Bussai al campanello col cuore in gola e la testa affollata di pensieri poco piacevoli e immagini sempre più nitide di me che mi affilo le unghie sulla faccia della Berry.
La signora Fabray venne ad aprire con Beth in braccio.
"Oh ciao Santana"mi salutò con un sorriso.
"Salve signora Fabray,cercavo Quinn"dissi tutto d'un fiato,sperando di non essere sembrata troppo scortese.
"Quinn non è ancora tornata,dopo la scuola doveva vedersi con Finn"mi informò " ma ha promesso di tenermi Beth un'oretta perché ho da fare delle commissioni,dovrebbe rientrare a minuti,puoi aspettarla qui se vuoi"si affrettò a proporre facendomi segno di entrare.
"Si..va bene"accettai,entrando in casa.
"Se non ti dispiace vado a finire le faccende in cucina,puoi accomodarti in salotto e accendere la tv mentre aspetti,posso offrirti qualcosa?"domandò la donna premurosa "..ogni volta che ti vedo sembri più magra tesoro"aggiunse preoccupata.
La madre di Quinn era una donna estremamente ordinaria,una di quelle classiche casalinghe disperate,nonostante fosse la moglie del sindaco avevo sempre avuto il sospetto che fosse una donna tremendamente sola e insoddisfatta,tanto che nonostante avesse una cameriera,insisteva nel voler fare le faccende domestiche da sola per poter ingannare in qualche modo il tempo,strana donna,in realtà..mia madre ingannava il tempo con viaggi e manicure e serate con le amiche,lei invece preferiva occuparsi della casa e di sua figlia,e adesso di sua nipote/figlia.
Strana donna.
Forse solo una donna normale,forse non era poi cosi strano volersi dedicare ai propri figli.
Forse quella strana era mia madre.
O forse io,che col casino che avevo in testa mi mettevo a pensare a cose del genere.
"Posso tenere d'occhio io Beth mentre lei finisce"proposi,in fondo qualcosa dovevo pur fare mentre aspettavo Quinn e la piccola peste mi avrebbe tenuto la mente occupata e lontana dai brutti pensieri che mi tormentavano.
La madre di Quinn accettò volentieri,passandomi la bimba che si lasciò prendere in braccio sorridendo allegra.
Mi sistemai sul divano con la piccola cavalcioni sulle mie ginocchia,ci guardammo per qualche minuto,mi specchiai in quegli occhietti vispi e verdissimi,cavolo era davvero una Quinn in miniatura,me ne rendevo sempre più conto ogni volta che mi soffermavo a guardarla.
"Sei tutta tua madre mini Lucy Q.,voglio sperare che questo non implichi che hai preso il carattere da papino,altrimenti siamo rovinate"sussurrai ironica.
La bimba mi regalò un ampio sorriso.
"La vuoi sentire una storia carina?"domandai,lei mi scrutò facendo un versetto che presi come un si.
"Ok senti questa"cominciai calma "..ti ricordi Brittany?la biondina super sexy che abbiamo visto a casa di papà?..no cioè di zio Noah?"domandai calma,la bambina mi guardò un po' interdetta,prima di concentrare tutta la sua attenzione sul ciondolo a forma di volpe che mi pendeva dal collo.
"..ok non rispondere confido nella tua buona memoria comunque..insomma Brittany..quella li,beh lei.."mi guardai in attimo in torno,poi abbassai la voce di qualche tono "..è la mia ragazza"dissi cauta.
Beth non sembrava particolarmente scioccata.
"..si ecco,lo so non te lo saresti mai aspettato da me ma beh è cosi,fattene una ragione"dissi scrollando le spalle la bimba mi osservo un momento prima di allungarsi per afferrare il sonaglino abbandonato accanto a noi sul divano e scuoterlo con forza facendo suonare i campanellini all'estremità.
"Insomma c'è questa ragazza,ed è..Dio è fantastica Betty,insomma è cosi dolce,ed esuberante,buona con tutti..e poi è bellissima e innocente..insomma racchiude praticamente tutto ciò che c'è di bello in questo sporco e schifoso mondo…e io,la amo..più di qualunque altra cosa"dissi sincera socchiudendo gli occhi mentre la mente correva felice a Britt e al suo sorriso contagioso.
Riaprì gli occhi notando un paio di bambole e un peluche sul divano,afferrai le due bambole mostrandole alla bimba.
"Ecco immagina che questa sia io,e questa Britt …ok Beth,no..non tirare i capelli a Britt,andiamo rimani concentrata..allora..questa sono io e lei è Britt,e siamo allegre ad amoreggiare sul prato…mi segui?"osservai la piccola che tentava con scarsi risultati di afferrare le bambole strette nella mia presa
Mi si dipinse nitida l'immagine di me e la mia bionda che correvamo felici su un prato verde poi la figura piccola e malefica di Rachel intrappolata nel corpo di un drago alato e sputa fuoco irruppe senza delicatezza nella mia fantasia strappando dal mio abbraccio la dolce e innocente principessa Brittany,mentre io sguainavo la spada pronta a difenderla.
