"Regina, senti mi dispiace per prima….Io ero… Non avrei dovuto reagire in quel modo…E' che… I miei colleghi non sanno niente…di…lo sai…"

Tre ore prima

"Salve cercavo l'agente Swan."
L'uomo la scrutò con curiosità e le sorrise.
"La trova in fondo al corridoio."
Regina gli sorrise e si incamminò, sentendo il suo sguardo addosso.
"Emma." Un sorriso sul viso non appena vide la bionda seduta alla scrivania, intenta a parlare con un collega.
La poliziotta sollevò lo sguardo misto di stupore e disagio su di lei.
"Re—Regina che ci fai qui?" le parole uscirono a fatica dalla sua bocca mentre lanciava un occhiata al suo collega.
"Io ti ho portato dei muffin." Rispose con un leggero tremolio della voce notando il suo imbarazzo.
"Grazie…"
"Swan non mi presenti la tua amica." Si intromise Killian dandole una gomitata sul braccio.
"Oh, sì lei è Regina, Regina lui è il mio collega Killian."
"Non sapevo che Emma avesse un amica così affascinante." Rispose l'uomo osservando con interesse la mora.
"E' un piacere conoscerla." Replicò con educazione la donna per poi posare il contenitore con i dolci sulla scrivania.
"Sembrano ottimi." Commentò Killian. " Sa anche cucinare ma dove la tenevi nascosta." Continuò l'uomo facendo arrossire entrambe.
"Smettila idiota."
"Va bene, va bene, siamo nervosette oggi." Obiettò il collega per poi rivolgersi alla mora. "E' stato un piacere conoscerti. Mi piacerebbe uscire con te…"
"Killian vuoi andare via!" Ribatté la bionda alzando il tono della voce.
"A presto spero." Disse facendole l'occhiolino per poi tornare alla sua scrivania.
"Simpatico…" commentò la mora per spezzare il silenzio che si era creato.
"Già…Che ci fai qui?" chiese Emma abbassando il tono della voce.
"Te l'ho detto, ho finito prima di lavorare e ho pensato di portarti dei dolci."
"Non puoi venire qui così…Io ci lavoro." Replicò la bionda.
Regina fece un passo indietro.
"Capisco, mi dispiace, non succederà più." Rispose abbassando lo sguardo. "Devo andare, buon lavoro agente Swan."
Un secondo dopo era fuori dalla centrale di polizia, gli occhi lucidi trattenevano le lacrime.

Emma le aveva scritto diversi messaggi quella sera tutti più o meno dello stesso contenuto. "Grazie per i dolci, scusami se ho reagito male. Io non mi aspettavo di vederti lì…Volevo chiamarti per un altro appuntamento." Regina li aveva ignorati tutti.

Due giorni dopo.

"Signorina Mills ha finito di trascrivere quei documenti?"
"Si, Signor Hood." L'uomo le sorrise avvicinandosi.
"Sei unica." Le sussurrò prendendo i documenti che la donna le porgeva.
"Faccio solo il mio lavoro." Rispose la donna con un sorriso.

Emma guardava il telefono, lo teneva in mano da dieci minuti. Aveva scritto e cancellato decine di messaggi, alla fine inviò l'ultimo che aveva scritto.
"Buongiorno Regina, i tuoi muffin sono la cosa più buona che io abbia mai mangiato. Devo restituirti il contenitore, quando possiamo vederci?"

"Buongiorno agente Swan, sono contenta che le siano piaciuti, il contenitore può tenerlo, buona giornata."
La bionda lesse il messaggio sentendo lo stomaco aggrovigliarsi. Aveva rovinato tutto.
"Sono un idiota." Sussurrò a se stessa.
"Regina so che sei arrabbiata e lo capisco, io mi sono comportata male con te. Dammi la possibilità di rimediare."
"Non ha fatto nulla di male. Abbiamo passato una serata piacevole tutto qui."
"Non era solo quello…"
Regina non rispose più ai suoi messaggi, un ringhiò di frustrazione le sfuggì.
"Swan che diavolo ti succede oggi?"
"Lasciami stare Killian non è giornata."
L'uomo si avvicinò alla scrivania.
"Problemi di cuore?"
"Già."
"Se non ti richiama è un idiota."
"L'idiota sono io."
"Ti piace proprio questo tipo…"
"Ho rovinato tutto."
"Se è un vero uomo vedrai che si farà vivo."
Emma sorrise amaramente.
"Intanto potresti darmi il numero della tua amica…Regina. E' sexy. Avrei voluta portarla nella sala interrogatori e sbatterla sul tavolo."
La bionda gli lanciò un occhiataccia.
"Sei un porco."
"Lo sai che sono un bravo ragazzo. Magari le piaccio."
"No."
"Dammi solo il suo numero."
"Mai." Disse alzandosi per poi uscire furiosa.

"Grazie per la bella serata."
"Grazie a te per aver accettato di cenare insieme."
L'uomo le aprì lo sportello.
"E' arrivata a casa Milady." Disse facendo sorridere la donna.

"Sei bellissima. Erano mesi che volevo chiederti di uscire."
"Grazie Robin." Rispose arrossendo.
"Spero che vorrai vedermi ancora."
"Ci vediamo tutti i giorni in ufficio." Scherzò la donna.
"Sì, ma vorrei conoscerti meglio."
"Mi piacerebbe uscire ancora con te." Ammise la mora.
Robin le accarezzò la guancia e la baciò delicatamente.
"Buonanotte Regina." Disse staccandosi dopo qualche istante.
"Buonanotte Robin."
L'uomo aspettò che entrasse in casa prima di rimettere in moto e andare via.

Regina aveva appena chiuso la porta che sentì bussare, sorrise e andò ad aprire.
"Non ti facevo così audace…" Commentò bloccandosi poi rendendosi conto che non era Robin. "Emma? Che ci fai qui a quest'ora?"
La bionda la fissava, una strana luce negli occhi.
"Sono qui da due ore in realtà, non eri in casa…"
"Ero a cena fuori."
"Lo so."
"Cosa vuoi Emma?"
"Volevo ridarti questo." Le porse il contenitore.
"Grazie ma non era necessario."
"Già… Ora capisco perché non mi hai più risposto…"
Regina le lanciò uno sguardo furente.
"Non sono io quella che tiene nascosta la sua vita."
"Ho sbagliato ti ho chiesto scusa."
"Le ho accettate."
"Non mi sembra."
"L'ho fatto ma questo non significa che io voglia uscire ancora con te."
Emma aprì la bocca per replicare ma poi la richiuse.
"Ascolta tu sei confusa lo capisco, davvero, ma io non voglio vivere nella menzogna." Spiegò la mora addolcendo il tono della voce. "So che per te è tutto nuovo, che ne dici di essere amiche?"
La bionda sentì un dolore al petto a quella parola. Amiche.
"Amiche?" ripetè.
"Si, visto che sono l'unica a parte la tua amica a sapere la verità, puoi parlare con me senza dover temere le conseguenze."
"Sembra bello…" sussurrò con poca convinzione.
Regina accennò un sorriso.
"Grazie." Continuò la bionda. " Scusami per l'ora, volevo scusarmi…"
"Va tutto bene." La tranquillizzò la mora stringendole la mano.
Emma sentì uno strano calore al contatto delle loro mani insieme.
"Buonanotte Regina." Le diede un bacio sulla guancia e corse via, prima che la mora potesse rispondere.