L'amore è paura di perdere,
una guerra continua
per sentirsi vivi.
L'amore è sognare
perché la realtà
è difficile da amare.
L'amore ha il potere di accelerare il tempo,
non basta mai
come acqua
in un bicchiere bucato.
L'amore è lo spazio sottratto all'odio,
mi fa scordare di esso
anche se come un'ombra
mi segue in eterno.
L'amore è quello per cui morirei
ma ogni volta
penso di non avere fatto abbastanza.
L'amore è una fortezza
che sfida il tempo e le distanze,
può resistere alle cannonate,
ma basta un soffio di vento
a farla crollare.
"Ritratto dell'amore" di Shisui UchihaLe ultime falcate che fece Shisui prima di raggiungere Danzo furono sicure e decise, si fermò davanti all'anziano con lo sguardo alto e fermo e le mani infilate nelle tasche dei jeans scuri; la giacca di pelle marrone rimasta leggermente sollevata nella posa, faceva vagamente assomigliare Shisui ad un pistolero.
"Non importa che io ti segua al cinema, al bowling o in qualunque posto tu possa fingere di essere mio amico."
La frase del più giovane inchiodò Danzo, che già si era avviato per farsi seguire, in piedi nel bel mezzo del marciapiede. Si voltò per fissare Shisui riuscendo a trattenere lo sconcerto generato dalla nuova risolutezza sfoderata dalla sua vittima.
"Non ho niente per te questa volta" continuò Shisui autorizzato a proseguire dal silenzio e dall'immobilità di Danzo.
"Beh, peccato" Danzo si fece roteare le chiavi della Mercedes, che aveva finto di concedere a Shisui già davanti alla palestra, intorno alla punta dell'indice destro riuscendo ancora a non cambiare espressione e tono della voce "Perché io per te avevo questa, invece."
"Io ho già una macchina, grazie ma la tua non mi interessa" Shisui, senza togliere le mani dalle tasche, spostò il peso da una gamba all'altra inclinando leggermente la testa di lato, gesto che fece imbestialire Danzo anche se ancora riusciva a non scomporsi "I talenti che non sapevo di possedere ho deciso di tenermeli per me. Ti ringrazio per avermeli fatti scoprire ma il nostro accordo finisce qui."
Shisui vide Danzo serrare forte i denti sebbene ancora si sforzasse di mantenere la calma, era lui la parte più forte adesso.
"Non è solo per questo, Shisui" il tono di Danzo si era fatto aspro mentre ritirava le chiavi della Mercedes facendosele sparire di nuovo nella tasca della giacca "Lo sai benissimo che ormai i tuoi talenti sono custoditi gelosamente e in attesa di essere visti da qualcuno. Non solo le tue abilità, ma anche quelle di tuo cugino Itachi e di tuo marito Yahiko."
"Appunto, più persone ci vedranno meglio sarà" Shisui alzò il mento facendosi ondeggiare i riccioli sulla fronte "Peccato che Tele Roots sia solo una stazione locale. Tuttavia mi fido di te, so che tu e Hiruzen riuscirete a tirare fuori il meglio facendoci la migliore pubblicità possibile."
"Puoi starne certo, Shisui" la voce di Danzo, ora tremante di rabbia, raggiunse uno Shisui che si era già voltato per tornarsene da dove era venuto "Potete esserne sicuri tu, Itachi e Yahiko."
Nonostante adesso stesse per arrivare la fase più difficile, e cioè quella dell'intercettazione delle trasmissioni di Tele Roots che sarebbero passate sotto gli occhi di diverse persone, Shisui sorrise. Gli sembrava di camminare volando avendo finalmente davanti a sé tutte le soluzioni che stava cercando da mesi, sentiva l'amore di Yahiko, della famiglia e degli amici camminarli accanto tenendolo per mano. Era giunto il momento di far pagare a quei due tutto il male che avevano fatto.
Io sono pronto.
Itachi cercava di rilassarsi concentrandosi sulla tranquilla musica in filodiffusione e il borbottio sommesso dell'acquario che si trovava incastonato nel pavimento chiuso da uno spesso strato di vetro; anche il brusio degli altri clienti era basso e gradevole, il moro aveva sempre adorato quel ristorante ma, purtroppo, era finito nella lista dei luoghi che Kisame aveva inconsapevolmente evitato negli ultimi due anni. Molto probabilmente il marito pensava che la sua esperienza non potesse essere completa non riuscendo a godere delle luci soffuse, dei pesci variopinti e dei bellissimi vassoi di sushi preparati sempre con la massima cura. Il moro aveva abbracciato il marito senza staccarsi più per diversi minuti al suo annuncio di aver prenotato una cena proprio lì e solo per loro due. E poi quel posto, in qualche modo, doveva essere magico; era lì che Deidara aveva convito Kiba a prendere finalmente in mano la sua vita quasi tre anni prima.
