Mi precipitai ad aprire la porta,visto che il campanello suonava già da un pò,quando la aprii rimasi un po' interdetta,non aspettavo visite e di sicuro non mi aspettavo di vedere lei alla mia porta.

"Che ci fai tu qui?"domandai con poca gentilezza.

"Scusami se piombo qui all'improvviso,volevo parlarti un secondo"rispose lei accennando un sorriso "..posso entrare?"chiese gentilmente.

"No"dissi di getto lanciando uno sguardo al piano di sopra "..esco io magari"mi affrettai a dire uscendo e socchiudendo la porta alle mie spalle.

"Allora,Quinn,che ci fai qui?"chiesi dopo pochi istanti di silenzio.

"Io,volevo parlarti di San..insomma so che l'avevi invitata a stare da te per la vigilia."cominciò lei.

"Già il piano era quello,ma a quanto pare è saltato"dissi con durezza facendola sospirare.

"Britt andiamo,avete litigato per un'assurdità,San era ubriaca persa non ricorda nemmeno cosa ti ha detto e anche tu eri un po' brilla,e se vuoi il mio parere hai fin troppo esagerato .Ad ogni modo è Natale,non puoi passarci sopra?"domandò speranzosa.

La guardai come se avesse appena detto una parolaccia.
"Passarci sopra?stai scherzando spero"cominciai.

"Oh andiamo Brit,non vorrai venirmi a dire che non hai anche tu la tua parte di colpe.."fece lei interrompendomi.

Scossi pesantemente la testa.

"Non si tratta di questo Quinn,e trovo assurdo che tu non ci arrivi..proprio tu."sbottai,lei rimase un po' interdetta.

"Non ti seguo"disse.

"So tutto Quinn"dissi guardandola negli occhi
La bionda mi scrutò interrogativa.

"Del campeggio,del torrente..di quella notte"dissi girando in torno all'argomento,a quelle parole la ragazza si irrigidì di colpo ingoiando a vuoto.

"Tel'ha detto lei?"domandò seria.

Mi limitai ad annuire "..non mi ha spiegato esattamente i particolari,ma mi ha detto quello che bastava per permettermi di capire"dissi.
"..Di capire che ha molti più problemi di quanti sembrino,e che è molto più fragile di quanto voglia far credere,e trovo assurdo che dopo ciò che è accaduto le permettiate ancora di bere in quel modo" conclusi dura.
"Sono molto delusa da te Quinn"aggiunsi.

All'improvviso i suoi occhi sembrarono cambiare colore tanto erano seri ed intensi.

"Non intendo giustificarmi con te Brittany,tu non sai nulla di me..e se permetti non sai nulla di Santana"Disse dura.

"Eh no Quinn sono io che non ti permetto di dire una cosa del genere Santana è la mia ragazza"risposi a tono.

"..ciò non toglie che tu quella sera non c'eri,non sai cosa è successo prima,ne l'inferno che tutti abbiamo passato dopo,non sai cosa ho passato a vederla ridotta nello stato in cui era,e non sai quanto c'è voluto perché si riprendesse..perchè io mi ti permetto di venirmi a dire che non mi prendo abbastanza cura di lei,dopo mia figlia Santana è la persona più importante che abbia,c'è un accordo tra di noi,un accordo che lei rispetta,non beve mai quando è da sola e anche se non ci crederai la tengo sempre sotto controllo."

"Certo infatti ho visto come la controllavi,eri ridotta peggio di lei ieri,non venirmi a dire che sei in grado di starle dietro,non sai controllare nemmeno te aveva ragione di te non ci si può fidare."la rimproverai.

Non feci in tempo a finire la frase un sonoro schiaffo i colpì in pieno viso lasciandomi scioccata.

Spalancai gli occhi in quelli verdi della ragazza che,ancora con la mano a mezz'aria,mi fissava imbambolata e incredula almeno quanto me.

"Cazzo,Brittany perdonami io…non so cosa mi sia preso"si affrettò a dire.
Rimanemmo per qualche istante a guardarci scioccate.

"Mi hai dato uno schiaffo"constatai.

"Mi dispiace"disse lei mortificata

Calò nuovamente il silenzio interrotto solo dal brusio del vento gelido di Dicembre che portava con se odore di neve , legna bruciata e di Natale.

