Temari e Gaara si scambiarono una lunga occhiata d'intesa nello studio che condividevano sia come colleghi che, finalmente, anche come fratelli. Lei si alzò dalla scrivania riponendo l'alta pila di fogli che avevano prodotto lavorando giorno e notte, ascoltando le testimonianze di Itachi, Madara e Hidan, nel fascicolo dedicato a Shisui. Un caso delicato non solo per la sua particolarità ma anche perché riguardante da vicino un loro caro amico.
A Itachi non era sfuggito nessun dettaglio del giorno in cui aveva accompagnato il cugino a quello che, per lui, avrebbe dovuto essere soltanto un provino di danza. I suoi sensi affinati dalla perdita della vista lo avevano reso meglio di un testimone oculare vero e proprio.
Shisui, disperato per quanto accaduto a casa di Madara, aveva confessato come era andata tutta la storia sin dall'inizio incoraggiato dalle rassicurazioni e dalla protezione del cugino maggiore arrivando finalmente a fare i nomi dei suoi due aguzzini. Nonostante nessuno lo avesse più visto, era come se Shisui avesse ricevuto un enorme abbraccio da tutti contemporaneamente, Yahiko che non aveva mai smesso di stargli vicino, lo stringeva invece dal vivo ogni volta che ne aveva l'occasione. Non aveva importanza quali e di chi immagini fossero finite nei meandri di Tele Roots, non era stato difficile per nessuno comprendere in quale tritacarne fosse finito Shisui e perché avesse avuto paura a chiedere aiuto.
"Il problema principale sarà trovare il metodo di incastrare questi delinquenti" Temari, dopo essere tornata a sedersi, sospirò rivolgendo gli occhi verde scuro in direzione di Kankuro e Choji che nel frattempo erano entrati nella stanza per sedersi di fronte ai due avvocati "Purtroppo agiscono senza lasciare tracce, i video sono custoditi chissà dove se non addirittura mai registrati sul serio ed usati solo a parole per terrorizzare Shisui. È la parola dei testimoni contro la loro, purtroppo il fatto che uno di loro sia cieco e cugino della vittima, uno reduce da un corso di gestione della rabbia e il terzo l'ennesimo parente non aiuta di certo."
"L'ultimo avvenimento è accaduto praticamente sotto gli occhi del sindaco, questo non basta?" intervenne Kankuro.
"Purtroppo no" ammise Temari abbassando gli occhi "Naruto ha visto solo il problema dalla parte di Shisui in un momento un cui, giustamente, erano tutti molto sconvolti."
"Shisui ha fatto un bonifico e ci sono stati diversi contatti tramite mail, soprattutto nelle fasi iniziali" continuò Kankuro con il desiderio di aiutare sia la sorella che l'amico.
"Sfortunatamente abbiamo a che fare con criminali esperti, anche se non sembra" Temari tornò con lo sguardo saldo in quello del fratello "Il conto era intestato sia ad una banca che a una persona fittizi, mentre le mail sono partite da un computer messo preventivamente sotto la gestione di qualche esperto hacker. Si erano guardati le spalle ancora prima di passare dall'agenzia di Genma per farsi scorpacciate di album fotografici. Purtroppo, anche in quell'occasione, Danzo si presentò come un talent scout facendola franca."
"Secondo me ci sta sfuggendo proprio la cosa più semplice, Temari" Gaara fece una pausa attendendo quei pochi secondi affinché l'attenzione dei presenti fosse focalizzata interamente su di lui "Minacciano di mandare in onda i film estorti a Shisui? Bene, noi daremo loro esattamente ciò che vogliono."
"Gaara, io non credo sia il caso" quasi si inalberò Temari "D'accordo che Tele Roots è un'emittente locale, ma è in grado di raggiungere comunque diverse migliaia di persone."
"E noi taglieremo questa trasmissione esattamente a metà" Gaara alzò due dita in aria facendo il gesto delle forbici "Loro inizieranno a divulgare ignari di tutto, peccato che il film, invece di arrivare nelle case della gente, si fermerà su un nostro bello schermo privato. Ecco servita su un piatto d'argento la prova di cui abbiamo bisogno. È semplice, basta solo che Shisui inizi a rifiutare le loro richieste essendo al corrente di tutto, ovviamente. Se a loro piace giocare a colpi di hacker questa volta troveranno pane per i loro denti."
Gaara vide, nonostante la situazione, rilassarsi tutti i volti delle persone che aveva davanti, compresa la sorella.
"Ho già un'idea sulla persona a cui possiamo rivolgerci" Temari, adesso sorridente e con la soluzione in tasca, accarezzò tutti con il suo intenso sguardo soffermandosi a godere di quello del marito giustamente fiero di lei.
