Kylo Ren odiava Coruscant. Il suo era un odio profondo che nasceva lontano nel tempo, in quella infanzia a cui cercava di non pensare mai. Molti dei suoi ricordi adolescenti erano ridotti in pezzi distorti, sconnessi e che gli procuravano mal di testa lancinanti se cercava di rimetterli abbastanza in ordine da coglierne un senso. Le memorie da bambino invece erano più chiare, probabilmente troppo radicate nell'inconscio tanto che neanche il Leader Supremo Snoke era riuscito a deformarle. Ren le ignorava regolarmente nel modo impeccabile che gli era stato insegnato, ma puntualmente questo gli risultava molto difficile quando era costretto a recarsi sul pianeta città.
Quando era bambino Leia Organa, lo portava spesso al seguito delle sue numerose missioni: conosceva i corridoi del Senato Galattico e le stanze dei diplomatici come l'interno del Millenium Falcon. Li aveva esplorati in lungo e largo mentre sua madre passava giorni e notti immersa nella politica del post Impero Galattico. Erano stati il suo parco giochi privato e tremendamente solitario per tanto tempo.
Ecco perché niente come la folla costante di Coruscant lo faceva sentire così isolato.
Egli odiava provare emozioni legate al proprio passato, talmente intime e innocenti che finivano per disgustarlo. Ren cercò di concentrarsi pensando che la sua missione era ormai al termine. Erano mesi che il Primo Ordine cercava reliquie Sith e Jedi in tutti gli angoli della galassia. Coruscant era stata la sfida più difficile, ma anche la più redditizia ovviamente. In particolare era elettrizzato per aver trovato in un tomo Jedi una tecnica avanzata della Forza per la lettura e la schermatura della mente. Il controllo del pensiero era uno dei suoi punti deboli e non vedeva l'ora di porvi rimedio. L'indomani avrebbe lasciato questo insopportabile pianeta, doveva avere solo un po' più di pazienza.
Non era ancora notte inoltrata quando Ren capì per l'ennesima volta che se non c'era qualcosa che lo tormentava dentro, la sorte gli procurava in fretta un elemento esterno che ne sopperisse la mancanza.
Un giovane, esuberante e visibilmente stupito dell'ambiente esotico che lo circondava, gli si sedette proprio di fianco, a poco più di un braccio di distanza.
Ren si trovò ad essere indeciso se scoppiare in una risata isterica o liberare senza troppe cerimonie la sua spada laser dal nascondiglio del proprio abito.
Il traditore, FN-2187, gli si era seduto accanto e si stava dando da fare nel convincere l'oste a servirgli la bevanda più ricercata (e illegale) della galassia.
Dopo una breve contrattazione FN-2187 l'aveva avuta vinta e l'uomo al di là del bancone si era allontanato in fretta per provvedere all'ordinazione. Forse non c'era neanche bisogno di estrarre la spada laser e guardandolo Ren ebbe subito due certezze immediate.
La prima era che FN-2187 sarebbe svenuto al primo assaggio.
La seconda era l'assurda, improbabile circostanza che un membro della Resistenza andasse in giro completamente solo.
Con calma prese il comunicatore e ordinò ad alcuni soldati di appostarsi fuori dal locale, senza farsi vedere. La serata stava cominciando a farsi interessante.
Ren si accorse subito dell'arrivo della ragazza, annunciato prepotentemente dalla sua aura. Luke Skywalker non insegnava più a saper mascherare la propria presenza nella Forza?
Posò il bicchiere sul bancone guardando pieno di disprezzo il ragazzo addormentato su di esso, seduto in precario equilibrio sullo sgabello con la testa malamente appoggiata sul gomito sinistro. Aveva un'espressione ebete e stupida. Non che si aspettasse altro da uno sporco traditore.
Kylo Ren si girò, osservando la ragazza apparire all'ingresso del locale. La vide farsi strada attraverso la ressa, cercando freneticamente con lo sguardo a destra e a sinistra. Con una certa forza di volontà, egli si trattenne dal dare un calcio allo sgabello dell'ex stormtrooper solo per vederlo cadere a terra e attirare l'attenzione di Rey.
