eccoci ad un nuovo capito ed un nuovo giorno per le ragazze, grazie a chi mi segue e mi lascia commenti anche sui social!
Laura questo è il tuo capitolo, non perché ci sia qualcosa che volevi, ma perché c'è qualcosa che hai chiesto... l'attesa
per gli impazienti invece dico che manca poco alla parte più succosa, perché se non cercate questo... non c'è solo questo ma si sa il titolo la dice lunga! ^_*
spero vi piaccia è stato scritto un pò di fretta, spero non si noti troppo... recensioni e vi amerò sempre di più!
P.S. anche se credo sia chiaro in Italic tutti i pensieri;-)
Il giorno seguente Maura si svegliò decisamente con fatica, maledicendo la sveglia.
Aveva dormito ovviamente male, anche dopo la chiacchierata notturna con Jane riuscì a dormire ben poco e questo la disturbava.
Un buon sonno, si diceva sempre, è basilare, sopratutto quando si fa un lavoro dove la fermezza e l'attenzione devono essere al 100%.
Jane lo sapeva bene, non ci voleva certo un genio per capirlo, la minaccia della sera prima era stata diretta e l'aveva spaventata. Le ci volle solo uno sguardo quella mattina, per vedere sul viso di Maura la notte quasi insonne, la tensione. Lo stress si stava accumulando, chissà quante notti insonni, prima che Jane arrivasse.
Jane scese per prima in cucina così decise di preparare un po' di uova e tentò invano di capire il funzionamento della macchina del caffè!
"come diavolo funzioni maledetta" disse molto irritata "voglio solo il mio caffè, ti prego ho bisogno del mio caffè uhuufffi!" piagnucolò "non è così complicata" "GESU' dottoressa mi vuole morta!" disse facendo un salto dallo spavento "oddio assolutamente no, che idea sciocca!" "stavo solo... non importa! Voglio solo un caffè, ne ho proprio bisogno al mattino, istantaneo per me è perfetto, si fa in un attimo e..." " sono certa di aver già detto che quella brodaglia istantanea non entrerà nella mia cucina" disse Maura nervosa e perentoria mettendosi a preparare i caffè.
"nemmeno se lo tengo in garage? Nella lavanderia? In camera ecco lì decisamente posso!" disse scherzosa e soddisfatta di se, come se avesse trovato la soluzione a tutti i mali.
Maura passò la tazza con il caffè caldo a Jane "se trovassi in casa mia anche solo delle tracce, di quella polvere, non importa dove, credo potrei obbligarti a mangiare vegetariano a tempo indeterminato" il tono era più intimo ora, meno nervoso, quasi sensuale, sicuramente compiaciuto
"ohoooo dottoressa e come crede di costringermi?" disse Jane divertita e spavalda, nel suo vestito grigio scuro, la camicia blu, sicura di se, convinta di star alimentando un clima giocoso.
Ma Maura le si avvicinò, come sempre con quell'audacia che la stordiva, quello sguardo intenso, quegli occhi di un verde unico, quel sorriso provocante, Jane si tenne al bancone della cucina e bevve un sorso per poter distogliere lo sguardo " detective, mi creda se le dico che non è l'unica che sa come ottenere le cose, lo scoprirà presto" "mhmm" fu l'unica cosa che disse.
Chiedendosi come nuovamente si era infilata in una situazione del genere.
Chiedendosi esattamente cosa intendesse con quella affermazione, ma temendo la risposta, rimase in silenzio.
Maura era agitata e un alone di paura e angoscia viveva in lei sopratutto dopo ieri sera ma sorrise soddisfatta, poter giocare con Jane la faceva sentire viva, la caricava più del suo buon caffè, ne bevve un sorso, non distogliendo lo sguardo dalla mora.
Le reazioni di Jane erano tutto quello di cui aveva bisogno, erano così invitanti ed accattivanti e Jane neanche se ne rendeva conto, Maura lo trovava adorabile, trovava Jane adorabile e decisamente eccitante.
