grazie a tutte per l'affetto dimostrato, vi prego continuate a dirmi cosa ne pensate, è molto importante per me!
Nuovo capitolo, la storia prosegue... con moderazione;-)
Spero che vi piaccia Buona Lettura!
Al mattino Jane scese in cucina vestita di tutto punto, completo nero, maglietta bianca, pistola sotto l'ascella, telefono nella cintura, seria e professionale, aveva solo bisogno di un caffè, ma arrivata in cucina, Maura la stava attendendo
"buon giorno detective" "buongiorno dottoressa Isles" "un caffè?" Jane annuì.
Li in cucina in vestaglia bianca, aperta, la camicia da notte in tinta, senza reggiseno, lo sguardo provocante, doveva capire, doveva avere la certezza di poterla avere, doveva escludere anche la piccola possibilità che la sua guardia del corpo non fosse interessata alle donne. Per quanto anche l'idea di farle cambiare parere la intrigava, ma avrebbe richiesto troppo tempo e si sentiva impaziente.
" la gioia di controllare come l'acqua calda sale prima che un torrente di pressione penetri i chicchi pressati."
accidenti se sembrava una cosa pornografica "mi va bene anche il caffè istantaneo" riuscì a dire tutto d'un fiato muovendosi lungo la cucina
"oh no, non lo permetterei in questa cucina, ecco il caffè!" prese la tazza e aggiunto lo zucchero ne bevve un rapito caldo sorso "non è delizioso sentirselo dentro a quest'ora della mattina?" "decisamente" deglutì. "dovrebbe sistemarsi dottoressa o farà tardi al lavoro" "mhmm è che sto molto bene in casa in camicia da notte, non trovi?" "oh beh la comodità per me è fondamentale"
Jane cercò di sviare l'argomento capendo che stavano entrando in un campo minato.
Maura non gradì la mancanza di attenzione al suo abbigliamento, per quanto notò più di uno sguardo alla sua scollatura, questo e certe espressioni facciali la rassicurarono
"comunque,-disse sempre in tono dolce- tu cosa farai tutto il tempo in cui io sarò impegnata in chirurgia?"
Jane distolse lo sguardo dal seno di Maura e cercò il tono più professionale che potesse trovare in quel momento
"se mi conferma la sua presenza in sala operatoria per 5 ore io in quel frangente tornerò qui per il sistema di allarme, poi se lei lo volesse potrei chiedere appoggio o alla polizia di Boston o potrei assumere del personale di supporto per la sua sicurezza"
"chieda supporto alla polizia se vuole, io in casa voglio solo te e nessuno altro" Jane deglutì, "come vuole dottoressa" " se vuole ci sono delle frittelle nel nel forno o se preferisce delle uova in frigo, si serva pure"
si sfilò la vestaglia mostrando la scollatura posteriore mentre lasciava la stanza, Jane la guardò – lucifero questa donna è lucifero, un angelo cacciato dal paradiso e sarà il mio inferno maledizione, sono passata da un guaio ad un altro-
Jane aprì lo sportello posteriore del nuovo Range Rover Sport nero, Maura la guardò, fece un lieve sorriso scosse la testa e girò in torno alla vettura per sedersi al lato passeggero anteriore.
Anche Jane scosse la testa e alzò gli occhi al cielo, chiuse la portiera e salì nell'auto "è più sicuro se siede dietro dottoressa" "mi rifiuto di sedermi dietro alla mia macchina, e poi mi piace stare qui vicino a te, detective, mi sento più protetta" piegò lievemente le gambe, facendo, in quel modo, salire leggermente la gonna grigia che indossava.
Sguardo difronte a se, Jane inforcò gli occhiali da sole modello aviatore mise in moto e partì.
"questo non è un gioco dottoressa, io sono qui per la sua sicurezza, non se lo dimentichi", "quante storie per essermi seduta davanti, soffro il mal d'auto seduta dietro ho difficoltà in più le statistiche dimostrano chiaramente che i passeggeri seduti sui sedili posteriori sono notevolmente più a rischio in caso di incidenti"
Jane sospirò, non aveva ancora chiaro cosa avesse in mente Maura, ma di sicuro sarebbero stati problemi per lei.
