Feci un profondo respiro indecisa sul da farsi.
Lessi un'altra volta il messaggio di Brittany che mi avvisava che sarebbe rimasta a dormire da Rachel quella notte.
Avevamo deciso di dedicare un'intera serata alle nostre migliori amiche, era da troppo tempo che non accadeva.
Io e Quinn avevamo optato per una vecchia cara sbronza alla Quinntana ma ero cosi nervosa che già la seconda birra mi aveva chiuso lo stomaco e cosi avevamo lasciato il locale per girare a vuoto in auto senza una meta.

"San non credi che dovremmo andare a casa? Insomma se non c'è nessun altro posto in cui vuoi andare almeno guardiamo un film" aveva proposto Quinn ormai stufa di girovagare per le strade semi deserte di Lima.

Tamburellavo nervosamente con le dita sul volante.
"Domani ci sono le nazionali come fai ad essere cosi rilassata?" domandai a mezza voce.
La mia amica si strinse nelle spalle.
"Non mi preoccupo affatto, insomma abbiamo la mia Rachel e la sua voce divina e poi ci sei tu e Mercedes e Kurt inoltre Brittany e Mike balleranno. Insomma la vittoria è praticamente già nostra" disse lei con un sorriso sicuro.

Sbuffai.
Si, la vittoria era nostra, ne ero certa anche io, avevamo preparato quelle canzoni per mesi. Le nostre voci erano perfette, le musiche perfette, i testi perfetti e le coreografie ideate e realizzate da Brittany erano perfette, come lei.
Ed i suoi genitori non sarebbero venuti a vedere quanto la loro figlia sarebbe stata perfetta su quel palco.

"Dannazione" sbottai sbattendo il pugno sul volante a quel pensiero.
"Che accidenti ti prende?" domandò Quinn stranita da quel gesto.

"Scusa Lucy Q. sono un po' nervosa ultimamente" mi giustificai cercando di riprendere il controllo.
"I genitori di Britt la fanno ancora difficile vero?" domandò lei comprensiva.

"E' assolutamente incredibile! Due settimane! Ma ti rendi conto? Due settimane che non la fanno tornare a casa. L'hanno praticamente cacciata anche se sono stati cosi 'gentili' da non dirlo ad alta voce" dissi a macchinetta con la voce tremante per il nervosismo.

"Io credo sia solo necessario dargli tempo" disse la bionda.

"Lo credevo anche io Q, ma a questo punto penso che non la perdoneranno mai e questa cosa la sta uccidendo. Insomma lei cerca di non farmelo notare, finge che vada tutto bene ma io la conosco e lo vedo che non va bene e questo mi distrugge perché vorrei aiutarla ma non so come" confessai.

Quinn soppesò le mie parole annuendo tristemente.

"La notte piange" confessai.
Quinn mi guardò
"Lei crede che io dorma ma, in realtà, la sento quando si alza dal letto e si chiude in bagno a piangere. Non ho nemmeno il coraggio di consolarla, è tutta colpa mia Q. L'ho allontanata dalla sua famiglia" dissi tristemente con gli occhi intrisi di lacrime mentre accostavo al lato della strada.

"San non dire cosi, avanti non l'hai allontanata da nessuno. Voi vi amate e Britt ha fatto una scelta, una scelta molto coraggiosa. Dovresti essere fiera di lei e felice che ti ami cosi tanto da rinunciare ad una cosa preziosa come la sua famiglia. Non hai colpa" mi rassicurò Quinn attirandomi a se per stringermi caldamente.

Mi lasciai andare al suo petto liberando le lacrime che da troppo tempo minacciavano di uscire.
Tutta quella situazione stava lacerando Brittany e di riflesso anche me. Era cosi ingiusto che lei dovesse soffrire cosi tanto a causa mia.
Avrei mille volte preferito che fossero stati i miei a cacciarmi, avrei voluto caricarmi io il peso di quell'angoscia per non dover far si che lo subisse la mia Brittany.
Vederla soffrire era la peggiore delle torture.
In quel momento giurai a me stessa che mai nella vita l'avrei messa in condizioni di soffrire ancora né avrei permesso a nessuno di farla star male in quel modo.