"Ehi, che ti prende? Nemmeno io avessi tirato giù la luna dal cielo con una canna da pesca" aveva scherzato Kisame baciando il marito sulla testa mentre lui sembrava esserglisi attaccato addosso con il mastice "In realtà sei tu che ti fai sempre in quattro per tutti, hai appena aiutato Konan e Neji, stai per farlo con Shisui, direi proprio che ti meriti un premio."
"Hai fatto molto di più che pescarmi la luna e farmi un regalo." aveva mormorato Itachi appoggiandogli una guancia sul petto "Grazie, Kisame, ti amo."
Il vero dono era quello di non considerare più l'assenza della vista come un ostacolo, non aveva importanza se Kisame era così felice grazie all'esito positivo della visita di Kabuto che gli avrebbe permesso, quasi sicuramente, di tornare a vedere, l'essenziale era che tutto tornasse come prima, a partire dalle piccole cose.
Itachi fece un lieve sorriso tra sé rammentando quel recente ricordo, tuttavia non riuscì a nascondere il sospiro d'inquietudine che lo seguì subito dopo.
"Che ti succede, hai freddo?" Gli domandò dolcemente Kisame posandogli il suo soffice bomber sulle spalle.
In realtà sì, Kisame ci aveva visto giusto come sempre, mangiare pietanze non calde in autunno e inverno gli faceva sempre correre qualche brivido sulla pelle e quel sushi era così delizioso che nel suo piatto era sparito tutto in pochi minuti. Ma il problema principale non era certo questo e Itachi sapeva che Kisame aveva intuito anche il resto, il gesto di coprirlo con la sua giacca era stato più che altro consolatorio, il moro lo capì dal tono che il marito aveva usato per fargli la domanda.
"Sono orgoglioso di Shisui e del coraggio che ha dimostrato oggi davanti a Danzo" Itachi posò una mano sulla coscia possente del marito "Però la parte più difficile, sia per lui che per tutti noi, verrà domani quando ci metteremo davanti a quel monitor. Il fatto che io non potrò vedere le immagini non mi impedisce di cogliere l'ennesimo enorme dolore che mio cugino dovrà attraversare."
"Lo so" Kisame lo tirò dolcemente per farlo aderire al suo corpo e poterlo stringere "Se vuoi vengo anche io domani."
"Grazie, Kisame, ma non importa, più persone ci saranno e maggiore sarà la lama che trafiggerà Shisui in quel momento" Itachi posò un bacio sulla guancia del marito per fargli capire che, se lo escludeva momentaneamente dalla situazione, era solo per il bene di Shisui "Io devo andarci per forza in qualità di uno dei testimoni principali, ma ti assicuro che questo strazio vorrebbe evitarselo chiunque."
"Sei un angelo, Itachi, sempre preoccupato per gli altri e mai per te stesso, ma è anche per questo che ti amo così tanto" Kisame gli afferrò il mento con due dita per sollevargli in viso, gli baciò le labbra di velluto, tanto bastò per fargli esplodere una palla di fuoco nel bassoventre "Tu come ti senti? Quanto ti sarà passato il dolore ti farò toccare il cielo con un dito, altra cosa che ti meriti."
Malgrado la complicata giornata alle porte, Itachi non poté fare a meno di sorridere.
Sebbene l'edificio che aveva davanti sfoggiasse un'architettura piuttosto anonima e banale, Shisui restò paralizzato per diversi secondi dopo aver fatto qualche passo sullo spoglio asfalto del cortile circondato dalla bassa ringhiera di ferro che non impediva certo di sbirciare dentro a qualunque passante. Gli occhi neri fermi su quello che, in fin dei conti, era un mero cubo basso e di colore giallo ocra. La stazione della polizia doveva stare, per forza di cose, eternamente con le veneziane bianche abbassate se si voleva evitare lo sguardo indiscreto di chiunque.
Shisui ritornò in sé sentendosi prendere a braccetto da Yahiko, le forme dei piercing si avvertirono anche attraverso il tessuto del maglione marrone; era raro, infatti, che il rosso indossasse giacche o cappotti, era una persona che non soffriva mai il freddo nemmeno in inverno. Mentre varcavano insieme la porta, Shisui ricordò con una punta di nostalgia lo stupore di Itachi, la persona più freddolosa che avesse mai conosciuto, quando apprese questa particolarità di un Yahiko appena conosciuto.
"Ma come fai?" aveva esclamato un Itachi sbalordito all'ennesima potenza vedendo Yahiko uscire dal bagno del Susanoo a petto nudo per entrare nel corridoio subito fuori dal camerino che, per Itachi, era sempre stato la Siberia in persona.
