ma non obbiettò.
***
L'allenamento fu durissimo,la coach non aveva fatto altro che urlarci di tutto,facendoci correre in torno al campo per ore,e sottoponendoci a diverse sessioni di addominali.
Ovviamente Santana era stata la più bersagliata,la Sylvester l'aveva ricoperta di insulti e trattenuta oltre l'orario dell'allenamento.
"Perché la tratta cosi,finirà per ammazzarla"protestai io uscendo dalla doccia.
"Non essere triste Britt,se ti può consolare Santana è abituata ai colpi di testa della coach,sono anni che continua cosi"spiegò Quinn con rassegnazione,mentre si rivestiva.
"Ma la stà praticamente massacrando,hai visto quanto l'ha fatta correre?"protestai.
"Io credo che lo faccia perché,in un certo senso crede in lei,vuole semplicemente spronarla a fare del suo meglio come capitano,e come atleta,non dimenticarti che Santana ha una borsa di studio da Cheerleader,per noi questo è solo un allegro passatempo da liceali,ma la vita di Santana ruoterà in torno al cheerleading per i prossimi anni,e la coach lo sa,cerca solo di prepararla al meglio,anche se usa metodi,un po' troppo radicali".Spiegò lei.
Mi limitai ad annuire rattristata,cominciando a vestirmi in silenzio.
Salutai Quinn e le altre ragazze,rifiutando il passaggio che la bionda si era offerta di darmi.
"Aspetto Santana" dissi semplicemente,e lei annuì lasciandomi un bacio sulla guancia.
"Esco con Rachel domani,l'ho invitata fuori ,qualche dritta per fare colpo?"mi chiese speranzosa.
"Hmm,hai visto Funny Girl?"le chiesi.
Lei mi guardò un po' stranita prima di fare cenno negativo con la testa.
"Ahia,questo è un bel problema,ma se le dici chi muori dalla voglia di vederlo da tempo e accetti di vederlo con lei,cosa che ti proporrà seduta stante,cel'avrai ai tuoi piedi"le dissi facendole l'occhiolino.
Lei ci pensò su qualche istante.
"Funny Girl,ok me lo ricorderò"disse sorridendomi allegra "Grazie,e buona serata."
"Anche a te"la salutai.
Quando lo spogliatoio rimase vuoto,mi stesi sulla panca di legno,usando il borsone come cuscino,e infilai le cuffie chiudendo gli occhi,stremata dall'allenamento.
Non so per quanto tempo fossi rimasta cosi,non ricordavo neanche quando esattamente mi fossi appisolata.
Ma quelle labbra,quelle me le ricordavo bene.
Si chiusero leggere sulle mie,una,due,tre volte
Prima di allontanarsi e lasciarmi il tempo di assaporare sulla bocca quel sapore cosi familiare e intenso.
Mi costrinsi ad aprire gli occhi,e mi ritrovai immersa in un oceano di petrolio liquido.
Mi sorrise e il mio cuore parve fermarsi in quello stesso istante.
La musica continuava a suonare nelle mie orecchie,lessi un ciao sulle sue labbra meravigliose,senza dire nulla tolsi una delle cuffiette e la avvicinai il suo orecchio.
When the night has come
And the land is dark
And the moon is the only light we'll see
No I won't be afraid, no I won't be afraid
Just as long as you stand, stand by me
Lei restò a fissarmi,inginocchiata accanto alla panca su cui ero stesa,col viso ancora a pochi centimetri dal mio,ascoltando insieme a me quella melodia,sorridendo con gli occhi lucidi,mentre cominciavo a canticchiare sottovoce le parole.
And darlin', darlin', stand by me, oh now now stand by me
Stand by me, stand by me
If the sky that we look upon
Should tumble and fall
And the mountains should crumble to the sea
I won't cry, I won't cry, no I won't shed a tear
Just as long as you stand, stand by me
Sorrise ancora,appoggiando la fronte alla mia,le sue labbra sfiorarono le mie ancora una volta,poi senza accennare a spostarsi prese a cantare anche lei sottovoce insieme a me.