"molto bene dottoressa, allora approverà se nei prossimi giorni cambierò i finestrini della vettura in qualcosa di più sicuro per lei" "se questo è il prezzo che devo pagare fai pure, dirò alla banca di fornirti una carta di credito per le spese, ovviamente voglio ogni fattura" "ovviamente dottoressa"
La mattinata passò velocemente per Jane, si assicurò di vedere entrare la dottoressa in sala operatoria, un agente in divisa risiedeva al piano e l'avrebbe informata di eventuali cambi nel programma dell'operazione; l'impianto di sicurezza era all'avanguardia e decisamente costoso. Ci volle una giornata intera e 5 persone per installarlo, ma al loro ritorno a casa era tutto funzionante.
Il garage si apriva con un telecomando a breve distanza che si attivava con l'impronta digitale, uno in dotazione configurato per Jane e Maura.
Per entrare in casa serviva un codice numerico e l'impronta digitale, lungo il perimetro della casa c'erano numerose video camere e sensori di movimento, chiunque entrasse nella proprietà non sarebbe passato inosservato.
Jane scese dalla macchina, aprì prontamente lo sportello a Maura, poi aprì la porta di ingresso ed entrarono nell'abitazione, le luci dell'ingresso si accesero al loro arrivo.
"tutto questo mi sembra un tantino eccessivo" "me lo auguro dottoressa" rimase ferma tenendo la porta aperta alla donna sensuale in tacchi alti. " non credo che mi abituerò a tutto questo" " non lo noterà nemmeno tra qualche giorno"
Maura appoggiò la sua valigetta sul tavolo si voltò verso Jane e sorrise poi uscì dalla stanza " dottoressa, dove sta andando?" dal corridoio la voce rispose " un bagno caldo, si senta libera di seguirmi anche lì detective"
Jane cercò di ignorare l'immagine di lei nuda nella vasca e prese il tablet accese il computer sulla piccola scrivania che aveva in camera e cominciò a collegare tutti i dispositivi, le nuove tecnologie la impressionavano un po', ma era tutto relativamente semplice
le telecamere erano online 24 su 24 in registrazione, memoria per 7 giorni, avvisi sonori a seconda del lato di intrusione, cominciò a memorizzare tutto.
Sentì bussare alla porta si alzò dalla scrivania ed aprì, che spettacolo incredibile, in tenuta da Yoga Maura era da togliere il fiato, pantaloni attillati sotto il ginocchio e un top che copriva l'indispensabile "posso fare qualcosa per lei dottoressa?" "vorrei andare a lezione di Yoga" "non era nei programmi" "vado a lezione quando posso e ora posso" "credevo che dopo un bel bagno caldo avrebbe cenato" "ho cambiato idea, e non gradisco discutere con lei di questo" "sa che devo conoscere i suoi piani" "se non mi accompagna vado da sola" "capisco, ma non è il giusto modo di gestire la cosa" "non sono una prigioniera" "questo lo so ma..." "detective, smetta di contestare le mie decisioni, non cambierò ulteriormente la mia vita e se uso il 'vorrei' è per cortesia di linguaggio se lo ricordi bene!". Si girò e scese le scale, Jane prese le chiavi al volo, il cellulare, la pistola e scese velocemente dietro a Maura. "ah e non pensare di stare lì come un palo a fissare tutti, sembreresti un maniaco, farai Yoga con me!"
entrando nella palestra Jane scrutò l'ambiente: entrata e uscite di sicurezza, il personale e i clienti, Maura le diede i vestiti per cambiarsi.
-La tortura più incredibile di tutte, fare Yoga con Maura, vedere Maura fare Yoga e far finta di niente, certo lo sforzo di tutte quelle assurde posizioni aiuta a distrarsi. E poi si suda e Maura e le sue posizioni mamma mia!-
-uh Jane è flessibile, magari non è abituata, ma è flessibile, e le gambe, accidenti se sono belle, Dio cosa gli farei. Uhuum e mi guarda, decisamente mi guarda, ed è sudata, mi piace sudata-
Il telefono di Jane fece un suono acustico tutti la fissarono, subito lo afferrò e guardò, seria controllò per alcuni secondi, poi lo ripose, Maura la osservò.
