L'aeroporto era gremito di persone, il brusio delle voci mi rimbombava in testa fastidiosamente. Non avevo dormito affatto la notte precedente, troppo emozionata all'idea che, da lì a poche ore, avrei rivisto Brittany. In aereo ero praticamente crollata ed avevo dormito per tutto il tempo sognando quell'incontro.
Trascinavo il mio trolley mentre attraversavo il corridoio affollato, sentivo il cuore rimbalzarmi in gola ad ogni passo e mi tremavano le mani, fissavo la porta vetrata che separava l'area riservata ai passeggeri dall'uscita.
Sapevo che era lì ad aspettarmi, rallentai apposta il passo per godermi ancora un po' di quella dolce ansia.
Mi sentivo come se fosse la prima volta, come se non la vedessi da anni, invece che da un mese soltanto, e mi domandai se anche lei provasse quella strana sensazione di paura e gioia insieme.
Improvvisamente mi sentii inadeguata, mi domandai se avessi scelto i vestiti giusti, se il trucco non fosse sbavato, se i miei capelli fossero in ordine, e maledissi quello stupido aeroporto perché non trovavo neanche uno specchio o un vetro che potesse riflettere la mia immagine e darmi modo di sistemarmi prima di farmi vedere da lei.
Le porte si aprirono non appena io e un altro gruppo di persone vi arrivammo davanti, mi guardai intorno per pochi secondi ed il respiro mi si incastrò in gola quando i miei occhi incontrarono i suoi.
Mi bloccai, completamente congelata da quello sguardo di ghiaccio.
Dio quanto era bella. Nessuna videochiamata o fotografia poteva paragonarsi alla visione della sua perfezione così, dal vivo.
La guardai e vidi che mi guardava di rimando con la stessa intensità. Gli occhi lucidi di emozione e le guance colorate d'imbarazzo. Sulle labbra il mio stesso, identico, sorriso beato.
Mi riscossi dopo quello che sembrò un secolo e camminai a passo svelto nella sua direzione, lo stesso fece lei e ci incontrammo a metà strada.
Per un secondo continuammo a guardarci senza avere il coraggio di toccarci come per paura che fosse solo un sogno capace di svanire al solo sfiorarsi delle dita.
Poi il suo viso fu rigato da una minuscola lacrima solitaria, mentre sollevava la mano per sfiorarmi il viso con la punta delle dita. Socchiusi gli occhi a quel contatto e trattenni la mia commozione mentre lei sospirava un 'San' a mezza voce.
Poi, in contemporanea, ci stringemmo l'una all'altra nascondendo il viso nei capelli dell'altra. Respirai forte il suo odore e quasi mi girò la testa mentre il mio sorriso si allargava.
"Amore" disse emozionata lasciandomi un lungo bacio tra i capelli.
La strinsi forte a me ed il mio sorriso si trasformò in una risata di gioia mista a lacrime di commozione, liberai in quella risata tutta l'ansia e la frustrazione nell'averla avuta lontana. Lei si unì a me dopo poco, regalandomi l'emozione immensa di potermi beare ancora della sua risata cristallina.
Riportammo i visi uno di fronte all'altro senza interrompere l'abbraccio ed i nostri occhi corsero alle labbra dell'altra.
Trattenni il respiro. Eravamo nel bel mezzo di un aeroporto, forse non era il caso di dare spettacolo. Ma quando Brittany si avvicinò a me, così vicina che quasi potevo sentire il suo respiro sulle labbra, ogni dubbio si spense e azzerai quella ridicola distanza.
Fu un bacio casto, appena uno sfiorarsi di labbra, se fossimo andate oltre, probabilmente, non sarei riuscita a controllarmi ed avremmo fatto l'amore proprio lì, nel mezzo dell'aeroporto. E, forse, questo pensiero era condiviso, perché anche lei si staccò sorridendo maliziosa.
Non avevo ancora detto nulla, la sua visione mi aveva strappato tutte le parole.
"Sei così bella, amore" mi disse con la voce tremante, senza smettere di fissarmi adorante.
Ancora una volta non dissi nulla, mi limitai a stringermi ancora a lei che mi riaccolse tra le sue braccia.
Mi baciò una tempia e sorrise.
"Andiamo" mormorò.
Afferrò il mio trolley con una mano e strinse le mie dita nell'altra guidandomi verso l'uscita.