And darlin', darlin', stand by me, oh stand by me
Stand by me, stand by me, stand by me-e, yeah
Whenever you're in trouble won't you stand by me, oh now now stand by me
Oh stand by me, stand by me, stand by me
Darlin', darlin', stand by me-e, stand by me
Oh stand by me, stand by me, stand by me
La musica terminò spensi l'ipod,e ci perdemmo occhi negli occhi per qualche istante,contemplando il silenzio interrotto solo dal battito accelerato dei nostri cuori.
***
"Ti amo"bisbigliò sulle mie labbra.
Continuai a fissarla incapace di parlare,incapace persino di pensare,avrei voluto solo avere la forza,il coraggio di dirle anche io quelle due parole che mi esplodevano dentro già da un po',ma come al solito non riuscì a rispondere.
Mi limitai a baciarla,nel modo più profondo e passionale possibile,sperando di riuscire almeno a trasmettere con quel bacio tutto l'amore che non riuscivo a dichiararle a parole.
Cosa avevo fatto di cosi bello per meritarmi tanta dolcezza,per meritarmi una ragazza come lei?
Non lo sapevo,l'unica cosa di cui ero conscia era che mai e poi mai avrei potuto vivere senza di lei ormai,era diventata il mio tutto.
Ogni giorno,ogni secondo lontano da lei per me era un secolo,ogni suo sorriso illuminava la mia anima,mi scaldava il cuore,e riempiva le mie giornate.
"Vieni da me stasera?"mi domandò speranzosa
Sorrisi al pensiero di poter passare un'altra notte tra le sue braccia cullata dal suo respiro regolare,immersa nel suo profumo buono,non avrei potuto chiedere di meglio che accarezzare i suoi capelli di seta,la sua pelle morbida a contatto con la mia.
"Non posso"mormorai dispiaciuta.
Lei si imbronciò abbassando lo sguardo.
"Verrò domani"la rassicurai.
"Perché non oggi,e anche domani?" propose speranzosa facendomi sorridere.
"Cucciola,non tentarmi con quel broncio adorabile,devo fare una cosa importante stasera."spiegai cauta strofinando il naso contro la sua guancia.
"Ma domani sarò tutta tua"aggiunsi.
"Cosa c'è di cosi importante?"domandò alzando un sopracciglio.
"Cena con i miei"dissi rapida "Mio padre all'improvviso si è ricordato di avere una figlia e vuole che ceniamo tutti insieme,sai è tornato adesso da una convention durata due settimane e ha preteso questa cosa assurda"dissi di getto incapace di guardarla negli occhi.
Lei mi guardò con le sopracciglia aggrottate per un lunghissimo minuto e io mi morsi il labbro mentre una spiacevole sensazione si faceva strada in me.
Ok le avevo mentito,e mentire è sbagliato,mentire alla propria ragazza poi è assolutamente imperdonabile,ma cosa altro potevo dirle?la verità era fuori discussione.
Dopo un po' lei sorrise annuendo piano.
"Ok,allora domani"si limitò a dire"..Ma ti avverto non guarderemo il Signore degli Anelli"disse seria.
"Ma Britt dobbiamo,hai visto solo il primo,devi per forza vedere anche gli altri..sono certa che alla fine te ne innamorerai"mi affrettai a dire,facendola sbuffare,prima di rubarle un altro bacio.
L'aveva bevuta,meno male.
"Mi faccio una doccia,poi ti accompagno a casa ok?" dissi calma.
"Ok"annui lei.
Mi avviai verso la doccia ,liberandomi lentamente dalla divisa,la osservai riposizionarsi comoda sulla panca e rinfilarsi le cuffiette.
Stavo male,male da morire.
Improvvisamente mi sentì una vera schifezza per averle mentito in quel modo assurdo.
Ma non potevo più tornare indietro.
Potevo solo affrontare quella serata cercando di sopravvivere al senso di colpa,e alla nausea che già si faceva strada in me.
***
Ritornai in camera mia subito dopo cena,stendendomi a pancia in giù sul letto,recuperai il libro di storia dallo zaino cominciando a ripetere la lezione per il giorno dopo.
Il mio telefono squillò all'improvviso facendomi sobbalzare appena,lo afferrai sperando con tutte le mie forze che si trattasse di Santana.
Ma mi bloccai osservando il nome sul Display.
"Rory"dissi incerta una volta premuto il tasto verde.