Shisui era scoppiato a ridere vedendo Yahiko sgranare tanto d'occhi come se avesse udito la peggiore enormità del mondo: "Ma se sembra di stare dentro la caldaia di una centrale termoelettrica qua dentro? Tu balleresti volentieri con la pelliccia, sono io che mi chiedo se il tuo sangue sia rosso o trasparente tipo quello degli insetti."
Il viso stupefatto di Itachi aveva fatto ridere il cugino ancora più forte, d'accordo che all'epoca Itachi non stava bene, ma adesso che era perfettamente in salute la situazione non era molto migliorata.
Il lontanissimo ricordo di quando lui e Yahiko erano ancora solo dei colleghi di lavoro, aveva aiutato Shisui ad arrivare sano e salvo fino alla stanza in cui lo stavano aspettando gli altri. Dalla penombra che regnava nel corridoio erano passati ad un ambiente talmente illuminato che sembrava brillare, il riverbero improvviso delle pareti bianche costrinse Shisui a strizzare gli occhi e a fermarsi qualche secondo per abituarsi alla nuova condizione. Pochi istanti più tardi mise a fuoco i due uomini all'enorme pulsantiera che occupata interamente la parete di fondo, un gigantesco bancone di bottoni, leve e display di cui solo loro sapevano leggere il significato.
"Siamo pronti" affermò semplicemente Kabuto abbandonando i comandi e venendogli incontro, fuori dal suo laboratorio al centro di ricerca, ritornava alle consuete camicie abbottonate fino in cima e ai pantaloni tagliati talmente precisi da scoprire i calzini non appena si metteva seduto. Nessun riflesso sugli occhiali, lo sguardo rimase limpido mentre anche Naruto li raggiungeva per stringere entrambe le mani a Shisui in segno di incoraggiamento.
Un uomo alto, magro, e dai lunghi capelli nerissimi era ancora di spalle concentrato sui comandi. Si presentò solo dopo che Kabuto lo ebbe introdotto come suo ex professore e attualmente collega. Orochimaru, un tipo decisamente bizzarro almeno nell'aspetto e nei modi di fare, Shisui restò ipnotizzato dal viso scavato e dagli orecchini che andavano e venivano nascosti dalla chioma. Particolare ma, evidentemente, molto competente.
Allontanandosi dalla pulsantiera per fare le presentazioni, Orochimaru e Kabuto avevano momentaneamente scoperto il piccolo monitor che prima era stato oscurato dai loro corpi. Era lì che sarebbe passata la trasmissione intercettata di Tele Roots, Shisui tirò un sospiro di sollievo scoprendo che non si trattava del maxi schermo dalle dimensioni cinematografiche che aveva preso forma nella sua fantasia nei giorni precedenti, le immagini sarebbero state visibili solo da una persona molto vicina. Qualcuno dalla pelle estremamente calda lo avvolse in un abbraccio silenzioso ma traboccante d'amore, guidò la sua testa di boccoli a posarsi sul suo petto, era Itachi. Shisui si crogiolò nella stretta prima che il cugino lo accompagnasse a sedere, la fila di sedie di plastica su cui presero posizione in compagnia di Naruto, erano state posizionate ad una distanza tale che non si potessero comunque apprezzare le immagini del piccolo monitor. Shisui ringraziò mentalmente le persone che aveva intorno per avere avuto così tanto tatto nei suoi confronti.
Dopo pochi minuti che Kabuto e Orochimaru si erano rimessi al lavoro, il cellulare di Shisui iniziò a vibrargli nella tasca dei jeans. Siccome era silenzioso, il moro, prima di una eventuale risposta, volle sincerarsi dell'effettiva importanza della chiamata. Si trattava di Danzo, Shisui gli staccò in faccia la chiamata non dicendo niente a nessuno, solo Yahiko si era accorto del suo armeggiare con il telefono, il rosso annuì leggermente verso il marito accennando un sorriso in segno d'approvazione.
Trascorse tutta la mattina senza che accadesse niente di rilevante, Tele Roots trasmise un semplice notiziario locale e una carrellata di eventi che si erano svolti nella zona come feste di paese, matrimoni, serate estive sul lungomare o nelle discoteche dei dintorni, intrattenimenti di qualunque tipo incoraggiati dalla volontà del sindaco più amato di sempre, tutti montati con un sottofondo musicale. Shisui ricordò come avesse adorato questi piccoli filmini prima che tutto iniziasse, era solito guardarli con Yahiko alla sera mentre si rilassavano sul divano di casa, si divertivano un mondo orgogliosi della loro città e della loro televisione del posto. Addirittura, durante il suo primo mandato, Naruto aveva stanziato diversi fondi finalizzati alla crescita di Tele Roots, tutti, compreso lui, andavano fieri della loro piccola emittente così intima e familiare. Prima che Hiruzen e Danzo rovinassero tutto.