Non riuscivamo a smettere di guardarci, di sorriderci. Le nostre dita si intrecciarono stringendosi forte tra loro ed io riscoprii il piacevole contrasto delle nostre temperature, dei torni così diversi e così complementari delle nostre pelli.
****
Sentivo il cuore battere a mille, tanto che quasi avevo paura di essere sull'orlo di un infarto o qualcosa del genere.
Stringevo tra le dita la mano di Santana e quasi non mi sembrava vero, avrei voluto urlare al mondo la mia felicità. Per tutta la notte non avevo fatto altro che fissare l'orologio nell'attesa del domani, mi ero sentita come quando da bambina, alla vigilia di Natale, cercavo il più possibile di restare in piedi nell'attesa di scartare i miei regali.
Santana era il più bello tra i regali che la vita mi avesse fatto e non riuscivo a smettere di guardarla emozionata mentre salivamo sul taxi, dirette al mio albergo.
"Mi sei mancata così tanto" mormorai al suo orecchio, lasciandole poi un bacio sulla guancia accaldata.
Dio il suo profumo. Esisteva qualcosa di più dolce ed inebriante? Come avevo fatto a starne lontana così a lungo senza impazzire?
Solo il pensiero che quella notte avrei potuto stringerla a me, coccolarla e viziarla, amarla come non ci fosse un domani, mi faceva tremare il cuore.
Lei sorrise, incapace ancora di parlare.
Sorrisi anche io, era così tenera la mia San, era il solito cucciolo spaventato.
Si portò una delle mia mani alle labbra e baciò le mie dita con una delicatezza senza pari prima di avvicinarsi per strofinare il naso contro la mia guancia. Mi lasciai andare a quelle attenzioni socchiudendo gli occhi e cercai il più possibile di trattenere un sospiro, mentre la mia pelle si ricopriva già di brividi.
"Mi sei mancata anche tu" sussurrò.
Risentire la sua voce così vicina al mio orecchio per poco non mi fece perdere i sensi.
"Ti amo così tanto, Brittany" aggiunse.
"Anche io ti amo Santana" mormorai baciandole il mento.
La sentii tremare e pregai che quel taxi sfrecciasse come un fulmine, per poter finalmente stare un po' sola con lei.
Arrivammo in albergo dopo quella che mi era sembrata un'eternità. Per tutto il resto del viaggio avevamo cercato di parlare, raccontandoci le ultime novità, tanto per distrarci dall'irrefrenabile desiderio che cresceva in noi minuto dopo minuto.
Presi la chiave della mia stanza e, mentre raggiungevamo l'ascensore, informai San che Claire avrebbe dormito da altre amiche quella notte.
Ci avviammo mano nella mano in ascensore. Non appena le porte si chiusero e ci ritrovammo da sole, un brivido lungo la schiena mi diede l'impulso di voltarmi verso di lei nel momento stesso in cui lei si voltava verso di me.
Fu in istante, un battito di ciglia.
Le sue labbra furono sulle mie e lei si ritrovò schiacciata senza saperlo tra la parete dell'ascensore ed il mio corpo diventato all'improvviso bollente.
Una delle mie mani sollevò la sua maglietta per accarezzarle la pancia ed il fianco mentre l'altra scivolava lungo il suo corpo per sollevarle una gamba e portarla a cingere il mio bacino. La sua bocca continuava a divorare famelica la mia mentre le sue mani si avventuravano giù per la mia schiena per stringere a coppa il mio sedere e attirarmi ancora più vicina a se. La mia mano sotto la sua maglietta intanto saliva leggera ma decisa fino al seno stringendolo forte tanto che lei, a stento, riuscì a trattenere un gemito involontario che soffocò nella mia bocca.
Per tutta risposta le leccai le labbra sorridendo e così fece anche lei.
Mi era mancata terribilmente. Tutto di lei mie era mancato, a cominciare dal suo odore, dal sapore buono della sua pelle di cioccolato.
L'ascensore arrivò al piano e ci staccammo velocemente rimettendoci in sesto mentre le porte si aprivano rivelandoci un'allegra famigliola che aspettava di salire.
Ci sorrisero amabilmente augurandoci il buon giorno e lo stesso facemmo noi sorridendoci a vicenda di sottecchi, ancora con il sapore dell'altra sulle labbra e le guance arrossate.