"..ti faccio a fettine stupida Berry"ringhiai a denti strettimentre spingevo la bambola che avrebbe dovuto impersonare me verso quel peluche a forma di ranocchia,con veemenza sotto lo sguardo divertito della piccola.
"Santana ma che cazzo stai facendo?"la voce di Quinn mi riscosse dal mio torpore.
Alzai gli occhi trovandomi di fronte la bionda ancora avvolta nella divisa dei cheereos con lo zaino della scuola sulle spalle e l'espressione contrariata.
Non l'avevo sentita rientrare.
Beth si agitò sulle mie gambe agitando le braccia verso la ragazza che lasciò cadere lo zaino prendendola.
"Che fai qui?"mi chiese ancora stupita.
"Tua madre mi ha fatto entrare,devo parlarti di una cosa urgentemente"dissi mentre tutto il panico di poco prima ritornava ad assalirmi.
La mia amica mi scrutò preoccupata per un lungo minuto prima di annuire.
"..Stavo già accennando qualcosa a baby blondie"dissi indicando la bimba "..mi piace la ragazza sa ascoltare"aggiunsi,Quinn mi guardò sollevando un sopracciglio.
"A quanto pare è più grave di quanto non sembri"mugugno tra se,prima di farmi strada su per le scale.
"Mamma sono a casa,io e Beth siamo di sopra"urlò la bionda mentre saliva.
La madre dalla cucina cantilenò qualcosa che non riuscii ad afferrare.
"Tutto bene?hai mollato il mago pancione?"domandai mentre ci dirigevamo verso la sua camera.
"Non ancora,non farmici pensare"disse sbuffando.
Decisi di lasciar perdere,avremmo approfondito l'argomento un'altra volta.
Entrammo in camera sua,la mia amica posò la bimba sul letto sedendosi accanto a lei,e agitandole davanti al viso un piccolo peluche a forma di delfino.
"Allora?"domandò distrattamente.
"Quelle due hanno una storia"sbottai io,incapace di trattenere ancora quel pensiero.
"Ma di chi parli?"domandò lei senza guardarmi.
"Di Brittany e nana befana..se la fanno insieme alle nostre spalle,quelle due infime traditrici."dissi isterica cominciando a camminare frenetica avanti e in dietro per la stanza.
Quinn mi rivolse finalmente la sua attenzione scrutandomi impassibile per un lunghissimo minuto.
"Santana sei ubriaca?"domandò piuttosto seria accigliandosi.
"Non scherzare Quinn stò parlando di una cosa seria."le risposi irritata passandomi una mano sul viso.
"Sono seria anche io che credi.."rispose lei calma.
"Quinn forse non mi hai sentita bene,ti ho appena rivelato che tua ragazza e la mia hanno una relazione,maldita Berry io giuro che le stacco quelle zampette minute a morsi..e Brittany,non posso credere che mi abbia fatto questo..e io che mi sono fidata totalmente di lei..accidenti…..Fabray vuoi dire qualcosa?come diavolo fai ad essere cosi calma?"domandai senza riuscire a controllare la crisi di panico.
"Sono calma perché è un'assurdità,e tu sei fuori di testa Santana,ma che diavolo dici come ti è venuta in mente una sciocchezza del genere?"domandò infastidita lei,rivolgendomi l'attenzione solo pochi istanti prima di voltarsi nuovamente verso Beth.
"Mel'ha detto sua madre"sbottai io,a quelle parole la mia amica parve irrigidirsi,si voltò verso di me con gli occhi sgranati.
"Prego?" domandò.
"Proprio cosi"anuii io preoccupata.
"Siediti e spiegami"ordinò lei indicando lo spazio vuoto di fronte a lei dietro Beth che giocherellava con un braccialetto della bionda.
Con un sospiro andai a sedermi e presi a raccontarle tutto.
Quando il mio racconto fu terminato la mia amica mi guardò accigliata,soppesando la situazione.
Io invece ancora più nervosa dopo aver dovuto ripetere le esatte parole della madre presi ad agitarmi di più.
"Ho bisogno di bere"constatai.
"Assolutamente no"si affrettò a rispondere lei.
"Tu,tu non capisci è una cosa..tremenda Q. è semplicemente tremendo,io ti giuro non volevo crederci ma quella donna sembrava cosi maledettamente sicura.." presi ad agitarmi alzandomi nuovamente e riprendendo la mia camminata nervosa in giro per la stanza.
"Ho bisogno di bere"dissi ancora.