"Sei preoccupato?" La domanda di Naruto arrivò a rompere i quaranta minuti buoni di silenzio che regnavano nella sua macchina da quando erano partiti, sentire il solo fruscio costante delle gomme aveva iniziato ad annoiarlo. Itachi non era per niente ostile, anzi, appariva completamente rilassato sul sedile del passeggero, ma Naruto aveva bisogno di sapere almeno una parte di quanto stava passando nella testa dell'amico, il moro aveva bisogno di capire che non era solo e che poteva fare affidamento su chiunque avesse avuto bisogno. Nonostante fosse una situazione terribilmente spinosa, Naruto sentiva che ormai la soluzione era a portata di mano "Sebbene Kabuto ti abbia avvertito che si tratta di un'operazione dolorosa, sei solo da ammirare per quanto stai facendo per Konan e Neji."
Malgrado quanto accaduto a tuo cugino davanti a noi a casa di Madara.
Naruto sospirò non ritenendo necessario rinnovare il turbamento mentre accompagnava Itachi di nuovo verso il centro di ricerca per poter effettuare la sua donazione alla coppia. Purtroppo il gesto era diventato indispensabile dopo che Kabuto aveva ottenuto i risultati degli esami fatti a Neji.
"Non sono in ansia per me, naturalmente, ma per Shisui" Ecco che Itachi aveva tolto a Naruto quelle fastidiose parole dalla bocca rimanendo un signore, come sempre.
Naruto mandò un impercettibile sospiro osservando per un istante il profilo del moro, le lunghe ciglia restavano basse nell'apprensione verso Shisui, poi tornò a concentrarsi sulla strada: "Ti capisco, non è stata una bella scena da vedere, tuttavia grazie a quell'inghippo Shisui è riuscito finalmente a chiedere aiuto e noi stiamo andando da Kabuto anche per questo."
"Mi dispiace che sia accaduto proprio la notte dopo la festa del tuo compleanno, Naruto."
"È tutto a posto, non è certo quello il problema e lo sai quanto io mi sia divertito" Il biondo sorrise posando una mano sulla gamba di Itachi.
"Spero che da domani in poi possa tornare a divertirsi anche Kisame" Itachi cercò di far tornare il buon umore "Dopo più di due settimane di astinenza inizio a non sopportarlo più."
I due amici risero. Era giusto così, Shisui aveva bisogno di positività adesso che stava per fare ingresso nella sua nuova vita.
Questa volta era toccato a Naruto attendere appoggiato alla barriera di plexiglas trasparente seduto fuori dallo studio di Kabuto. Itachi era all'interno da quasi un'ora, il ricercatore lo aveva ricevuto tranquillo e, questa volta, senza lasciarsi scappare frasi bizzarre. Kabuto aveva salutato educatamente il sindaco come se fosse una persona qualunque nonostante Naruto lo avesse contattato, per la seconda volta, al fine di chiedergli un appuntamento straordinario.
Kabuto è l'unico a non avermi mai domandato autografi o foto.
Naruto aveva preso un appuntamento per sé stesso, era lui che aveva una richiesta da fare a Kabuto, così aveva preso l'occasione anche per accompagnare Itachi a fare il prelievo.
Il moro avrebbe dovuto subire il passaggio di due grossi aghi, uno nel ventre e l'altro tra le gambe, per permettere a Kabuto di fare un'accurata selezione del suo materiale genetico visti i problemi ereditari di cui era portatore. Non era un intervento da niente, se Kabuto aveva già spiegato che era doloroso non c'era da scherzare; anche se quell'uomo era strambo avevano avuto tutti modo di capire che non mentiva mai, figuriamoci in qualcosa che lo appassionava come il suo lavoro.
Naruto sospirò accorgendosi che iniziava ad avere i palmi delle mani sudati, sperando che avesse somministrato almeno un anestetico a Itachi, cercò di concentrarsi sul brusio basso e costante che proveniva dabbasso, dalla sala principale dell'edificio. Un tentativo come un altro per distarsi dal silenzio assoluto che regnava dietro alla porta verde acqua di Kabuto.
"Entra pure, Naruto."
Il biondo quasi sobbalzò, Kabuto era apparso nella cornice della porta avvolto nell'immacolato camice bianco, era riuscito ad aprirla senza emettere alcun suono. Sorrideva, nessun riflesso sulle lenti degli occhiali, i capelli argentati, anche se spettinati, non versavano in quello sgradevole disordine di sempre. Ormai anche Naruto aveva imparato a leggere i metodi di comunicazione alternativi usati da Kabuto.
Il biondo aveva appena aperto la bocca per chiedere allo scienziato cosa ne fosse stato di Itachi, che il moro apparve dietro di lui, il viso tranquillo anche se terribilmente pallido. Quando Itachi mosse i primi passi per uscire nel corridoio, Naruto si rese conto che le gambe gli tremavano un poco e che aveva la fronte sudaticcia. Una persona non dotata di un autocontrollo simile al suo, probabilmente sarebbe stata stravolta. Naruto sobbalzò, era chiaro che l'amico aveva appena attraversato un forte dolore fisico.
