"Ciao, come stai?"
"Bene tu?"
"Bene, ti disturbo?"
"No, stavo per ordinare la cena."
"Cosa di buono?"
"Cinese."
Il suono della campanello la fece sobbalzare, poggiò il telefono sul bancone della cucina e andò ad aprire.
"Emma? Che ci fai qui?"
Il sorriso sul viso della bionda si spense osservando il corpo della padrona di casa. Regina indossava un paio di leggins neri e una maglia extralarge, che le cadeva leggermente da un lato lasciando scoperta la spalla destra.
"Caz…" si bloccò e scosse la testa cercando di riprendersi sotto lo sguardo divertito della mora. " Io ho portato del cibo cinese." Riuscì a dire alla fine.
"E se ti avessi scritto che volevo una pizza?"
"Sarei tornata tra un po' … Ma a quanto pare avevo fatto la scelta giusta." Rispose con un sorriso mostrando le confezioni di cibo da asporto. " Posso entrare?"
Regina si scostò dalla porta per permetterle l'accesso.
Cinque minuti dopo erano nel soggiorno, le scatole di take-away aperte, poggiate sul tavolino di fronte al divano.
"Grazie." Disse la mora dopo aver mangiato un involtino primavera.
"Prego. In realtà non credevo che saresti stata a casa…Pensavo che saresti uscita con… quello." Commentò senza riuscire a nascondere il suo disprezzo.
"Robin è un brav'uomo." Replicò Regina guardandola negli occhi. " E' fuori città per lavoro."
"Vi siete visti spesso?" chiese abbassando leggermente lo sguardo.
"Siamo usciti un paio di volte."
"Ci sei…"
"Emma."
"Scusami, non sono affari miei."
"Tranquilla." La rassicurò la mora poggiando una mano sulla sua. " Comunque no."
Il viso di Emma si rilassò visibilmente facendo ridere la mora.
"Mi trovi ridicola vero?"
"No, al contrario."
La bionda la guardò con uno stupore.
"Ti va di parlarmi un po' di te?"
"Cosa vuoi sapere?"
"Quello che vuoi."
"Sai già che sono un poliziotto e che sono pessima nelle relazioni."
"Non lo sei. Avere paura è normale e io non dovevo presentarmi nel tuo ufficio. Non che volessi fare qualcosa di male, cioè non ti avrei baciato o detto qualcosa sulla nostra serata…"
"Lo so." La bloccò Emma guadandola negli occhi. " Io ho reagito veramente come una stupida e me ne pentirò per sempre."
"Siamo amiche adesso."
"Già." Commentò pulendosi le mani. " Parlami di te."
"Sono una segretaria in uno studio legale lo sai…"
"Come hai scoperto che ti piacevano le donne?" la interruppe di colpo l'altra.
"Al college. Ero al primo anno e durante un corso ho incontrato questa ragazza. Abbiamo iniziato a studiare insieme e poi una sera mi ha baciato… Siamo state insieme per quattro anni."
"E come mai vi siete lasciate?"
"Lei si è dovuta trasferire per lavoro, abbiamo cercato di far funzionare le cose nonostante la distanza ma… Dopo qualche mese abbiamo capito che impossibile."
"E non vi siete più viste?"
"No."
"Pensi ancora a lei?"
"Si, è stata la prima persona di cui mi sono innamorata." Rispose con un sorriso triste.
"Scusami non volevo rievocare brutti ricordi." disse sentendosi in colpa per aver costretta l'altra a ripensare al suo passato.
"Non fa niente. Sto bene."
Emma e Regina da quella sera iniziarono a cenare insieme almeno un paio di volte a settimana. Spesso si incontravano per un caffè veloce. Qualche volta andavano al cinema o semplicemente restavano a casa a guardare un film.
"Dovresti dirle quello che provi." La voce di Ruby la destò dai suoi pensieri.
"No."
"Perché? Passate tanto tempo insieme, praticamente vi comportate come una coppia di fidanzati a parte il fatto che non scopate."
"Ruby siamo solo amiche."
"Certo e io sono cappuccetto rosso."
"Non voglio perderla."
"Credi che ti aspetterà per sempre? Solo perché le cose con Robin non hanno funzionato…"
"Sono usciti solo qualche volta e lei l'ha scaricato."
"Appunto. Regina è una bella donna presto qualcun altro le chiederà di uscire…"
"Lei non mi vuole in quel senso."
"Non ci hai più provato."
"Perché è stata molto chiara, possiamo essere solo amiche. Ho mandato tutto a fanculo la prima volta…"
"Sei proprio innamorata persa."
"Si." Sussurrò la bionda mentre calde lacrime le rigavano il viso.