"Santana smettila..è possibile che appena tu abbia un problema pensi subito di annegarlo o risolverlo con l'alcol?"mi rimproverò la mia amica.
"Vodka,no..anzi no,gin..si il gin è la soluzione a tutto,mio padre dovrebbe tenerne una bottiglia ne.."
"Santana!"urlò lei interrompendo i miei deliri e facendomi sobbalzare "..mi hai giurato di smettere di bere quando sei da sola"disse scattando in piedi livida in volto.
Vidi il terrore dipinto nei suoi occhi verdi,un terrore che avevo già visto quel giorno risvegliandomi dalla terapia intensiva in cui ero finita la sera prima dopo essermi buttata nel torrente.
Mi sentii una vera merda in quel momento.
"Q-Quinn.."balbettai.
"Hai giurato"ribadì lei con le lacrime agli occhi.
"Hai ragione,io..scusa stavo solo blaterando di inutilità,scusa..non toccherò neanche un goccio di alcol,non in tua assenza promesso"mi affrettai a dire andandole in contro e poggiando i palmi della mani sulle sue spalle per farla sedere di nuovo,e sedermi a mia volta accanto a lei.
Rimanemmo in silenzio per un po' a fissare il vuoto.
C'erano ferite in fondo alla mia anima non ancora chiuse,e certe volte mi dimenticavo che non ero stata l'unica a soffrire per le conseguenze portate dalle mie azioni malsane e autodistruttive.
"Mi dispiace"mormorai senza guardarla.
Lei non rispose.
Rimanemmo ancora in silenzio per parecchi minuti
"Di qualcosa,ti prego"la incitai io.
"Vuoi sapere come la penso?"domandò lei cauta.
Io mi limitai ad annuire con forza.
"Penso che tu sia semplicemente spaventata da questo sentimento forte che provi per Brittany e che non riesci a gestire,ti fa paura e ora stai cercando inconsciamente il modo migliore per tirartene fuori,e stai seriamente meditando di appigliarti a questa cazzata…perché è di questo che si tratta,per fare ciò che sai fare meglio Santana,scappare."
Disse stringendosi nelle spalle,la guardai accigliata.
"..tua suocera ha semplicemente bisogno di un buon oculista,e tu ,amica mia,di un ottimo strizzacervelli,Brittany non ti tradirebbe mai,meno che mai con Rachel..e sono sicura di questo perché,sorpresa sorpresa zucca vuota..sono amiche da una vita,non pensi che se fossero state attratte l'una dall'altra starebbero già insieme da un pezzo e non avrebbero scomodato nessuna di noi due?"
Disse con ovvietà guardandomi torva.
"Ma stamattina loro.."tentai di obbiettare.
"Le amiche si abbracciano tra loro Santana,è una dimostrazione di affetto,tutti lo fanno…tutti tranne noi ovvio,ma solo perché tu sei allergica a qualunque forma di gentilezza ed effusione che non sia volta a secondi fini puramente sessuali"sbottò infastidita,quasi ringhiandomi contro.
Le sue parole mi colpirono dritte come uno pugno ben sferrato,mettendomi al tappeto.
Aveva ragione,se ci riflettevo bene,non aveva senso tutto il mio sconclusionato ragionamento,era più logico che fosse la madre di Brittany ad essere nel torto.
Se le fosse piaciuta Rachel starebbe con lei,non certo con me e lo stesso valeva per la mora.
Volevo davvero appigliarmi a questo stupido malinteso e rovinare la felicità che io e Brittany ci stavamo costruendo insieme?
Non ebbi il tempo di darmi una risposta.
"Ad ogni modo se serve a farti stare più tranquilla puoi sempre domandarlo a lei"disse Quinn stringendosi nelle spalle.
Poi alzò il braccio guardando il suo orologio.
"..quando arriverà a casa tua tra..circa un quarto d'ora"disse calma.
"Cazzo!" scattai in piedi,fiondandomi fuori dalla stanza.
Quinn rimase immobile col sorriso stampato in viso,un sorriso ampio che si allargò a dismisura quando rientrai di corsa in camera sua per saltare sul letto proprio addosso a lei che finì schiacciata dal mio peso sul materasso emettendo un gridolino sorpreso.
"Grazie Q. non so cosa farei senza di te"mormorai con il viso nascosto nell'incavo del suo collo stringendomi a lei il più possibile.
Lei si sciolse in un sorriso dolce stringendomi a se.
"Ti voglio bene Snixx"sussurrò lasciandomi un bacio sulla spalla scoperta.
"Anche io ti voglio bene Lucy Q." finalmente riuscivo a dirlo,ed ero felice soprattutto perché sapevo quanta soddisfazione stessi dando alla mia migliore amica.