Ma oggi sarebbe stata una dura e lunga giornata, così senza più aggiungere nulla, ognuna immersa nei propri pensieri, riposero le tazze ed uscirono per la loro giornata lavorativa.
Jane lasciò Maura di fronte alla sala operatoria poi, assicuratasi che l'agente di polizia fosse al piano, lo istruì duramente "ascoltami bene, ieri sera la dottoressa è stata nuovamente minacciata, se le succede qualcosa, se scopro che ti sei distratto se hai guardato il culo ad una infermiera invece che controllare che nessuno fosse dove non doveva essere giuro che ti strappo le palle, e se succede qualcosa alla dottoressa Isles rimpiangerai di essere nato! Sono stata chiara?" " si ma non c'è bisogno di essere scortese so qual'è il mio lavoro Rizzoli!" " te lo auguro Taylor altrimenti non importa quanto sei grosso io..." "ok ok ho capito rilassati" Jane sbuffò, lo guardò male un'ultima volta e si allontanò.
Portò la macchina a fare le modifiche, vetri anti proiettile, tutti oscurati, tranne ovviamente il vetro anteriore, sportelli rinforzati, con pannelli inseriti all'interno della carrozzeria, in modo che non si vedessero, poi un controllo al motore.
Finito ciò corse nuovamente all'ospedale, Taylor sarà stato anche un agente esperto, ma non si fidava di nessuno se non di Korsak a questo punto.
Maura rimase in sala operatoria per nove ore filate, Jane ebbe modo di studiare molti file che Korsak le aveva passato su possibili sospetti, mangiò un panino al volo, poi elaborò vari percorsi per i viaggi più abituali in modo che fosse più complicato fargli un'imboscata, anche se sapeva che era solo un piccolo palliativo; consultò parte del manuale per l'articolato sistema di sicurezza.
Alla fine della lunga operazione, Maura uscì sfinita e sempre più tesa, ma rimase piacevolmente sorpresa quando trovò sulla sua scrivania un'insalata con pomodorini, mozzarella, tonno, mais, carotine, una bottiglia d'acqua ancora fresca e cracker senza sale.
"oh lo hai preso per me?" "certo dottoressa, io non mangio quella roba" disse divertita, ma dolcemente "ho pensato che sarebbe stata stanca e affamata!"
Maura sospirò, si sentì alleggerire un po' dalla tensione, si sentì strana di fronte a questa dimostrazione di attenzioni, non era abituata, ma aveva già troppi pensieri, non era pronta a riflettere su questo, pensò al giorno a venire e si ricordò il suo piano "affamata si, di molte cose!" insinuò "e tu hai le caratteristiche giuste per capire come togliermi l'appetito" "dottoressa!" "si detective?! mi riferivo alle tue capacità deduttive e di attenzione, -indicò il suo pasto-cose avevi capito?" "mangi pure io non la disturberò!"
Jane schivò una nuova provocazione, ma per quanto sarebbe riuscita a farlo, non ne aveva idea.
Per quanto stanca Maura sembrava sempre pronta a provocarla, Jane ne era un po' stupita, l'aveva sentita parlare con colleghi ed infermiere, mai faceva battute, mai faceva insinuazioni, era sempre molto composta e professionale, cosa stava cercando da lei? O meglio perché?
Maura mangiò l'insalata mentre Jane seduta sul divanetto tentava di non guardarla cercando di proseguire il suo studio del manuale, che Maura immaginò appartenere al suo nuovo sistema di allarme, poi la bionda esausta sentì il bisogno si riposare un pò sul divano, anche solo per pochi minuti prima di andare a controllare i suoi pazienti.