Mi tenni stretta alla mia amica ancora un po', il tempo di calmarmi ed esaurire le lacrime che davanti alla mia Britt non potevo versare, non sarebbe stato giusto.

Quinn seppe starmi vicino come sempre nel migliore dei modi, sapeva che nulla di quello che avrebbe potuto dirmi mi avrebbe aiutata. Mi consigliò di avere pazienza e stare vicina a Brittany come meglio potevo e soprattutto di non sentirmi in colpa.
L'ultima cosa era difficile.
La più difficile di tutte.
Ma finalmente ero felice ed anche Brittany lo era, nonostante le mancasse la sua famiglia. Sapevo che era felice e non solo perché me lo ripeteva continuamente.
Potevo leggerlo nei suoi occhi che nonostante tutto era soddisfatta della sua scelta e non aveva intenzione di tornare indietro e tanto mi bastava per essere forte a mia volta ed aiutarla a portare il peso del suo dolore.

Tornammo a casa e trascorremmo la notte a guardare vecchi film horror, cosa che con Britt non potevo fare.
Passammo la maggior parte del tempo a ridere ogni volta che Schifottolo correva a nascondersi sotto il divano o tra le pieghe della coperta quando c'era una scena troppo paurosa o si vedeva troppo sangue.

"Fifottolo dovevo chiamarti" lo presi in giro regalandogli una carezza quando nascose il musetto nell'incavo del mio collo mentre lo tenevo in braccio durante una scena particolarmente inquietante.

Alla fine ci addormentammo su quello stesso divano e fu li che ci trovarono Brittany e Rachel, quando vennero a prenderci per andare a scuola la mattina dopo.

"Sono distrutta non ho chiuso occhio" confessai sorseggiando nervosamente il mio caffè.

"Ve l'avevo detto di non rimanere alzate fino a tardi a guardare filmacci" disse Rachel saccente, riscuotendo dal torpore Quinn che aveva gli occhiali da sole calati sul viso per non farsi scoprire a dormire in piedi miseramente.

Ridacchiai.
"Berry detto cosi sembra che abbiamo passato al notte a guardare dei porno" dissi.
Brittany mi lanciò un'occhiataccia.
"Cosa che assolutamente non abbiamo fatto" aggiunsi rapidamente e lei annui scettica.

La mia ballerina si muoveva facendo riscaldamento.

"Uh sono un po' nervosa" confessò Rachel agitando freneticamente le mani tra un riscaldamento vocale e l'altro.

Mi presi un istante per ammirare le curve sinuose di Brittany che si muoveva facendo stretching in un modo da censura che non faceva altro che attirare il mio sguardo sulle sue gambe toniche e scoperte, mentre Quinn si riaccasciava sulla mia spalla con gli occhiali da sole. Russando appena al mio orecchio.

Rachel continuava a blaterare di come tutti si sarebbero stupiti nell'ascoltare la sua meravigliosa performance e bla bla bla. Mentre Quinn dormiva ed io non riuscivo a staccare gli occhi da quella meraviglia che era la mia Brittany e che al momento era presa da un particolare esercizio di allungamento muscolare. Si era piegata in avanti nel tentativo di toccarsi le punte dei piedi con le mani tenendo ben tese le gambe e, davanti a me, si offriva lo spettacolo del suo sedere coperto a malapena dal vestitino pericolosamente accorciato da quella posizione.

"Dios" sibilai a denti stretti inclinandomi un po' di più sul lato nel tentativo di scorgere più di ciò che mi veniva mostrato.
Brittany tese ancora di più le gambe facilitandomi l'impresa.
"Oh, mi hermosa" soffiai inclinandomi ancora.
Il peso di Quinn completamente accasciata sulla mia spalla mi sbilanciò e caddi rovinosamente dalla sedia seguita a ruota dalla mia amica che mi crollò praticamente addosso riscuotendosi dal sonno con un urletto spaventato.

Rachel smise di parlare a Brittany si sollevò per guardarci stranita come il resto dei ragazzi del glee presenti nella sala.

"Ma che diavolo fai, Santana?" urlò Quinn mentre si lasciava aiutare da Rachel a sollevarsi.

"Yo? Tu estas loca, querìas matarme? Estùpida Fabray" la rimproverai mentre Brittany mi porgeva le mani per aiutarmi ad alzarmi.

