Un brivido di freddo mi attraversò la schiena. Mi strinsi di più nel mio cappotto, schiacciandomi in testa il cappello mentre tiravo su col naso per l'ennesima volta. Dalle mie labbra uno sbuffo di vapore si liberò nell'aria mentre il rumore dei miei passi veniva attutito dal soffice strato di neve che ricopriva le strade di New York.
Strinsi più salda la presa intorno al manico della busta rossa che tenevo in mano.
San Valentino era alle porte ed io avevo deciso di preparare una bella sorpresa per Santana, la prima parte era stata completata ed era contenuta proprio in quella busta.
Provai ad immaginarmi la faccia di San quando avrebbe ricevuto la mia sorpresa, soprattutto per distrarmi dal pensiero di quell'orribile mal di testa che sembrava stringermi le tempie in una morsa serrata. Mille brividi continuavano a percorrermi il corpo e quella busta così piccola sembrava tremendamente pesante.
Quei pochi metri che mi separavano da casa sembravano chilometri, un colpo di tosse mi sorprese all'improvviso.
Ecco, ci mancava solo l'influenza! No, non potevo permettermela, non ora che lo spettacolo di metà anno era alle porte. C'erano troppe persone invidiose che aspiravano ad avere la parte principale che mi era stata assegnata. Non potevo ammalarmi, quel saggio era la mia occasione.
Raggiunsi finalmente il portone di casa con la vista quasi annebbiata dal mal di testa e cercai a tentoni le chiavi nella borsa.
Un altro colpo di tosse.
Chiusi gli occhi.
"Britt" una voce mi chiamò da lontano. Frastornata com'ero pensai di averla solo immaginata, mi voltai appena per trovare Quinn che attraversava a passo svelto la strada per ritrovarsi sul mio stesso marciapiede.
"Hey" disse allegra, sorridendo, mentre mi veniva incontro. Il suo sorriso mutò in un'espressione preoccupata quando incrociò i miei occhi.
"Tutto bene, Britt?" domandò.
"Credo di non sentirmi troppo bene" risposi con un filo di voce. La vedevo a stento, sentivo le palpebre chiudersi e la testa pesante.
"Sei bianchissima" constatò lei avvicinandosi per sfilarmi le chiavi dalle mani ed aprire il portone.
"Vieni" disse dolcemente prendendomi sotto braccio per scortarmi verso l'ascensore.
"Spero di non avere la febbre" dissi in un lamento appoggiandomi a lei totalmente mentre l'ascensore iniziava la salita.
Quinn mi strinse forte poggiando le labbra sulla mia fronte.
"Temo invece che tu sia ammalata BrittBritt, scotti un sacco" osservò preoccupata.
******
"Berry vuoi per favore deciderti? Siamo qui da più di mezz'ora, comincio a spazientirmi" ringhiai battendo il piede sul pavimento mentre osservavo Rachel minacciosa.
"Non è una scelta semplice, Santana, dammi altri due minuti, devo valutare bene" rispose lei senza staccare gli occhi dalla vetrina.
Sbuffai roteando gli occhi al cielo.
Rachel non aveva fatto altro che rompermi le scatole per un intero pomeriggio pregandomi di accompagnarla a scegliere il regalo perfetto per Quinn, entro un paio di settimane sarebbe arrivato San Valentino e la nana ci teneva a fare bella figura.
"Perché non ti sei portata dietro Brittany? E, soprattutto, come ho fatto a farmi convincere?" sbottai spazientita.
"Brittany aveva lezione e le prove e tu sei venuta perché ho delle tecniche persuasive molto convincenti" rispose lei saccente.
"Convincenti un corno, hai puntato sullo sfinimento, Frodo! Mi hai pregato così tanto che ho dovuto dirti di sì per evitare che il mio sistema nervoso andasse in tilt" risposi acida.
"Perché invece di lamentarti non provi ad aiutarmi? Altrimenti sarai venuta qui per niente" rispose lei con un sorriso ironico.
"Perché non provi a smaterializzarti dalla faccia della terra?" le risposi con lo stesso sorriso.
Lei scosse la testa fingendo di non sentire tornando a puntare gli occhi sulla vetrina.
Lo stesso feci io.
"Quel braccialetto le piacerebbe molto" constatai.
"Quello con i dimantini?" chiese lei.
"Sì, di sicuro le piacerà, le cose che sbrilluccicano le piacciono, di solito" dissi io.
Rachel sorrise.
"Infatti dice sempre che ama la luce che c'è nei miei occhi quando canto, dice che sono la sua stella dorata" rispose lei con aria sognate.
Roteai gli occhi al cielo.
"Oh Cristo! Piantatemi un paletto nel cuore e ponete fine alle mie sofferenze! Berry tieniti per te questi particolari agghiaccianti".
"E se le regalassi quel ciondolo a forma di stella? Così sarei sempre con lei!" disse illuminandosi.
La guardai con il sopracciglio all'insù.
