Allungai una mano sul lenzuolo caldo socchiudendo gli occhi e mordendomi forte il labbro per soffocare un gemito. Il lenzuolo mi copriva fino al seno nudo mentre fuori un timido raggio di sole bussava ai vetri delle finestre quasi interamente oscurate dalle tende.
Le sue dita mi accarezzarono la pancia come seta e mi inarcai di più contro di lei sentendo il suo respiro caldo tra le mie pieghe.
Per tutta risposta la sua lingua si insinuò più a fondo dentro di me mozzandomi il fiato.
Portai una mano tra i suoi capelli biondi sparsi lungo il mio busto, accarezzandoli dolcemente.
La sentii distintamente sorridere mentre strofinava il viso contro il mio interno coscia prima di depositarvi un bacio dolce per poi tornare ad occuparsi del mio centro con devozione e lentezza.
Fece scorrere la punta della lingua lungo la mia apertura, su e giù un paio di volte prima di regalarmi un bacio profondo catturando tra le labbra tutta la mia intimità e succhiando forte costringendomi a gemere più rumorosamente. Le sue dita sfiorarono leggere il mio centro giocandoci delicatamente ed una cascata di brividi mi invase mentre la sua lingua spingeva più a fondo dentro di me.
Sorrisi lasciandomi andare alle sue attenzioni.
Mi ero svegliata quella mattina, molto presto, sorpresa da una scia di baci caldi lungo la spina dorsale, dal fruscio delle lenzuola e dal solletico procuratomi dai suoi capelli che mi sfioravano la pelle nuda.
Potevo desiderare un risveglio più dolce?
Decisamente no. Brittany era tutto ciò di cui avevo bisogno per iniziare magnificamente le mie giornate.
Inclinai all'indietro la testa colta da un gemito più acuto che tentai invano di soffocare.
In quel preciso istante la sveglia sul mio comodino suonò, allungai una mano per spegnerla prontamente e sentii Brittany muoversi appena sotto il lenzuolo.
"Ti prego non fermarti adesso" la implorai tra i denti.
E lei, fortunatamente, riprese da dove aveva interrotto. Un suo dito si insinuò dentro di me sostituendo sapientemente la sua lingua mentre le labbra tornavano a chiudersi sul mio clitoride. Aumentò il ritmo sino a regalarmi il piacere tanto desiderato per poi risalire il mio corpo a suon di baci.
Il suo viso angelico spuntò da sotto le lenzuola incorniciato dai capelli arruffati, mi sorrise lasciandomi un bacio a fior di labbra, baciò con dolcezza entrambi i miei seni regalandomi un ulteriore brivido caldo, prima di lasciarsi cadere al mio fianco respirando piano e stiracchiandosi.
"Buongiorno" le sussurrai poggiando la testa sul braccio mentre la osservavo compiere quell'operazione tenera.
"Buongiorno" mi rispose accennando un sorriso che ricambiai.
Cercai la sua mano ed intrecciai le dita con le sue, iniziando a giocarci pigramente.
"Hai molte cose da fare oggi?" domandò spostandomi una ciocca di capelli dal viso con la mano libera.
"Solite lezioni poi, forse, mi fermo a studiare in biblioteca" affermai pensierosa.
Mi guardò un po' contrariata.
"Ma torno per cena" mi affrettai a dire e lei si rilassò.
"Tu cosa farai?" chiesi.
"Ho lezione fino alle sei di stasera poi, forse, passo un oretta in palestra... e poi torno dal mio amore" disse rotolando nella mia direzione per finire dritta tra le mie braccia che l'attendevano spalancate.
Mormorai affondando il viso nell'incavo del suo collo.
"Non voglio alzarmi" mi lamentai.
"Vuoi restare qui?" domandò giocosa.
"Si, voglio restare qui a letto con te tutto il giorno" dissi capricciosa.
"E come facciamo con la scuola e l'università?" incalzò lei sorridendo.
