Un timido raggio di sole mi pizzicò le palpebre ancora chiuse. Dalle finestre aperte l'odore intenso di salsedine mi solleticò le narici.
Quella calda giornata di giugno prometteva bene, respirai a lungo l'aria buona senza aprire gli occhi.
Allungai una mano sul materasso accanto a me ma trovai ad attendermi solo le lenzuola fresche. Mi rigirai su me stessa affondando il viso sul cuscino vuoto.
Il profumo di Brittany mi riempì i polmoni facendomi sorridere beata. Aveva sempre quell'effetto anestetizzante su di me.
La chiamai con la voce ancora impastata, sperando fosse in bagno, ma non ebbi alcuna risposta.
Dalla spiaggia sotto il balcone sentivo le urla e le risate dei miei amici ma non riconobbi la sua voce cristallina.
Attesi ancora un po', indecisa se alzarmi o meno, e come se mi avesse letto nel pensiero, la porta si aprì per poi richiudersi. Senza sollevare il viso allungai una mano facendo segno con le dita di raggiungermi.
Aprii un occhio soltanto, scontrandomi con la perfezione del suo corpo di miele, la pelle, leggermente dorata, coperta solo da un bikini bianco latte legato ai fianchi con due nastrini e coperto da un pareo celeste appena trasparente. I capelli, ancora umidi, le scivolavano mossi sulle spalle e il viso era lievemente arrossato. I suoi occhi, come due pezzi di cielo d'Agosto, erano più azzurri che mai.
"Buongiorno dormigliona" trillò allegra regalandomi un sorriso.
"Vieni qui" bofonchiai con il viso semi nascosto nel cuscino.
"E' una giornata meravigliosa! Non ho intenzione di stare a letto a poltrire, perciò muovi quel tuo culetto sexy, infilati quel meraviglioso bikini rosso e vieni a fare il bagno con me! Il mare è una tavola e sono già tutti in spiaggia" disse portandosi le mani ai fianchi.
Mi lamentai voltandomi dall'altra parte prima di afferrare il cuscino per tirarmelo sulla testa.
"Santana" mi chiamò lei.
Non risposi, agitai i piedi capricciosamente emettendo un lamento.
Per pochi secondi ci fu silenzio poi, lentamente, sentii una leggera pressione sulla caviglia: un bacio soffice, poi un altro ed un altro ancora. Le sue labbra presero a risalire la mia gamba solleticandomi la pelle esposta, sentivo le ciocche umide dei suoi capelli scivolarmi sulla pelle durante la lenta salita.
Una cascata di brividi mi investì in pieno facendosi più intensa mano a mano che lei procedeva lungo quel percorso lastricato di dolcezza.
Ripensai in un istante al momento in cui l'avevo conosciuta, a quante cose nel giro di quasi un anno erano cambiate.
A come io ero cambiata, grazie a lei.
Mi passarono davanti agli occhi immagini di lei che mi guardava timidamente solo quando mi voltavo, a me che cercavo tutte le scuse più sciocche, compreso prendere in giro la Berry, solo per poterla guardare più da vicino.
Al suo provino nelle Cheereos, all'imbarazzo provato nel vederla ballare la prima volta, alle sensazioni che il suo sorriso mi regalava.
E la paura.
Dio la paura che avevo ogni volta che pensavo a cosa provavo quando lei mi era vicina, la gelosia nei confronti di Rory, la possessività con cui la seguivo con lo sguardo lungo i corridoi.
L'emozione nel vederla a casa mia, la sua dichiarazione che quasi mi aveva tolto il respiro.
Il suo profumo, il suo sguardo.
Il suo bacio. Il nostro primo vero bacio.
E ancora le mie immancabili paure, il suo sapere sempre come tranquillizzarmi, come quietare il tremolio continuo della mia anima tormentata da mille ansie, da mille terribili ricordi. La sua forza nel sopportare il peso del mio passato, il mio coraggio nel condividere con lei il buono ed il brutto del mio essere.
La nostra prima volta.
Il suo ti amo. Nulla al mondo mi aveva resa più felice ed ancora oggi era quello che mi dava la forza di affrontare le giornate.
Ancora la mia paura, ancora il suo sorriso a rassicurarmi.
Ed il mio ti amo. Il momento preciso in cui mi ero strappata il cuore dalla radice per consegnarlo a lei completamente come tutto il resto di me stessa.
La gioia dei piccoli gesti, la quotidianità mai scontata, la passione.
Il Natale con lei, il capodanno migliore della mia vita. Il nostro primo San Valentino.
Il suo preoccuparsi di non lasciarmi mai troppo a lungo sola con me stessa.
I litigi. Si, anche quelli ricordavo con gioia. Avevo sentito dire da qualche parte che non conosci mai veramente una persona finché non ci litighi seriamente almeno una volta. Che non puoi mai dire di essere amato ed amare davvero se prima non hai perso e sofferto.