"Ciao Britt"trillò lui dall'altro capo.
"Cosa vuoi?"domandai con una punta di durezza nella voce.
"Non preoccuparti,non ti ho chiamata per parlare di noi,ti chiamavo per il giornale"spiegò.
"Il giornale?"chiesi.
"Si il giornalino della scuola,quello di cui tu sei la fotografa ufficiale e io il direttore,anche se ultimamente sembra che tu te ne sia dimenticata"disse lui ironico.
"Ah,certo..è vero ultimamente non sono stata molto presente"ammisi dispiaciuta.
"Si l'ho notato,ad ogni modo,stò preparando un articolo nuovo,in realtà è una cosa a cui lavoro già da tempo,un vero scoop"spiegò entusiasta.
"AH,capisco.."boffonchiai poco interessata.
"Secondo le mie fonti,stasera si celebra la Notte degli eletti a scuola"disse.
Roteai gli occhi al cielo,sbuffando ancora con quella storia.
"Rory non esiste nessuna confraternita degli eletti,quante volte devo dirtelo,queste cazzate esistono solo nei film,e poi secondo le tue ricerche al riguardo,dovrebbero parteciparvi atleti e cheerleader,e io sono una cheereos,e al momento sono a casa impegnata con i compiti di storia" dissi ovvia.
"E' solo uno stupido racconto che i giocatori di Footbal si divertono a diffondere in giro per mettere paura agli altri".Conclusi.
"No io non credo"disse lui beffardo.
"Non ci sono prove che esista una cosa del genere a scuola"
"Già,eppure io sono appostato davanti al MCkinley al momento,e ho una splendida visuale della tua cara Santana che si appresta ad aprire le porte della scuola circondata dai suoi amici,per la metà già ubriachi"disse tranquillo.
Mi gelai.
"Stai mentendo"provai a dire.
"Raggiungimi e la vedrai tu stessa"mi invitò calmo.
Gli staccai il telefono in faccia,e composi freneticamente il numero della latina.
Staccato.
Sbuffai incerta,cominciando a camminare avanti a indietro per la camera in preda al panico.
Richiamai Rory che rispose al primo squillo.
"Ok..stò arrivando,ti giuro che se è una cazzata sei un uomo morto"gli intimai,lui rise piano.
"Porta la tua macchinetta fotografica..domani li sbattiamo in prima pagina,e addio intoccabili"si limitò a dire staccando il telefono.
***
"Sai Snixx apprezzo davvero che tu mi abbia chiesto scusa,anche se sai che non avrei potuto avercela con te a lungo,io ti adoro"Sam barcollò semi ubriaco verso di me stringendomi,la puzza di Gin mi assalì le narici facendomi venire la nausea.
"Ti voglio bene bambola"cantilenò staccandosi,e lasciandosi cadere nella piscina della scuola,seguito da Finn che si tuffò ancora vestito con un urlo divertito.
"Mi ha detto che ti sei scusata" soffiò Quinn alle mie spalle.
"Finnocenza?"chiesi,lei annui.
"Già,avevi ragione,ci si parla meglio quando sono sbronzi,non mi hanno nemmeno chiesto spiegazioni per il mio comportamento,si sono solo limitati a dire che è tutto ok"dissi calma osservandoli mentre si agitavano in acqua come ragazzini.
"Ora viene la parte complicata però"disse lei seria indicando con la testa un punto imprecisato della sala in cui Puck se ne stava stravaccato su un materassino sorseggiando la sua birra nella penombra.
"EH già,lui regge fin troppo bene,non c'è speranza di beccarlo già cotto"ammisi.
"Meglio cosi,a lui devi più che delle semplici scuse non trovi?"mi rimbeccò lei.
"Già..forse hai ragione"convenni io.
"Quinnie amore vieni in acqua andiamo baby"urlo Finn agitando le mani verso la bionda che fece un verso di disgusto.
"Quando lo molli?"domandai seria.
"Domani come prima cosa"si affrettò a rispondere,ignorando completamente la richiesta del ragazzo e avvicinandosi ad alcune cheereos che chiacchieravano a bordo piscina.
Mi feci coraggio muovendo qualche passo in direzione di Puck che mi guardava in lontananza serio.