Due piccole manine cominciarono a tastare la mia schiena,voltai solo il viso e lo stesso fece Quinn,ci ritrovammo davanti una Beth intenta a sorridere divertita mentre cercava di unirsi al nostro abbraccio.
"..Si vogliamo bene anche a te mini barbie"cantilenai avvicinando il mio viso a quello della bimba per sfregare il naso con quello piccolo di Beth che mi prese il viso tra le manine ridacchiando,e facendo ridere anche me.
"San,Britt ti aspetta…e a me stà venendo una paralisi,vuoi alzarti?non sei poi cosi leggera come credi"mi rimproverò Quinn scherzosa.
Mi riscossi e tornai a sorriderle prima di alzarmi e sgattagliolare via per correre a casa ad aspettare la mia Bionda.
***
Bussai alla porta ancora un paio di volte.
Possibile che non ci fosse nessuno.
"Vorrei capire cosa me ne faccio di una cameriera se devo aprirmi la porta da sola!" Sbottò la donna che venne ad aprire stizzita,urlando verso l'interno.
Poi si voltò per squadrarmi accigliata.
"Si?"domandò.
Squadrai la donna dai lineamenti marcati,fin troppo marcati,tanto da far palesemente notare quanto fossero finti.
La pelle del viso era fin troppo tirata,un vano tentativo forse,di farla risultare più giovane di quanto in realtà non fosse ,ma se lo scopo era quello non ci era riuscita.
I lunghi capelli corvini erano stretti in una alta coda di cavallo,aveva la pelle appena più colorita di quella di Santana,lampade probabilmente,o forse era una caratteristica portoricana,la donna alzò il sopracciglio incrociando le braccia sotto il seno stringendosi nel suo talleur color panna,con un'espressione scocciata,e gli occhi scuri puntati nei miei.
O mio Dio..Santana da grande..era lei identica e precisa.
"Posso aiutarti?"domandò la donna stizzita.
"Io..cercavo Santana"biascicai.
La donna mi squadrò da capo a piedi un paio di volte.
"E tu saresti?"domandò secca
"Sono Brittany,un'amica"dissi guardandola torva,non mi piaceva il modo di fare di quella donna era abbastanza scortese guardarmi in quel modo,oltre al fatto che non mi avesse neanche invitata ad entrare.
"Brittany"fece lei pensierosa"..non mi pare di aver mai sentito parlare di te"scosse il capo,fissando il vuoto.
"Non c'era da volte trovo strano che tu ti ricordi persino di me visto quanto poco te ne importa Amelia" Sbottò una voce alle mie spalle,mi voltai per vedere una Santana seria guardare la donna con sufficienza prima di rivolgermi un sorriso ampio e rilassato.
"Scusa l'attesa Britt,non mi sono resa conto dell'orario,vieni accomodati"disse precedendomi "..è scortese tenere sulla porta gli ospiti"ringhiò poi verso la donna che si spostò senza però tradire alcuna emozione.
"Ti sei ricordata di avere una casa o sei solo di passaggio come al solito?"le domandò poi senza guardarla.
"Non parlarmi cosi signorinella,ricorda che sono pur sempre tua madre"gracchiò la donna infastidita.
"Oh sfortunatamente me lo ricordo,sei tu che lo hai dimenticato tipo..negli ultimi diciassette anni"fece la latina fingendo di pensarci su.
La donna finse di non sentirla e prese a squadrarla con una smorfia.
"Sono stata in un nuovo centro benessere a Cleveland,devo prenotarti un soggiorno ora che ci penso,hai ricominciato a mangiare dolci per caso?ti si sono ingrossati i fianchi e la cellulite sulle tue gambe è spaventosa Santana"disse con poca delicatezza.
Mi soffermai un attimo a guardare il corpo della mia latina fasciato dalla divisa,quella donna era matta?Santana aveva un corpo da urlo,era semplicemente perfetta,una dea greca ecco a cosa assomigliava.
"Grazie mammina,tu si che sei sempre gentilissima"soffiò la latina ironica.
"E la pelle del tuo viso è grassa e piena di impurità..prenoto a tuo nome per il prossimo fine settimana,non voglio sentire scuse,non posso permetterti di andare in giro in queste portare Quinn con te,o la tua nuova amica se vuoi"disse riferendosi a me. "Barbara?"mi chiese pensierosa
"Brittany mamma,Brittany"ribadì stizzita la latina.
"Brittany certo,non scaldarti cara"disse la donna indignata "..ha davvero un caratteraccio eh?"disse poi ironica rivolta a me "..non troverà mai un uomo decente scontrosa com'è,se fosse almeno un po' più carina magari"aggiunse guardando la figlia con rammarico.
Sbarrai gli occhi,quella donna era pazza.
Santana dal canto suo si limitò a sbuffare,girando sui tacchi si avviò su per le scale,la donna sparì nell'ampio salotto componendo alcuni numeri sul cordless che aveva recuperato da un mobiletto,e ignorando completamente entrambe,presi a salire le scale seguendo San.
