Salimmo in auto senza dire una parola.
Ogni volta che tentavo di parlare Santana mi zittiva.
Continuava a dire di non voler ascoltarmi,di non volerla nemmeno sentire la mia voce
Non smettevo di piangere faticando per ritrovare un respiro regolare,mentre lei sembrava aver esaurito tutte le lacrime e le forze insieme,si guardava in torno con uno sguardo assente.
Il suo silenzio era inquietante.
"Santana di qualcosa ti prego"la implorai tra le lacrime poco dopo che l'auto fu partita.
"Non ho nulla da dirti"rispose secca guardando la strada senza mostrare la minima emozione.
Mi sentii ancora più a terra.
Avrei preferito mille volte che mi urlasse contro scatenandomi addosso tutta la sua rabbia piuttosto che quel silenzio esasperante.
"San ti prego.."ritentai ma stavolta mi bloccò.
"Tutte quelle stupide chiacchiere sulla fiducia pff…incredibile"gracchiò sarcastica.
"Hai ragione,ma lascia che ti spieghi..io.."
"No."sbottò accostando l'auto al lato della strada.
"No adesso parlo io..volevi che ti dicessi qualcosa bene…ecco quello che penso."disse secca guardandomi col fuoco negli occhi lucidi.
"Penso che tu sia la più immensa la più colossale ipocrita immatura che esista sulla faccia della chi mi hai fatta sentire in colpa per una stupida bugia quando sapevi perfettamente di aver fatto di le tue stronzate sulla sincerità e il fidarsi dov'erano quando hai avuto la possibilità di dirmi che avevi chiamato tu la polizia,e non lo hai fatto?eh Brittany dov'era la tua sincerità?"cominciò ad urlare stizzita agitando le mani convulsamente,aveva le guance arrossate gli occhi stralunati e l'espressione severa.
Io non potevo fare altro che ascoltare le sue parole dure a testa bassa stringendo gli occhi per impedire alle lacrime di travolgermi più di quanto già non stessero facendo,e mordendomi con forza il labbro inferiore.
"Avanti..parla..spiegami… perchè davvero non capisco come diavolo sia possibile che la ragazza che giura di amarmi,possa aver fatto una cosa del finire nei guai Brittany,guai seri,se la polizia mi avesse beccata potevo essere espulsa,c'era alcol e droga a quella festa potevamo finire tutti in riformatorio cazzo non era uno scherzo,potevi veramente rovinarmi la vita..senza contare poi che non hai avuto neanche le palle di dirmelo,di dirmi che eri stata tu..cosa sarebbe successo se Puck non lo avesse scoperto eh?non lo avrei mai saputo scommetto…Dios non ci credo..più ci penso più mi fa incazzare".
Urlò tutto d'un fiato,avvicinandosi a me e spaventandomi a morte col suo tono alto e autoritario,diede un pugno al volante con forza facendo tremare il cruscotto mentre un tonfo sordo rimbombava nell'abitacolo facendomi rabbrividire.
Scese dall'auto sbattendo con forza lo sportello e di nuovo tremai mentre le lacrime continuavano a cadere lungo il mio viso,e cercavo disperatamente di trattenere un lamento sordo.
Passarono pochi muniti durante i quali tentai di regolarizzare il respiro e calmare il tremolio convulso delle mie mani.
La latina in tanto era salita sul marciapiede,continuava a camminare avanti e in dietro sull'asfalto con passi talmente pesanti che continuando cosi avrebbe presto scavato un solco in quel punto esatto.
Inveiva in spagnolo contro il vuoto,agitando in aria le mani istericamente.
Scesi a mia volta dall'auto,cercando di calmare i battiti impazziti del mio cuore,cercando di trovare le parole adatte per spiegarle,per scusarmi.
"Santana"la chiamai con un filo di voce,lei arrestò la sua folle sfuriata,si fermò dandomi le spalle aspettando in silenzio.
