Entrai in camera in punta di piedi, stavamo preparando il saggio di metà semestre a scuola e avevo finito le prove terribilmente tardi. Non accesi la luce per non disturbare Santana che dormiva già beatamente. Non c'era un solo rumore in casa solo il ticchettio della pioggia che picchiettava sempre più forte contro i vetri.
Con passo felpato raggiunsi il mio lato del letto, sedendomi, sfilai via gli stivali ed i calzini.

Fuori i lampi squarciavano il cielo di New York, rabbrividii mentre una luce improvvisa e fulminea mi schiaffeggiò in viso prima di lasciare nuovamente spazio all'oscurità della stanza.
Non avevo più paura dei temporali come quando ero piccola, tuttavia mi mettevano sempre una certa agitazione.
Ingoiai a vuoto, cercando di stare tranquilla, di non tremare.

Portai una mano tra i capelli e tirai via l'elastico che li imprigionava in una disordinata coda di cavallo.
Un altro tuono.
Un altro brivido.
Ma non di paura questa volta.

Il rumore del tuono aveva coperto quello del fruscio leggero delle lenzuola, silenziosa come una gatta, Santana si era avvicinata a me che le davo le spalle.
Le sue dita leggere avevano preso ad accarezzarmi i capelli, mentre si inginocchiava dietro di me circondandomi il collo con l'altro braccio, lentamente.

"Scusa amore, non volevo svegliarti" le sussurrai, in realtà sollevata di sentirmi così protetta dal suo abbraccio in quel momento.
"Non mi hai svegliata, ti aspettavo" mormorò. Due dita si posarono sotto il mio mento, costringendomi dolcemente a voltare il viso nella sua direzione per un bacio lento.
La sua bocca indugiò sulla mia, baciandola ripetutamente, sentii subito il bisogno di sentire il suo sapore, sfiorai con la punta della lingua le sue labbra in una timida richiesta che lei non ignorò.
Timidamente cercai la sua lingua trovandola ad attendere la mia, bisognosa e bramosa di quel dolce contatto che era un tenerissimo accarezzarsi, lento, appena accennato.

Quel bacio così dolce ed intimo scosse il mio cuore, mi sembrò di sentirlo rabbrividire di emozione nel mio petto: era sempre così ogni volta che la baciavo, era sempre come fosse la prima, forse anche meglio, era sempre come se fosse l'unica.

Un altro lampo squarciò il cielo ma questa volta non riuscii a sentirlo persa come ero tra quelle labbra, in quel sapore, cullata dall'odore della sua pelle.

Dopo quella che sembrò un'eternità meravigliosa interrompemmo quel bacio per il bisogno improvviso di respirare. Le sue labbra però non si staccarono dalle mie, così come la sua fronte, mentre si spingeva in avanti per sedersi cavalcioni su di me.
Le braccia intrecciate dietro al mio collo, le gambe nude piegate intorno al mio bacino con le ginocchia puntate sul materasso, il suo corpo esile e perfetto fasciato solo da quella maglietta larga, troppo lunga. La mia maglietta che le faceva da pigiama.
La sua fronte si strofinava contro la mia e lei sue labbra mi accarezzavano la bocca ad ogni respiro.

Un bacio, un altro, un altro ancora.
Strofinò il naso contro le mie labbra ed ancora la bocca che io baciai dolcemente posandole le mani sui fianchi stringendo appena la stoffa, prima di puntare la fronte contro la sua. I miei occhi che scrutavano i suoi nella penombra, le sue labbra piene e dischiuse che continuavano a cercare le mie senza insistenza ma con convinzione.

Le sue mani intrecciate tra i miei capelli e lei mie che scivolarono verso il basso, accarezzando quelle gambe ambrate lentamente, quasi senza toccarle. La sfioravo appena perché sentisse solo il calore della mia pelle e non il tocco, come per paura che se l'avessi toccata con più forza avrei potuto romperla: era un gioiello, il mio gioiello. Un cristallo prezioso che dovevo trattare con cura, con amore.