Incrociammo suo padre che scendeva con la ventiquattrore in mano e il completo elegante.
"Oh salve signorine"disse allegro rivolgendoci un sorriso.
"Dove andate di bello,uscite a divertirvi?"chiese.
"Siamo appena arrivate papà,non ti sei accorto che non ero in casa?"domandò stizzita la latina.
"Oh perdonami princesa non ci avevo fatto caso"disse distrattamente l'uomo prima di dare una fugace occhiata al suo orologio da polso.
"..devo scappare ho un aereo che mi aspetta,ciao mi preciosa"disse allungandosi verso San per lasciarle un bacio sul capo che lei si affrettò a ritrarre,mi rivolse un sorriso gentile ignorando il gesto della figlia e riprese la sua discesa,mentre la latina prese a correre più frenetica verso la sua stanza,e io dietro di lei.
"Mierda" urlò la latina entrando in camera sua e lanciando lo zaino in un punto imprecisato della stanza.
Posò i polpastrelli di entrambe la mani sulle tempie cominciando un massaggio circolare.
"Ancora un anno,un anno solo e poi tanti saluti a entrambe i bastardi..ancora un anno"ripeteva tra se e se come un mantra,mentre si sedeva sul letto sfilandosi le scarpe,si portò le ginocchia al petto,appoggiandovi la fronte.
"San"soffiai io immobile senza sapere cosa fare.
Lei parve riscuotersi,come se solo in quell'istante si fosse ricordata della mia presenza.
Mi guardò con gli occhi vitrei pieni di lacrime,ingoiò a vuoto e cercò di ricacciarle in dietro,abbozzando un sorriso.
"Scusa piccola,io mi ero un attimo…"
"Persa"finii io la frase.
Lei annuì piano.
"Vuoi parlare un po'"proposi io cauta,non sapendo come aiutarla.
"C'è poco da dire"disse stringendosi nelle spalle con un sorriso amaro "Hai visto anche tu no?Non vedo mia madre da settimane e la prima cosa che mi dice è che sono ingrassata e che sono brutta,e mio padre non si era nemmeno accorto che non ero in casa"disse tristemente fissando il vuoto "..Dio quanto vorrei una birra adesso"aggiunse lasciandosi cadere all'indietro sul materasso.
"L'alcol non ti aiuterebbe a risolvere il problema"dissi contrariata.
"Forse no,ma almeno me lo farebbe dimenticare per un po'"soffiò lei in risposta,spostandosi al centro del materasso,e perdendosi ad osservare il soffitto.
Camminai lenta avvicinandomi al letto,mi sfilai le scarpe che indossavo sotto i pantaloni della tuta e lasciai cadere la felpa,rimanendo in canotta,mi arrampicai sul letto stendendomi al suo fianco e aprendo le braccia perché vi si accomodasse,lei non se lo fece ripetere,appoggiò il viso sul mio petto appena scoperto respirando direttamente sulla mia pelle.
Sorrise serena.
"Mi piace il tuo odore,mi tranquillizza"ammise "..Sai sempre di buono Britt,sai.."
"Di casa"conclusi io.
"Si esatto..come lo sapevi?"domandò senza spostarsi.
"E' la stessa sensazione che provo io quando ti abbraccio e sento il tuo profumo,mi rimane addosso per tutto il giorno e mi fa sentire protetta"spiegò lei.
"Chissà poi perché ci fa questo effetto"si domandò distrattamente abbracciandomi e stringendosi più decisa a me.
"Perché ci amiamo sciocchina"dissi semplicemente sorridendo ovvia.
"Tu mi ami?" mi domandò in un lamento.
"Che domanda scema,la conosci già la risposta."dissi tranquilla,sciogliendole la coda per poi affondare il viso nei suoi capelli.
"Lo so,ma voglio sentirtelo dire"disse capricciosa.
Sorrisi di quella richiesta un po' bizzarra,ma subito mi vergognai di averla derisa,faceva la forte ma non lo era affatto e ne aveva tutti i motivi,ora che avevo avuto modo di conoscere entrambe i suoi genitori,dopo tutto il tempo che avevo passato con lei in quella casa fredda ,cosi vuota e silenziosa come facevo a non averlo ancora capito?
Lei era sola,escludendo Quinn e forse Puck,non aveva nessuno,nessuno l'aveva mai amata come si meritava,nessuno a parte me,non mi stupiva il fatto che richiedesse sempre continue conferme del mio amore,probabilmente era troppo abituata ad essere abbandonata.
Ed era questo forse che la spingeva ad odiare tutto e tutti,che l'aveva costretta a tenersi lontana dai sentimenti,ad odiare il l'odio è solo l'ombra di qualcos'altro.