Jane fece salire in macchina Maura e poi si mise al volante "ti è piaciuto lo Yoga'" "aspettavi qualcuno stasera?" "no, ti è piaciuto lo Yoga?" "amo altre attività fisiche, sei sicura? Nessun pacco?" "anche io amo altre attività fisiche, se vuoi praticarle con me ne sarei felice,-ovviamente detto in tono allusivo- no nessun pacco perché?" "quando arriviamo a casa dovrai aspettare in macchina".
Premette sui pulsanti del volante ed attivò una chiamata, inserì l'auricolare nell'orecchio "sei certa, nessun pacco niente di niente?" "ti ho detto di No non insistere" "salve sono Jane Rizzoli per il sergente Korsak, lui sa chi sono... si grazie!" "allora?" "hai ricevuto un pacco, e se non lo stai aspettando dobbiamo essere certi che non sia niente di pericolos... si sergente sono... è bello anche per me, si abbastanza tu?... sempre informato vedo!...si un pacco inatteso, ho visto dalla video sorveglianza remota un tipo che sembrava un corriere...no non ancora... ok a dopo"
Per un paio di minuti ci fu silenzio nella macchina, Jane tamburellava con le dita sul volante Maura la osservava " sono una donna paziente detective, ma pretendo immediatamente di sapere cosa sta succedendo" "paziente non so, ma sicuramente prepotente, le ripeto dottoressa, c'è un pacco davanti alla porta di casa portato da un corriere, dobbiamo verificare" "chi diavolo hai chiamato?" "una delle poche persone che conosco qui al dipartimento e di cui mi fido, faremo un giro e poi quando abbiamo il via libera torneremo a casa" "oh un piano geniale, gireremo in macchina fino ad allora?" "questo era il mio piano" " un piano orrendo, ho fame, e non ho l'abbigliamento adatto per un ristorante, risolvi questa situazione"
La macchina svoltò in direzione della periferia, poi dopo pochi minuti si fermò di fronte ad un locale "qui il suo abbigliamento dottoressa andrà benissimo" "e dove sarebbe qui?"
il Dirty Robber era un ritrovo per poliziotti, se lo ricordava dai tempi dell'accademia, sembrava il posto ideale
"ci venivo durante il periodo dell'accademia" " è a Boston che sei diventata un poliziotto" non era una domanda. "si esatto!"
Entrando niente era cambiato, a Jane sembrò essere entrata in una macchina del tempo, era tornata in dietro di 8 anni, le facce quelle erano cambiate, ma gli odori no.
Si sedettero ad un tavolo e Jane fece un cenno alla cameriera "cosa vuole ordinare dottoressa?" "vorrei un menù ed una lista dei vini" "una lista dei vini in un posto come questo? non so se ne hanno una" la cameriera con i capelli rossi, le lentiggini, gli occhiali neri squadrati alla moda e la gonnellina si avvicinò "cosa vi posso portare signore?" guardò Jane con insistenza " io un hamburger con bacon e patatine fritte oh e una birra bella fresca"
Maura rimase un attimo in silenzio poi con sicurezza guardò la cameriera "un hamburger ma senza bacon e una insalata se ce l'avete, da bere un bicchiere di vino rosso e un bicchiere d'acqua con ghiaccio grazie"
la cameriera se ne andò sorridendo, Maura fissò Jane in segno di sfida, soddisfatta di se, Jane abbozzò un sorriso.
Attesero in relativo silenzio le loro ordinazioni, il dialogo si fece più vivo quando Maura assaggiò la sua ordinazione, gustando soddisfatta.
"dammi una patatina" "cosa? noo mangia la tua insalata" "la sto mangiando ma voglio assaggiare... e lascia... mhmmm buona" "sei incredibile dottoressa, mi hai rubato una patatina! Vuoi anche la mia birra?" "per quanto questo vino sappia di gesso io non bevo birra" "di gesso? la birra è buonissima invece, rinfrescante e dissetante" "e adori la patatina"
il cellulare di Jane squillò prima che potesse replicare, ma l'espressione di Maura era chiarissima, una divertita provocazione, un'espressione che Jane sentiva già di adorare.
