Lo avevo fatto davvero, era passato un giorno intero, ventiquattro ore ed ancora non riuscivo a realizzare di essermi scoperta totalmente davanti a tutti.
Un coming out in piena regola e lo avevo fatto davvero. Proprio io, Santana Lopez.
Se qualcuno, nove mesi fa, mi avesse detto che mi sarei un giorno trovata a fare una cosa del genere lo avrei preso a calci.
Tutto era incredibile non avrei mai pensato che mi sarei sentita cosi leggera dopo.
Ogni volta che mi soffermavo a pensare al momento in cui mi sarei rivelata riuscivo ad immaginarlo solo come un momento cupo. Avevo la strana immagine di me distrutta, schiacciata dal peso della verità che inevitabilmente ero stata costretta a rivelare, credevo che non sarei riuscita a guardarmi allo specchio dopo per la paura di trovarmi cambiata.
Nessuna di queste cose era avvenuta, almeno non nel senso tragico che immaginavo.
L'immagine che quella mattina avevo visto riflessa allo specchio era ancora più vivida e bella di come me la ricordassi ed il mio cuore era tremendamente leggero. Temevo ancora il giudizio degli altri ma immaginavo che quella fosse una cosa che col tempo si sarebbe risolta da se.
Era cambiata la consapevolezza di me stessa, ecco cosa.
Mi ero svegliata quella mattina con un sorriso tutto nuovo, per la prima volta guardandomi allo specchio avevo fatto i conti con una nuova e piacevole realtà.
Non avevo più bisogno di maschere.
Niente ghigno da stronza, niente sorriso di facciata, niente di niente. Solo Santana.
Una libera, nuova, consapevole ed irrimediabilmente innamorata, Santana.
Ero felice, non sapevo definire quanto.
***
Riaprii gli occhi guardandomi intorno ancora un po' intontita. Lasciai una lieve carezza a schifottolo accoccolato accanto a me sul divano prima di prendere un profondo respiro.
Senza sapere perché sorrisi dal nulla.
Avevo sognato la scena della sera prima, vivida come lo era nei miei ricordi, talmente tanto che per un secondo pensai di averla vissuta davvero solo in sogno.
Ma no, era successo davvero.
Santana aveva mantenuto la sua promessa, aveva rivelato all'intera scuola di amarmi ed io non sarei potuta essere più felice.
Finalmente avremmo potuto viverci alla luce del sole e per quanto soffrissi nel sapere che ancora c'era l'ostacolo della mia famiglia davanti a noi, non potevo fare a meno di pensare che il peggio era passato.
Eravamo noi, io e lei.
Innamorate e felici, finalmente nessuna delle due sembrava più aver paura del giudizio degli altri.
Cosa potevo volere di più?
In quel momento pensai: niente.
Non esisteva niente che avrebbe potuto rendermi più felice e completa in quel momento.
O forse si.
****
Brittany entrò in cucina sbadigliando vistosamente.
"Buongiorno" dissi ironica guardando l'ora.
"Le sette di sera" disse lei imitandomi e spalancando gli occhi "Ma quanto ho dormito?"
"Hai fatto un pisolino bello lungo direi" risposi concentrandomi sulla ricetta che avevo davanti agli occhi.
Ero cosi felice che mi era venuta persino voglia di cucinare.
Così, finiti i compiti, mentre la mia bionda aveva deciso di fare un pisolino sul divano stretta ad uno Schifottolo decisamente assonnato, io mi ero diretta in cucina.
Per fortuna Clara aveva fatto la spesa prima di congedarsi per la sua serata libera.
Avevo deciso di preparare il guacamole, era il mio piatto preferito e Clara lo preparava abitualmente. Non avevo mai provato a farlo ma con la ricetta alla mano non sarebbe stato poi tanto difficile nemmeno per una negata in cucina come me.
"Che prepari?" chiese la bionda curiosa avvicinandosi a me e cingendomi i fianchi da dietro mentre ero intenta a tagliare l'avocado.
"Guacamole" risposi sorridendo.
"Mai mangiato" disse la bionda facendo una smorfia strana.
La osservai voltando il viso.
"Non hai mai mangiato il guacamole?" chiesi stupita.