Il traditore era ancora lì con lui, sorprendentemente illeso. Avrebbe dovuto ucciderlo sul posto almeno da un paio d'ore ma qualcosa lo tratteneva. Pigrizia? Difficile. Il piacere di giocare un po' con le sue vittime? Forse. Provocare la ragazza e scatenare una rissa? Probabile.
Rey aveva finalmente riconosciuto il suo amico, avanzando con passo deciso verso di lui.
"Finn!" Lo chiamò, al di sopra del rumore incessante della musica e del vociare. Il ragazzo non si mosse e questo fece avvicinare Rey fino a porsi tra lui e il traditore, dandoli le spalle. Lo stava scrollandolo leggermente. "Finn!"
La vide sospirare esasperata quando capì che non avrebbe avuto nessuna risposta da un uomo completamente ubriaco.
"Finn, cosa diavolo hai bevuto?" disse tra sé e sé. Sollevò il bicchiere abbandonato sul bancone, guardando con aria sospetta il liquido blu all'interno. Con l'altra mano tirò fuori la lunga cannuccia colorata, portandosela piano al naso per sentirne l'odore.
La smorfia che fece era impagabile.
Impaziente, Ren sciolse leggermente la presa con cui tratteneva la propria aura e Rey si girò verso di lui immediatamente, guardandolo per la prima volta.
Lei sembrò non riconoscerlo subito: le vesti scure ed insolite che portava erano piuttosto elaborate e oltre ad un ampio cappuccio, avevano anche una parte che celava gran parte della parte inferiore del viso. Quando lo guardò negli occhi però, capì esattamente chi aveva davanti.
Lei si irrigidì. "Cosa gli hai fatto?" Lo accusò immediatamente a denti stretti. Egli rimase stranamente compiaciuto dal fatto che aveva tenuto la voce bassa, e che la sua mano non aveva cercato nessuna arma per non attirare l'attenzione.
"Mi rincresce deluderti, piccola padawan. Ti assicuro che ha fatto tutto da solo."
Rey lo guardava minacciosamente, non credendo ad una sola parola che le aveva pronunciato. Non poteva certo darle torto.
Lei stava controllando il suo amico traditore con la Forza e nonostante si stesse visibilmente trattenendo, Kylo Ren non poté fare a meno di restare momentaneamente abbagliato dalla sua presenza. Rey era splendente come una supernova. Una luce accecante, piena di calore ed energia. Era impossibile non pensare alle illimitate possibilità di quel potere.
La ragazza stava parlando col barista ora, cercando conferma della sua versione dei fatti. Ma in una serata così affollata l'uomo non aveva certo tempo da perdere e, dopo un paio di parole, si affrettò a servire altri clienti ignorando completamente l'ultima domanda di Rey.
"Cos'ha bevuto?" ripeté la ragazza, cercando di richiamarlo invano.
"Birra Blu." le disse Ren indicando il bicchiere.
Questo gli procurò un'altra occhiataccia scettica. Anche lui aveva davanti la stessa bevanda e probabilmente Rey si stava chiedendo perché non era steso sul bancone insieme a FN-2187. Al traditore erano bastati un paio di sorsi per crollare, mentre il suo bicchiere era vuoto per metà. Patetico.
"Quel disertore ci ha fatto solo un favore ad andarsene." disse con disprezzo "E' solo un debole." Prese la cannuccia dal bicchiere e l'appoggiò sul piano, mentre con l'altra mano si scostò dal viso il tessuto che lo nascondeva.
Lei lo osservava con cautela mentre si portava l'orlo del calice alle labbra e Ren approfittò per guardarla a sua volta. Rey indossava degli abiti aderenti, lussuosi e scuri. Decisamente strani per una aspirante Jedi, ma che apprezzò molto di più degli stracci che indossava di solito. I pantaloni aderenti e il corsetto senza maniche la stringevano facendola sembrare ancora più minuta e contemporaneamente le sottolineavano le curve. Una mantella corta era allacciata in diagonale sul petto, lasciandole scoperta una spalla lentigginosa e una buona parte della scollatura sul seno. La fronte era scoperta e adornata da un nastro ricamato scuro che le teneva indietro i capelli mentre il resto della chioma era libera e sciolta sulle spalle. Ren l'aveva osservata diverse volte sia sul campo di battaglia che in alcuni holovid della Resistenza e mai l'aveva vista così.