"Che accidenti stavi facendo, eh?" mi domandò la bionda allusiva.
Ingoiai a vuoto incrociando lo sguardo di Brittany e quello di Rachel che se ne stavano in attesa.
Mi riscossi passando una mano lungo il mio vestito per aggiustarne le pieghe e misi su un'espressione altezzosa.
"Niente di niente" risposi tagliando corto.

Quinn aprì la bocca per replicare ma la voce del presentatore al microfono chiamò le Nuove Direzioni sul palco e noi ci raggruppammo intorno a Schuester che ci augurò un in bocca al lupo prima di lasciarci andare ad eseguire la nostra performance.

Mi scambiai un veloce sguardo con Quinn che mi rivolse un sorriso dopo aver sfiorato appena le labbra di Rachel approfittando del momento di confusione generale in cui nessuno guardava, poi intrecciai la mano a quella di Brittany.

"In bocca al lupo tesoro" le dissi sorridendo nervosamente.
"Anche a te ma so che non ti servirà, sarai grandiosa come sempre" rispose lei lasciandomi un bacio sulla guancia prima di entrare precedendomi.

****

Continuavo a saltellare euforica per la sala del coro mentre Sam e Puck agitavano le bottiglie di spumante facendolo schizzare dovunque.
Tutti saltavano allegri e Finn e Rachel non smettevano di litigarsi la coppa che cosi faticosamente ci eravamo conquistati.

Con il duetto di Santana e Rachel sulle note di So emotional la performance di gruppo Paradise by the dashboard lights e di Edge of Glory, le Nuove Direzioni avevano vinto le nazionali e nessuno di noi avrebbe potuto essere più felice di cosi.

Santana si lasciava abbracciare da tutti danzando con Quinn tra i coriandoli mentre Sugar continuava a baciare Rory come se volesse prosciugarlo ed io me ne stavo sulle ginocchia di Artie che ruotava su se stesso facendomi ridere e ridendo a sua volta.

Avevamo vinto ed io ero al settimo cielo.

Tornammo a casa cantando in macchina di Rachel. Quinn e Santana avevano dimenticato la stanchezza, la bionda si agitava sul sedile anteriore riempiendo di baci sul viso la mia amica che protestava tra le risate chiedendole gentilmente di lasciarla guidare.

Io e Santana cantavamo come matte con le teste fuori dai finestrini, salutando tutti i passanti e facendo strane smorfie alle macchine che si affiancavano.

Eravamo tutte un po' ubriache e non solo di felicità.
Ci eravamo accordati con gli altri ragazzi di festeggiare la sera stessa da Breadstix e stavamo tornando a casa per farci una doccia e cambiarci perché eravamo inzuppate di spumante dalla testa ai piedi e ricoperte di coriandoli.

Entrai in camera di San facendo appena in tempo a chiudere la porta. Le labbra della latina furono immediatamente sul mio collo rideva sulla mia pelle mordicchiandola di tanto in tanto e facendo sorridere anche me, euforica.

Mi aiutò a spogliarmi e lo stesso feci io con lei passando le unghie su ogni lembo di pelle che veniva lentamente scoperto.

"Abbiamo vinto" cantilenò al mio orecchio prima di mordere il lobo.
"Si" dissi io allegra sfilandole il reggiseno e trascinandola con me verso il bagno.

"Sei stata superba" disse spingendomi nella cabina doccia per inchiodarmi al muro e chiudere famelica le labbra intorno al mio capezzolo.
"Oh, tu... tu lo sei stata" soffiai col fiato corto per via dei gemiti e dei brividi che quel contatto mi provocava.

Spostai la leva del regolatore sull'acqua calda e la azionai. Una cascata di goccioline calde scivolarono sui nostri corpi mentre Santana scendeva sempre di più lungo il mio busto lasciando una scia di baci roventi. Si fermò all'altezza del mio inguine respirando sulla mia intimità e facendomi ridere, allargai di più le gambe quanto bastava perché lei potesse depositarvi un bacio profondo per poi risalire ridendo fino alle mie labbra che la attendevano bisognose di un bacio che non mi negò.