A metà coscia incontrai la stoffa, intrufolai sotto di essa le dita scoprendo quanto la sua pelle fosse più calda in quel punto, risalii il suo corpo piano trascinando verso l'altro il tessuto, con una lentezza che esasperava anche me. Ma non potevo farne a meno, avvolta nella penombra, con la pioggia che batteva alle finestre, Santana sembrava un sogno. Un meraviglioso sogno ed io volevo goderne ogni sfumatura.

Lei staccò le labbra dalle mie un solo istante per sollevare le braccia e lasciare che io sfilassi del tutto la maglia.
Si lasciò sfuggire un sospiro e lo stesso feci io nel scoprirla, completamente nuda, una volta tolto quell'indumento.
Si strinse di più al mio corpo colta da un brivido di freddo.

Sorrisi intenerita, stringendola a me.
Nascose il viso nell'incavo del mio collo, baciai la sua spalla mentre tenevo un braccio intorno alla sua vita e con l'altra mano accarezzavo la sua schiena per tutta la sua lunghezza.
Mille brividi increspavano la sua pelle, alcuni di freddo altri solo di emozione.

Premetti il viso contro la sua spalla esercitando una leggera pressione perché si staccasse un poco da quell'abbraccio. Non tantissimo solo quel poco che bastava per lasciarmi lo spazio necessario per baciarla come desideravo in quel momento.
Lei capì e si scostò appena tenendo sempre le braccia intorno al mio collo.
Posai le labbra alla base della sua gola, leccando dolcemente quella porzione di pelle, lei tirò leggermente indietro la testa per concedermi più spazio mentre poggiavo l'orecchio sul suo cuore ed il viso sul suo petto.
Potevo sentire distintamente i suoi battiti accelerare mentre poggiavo i polpastrelli del pollice e dell'indice su uno dei suoi capezzoli, cominciando un impercettibile movimento circolare, così minimo che quasi non riuscivo ad accorgermene io stessa. Ma, a quanto pareva, sufficiente a farla rabbrividire sospirando, mentre le sue labbra mi baciavano ripetutamente tra i capelli e con la mano mi accarezzava teneramente la testa, inarcandosi leggermente contro di me.

Un altro lampo ci illuminò per un breve istante, l'attimo dopo la penombra era tornata ed il movimento delle mie dita si era fatto un po' più deciso. Ero ancora intenta ad ascoltare il suo cuore: batteva veloce come un tamburo nel suo petto.

Mi riscossi voltando il viso per lasciare un bacio proprio all'altezza di quel punto, dove, se mi fossi concentrata di più, ero sicura che avrei potuto sentire il mio nome, sussurrato tra i battiti.

Lei prese il mio viso tra le mani sollevandolo e riportando le labbra sulle mie. La baciai ancora mentre le mie mani accarezzavano le curve dei suoi seni, scivolando verso il basso, sfiorando la pancia, le anche, le cosce e poi ancora verso l'altro per soffermarsi sul bacino. Lei si sollevò appena puntando le ginocchia e la mia bocca disegnò un percorso di baci in discesa. Arrivai fino alla valle dei seni e risalii ancora fino alla sua bocca mentre con i pollici disegnavo cerchi sulla pelle liscia e setosa della sua pancia. Il mio viso era ancora imprigionato tra le sue mani e, mentre mi baciava con più decisione, sentii il bisogno di fare lo stesso. Risalii il suo corpo velocemente con le mani, poggiando di palmi a mia volta sul suo viso e attirandola a me mentre lei mi attirava a se.
Il suo corpo, intanto, si agitava appena contro il mio, traboccante di emozioni e brividi.

"Ti amo" le mormorai sulle labbra, staccandomi da quel contatto solo il tempo di sussurrarle quelle parole prima di sentire nuovamente il bisogno di baciarla.

Con una mano scivolai lungo il suo corpo, ancora una volta accarezzai il suo seno e lei sospirò tra le mie labbra stringendo più saldamente il mio volto tra le mani mentre le mie dita si facevano spazio lungo la sua pelle di cioccolato, scendendo fino a lambire la pelle sensibile dell'inguine.