Mi avvicinai alla porta tentando di aprire ma mi risultava difficile viste le labbra di San che mi accarezzavano il collo e le sue mani che erano scivolate sotto il tessuto della mia maglietta per graffiarmi delicatamente la schiena.
Finalmente riuscii ad aprire la porta. Non appena fu spalancata entrai tirando dentro la latina per la maglietta e lei richiuse la porta con un calcio invertendo le nostre posizioni e spingendomi contro il legno scuro azzannando letteralmente il mio collo esposto mentre le mie dita si intrecciavano tra i suoi capelli accompagnandone i movimenti.
Non avevamo neanche cominciato e già sentivo la mia pelle andare a fuoco.
*****
Le mie mani si intrufolarono sotto la sua maglietta trascinandola verso l'alto fino a sfilarla del tutto. Accarezzai con devozione il suo busto, ancora più tonico di come lo ricordassi e mi presi qualche minuto per rimanere, come sempre, a bocca aperta davanti a quella scultura d'alabastro, stentando a capacitarmi del fatto che fosse mia e mia soltanto.
Graffiai piano i suoi addominali baciandole il seno ancora coperto e la sentii tremare sotto di me.
"Santana" mormorò in un gemito mentre con la lingua assaggiavo la sua pelle ad occhi chiusi mormorando d'approvazione nel riscoprire il suo sapore.
Con un colpo di reni mi spinse all'indietro fino al letto, feci per stendermi ma mi fermò prima che potessi farlo, sfilandomi con foga la maglietta, mentre mi toglievo le scarpe e lei faceva lo stesso. Si abbassò fino a baciare il mio collo e continuò la sua discesa inginocchiandosi per baciare ogni lembo di pelle del mio busto, dalla valle dei seni fino al mio ombelico.
Riaprii gli occhi che avevo chiuso per il piacere e la trovai incantata a guardarmi con un sorriso dipinto in volto. Sbottonò i miei jeans sfilandoli velocemente, d'istinto feci per richiudere le gambe ma poggiò le mani sulle mie ginocchia facendo pressione perché le allargassi il più possibile. Sorrisi mentre poggiava una mano sul mio petto spingendo perché mi stendessi ed io obbedii.
Risalì il mio corpo poggiando le labbra tra i miei seni.
"Mi sei mancata da impazzire" mormorò tra un bacio e l'altro.
"Dios, Britt" gemetti rivoltando gli occhi all'indietro mente con due dita spostava appena il mio reggiseno per scoprire un capezzolo e correre a circondarlo con le labbra.
Succhiò quella porzione di pelle più scura, stuzzicandola con la lingua, mentre con la mano accarezzava l'altro seno ancora coperto.
Scivolò verso il basso mordendo la pelle del mio fianco, facendomi sospirare ancora prima di risalire per riservare all'altro seno lo stesso trattamento.
Le sue mani sul mio corpo sembravano essere centomila, le sentivo dappertutto, e le sue labbra si preoccupavano di riscoprirmi piano piano, con bisogno.
Non riuscivo a capacitarmi delle sensazioni che mi regalava ogni volta. Mi domandai come avessi fatto a resistere senza per tutto quel tempo. Intanto sentivo l'umidità crescere di più tra le mie gambe ed i brividi ricoprirmi la pelle.
Portai una mano tra i suoi capelli, appena più lunghi di come li ricordassi, e li accarezzai piano mentre cercavo di tenere aperti gli occhi per osservare il suo viso felice, mentre mi riservava quelle attenzioni.
Dio era bellissima.
La sua lingua scivolò lungo il mio busto ancora una volta, fermandosi a giocare con il mio piercing prima di leccare le linee dell'inguine. Chiuse i denti sull'elastico delle mie mutandine lo tirò a se spalancando gli occhi nei miei.
Affogai in quel mare blu di lussuria e amore e sorrisi d'anticipazione mentre ringhiava appena giocosa tirando quell'elastico per poi lasciarlo andare di colpo. Ridacchiammo entrambe ed io le accarezzai una guancia mentre lei risaliva le mie gambe con la punta delle dita, leggera come una piuma. Il mio corpo si ricoprì di dolci brividi, poi infilò le dita sotto l'elastico tirando giù il tessuto fino a sfilarlo e tornò a poggiare le mani sulle mie ginocchia. Aprii le gambe il più possibile e la vidi osservarmi concentrata.