Lei scosse la testa prima di appoggiare il mento sulla mia spalla per osservare l'operazione che stavo compiendo. Sorrisi incredula prima di tornare a concentrarmi sul piatto.
Rimanemmo in quella posizione per qualche minuto poi la punta del naso freddo della mia bionda mi solleticò il collo, lasciato scoperto dall'alta coda di cavallo che avevo fatto per comodità.
Un piccolo brivido mi attraversò la schiena e la sentii distintamente sorridere sulla mia pelle.
Le sue mani scivolarono sulla mia pancia fino al bordo della maglietta, la sollevò appena per poggiare le mani sulla pelle nuda dei miei fianchi disegnandovi pigri cerchi con gli indici.
"Fai la brava" soffiai io ancora concentrata.
Lei sorrise maliziosa prima di lasciarmi una scia di teneri baci lungo il collo.
"Britt" la richiamai io giocosa senza però sottrarmi a quel contatto.
"Che c'è?" bofonchiò lei continuando a perdersi in un'attenta degustazione del mio collo.
"Sto cucinando" le feci notare.
"Posso assaggiare?" chiese lei innocentemente al mio orecchio.
Intinsi il dito nella polpa dell'avocado avvicinandolo al suo viso, la osservai allungare il collo per chiudere le labbra intorno al mio indice. Chiuse gli occhi mentre sentivo distintamente la sua lingua scivolare leggera lungo la mia falange, emise un profondo mormorio di approvazione aprendo gli occhi per guardarmi.
"Ti piace?" le domandai ipnotizzata.
"Sa di esotico" disse semplicemente sorridendo "Proprio come la tua pelle" aggiunse poggiando le labbra sul mio collo e accarezzando con la lingua quella porzione di pelle facendomi rabbrividire appena per quel contatto.
"Britt" soffiai chiudendo gli occhi.
Lei morse appena la pelle delicata con un verso d'approvazione mentre le sue mani scivolavano verso il basso lungo il tessuto degli shorts ed il suo bacino premeva contro il mio sedere.
"Sei sexy quando cucini, lo sai? Dovresti farlo più spesso" miagolò al mio orecchio.
Sorrisi godendomi le sue carezze.
"Ti ho già detto quanto è stato eccitante ieri sera vederti dare un pugno a quel tipo?" soffiò insinuando le mani sotto la mia maglietta e risalendo il mio busto con tocco leggero.
Sorrisi.
"Credo di no" dissi facendo per girarmi ma lei me lo impedì spingendomi con decisione contro il ripiano della cucina. Ero incastrata tra il suo corpo ed il mobile e le sue dita vagavano ancora lungo la mia pelle senza che io potessi ricambiare a mia volta.
Le sue mani raggiunsero il mio seno, libero da qualsiasi costrizione, afferrandolo a coppa per stringerlo delicatamente.
Sospirai involontariamente a quel contatto abbandonando il peso all'indietro contro di lei e chiudendo gli occhi mentre mi voltavo alla ricerca delle sue labbra.
La punta della sua lingua scivolò leggera lungo il contorno della mia bocca, leccandomi appena le labbra, riuscii a sentire il sapore leggero dell'avocado mentre lei sorrideva dell'impazienza con la quale il mio bacino aveva cominciato a muoversi inducendomi a strusciare il corpo contro il suo.
Sentii distintamente le sue dita giocare con i miei capezzoli, accarezzandoli con i polpastrelli lentamente.
Rabbrividii a quel contatto sospirando più forte e socchiudendo gli occhi per incontrare i suoi che mi guardavano carichi di malizia.
"E' da ieri sera che ho voglia di te" mi confessò all'orecchio mentre le sue carezze si facevano più audaci.
"Una voglia disperata" aggiunse baciandomi la nuca un paio di volte prima di far scivolare la lingua su e giù in quel punto facendomi rabbrividire e inducendomi a mordermi forte il labbro inferiore.
Istintivamente allargai di più le gambe e lei se ne accorse perché sorrise soffiando appena sulla mia pelle attraversata ormai da una cascata di brividi.
Feci nuovamente per girarmi ma, di nuovo, lei me lo impedì con una spinta decisa del bacino.
