Maledetto ascensore rotto.
Salii le rampe di scale trascinandomi praticamente dietro i piedi, completamente distrutti dalla lezione di danza classica.
Non avrei mai pensato di dirlo, ma ringraziavo il cielo che fossero cominciate le vacanze natalizie, dovevo staccare un po' dalla scuola e dalle lezioni massacranti perché cominciavo davvero a non poterne più. La danza era il mio più grande amore, dopo Santana, ma mai avrei pensato di desiderare così ardentemente una pausa.

Come l'anno precedente, anche quell'anno, i genitori di Santana sarebbero partiti e la latina avrebbe passato le vacanze da me. Ripensai divertita alla sua espressione stralunata l'anno prima mentre cercava di cavarsela in mezzo ai miei parenti un po' troppo invadenti ed espansivi per i suoi gusti, mi divertì il pensiero di come li avrebbe affrontati quest'anno.
E un po' mi spaventai pensando a mio padre, ma cercai di non pensarci almeno per il momento.

Entrai in casa con l'unico desiderio di buttarmi a letto.

"Quelle rosse in alto e quelle dorate in basso Berry ma che problemi hai? Sei diventata anche daltonica?" sbraitò Santana sfilando con poca gentilezza una pallina dalle mani di Rachel.
"Io continuo a credere che dovremmo alternarle, non ha senso questa disposizione su due piani" si lamento la più bassa.
Santana alzò gli occhi al cielo sbuffando.

"Hey" dissi annunciando la mia presenza.
Improvvisamente lo sguardo di San mutò ed il suo broncio si tramutò in uno splendido sorriso.
"Hey baby" mi salutò, venendomi incontro per darmi un bacio veloce che ricambiai.

"Che combinate?" domandai osservando il piccolo abete posto al centro del salotto.
"Hanno comprato un albero di Natale" disse Quinn spuntando dalla cucina con un vassoio e delle tazze fumanti "Cioccolata, Britt?" disse poi indicando queste ultime.
Mi limitai ad annuire con un sorriso.

"Ma perché avrete preso un albero? Dopodomani torniamo a Lima per le feste" dissi stranita.
"E' quello che ho detto anch'io" fece Quinn spazientita.
"Oh ma andiamo è per calarci nello spirito Natalizio" fece Rachel sorridente.
"Ma se sei ebrea" risposi di getto, poi il mio sguardo passò a Santana.
"E tu odi il Natale" aggiunsi.

"Ma tu no! Volevo portare un po' di Natale anche qui, per te" rispose la latina amorevolmente "E poi io non odio il Natale, l'anno scorso per esempio l'ho adorato" aggiunse facendomi sorridere intenerita.

"E comunque la sorpresa volevamo farla sia a te che a Quinn" rispose indispettita Rachel.
"Ho avuto io l'idea! Tu ti sei solo aggregata, Frodo" gracchiò Santana.
"Ah si? E chi ha comprato le palline?" fece l'altra.
"Sai dove te le ficco le tue stupide palline Puffetta…" si innervosì la latina.

"Ok, time out" le interruppe Quinn "Potreste smettere di battibeccare almeno a Natale? E' una sorpresa da parte di entrambe ed io e Britt la adoriamo" disse lanciandomi uno sguardo eloquente.
Io annuii con vigore.
"Assolutamente" dissi entusiasta.
Quinn sorrise.
"Quindi basta con le discussioni ché la cioccolata si fredda" fece autoritaria porgendo una tazza alla sua ragazza che la accettò lasciandole un bacio a fior di labbra.

Lasciai cadere il borsone all'entrata sfilandomi il cappotto, cappello e guanti prima di prendere posto accanto a Santana sul divano. Mi sfilai le scarpe poggiando le gambe sulle sue e presi la tazza di cioccolata che Quinn mi porgeva inspirandone l'odore invitante.

"Il tuo tè, asociale" disse Quinn porgendo la tazza a Santana.
Ancora non ero riuscita a farle amare il cioccolato.

Sorseggiammo il contenuto delle nostre tazze raccontandoci delle nostre giornate.
Rachel aveva messo su con la sua classe una specie di medley natalizio in onore delle feste ed insistette così tanto per farci sentire una canzone che dovemmo dirle per forza di sì per, citando testualmente Santana, evitare che ci facesse sanguinare i timpani con le sue suppliche insistenti.