Si staccò dal bacio ed il suo respiro si incastrò in gola mentre spalancava la bocca in un gemito muto quando, con le punte dei polpastrelli, presi ad accarezzare su e giù la sua apertura, sfiorandola appena, quasi senza toccarla veramente. Come se avessi delle piume al posto delle dita.
Si strinse a me, aggrappandosi alla mia schiena, mentre le baciavo la spalla ed il collo.
Il suo viso contratto in una maschera di piacere, mentre continuavo a compiere quel movimento lento e delicato. Il suo bacino si muoveva piano venendo incontro alle mie dita.

Sentivo il suo calore, l'esasperazione della sua eccitazione, la dolcezza dei suoi sospiri quasi soffocati per paura di spezzare quell'alone di silenzio che ci avvolgeva e che, fino a quel momento, solo la pioggia si era permessa di interrompere.

Mi fermai, salendo col pollice a disegnare pigri cerchi sul suo centro, prima di sollevare lo sguardo. Lei spostò il viso. Nella penombra era difficile scorgere i suoi occhi scuri, ma seppi con certezza che mi guardava. La sua lingua scivolò lentissima lungo il mio labbro inferiore ed, in quel momento, entrai in lei con lentezza esasperante, mentre un gemito leggero e carico di eccitazione rimbalzava contro le mie labbra, nel bacio.

"Ti amo così tanto" le confessai in un sospiro mentre si stringeva ancora a me assecondando con il movimento del corpo, le mie spinte dentro di lei.
Mi abbracciò forte ed io feci lo stesso con il braccio libero, stringendola a me.
Continuavo a spingere senza fretta, beandomi della sensazione di averla tra le dita mentre baciavo la sua pelle tenera e profumata nell'incavo del collo. La sentivo respirare sulla mia spalla, gemendo al mio orecchio ed aumentando la mia fame di lei, non avrei mai potuto saziarmi abbastanza dei suoi gemiti.

Quando mi accorsi che era vicina sfiorai il suo orecchio con le labbra, prendendo il lobo tra i denti e tirandolo appena prima di riprendere a tempestare di baci il suo collo, proprio nell'istante in cui lei si lasciava andare ad un gemito più acuto stringendosi a me.
Uno spasmo involontario la spinse verso l'alto, strinsi più salda la presa intorno ai suoi fianchi mentre la accompagnavo nella discesa dal picco di piacere.
Lei si rilassò lentamente contro il mio corpo abbracciandomi forte e respirando contro la mia pelle, con l'ombra di un sorriso sulle labbra.

*****

Brittany continuava a baciarmi il collo, cullandomi dolcemente nel suo abbraccio.
Cercai ancora le sue labbra poggiando le dita sulla sua guancia accaldata, la baciai a lungo e lentamente, prima di trovare il coraggio di alzarmi dalla mia posizione per trovarmi in piedi di fronte a lei.

Mi feci spazio tra le sue gambe e, prontamente, lei scese a baciare la mia pancia con dolcezza mentre le sua mani accarezzavano i miei glutei. Mi beai per qualche istante di quel contatto prima di recuperare lucidità, afferrai i bordi del suo maglione tirandolo verso l'altro. Lei sollevò le braccia aiutandomi a sfilarlo poi le sua mani tornarono a vagare sulle mie gambe accarezzandole per tutta la loro lunghezza.

Raggiunsi il gancetto del suo reggiseno sbottonandolo e sfilando via anche quello, scesi ad inginocchiarmi accarezzandole il busto, finalmente libero da ogni costrizione, lei sospirò mentre le miei mani si stringevano sui suoi seni massaggiandoli piano. Si lasciò cadere all'indietro con la schiena sul materasso ed io ne approfittai per baciarle la pancia, indugiando con le labbra su ogni piccolo neo, non potevo vederli nell'ombra ma erano come la mappa di un tesoro che avevo scolpito nella mia mente: anche al buio avrei saputo trovarli.

Infilai le mani sotto l'elastico della sua tuta e mi sollevai mentre lei alzava il bacino permettendomi di sfilarla, insieme alla biancheria.