"Ferma" ordinò con un filo di voce riducendo le distanze trai i nostri corpi per spingermi maggiormente verso il mobile, tanto che pensai di non riuscire a tenere l'equilibrio e dovetti far scattare in avanti le mani per crearmi un ulteriore punto di appoggio.
"Ferma cosi" disse sorridendo mentre una delle sue mani scivolava lungo il mio corpo per fermarsi sulla mia coscia scoperta. Delicatamente sfiorò la mia pelle fino ad arrivare all'interno coscia tirandolo appena per indurmi ad allargare di più le gambe, cosa che feci all'istante lasciandomi sfuggire un gemito provocatomi dall'altra mano che ancora giocava col mio seno nudo.
"Brittany" soffiai eccitata mentre il suo bacino prendeva a muoversi con lentezza contro il mio fondoschiena e quella mano risaliva gli shorts per sbottonarli e intrufolarvisi sotto.
Sfiorò la stoffa delle mie mutandine già umide e ridacchiò sulla pelle del mio collo.
"Come devo fare con te?" domandò ironicamente al mio orecchio "Non ho fatto niente e sei già cosi.." infilò la mano sotto il tessuto posandola sulla mia intimità e premendovi sopra "...bagnata" sospirò al mio orecchio mentre liberavo un gemito.
Cominciò a muovere lentamente la mano strofinandola contro le mie pieghe mentre io lasciavo andare la testa all'indietro sulla sua spalla, addossando su di lei il mio peso, convinta che da un momento all'altro le mie gambe potessero cedere.
"Britt" la implorai muovendomi contro la sua mano più velocemente in cerca di sollievo.
"Che c'è amore mio?" chiese con dolcezza sorridendo prima di prendere il lobo del mio orecchio tra le labbra e mordicchiarlo piano.
"Britt ti prego" soffiai.
"Ma perché tanta fretta?" domandò divertita aumentando il ritmo delle carezze.
"Voglio sentirti" confessai al limite della sopportazione.
"Sentirmi come?" domandò divertita portando avanti quel giochetto sadico un po' troppo per i miei gusti.
"Dentro di me" sussurrai mordendomi le labbra.
Senza preavviso, ma con una delicatezza senza pari, un dito scivolò dentro di me facendomi sobbalzare di sorpresa ed eccitazione.
"Così intendi?" domandò lei innocentemente.
"Dios" sibilai spingendo il bacino verso il basso incontro a quel dito paradisiaco.
"Ancora" la implorai e lei non se lo fece ripetere aggiungendo un secondo dito.
Mi lasciai andare contro di lei colta da un gemito, la bionda accolse il mio peso stringendo una mano intorno alla mia vita mentre la sua bocca scivolava lungo il mio collo lasciando una scia di soffici baci.
Le sue spinte aumentarono di intensità cosi come il mio piacere.
Voltai il viso con gli occhi socchiusi ed incontrai i suoi carichi di dolcezza, mi sorrise mentre ancora le sue dita si muovevano dentro di me, le sue labbra sfiorarono le mie in un bacio dolce ed intimo che mi fece tremare il cuore facendo aumentare il desiderio di averla.
"Ancora" la supplicai sfiorando le sue labbra con le mie e lei sorrise aggiungendo un terzo dito e raggiungendo, nuovamente, con la mano libera il mio seno per accarezzarne l'estremità delicatamente.
Cominciai a gemere nella sua bocca mentre lei aumentava l'intensità delle spinte e continuava a lasciarmi baci sensuali, leccandomi piano le labbra di tanto in tanto.
Ormai mi sentivo vicinissima all'apice, sollevai le braccia per intrecciarle dietro il suo collo, implorandola con un gemito strozzato di non fermarsi.
Lei aumentò ancora il ritmo delle spinte cominciando a ruotare le dita dentro di me leggermente.
Un'ondata di piacere mi travolse sconvolgendo i miei sensi mentre liberavo un urlo tra le sue labbra ed il calore che avevo accumulato nel ventre si liberò verso il basso energicamente. Brittany diminuì progressivamente il ritmo fino a fermarsi del tutto permettendomi di ritrovare il respiro.
Mi strinse a se prendendo a lasciarmi piccoli baci tra il collo e la spalla, cullandomi dolcemente e facendomi sorridere per la sua infinita tenerezza.