Rachel si alzò in piedi inserendo un cd con delle basi natalizie nello stereo e cominciò il suo piccolo concerto.
White Christmas fu la prima, seguita da Let is snow in duetto improvvisato con Quinn.
Finché Santana non si alzò in piedi.

Sapevo che moriva dalla voglia di cantare, lo leggevo nei suoi occhi mentre eravamo sul divano io a canticchiare in sottofondo e lei combattendo con l'istinto di lasciarsi andare.
Aveva sempre la sua immagine da dura da mantenere a tutti i costi.

"Ora ti do una bella lezione di stile Berry" disse sprezzante, tirando fuori la prima scusa valida per poter cantare.

Partì la base di Silent night e, per me, in quella stanza non ci fu nient'altro che la sua voce meravigliosa e l'espressione serena del suo volto mentre cantava con quel timbro roco e inconfondibile che amavo.

Rimasi incantata ad ascoltarla e con me anche le nostre amiche che si strinsero l'una all'altra con gli occhi lucidi.
Io stessa ero commossa.

Era davvero un peccato che Santana non avesse continuato a cantare, aveva davvero una dote, sapevo che amava i suoi studi e li seguiva con passione ma avrei tanto voluto che coltivasse ancora quel suo talento innato.

"Amore sei bravissima" dissi d'istinto quando la canzone fu finita, alzandomi per stringerla forte.
"Beh in effetti, hai una voce notevole ma ci sono alcune note che erano un po' stonate... quella iniziale per esempio l'hai mancata e..."
"Oh sta zitta, Rachel" sbottai zittendo la mia amica che mi guardò esterrefatta.
Quinn rimase scioccata, ed io con lei, per quella mia reazione.
Santana invece mi sorrise fiera.
"Così si fa, piccola" mi incoraggiò.
"Scusa, Rach" dissi dispiaciuta, la mia amica mi rivolse un'occhiataccia.
Diedi uno schiaffetto sulla spalla a Santana che se la rideva di gusto.
"E' colpa tua, mi influenzi" la rimproverai.
"Io?" fece lei indignata.
Ma non la ascoltavo già più, corsi incontro a Rachel per chiuderla in un abbraccio che lei ricambiò prontamente, sorrisi lasciandole un bacio sulla guancia.

"Sì, sì, ok! Poche smancerie e giù le mani dalla mia ragazza, hobbit" fece Santana infastidita ritirandomi verso di se.
Rachel fece per ribattere ma come al solito Quinn salvò la situazione.
"Marshmallow?" trillò sventolando in aria il sacchetto di dolciumi.
"Ti ha salvato lo zucchero" fece minacciosa la diva, puntando il dito verso una sghignazzante Santana.

Rachel e Quinn si occuparono di sciogliere sul fuoco i dolcetti mentre io e San ci accoccolammo sul divano, mi strinsi nel suo abbraccio intrecciando le mani con le sue.

Santana si allungò recuperando nella busta accanto al divano un rametto di vischio che alzò tenendolo sospeso sopra le nostre teste facendomi sorridere.
La baciai con dolcezza e lei sorrise a quel contatto.
"Ne ho appeso uno enorme sul nostro letto" mi confessò come fosse un segreto.
"Come se avessimo bisogno di questa scusa" la rimbeccai io baciandola ancora.
Ci perdemmo per qualche minuto nelle nostre coccole.

"Davvero hai comprato l'albero per me?" domandai, strofinando il naso contro la sua guancia.
"Io farei di tutto per te" rispose lei prontamente.
Sorrisi lasciandomi baciare.
"Quindi mi farai anche un regalo?" domandai giocosa.
"Beh io non faccio regali, li fa babbo Natale e solo ai bambini buoni! Sei stata una brava bambina Brittany S. Pierce?" domandò al mio orecchio, facendomi rabbrividire.
"Sempre" risposi prontamente giocherellando con le sue mani.
"E hai scritto la letterina?" chiese.
Finsi di pensarci.
"Temo di no" dissi mordicchiandomi il labbro inferiore "Ma posso scriverla ora" feci divertita.
Lei mi fece un cenno di assenso con la testa ed io presi un bel respiro.