"Non mi importa, voglio solo stare qui! Fa freddo fuori qui invece si sta bene" dissi accarezzando la sua spalla con le labbra.
"Ah quindi è questo che ti tenta? Il calduccio delle lenzuola" disse fingendosi indignata.
"Non solo quello" risposi prontamente facendo scivolare una mano lungo il suo fianco fino a portarla sulla sua pancia e poi giù tra le sue gambe, strappandole un piccolo sospiro.
Lei chiuse gli occhi strusciando il viso sul cuscino mentre con le dita accarezzavo ogni centimetro della sua intimità.
D'istinto allargò di più le gambe ed io sorrisi sulla sua pelle aumentando l'intensità delle carezze seguendo comunque un ritmo lento e delicato che fece scaturire in lei una serie di piccoli brividi e sospiri appena udibili.
Adoravo guardarla in questi momenti, era la cosa più sexy e dolce del mondo, mentre si lasciava andare all'intensità del piacere che io le regalavo.
Mi morsi forte il labbro soffocando un sospiro eccitato mentre, con urgenza, le mie dita si facevano spazio in lei. Inclinò all'indietro la testa senza respiro e spalancò gli occhi nei miei sorridendomi.
Sorrisi a mia volta e la baciai dolcemente.
Mi mossi decisa dentro di lei e l'orgasmo la travolse.
La baciai ancora e lei rispose al bacio con dolcezza.
Restammo ancora un po' a coccolarci finché le voci di Quinn e Rachel dalla cucina ci riportarono alla realtà.
Le lasciai qualche bacio sul viso e tra i capelli prima di prendere il coraggio necessario per alzarmi dal letto a malincuore
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Santana si precipitò fuori dalla stanza infilandosi il cappotto. Presi un altro sorso del mio caffelatte osservando Rachel e Quinn intente a scambiarsi un lungo bacio, l'ennesimo di quella mattina.
"Che saluto lungo" commentai.
Rachel mi fece una linguaccia uscendo velocemente, Quinn mi sorrise poi la sue espressione si fece seria guardando Santana che correva indaffarata per la stanza recuperando le sue cose sparse qua e la.
"Siamo in ritardo" annunciò "Anche oggi" aggiunse severa.
"Lo so, lo so... sono pronta" disse la mora alzando le mani in segno di scusa.
"Alla buon ora" commentò l'altra prendendo le chiavi di casa.
Santana le scoccò un'occhiataccia prima di avvicinarsi a me e abbassarsi intrecciando le dita tra i miei capelli per un bacio che non le negai.
Sorridemmo entrambe prolungando quel contatto con tanti piccoli baci seguiti da uno più intenso, portò l'altra mano sul mio viso attirandomi di più a se ed in quel momento Quinn roteò gli occhi al cielo, afferrandola per la manica.
"Ok basta atti osceni, vi prego, e mollala Santana! Sembri una medusa, staccati!" disse scocciata trascinandosi via Santana che non staccò lo sguardo dal mio finché la bionda non la spinse fuori dalla porta, lanciandomi un veloce saluto.
Sospirai con un sorriso finendo la mia colazione e recuperai la borsa. Riempii la ciotola di Schifottolo prima di uscire a mia volta.
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Camminavamo a passo svelto per le strade di New York, prendemmo al volo un caffè al chiosco sotto casa e ci incamminammo verso la fermata della metropolitana più vicina.
"Avete deciso alla fine cosa farete per il vostro anniversario?" mi domandò la mia amica distrattamente.
La guardai un po' scoraggiata.
Già il nostro primo anniversario che cadeva, sfortunatamente, lo stesso giorno del mio primo esame all'università. Era un preesame in realtà ma, essendo propedeutico per la prova finale, non potevo saltarlo. E questo voleva dire cancellare la giornata intera che avevo previsto di passare con la mia ragazza.
"Pensavo di prenotare in un posto carino per cena, vorrei farmi perdonare della giornata saltata, ma non ho ancora deciso dove! E, sinceramente, non ho nemmeno la più pallida idea di cosa regalarle" dissi sconfitta.