Strofinò la guancia contro il mio interno coscia senza smettere di sospirare guardando il mio centro con desiderio, mi morsi forte il labbro inferiore, quello sguardo da solo era capace di eccitarmi fino all'inverosimile.
Avvicinò il viso al mio centro con una lentezza esasperante, mentre con le mani accarezzava il mio inguine.
Tremai d'anticipazione, ma lei sembrava essere in un altro mondo. Fece per avvicinare le labbra al mio centro ma subito dopo cambiò rotta mordendo piano il mio interno coscia e prendendo a succhiarlo senza smettere di guardare tra le mie gambe come un lupo affamato che prende tempo per azzannare la preda. Finì per lasciarmi un grosso segno violaceo ed arrossato, gemetti a metà tra dolore e piacere e lei prese a lasciarvi teneri baci per lenire il dolore, senza decidersi a soddisfarmi.
"Brittany, por favor mi amor" mormorai esasperata.
A quelle parole spalancò di più gli occhi, lucidi di lussuria. Avevo giocato sporco. Sapevo quanto ascendente avessi su di lei quando le parlavo in spagnolo, ma era necessario perché la volevo da impazzire e sarei potuta venire senza nemmeno essere toccata se lei avesse continuato a guardarmi in quel modo, senza fare nulla.
Senza farsi pregare ulteriormente si avvicinò alla mia intimità, con le dita accarezzò le mie pieghe fino a distenderle per passarvi intorno la punta della lingua tanto da farmi tremare e rivoltare ancora una volta all'indietro gli occhi per il piacere. Mi portai una mano alla fronte mordendomi forte il labbro per soffocare un gemito mentre la sua lingua esperta mi accarezzava, prendendosi gioco di me senza mai spingersi più in la di qualche semplice carezza.
"Sei così calda" mormorò suadente, direttamente sulla mia intimità donandomi un milione di piccoli brividi.
"Brittany por favor" quasi ringhiai.
Ma le parole mi morirono in gola quando, senza preavviso, la sua lingua affondò in me. Strinse le mani sui miei fianchi attirandomi di più verso di lei, baciava la mia intimità così come poco prima aveva baciato la mia bocca: con famelica devozione. Le sue mani salirono fino ai miei seni stringendoli forte, vedevo i muscoli delle sue braccia e delle sue spalle contrarsi mentre mi spingeva verso il basso incontro alle spinte della sua lingua dentro di me che mi esplorava, impaziente come fosse la prima volta e l'ultima insieme.
Dovetti mordermi un braccio per soffocare i gemiti e, nonostante questo, non riuscii a trattenerli, intrecciai l'altra mano tra i suoi capelli stringendoli appena tra le dita.
Tremavo, tremavo forte di piacere ed emozione, mentre lei continuava a venerare il mio corpo con le mani, e a baciarmi così intensamente.
Allungò una mano cercando la mia ed intrecciammo le dita le uno nelle altre mentre lei non accennava a diminuire il ritmo e l'intensità, mentre io impazzivo di piacere.
"Besame amor" la pregai all'improvviso incapace di resistere ancora lontana dalle sue labbra.
Non si fece pregare, risalì il mio corpo fino a portare le labbra sulle mie. Sentivo la sua bocca calda ed intrisa del mio sapore, muoversi sulla mia mentre i nostri respiri si facevano sempre più corti.
Con le mani scesi fino ai suoi jeans slacciandoli e tirandoli giù. Si staccò da me un solo istante per toglierli del tutto insieme alla biancheria, slacciai il suo reggiseno e la spinsi al mio fianco sul materasso sedendomi cavalcioni sul suo bacino. Sfilai a mia volta il reggiseno e lei si sollevò a sedere per chiudere a coppa i miei seni tra le sue mani ed accarezzare un capezzolo con la lingua, mentre stuzzicava l'altro con le dita.
Inarcai il busto verso di lei lasciando andare all'indietro la testa per darle più spazio mentre una delle sue mani scivolava dietro la mia schiena, spingendomi di più contro di lei, e l'altra scendeva tra i nostri corpi incastrati per raggiungere il mio centro.
Premette il pollice contro il mio clitoride passando due dita su e giù lungo la mia apertura un paio di volte prima di incatenare gli occhi ai miei e sorridermi.
Sorrisi a mia volta. In quel momento la mia bocca si spalancò in un gemito muto mentre le sue dita entravano in me decise, sospirò sulle mie labbra ridacchiando ed io feci lo stesso, scossa dai brividi.