Io l'avevo amata e persa. Ma quello che contava era che l'avevo ritrovata ed in quello stesso istante mi ero resa conto di aver scioccamente pensato che fosse andata via quando in realtà non aveva mai lasciato il mio cuore.
Soffiò appena riportandomi alla realtà.
La sentii sorridere sulla mia pelle quando sospirai colta da un brivido più intenso sentendo le sue labbra indugiare sulle fossette alla base della mia schiena.
"Cosa posso fare per convincere il mio amore ad alzarsi?" soffiò maliziosa mentre sollevava la maglietta per riempire di baci la mia schiena.
Sorrisi.
"Se fai cosi riuscirai solo a convincermi a rimanere qui e ti costringerò a restare con me" dissi beandomi delle sue attenzioni.
"Ma io voglio fare il bagno con te" disse capricciosa fermandosi per poi lasciarsi cadere accanto a me sul materasso.
Mi sollevai sulle braccia per guardarla. Aveva un broncio adorabile al quale non seppi resistere.
Mi avvicinai al suo viso reclamando un bacio che lei non mi negò.
Baciai le sue labbra ancora ed ancora ed ancora.
Sapeva di sale, la sua bocca. Oltre che di quel sapore delizioso che era solo suo. Non riuscii a trattenermi, accarezzai con la lingua il contorno di quelle labbra perfette e lei sorrise lasciandomi fare. Presi quel silenzio come un chiaro invito a continuare e non potevo chiedere di meglio.
La mia lingua scivolò leggera nella sua bocca trovando la sua ad aspettarla, la baciai lentamente riscoprendone il sapore dolce mischiato a quello salato dell'acqua di mare.
Senza accorgermene mi feci più vicina arrivando quasi a sovrastarla col mio corpo. Poggiai il mio peso su un braccio e, con la mano libera, scivolai lungo quella distesa d'alabastro accarezzandole il ventre piatto e perfetto che rispose al mio tocco rabbrividendo appena.
"Ma io volevo nuotare" disse giocosamente liberando un sospiro tra le mie labbra.
"Dopo" soffiai io prima di morderle il labbro inferiore tirandolo leggermente.
Brittany si inarcò verso di me regalandomi un gemito ed io leccai velocemente le sue labbra prima di correre a baciarle avidamente il collo e la gola.
Accarezzai le curve lisce dei suoi fianchi sciogliendo con disinvoltura il nodo che teneva legato il pareo alla sua vita.
Insinuai leggera una gamba tra le sue sfregandola contro la sua pelle accaldata. Le sue mani raggiunsero la mia schiena per poi scivolare fino al mio sedere e stringerlo appena accompagnando il mio movimento.
Sospirai sulle sue labbra accarezzando la sua pancia con più decisione soffermandomi a passare le dita sulle linee dell'inguine. Scesi con le labbra a baciarle la gola fino alle curve dei seno coperto appena dai triangolini bianchi.
"Sai di sale" osservai "Mi piace" aggiunsi.
Sospirò con più veemenza quando morsi leggermente uno dei suoi seni prima di spostare con i denti la stoffa per soffiare sul bottoncino più scuro facendola tremare.
Cominciai a baciare quella pelle più scura tutto intorno torturandola appena.
"Smettila di fare cosi" mi intimò minacciosa ringhiando ed inarcandosi verso di me. Sorrisi divertita facendo scivolare la punta della lingua tutta intorno senza mai soddisfare appieno il suo bisogno.
"Santana" mi rimproverò.
Con rapidità passai la lingua sul suo capezzolo, solleticandolo. Lei si morse il labbro sospirando di più ed attirandomi a se cominciando a muoversi su e giù scivolando sul lenzuolo sotto di me. Premetti col ginocchio tra le sue gambe e lei le strinse tra loro per intrappolarmi in quella posizione cominciando a spingere senza ritegno il bacino contro la mia gamba.
"Mi vuoi?" domandai maliziosa rendendomi conto piacevolmente di quanto rapidamente stesse aumentando il suo desiderio.
"Non vuoi andare a nuotare adesso?" la presi in giro.
"Falla finita" ringhiò. Ed io risi allontanando il ginocchio dal suo centro.
"Sei perfida" disse in un gemito strozzato.
Presi a lasciarle piccoli baci lungo il busto leccando di tanto in tanto la sua pelle e compiacendomi dei suoi muscoli che guizzavano prontamente in risposta ad ogni mio movimento.
Le sue mani afferrarono con forza i miei slip impedendomi di scivolare più in basso.
"Se continui a tirarle cosi le strapperai" le feci notare tornando all'altezza della sua bocca per lasciarle un bacio decisamente poco casto che infiammò il mio basso ventre.
"Toglile" ordinò.