"Mi..mi dispiace ok?..mi dispiace"biascicai mentre una nuova ondata di lacrime invadeva le mie iridi.
"Ti dispiace?ti dispiace?..è cosi che vorresti cavartela..' mi dispiace' "disse facendomi il verso "..certo che deve dispiacerti..ci mancherebbe altro..ma non basta..lo capisci?riesce ad entrare nella tua stupida testolina bacata il concetto?non basta chiedere scusa!" mi urlò contro a pochi centimetri dal viso.
"Non urlare ti prego"soffiai con un filo di voce.
"Altrimenti che fai?mi fai arrestare?"rispose lei urlando ancora di più "..Dios che stronza"sbottò.
Trattenni il respiro incapace di muovermi,ok cominciava sul serio a farmi paura.
"..Ma che razza di idiota fa una cosa cosi eh?quanto cazzo devi essere stupida e irrazionale per avermi fatto una bastardata del genere..tu..non posso davvero crederci..e poi mi fai due palle cosi sulla sincerità..tu non sai nemmeno dove stà di casa la sincerità sei,sei una falsa..una bugiarda peggio di me."Sbraitò senza controllo continuando ad inveirmi contro,mentre io mi sentivo piccola piccola,le sue parole erano come lame con cui mi stava colpendo senza pietà.
"Io ti amo Santana.."continuò facendomi il verso "..certo perché quando una persona ama un'altra quale modo migliore per dimostrarglielo che cercare di farla arrestare..sicuro..è questo il tuo amore Brittany?beh lascia che ti dica dalla mia poca esperienza che è meglio non mare affatto che amare qualcuno cosi"urlò ancora nervosa.
"Allora tu sei avvantaggiata visto che non mi ami"urlai quasi involontariamente,lei si zittì immobilizzandosi li dov'era,mentre io impietrita a mia volta stringevo i pugni con la vista offuscata dalle lacrime e il labbro inferiore tremante come il resto del mio corpo scosso da mille brividi di rabbia,le sue parole facevano male,e per quanto fossi cosciente di meritarmi la sua rabbia era davvero troppo pensare di riuscire a sopportare tutti i suoi insulti.
Decisi di approfittare del silenzio della latina.
"..Ho chiamato la polizia..è vero ho sbagliato e si hai ragione,potevi finire sul serio nei guai..sono stata una stupida,e mi dispiace,ok?mi dispiace..lo so che non basta dirlo,ma non ho altro modo per cambiare le cose,non ho una macchina del tempo con cui tornare in dietro e rimediare alla mia cazzata,posso solo chiedere scusa."dissi tutto d'un fiato seria come non mai.
"Ma tu credi di essere stata tanto migliore di me?forse io ho sbagliato a fare quella chiamata..e si sicuramente sono stata una fottuta codarda a non dirti nulla,ma tu?mi hai mentito,non solo ti ho trovata li quando mi avevi detto che saresti stata a casa,ma ti ho trovata con Puck vicini al buio su un cazzo di materassino.."
"Stavamo solo parlando"sputò lei acida.
"..ma io non potevo saperlo"la rimbeccai zittendola nuovamente.
"..E poi scusami tanto se te lo faccio notare,ma sei tu quella che si era infilata volontariamente in mezzo a quella bolgia,se fossi stata arrestata non sarebbe stato certo per colpa della mia chiamata,ma perché tu e i tuoi amici esaltati stavate facendo una cosa illegale e stupida..ed è assurdo che tu stia mettendo me nella situazione di dovermi vergognare quando quella che dovrebbe farlo sei tu..che te ne stavi li fra droga e alcol zitta mentre giocatori di football pervertiti si approfittavano di ragazzine ubriache o si sballavano senza contegno grazie a te che gli hai aperto le porte della scuola con una copia della chiave che hai ottenuto illegalmente..io sarò una stupida e un'ipocrita ma tu sei un'incosciente e una viziata."