"mi fai un po' di posto sono esausta" "oh certo, se necessario mi sposto sulla sedia" "no ti voglio qui!-gli ordino- Novità?" "ho sistemato la macchina con i vetri come d'accordo, ho rinforzato gli sportelli e ho fatto fare anche un controllo al motore per sicurezza, la messa a punto è importante" "molto bene mi hai già inviato le fatture?" "lo farò stasera da casa" "non dimenticarlo. Altro?" "ho dato all'agente Taylor la scatola da portare in centrale a Korsak, la darà al laboratorio nella speranza di trovare qualche impronta interessante"
Maura si sedette sul divanetto, Jane le fece posto spostandosi un po' e togliendo alcune carte, poi Maura si tolse le scarpe
"pensi che le troveranno?" chiese preoccupata "impronte si, ma che siano di chi ce lo ha inviato, questo è difficile a dirsi, non sono degli idioti, sanno cosa fanno, ma vale la pena tentare, magari qualcuno poco attento, se siamo fortunati c'è stato"
Maura annuì per niente rassicurata, appoggiò le gambe sul divano ed i piedi nudi sfiorarono Jane, che sussultò come se avesse sentito la scossa, Maura lo notò ma non disse niente, continuò a sfiorarla, Jane arrossì lievemente Dio se è adorabile, pensò Maura. Jane cercò di non farsi distrarre, non sapeva cosa fare, dire qualcosa o non dire niente? Abbozzare un sorriso? Alzarsi? Ma quel contatto la scaldava, qual contatto era dolce e sensuale allo stesso tempo.
Fingendo di leggere Jane guardò gli splendidi piedi curati di Maura, le dita smaltate si insinuavano sotto la sua coscia, Jane si innamorò di un piccolo neo sul dorso del piede Gesù come vorrei baciarlo, era una frase che rimbombava nella testa di Jane come un tormentone, di nuovo destabilizzata cercò di controllarsi, ma non fu facile.
Maura chiuse gli occhi qualche minuto, la testa appoggiata al divano le gambe rannicchiate, il respiro leggero, i piedi nel calore delle gambe di Jane.
Jane guardava questa donna così bella e delicata nell'aspetto, ma allo stesso tempo sapeva, vedeva la forza che emanava, come un bagliore, un bagliore che continuava ad attirarla come un richiamo.
Maura non lo aveva completamente capito, ma anche senza provocare, Jane si sentiva irretita da lei. Dalla sua forza racchiusa dentro la dolcezza, la grande sensualità implicita.
Jane non aveva ancora realizzato quanto anche Maura lo fosse, forse a causa di un po' di insicurezza, quel gioco che facevano, le provocazioni, quello che c'era dietro era molto di più di quello che appariva... per entrambe.
Per fortuna di Jane, che non aveva smesso di fissarla, e per dispiacere di Maura il tempo della pausa era scaduto, il suono del cerca persone fece aprire gli occhi alla dottoressa, si rese conto che doveva andare, che la sua pausa era giunta al temine.
Le due donne non si dissero niente, impreparate a gestire quel piccolo momento di intimità, quella familiarità che non sarebbe dovuta esistere tra due persone appena conosciute, per giunta legate da un contratto di lavoro e da una situazione così particolare. Eppure era lì, naturale.
Maura si alzò, si rimise le calzature ospedaliere, si rese conto che quel piccolo contatto con Jane l'aveva rilassata, calmata per un po', mentre adesso, ripresa la sua totale individualità, le sensazioni che l'avevano accompagnata per tutto il giorno e che la tormentavano erano tornate. Nuovamente nervosa e stizzita uscì dalla stanza informando Jane che doveva fare il giro di visite in terapia intensiva.
Jane sentì quella sgradevole sensazione di mancanza quando Maura ritirò i suoi piedi, quando il calore del suo piccolo corpo non la riscaldava più.
Annuì e si alzò alle sue parole. Si ricompose, si mise la giacca, sistemò la pistola nella fondina sotto l'ascella e la seguì in silenzio nei corridoi dell'ospedale.
Era sorpresa di come pochi le parlassero, ma non del fatto che tutti sembravano avere soggezione di lei, camminava sicura, sorrideva per salutare, ma con espressione distaccata, la consultavano in molti, gli specializzandi cercavano, spesso in vano la sua approvazione, molti sopratutto uomini, la guardavano non visti, ma Jane vedeva molto di più, la gente si ferma alle apparenze, ma Jane vedeva dietro quello sguardo il mondo complicato di Maura Isles, e ne era affascinata.