La rabbia ribollì ancora di più violentemente dentro di lui: non riusciva a sopportare l'idea che la trovasse bella. Ren era rimasto affascinato dalla ragazza fin dal loro primo incontro, attratto dalla sua indomita Forza e da sensazioni e paure che rispecchiavano esattamente le proprie, nascoste in fondo alla sua piccola mente.
Bevve lentamente di proposito mentre scacciava queste riflessioni scomode e intanto pensava a qualche altro insulto sull'incosciente stormtrooper. Quanto ci sarebbe voluto per innervosirla? Era impaziente di combattere di nuovo contro di lei. Almeno fino all'arrivo della sua guardia e all'inevitabile arresto dei due sprovveduti ribelli.
"Sono stupito di vedere vivo FN-2187" continuò "e di vederlo qui su Coruscant. Difficile pensare ad un altro posto in cui entrambi potreste risultare più inadeguati."
La ragazza strinse i pugni, ma rimase calma "Non più di gentaglia come te e il Primo Ordine. Non credo proprio che siate qui per una pacifica missione diplomatica."
Il diretto commento di Rey alla grande conferenza che si stava svolgendo sul pianeta fece ricordare a Ren quanto odiava la politica.
"Missione diplomatica? Davvero? Ritengo che delle nullità come voi contino alla stregua dei droidi di guardia"
Ren sentì subito l'imbarazzo e la malcelata inquietudine che la sua insinuazione aveva provocato in Rey. Un senso di vertigine lo assalì all'improvvisa consapevolezza che probabilmente Leia Organa era a Coruscant, in questo stesso momento. E che i due erano, in effetti, parte della sua guardia.
"E' per questo che siete qui, vero?" aggiunse, fingendo indifferenza. Non gli interessava molto andare per il sottile: con un po' di fortuna li avrebbe catturati tutti prima di tornare sulla Finalizer. La ragazza, come pensava, poteva essere inesperta ma non certo stupida e capì benissimo qual era l'obiettivo della domanda. La sua espressione però passò in un attimo da una di oltraggio ad una vagamente triste.
"Tu non la senti, non è così?" disse alla fine Rey.
La domanda non lasciava spazio all'interpretazione. Kylo Ren pensò a quale fosse la risposta migliore, se fingere e giocare ancora un po' con lei o parlare schiettamente. Quando erano stati soli su Tatooine, aveva trovato vagamente liberatorio non essere costretto a cercare di misurare ogni parola, ogni gesto, ogni emozione come faceva ininterrottamente da anni. Il Leader Supremo Snoke era inflessibile e pretendeva lo stesso grado di distacco da lui, senza troppo successo purtroppo. Questa cosa lo frustrava a tal punto da avere violenti sfoghi d'ira che erano ormai diventati parte integrante di quello che era.
Ripensandoci, sicuramente il Biancogelo aveva avuto un ruolo importante in quell'incontro con Rey, ma stavolta non vi erano sostanze ad offuscargli la mente. Per la seconda volta si reso conto che non vi erano ragioni per mentirle e francamente non gliene importava nulla.
"Il Generale Organa è sempre stata impeccabilmente abile a mascherare la sua presenza nella Forza. Non ne sono stupito." disse bevendo un altro sorso.
Rey scosse la testa, quasi fosse incredula. "Tutto questo potere e non sei in grado di percepire la tua stessa madre." L'aria di sufficienza con cui lo guardava era insopportabile. "Non posso ancora credere che sei suo figlio!"
"Non farti ingannare, lei sa essere fredda e calcolatrice molto più di quanto io lo sarò mai." dietro di lei FN-2187 si mosse impercettibilmente, "E' un vero peccato non aver preso del tutto questa sua caratteristica."
