Titolo: The shadows are coming
Autore: Lib89
Genere: Introspettivo, Malinconico
Rating: Verde
Personaggi: Re Topolino, Squall Leonhart, Sora
Avvertimenti: One-shot composta da tre flash-fic, Missing moment
Note dell'autrice: Questa fic è particolare perché in realtà sono tre flash distinte, ambientate tutte in KH I, collegate ognuna con una strofa diversa della canzone, che quindi troverete al completo. Spero che vi piacciano! Buona lettura!

The shadows are coming

[Within Temptation - Gatekeeper]

The shadows of the night,
Are unleashed again.
Where their greed begins
The end is near.
A morbid hunger for blood,
Lies in their cold black eyes
They've come to take our lives away.

Non aveva potuto lasciare altro che una lettera prima di partire.

Era quasi fuggito via, al pari di un ladro che viene sorpreso con le mani sull'oggetto del suo perverso desiderio, ma non aveva potuto fare altrimenti. I tempi s'erano fatti bui all'improvviso, sui mondi stava calando una coltre pericolosa e dopo aver visto una stella spegnersi, non ci aveva pensato due volte e aveva dato il via al suo viaggio.

Sapeva bene dove andare, chi cercare e a chi affidare l'addestramento del prescelto. Le stelle stesse e il suo vecchio maestro gli avevano indicato la strada da percorrere e Topolino aveva seguito le istruzioni alla lettera. Tuttavia, comprese la vera gravità della situazione quando in uno dei tanti mondi sparsi nell'universo s'era ritrovato circondato dalle ombre, che parevano aumentare a ogni battito di ciglia.

-Heartless…- mormorò, evocando il proprio keyblade e fissando i brillanti e freddi occhi gialli di uno Shadow, leggendovi solamente oscurità e una profonda fame di cuori.

Cuori luminosi ma deboli, a cui sarebbe bastato veramente poco per essere divorati dal buio e diventarne sudditi fedeli e ubbidienti, guidati dal primordiale istinto della sopravvivenza.

Il piccolo Re assottigliò lo sguardo e strinse la presa sulla sua arma, giurando a se stesso che avrebbe portato a termine la sua missione, prima di gettarsi sugli avversari.

[KH]

One by one they died.
A massacre that took all night
They had no chance, it was no fight
You can't kill what has been killed before,
They died…

Sferzò l'aria con la lama per ripulirla dalla polvere nera che vi si era accumulata sopra durante lo scontro, dopodiché si voltò, osservando l'intera piazza.

Squall Leonhart sospirò stanco, mettendosi il gunblade in spalla. Era iniziato tutto all'improvviso con un grido che aveva squarciato il tranquillo silenzio della sera del Primo Distretto. Senza perdere altro tempo, aveva imbracciato la sua arma ed era uscito in strada per trovarvi solamente il caos: una marea scura stava travolgendo qualsiasi cosa e i malcapitati che venivano anche appena toccati dagli esserini che la componevano, svanivano in pochi secondi nel nulla e il loro cuore si tramutava in una nuova creatura, che andava ad aggiungersi alla moltitudine dell'orda.

Inizialmente sconvolto, Squall s'era ripreso in fretta e aveva abbandonato ogni remora, poi era cominciata la sua lotta, che avrebbe visto la fine solo all'alba del giorno seguente. Sì, aveva combattuto senza ripensamenti o sensi di colpa, poiché sapeva che quegli esseri non avevano più nulla di umano. Erano solamente delle bestie guidate dall'istinto che non sapevano fare altro se non divorare e portare oscurità ovunque posassero gli artigli. Degli uomini e delle donne che erano stati prima di quella sera, non era rimasto altro che un cuore corrotto, macchiato dall'inchiostro nero della malvagità.

[KH]

With shadows on its tale.
He stepped through the portal,
Locked the door and ate the key.
With his life they took their way to freedom,
And be became the final keeper of the key.

All'improvviso il suo mondo era stato invaso dal buio e dall'ombra ed era crollato.

Il suo migliore amico era stato inghiottito da una melma nera, Oscurità l'aveva chiamata, e lui stesso per poco non ne era stato sopraffatto. Si era salvato solo grazie a quella luce comparsa dal nulla, che nella sua mano aveva preso la forma di una strana chiave gigante, prendendo il posto della sua spada di legno.

Impaurito come non mai, Sora non aveva potuto muovere un passo, che si era ritrovato circondato da un folto gruppo di creature nere come la pece, chiaramente visibili in quella notte di tempesta grazie ai loro occhi gialli come stelle. Li aveva distrutti uno dietro l'altro, facendosi largo verso il Luogo Segreto dove aveva finalmente trovato lei e dove l'aveva persa l'istante seguente. Era letteralmente svanita tra le sue braccia, proprio come un fantasma, dopo essere stata travolta da un vento impetuoso, generatosi dall'interno di quella porta di legno che si era aperta di sua volontà, e che alla fine l'aveva riportato sulla spiaggia dell'isola… o di ciò che ne restava.

Con l'orrore dipinto sul viso, il ragazzo aveva guardato il pezzo di terra galleggiante su cui posava i piedi, capendo che del suo mondo non era rimasto nient'altro. Quando poi aveva alzato lo sguardo trovando una nefasta sfera viola e rossa che stava risucchiando tutto, s'era visto perduto. Aveva lottato contro l'immensa ombra nata dal terreno, dopodiché era stato trascinato via, divorato insieme alla sua chiave dalla stessa Oscurità che aveva portato via Riku e fatto a pezzi la sua amata isola.