"Itachi, tutto bene?" Naruto balzò verso di lui per afferrarlo dalla vita.
"Sì, non preoccuparti per me, adesso è il mio turno di sedermi qui. Vedrai che dopo starò meglio."
Il biondo scortò l'amico, che camminava leggermente curvo, verso la fila di sedie: "Sei sicuro di non avere bisogno di niente?"
"Solo di una cosa, Naruto" disse il moro mentre si sedeva con cautela "Uscire di qui con la soluzione per Shisui."
Naruto sorrise.
Sei un angelo, Itachi.
Il biondo seguì Kabuto all'interno dello studio, si sedette fiducioso alla scrivania trovando lo scienziato molto ben disposto. Kabuto prese posto davanti a lui con l'espressione pacata e bonaria, Naruto non poté fare a meno di notare la macchia di sangue che aveva sul davanti del camice, leggermente spostata a destra. Itachi non aveva mai emesso un lamento, appena fornito il suo prezioso aiuto per Konan e Neji, aveva subito pensato a come dare il meglio per Shisui.
Itachi…
"Che piacere rivederti, Naruto" Kabuto si contorse lievemente le dita delle mani, niente di eclatante, le lenti erano sempre trasparenti "Sono felice di aiutare Shisui dopo averlo sentito parlare così bene di me in televisione."
Nonostante lo scivolone della frase fuori luogo, Naruto comprese, per la prima volta, che forse Kabuto non conosceva altri metodi per esprimersi; molto probabilmente quella che sembrava a tutti una terribile mancanza di tatto o una gigantesca lacuna nei comportamenti di base da tenere durante l'interazione con il prossimo, non era nient'altro che buona fede. Il biondo frenò sul nascere l'espressione sconcertata che gli si stava formando sul viso, evidentemente Kabuto era sempre stato talmente preso poco in considerazione dalla gente da fare i salti mortali di gioia solo per essere stato nominato erroneamente da una persona messa alle strette da una situazione di ricatto. E quella di Kabuto era gioia pura, intensa, senza ombre, come se la stesse sperimentando in modo molto più forte rispetto a tutte le altre persone considerate normali. In pratica, ogni ringraziamento che aveva rivolto a Shisui a partire già dalla prima volta, pur sembrando canzonatorio, in realtà era stato molto più che sincero.
Un incompreso, soltanto questo.
Il viso del biondo si rilassò: "Sono contento anche io di vederti. Il tuo aiuto per noi è sempre prezioso, lo è stato con Itachi, lo sarà per Konan e Neji, e adesso la tua conoscenza in tecnologia si rivelerà indispensabile per Shisui."
A Naruto parve di vedere Kabuto quasi commuoversi, molto probabilmente aveva atteso parole di apprezzamento come quelle da più o meno tutta la vita, così come aveva sempre aspettato un viso sorridente e comprensivo.
"Sarò sindaco ancora per poco più di due mesi, ma ho intenzione di sfruttarli al meglio, questa è la missione più determinante che mi sia capitata durante tutti i mandati" continuò Naruto "Sarai di vitale aiuto collaborando con la polizia e con i miei amici avvocati Temari e Gaara."
Far sentire Kabuto importante, adesso, era fondamentale. Comunque molto speciale lo era davvero, Naruto non aveva certo intenzione di metterlo da parte una volta terminata la collaborazione e, come lui, anche tutti gli altri. Da quando Kisame aveva spiegato a tutti quale problema avesse Kabuto, di colpo aveva smesso di apparire ai loro occhi come l'individuo strano, bizzarro, imbranato e insopportabile da tenere a distanza ad ogni costo. Non si nascose mai dietro il fastidioso riflesso degli occhiali mentre Naruto gli esponeva l'idea di Gaara di intercettare le trasmissioni di Tele Roots prima che raggiungessero le antenne riceventi della città. Era il modo più veloce per avere le prove che potessero incastrare Danzo e Hiruzen.
"Si può fare" disse semplicemente Kabuto alla fine delle spiegazioni di Naruto "Dovremmo togliere corrente per qualche secondo alle antenne riceventi, intercettare la frequenza della trasmissione e modificarla leggermente affinché si agganci solo alla nostra antenna, dopodiché faremo ripartire la ricezione. Le persone da casa penseranno ad un semplice guasto di Tele Roots dal momento che tutte le altre stazioni continueranno a funzionare come sempre. Io e il professor Orochimaru ci occuperemo di criptare il segnale, da domani stesso inizieremo a studiarci le frequenze su cui lavora Tele Roots, essendo un'emittente locale non credo che siano molto complicate. Quei due balordi inizieranno a trasmettere fregandosi le mani non rendendosi conto di averle già nel sacco."