" Rizzoli... si sergente...cosa? assurdo va bene grazie e scusa il disturbo, si meglio così! Buona serata a te" "allora?" "non aspettavi pacchi eh?" "NO... di che si tratta?" "documenti, cartelle cliniche!" "detective, io non mi faccio recapitare a casa cartelle cliniche è anche contro il regolamento, e so se ho ordinato un pacco, le cartelle cliniche, se ne ho bisogno le posso consultare online anche dal mio studio a casa" "non è materiale che hai chiesto?" "non gradisco si continui a mettere in dubbio la mia parola" Jane non replicò, riprese il cellulare in mano e fece una chiamata "serg... Korsak avrei bisogno di sapere di chi sono quelle cartelle cliniche... come non lo sai... ah capisco, lei non le aspettava, le consulta on line se ne ha bisogno...ci penseremo, ok si certo, grazie ancora"
Jane sospirò, fece un cenno alla cameriera "vuoi un dolce o andiamo a casa?" "vorrei qualche informazione in più sulla tua ultima telefonata, prima" "il sergente Korsak, la mia conoscenza, no ha visto le cartelle, le ha viste un artificiere non ci ha prestato molta attenzione, ha solo confermato che non sono pericolose, e sapendo che sei un medico non sono andati oltre, le controlleremo appena tornate a casa"
La cameriera raggiunse il tavolo, sorrise a Jane ma Maura estrasse la carta di credito e la mostrò alla rossa con gli occhialini tanto interessata alla sua guardia del corpo " signorina prego, abbiamo fretta" la cameriera si voltò verso di lei afferrò la carta con un sorriso forzato e annuendo si diresse al bancone per passare la carta.
Al suo ritorno fece scivolare un bigliettino a Jane sussurrano "chiamami" e restituì la carta a Maura, Jane arrossì lievemente e fece una espressione delicata, esattamente come Maura pensava, così dura e decisa nel lavoro così dolce ed insicura nel privato. Jane si alzò e velocemente uscì dal locale.
Giunte finalmente a casa Jane prese il pacco ormai aperto, con dei guanti, lo ispezionò e poi lo appoggiò sul bancone della cucina, estrasse i fogli, erano cartelle cliniche dell'obitorio di Colin, il fratellastro di Maura e di altre quattro persone che Maura non conosceva, un foglio scritto al computer riposto in fondo alla scatola diceva sto regolando i conti è un peccato che tu sia la figlia dell'uomo sbagliato
Maura era immobile di fronte al foglio che la minacciava, Jane la guardò per un attimo poi prese i fogli e li rimise nel pacco
"chi sono quelle persone? Riconosco solo il mio fratellastro, gli altri io non li conosco" "sono alcune delle persone fidate di tuo... di Doyle, uno è morto circa due anni fa, tuo fratello 4 mesi fa e gli altri due più recentemente, decisamente sei sulla loro lista"
Maura sospirò e poi si allontanò dalla stanza "buona notte detective" disse dando le spalle a Jane " dottoressa?" "si" si fermò sui suoi passi senza voltarsi "farò di tutto per proteggerla" "lo so" rispose ruotando solo lievemente la testa "ma non smetterò di vivere prima del tempo, domattina ho una importante operazione, ma dopo domani andremo a fare shopping"
Jane fu ammirata dalla tenacia e dalla forza di questa donna, era chiaro che aveva paura, ma non avrebbe ceduto ad essa, Maura era molto di più di una affascinante e riservata donna, Jane la trovava intrigante, si sentiva ammaliata da lei, ed in parte era preoccupata, non voleva che questo influisse nel suo lavoro. Sentendo poi questa attrazione crescere così in fretta.
Mandò una email a Korsak per informarlo di quello che era il vero contenuto del pacco, mise in una busta sigillata la lettera di minaccia e poi entrò in camera.
