Scesi dal treno trascinandomi dietro il mio trolley.
Quei tre giorni fuori città erano stati davvero divertenti. Per un intero week-end avevo dimenticato i problemi universitari per dedicarmi solo al canto.
In onore della fine dello stage che Brittany mi aveva regalato a Natale, eravamo andati tutti a Rhode Island per un mini concerto. Su quel palco mi ero sentita estremamente libera come non mi capitava da tanto. E una volta scesa da lì mi ero ripromessa di continuare a prendere lezioni private. Non ero pronta ad abbandonare del tutto la musica e, se non fosse stato per Brittany, non lo avrei mai capito, probabilmente.

Sospirai sollevando la mano per chiamare un taxi.
La mia Britt. Avrei tanto voluto venisse a vedermi ma era impegnatissima a scuola, finito il saggio già si stavano preparando per il prossimo ed in più aveva trovato un lavoretto ad una scuola di danza vicino casa: insegnava ai bambini e questa attività le impegnava tutti i martedì, giovedì e sabati.
Mi era mancata terribilmente in quei giorni ed era assurdo visto che non era chissà quanto tempo, non avevo mai davvero realizzato che era da quando eravamo tornate insieme, dopo la nostra rottura di quasi un anno prima, che non ci separavamo per più di ventiquattro ore.
Da quando poi vivevamo insieme, era praticamente impossibile non vederci per così tanto tempo, anche se lei tornava tardi ed io passavo il tempo a studiare, dividevamo comunque lo stesso letto.

Quei tre giorni avevo sentito particolarmente la sua mancanza, sarà stata l'aria di o l'ansia per il piccolo 'spettacolo', fatto sta che mi era mancata moltissimo ed a giudicare dai messaggini con cui mi aveva letteralmente sommersa, le ero mancata anche io.

Il taxi si fermò sotto casa, mentre il buio incombeva sulla città. Sollevai gli occhi guardando la finestra illuminata della nostra stanza e sorrisi, affrettandomi a salire.

Uscita dall'ascensore incontrai Quinn e Rachel che ridevano di qualcosa tenendosi per mano.
"Snix!" esclamò Quinn sorridente avvicinandosi per abbracciarmi.
"Hey" la salutai ricambiando la stretta.
"Allora come è andata?" mi chiese.
"Benissimo, anche se sono distrutta" affermai.
"Hai fatto qualche video?" chiese Rachel.
"Sì, ovvio! Britt non mi avrebbe mai perdonata se non ne avessi fatti" risposi.
"Uh non vedo l'ora di vederli" esclamò la più bassa.
"Dove ve ne andate?" chiesi curiosa.
"Cinema, la tua bella ci ha praticamente cacciate di casa" disse Quinn guadagnandosi una gomitata dalla sua ragazza.
"Quinn" la rimproverò la moretta.
"Che c'è? È vero" disse l'altra massaggiandosi il braccio e dedicando una linguaccia alla sua ragazza che le sorrise bonaria.
"Domani sera ceniamo tutte insieme e ci guardiamo i video" disse Rachel prima di prendere la bionda per mano e trascinarla in ascensore.
"Buona serata" augurai.
"Anche a te" rispose Quinn mentre le porte dell'ascensore si chiudevano.

Feci per cercare le chiavi, faticai un po' a trovarle. Maledette borse enormi.
Finalmente riuscii ad aprire, mentre un piacevole formicolio già mi solleticava lo stomaco.
Era incredibile che sentissi ancora quella stessa emozione ogni volta che dovevo vederla, ogni volta che semplicemente pensavo a lei, durante la giornata.

"Amore, sono a casa" esclamai entrando.
Uno scodinzolante Schifottolo venne ad accogliermi, facendomi le feste.
"Amore di mamma!" dissi lasciando cadere la borsa al suolo per abbassarmi a coccolarlo.
"Ciao cucciolotto" lo salutai sorridendo.
Mi guardai intorno, senza vederla.
"Amore ci sei?" chiamai "Britt?" nessuna risposta.

Mi tolsi il cappotto avviandomi verso camera nostra alla ricerca della mia ragazza.
Trovai la porta semi chiusa, vi appoggiai sopra il palmo spingendola appena.
Era illuminata dalla fievole luce della lampada sul comodino ma di Britt nessuna traccia.
Feci uno o due passi entrando.
"Britt?" chiamai ancora verso il bagno, nessuna risposta.
Pochi secondi e poi il buio mi avvolse. Sentii solo la pressione di qualcosa sugli occhi, il fruscio di un pezzo di stoffa che mi veniva legato delicatamente dietro la testa.
Sorrisi mentre sentivo le sue mani raggruppare i miei capelli da un lato, per poggiarli oltre la spalla ed il suo respiro contro la nuca.