Intrecciai entrambe le mani tra i suoi capelli e lei sollevò il mento per ritrovare la mia bocca, la baciai con devozione mentre mi muovevo incontro a quelle dita lunghissime ed esperte che non mi davano tregua muovendosi e ruotando dentro di me.
"Non fermarti amore" la pregai inarcando ancora la testa all'indietro, le sue labbra si posarono sulla mia gola mordicchiandola e leccandola mentre aumentava il ritmo delle spinte.
"Ti amo" bisbigliò con il fiato corto mentre mi osservava rapita.
Avrei voluto che quell'istante durasse per sempre. Fu per quella ragione che mi costrinsi ad interrompere quel contatto. Poggiai una mano sul suo petto spingendola contro il materasso per poi stendermi su di lei, costringendola, controvoglia, a ritirare la mano.
La vidi portarsi alle labbra le dita per assaggiarle mentre scendevo lungo il suo corpo per baciarle il seno ricoprendolo di dolci attenzioni mentre lei tremava gemendo sotto di me.
Scesi con le labbra, baciando e leccando ogni curva, ogni muscolo, ogni meravigliosa sfumatura di quella pelle lattea fino a raggiungere il suo centro. Vi poggiai sopra le labbra, spalancandole per avvolgere tutta la sua intimità succhiando forte, la sentii gemere e muoversi impaziente sotto di me e senza farla attendere oltre, la mia lingua corse ad esplorarla curiosa.
Gemetti d'approvazione sul suo centro. Dio se mi era mancato il suo sapore! Stuzzicai il clitoride con le dita costringendola a stringere il lenzuolo sotto di sé così forte da far sbiancare le nocche, come volesse aggrapparsi a qualcosa per evitare che il piacere la trascinasse via da me.
La sentii vicina al culmine e mi costrinsi a fermarmi, non volevo che finisse, non ancora.
Lei quasi ringhiò quando mi staccai ma prima che potesse protestare la mia bocca era già sulla sua per un bacio affamato.
"Girati" le ordinai leccandole le labbra ed in quel momento il suo disappunto si mutò in maliziosa curiosità.
Mi sollevai appena e lei si voltò completamente. Tornai a stendermi su di lei, sedendomi sul suo fondoschiena, spostai i capelli biondi da un lato e presi a baciare la sua nuca, scivolando fino a leccare le spalle, le scapole e giù lungo quella schiena tonica, per passare la lingua sulle fossette di venere e accarezzarle il sedere sodo con entrambe le mani.
Passai una mano sul suo fianco fino a scivolare davanti, sotto il suo corpo, lei capì le mie intenzioni e si sollevò quanto bastava perché le mie dita potessero raggiungere il suo centro ed entrare in lei.
Poggiai un braccio al lato della sua testa facendo leva per sollevarmi mentre le mie dita spingevano in lei che si muoveva su e giù sotto di me incontro alle mie dita gemendo per il piacere.
Morse con forza la federa del cuscino per soffocare le grida mentre io mi curavo di baciare e leccare ogni lembo di pelle piacevolmente profumata tra il collo, la spalla e la nuca.
MI sollevai completamente e lei mi seguì, finché non ci ritrovammo in ginocchio al centro del materasso. Abbandonò il peso all'indietro su di me. Sentivo la sua schiena premere contro i miei seni, la sua testa abbandonata sulla mia spalla, le mie dita spingevano ancora dentro di lei che strofinava il sedere contro la mia intimità, con l'altra mano risalii il suo corpo stringendo uno dei suoi seni mentre continuavo a baciarle il collo. Spinta dai gemiti incontrollati che lei liberava direttamente al mio orecchio.
Intrecciò le braccia dietro il mio collo.
"Baciami" mi implorò in un lamento eccitato ed io non me lo feci ripetere, baciandola con foga, sorridendo mentre le nostre lingue duellavano tra loro, cercandosi continuamente.
Morsi il suo labbro inferiore tirandolo a me per poi succhiarlo appena, questa volta fu lei a staccarsi, tornando a stendersi con mia sorpresa, mi attirò a se e mi stesi di nuovo su di lei che mi regalò un altro tenero bacio prima di spingermi sul materasso invertendo le posizioni. Mi leccò le labbra e poi sorrise maliziosa sollevandosi per voltarsi.