Risi di gusto sfiorando quel corpo di cioccolato fondente e soffiai divertita sul suo seno dopo aver invertito le posizioni. Con la punta delle dita scesi lungo il suo busto scivolando fino al suo centro per prendere a massaggiarlo delicatamente beandomi dei gemiti della mia ragazza che non smetteva di sorridere né di guardare i miei occhi che a loro volta la scrutavano allegri ed innamorati.

Feci scivolare un dito in lei come fosse fatta di burro ed il suo sorriso si allargò a dismisura mentre si lasciava andare ad un lungo gemito che io imitai sorpresa nel trovarla già cosi pronta per me.

Era stata incredibile su quel palco, non trovavo parole per descriverla ma lei era sempre incredibile ed io l'amavo.
Dio se l'amavo.

Un'ora, e moltissime coccole, più tardi ci ritrovammo strette e sorridenti sul suo letto giocando a morderci le labbra a vicenda ed a scambiarci piccoli baci.

Le sorrisi incapace di trattenermi e lei puntò gli occhi nei miei.
"Adoro quando sei cosi felice" confessò.
"Tutto merito tuo" risposi.
"Ah è merito della vittoria confessa" mi rimbeccò lei scettica.
Finsi di pensarci su.
"Beh si devo dire che vincere ha notevolmente lusingato la mia autostima e adesso sono un tantino su di giri" confessai divertita.
Lei mi diede un piccolo pizzico sul fianco.
"Allora lo vedi che sie bugiarda" disse a denti stretti spingendomi sul materasso accanto a lei per salire a cavalcioni sul mio bacino e cominciare a farmi il solletico.

"San, ti prego... dai basta" urlai tra le risate cercando di afferrarle le mani.
Lei si fermò dopo un po' tornando a stendersi accanto a me divertita.

Le nostre risate si spensero lentamente e ci fermammo a fissare il soffitto in silenzio con due sorrisi identici stampati sul viso.

Lei trattenne il respiro per un secondo infinito. Me ne accorsi perché la sentì irrigidirsi accanto a me.

"Ti sento la notte… quando piangi. Ti sento" confessò in un sussurro.

Ora fui io ad irrigidirmi notevolmente.
Mi voltai dal suo lato puntando il gomito sul cuscino e poggiando la testa sul palmo della mano.
Osservai il suo profilo mentre lei continuava a fissare il soffitto in attesa di una risposta che non arrivò.

"Ti... ti sei pentita della tua scelta?" chiese con un filo di voce.
"No" risposi prontamente "E trovo assurdo che tu me lo chieda" aggiunsi severa.

Lei si voltò di scatto puntando gli occhi preoccupati nei miei.
"Scusa, io... è solo che certe volte, quando ti sento piangere, io... sembra che il mio cuore stia per rompersi in mille pezzi e non posso sopportare che tu soffra tanto e allora cominciano a venirmi in testa tutti questi pensieri e..."

Le mie dita si posarono sulle sue labbra interrompendo quella raffica di parole.

"San ascolta, non posso dire che non sia difficile, insomma mentirei se non ti dicessi che una parte di me vorrebbe poter tornare a casa e trovare tutto come prima" dissi sincera mentre un nodo familiare cominciava a stringersi alla base del mio stomaco pensando ai miei genitori ad mia sorella a casa mia ed al mio gatto.

Cercai di cacciare indietro le lacrime e quietare il tremolio della mia voce prendendo un lungo e profondo respiro.

"Ma se non possono accettare ciò che sono, se non riescono a capire che tu sei l'unica felicità che desidero, allora sono io che non li voglio più vedere. Non nego che mi manchino, mi mancheranno sempre, ma ho fatto la mia scelta e non si è trattato di scegliere tra te o loro..." mi fermai prendendo un altro lungo respiro.
"Io ho scelto me. Capisci? Ho scelto ciò che è meglio per la mia vita, per la mia serenità. Loro... scegliere di fingere per loro avrebbe significato rinnegare me stessa, non solo te, ma tutto ciò che sono. E non potevo farlo" confessai.

Ci avevo riflettuto cosi tanto durante quelle lunghe nottate di pianti e pensieri, ero giunta a quella conclusione e benché ancora mi salisse un profondo magone nel ripensare alla mia famiglia, sapevo che era giusto cosi.