Dopo un sospiro leggero la ragazza prese la parola senza guardarmi.

"Santana è una persona particolare,tel'ho già detto in precedenza Britt"cominciò seria fissando il pavimento.

"Più la conoscerai più ti accorgerai di quanto sia vera questa mia affermazione,io cerco di starle vicino come posso,ma sono consapevole di poter fare poco per lei,ma quel poco lo faccio col cuore o almeno ci 'incidente,se cosi vogliamo chiamarlo,ha stravolto me tanto quanto lei,per me è una sorella non c'è bisogno che lo la tua preoccupazione,so che vuoi proteggerla perché la ami ed è per questo che sono venuta"parlava lentamente fissando il pavimento.

"Ha sbagliato ieri con te,era ubriaca e quando beve cosi si trasforma..non era in se fidati,lei non ti tratterebbe mai male volontariamente..può farlo con gli altri,ma non con te,ti periodo di Natale è sempre triste per lei,ognuno reagisce alla tristezza in modo diverso..e lei..beh lei ha sempre un modo tutto suo di reagire alle cose"constatò con un sorriso amaro.

"Spero davvero che passerai sopra all'accaduto,quantomeno che andrai a parlarle,sono certa che riflettendoci troverai anche tu la tua buona parte di colpe nella faccenda..ad ogni modo spero davvero che non la lascerai sola stasera..lei ha bisogno di te"a quelle parole alzò lo sguardo puntando gli occhi nei miei.

"Ha bisogno di te e non solo a Natale"concluse.

Aspettò una mia risposta che non arrivò,prese un ulteriore respiro e si convinse a continuare.

"Quanto a Rachel,che tu ci creda o no,lei è importante per me. Lo sei Rach"disse porta d'ingresso che avevo lasciato socchiusa scricchiolò aprendosi impercettibilmente,vidi l'ombra della mia amica spuntare dall'interno,mi domandai da quanto tempo fosse li,e come avesse fatto Quinn a notarla senza vederla.

"..Lascerò Finn,non mi importa se è Natale,lo farò..perchè è te che voglio,e sono stata un'idiota ad aspettare cosi tanto "disse guardando in direzione della Diva,che non fiatò.

Poi il suo sguardo tornò su di me.

"Perdonami per lo schiaffo,anche io ho un modo tutto mio di reagire alle cose,mi dispiace spero che potrai perdonarmi un Natale Natale Rachel."concluse,scendendo i gradini della veranda e avviandosi per il vialetto di casa mia a testa bassa.

"Quinn"gridò Rachel all'improvviso uscendo sulla veranda

La bionda si voltò a guardarla,per un attimo si persero l'una negli occhi dell'altra.

"Non lasciarlo oggi"implorò la diva sorprendendo sia me che la bionda.
"Solo un mostro lascerebbe il proprio ragazzo la vigilia di Natale..non voglio che diventi un mostro per colpa mia, e sono certa che Finn non lo merita"spiegò la mora.

L'espressione perplessa di Quinn mutò in un sorriso dolce,la bionda fece un cenno con la testa come per ringraziare Rach di quella concessione,poi si voltò entrando nella sua auto,e dopo un ultimo sguardo adorante rivolto alla mia amica sparì dietro l'angolo.

***

"Schifo"dissi ,facendo una smorfia d'avanti all'ennesimo film natalizio e cambiando canale.
"Schifo al quadrato"cambiai nuovamente prendendo un abbondante sorso di cioccolata calda dalla mia tazza fumante.

In quell'istante il campanello suonò e l'ultima goccia di cioccolato quasi mi andò di traverso.

Mi alzai imprecando contro chiunque fosse venuto ad interrompere la mia preziosa routine natalizia,ma le parole mi morirono in gola quando aprii la porta trovandomi di fronte Brittany avvolta nel suo cappotto blù che sfregava le mani tra loro nel tentativo di scaldarsi.

"Britt"dissi un po' sorpresa.
"Ciao San"si limitò a dire.
Mi affrettai a farle spazio e lei entrò sospirando sollevata per l'impatto col calore di casa.

"Disturbo?"domandò fin troppo formalmente.

"Non parlarmi come se fossimo due estranee,sai che non lo sopporto"sbottai io.

Lo faceva sempre,tutte le maledette volte che discutevamo per qualcosa assumeva quel fastidioso atteggiamento,si comportava come se mi avesse appena conosciuto,o mi ignorava.