Un brivido mi percorse il corpo quando ritrovai la sua intimità davanti al mio viso ed avvertii il suo respiro caldo tra le gambe.
Mi ritrovai ancora una volta a gemere di piacere quando sentii la sua lingua ricominciare a viziarmi e decisi di giocare al suo stesso gioco, imitando perfettamente i suoi movimenti, quando se ne rese contò non poté fare a meno di ridere tra le mie pieghe e io feci lo stesso.
Riprendemmo a giocare, complici come sempre, padrone di quel momento solo nostro.
Ancora una volta sull'orlo dell'orgasmo entrambe ci fermammo, quasi in sincronia.
Brittany si voltò tornando su di me, ci baciammo per un tempo infinito, con i respiri corti, stremate ma più felici che mai.
Ci eravamo ritrovate, avevamo ritrovato tutto, la nostra complicità i nostri respiri sincronizzati, l'amore sconfinato che provavamo l'una per l'altra.
Sorrise maliziosa guardandomi dall'alto le sue mani ai lati della mia testa, i suoi capelli biondi che incorniciavano i nostri visi come a separarci dal mondo esterno.
Allargai di più le gambe e la sentii scivolare lungo il mio corpo accarezzandolo con il proprio in più punti finché un dolce e familiare brivido non ci sorprese entrambe mentre le nostre intimità si portavano a contatto, accarezzandosi reciprocamente.
Potevo sentire il suo calore fondersi con il mio mentre incominciavamo a spingerci l'una contro l'altra in un movimento calmo e sincronizzato.
La foga precedente aveva lasciato spazio solo alla gioia dell'esserci ritrovate.
Non smettemmo neanche per un istante di guardarci negli occhi, mentre continuavamo a fare l'amore in quel modo dolce, perse in un mondo solo nostro.
"Brittany" sospirai socchiudendo gli occhi per il piacere.
"Amore" dissi ancora.
"Sono qui piccola" rispose lei sulle mie labbra "Guardami" mi pregò.
Ed io non riuscii a non obbedire.
"Io ti amo" le dissi, in un sussurro come fosse un segreto solo nostro.
"Anche io" rispose con naturalezza, sorridendo senza smettere di muoversi.
Ci fu un istante di silenzio ed i miei sensi si persero completamente in balìa del suo profumo, della dolcissima fusione dei nostri corpi, della perfezione assoluta di quel momento e dei nostri cuori che battevano all'unisono.
Sorrisi e lo stesso fece lei.
Ed in quel momento mi resi conto che non c'era nulla la mondo che desiderassi di più che passare con quella donna il resto della mia vita, ogni singolo istante fino alla fine dei miei giorni. Il suo viso sarebbe stato la prima e l'ultima cosa che avrei voluto vedere all'inizio e alla fine di ogni mia giornata.
"Britt" chiamai ancora mentre mi sentivo già vicina al culmine.
"Sì" biascicò lei, vicina a sua volta.
"Vuoi sposarmi?" dissi di getto.
Lei sospirò spalancando per un secondo gli occhi a quella domanda prima di sorridere.
"Naturalmente sì" disse piano baciandomi. In quel preciso istante l'orgasmo ci travolse entrambe.
Ci ritrovammo a respirare a fatica, strette l'una tra le braccia dell'altra.
Brittany abbandonò il peso su di me poggiando il viso sul mio petto per baciarlo in più punti, io la strinsi accarezzandole i capelli e la schiena intrecciando le gambe tra le sue.
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Non avrei saputo dire quanto tempo rimanemmo in quella posizione a scambiarci baci teneri, carezze lungo tutto il corpo e parole d'amore appena sussurrate.
Nessuna delle due parlò di quello che era accaduto. Santana non riaprì l'argomento e non lo feci nemmeno io, convinta che si fosse trattato soltanto di una frase detta in un momento di eccitazione, buttata lì così di getto, senza pensarci.
Che fosse stato così o meno, la mia risposta non sarebbe cambiata, avrei sposato Santana in quello stesso istante se avessi potuto.
Ad ogni modo eravamo così stremate e piene di voglia di amarci ancora che nessuna delle due ne riparlò nell'immediato, prese come eravamo dalla felicità dell'esserci ritrovate ancora. Finalmente, anche se da lì a due giorni ci saremmo separate nuovamente per un altro interminabile mese.