"Caro babbo Natale" cominciai alzandomi "Sono stata una bambina molto, molto buona quest'anno" continuai prendendola per mano e facendola alzare a sua volta. Santana sorrise assecondandomi mentre la tiravo con me verso la nostra camera "E so che tu porti sempre regali belli ai bambini che sono stati buoni" dissi sorridendo, mentre aprivo la porta e la tiravo dentro con me richiudendola alle nostre spalle, lei mi sorrise maliziosa "Io non ho grandi pretese, tutto ciò che voglio per Natale è la promessa, del mio amore, di rimanere con me tutta la vita" dissi.

"Tutta la vita?" fece lei "Addirittura, non sarà troppo?" domandò ironica.
"Tutta la vita" ribadii io.

"E non desideri nient'altro?" domandò seducente.
La guardai passandomi la lingua sul labbro inferiore.
"Beh... magari potrei desiderare che Natale venga in agosto, così non avrei tutti questi strati di vestiti che mi impediscono di vedere quello che mi interessa davvero" dissi tirandola a me per il maglione e infilando prontamente le mani sotto la stoffa accarezzandole la pelle e beandomi dei brividi che il mio tocco un po' freddo le provocava.

"A questo si può rimediare subito" disse lei lasciandomi un bacio veloce.
"Ma devi darmi due minuti" aggiunse sciogliendo quell'abbraccio per correre in bagno, non prima di aver afferrato qualcosa di indefinito dalla poltroncina della nostra stanza.

"Cosa... ma dove vai?" protestai io infastidita.
Sbuffai sentendo la serratura della porta del bagno scattare e mi stesi sul letto un po' interdetta.
Osservai il rametto di vischio appeso alla testiera e sorrisi divertita rigirandomi su me stessa in attesa, cercando una posizione comoda.

****

Mi guardai allo specchio, quel completino da babbo Natale sexy non era niente male, davvero un ottimo acquisto.
Il reggiseno rosso e quel gonnellino striminzito erano perfetti, beh ovvio, perfetti addosso a me.
Mi infilai il cappello da babbo Natale.
Indossai le scarpe col tacco più alto che avevo e mi preparai per la mia entrata trionfale.
Indugiai qualche minuto con la mano sulla maniglia, prima di abbassarla e spuntare in camera.

"Ta daaan!" il mio sorriso si spense e così anche il mio entusiasmo.

Brittany era stesa a pancia in giù sul letto profondamente addormentata con le braccia strette intorno al mio cuscino.
Non riuscii nemmeno ad arrabbiarmi: era così dolce mentre dormiva.
I capelli biondi le ricadevano scompostamente sul viso, la bocca rilassata in un sorriso appena accennato, le guance leggermente rosse ed il respiro regolare.
Meravigliosa.
Mi avvicinai lentamente sfilandomi le scarpe per paura di svegliarla e le spostai i capelli dalla fronte per lasciarvi un bacio leggero che, contro ogni mio volere, la svegliò.

"Hey" mugugno assonnata aprendo gli occhi un po' lucidi.
"Non volevo svegliarti" confessai.
Lei si riscosse sollevandosi a sedere bruscamente.
"Accidenti mi sono addormentata, scusa io non…. ma questo?" domandò spalancando gli occhi e squadrandomi da capo a piedi e ritorno.
"Lo avevo preso per te" confessai "Ma sarà per un'altra volta, ora sei stanca è meglio riposare, vado a toglierlo" dissi girandomi e facendo per tornare verso il bagno.
Prontamente lei mi afferrò per i fianchi tirandomi a se e facendomi voltare.

"Non ti azzardare... o te lo tolgo io o non lo togli affatto" disse autoritaria sedendosi sul bordo del letto.
I suoi occhi presero a scrutarmi famelici mentre le sua mani accarezzavano con delicatezza il mio busto scoperto.

"Babbo Natale tu si che sai come farmi felice" disse tra se facendomi sorridere.
I suoi occhi incontrarono i miei e mi sembrò di vedere quelle iridi più scure del solito.
Mi baciò con foga e mi lasciai sfuggire un gemito incontrollato quando la sua lingua cominciò ad esplorare la mia bocca avidamente.
Mentre le sue mani si chiudevano a coppa sui miei seni iniziando un lento massaggio, morse con forza il mio labbro inferiore e sospirai nella sua bocca, sedendomi cavalcioni sulle sua gambe conscia che le mie non mi avrebbero retto oltre.
Una delle sue mani scivolò dietro la mia schiena e l'altra lungo la mia coscia, accarezzandola lentamente ma con decisione, risalendo sulla mia pelle dal ginocchio fino all'anca e ritorno, un paio di volte.