"Scusa"si limitò a dire,sfilandosi il cappotto.

"Sono venuta per parlare"spiegò.

Mi strinsi nelle spalle evitando di guardarla.
"Ti ascolto"mi limitai a rispondere avanzando verso il salotto,la sentì sbuffare mentre mi seguiva.

"Potresti evitare di fare quella faccia da stronza?"domandò irritata,mentre mi lasciavo cadere sul divano.

"Hmm interessante,tu ti strusci come una spogliarellista su un tizio che non conosci davanti ai miei occhi nel bel mezzo del mio salotto…e alla fine la stronza sono "dissi sarcastica riprendendo a fare zapping tra i canali.

"Ero ubriaca Santana"si giustificò lei.

"Si bella scusa"gracchiai io.

"Tu ne hai una migliore per spiegare l'atteggiamento che hai avuto?o il modo in cui mi hai trattata?"disse lei di getto cogliendomi di sorpresa.

Mi voltai a guardarla negli occhi per la prima volta da quando era li.
Se ne stava in piedi appoggiata allo stipite della porta in attesa.

La prima cosa che mi venne da dire era che 'ero ubriaca' ma mi morsi la lingua poco prima che quell'affermazione venisse fuori.

Rimasi a guardala in silenzio indecisa su cosa dire,quando finalmente mi decisi a parlare riuscii soltanto ad aprire la bocca ma fu la bionda a precedermi.

"San non mi va di litigare,non alla vigilia di Natale,sono venuta per chiederti scusa del mio atteggiamento,ho sbagliato me ne rendo conto,ma esigo delle scuse anche da te"tagliò corto lei raggiungendomi e sedendosi al mio fianco.

"Non chiederò scusa di niente,non ricordo nemmeno cosa ti ho detto,io non ero in me,è colpa di Snixx,e io non ho intenzione di prendermi la responsabilità dei casini che quella vipera combina"sbottai capricciosa.

Brittany sbuffò alzando gli occhi al cielo "..sei davvero impossibile Santana" disse spazientita.

"Ok se vuoi sentirti dire che mi dispiace..lo dico,mi dispiace..anche se non ho idea di cosa ho detto..e se non ero in me quando l'ho detto..mi dispiace contenta?"sbottai io irritata.

"Guarda che non devi mica farmi un piacere"si infervorò lei facendomi sbuffare.

"Ma che accidenti vuoi che ti dica?..non voglio chiederti scusa e dici che sono impossibile..allora ti chiedo scusa e dice che ti faccio un piacere..spiegami tu come devo comportarmi avanti signorina non-mi-stà-mai-bene-niente" sbottai irritata.

Lei si alzò di scatto come una furia prendendo a camminare nervosamente per la stanza.

"Hai trovato il nome adatto sai?..è vero non mi stanno bene diverse cose..non mi stà bene per esempio che la mia ragazza mi spinga via trattandomi con sufficienza davanti a quegli idioti dei suoi amici,non mi stà bene il tuo atteggiamento da menefreghista,e non mi stà bene il fatto di dover assistere a te che ti scoli un drink dopo l'altro sapendo a cosa ti ha portato in passato"urlò lei gesticolando impazzita.

Si irrigidì subito dopo,e lo stesso feci io.

"S..scusa..io,non volevo"si affrettò a dire,ma sapevo che mentiva,voleva dirlo eccome,non mi stupiva,d'altra parte sapeva solo quello che le avevo raccontato e la sua immaginazione aveva lavorato da se per costruire la cornice di quel triste quadro,
e forse riflettendoci assistere a me che bevevo senza ritegno sapendo a cosa mi aveva portato in passato,non doveva essere stato piacevole per lei.

Per la prima volta dopo la sera prima,fui io a sentirmi in colpa per avercela avuta con lei fino a quel momento.

Presi un profondo respiro prima di guardarla dritto negli occhi e perdermi nell'azzurro cristallino delle sue iridi tristi.

"Vieni qui"la invitai battendo la mano sul divano.

Lei obbedì avvicinandosi lenta e sedendosi al mio fianco.
Le presi le mani sussultando nel constatare quanto fossero fredde al contatto con le mie quasi incandescenti.

"Sei calda"osservò infatti lei.