Temeva di essere lasciata sola.
Ma non stavolta,non da me,io non l'avrei mai lasciata ,lei era per me tutto ciò che avevo sempre desiderato e tutto ciò che non sapevo di desiderare,ne avevo bisogno come l'aria che respiravo.
Mi aveva raccontato del suo tentato suicidio,mai l'avrei forzata a parlarmene confidavo nel fatto che prima o poi si sarebbe aperta con me raccontandomi tutto,con i suoi tempi.
Ma ora capivo un po' il suo gesto,sebbene non lo giustificassi,comprendevo in parte i motivi che l'avevano spinta,mai più si sarebbe sentita cosi sola,io le sarei stata accanto..io mi sarei presa cura del suo cuore,della sua anima fragile per sempre.
"Ti amo"le sussurrai all'orecchio "..Come mai ho amato prima un'altra anima,e se mille volte me lo chiederai mille volte ti risponderò cosi,perché è la verità.Tu sei tutto per me Santana,e non lo dico per circostanza non è una frase fatta anche se può qualcosa di maledettamente complicato da gestire eppure cosi indispensabile per la mia felicità,ti amo,e tu nemmeno sai quanto,non lo puoi immaginare,nemmeno io posso.. mi sei entrata dentro,sei in ogni fibra del mio essere sei parte di me,sei l'altra metà di me stessa..come potrei non amarti?"
Lei era il mio tutto,il suo sorriso era nel sole che mi scaldava il viso,il suo profumo nel vento che mi accarezzava,la sua voce come una ninna nanna mi raccontava di mondi lontani che non avevo mai visto ma che grazie a lei conoscevo,si era impossessata di me come un contagio,lei era la malattia e la cura insieme.
E fu allora che sentii calde lacrime bagnarmi il petto,i suoi singhiozzi cercare sfogo sulla mia pelle.
"Perdonami amore"disse in un lamento.
"Per cosa?"domandai stranita.
Lei alzò gli occhi colmi di lacrime nei miei.
"Sono un'idiota"disse secca.
"Ma di che parli?perchè?"domandai.
Lei prese un respiro profondo e ad occhi bassi,cominciò a raccontarmi di essere stata a casa mia quello stesso pomeriggio,per parlare con mia madre.
***
Le raccontai tutto incapace di guardarla negli occhi,le parlai di sua madre del fatto che aveva voluto incontrarmi,che mi aveva chiesto espressamente di non dirle nulla,lei trattenne appena il respiro scioccata quando le rivelai che la madre sapeva che fosse lesbica,le snocciolai parola per parola il discorso della donna,e i suoi pensieri riguardo a Rachel,e ovviamente non mancai di confessarle quanto ero stata stupida,quanta poca fiducia avevo avuto in lei all'inizio entrando subito in paranoia,le raccontai tutto piangendo come una bambina che racconta pentita di aver combinato un guaio e spera nella clemenza della sua mamma.
Dovetti farlo,perché lei mi amava,e dovevo meritarmelo quell'amore,dovevo in qualche modo dimostrarle quanto profondamente fosse ricambiato,quanto io l'amassi a mia volta.
Perché io l'amavo,di un amore folle e disperato.
Era riuscita con un solo abbraccio a calmare ansie, paure e tristezze che in sua assenza ci avrei messo giorni a smaltire.
Il suo odore era riuscito a cacciare i brutti pensieri,per la prima volta non avevo avuto bisogno di ubriacarmi per sentirmi meglio,perché ero già ubriaca di lei che placava la mia sete d'amore con la semplicità del suo sorriso dolce che da solo bastava a cancellare ogni mio dolore.
Quando terminai il racconto,mi costrinsi a tirare fuori il coraggio di guardarla negli occhi.
Mi specchiai in quelle iridi azzurre che mi scrutavano serie.
Lentamente il suo sguardo accusatore che mi fece per un attimo tremare,si trasformò in un sorriso all'inizio appena accennato poi via via sempre più ampio finchè la stanza non si riempì della sua risata cristallina.
"Io..e Rachel?"disse a fatica tra le risate,si sciolse dal mio abbraccio rotolandosi sul materasso mentre si teneva le braccia incrociate sul petto che si muoveva su e giù frenetico,scosso dal tremolio del suo divertimento,che mi lasciò al quanto perplessa.
"Oddio non riesco a….oddio"continuava a sbellicarsi dalle risate,sotto il mio sguardo stranito.
"Quando hai finito di ridere fammi un fischio eh.."sbottai io infastidita.
Lei si bloccò di colpo con ancora l'ombra di una risata sul viso.
Si avvicinò a me sfiorando le mie labbra con le sue in un contatto leggero.
"Sei una paranoica cretina"disse divertita.
"Lo so"soffiai io dispiaciuta.