Il telefono di Shisui squillò diverse volte e, in altrettante occasioni, Danzo ricevette il tasto rosso in faccia. Uno stillicidio, quasi all'ora di pranzo i due delinquenti non si erano decisi a concretizzare le loro minacce, Temari e Gaara seguivano ogni più piccola mossa concentratissimi e sempre più convinti che quei due, in realtà, non avessero mai custodito nessun video, probabilmente si erano già disfatti anche di quello che ritraeva Shisui e Yahiko in atteggiamenti intimi consegnato a mano dallo stesso Shisui. Tuttavia il moro non era della stessa opinione degli avvocati, i palmi delle mani avevano preso a sudargli copiosamente mentre Tele Roots passava delle interviste di imprenditori della zona, se non fosse successo tutto quel disastro probabilmente anche Madara sarebbe stato contattato per apparire nella rubrica.
Kisame e Nagato arrivarono per portare il pranzo a tutti, vista la delicata situazione non si trattennero più di tanto per non turbare Shisui, un bacio e uno sguardo di enorme ringraziamento da parte dei loro mariti li fece più felici di tutte le parole d'amore del mondo; sia loro che tutti gli altri amici rimanevano vicini ogni istante con il pensiero. Shisui riuscì a mandare giù solo un triangolo della deliziosa pizza ai funghi che gli aveva passato amorevolmente Yahiko, l'angoscia gli aveva ormai riempito tutto lo stomaco come un palloncino; intanto Danzo riceveva l'ennesima chiamata negata.
Dopo dieci minuti che Shisui ebbe schiacciato ancora il tasto rosso del telefono, le interviste agli imprenditori si interruppero bruscamente come se fossero stati sfumati da una urgente pausa pubblicitaria.
"Ci siamo" disse Kabuto voltandosi per un secondo verso i presenti, lui e Orochimaru indossarono delle grosse cuffie "Ora toglieremo corrente alle antenne riceventi e intercetteremo la trasmissione, il mittente verrà memorizzato insieme alle immagini."
Shisui si sentì morire, fu assalito da una nausea tale che stava per alzarsi in piedi per correre in bagno a liberarsi del poco appena mangiato. Vide Temari, Gaara e Naruto avvicinarsi al piccolo monitor per capire che tipo di immagini stessero per essere messe in onda, le tre persone si posizionarono in modo che nessuno potesse scorgere niente.
Grazie, siete degli amici.
Le mani di Yahiko e di Itachi che Shisui sentì posarsi sulle sue gambe, gli consentirono di riprendere a respirare e di far diminuire le violente vertigini di cui era preda. Cercava di capire analizzando le reazioni di chi osservava il video, ma Temari, Gaara, Naruto e i due ricercatori mandavano avanti il lavoro al massimo della professionalità.
Shisui doveva sapere, nel caso in cui qualcosa non avesse funzionato doveva prendersi la responsabilità di quello che sarebbe potuto arrivare nelle case della gente.
In fin dei conti è colpa mia.
Si alzò di scatto dalla sedia con le sopracciglia aggrottate e la bocca talmente serrata da diventare bianca, la breve stretta ricevuta da Yahiko sulla mano lo pregò di non andare. Ma lui aveva bisogno di rendersi conto. Con il cuore che pareva sfondargli il petto, fece qualche passo in direzione dei suoi amici fino ad arrivare a fare capolino da sopra la spalla sinistra di Naruto. Il biondo non disse niente, ma, percependo la sua presenza, si spostò di qualche centimetro per permettergli di vedere.
L'inquadratura aveva una pessima illuminazione, i colori molto sbiaditi e di una qualità talmente scadente che sarebbe stato impossibile attribuire un'identità al ballerino con la maschera da pantera. Il tatuaggio era coperto dalle maniche lunghe del top di pelle, la collana non si apprezzava ed era impossibile capire se i capelli fossero neri o castano scuro. Dall'estrema agilità e dalle pose perfette, nessuno avrebbe mai detto che era costretto a muoversi al buio. Quei due maniaci avevano seguito praticamente solo Itachi con la telecamera, Shisui appariva nell'inquadratura solo quando entravano in stretto contatto e, solo per puro caso, la sua faccia non era mai ripresa in modo chiaro. Se il video fosse giunto sul serio nelle case di tutta la città, nessuno avrebbe trovato niente di strano in due bravissimi ballerini che si esibivano. A questo film non ne seguirono altri, ma tanto era bastato per raccogliere le prove contro di loro, la trasmissione era stata tracciata alla perfezione da Orochimaru e Kabuto senza che niente uscisse da quella stanza.
Shisui si sgonfiò in un sospiro di sollievo mentre il sudore gli solcò la fronte in un rivolo ghiacciato, la naturale tendenza di Itachi a diventare il magnete di interesse di tutti, suo malgrado, li aveva involontariamente salvati entrambi.