Urlai tutto d'un fiato tra le lacrime e la rabbia che scuoteva ogni muscolo del mio corpo,urlai senza accorgermi di averle puntato il dito contro,di averla guardata dritta negli occhi minacciosa,di aver mosso due o tre passi in avanti fino ad arrivarle a due centimetri dal viso.
Calò il silenzio e io ne approfittai per regolarizzare il respiro,lei mi guardava come se non mi vedesse,con gli occhi scuri pieni di lacrime amare,io chiusi gli occhi per qualche secondo e riaprendoli cominciai a parlare più calma a voce bassa,mentre tra le lacrime spuntava sul mio viso un sorriso amaro.
"..Ma tu sei giustificata vero?perchè non mi ami..e questo è il motivo per cui puoi permetterti di mentirmi,di fare stupidaggini senza tenere conto di cosa io potrei pensare,non hai il minimo rispetto per me,non ne hai avuto quella sera,e non ne hai avuto adesso…"continuai,forte del suo silenzio
"..io devo pagare il prezzo più altro in questa faccenda solo perché ti ho aperto il mio cuore vero?ti amo e questo per te implica che me ne stia buona buona a dirti sempre di si,ad assecondare tutte le stronzate che dici e che fai,senza obbiettare,mentre tu puoi startene tranquilla pronta a puntarmi il dito contro appena faccio qualcosa che tu reputi ingiusto nei tuoi confronti,ad inveirmi contro con tutta la tua rabbia,a sputarmi veleno addosso senza cercare neanche per un secondo di capire le mie ragioni…pronta persino ad insinuare che non ti ami davvero,solo perché a differenza tua so cosa voglia dire fare la cosa giusta,solo perché sono una persona responsabile..io!"
Ingoiai a vuoto,assaporando l'amaro gusto della verità,quella verità che io stavo rivelando a lei e a me stessa.
"Sei un'egoista Santana è questa la verità,non riesci a pensare ad altri che a te ci hai pensato anche solo per un secondo alla gente che c'era quella sera,ragazzine del primo anno in balia di quei ragazzi senza scrupoli,ci hai pensato a tutto il sesso non protetto,a tutta la droga che girava all'alcol..e se qualcuno fosse stato male,se qualcosa fosse andato storto quella sera?ci hai pensato?l'arrivo della polizia ha fatto scappare tutti,ha evitato un sacco di possibili tragedie che potevano avvenire,ci hai pensato a questo?..certo che no..hai pensato solo..a salvare il tuo bel culo ispanico." Continuai ad inveire,mentre lei lasciò che le mie parole la investissero con la forza di un tornado.
"..E cosi tu,e i tuoi amici siete gli innocenti..e io la stronza che vi stava mettendo nei guai..pensala cosi se ti fa più comodo,ma la verità è che nei guai vi ci siete messi da mi sono fatta prendere dalla rabbia,dalla gelosia si lo ammetto..ma è stato anche il buon senso a guidarmi quella sera,buon senso che invece sembrava aver abbandonato tutti chiedo scusa,per averti fatto rischiare l'arresto,scusa per non averti rivelato di essere stata io,non ti chiederò mai scusa abbastanza per tutto questo..ma non accetto davvero che tu venga a farmi la predica con tanta violenza e disprezzo,non puoi permettertelo mi dispiace."
Mi voltai seria dandole le spalle,cercando di cacciare in dietro le lacrime.
Lei rimase immobile col viso rigido e rigato di goccioline salate,il fiato sospeso e i pugni stretti.
"Ti ho perdonata senza arrabbiarmi per la tua bugia,facendomi bastare la promessa che saresti stata sincera,quella stessa promessa te la faccio io adesso Santana,anche se tu non sei stata altrettanto comprensiva con me.."dissi calma voltandomi per guardarla.
"Ti prometto che,se ancora mi vorrai,da oggi in poi non ti dirò più bugie..ma pretendo che tu non ti immischi più in simili casini..se vuoi che continuiamo a stare insieme"dissi seria guardandola dritta negli occhi senza tradire alcuna emozione.