"Come puoi dire una cosa del genere?"
Kylo Ren si sentì tremare furiosamente. Cosa poteva sapere lei di cosa voleva dire essere il figlio di una delle persone più importanti della galassia? Essere portato a destra e manca come se fosse un bagaglio. Arrivare sempre dopo le esigenze di razze di cui non conosceva neanche il nome?
"E' bizzarro come tu abbia preso a cuore prima Han Solo e poi Leia Organa."
Rey respirò velocemente e si girò verso FN-2187 come per trovare la forza per calmarsi "Io… e Finn." iniziò lentamente, ma pian piano con sempre più rabbia "Noi non abbiamo mai conosciuto i nostri genitori. Tu invece gli hai girato le spalle, disprezzando qualcosa che noi non abbiamo mai avuto!"
Questo era veramente troppo.
"Stupida ragazzina ignorante!" scattò furiosamente alzandosi immediatamente in piedi e torreggiando su di lei. Ren l'afferrò per le braccia e inchiodandola con lo sguardo continuò "Chi ha voltato le spalle a chi?" le disse poi con freddezza.
Rey era ammutolita e nella Forza Ren sentiva uno strano disagio. Una sensazione che non era del tutto provocata dalla sua minaccia, ma in parte da turbamento interno. Ren ebbe un'intuizione.
"Chi ha mentito a chi?" concluse lui con un sussurro guardando Rey irrigidirsi ancora di più.
Non con poco fastidio Ren capì che sua madre le aveva raccontato che durante la propria infanzia essa aveva avvertito Snoke ed il suo tentativo di avvicinarlo. Ella non gli aveva detto nulla al tempo ed aveva invece preferito mandarlo via, scaricandolo come un problema a Luke Skywalker.
"Lei voleva aiutarti." disse Rey con filo di voce "Vuole ancora farlo."
Ren la spinse lontano da sé, addosso a FN-2187. L'ex-stormtrooper cadde rovinosamente a terra e Rey cercò di tirarlo su mentre contemporaneamente cercava di non dargli le spalle. Era disgustato e furioso. Voleva fare a pezzi tutto questo dannato pianeta, sua madre e questi stupidi inetti. Aiutarlo? Bugie! Lo erano allora e lo sono ancora di più ora.
"Leia Organa non può aiutare nessuno. Tantomeno voi!" le ruggì contro.
Ren cercò le menti degli stormtrooper che si erano raggruppati all'esterno del locale e impose l'ordine di assaltare il locale direttamente nei loro cervelli. Lasciate le menti dei suoi sottoposti, la forte concentrazione gli permise anche di sentire una strana fluttuazione nella Forza. Si girò a guardare FN-2187: aveva percepito in lui una latente sensibilità ma era impossibile provocare qualcosa di simile nel suo stato. Ren allora si girò di scatto verso l'uscita del locale, espandendo le proprie sensazioni.
La vertigine che aveva provato prima tornò dieci volte più potente: Leia Organa era vicina e stava palesando la sua presenza.
Evidentemente anche Rey l'aveva percepita e sentendo la possibilità di fuga più vicina stava dicendo al traditore di alzarsi e muoversi in fretta senza fare domande. Ren non aveva nessuna intenzione di lasciarsi scappare i due traditori e decise di agire.
Tutto avvenne come a rallentatore. Ren cercò di afferrare di nuovo Rey, ma i suoi movimenti risultarono lenti e faticosi. La ragazza, con un riflesso fulmineo, aveva proteso la piccola mano guantata davanti a sé e stava usando la Forza per ostacolarlo! Ren sorrise compiaciuto, attingendo istantaneamente al Lato Oscuro per contrastarla.
Rey e Ren vennero spinti l'uno lontano dall'altra dall'urto incorporeo, come se fossero stati due poli opposti di una calamita. Entrambi a terra, i due si scambiarono uno sguardo soddisfatto e arrogante, interrotto solo quando gli stormtrooper irruppero nel locale provocando lo scompiglio generale.