"Sei il folletto più egocentrico che abbia mai visto" le dissi.
"Io la trovavo una cosa carina" rispose rabbuiandosi.
"No Lilliput, regalarle un peluche è carino, un viaggio è un regalo carino, un anello magari è un regalo carino, ma obbligarla a portare un ciondolo a forma di stella, dorato perdi più, perché le ricordi di te in qualunque momento, è da narcisisti psicopatici" risposi.
Lei sbuffò interdetta.
Continuammo a discutere per altri dieci minuti buoni.
Alla fine Rachel optò per un braccialetto ricoperto di pietre verdi che richiamavano il colore degli occhi di Quinn. Era molto carino e semplice, lo approvai subito.
Finalmente uscimmo dal negozio, avviandoci verso casa.
*****
"Forza Britt ancora un piccolo sforzo" mi incitò Quinn aiutandomi a sfilare il cappotto.
Rabbrividii emettendo un piccolo lamento mentre cominciavo a battere i denti.
"Shh va tutto bene" disse abbracciandomi e sfregando le mani sulla mia schiena per regalarmi un po' di calore.
"Q-Quinn, non mi reggono le gambe" la avvisai tossendo ancora.
Lei mi scortò fino in camera facendomi sedere sul letto.
****
"Siamo a casa!" trillò Rachel entrando.
"Nascondete sotto il letto gli amanti" dissi io ironica mentre richiudevo la porta alle mi spalle.
La casa era buia, fatta eccezione per la piccola luce proveniente dalla mia camera da letto.
Ci avvicinammo ritrovandoci davanti una strana scena.
Brittany era seduta sul letto, con Quinn che le sfilava con cura il maglione.
Rachel si schiarì la voce.
Quinn si voltò verso di noi.
"C'è qualcosa che vorresti dirci Lucy Q?" chiesi seria alzando un sopraciglio.
"Oh ma guarda ci avete scoperte. Siamo rovinate Britt, sanno che stiamo insieme" fece Quinn fingendosi preoccupata. Brittany accennò un lieve sorriso ad occhi socchiusi, la vidi decisamente strana.
"Amore tutto ok?" domandai.
"Temo stia male, Rach puoi prendere il termometro nel mio cassetto?" fece Quinn. Rachel annuì avviandosi di la, io mi avvicinai al letto. Quinn mi passò la maglia del pigiama di Britt ed io mi occupai di aiutare la mia bionda ad infilarsela, prima ribaciarle la fronte e spingerla con delicatezza sul materasso.
"Amore scotti molto" constatai preoccupata.
"L'ho incrociata al portone, tremava dalla testa ai piedi" mi informò Quinn.
"La mia piccola paperotta" dissi preoccupata chinandomi a lasciarle un bacio leggero.
"San" si lamentò lei puntando gli occhi lucidi di febbre nei miei.
"Tranquilla amore è solo un po' di influenza" la rassicurai mentre Rachel mi passava il termometro.
"Non voglio ammalarmi, ho le prove dello spettacolo" si lamentò lei come una bambina.
"Lo so, mi amor, lo so" dissi passandole il termometro.
"Questa non ci voleva, quelle arpie delle sue compagne non vedono l'ora di farla fuori" disse Rachel acida.
Io e Quinn ci voltammo a guardarla incenerendola con lo sguardo mentre Brittany emetteva un lamento strozzato.
"Perderò la parte da protagonista" si lamentò sul punto di piangere.
"Grazie tante miss delicatezza" ringhiai io ad una Rachel mortificata.
"Mi dispiace,io volevo solo..."
"Amore ahhh" la ammonì Quinn prendendola per le spalle "Perché non andiamo a preparare a Britt qualcosa di caldo?" propose spingendola verso la porta.
"Mi dispiace, non volevo farla rabbuiare io..."
"Lo so stellina, lo so" continuò Quinn lasciandole un bacio sulle labbra prima che uscissero.
"Stupida Berry" ringhiai, mentre una piccola lacrima scivolava giù dal viso arrossato e accaldato della mia Britt.
La asciugai con il pollice.
"Amore non piangere" la pregai controllando il termometro.
"39.5! Dios!" esclamai.
Britt cominciò a singhiozzare.
"Lo spettacolo è tra una settimana, perderò almeno tre giorni di prove, mi faranno fuori San!" si lamentò tremando.
"No, no amore, non fare così" cercai di calmarla.
La aiutai a sistemarsi meglio sul letto, infilandole i pantaloni del pigiama e recuperando un paio di coperte pesanti per avvolgerla completamente.
Brittany continuava a singhiozzare preoccupata, tossendo di tanto in tanto.
Una volta che fu coperta bene le presi il viso tra le mani, asciugandole le guance intrise di lacrime.
"Amore, andrà tutto bene. Adesso prendi una bella medicina e qualcosa di caldo, fai una dormita, domani ti riposi e vedrai che entro dopodomani starai benissimo e tornerai alle prove" la rassicurai.
Lei non rispose, si limitò ad annuire poco convinta.