"Io non mi pentirò mai di aver scelto la mia felicità, né di aver scelto te. Ed in quanto a loro, posso solo aspettare e sperare che un giorno o l'altro capiscano che questa sono io e se mi amano devono accettare tutto di me".

Una singola lacrima mi rigò il volto e la punta del suo indice la catturò prontamente.

"Non piangere, piccola" sussurrò triste.
Scossi forte la testa.
Volevo essere forte, lo volevo davvero con tutta me stessa ma era cosi difficile.
Senza che potessi far nulla per impedirlo scoppiai in un pianto disperato e le braccia di Santana mi accolsero prontamente.
Mi accoccolai al suo petto nascondendo il viso nella stoffa della sua maglietta alla quale mi aggrappai stringendo i pugni.
Piansi, piansi tanto quella sera, come tutte le sere del resto, ma non ero sola a differenza degli altri giorni. Santana era con me e dopotutto dovevo ammettere che il peso del mio dolore risultava più leggero dopo essermi aperta con lei e permettendole di cullarmi tra le braccia dolcemente.

****

"Le nazionali dei campionato di chearleeding del 2012 per la categoria 14-17 vengono vinte.." la voce dello speaker rimbombava in tutto il campo mentre la nostra squadra se ne stava compatta insieme ad altre due sul palco.

Non era stata una buona idea la festa della sera prima da Breadstix. Per quanto io Brittany e Quinn ci fossimo trattenute dal bere in vista delle nazionali di chearleeding del giorno dopo, eravamo tornate a casa tardissimo ed avevamo dormito poco e male. Ora quella voce mi rimbombava nella testa come un tuono, volevo solo che stesse zitto. Anzi no, che ci proclamasse vincitori e poi stesse zitto.

"I Cheerios del William Mckinley High School" annunciò e, ancora prima che avesse terminato, Brittany e Quinn mi erano saltate addosso urlando come matte mentre il resto della squadra saltava e la Sylvester applaudiva se stessa compiaciuta.

"Questa squadra risulta campionessa ormai da quattro anni consecutivi" annunciò lo speaker alle telecamere mentre io tiravo su la coppa come consuetudine quasi in un gesto automatico.
L'uomo col microfono si avvicinò a me sorridente.
"Santana Lopez, hai portato alla vittoria la tua squadra per quattro anni consecutivi, come ti senti a..." l'uomo non riuscì a terminare la domanda perché una Sylvester particolarmente euforica gli aveva strappato di mano il microfono attirando su di se l'attenzione della telecamera.

"Ho faticato e fatico molto per la squadra e benché siano un branco di bradipi senza spina dorsale io sono riuscita anche quest'anno a tirare fuori lo spirito da guerrieri che era in letargo dentro di loro più o meno da quando le loro madri li hanno messi al mondo. Si io e io sola Sue Sylvester signori, la leggenda, il mito vivente, l'unica" disse soddisfatta indicando se stessa e strappandomi la coppa della mani per mostrarla alla telecamera prima di baciarla teatralmente "Grazie America" disse poi con tono grave accennando un sorriso che pareva più un ghigno.

Io non ci badai più di tanto, la mia attenzione era totalmente rivolta alla biondina che continuava a lasciarmi milioni di baci sul viso tenendomi le braccia intorno al collo.

"Fabray vuoi schiodarti di dosso e lasciarmi andare a festeggiare con la mia ragazza?" dissi scherzosa ricambiando però l'abbraccio di Quinn che mi fece una linguaccia giocosa.

Mi allontanai ridendo raggiungendo Brittany che abbracciava altri ragazzi della squadra.
La catturai in un abbraccio stringendola forte.

"Un'altra vittoria" disse lei euforica.
"L'ennesima, ormai ci ho fatto l'abitudine" dissi fingendomi indifferente prima di guardarla e scoppiare a ridere con lei abbracciandola felice.

"Ora manca solo il ballo e magari la promozione" disse lei ridacchiando.
Spalancai gli occhi.
Il ballo.
Cazzo me ne ero totalmente dimenticata, ci sarebbe stato il ballo da li ad una settimana ed io non avevo ancora un vestito.