"E tu sei gelata"risposi la tirai a me stendendomi e inducendola a fare lo stesso,lei si lasciò cadere contro il mio petto,e io recuperai la coperta ai piedi del divano,si sfilò le scarpe rannicchiandosi contro di me e io coprii entrambe prima di stringerla forte sotto la stoffa calda.

"Ti va di ascoltare la storia?di ascoltarla per intero?"domandai piano.

"Solo se a te va di parlarmene"rispose lei senza guardarmi.

"Non so se mi va,ma credo che tu abbia il diritto di sapere in ogni caso"risposi sincera.

"Puoi fermarti in qualunque momento desideri"mi informò.

Sospirai cercando di raccogliere i pensieri ordinatamente,quando fui sicura,e forte del fatto di non avere i suoi occhi puntati addosso presi coraggio e parlai spedita.

"Era un periodo particolarmente strano per me,venivo fuori da un anno pesante,avevo sofferto la solitudine molto più del solito,Quinn era stata dai suoi zii per via della gravidanza per quasi tutto quel periodo,mia madre aveva beccato papà a letto con la segretaria e per un bel po' di tempo qui a casa c'era l'inferno,sono quasi sollevata del fatto che ora non ci sia nessuno,ti assicuro che è peggio quando sono a casa che quando sono via,alla fine hanno chiarito perché a nessuno dei due andava di affrontare un divorzio,non c'è motivo,tanto tra loro c'è questo tacito accordo secondo il quale ognuno può fare ciò che gli pare purchè il conto in banca rimanga in comune"sorrisi amara.

"Ad ogni modo quello fu un periodo stressante,prima di digerire il tradimento mia madre ci ha messo molto tempo e ovviamente io ero la sua valvola di sfogo preferita,credo che neanche la Sylvester sia riuscita a buttarmi addosso tutta la merda che mi ha scaraventato contro mia madre in quel periodo..non faceva altro che dirmi quanto la mia presenza fosse inutile e fastidiosa,diceva che con un padre come il mio io non potevo che essere un totale disastro,pensa che in un primo periodo ha persino cacciato mio padre di casa,e lui nella fretta di sparire non si è nemmeno ricordato di salutarmi,e non ha mai chiamato,in compenso mi ha comprato la macchina"di nuovo sorrisi amaramente,e ricordando quel periodo provai pena per me stessa.

Brittany dal canto suo se ne stava in silenzio la sua unica reazione fu la presa salda che si strinse ancora di più in torno al mio busto.

"..Anche a scuola il periodo non era dei migliori.."continuai io. "..ovviamente sfogavo li tutta la mia rabbia,non a caso mi sono guadagnata una certa fama di perfidia,me la prendevo con chiunque,per i motivi più stupidi,ho commissionato granitate in faccia a persone che avevano semplicemente avuto la sfortuna di inciamparmi davanti ai piedi o di non lasciarmi passare avanti nella fila per la mensa.
E..in quello stesso periodo,ho fatto una cosa in terribile di cui non vado particolarmente fiera."mi fermai di colpo,e per la prima volta dall'accaduto sentì calde lacrime scivolarmi sul viso.

"San,se vuoi fermarti qui va bene.."tentò premurosa Brittany sollevandosi per incontrare il mio sguardo lucido.

"No..no voglio dirtelo"protestai io tra le lacrime,lei annuì e tornò a sistemarsi contro il mio petto come la invitai a fare.

"Io ho…"presi un respiro profondo e chiusi gli occhi "..ho spinto una ragazza giù dalla piramide,e lei si è rotta un legamento,e dopo quell'incidente ha dovuto rinunciare al cherleading e alla borsa di studio a Luisville che le era stata offerta."

Brittany si irrigidì di colpo e sollevò la testa scrutandomi scioccata.

"Parli di Vanessa Bridge?"domandò incredula.
Ingoiai a vuoto incapace di guardarla negli occhi e annuì.

Sapeva chi fosse,perché la notizia aveva fatto il giro della scuola,si era detto che la ragazza era caduta accidentalmente,in effetti tutti la pensavano cosi,ma non era vero e io lo sapevo.