Feci per alzarmi ma mi tirò per la manica.
"Dove vai?" chiese con una vocina piccola piccola.
"A prenderti una medicina amore, torno subito" risposi.
"Prima di subito" fece lei, lasciandomi andare a malincuore.
Le regalai una carezza ed uscii dalla stanza.
In cucina ritrovai una rattristata Rachel intenta a preparare un tea caldo che sapevo Brittany non avrebbe gradito, mentre Quinn leggeva il foglietto illustrativo di un medicinale.
"Questo dovrebbe andar bene, tosse, febbre e congestioni varie" mi indicò la bionda passandomi la scatola.
"Deve mangiare prima qualcosa" protestò Rachel passandomi la tazza fumante ed un piatto con dei biscotti.
Ritornai in camera ritrovando Brittany mezzo addormentata avvolta dalle coperte fin sopra la fronte.
Appoggiai tutto sul comodino sedendomi accanto a lei.
"Amore" la chiamai con un filo di voce, ricevendo in risposta solo un debole lamento.
"Amore, devi mangiare qualcosa e prendere la medicina prima di dormire" le feci notare scoprendole il viso dolcemente.
Non aveva per niente una bella cera e vederla così mi strinse il cuore. Era la persona più forte che conoscessi, fino ad allora era sempre stata una roccia la mia Britt, un vulcano di energie e vederla così spenta e senza forze mi uccideva.
La aiutai a mettersi seduta, accusava un po' di nausea e farla mangiare non fu semplice ma fortunatamente evitò di fare capricci, prese la medicina ristendendosi a letto.
"Resta con me" mi implorò.
Non me lo feci ripetere, mi stesi accanto a lei, sotto le coperte stringendola a me per donarle un po' di calore.
"Amore non così vicina, finirai per ammalarti anche tu" protestò.
"Non mi importa, se potessi stare male io al posto tuo lo farei amore te lo giuro" risposi lasciando che adagiasse la testa sul mio petto e che intrecciasse i piedi nei miei.
******
Stavo davvero male, non mi ero mai sentita in quel modo: uno straccio, ecco cos'ero. Non sentivo più le ossa, né la testa e la mia gola era completamente in fiamme, il pensiero rivolto allo spettacolo. Avrei perso la mia occasione, lo sapevo.
Stupido destino! Non mi ammalavo mai, erano secoli che non avevo più la febbre, doveva proprio capitarmi in quel periodo?
L'unica cosa che mi consolava era lei, il mio miracolo personale, che mi stringeva a se dolcemente cullandomi con amore.
Il calore della sua pelle era un toccasana per la mia percorsa da mille brividi ghiacciati.
La dolcezza delle sue carezze tra i miei capelli e del suo respiro sul viso mi rasserenavano, facendomi più bene di qualunque medicina.
Una fitta più forte alla tempia mi indusse a stringere forte le palpebre e ad emettere un piccolo lamento.
Il suo abbraccio si fece più saldo.
Le sue labbra calde si avvicinarono al mio orecchio.
I know the feeling of finding yourself
stuck out on the ledge and there ain't no healing
from cutting yourself with the jagged edge
I'm telling you that it's never that bad
take it from someone who's been where your
at laid out on the floor and you're
not sure you can take this anymore
La sua voce come il canto dolce di un carillon risuonò nell'aria, leggera come il ritmo del suo cuore su cui tenevo appoggiato l'orecchio.
Quel soffio roco ed inconfondibile mi scaldava da dentro ed il suo abbraccio stretto mi cullava amorevolmente.
So just give it one more try to a lullaby
and turn this up on the radio if you can hear me now
I'm reaching out to let you know that
you're not alone and you can't tell,
I'm scared as hell 'cause
I can't get you on the telephone
so just close your eyes well honey
here comes a lullaby your very own lullaby
Strofinò la punta del naso contro la mia fronte ed io riaprii gli occhi solo un secondo per lasciarle un bacio a fior di labbra che lei ricambiò, prima di tornare a posizionarmi sul suo petto stringendomi di più a lei.
Please let me take you out of the darkness and into the light
'cause I have faith in you but
you're gonna make it through
another night stop thinking about the easy way
out there's no need to go
and blow the candle out because you're not done,
you're far too young and the best is yet to come
"Ti amo" mormorai mentre la sua voce si faceva più flebile fino a trasformarsi in un sussurro gentile, forse semplicemente la sentivo così bassa perché il sonno stava arrivando, tranquillizzando i miei sensi, protetti dalla dolcezza di quell'abbraccio.
I'm reaching out to let you know
that you're not alone and you can't tell, I
'm scared as hell 'cause I can't get you on the telephone
so just close your eyes well honey here
comes a lullaby your very own lullaby
well honey here comes a lullaby your very own lullaby
Terminò la canzone lasciandomi un bacio tra i capelli. Un 'ti amo anche io' risuonò nelle mie orecchie. Non avrei saputo dire se lo avessi solo sognato o meno.