"Puck"dissi in tono di saluto appena fui a pochi passi da lui.
"Santana"rispose con lo stesso tono,tirandosi a sedere sul materassino.
Mi avvicinai incerta,lasciandomi cadere accanto a lui,che si affrettò a porgermi la birra che aveva in mano,la accettai bevendo un lungo sorso,mentre lui tirava fuori dalla tasca un sacchetto trasparente pieno d'erba.
Calò un imbarazzante silenzio tra noi,Puck si concentrò sullo spinello che stava preparando e io bevvi ancora uno o due sorsi prima di prendere un profondo respiro e decidermi a parlare.
"Mi dispiace"soffiai.
Lui sorrise senza guardarmi.
"Santana Lopez che chiede scusa..il mondo gira al contrario a quanto pare" disse ironico.
"Puck,non scherzare,sono dispiace per come ti ho trattato,ho esagerato lo riconosco"ammisi tenendo lo sguardo basso.
"Già..e sinceramente non capisco il motivo"si affrettò a dire.
"Questo non ha importanza,quello che importa ora è che..io..voglio davvero scusarmi con te,anche se hai esagerato nei confronti di Brittany"
"Non capisco perché di stai dando tanta pena per quella ragazza"sbuffò lui,accendendo lo spinello appena creato.
"Non è questo il punto,accetti le mie scuse o no?"domandai trovando il coraggio di guardarlo.
Lui fissò gli occhi nei miei per un lunghissimo minuto.
"Accetto,se mi dici cosa c'entri tu con lei,perché ti sei incazzata cosi tanto con me e Sam quel giorno,e perché non l'hai portata stasera" sentenziò.
Poi mi passò l'erba e io la osservai qualche secondo prima di rifiutarla.
"E già che ci sei dimmi anche quando ti sei rammollita in questo modo"aggiunse incredulo al mio gesto.
"Questi non sono affari che ti riguardano Puck,non sono venuta qui per raccontarti gli affari miei,volevo solo scusarmi"dissi irritata,ma non poteva semplicemente accettare le mie scuse e basta?!
Senza rispondere lui allungò una mano,poggiandola sulla mia guancia,avvicinò il viso al mio tanto che potevo sentire il suo respiro rimbalzarmi sulle labbra.
Fissò gli occhi dritti nei miei.
"Ho rischiato la vita per te Santana,e non me ne pento,lo rifarei altre mille volte,sai che puoi fidarti di me,puoi dirmi tutto lo sai,ho notato come ti comporti da quando quella ragazza è entrata in squadra,non la molli un secondo a scuola,e ho visto il modo in cui la guardi,hai rischiato di rovinare la nostra amicizia per lei,e ora vuoi farmi credere che non c'è nulla che tu debba dirmi?." Domandò a bassa voce inducendomi ad ingoiare a vuoto incapace di muovermi.
In quello stesso istante un fascio di luce ci avvolse costringendomi a chiudere gli occhi infastiditi,quando li riaprii sentì il cuore fermarsi,e il respiro incastrarsi in gola.
"Cena con i tuoi eh?"domandò Brittany stizzita,Rory al suo fianco teneva la pila puntata su di noi con un ghigno divertito dipinto sul volto.
"Britt"riuscì a balbettare ma lei si voltò di scatto dandomi le spalle.
"Sono davvero una stupida"disse in un singhiozzo severo prima di correre via,cercai di rincorrerla ma in quel momento una sirena della polizia suonò in lontananza.
"Gli sbirri,dobbiamo evaporare"urlò qualcuno nel caos generale.
Sentì le mani di Puck afferrarmi per i fianchi.
"Dobbiamo andare San,o sono guai"disse.
Cercai di divincolarmi dalla sua presa,urlando il nome di Brittany,ma lei era già corsa via,e il mio amico non accennava a lasciami,mi prese di peso incurante delle mie proteste,Finn,Quinn,Sam e Sugar ci raggiunsero.
"La finestra del bagno dei ragazzi negli spogliatoi,è rotta,ci conviene passare di li,se usciamo dal cancello principale ci beccano di sicuro" Sentenzio Finn,cominciammo a correre nella direzione indicataci,mentre la polizia irrompeva nell'istituto.