"Si, beh una soluzione dovrai trovarla" mi rimbeccò lei.
"Lo so barbie, mi inventerò qualcosa" risposi seccata.
"Scusami tanto! Volevo solo fare conversazione" rispose lei un po' offesa.
"Scusa, è che questa storia mi da un nervoso. Volevo regalare a Britt una giornata perfetta e invece niente" dissi sconfitta
"Tesoro, lo sai che a Britt non importano queste cose! E' il vostro anniversario e sono convinta che a lei basti già il fatto che tu abbia resistito un anno senza dartela a gambe" disse la bionda dandomi una pacca sulla spalla "E, fra parentesi, lei ha resistito senza mandarti a quel paese. La stimo" aggiunse guadagnandosi una gomitata.
Ridemmo insieme e finalmente raggiungemmo la metro affrettandoci a salire.
La giornata finalmente volgeva al termine. Le lezioni erano state estenuanti quella mattina, avevo pranzato al volo ed ero talmente sfatta da non essere riuscita nemmeno a passare in palestra.
Rientrai a casa ed un profumo buono mi accolse insieme alla voce melodiosa di Rachel che pasticciava in cucina come al solito.
"Ciao meraviglia" disse allegra appena feci il mio ingresso in cucina.
Guardai il mio riflesso nella superficie d'acciaio del frigo.
"Meraviglia?" borbottai tra me e me.
Lei sorrise di più facendo un paio di giravolte mentre adagiava il vassoio pieno sul tavolo e lasciava una carezza al cane seduto in attesa di ottenere un assaggio.
La guardai aggrottando le sopracciglia.
"Rachel, sei ubriaca? Di nuovo?" dissi severa ma lei mi sorrise.
"Oggi è stata una giornata meravigliosa! Mi hanno riempito di complimenti, tutto è andato alla perfezione, sono felicissima!" disse lei in risposta.
"Io invece sono distrutta" annunciai "Ma sono felice per te" aggiunsi lasciandole un bacio.
"Vado a fare una doccia" dissi osservando avidamente la cena che aveva preparato al mia amica.
Rachel ricominciò a cantare appena fui uscita dalla cucina. In quel momento incrociai Santana, appena rientrata.
La accolsi con un sorriso ampio e mi sembrò di aver trattenuto il respiro tutto il giorno e di riprendere fiato solo in quel momento.
"Ciao paperotta" disse allegra venendomi incontro per tirarmi a se e far scontrare le nostre labbra.
"Ciao" biascicai nel bacio.
Quinn rientrò dietro di lei, chiudendo la porta, tese l'orecchio ascoltando Rachel canticchiare dalla cucina.
"E' ubriaca? Di nuovo?" disse Santana sprezzante.
Quinn le scoccò un'occhiataccia ed io sorrisi "Ha solo passato una bella giornata" dissi.
La bionda si affrettò a raggiungere la sua ragazza, Santana cercò di fare lo stesso mettendo su il suo solito ghigno che preannunciava di voler rovinare la bella giornata della moretta con un po' di insulti alla Lopez. La fermai tirandola per la manica del cappotto.
"Stavo giusto andando a fare una doccia, ti unisci a me?" proposi maliziosa.
Lei non si preoccupò nemmeno di fingere di pensarci su. In un attimo il suo cappotto fu scaraventato sul divano ed, intrecciando una mano nella mia prese a trascinarmi verso il bagno.
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Aiutai Britt ad asciugarsi i capelli e li raccolsi in una coda di cavallo prima di lasciarle un bacio soffice sul naso.
Quando arrivammo in cucina la tavola era pronta ed imbandita con un sacco di pietanze dall'aria squisita.
"Con cosa ci avvelenerai stasera, Berry?" domandai sprezzante.