Ridacchiai sfuggendo ad un suo bacio.
"No" soffiai sulle sue labbra.
Lei ringhiò contrariata e, con una mossa che non mi aspettavo, capovolse la situazione. Mi ritrovai schiacciata sul materasso con lei che mi sovrastava.
"Cattiva, cattiva bambina" disse seria prima di sfilarmi le mutandine velocemente.
Rimasi immobile con un sorriso malizioso dipinto in viso mentre lei mi osservava avidamente mordendosi il labbro inferiore. Passò un dito lungo la mia apertura, giocando col mio centro con quella falange e facendomi gemere in balia di quel singolo dito paradisiaco.
Tremai appena inarcandomi verso di lei in una muta richiesta di avere di più ma lei sorrise negandomi quel contatto, rimanendo semplicemente a guardarmi contorcermi tra le lenzuola mentre accarezzava le mie pieghe umide con lentezza esasperante.
Istintivamente raggiunsi la sua mano con la mia accarezzando me stessa con veemenza sotto il suo sguardo curioso.
Mi aspettavo una reazione che non arrivò.
Ritirò il dito appoggiando le mani sulle mie ginocchia piegate e rimanendo ad osservarmi, attenta ad ogni mia mossa.
Forse si aspettava che mi fermassi ma decisi invece di dare una lezione a quella piccola sfrontatella e presi ad accarezzarmi con più foga chiudendo gli occhi per sussurrare tra i gemiti il suo nome.
I suoi occhi si spalancarono diventando di un blu acceso quasi elettrico.
Con un gesto sincronizzato sciolse entrambe i nastri che le tenevano il costume legato ai fianchi. Il pezzo di stoffa scivolò via lasciandola nuda nella sua perfezione.
Si allungò per baciarmi le labbra richiamando la mia attenzione, la guardai con gli occhi lucidi di desiderio.
"Non fermarti" miagolò poi si voltò salendo cavalcioni su di me.
Scivolò all'indietro e mi ritrovai davanti agli occhi la sua femminilità fremente, bisognosa come non mai delle mie attenzioni. Non riuscii a trattenermi dal passare leggera la lingua tra le sue pieghe e lei inarcò all'indietro la testa lasciandosi sfuggire un gemito poi le sue labbra presero a baciarle la mia mano che ancora era impegnata ad accarezzare il mio stesso centro, fino a raggiungere le dita umide per passarvi sopra le labbra avidamente prima di succhiarle appena. Allontanai la mano dalla sua bocca per poggiarla insieme all'altra sui suoi fianchi tirandola di più verso di me per poter affondare la lingua in quel lago bollente tutto mio.
Lei sospirò il mio nome, poi scese per lasciare teneri baci tutto intorno al mio centro. Allargai di più le gambe mentre sentivo i suoi capelli solleticarmi l'interno coscia e soffocai un gemito direttamente tra le sue pieghe senza smettere di passarvi la lingua avidamente.
Sentii le sue dita scivolare leggere lungo la mia apertura per accarezzarne i bordi prima che le sue labbra si chiudessero intorno alla mia pelle sensibile tirandola appena.
Avrei voluto pregarla di non torturarmi cosi ma non potevo interrompere la meraviglia di quel contatto paradisiaco. Il suo sapore era sconvolgente. La attirai ancora di più a me per goderne appieno, come se non ne avessi mai abbastanza. Con decisione spinsi più a fondo la lingua dentro di lei muovendola freneticamente mentre Brittany soffocava gemiti sempre più acuti tra le mie pieghe, spingendo sempre più il viso contro il mio centro e respirandovi sopra regalandomi un milione di brividi di piacere.
Poi le sue labbra si chiusero sul mio clitoride succhiandolo avidamente mentre con due dita, senza alcun preavviso, scivolava dentro di me come fossi fatta di burro.
Non riuscii a trattenere un urlo, interrompendo per un istante il contatto per stringere la sua pelle affondandovi le unghie come per cercare un appiglio. Per paura che il troppo piacere potesse trascinarmi via da lei.
"Dio, Brittany" gemetti mentre lei continuava a spingere le dita dentro di me con un ritmo serrato ed a succhiare il mio centro con veemenza emettendo di tanto in tanto un mormorio compiaciuto.
Mi presi solo pochi istanti per riprendere fiato, sopraffatta da tutte quelle sensazioni, prima di chiudere le labbra sulla sua apertura succhiando avidamente il suo sapore prima di far scivolare nuovamente in lei la lingua.
Fui la prima a raggiungere l'orgasmo, troppo debole per resistere ad un terzo dito che Brittany aveva prontamente aggiunto mandandomi letteralmente fuori di testa.
Urlai il mio piacere proprio sul suo centro prima di riprendere a leccarlo avidamente.
Lei si sollevò riprendendo fiato. Ma durò poco.