Presi il suo viso tra le mani disegnando con la lingua il contorno delle sue labbra, lei soffocò un sospiro eccitato nella mia bocca, mentre la sua mano spostava appena una coppa del reggiseno per scoprire un capezzolo.
Corse a circondarlo con le labbra passandovi sopra la punta della lingua prima di succhiarlo lentamente.
Mi morsi il labbro per soffocare un gemito e quasi non mi accorsi del mio bacino che impaziente si spingeva verso il basso cercando un contatto qualsiasi con il suo corpo.

Graffiò appena la pelle della mia coscia senza smettere di giocare con quella porzione di pelle più scura passandovi sopra la lingua e tirandolo a se tra le labbra.
Rabbrividii sentendo l'eccitazione esplodermi dentro come lava bollente.

"Britt" soffiai impaziente.
Le sue labbra smisero di torturare il mio capezzolo per correre a congiungersi con le mie in un bacio tutt'altro che casto. La sua lingua prese a disegnare percorsi fantasiosi lungo il mio collo mentre con una mano dietro la schiena mi spingeva contro di se e l'altra si intrufolava sotto il gonnellino per posarsi con decisione tra le mie gambe.

Sorrise compiaciuta, forse, nel trovarmi già così bagnata per lei.

"Non ho mai fatto l'amore con Babbo Natale" confessò giocosa accarezzando il mio centro senza discrezione da sopra il tessuto delle mutandine rosse che ancora indossavo.
"C'è una prima volta per tutto" risposi io tra un sospiro ed un brivido.

Il suo sorriso si allargò di più mentre spostava da un lato la stoffa e passava un dito lungo la mia entrata con una lentezza esasperante.

Presi ad agitarmi sopra di lei, cercando di andare incontro a quel singolo dito paradisiaco che non mi fece attendere troppo.
Entrò dentro di me con facilità ed entrambe ci lasciammo sfuggire un gemito di piacere a quel contatto.

Presi a muovermi contro quel dito che ben presto fu raggiunto da un secondo.
Mi muovevo su e giù seguendo il ritmo cadenzato delle sue spinte ed inarcando all'indietro la testa per il piacere che mi regalava, sentivo il calore dei baci che mi lasciava sul collo e sulla gola mentre continuava a muoversi dentro di me, con cura e decisione.

Intrecciai le dita tra i suoi capelli guidando i suoi movimenti mentre con la lingua aveva ripreso a vagare lungo il mio seno.
Aumentò il ritmo delle spinte ed io arrivai all'apice soffocando un gemito tra le sue labbra che baciarono le mie con forza accompagnandomi lungo la discesa.

Si lasciò cadere all'indietro sul materasso ed io mi stesi accanto a lei.
Mi sorrise cominciando a riempirmi di baci sul viso.

"Ti amo" disse strofinando il naso contro la mia guancia.
"Io di più" risposi baciandola.

Rimanemmo per qualche istante a guardarci negli occhi.
Finché lei scoppiò a ridere dal nulla.

"Che c'è di divertente?" domandai.
"Sto immaginando le facce di Rach e Quinn quando sono tornate con i marshmallow e non ci hanno trovate" disse tra una risata e l'altra, facendo ridere anche me.

Tornammo serie dopo un po' riprendendo a guardarci con due sorrisi identici ed un po' ebeti.

"Sei il regalo più bello che potesse farmi la vita" le dissi sincera e lei arrossì in un modo adorabile baciandomi.
"Voglio fare l'amore con te tutta la notte" mi rivelò sulle labbra.
"Hai letto di nascosto la mia lettera a Babbo natale? Perché è proprio quello che ho chiesto" scherzai facendola ridere.

"Sai cosa manca per un Natale perfetto" cominciai io pensierosa.
"La neve" disse lei prontamente.
"Sì, come hai fatto a indovinare?" chiesi stupita.
"No San, la neve! Fuori nevica" disse lei spalancando gli occhi con un sorriso enorme mentre si alzava per correre verso la finestra.
La raggiunsi stringendola da dietro mentre osservavamo rapite quello spettacolo meraviglioso. I piccoli fiocchi cadevano leggeri dal cielo illuminato di New York.

"Semplicemente perfetto" sussurrò Brittany
"Come te" dissi io.
"E te" rispose lei guardandomi.
"E noi insieme" sussurrai sulle sue labbra prima di baciarla ancora ed ancora ed ancora.