"Hai avuto la mia promessa,le mie spiegazioni..e le mie scuse vuoi continuare ad essere arrabbiata fai pure,ma non starò qui a sopportare i tuoi insulti mi dispiace..quando ti sarai calmata fammelo sapere..se ancora mi vorrai,io ci sarò. E ora se non ti dispiace,vorrei andare a casa."conclusi,voltandomi e risalendo in auto silenziosa.
***
La sua rabbia mi investì come una cascata d'acqua gelida,tutte le su parole erano come spilli,uno ad uno me li aveva scagliati contro.
La verità fa male,chi ha detto questa cosa doveva saperla lunga.
La verità faceva male eccome,sentirla dalle sue labbra,e soprattutto detta in quel modo era ancora peggio poi.
SI lei aveva fatto una cazzata,non potevo negarlo,d'altra parte persino lei lo aveva ammesso,ma io?potevo affermare di essere migliore di lei?certamente no,per quanto il suo gesto avesse scatenato la mia rabbia sapevo di avere torto marcio.
Marcio..come me..ecco cos'ero,marcia fino al midollo,per lo schifo di persona che ero,e per la merda di cui mi circondavo.
E con le sue parole Brittany non aveva fatto altro che farmi aprire gli occhi sulla realtà.
E ancora una volta il suo atteggiamento mi aveva stupita,dimostrando quanto lei fosse una persona migliore di me.
Anche dopo tutti i miei insulti,anche dopo avermi chiaramente dimostrato il suo disprezzo per la vita che avevo condotto fino a quel momento,lei era comunque disposta a stare ancora con me,mi aveva chiesto scusa,facendomi una promessa non richiesta ma necessaria.
Non mi aveva voltato le spalle,ne mi aveva mandata al diavolo.
Mi aveva dato la possibilità di calmarmi,e poi aveva lasciato la porta del suo cuore aperta..perchè io potessi uscire,prendermi il mio tempo e decidere se tornare o meno.
Alzai lo sguardo intriso di lacrime amare,e incrociai il suo,mentre mi guardava da dietro il vetro del finestrino,in attesa che rientrassi in auto.
Volevo tornare?
La risposta mi colpi prima ancora che avessi potuto formulare la domanda.
Non avevo mai avuto intenzione di andare via,era quella la realtà.
In un'altra occasione,con un'altra persona,avrei semplicemente tenuto il punto…perché Santana Lopez ha sempre ragione.
Ma non stavolta,ora no.
Perché da quegli occhi di ghiaccio che mi leggevano dentro non potevo nascondermi,non potevo fingere di non capire di essere in errore,non con lei.
Brittany aveva la capacità di abbattere ogni muro,ogni difesa che faticosamente cercavo di costruirmi in torno,per quanto ritenessi di essere inattaccabile,lei riusciva con un solo sguardo a scalfire la mia armatura di odio e indifferenza.
Lei era il capo,lo dimenticavo sempre.
Il destino mel'aveva mandata per dimostrarmi quanto sbagliassi nel credermi immune ai sentimenti,immune all'amore o alla felicità.
Avevo sempre creduto di essere io il capo.
Ma non era vero,e lei me lo dimostrava ogni giorno.
Ogni arma di difesa era inutile contro di lei,perché le bastava respirarmi accanto per far crollare in un secondo la mia corazza dura, come un castello di sabbia in balia del vento.
Lei mi vedeva,mi vedeva davvero,e mi capiva più di quanto io capissi me stessa.
Ero un libro aperto per quella bionda,e per quanto apprendere la cosa mi spaventasse a morte,non potevo che essere felice e grata ad fato per avermi mandato una tale benedizione.
Avevo fatto una marea di cazzate nella mia vita,mi ero forse in parte meritata tutte le cose brutte che mi erano capitate,alcune me le ero letteralmente andate a cercare.