Raggiunse l'apice senza preavviso e la forza disarmante del piacere che provò la riportò inevitabilmente ad accasciarsi su di me.
Sfregò il viso sulla mia coscia riprendendo fiato prima di sollevarsi.
Si alzò dal materasso barcollando appena ma con uno scatto felino mi sollevai sulle ginocchia per riafferrarla tirandola nuovamente con me sul letto.
Allargai le gambe e lei finì seduta tra esse.
Affondai con avidità i denti nell'incavo tra il collo e la spalla facendola sospirare.
"Ancora" ringhiai allungando una mano fino a raggiungere le sue pieghe.
Lei appoggiò le mani sulle mie cosce affondando le unghie nella mia pelle mentre con due dita entravo in lei con decisione.
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"Santana" sospirai incapace di respirare mentre la sentivo strusciare la sua intimità nuda contro la mia schiena al ritmo serrato imposto dalle sue dita dentro di me.
Quello che successe dopo fu incredibile.
Tutto il mio destino sembrava legato al movimento di quelle dita dentro di me. Il piacere ci travolse entrambe come un'onda ed io cercai le sue labbra per baciarle con passione mentre raggiungevamo insieme l'apice, liberando la tensione accumulata in una risata che ci coinvolse entrambe mentre ci stendevamo abbracciate su quelle lenzuola che sapevano di noi.
"E' questo che mi aspetta per tutto il resto della mia vita?" domandò lei con un sorriso beato stampato in faccia.
"Se resterai con me si" risposi baciandole il mento e le guance.
"Hmmm beh il prezzo da pagare è bello alto, non so se mi conviene" disse giocosa fingendo di pensarci su.
"Brutta spudorata" dissi indignata dandole uno schiaffetto sulla pancia che la fece ridacchiare.
"Oh la mia piccola paperotta permalosa" mi prese in giro sfregando la punta del naso sul mio viso mentre mettevo su il mio broncio.
"Si, si, fai cosi tu, continua pure a prenderti gioco di me,! Vedrai come ti metterò in riga" le dissi minacciosa.
"Che paura" scherzò lei.
Passò le labbra sulle mie in un chiaro invito che non rifiutai, baciandola con passione.
"Sarà sempre cosi vero?" domandai diventando all'improvviso seria.
"Che intendi?" domandò accigliata.
"Saremo sempre cosi felici come adesso, giusto?" le chiesi preoccupata.
Lei si prese un attimo per pensarci.
"Temo di no, amore mio" disse alla fine facendosi seria "Vorrei poterti promettere che lo saremo ma lo sai meglio di me quanto è strana la vita" disse.
Mi rattristai appena rendendomi conto di quanto le sue parole fossero vere.
"Hey" richiamò la mia attenzione sollevandomi il mento per incrociare i miei occhi "Non posso prometterti che vivremo sempre in una favola ma posso giurarti che ci sarò, questo si" disse sicura.
"Io sarò sempre qui per te e mi impegnerò con tutta me stessa perché le cose funzionino. Perché tu sia felice come adesso" disse prima di lasciarmi un bacio lieve.
"Ed io farò lo stesso" dissi solennemente.
"Certo che lo farai! Altrimenti subirai la mia ira funesta" disse lei giocosa.
"Ora sono io ad avere paura" dissi fintamente spaventata prima di scoppiare in una risata che la contagiò.
Quanto era bella?
Quanto mi aveva cambiata averla nella mia vita?
Se mi soffermavo a pensarci, tante, troppe cose erano cambiate. Mi sembrava adesso cosi distante il periodo in cui la bramavo tra i corridoi della scuola. Mi sembrava cosi irraggiungibile allora ed io mi sentivo tremendamente piccola al confronto con tutto ciò che lei rappresentava per me.
L'avevo amata e persa, per poi ritrovarla nuovamente.
Di me aveva avuto tutto: il meglio e il peggio che potevo essere lo avevo regalato a lei. Perché potesse conoscere di me ogni sfaccettatura, anche la più piccola. E lei mi aveva conosciuta, scavando dentro di me più di quanto io avessi mai fatto con me stessa.
Si era data a me anima e corpo ed io avevo fatto altrettanto.
Era valsa la pena lottare, soffrire e viverlo quell'amore cosi tormentato e perfetto. Lo sapevo con certezza.
Non mi sarei mai pentita, nemmeno in un milione di anni, nemmeno se un giorno l'avessi persa per forza di cose. Non mi sarei mai pentita di averla amata con tutto il mio essere.
"Non ti lascerò mai" disse seria affondando il viso tra i miei capelli.
"Nemmeno se un giorno sarai tu a lasciare me" dicemmo in coro riprendendo quella vecchia promessa che tempo prima io stessa le avevo fatto e che avremo mantenuto. Per il resto della nostra vita.