Verso le tre di notte il telefono di Jane emise un suono acustico, subito saltò giù dal letto, afferrò la pistola, diede un'occhiata ai monitor, uscì nel corridoio la porta della camera di Maura era aperta "DOTTORESSA?!" nessuno rispose, la camera era vuota, corse giù per le scale, le luci della sala erano accese la porta aperta.
Pistola spianata si affacciò sul cortile laterale, respiro lievemente affannoso, trovò Maura seduta sul dondolo con una coperta addosso "detective che diavolo stai facendo?" capelli sciolti riccioli selvaggi, fu tutto quello che Maura poteva vedere "io? Che diavolo fa lei dottoressa alle tre di notte fuori con questo freddo?!" "come facevi a sapere che ero qui?" "l'allarme, il sistema di sicurezza, le telecamere" "e le tue tecnologiche telecamere non ti hanno detto che ero io? invece di arrivare con la pistola spianata?" "stavo dormendo e non sono stata molto ad osservare, sono venuta subito a verificare! Mi ha fatto preoccupare" "non era mia intenzione, ora siediti qui con me, mi farebbe piacere un po' di buona compagnia" "perché non rientriamo? È freddo qui fuori e dentro è più sicuro" "amo riflettere all'aria aperta, ricordi non voglio cambiare le mie abitudini e qui sono al riparo non crede?" Jane sbuffo, ma si arrese e si sedette vicino a Maura
"allora detective, cosa l'ha portata via da Boston 8 anni fa?" "il mio dossier non era molto dettagliato?" Maura rimase impassibile in attesa di risposta "ok ok, ho aiutato mia madre a rifarsi una vita, dopo che mio padre se ne è andato lei non voleva più stare qui, troppi ricordi, così ho chiesto un trasferimento, è uscito che nella grande mela avevano bisogno, e siamo partiti" "tua madre è sempre la?" "si con mio fratello Frankie anche lui in polizia, sta per diventare detective, aspettiamo la promozione" " e tuo padre?" "credo sia in Florida, non lo sento da mesi" Maura la fissò, notò un certo dolore in questa ammissione "e cosa l'ha portata nuovamente qui?" Jane era felice del cambio di argomento, anche se il nuovo era peggiore del vecchio "lei dottoressa" " non è quello che ho chiesto" "ma è quello che dirò" " non lo trovo giusto tu hai molte più informazioni su di me" " non così tante e a dire il vero niente che sia veramente personale" " ah no? Sa chi è mio padre biologico, cosa mi sta succedendo, conosce chissà quanto della mia storia" "ma non so chi lei sia dottoressa!" "giusta osservazione, ti piacerebbe scoprirlo?" Jane distolse lo sguardo, riconobbe il tono intimo, l'espressione dolce e maliziosa che Maura aveva usato, questa donna era pericolosa per Jane e Jane lo sapeva.
"forse è meglio se rientriamo" Jane si alzò e tese la mano a Maura che osservò il gesto galante e premuroso, afferrò la mano e sentì un calore ed una scossa che non aveva mai provato prima.
Si resero conto entrambe che quella era la prima volta che si toccavano.
Si alzò in piedi e respirò l'aria fresca che la rilassò, notò solo allora i pantaloni del pigiama e la maglietta che Jane indossava, poté vedere chiaramente, grazie all'aria fresca, che non aveva il reggiseno e la trovò estremamente sexy, non poteva lasciare a Jane questo vantaggio.
Entrate nuovamente nel calore di casa, Maura tolse la coperta che la copriva mettendola sul divano bianco di pelle, rimanendo in camicia da notte celeste, lievemente trasparente "buona notte detective" "mi chiamerà mai per nome?" "non so, se lo deve meritare" "buona notte dottoressa" Maura sorrise e si voltò in direzione della sua camera, si sentì improvvisamente impaziente, una smania la pervase, era il desiderio per Jane che la sorprese con la sua forza.
Jane rimase un attimo a recuperare il fiato, la camicia da notte di Maura aveva rivelato più di quello che Jane potesse sopportare, i seni nudi ed i capezzoli induriti erano appena visibili nella trasparenza del tessuto ed era sufficientemente aderente da lasciare all'immaginazione nient'altro che la sensazione che avrebbe dato alle sue mani toccarla, perché la vista ne era satura.