In quel periodo ero particolarmente spossata e questo influiva negativamente sui miei allenamenti,tanto che la Sylvester completamente delusa dalle mie performance scarse,mi aveva destituita dal ruolo di capitano,affidandolo temporaneamente a Vanessa che al contrario di me in quel periodo spiccava tra tutte per la sua bravura e concentrazione,tanto che la Sylvester le aveva parlato dell'eventuale borsa di studio per la quale l'avrebbe proposta alla fine dell'ultimo anno.
La stessa borsa di studio che ora,era mia.

Durante un allenamento stavamo provando la piramide,e a lei,come capo cheerleader,spettava il posto in cima.

Ero sotto di lei,e approfittando di un momento di distrazione della coach..lo avevo fatto,senza pensarci,spinta dall'invidia,dalla rabbia,dalla merda di persona che ero,mi ero sbilanciata proprio mentre lei si stava appoggiando a me per salire,e la ragazza come avevo previsto,era caduta rovinosamente.

Non volevo causarle un problema permanente,volevo solo,riavere il mio posto,volevo metterla fuori gioco cosi da riavere il posto da capitano prima delle nazionali,nient'altro,ma la cosa si era evoluta peggio del previsto.

Tutti bollarono l'accaduto come uno sfortunato incidente,io riebbi il mio posto e Vanessa lasciò la squadra.
Non avevo mai avuto il coraggio di chiederle scusa,ne di confessare che era stata solo colpa mia.

E fu esattamente questo che raccontai a Brittany tra le lacrime amare.
In un pianto liberatorio pieno di tutto il mio senso di colpa,una colpa straziante,un peso che mi portavo dentro e che mi schiacciava giorno dopo giorno ma che mi sembrò leggero una volta tirato fuori,si perché quel particolare non lo avevo confessato a nessuno,nemmeno a Quinn e mi affrettai a dire alla bionda a anche questo.

Brittany non disse nulla si limitò a sollevarsi dalla sua posizione e a fissare in silenzio il pavimento.

Fui grata del fatto che non mi guardasse,mai avrei sopportato la delusione nel suo sguardo,bastavo già io a disprezzare me stessa,ma leggere disprezzo nei suoi occhi,quello mi avrebbe uccisa più del senso di colpa.

"..passai una settimana di inferno,non volevo nemmeno andarci a quello stupido campeggio,ma avevamo tante cose da festeggiare,tipo il ritorno di Quinn,beh il resto lo sai già,affogai i miei dolori nell'alcol e con droghe,leggere..e anche non,e con la mente annebbiata e quel peso che mi gravava sullo stomaco,con la convinzione sempre più forte che mia madre avesse ragione a pensare che io fossi un relitto umano,e che tutti a scuola avessero ragione a darmi della strega senza cuore,mi sono buttata,credo di aver semplicemente pensato di non meritare nulla dalla vita..di non meritare la vita stessa,tanto non sarei mancata a nessuno"conclusi stringendomi nelle spalle.

"..da quel momento in poi è tutto oscuro per me,ricordo solo di essermi svegliata in un letto d'ospedale piena di tubi e aghi,c'era Quinn con me,era terrorizzata e disse che ero stata in coma per due giorni e che lei non si era mossa di li un attimo,mi raccontò che Puck,mi aveva salvata e che il resto dei ragazzi aveva dormito in corridoio per tutto il tempo della mia convalescenza,naturalmente anche i miei vennero all'ospedale,avevano fatto pace,infatti papà dopo quell'accaduto tornò a vivere lui si preoccupò che i medici mi rimettessero a nuovo,e mia madre non perse occasione di ricordarmi quanto stupida fossi stata a bere cosi tanto da distrarmi e 'scivolare' nel uscita dall'ospedale dopo una settimana,ho confessato solo a Quinn e Puck di non essere esattamente scivolata,ma ho attribuito la colpa del mio gesto insano ad un'eccessiva dose di birra e di allucinogeni,mi vergognavo troppo di dire la verità,e me ne vergogno ancora."conclusi tra le lacrime "E questo è tutto..sei autorizzata a pensare che io sia un mostro adesso,in fondo è la verità".

"Vanessa ha lasciato la scuola alla fine dell'anno"osservò lei in tono piatto.
"Lo so,ha cambiato scuola,lei ha sempre avuto il sospetto che fossi stata io,anche se non aveva prove,e io ho sempre negato,chiederle scusa adesso sarebbe come firmare la mia condanna,mi denuncerebbe,potrebbe farlo voglio dire quella caduta le ha procurato danni permanenti finirei nei guai,e forse è quello che mi una persona orribile,e tu non dovresti perdere il tuo tempo con me."constatai prima di scoppiare in un pianto disperato nascondendo il viso nelle mani.