Naruto rise di cuore, sembrava che Kabuto non fosse capace di fare battute spiritose soltanto perché, ogni volta che ci aveva provato, non erano state apprezzate.
"Grazie, Kabuto." mormorò emozionato Naruto.
Lo scienziato si limitò ad annuire; intuendo di averlo messo in una situazione che per lui era imbarazzante, Naruto si alzò dalla sedia per dirigersi verso l'uscita.
"Naruto." il richiamo raggiunse il biondo quando ormai aveva iniziato ad abbassare la maniglia della porta.
"Sì?"
"Non mi sono dimenticato di Itachi. Gli esiti della visita a cui l'ho sottoposto sono stati positivi, se tornerà qui, dopo che avremo dato una lezione a quei due, festeggerà insieme a noi sfoggiando i suoi nuovi occhi."
Gli unici raggi di sole che Shisui aveva visto durante l'ultima settimana erano stati quelli entrati attraverso la finestra del suo salotto, il sospiro sconsolato aveva appannato il vetro costringendolo a riabbassare la sottile tendina bianca per indietreggiare di qualche passo. Lui e Yahiko erano tornati subito a casa dopo quanto successo a casa di Madara, sia il cugino maggiore che Naruto si erano immediatamente attivati per risolvere la situazione lasciando in sospeso ogni attività svolta normalmente fino a quel giorno. Kisame aveva concesso sia a lui e al marito di restare a riposo per tutto il tempo a loro necessario, ulteriore stanchezza e stress non avrebbero certo aiutato in una situazione del genere.
Yahiko era straordinario, lo coccolava in ogni modo possibile. Gli preparava deliziosi dolcetti per fargli mandare giù qualcosa dal momento che Shisui aveva quasi completamente perso l'appetito. Lo faceva rilassare nella vasca da bagno tra acqua calda e nuvole di schiuma mentre lo accarezzava amorevolmente. Shisui era commosso per tutto l'amore e la comprensione che aveva intorno, adesso gli era stato chiesto da Temari e Gaara di metterci del suo e lui sentiva di avere il dovere di mettercela tutta per riscattarsi dei suoi errori e per ricambiare tutto l'affetto da cui era circondato.
Sarebbe stato terribile sedersi davanti a quel monitor privato, insieme a tutti, mentre le trasmissioni abusive di Tele Roots venivano intercettate, il film avrebbe potuto essere proprio quello di lui e Yahiko che facevano l'amore. Lo avrebbero visto tutte le persone che lo stavano aiutando, la polizia, Naruto, Yahiko, i cugini, Temari, Gaara, Kabuto e Orochimaru. Sarebbe stato terribile, avrebbe dovuto fare degli enormi sforzi per non fuggire in lacrime dalla stanza. Ma era necessario, lo doveva a tutti, li aveva feriti, aveva fatto loro del male, adesso era giunto il momento di rimboccarsi le maniche per rimediare, se il prezzo da pagare era questo lo avrebbe fatto più che volentieri.
"Tesoro, sei pronto?" Yahiko lo abbracciò delicatamente da dietro posandogli un bacio sui morbidi ricci neri, la sua voce era stata una carezza.
Shisui strinse i pugni, gli occhi gli si riempirono di lacrime mentre continuava a tenerli puntati verso la finestra, sull'immagine di quella strada che tra poco avrebbe dovuto percorrere da solo. Si sarebbe tuttavia incamminato accompagnato dal pensiero e dall'incoraggiamento del marito e di tutti gli altri, li avrebbe avuti accanto come angeli silenziosi e invisibili.
"Sì."
Shisui si rigirò tra le braccia del marito appoggiandogli la fronte su una spalla, Yahiko lo strinse ancora più forte. Toccava a lui, era il suo turno adesso. Danzo lo aveva cercato per un incontro, Shisui già sapeva che si aspettava di ricevere quanto sarebbe dovuto uscire dalla casa di Madara. Il farabutto gli aveva promesso che, dopo quell'ultimo impegno, il loro contratto si sarebbe concluso con la consegna della nuova macchina. Naturalmente, chiunque avrebbe intuito che non sarebbe stato affatto così. Tra poco Shisui avrebbe dovuto iniziare a fare la sua fondamentale parte dicendo per la prima volta di no a Danzo, il film di Madara non c'era e non se ne sarebbe stato mai più nessun altro. Danzo sarebbe partito con le sue minacce di diffondere i video già ottenuti e allora la trappola, per lui e Hiruzen, sarebbe scattata inesorabile.
Sono pronto per la fase più difficile della mia vita. Ce la farò perché non sono affatto solo.