Rey schizzò all'impiedi e corse verso l'uscita, trascinando FN-2187.
La concitazione dell'attimo e il fuggi fuggi della folla stavano fornendo un'inaspettata copertura alla fuga dei due sciocchi. Ren non li perse un attimo con lo sguardo ed estraendo l'elsa della spada laser, li seguì in fretta in strada.
All'esterno un trasporto della Resistenza stava già scendendo lentamente nella piccola piazzola quando Ren riuscì a raggiungerli. FN-2187 non era ancora in sé e Rey faticava ad avanzare con velocità. Sorreggere il traditore e farlo camminare era tutto quello che poteva fare la piccola rovistatrice. Non aveva mani libere per impugnare la spada laser e, se l'avesse raggiunta, il tempo di reazione all'attacco sarebbe stato a suo vantaggio. FN-2187 non lo reputò degno di essere conteggiato in un eventuale combattimento: ora come ora era solo un peso morto.
Kylo Ren indicò ai suoi stormtrooper il punto di atterraggio del velivolo, nuovamente preferendo un ordine diretto mentale all'inefficiente voce corporea. La spada laser che aveva in pugno implorava sangue e lui la accese con entusiasmo. Nonostante non avesse il suo elmo nero, Ren sapeva bene quale paura poteva provocare sul campo di battaglia. I Sith avevano dominato con la violenza solo trent'anni prima e la memoria era ancora troppo vicina perché la vista di un laser scarlatto non provocasse lo scompiglio più assoluto. Che lui non fosse un Sith poco importava, era il risultato quello che contava e la fuga scomposta e urlante dei civili lo appagava immensamente.
Aveva piena visuale davanti a sé e Kylo Ren non poté che avanzare velocemente e indisturbato. Forse gli antichi artefatti non sarebbero stati le uniche reliquie Jedi che avrebbe portato al Leader Supremo.
Il trasporto era ancora fumante dopo l'atterraggio e Ren si accorse seccatamente che non doveva essere l'unico e che probabilmente un altro l'aveva preceduto, scaricando numerosi traditori. Guardandosi intorno trovò conferma, vedendo alcuni stormtrooper già impegnati contro molti soldati della Resistenza.
Alcuni di loro, notò Ren, indossavano un equipaggiamento decisamente bizzarro con strane sacche agganciate sulla schiena. Non aveva mai visto un'attrezzatura simile, visibilmente scomoda e che sembrava non mostrare evidenti vantaggi strategici.
Le urla di Rey che chiedevano di abbassare la rampa lo riportarono al suo obiettivo principale. Non aveva tempo ora per preoccuparsi dei soldati semplici: Rey stava per sfuggirgli un'altra volta. Incurante della battaglia che si animava intorno a lui, Ren corse verso la ragazza.
Dopo poche falcate la più impossibile delle sensazioni lo investì completamente. Gli mancò il fiato e gli si gelò il sangue nelle vene. Tutto il calore del suo corpo si dissipò e si ritrovò a tremare come una foglia. Era come se avesse superato un muro invisibile e al di là di esso tutto era sparito.
La Forza era scomparsa.
La sua mente era come impazzita, mancandogli il carburante principale a cui attingeva. I suoi sensi erano ammutoliti e inutili, non avevano mai provato dal giorno della sua nascita a comprendere la realtà senza l'immensità intrinseca della Forza.
Si fermò, pietrificato, incapace di fare anche un solo passo in più mentre dalla luce che illuminava l'interno del trasporto vide emergere una piccola sagoma di donna. I suoi pensieri incoerenti produssero solo un urlo furibondo verso i suoi nemici e Rey si voltò e lo fissò con occhi pieni di pena, mentre Leia Organa scendeva ad accoglierla.
Ren non ricordava nemmeno più da quanto non aveva visto sua madre in carne ed ossa.
Senza la guida e il controllo della Forza, un fiume di emozioni discordanti cozzavano dentro di lui in modo violento: rabbia e nostalgia, vendetta e devozione, odio e tenerezza.