Le sue labbra si poggiarono proprio su quella parte indugiando un poco prima di lasciarvi un bacio delicato.
Le sue mani si posarono da dietro sui miei fianchi accarezzandoli piano prima di scendere lungo la stoffa della maglietta fino all'orlo per poi risalire trascinandosi dietro il tessuto.
Sollevai le braccia e lei sfilò quell'indumento delicatamente prima di deporre un altro bacio sulla mia spalla ormai scoperta.

"Ciao" sussurrai voltando appena il viso in direzione di quel dolce contatto, sperando di ricevere il bacio che tanto bramavo ma che non arrivò.
Mi abbracciò da dietro accarezzandomi la pancia scoperta mentre le sue labbra erano impegnate in una lenta e precisa degustazione del mio collo alla quale mi lasciai andare volentieri. Sganciò il mio reggiseno e lo lanciò via.

Sorrisi mentre mi spingeva appena invitandomi ad avanzare, intanto le sue mani erano scese fino ai bottoni dei jeans che saltarono uno ad uno mentre toglievo le scarpe.
Spinse la stoffa verso il basso ed io sorrisi assecondando quel movimento fino a che non furono spariti del tutto.

Sorrisi ancora mentre le sue mani risalivano le mie gambe, sentivo la sua presenza dietro di me, probabilmente si era inginocchiata per sfilarmi meglio i pantaloni ma non si era ancora rialzata.
Con due dita tirò verso il basso l'elastico degli slip, scoprendo un fianco e mordendolo con forza, sorprendendomi.
Emisi un piccolo gridolino sorpreso mentre i suoi denti affondavano nella mia pelle e le sue unghie intanto graffiavano la mia gamba per tutta la sua lunghezza.

"Britt" sospirai.
Me lei non disse nulla, sollevandosi per spingermi in avanti.
Atterrai direttamente sul materasso, mormorando di disapprovazione per il colpo inaspettato, cercai di risollevarmi o almeno di girarmi ma lei me lo impedì sovrastandomi con il suo corpo. Scivolò sinuosa contro di me e solo in quell'istante, in cui riuscii a sentire la sua pelle a contatto diretto con la mia, mi resi conto che era nuda.
Allora mormorai ancora ma questa volta piacevolmente sorpresa.

Mi afferrò i polsi inducendomi a sollevare le braccia sopra la mia testa.
Poi si abbassò su di me, sentivo il suo respiro accarezzarmi l'orecchio, quella sensazione mi fece rabbrividire d'anticipazione.

"Mi sei mancata" mormorò sensualmente.
Sorrisi.
"Anche tu..."
"Zitta!" ordinò ed io rabbrividii d'eccitazione per quel tono autoritario.
La sentii sollevarsi per poi girarmi. D'istinto la cercai con le braccia tese, ma lei riafferrò i miei polsi riportandoli sopra la mia testa.
"Non costringermi a legarti" disse con tono di rimprovero, proprio sulle mie labbra.
Mi allungai cercando un bacio che prontamente mi negò.
"Britt, baciami" sospirai mentre sentivo la stoffa delle mie mutandine scivolare lungo le mie gambe.
"No" disse lei divertita.
Sbuffai appena.
"Lascia almeno che ti guardi" la implorai sperando mi togliesse quella benda: avevo bisogno di vederla.
Lei finse di pensarci prima di ridacchiare.
"No" disse ancora mentre le sue dita passavano lentamente sui miei capezzoli disegnando cerchi sempre più stretti.

Ansimai inarcandomi contro di lei a quel contatto.
Mi spinse nuovamente sul materasso mentre si insinuava con il bacino tra le mie gambe costringendomi ad aprirle di più.
Sentii la sua pelle a stretto contatto con la mia, i suoi seni sfregarsi contro i miei con un ritmo cadenzato mentre sospirava direttamente sulla mia bocca.
Liberai un gemito e lei disegnò con la lingua il contorno delle mie labbra, mordendo quello inferiore senza preavviso e tirandolo a se costringendomi a gemere più forte a metà tra il dolore e l'eccitazione.
Scese con la bocca sui miei seni chiudendo le labbra su uno dei capezzoli per succhiarlo gentilmente e passarci sopra la lingua più volte, velocemente, per poi riservare lo stesso trattamento al suo gemello, facendomi tremare e gemere.