Troppe cose mi erano scivolate via dalle mani solo perché non avevo avuto il coraggio o la forza di tenermele strette.
Ma poco importava.
Niente era mai stato cosi importante,nulla sarebbe stato importante in futuro,nulla più di lei.
Al diavolo tutto,la cazzata più grande della mia vita l'avrei fatta lasciandomi scappare l'unica cosa davvero preziosa che avessi mai avuto,il suo amore.
Mossi un passo,un altro e un altro ancora tenendo gli occhi incatenati ai suoi con una nuova consapevolezza nel cuore.
La mia vita non era stata più la stessa da quando lei era entrata a farne parte.
Lontano dal suo respiro qualunque cosa sembrava vana e inutile,l'azzurro dei suoi occhi sembrava aver colorato il grigio della mia esistenza,tanto che anche solo pensare alle sue iridi chiare mi faceva sorridere in balia di una pace interiore che mai avevo conosciuto prima di incontrarla.
Il suo sorriso mi mostrava orizzonti nuovi,e anche quando non parlava,il luccichio emozionato nel suo sguardo che mi scrutava innamorato mi raccontava di un futuro meraviglioso fatto di me e di lei,della forza disarmante del sentimento che ci legava.
Ogni cosa di lei mi riempiva il cuore,in sua presenza niente riusciva a farmi paura,ne i sentimenti nuovi che provavo,ne la dolcezza senza fine dei suoi abbracci,ne i suoi baci caldi,niente.
La paura più grande era solo quella di dovermi un giorno separare da lei.
Di perderla per colpa della mia stupidità,del mio orgoglio.
Si,mi accorsi che ormai tutte le mie insicurezze erano legate al pensiero di un'eventuale vita senza Brittany.
Mi sentivo libera e forte quando stringeva la mia mano,mi sentivo potente..e non potente come fingevo di essere camminando fiera per i corridoi della scuola,no..mi sentivo forte contro la vita,contro il dolore che il mondo avrebbe potuto provocarmi.
Brittany era la mia roccia,lo sarebbe stata,sarebbe stata forte per me proprio come io lo sarei stata per lei sempre.
Non ero mai stata in grado di proteggermi veramente dal mondo,l'unica cosa che avevo fatto era stata nascondermi da esso,ma adesso no,Brittany mi faceva sentire capace di affrontarla a testa alta la vita.
Io l'avrei protetta contro tutto e tutti,lasciando che lei proteggesse me a sua volta.
Salii in macchina senza dire nulla,senza nemmeno guardarla,perché quel viso pallido,quegli occhi intrisi arrossati dalle lacrime non facevano altro che ricordarmi la persona meschina che ero,e mi distruggeva vederla cosi per colpa mia.
Lei rimase in silenzio a sua volta,raggiungemmo casa sua e scesi,precedendola,dall'auto lasciandola un po' stupita.
Scese a sua volta fissandomi stranita,mentre senza parlare mi avviavo verso la porta di ingresso dopo aver chiuso l'auto.
Lei mi raggiunse senza dire nulla,infilò la chiave nella serratura facendola scattare.
La casa era buia e silenziosa.I suoi genitori e sua sorella erano probabilmente già a letto.
Mi avviai su per le scale in silenzio e lei mi seguì nel buio,senza obbiettare.
Quando arrivai alla porta della sua stanza la aprii e attesi che lei entrasse a sua volta e richiudesse la porta appoggiandosi al legno chiaro.
Ancora una volta noi,ancora una volta al buio,immerse nel silenzio,rinchiuse nei nostri pensieri.
Camminai fino alla finestra,appoggiando i palmi delle mani sul vetro freddo e alzando gli occhi per specchiarmi nel riflesso pallido della luna.
Senza dire nulla lei si avvicinò a me,cingendomi la vita con le braccia,mi strinse da dietro,appoggiando il petto alla mia schiena e il mento sulla mia spalla,respirò sulla mia pelle prima di nascondere il viso nell'incavo del mio collo,e sospirare piano.