Lei fece uno o due passi indietro permettendomi cosi di liberarmi e voltarmi per poter incrociare meglio la braccio dietro il suo collo ed attirarla a me per un bacio appassionato e lento che, piano piano, diventò sempre più affamato.
Morsi con forza il suo labbro inferiore e la sentii distintamente gemere a metà tra dolore e piacere.
Non riuscii a trattenermi sentendo quel suono ed una nuova ondata di calore mi pervase.
Sciolsi la presa poggiano le braccia sui suoi fianchi e spingendola all'indietro senza smettere di baciarla famelica. Quando fui sicura del tavolo dietro di lei la invitai a sedervisi sopra facendo una leggera pressione.
La bionda obbedì sorridendo maliziosa mentre, senza riuscire a staccarmi da quelle labbra, le mie mani si insinuavano sotto la maglietta per poi trascinare la stoffa verso l'alto sfilandola del tutto.
Graffiai la pelle della sua pancia facendola rabbrividire e poi la spinsi delicatamente in un chiaro invito che lei colse subito, stendendosi sulla superficie liscia.
Mi allungai sopra di lei per leccare avidamente la pelle della sua gola e scendere lungo la valle dei seni, soffermandomi su una delle curve delicate per mordicchiarla appena facendola rabbrividire.
Le mie mani vagarono su quella scultura d'alabastro accarezzando e graffiando piano ogni centimetro di pelle, fino a raggiungere il bordo dei pantaloni della sua tuta per tirarli giù.
Mi presi qualche secondo per osservarla in tutta la sua meravigliosa bellezza.
Stesa su quel tavolo con solo la biancheria bianca a coprirla, la bocca rossa di morsi e baci e lo sguardo pieno di desiderio, pieno di me.
"Amore" mi chiamò lei implorante riscuotendomi dalla mia trance momentanea. Mi riscossi avvicinandomi mentre lei allargava maggiormente la gambe per permettermi di insinuarmi fra esse.
Baciai piano la sua pancia, mordicchiando la pelle intorno al suo ombelico lei sollevò il bacino sospirando d'impazienza.
Il suo odore cominciava già a darmi alla testa e mi leccai le labbra dopo aver succhiato con forza la pelle del suo interno coscia per dedicarmi poi a passare la punta della lingua sulla stoffa bagnata delle sue mutandine, proprio sopra il suo centro.
"Santana" gemette lei mentre la sua mano già si insinuava tra i miei capelli ed il suo bacino prendeva a muoversi contro la mia bocca.
Con due dita scostai la stoffa di lato e non riuscii a trattenermi neanche un secondo dall'affondare la lingua in lei spingendola in profondità mentre la mia bionda liberava un urlo di piacere stringendo la mano tra i miei capelli.
Mormorai d'approvazione mentre ancora spingevo la lingua dentro e fuori da lei afferrandole a coppa le natiche per spingerla ancora di più incontro alla mia bocca.
"Dio, Santana" ansimò lei in preda al piacere muovendosi contro la mia bocca alla ricerca di un maggior contatto che io non le negai.
Sentii distintamente la sua umidità crescere solleticandomi le labbra e le sue pareti stringersi.
Continuai a muovere la lingua dentro di lei rapidamente anche quando mi resi conto che si trovava nel pieno dell'orgasmo. Non mi persi neanche un istante di quel piacere che la stava travolgendo godendomi appieno il suo sapore, finché i brividi ed i gemiti non si furono quietati e la mia fame di lei non si fu saziata almeno per il momento.
Mi sollevai gattonando sul tavolo lungo il suo corpo, trovai le sue mani ad attendere il mio viso per accarezzarlo dolcemente ed attirarmi a se per un bacio necessario, intriso del suo sapore.
Mi leccò le labbra ed io sospirai un "ti amo" nella sua bocca prima che la passione ci travolgesse nuovamente costringendoci a perderci nuovamente nel disperato desiderio che avevamo l'una dell'altra.
Finalmente libere di amarci appieno, alla luce del sole.
Insieme come un'unica entità meravigliosa.
Felici, come non mai.
Come saremo state sempre da li in avanti, insieme.