"Ti ho pensata così tanto" mi rivelò all'orecchio usando ancora quel tono maledettamente sexy e basso.
"Ed ogni volta che ti pensavo ti vedevo così, come sei adesso: nuda, bendata e completamente..." soffiò scivolando con la mano lungo il mio corpo per fermarsi sul mio centro e accarezzarlo piano "... bagnata per me" disse in un sorriso.
Sorrisi maliziosa.
"E cos'altro pensavi?" domandai decidendo di stare la suo gioco.

La sentii portarsi le dita alla bocca e desiderai più che mai di non avere quella benda per poter vedere la sua espressione mentre le assaggiava.

"Pensavo" cominciò "Che avrei tanto voluto tenerti così per tutta la notte. E baciarti, dappertutto" mi rivelò continuando a muoversi sinuosa contro di me.

"Baciarmi come?" biascicai senza respiro.
"Così" ringhiò lei scendendo fino al mio centro per affondare il viso tra le mie gambe e passare la lingua su e giù lungo la mia apertura rapidamente facendomi gemere dalla sorpresa prima di entrare con quella stessa lingua spingendola a fondo e mozzandomi il respiro mentre la sentivo muoversi dentro di me freneticamente.

"Brit!" quasi urlai mentre le sue mani si chiudevano a coppa sulle mie natiche spingendomi di più contro la sua bocca.
Si staccò solo per leccare velocemente il mio clitoride e per riprendere respiro prima di compiere un nuovo affondo dentro di me facendomi letteralmente impazzire.
"Dios Brittany" gemetti estasiata.

"Adoro quando urli il mio nome, lo sai?" disse divertita.
Ringhiai la mia disapprovazione quando si interruppe per parlare ma subito dovetti mutare la mia espressione spalancando la bocca in un gemito muto quando due dita lunghissime e perfette sostituirono quella lingua esperta, muovendosi ad un ritmo veloce e ruotando dentro di me senza sosta.
"Mi eccita da morire" aggiunse.
"Lo so" risposi semplicemente tra un gemito e l'altro.
Lei sorrise.
"Lo sai, eh?" mormorò divertita "Vuoi sentire quanto sono eccitata, San?" domandò.
Il respiro mi si incastrò in gola a quella richiesta.
"Vuoi sentirlo?" miagolò al mio orecchio, strofinando la sua intimità contro la mia gamba. Sentii l'umidità di quel contatto e tremai mordendomi il labbro.

Feci per rispondere ma due dita premute sulle mie labbra me lo impedirono. Passai la lingua su quei polpastrelli umidi e faticai a trattenere l'orgasmo che già minacciava di invadermi solo a sentire il suo sapore, mentre le dita dell'altra sua mano ancora si muovevano dentro di me.
Succhiai avidamente quelle falangi, prima che lei le ritirasse con decisione.
"Ancora" la implorai e lei non si fece pregare.

Un movimento rapido, niente più che un fruscio.
Pochi istanti e sentii ancora quel sapore sulle labbra, ma questa volta lo assaggiavo direttamente dalla sua intimità.
Continuava a muovere le dita dentro di me mentre spingeva lentamente il bacino avanti e indietro, la sua intimità sfiorava la mia bocca. Senza aspettare ulteriori inviti afferrai con le mani i suoi fianchi per tenerla ferma e affondai in lei con la lingua, spingendo più in fondo possibile, beandomi dei suoi gemiti mentre mi sentivo sempre più vicina al piacere estremo.

"Vieni per me. Vieni adesso" mi implorò.
Ed io mi lasciai andare liberando un gemito che soffocai direttamente tra le sue gambe, mentre lei sfilava le dita per sostituirle con la lingua accompagnandomi nella discesa e mormorando avidamente d'approvazione mentre spingeva la lingua dentro di me.

Quando il ritmo del mio respiro tornò normale, ripresi a baciare la sua intimità, la senti mordere con delicatezza il mio interno coscia faticando per non lasciarsi cadere di peso su di me.
"Non fermarti, ti prego" mi implorò.
Non mi sarei fermata neanche se me lo avesse chiesto.
Chiusi le labbra intorno al suo clitoride mentre con un dito entravo in lei.
Succhiai avida quel fascio di nervi, lasciando che le mie dita si muovessero in lei che sembrava fatta di burro fuso.
Bastarono poche spinte decise per sentire le sue pareti stringersi.
Tornai a dedicarmi a lei con la lingua mentre l'orgasmo la travolgeva ed il suo sapore mi invadeva regalandomi il paradiso.