Rimanemmo cosi immobili per non so quanto.
Era questo l'amore?
Il battito impazzito del suo cuore e del mio assieme.
Il brivido caldo che mi percorreva la pelle quando lei ci respirava sopra.
La testa che girava vorticosamente in balia del suo profumo buono che mi inebriava i sensi.
La sensazione paradisiaca dei suoi capelli che mi solleticavano le spalle,della sua pelle fresca a contatto con la mia che in sua presenza andava a fuoco.
Non avevo molta esperienza in fatto di sentimenti,meno che mai con l'amore.
Ma non poteva trattarsi di nulla di più se non di quello,anche una come me,che non aveva mai amato lo capiva.
Tutto di lei mi faceva impazzire,a volte nel senso buono,e a volte i quello negativo.
In entrambe i casi quella bionda scatenava in me emozioni e sensazioni troppo travolgenti per non essere ricondotte a qualcosa di estremamente potente come l'amore.
La sua forza,la sua determinazione,e al contempo la sua ingenuità,la dolcezza sconfinata che la distingueva da me e da chiunque altro avessi mai conosciuto in vita mia.
Lei era generosa,coraggiosa,intraprendente..era divertente e bella come solo le cose vere sanno esserlo.
E incatenata nel suo abbraccio non mi ero mai sentita cosi libera.
Calde lacrime tornarono a rigarmi il volto,mentre il suo viso mi appariva riflesso persino sul volto della luna che stavo guardando incantata.
Lei si accorse che piangevo,e pianse di riflesso a sua volta,singhiozzando silenziosamente sulla mia pelle lasciando che le sue lacrime mi disegnassero un percorso umido lungo la clavicola.
"Mi dispiace"soffiò tra un singhiozzo e l'altro.
Sobbalzai appena a quelle parole.
Il suono della sua voce era qualcosa di cosi magico e melodioso per me,mai e poi mai avrei sopportato di sentire quella dolce musica distorta dal pianto,e soprattutto mai e poi mai avrei accettato che fosse lei a scusarsi ancora,no.
Mi riscossi,facendola tremare appena.
Mi liberò dall'abbraccio spostandosi e lasciando che le braccia le ricadessero lungo i voltai rimanendo incantata dalla bellezza del suo viso d'angelo illuminato dalla fioca luce della luna.
I suoi occhi arrossati e il suo viso triste mi distruggevano.
Ero ormai dipendente dal suo sorriso,e non potevo sopportare l'idea che piangesse ancora,per colpa mia.
***
"Non scusarti più…sono io a dover chiedere scusa a te,e probabilmente non basterà una vita di scuse per rimediare a tutte le mie colpe"sussurrò,parlando per la prima volta dopo la nostra litigata.
Sentì le sue mani cercare le mie nel buio,non la feci attendere oltre allungai le braccia quanto bastava per incontrare a metà strada le sue dita che corsero ad intrecciarsi con le mie,lei abbassò lo sguardo un istante,per poi tornare a puntare gli occhi nei miei.
Mi specchiai in quelle iridi di cioccolato.
Ogni volta che incontravo i suoi occhi il mio cuore mancava di un battito.
Niente al mondo avrebbe mai potuto equiparare la sua perfezione ai miei occhi,niente.
Non era solo bella da togliere il respiro,era molto di più.
Benchè non fosse perfetta,per quanto fosse stronza,incoerente assolutamente sconclusionata, irritante a volte,nonostante fosse testarda,era la fonte unica e sola della mia felicità,non potevo negarlo.
Non mi ero mai sentita cosi completa come tra le sue braccia,mai avevo avuto cosi tanta paura di affrontare la vita senza qualcuno,come ne avevo di perderla.
"Mi dispiace Brittany,sono io la stupida,io sono l'idiota non tu,puoi perdonarmi?"disse in un sussurro interrotto da una lacrima.