Leia Organa aveva un'espressione stravolta dal dolore: le labbra le tremavano e gli occhi le luccicavano dalle lacrime.
"Sono tutte bugie" gli sussurrò senza barriere la voce che gli teneva compagnia da quando era poco più di un bambino e che tornava a tormentarlo nei momenti meno opportuni. Il cranio gli faceva un male da morire e Ren ebbe paura di svenire, "Guardala: è qui solo per rubare il tuo potere. Non è cambiato nulla, non è qui per te." la voce era un sibilo malvagio, "Non è mai stata qui per te"
Incapace di sostenere lo sguardo della madre e di isolare quella maledetta voce, Kylo Ren cercò subito rifugio nel Lato Oscuro. Ma non vi era nulla e la Forza era vuota, come se fosse stata aspirata via come un gas indesiderato, egli era solo e spogliato da tutto. Un patetico umano qualunque.
Alzò di nuovo gli occhi e vide che dopo lo shock iniziale, Leia Organa si era ripresa velocemente ed ora appariva più fredda e con la situazione sotto controllo. La mente da soldato seppure soffocata di Ren non si fece sfuggire questo dettaglio.
Come aveva fatto a bloccare completamente la Forza? Che cosa diavolo aveva scoperto?
Alle sue spalle un'intera guarnigione di stormtrooper era appena arrivata a rinforzo e di conseguenza vide i soldati della Resistenza cominciare a ritirarsi. Rey e FN-2187 erano al sicuro sulla nave ormai e Ren osservò impotente sua madre ritirarsi all'interno e dare ordine di partire.
Kylo Ren non ricordò nulla di quello che successe dal momento in cui la Forza tornò, al momento in cui entrò nel suo alloggio su Coruscant. La sua mente si stava riprendendo dall'asfissia sensoriale che aveva subito e lentamente riprese lucidità cercando di ripercorrere tutti gli avvenimenti della notte.
La rabbia, che in una situazione normale l'avrebbe già guidato a distruggere tutto quello intorno a lui, era stranamente muta e fredda.
Nel suo alloggio era ordinatamente disposto e catalogato tutto quello che avevano raccolto su Coruscant. Ren guardò i molti contenitori come se essi stessi lo stessero chiamando. Il viso calcolatore di sua madre gli venne alla mente.
Pensava davvero di avere tutte le risposte?
Ren si alzò dal letto su cui era seduto e cominciò ad aprire la prima cassa cromata che aveva davanti a sé: era piena di holovid e antichissimi tomi Jedi scritti addirittura su antiquati supporti materiali.
Mentre fissava il primo datapad, prese il comunicatore e ordinò alla delegazione del Primo Ordine di sospendere i preparativi per la partenza e predisporre per un soggiorno più lungo. Si sarebbero fermati su quel maledetto pianeta ancora per un po'.
Per prima cosa cercò il supporto su cui era spiegata la tecnica per la schermatura della mente. Ren desiderava ormai da molto tempo poter avere anche solo un pensiero per sé stesso, al sicuro dell'incessante e brutale scrutinio del proprio Maestro. L'incontro con Rey su Tatooine gli era costato una severa punizione e la sua mente era stata straziata per ore dal potente essere. Per quanto il dolore fosse un aiuto portentoso in molte situazioni, Ren si rendeva conto che non poteva essere l'unico suo modo per migliorare.
Aveva bisogno di conoscenza.
Kylo Ren soppesò il tomo che conteneva le informazioni necessarie. Il Leader Supremo l'avebbe comunque punito per aver dilungato i tempi della sua permanenza su Coruscant, tanto valeva ottenerne un tornaconto personale.
Nei giorni successivi Kylo Ren ignorò completamente il proprio fisico che gli implorava riposo e nutrimento.
Il desiderio di conoscenza e di vendetta lo consumò completamente. Non si sarebbe mosso da quella stanza prima di aver letto l'ultima parola, esaminato l'ultimo artefatto, assorbito l'ultima tecnica racchiusa nel ricco bottino.