"E avresti dovuto dirmelo subito,non importa quanto mia madre ti abbia pregato"continuò senza spostarsi.
"Lo so"ammisi ancora.
"E non c'è assolutamente nulla tra me e Rachel..io voglio solo te"precisò
"Lo so"dissi ancora,come fosse l'unica cosa sensata che potessi dire a mia discolpa.
Il suo sguardo di ghiaccio scivolò dai miei occhi alle mie labbra,e in un attimo mi ritrovai schiacciata contro il materasso dal suo corpo caldo,mentre la sua bocca divorava avida la mia e le sue mani mi accarezzavano i fianchi.
Il suo bacio famelico mi tolse letteralmente il respiro,lasciandomi senza fiato,la sua lingua scivolò senza delicatezza nella mia bocca,e le sue mani si insinuarono sotto il mio corpo per posarsi decise sui miei glutei spingendomi con forza in contro a quel corpo perfetto che si muoveva sinuoso contro il mio.
"Ma come devo fare per farti capire che voglio essere solo tua eh?"domandò aggressiva staccandosi dal bacio giusto il tempo di respirare,per affrettarsi a mordermi possessivamente il labbro inferiore,costringendomi a soffocare un gemito eccitato nella sua bocca.
Posai decisa una mano dietro la sua testa,intrecciando le dita tra i suoi capelli biondi per attirarla di nuovo a me intrappolandola in un bacio poco casto,ma necessario,l'altra mano scivolò fino al bordo della sua tuta,feci un po' di pressione e lei corse ad abbassare il tessuto,agitando le gambe per farlo scivolare via velocemente,rimanendo in intimo,poi le sue mani tornarono sul mio corpo,con la destra salì fino al mio seno ancora coperto dalla divisa richiudendolo a coppa nella sua presa decisa.
Da li al decidermi a ribaltare la situazione il passo fu breve,non potevo resistere,il suo sapore,l'ardore dei suoi baci mi accendeva i sensi e averla semi nuda sopra di me mandò in tilt il mio sistema nervoso.
La spinsi sul materasso salendo cavalcioni sul suo bacino senza interrompere quel contatto paradisiaco,mi sollevai appena un attimo per scostarmi i capelli dal viso e lei ne approfittò per tirarsi a sedere intrappolando il mio viso tra i palmi delle sue mani e riportando nuovamente le nostre bocche a contatto.
La sua lingua scivolò voluttuosa sulle mie labbra prima di intrufolarsi tra esse con urgenza,la lascia fare totalmente sopraffatta cercando a tentoni il bordo della sua canotta,per sfilargliela un attimo dopo,lei sollevò le braccia interrompendo quel bacio per un solo istante prima di avventarsi di nuovo come una furia su di me.
Scese a baciarmi il collo,mordendolo con forza,tirai una ciocca dei suoi capelli ansimando tra il dolore e il piacere,mentre con una mano mi teneva ancorata a se,l'altra vagava incontrollata lungo la mia gamba scoperta,risalì la coscia intrufolandosi sotto il tessuto della gonna,raggiunse gli slip rossi già umidi di piacere e senza indugio li spostò su un lato sfiorando con i polpastrelli il mio centro.
Ansimai nella sua bocca,sollevando appena il bacino,per darle più spazio,mentre la mia stessa mano si intrufolava tra i nostri corpi incastrati per raggiungere la sua intimità coperta dalle mutandine bagnate,intrufolai due dita sotto la stoffa leggera,affondai due dita dentro di lei,e lo stesso fece la bionda in quel preciso istante,due gemiti gemelli si fusero insieme nel nostro bacio appassionato,mentre entrambe cercavamo di sincronizzare il ritmo delle spinte.
Ci staccammo da quel bacio famelico solo per riprendere fiato,ne approfittammo per guardarci negli occhi appoggiando le fronti l'una all'altra,ci muovevamo insieme,in perfetta sincronia dandoci piacere a vicenda senza smettere di ansimare una sulle labbra dell'altra guardandoci fisso con l'unico desiderio di fonderci insieme in un'unica entità perfetta.
"TI amo"sussurrò in un gemito e seppi che era vero.
"Ti amo"risposi.
Mi chiesi in quell'istante se mai al mondo fosse esistito amore più puro e folle di quello che io provavo per Brittany,mi chiesi se esisteva qualcosa oltre l'amore,qualcosa di ancora più incredibile e potente;se esisteva provavo quello per lei,non era amore,era di più,era qualcosa al di la del pensiero fuori da ogni immaginazione.
Il sentimento più puro e disinteressato che un'anima potesse provare,la perfezione più grande mai osannata dalla penna di un poeta,un sentimento nato in un luogo al di là del paradiso e dell'inferno al di là del mare,più alto del cielo più forte di un tornado di una bellezza disarmante come una stella,come i suoi occhi,come il suo sorriso.