Rachel mi sorrise, per nulla intaccata dal mio tono acido, si rigirò nell'abbraccio di Quinn che continuava a lasciarle baci teneri tra i capelli mentre la diva mi elencava uno per uno i contenuti dei piatti che aveva preparato con dedizione per noi.
"Sembra tutto buonissimo, Rach" commentò Brittany sorridendo allegra.
"Certo, ripetilo al dottore quando ti farà la lavanda gastrica per ripulirti da questa poltiglia" dissi giocando con la purea di patate.
Nemmeno quella battuta sembrò intaccare il buon umore di Rachel che continuava ad imboccare Quinn, dando vita ad una scena a dir poco vomitevole che per poco non mi fece perdere l'appetito.
"Bene" dissi con un sospiro posando i piatti nel lavandino appena la cena fu terminata.
"Domattina pulisco io" annunciai sbadigliando distrutta prima di trascinarmi verso la camera da letto con l'unico desiderio di abbandonarmi sul cuscino morbido.
Mi lasciai cadere sul materasso rilassandomi completamente.
Sorrisi ad occhi chiusi quando sentii un peso leggero sul fondoschiena e le mani di Brittany che percorrevano le mie spalle massaggiandole delicatamente.
Mormorai d'approvazione.
"La parte della giornata che preferisco" dissi tra me.
Lei sorrise calandosi a lasciarmi un bacio alla base della nuca, affondò il viso nei miei capelli e vi strofinò il naso.
"E' bello quando abbiamo questi momenti nostri, incredibile che sia passato solo un anno! Mi sembra di stare con te da una vita" disse lei risollevandosi e riprendendo il massaggio.
Mi voltai e lei si sollevò appena per permettermi di girarmi completamente e poi si riaccomodò sulla mia pancia guardandomi perplessa.
"Lo dici come se ti scocciasse" dissi aggrottando le sopracciglia.
Lei sbuffò prima di sorridermi.
"Ma perché ogni volta che parlo devi travisare sempre?" domandò a metà tra il rimprovero ed il divertito.
Misi su un broncio e distolsi lo sguardo.
Lei per tutta risposta si stese completamente su di me, intrecciando le gambe tra le mie e portando il viso a pochi centimetri dal mio.
"Possibile che dopo un anno ancora non ti è entrato in quella zucca vuota che sei l'inizio e la fine di tutto per me? Ancora devo stare qui a rassicurarti?" domandò.
"Sempre" risposi cercando di trattenere un sorriso.
Lei mi guardò e mi sembrò di poter affogare in quegli occhi cosi azzurri e profondi.
Mi lasciò un bacio a fior di labbra.
"Non pretenderai mica che io stia sempre a dirti che ti amo" fece lei guardandomi accigliata.
"Perché no? Non sarebbe male" risposi fingendo di pensarci su.
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Ridacchiai divertita. Era incredibile.
Un anno intero eppure San sembrava ancora la bimba delle favole spaurita di un tempo. Sempre preoccupata che tutto potesse da un giorno all'altro finire.
La trovavo di una tenerezza infinita, anche se non lo davo a vedere.
Poggiai le labbra sulle sue, accarezzandole dolcemente.
"Ti amo" sussurrai.
"Non vale dirlo solo perché te l'ho chiesto" fece lei scocciata.
Roteai gli occhi al cielo.
"Allora dillo che vuoi solo farmi arrabbiare" dissi giocosa iniziando a farle il solletico.
Cominciò a girarsi e rigirarsi su se stessa ridendo come una bambina e facendomi ridere a mia volta divertita.
Mi fermai sentendola implorare pietà e mi lasciai cadere accanto a lei stremata e senza fiato per le troppe risate.
Ci guardammo intensamente, con ancora l'ombra dei nostri sorrisi dipinti sul volto.
Lei si fece seria in un attimo scrutando i miei occhi con i suoi, neri e penetranti.
"E' stato l'anno più bello della mia vita" disse piano.
"Ed era solo il primo" risposi allegra donandole un altro lungo bacio