Dopo pochi istanti le mani fredde della ballerina furono sulle mie.

"San,guardami"ordinò,ma rifiutai troppo terrorizzata all'idea di incontrare il disdegno nei suoi occhi.
"Guardami"mi intimò nuovamente,e mi costrinsi ad obbedire.
Non c'era l'ombra di giudizio nel suo sguardo,ne disprezzo,c'era solo…amore.

"Non possiamo cambiare il passato San,non possiamo fingere di essere stati qualcosa di diverso da noi stessi,non posso aiutarti a cancellarti dal cuore questo peso orribile,ma posso starti vicina mentre ti costruisci un nuovo futuro,non è mai troppo tardi per diventare una persona migliore,voglio aiutarti,ma non potrò farlo finchè tu non ti deciderai ad aiutare te stessa"

Mi guardava fissò con gli occhi pieni di lacrime più azzurri e lucidi che mai.
Potevo vedere riflessa in quegli occhi limpidi tutta la sincerità delle sue parole,tutta la speranza rinchiusa nel suo cuore buono,che forse non meritavo di amare cosi tanto,e che non avrebbe dovuto amarmi a sua volta,eppure lo faceva con una forza incredibile che non riuscivo a spiegarmi.

"Promettimi che parlerai con qualcuno dell'accaduto"mi chiese.

Rimasi per un attimo interdetta.

"Non andrò da uno psicologo se è quello che stai cercando di dirmi"risposi seria.

"Puoi parlare con la Pillsbury,la consulente della scuola,non sarebbe come andare da un vero psicologo,ma ti farebbe bene"mi incitò lei."..ti prego San pensaci almeno"mi implorò prendendomi le mani.

Ero scioccata dalla reazione della bionda,chiunque altro dopo aver sentito quel racconto sarebbe scappato via a gambe levate da me,ma lei no..era rimasta li,non mi stava giudicando,voleva solo che io aiutassi me stessa a non commettere più gli errori del passato.

"Tu sei,la persona più…straordinaria che esista al mondo lo sai?"chiesi commossa prendendole il viso tra le mani.

"Puoi diventarlo anche tu,hai un cuore buono,io lo so,perché l'ho visto,smettila di odiarti e comincia a credere di poter cambiare in meglio,e vedrai che accadrà se davvero lo desideri"disse fiduciosa.

"E..giurami..che la prossima volta che ti sentirai di odiare te stessa,ne parlerai con me,e io mi occuperò di ricordarti che non sei sola,che ci sarò sempre io per te..e che ti amo più di ogni altra cosa al mondo amo te,per tutto quello che sei nel bene e nel male"disse irrompendo in un pianto disperato tanto quanto il mio.

"Te lo giuro..te lo giuro amore"balbettai tra le lacrime prima di chiudere la distanza con un bacio salato e disperato necessario più dell'ossigeno in quel momento.

***

Più conoscevo Santana più capivo cosa intendesse Quinn quando diceva che era una persona particolare,beh sicuramente era tutto forchè ordinaria.

Il suo racconto mi aveva scosso,non potevo negarlo,ogni volta che mi parlava del suo passato,mi sembrava che mi raccontasse di un'estranea,la San che conoscevo non era certamente quella che lei mi descriveva,e non era certamente quella che amavo,non sarebbe mai più stata quella persona,lo giurai a me stessa e tacitamente anche a lei suggellando quella promessa proprio li in quel momento con quel bacio salato e doloroso.

"Adesso va a cambiarti e prendi la tua roba"dissi piano interrompendo quel contatto e asciugando le sue lacrime con i pollici.

"Britt non credo sia il caso io.."tentò di obbiettare lei,ma con due dita sulle labbra la zittii.

"Tu passerai il Natale con me che ti piaccia o no,non ti lascerò sola"

"Il Natale si passa in famiglia"disse lei tristemente.

"Il Natale si passa con le persone che ami San..tu mi ami?"domandai

"Più di ogni cosa al mondo"rispose lei prontamente.

"Allora non c'è nulla di cui discutere non trovi?"dissi sorridendo.