Un lampo illuminò la stanza e, con essa, il suo corpo nudo e meraviglioso, sentii un brivido attraversarmi la schiena e l'anima in quell'istante. Poi tornò l'oscurità ed io la sentii sistemarsi meglio tra le lenzuola.

Mi affrettai a raggiungerla salendo ancora cavalcioni su di lei e stendendomi completamente sul suo corpo con le ginocchia piegate.
Intrappolai nuovamente il suo viso tra le mani baciandola dolcemente, lei sorrise in quel bacio tenero, piegando a sua volta le ginocchia ed allargando le gambe. Come se avesse capito le mie intenzioni. Eravamo così unite, così in sincrono ormai che ci bastava uno sguardo per capirci e, a volte, non serviva nemmeno quello.

Scivolai sinuosa contro il suo corpo, la sua pelle era come seta calda a contatto con la mia, mi regalava un milione di brividi ogni volta.
La mia intimità accarezzò la sua dolcemente ed un tuono improvviso coprì il suono di due gemiti gemelli più acuti degli altri mentre senza allontanare troppo le labbra le une dalle altre continuavamo a muoverci, in sincronia. Sentivo Brittany tremare di piacere sotto di me, mentre le sue mani percorrevano la mia schiena soffermandosi sul sedere per spingermi con più decisione contro di lei.

I nostri gemiti ormai si confondevano così come i respiri corti.
Continuavo a muovermi contro di lei con lentezza e decisione e lei faceva lo stesso seguendo il ritmo che io dettavo.
Tenevo le braccia ai lati della sua testa, piegate per appoggiarvi il peso, lei voltò il viso baciando con dolcezza la pelle calda del mio avambraccio. Poggiai il viso sulla sua guancia lasciandovi un bacio lungo mentre sospiravamo ancora.

"Ti amo" le mormorai poi sulle labbra, ormai rosse di baci e passione.

Un altro gemito, un altro sospiro. Il calore della nostra eccitazione diventò uno solo mentre cercavo la sua mano. La trovai e vi intrecciai le dita. Lei strinse più salda la presa e, per un istante, non fui più in grado di sentire la pioggia, né nient'altro che non fosse il suo respiro sulla pelle. Quel suo gemito più lungo così simile al mio, il nostro amore che ci invadeva, scorrendo sotto la nostra pelle e facendoci rabbrividire di passione proprio come l'orgasmo che ci aveva travolte insieme.

Mi abbandonai su di lei, rilassandomi mentre ancora sentivo i brividi attraversarmi la schiena, lei chiuse gli occhi, respirando a fatica.
Mi allungai per recuperare il lenzuolo e la coperta tirandoli sui nostri corpi ancora uniti.
Non volevo allontanarmi da lei e sapevo che lei non voleva che lo facessi.
Me ne accorsi dalle sue braccia che si serrarono intorno ai miei fianchi imprigionandomi in una salda presa mentre tiravo le coperte quasi fin sopra le nostre teste.

Intrecciai le gambe nelle sue e cercai le sue labbra nel buio, trovandole subito.
Un bacio dolce e casto. Sorridemmo entrambe stremate.
Una delle sue mani finì subito tra i miei capelli e l'altra si intrecciò con la mia mentre pigramente le sue labbra catturavano il mio labbro inferiore per succhiarlo appena.
La baciai ancora incapace di restare troppo tempo lontana dal suo sapore.

"Mi sei mancata oggi" le confessai.
"Anche tu" rispose, lasciandomi un altro bacio a fior di labbra.
"Domani però sarò tutta per te, mi prendo un giorno libero e lo passiamo insieme" disse stringendomi di più a se.
"Domani non ho lezioni" constatai felice.
"Lo so" rispose lei sorridendo e facendomi sorridere a mia volta.

Il temporale intanto cominciò a scemare, lasciando spazio solo ad una tenue pioggerellina che ci fece da ninna nanna quella notte.

"Buona notte, piccola" sussurrò Brittany sulle mie labbra lasciandovi un altro lieve bacio.
"Buona notte, amore"