"Solo se tu perdoni me"soffiai.
Lei si limitò ad annuire piano e io sorrisi tra le lacrime,invogliandola a fare lo stesso.
"Quindi…mi…mi vuoi ancora?"domandò incerta.
Dio quanto adoravo questo suo lato terribilmente dolce e insicuro,voleva fare la dura,eppure sotto sotto era un cucciolo bisognoso di affetto e coccole.
"Io ti vorrò sempre"risposi,come fosse la cosa più scontata e naturale del mondo,sorridendo di quella domanda cosi sciocca.
Feci un passo nella sua direzione,appoggiando la fronte alla sua.
"Ti vorrò sempre"dissi ancora con più decisione,sciogliendo una mano dalla sua presa per poggiarla delicatamente sul suo viso.
Con la punta del pollice disegnai il contorno delle sue labbra piene,chiudendo gli occhi per respirare il suo odore.
"Perché?"domandò in un sussurro quasi impercettibile.
"Perché ti amo"soffiai ovvia.
"Ma io non merito di essere amata da te"disse sconfortata.
"Ami davvero una persona quando le resteresti accanto sempre..anche quando lo merita di meno,perché in realtà è proprio in quei momenti che quella persona ha più bisogno di essere amata"mormorai,senza aprire gli occhi.
Lei trattenne il respiro,piangendo più forte.
Riaprii gli occhi stringendola a me più forte possibile,lasciando che adagiasse il viso sul mio petto soffocandovi le lacrime.
Strinse forte le braccia in torno alla mia vita,mentre con una mano le accarezzavo i capelli e con l'altra la tenevo stretta a me cingendole le spalle.
"Shh…ti prego amore basta…basta piangere,non posso vederti cosi..ti prego.E' tutto ok adesso,perché continui a fare cosi?"domandai in preda alla profonda frustrazione,non potevo più assistere alle sue lacrime era una tortura troppo atroce per il mio povero cuore innamorato.
"Britt"sussurrò in un lamento.
"San" le feci eco io stringendola.
"Ho paura"confessò lei.
Mi irrigidì all'improvviso,allontanandomi da lei quanto bastava per prenderle il viso tra le mani e guardarla in quegli occhi profondi illuminati appena dalla luna.
"Di cosa?..di cosa hai paura amore?"chiesi decisa più che mai a cacciare via ogni suo dubbio,ogni incertezza.
"Di quello che sento" ammise lei amara,guardandomi di rimando.
"Non capisco"dissi sconfitta,cominciava davvero a confondermi.
"Ho paura perché.."ingoiò a vuoto mentre nuove e calde lacrime frenarono le sue parole costringendola a fermarsi per ritrovare il respiro e la forza.
"Perché io ti amo" disse in un sussurrò roco,puntando gli occhi dritti nei miei.
"Ma non so se sono all'altezza,non so se sarò capace di dimostrarlo davvero..io..non so nemmeno come ho fatto a trovare la forza di dirlo.."continuò tutto d'un fiato.
Furono le mie labbra a frenare la corsa impazzita delle sue parole.
La baciai come se ne andasse della mia vita,lei in un primo momento rimase sorpresa,poi si lasciò andare al mio bacio.
Mi sembrò di morire e rinascere nel giro di pochi istanti su quelle labbra,mentre le sue parole ancora mi riempivano le orecchie e il cuore.
Mi ancorai a lei,appigliandomi a quel bacio,stringendomi in quell'abbraccio per paura che le mie gambe da sole non potessero reggermi schiacciata com'ero dal peso di quella felicità tutta nuova,cosi potente e inaspettata da travolgermi e ubriacarmi.
La baciavo..convinta che un principio di infarto stesse per cogliermi senza pietà.
Mi mancò la terra sotto i piedi,ma poco mi importava,stretta a lei non avevo paura,non bastavano le vertigini provocatemi dalla sua dichiarazione,ne il turbinio di emozioni che mi aveva scatenato dentro a spaventarmi.