Se questo sentimento esisteva non lo sapevo,ma lo stavo provando in quel preciso istante,tra le sue braccia,dentro di lei.
Specchiandomi nei suoi occhi azzurri ritrovai me stessa,o meglio trovai me stessa per la prima volta,la me stessa che non credevo sarei mai stata.
C'era la felicità che avevo sempre sognato dietro quello sguardo di ghiaccio che mi prometteva amore eterno.
Era mia,e io ero sua con ogni molecola del mio corpo,con ogni fibra della mia anima con ogni frammento di cuore..non importava quanto tempo avremmo ancora passato insieme,un'ora o una vita intera..le sarei appartenuta per sempre come lei sarebbe stata per sempre mia.
Arrivammo al massimo piacere insieme come un'unica cosa.
Si lasciò cadere all'indietro tenendomi stretta,e io mi rinchiusi nel suo abbraccio saldo come fosse una prigione dalla quale non volevo e non potevo scappare.
"Io ho una pazienza infinita Santana"sussurrò lei ancora col fiato corto "..ma tu la stai mettendo a dura prova,io stò cercando davvero di fare il possibile ti stò dando tutto di me senza riserve,ho bisogno che tu mi dia fiducia"disse calma.
Sollevai il capo abbandonato sulla sua spalla per poterla guardare in quegli occhi ancora lucidi di passione.
"Ti amo,ti amo,ti amo.."dissi alternando ogni ti amo ad un bacio leggero "..Ti amo come mai ho amato prima un'altra anima"dissi ripetendo semplicemente le parole che lei mi aveva detto poco prima "..e se mille volte me lo chiederai,mille volte te lo dirò…mi fido di te"conclusi,prima di baciarla con tutto l'amore possibile,per un tempo che non avrei saputo quantizzare ma mai lungo abbastanza per trasmetterle tutta la sincerità del mio sentimento.
***
"Ma ti rendi conto?me e Rachel…Dio..mia madre è da internare" sbottai io incapace di trattenere le risate,mentre la mia latina ridacchiava stesa accanto a me su un lato,con il gomito puntato sul cuscino e la testa appoggiata sul palmo della mano.
"..E poi che raccomanda a me di farti conoscere ragazzi nuovi"aggiunse lei trattenendo un sorriso.
"Cavolo"dissi portandomi le mani al viso "…appena lo saprà Rachel morirà dal ridere..è talmente assurdo,che poi immagino la tua faccia..quanto avrei voluto vederla"dissi tra le risate guadagnandomi uno schiaffetto sulla pancia e un'espressione offesa da parte di Santana.
"Non osare prendermi in giro"ordinò fingendosi seria.
Il mio cellulare squillò prima che io potessi rispondere a tono.
Lo recuperai dalla tasca del pantalone della tuta che avevo indossato nuovamente,guardai lo schermo prima di sorridere.
"Adesso ci divertiamo"mormorai,la latina mi guardò senza capire.
Risposi senza dar peso alla sua espressione interrogativa.
"Hey…oh ciao Quinn" dissi sorpresa di trovare la bionda all'altro capo.
Santana mi guardò accigliata mentre ridacchiavo a telefono con la cheereos.
"Aspetta vi metto in vivavoce"dissi prima di premere il tasto sullo schermo.
"ora vi sente" le avvertii.
"Santana..davvero hai creduto che io e Britt avessimo una storia?ti prego dimmi che Quinn mi ha raccontato una cavolata altrimenti devo davvero dubitare dalla tua sanità mentale" trillò ironica la voce di Rachel mentre in sottofondo si sentiva la risata divertita di Quinn,risi anche io di gusto mentre la latina arrossiva violentemente.
"Tappati quel buco dentato,anzi quell'enorme pozzo senza fondo che hai al centro della tua faccia da gnoma Pollicina o giuro che vengo li ti tiro un pugno talmente forte da farti rientrare quella proboscide smisurata che ti ostini a chiamare naso,ti stacco le braccine a morsi e le uso per costruirti una prolunga per le gambe tozze che ti ritrovi..e tu smettila di ridere naso di plastica appena mi capiti a tiro ti sgozzo come una gallina capito?!"minacciò la latina inutilmente,tutte e tre continuavamo a ridere senza sosta.
"Vi odio…"sbottò Santana.
"Mi avete sentito? Ti odio stupida Berry e odio anche te Lucy Q."disse avvicinandosi al ricevitore
"..E odio pure te"disse poi puntandomi il dito prima di voltarsi dall'altra parte con un adorabile broncio mentre noi continuavamo a ridere divertite.
La lasciai cuocere ancora un po' nel suo brodo,ripromettendomi di far sparire quel broncio a suon di baci,appena la crisi di ridarella mi fosse passata.