Mi amava.
Lei mi amava,avrei voluto urlare al mondo intero la mia felicità,una vita sola non sarebbe bastata per abituarmi a quel pensiero.
Mi amava.
"Davvero?"domandai staccandomi da quel bacio per riprendere fiato.
"Davvero"disse lei sicura sulle mie labbra.
"Mi ami?"domandai incredula sorridendo come un'ebete.
"Ti amo"ripetè lei sicura,cercando ancora la mia bocca e trovandola poco dopo.
"Lo puoi ripetere?giusto..per sicurezza,insomma.."la felicità mi ubriacava facendomi dire una cavolata dopo l'altra,lei rise insieme a me di quella mia richiesta un po' assurda,ma non se lo fece ripetere.
"TI amo…ti amo…ti amo…ti amo..ti…"le mie labbra fermarono nuovamente quel fiume di dolcezza infinita che erano le sue parole.
"TI amo"le sussurrai a mia volta.
Prima di baciarla ancora.
***
Era quello l'amore?
Non avrei saputo dirlo con certezza,seppi solo che dopo averle detto che l'amavo mi sentì ad un tratto libera,sincera con me stessa per la prima volta nella mia vita.
Mi sentii pulita,come se mi fossi liberata di un segreto scomodo che da troppo tempo mi pesava sul cuore.
E quando lei lo disse a me,quando confermò ancora una volta la forza del suo sentimento,la stessa forza che pervadeva anche me,capì finalmente cosa fosse la felicità.
Li tra le braccia di Brittany,immerse in quel bacio con la luna testimone del nostro amore.
Con i nostri ti amo che risuonavano nell'aria alternati a baci,carezze e lacrime di gioia,riuscì a capire finalmente di cosa parlava la gente….quando parlava d'amore.
Era quello l'amore?
Si.
Brittany era l'amore..il mio primo amore…forse l'unico e solo.
Ora lo sapevo.E lo sapeva anche lei.
***
"Ti amo"sussurrò ancora con voce roca al mio orecchio mentre le sue mani leggere come piume scivolavano lungo la mia schiena nuda trasportando lungo il tragitto la mia maglia,sollevai le braccia per aiutarla a sfilarla mentre le sue labbra calde disegnavano una scia di baci roventi lungo il mio collo.
Sospirai leggera in balia delle sue attenzioni,decisa a lasciarmi cullare dalle sue parole,dal suo respiro caldo sulla mia pelle.
"Ti amo"bisbigliai a mia volta come fosse un segreto che potevo svelare a lei soltanto.
Respirò sulla pelle nuda del mio petto,mentre mi stendevo tirandola sopra di me e intrecciavo le mani tra i suoi capelli scuri sorridendo prima di lasciarmi andare ad un nuovo bacio.
***
"Ti amo"
Le dissi ancora,baciando ogni lembo di pelle morbida lungo il tragitto dalla sua gola,fino all'inguine.
Veneravo quel corpo perfetto con estrema lentezza,e pazienza,come se avessi tutto il tempo del mondo per godermelo a pieno.
I miei capelli scivolarono lenti lungo il suo addome,sentì la sua mano accarezzarli,le sue dita giocherellare con le mie ciocche scure.
"Ti amo"
Soffiò in un gemito appena accennato.
Era l'unica cosa che riuscivo a dire,l'unica cosa che volevo che lei ripetesse all'infinito.
***
"Ti amo"
Disse guardandomi dritto negli occhi mentre entrava in me con estrema lentezza,con una delicatezza che era solo sua.
Un gemito mi colse all'improvviso,soffocai tutto il mio piacere tra le sue labbra.
"Ti amo"
***
"Ti amo" dissi respirando a fatica allargando le braccia perché lei potesse accoccolarsi sul mio petto.
"Ti amo"rispose lasciandomi un bacio leggero sulle labbra,prima di stringersi a me sotto quelle coperte ancora calde.