Jane si fermò di fronte alla terapia intensiva. Attese lì Maura per più di un'ora, poi la riaccompagno nuovamente in ufficio, per completare le pratiche ospedaliere prima di poter tornare a casa.
Quella sera rientrarono tardi, dopo che Maura controllò un'ultima volta la sua paziente, in terapia intensiva.
Fecero una cena leggera che comprarono sulla strada tornando a casa.
Anche in quel caso non ebbero bisogno di accordarsi " visto che sei stanca vuoi chiamare per ordinare qualcosa di leggero e subito pronto?" "oh si è un'idea favolosa, mi sembra di non aver la forza di niente" " preferisci un ristorante in particolare?" "che ne dici di 'Reginella' fanno un ottimo salmone marinato all'aceto balsamico e una pizza squisita, sono certa che la preferisci a qualsiasi pasto" "non ne hai idea! La mangerei anche a colazione, sei un genio" "lo so!" "e modesto anche" risero.
"chiamo subito, il ristorante è a due isolati da qui!" "bene dottoressa la mia pizza è con il salame piccante"
finalmente di fronte al pasto caldo, il dialogo per loro non era certo cosa difficile.
"allora detective, trova la mia vita lavorativa noiosa?" chiese mentre mangiavano sull'isola della cucina "dubito che ci sia qualcosa della sua vita che sia noiosa" "non ne hai idea Detective" disse con tono provocante
Jane rimaneva sempre colpita dalla facilità di Maura di passare da domande di apparente circostanza e toni distaccati a momenti più intimi e dialoghi mirati. Arrossì.
Cercando di recuperare Jane replicò "immagino che il suo lavoro sia uno stimolo continuo, come oggi voglio dire, stancante, ma di grande soddisfazione, il suo paziente sta bene no?" bevve un lungo sorso di birra, Maura sorrise ed annuì
il modo in cui beve la birra, oddio quelle labbra
"ho molti stimoli nella vita detective, e amo le sfide, non solo in campo medico, e tu da cosa sei stimolata Jane, sono molto curiosa" il suo tono provocatorio era sempre presente
il modo in cui mangia questo dannato salmone
"io, io sono una persona semplice dottoressa, il mio lavoro è stimolante e molto eccitante e a dire il vero..." "mi fa piacere sapere che trovi stare con me eccitante, vale anche per me"
Jane quasi si strozzò con il boccone che stava masticando si maledisse per la scelta delle parole, lapsus Freudiano, Maura rise e le passò un po' d'acqua "tutto bene Jane ho detto qualcosa che ti ha disturbato?" "no...tossì... no... tossì" Jane bevve ancora a poi si alzò "mi mi è andato di traverso, ora io però...-accidenti non balbettare- mi scusi dottoressa, ma devo controllare il sistema di allarme, non vorrei aver dimenticato di inserire tutte le sicurezze" "ne dubito!" disse Maura sorridendo, ma ovviamente Jane la ignorò e andò via per nascondersi in camera.
Che cavolo ho nella testa, come mi escono certe stupide parole, quasi balbettavo, idiota!professionalità Rizzoli, neanche fosse l'unica donna sulla terra e tu fossi in astinenza da anni, accidenti a lei e alla sua sensualità, accidenti a me, rilassati Jane rilassati
Maura dal conto suo si sentì soddisfatta, il terreno era fertile, ma ancor di più lo era la sua voglia di Jane, non riusciva quasi a controllarsi, sopratutto dopo la sensazione che aveva provato la notte prima quando le aveva stretto la mano, il loro primo contatto e poi oggi nel suo ufficio, Maura voleva provocarla, ne aveva fame, ma quel contatto l'aveva scaldata, confortata, una sensazione che non aveva mai sentito, una sensazione che la attirava e spaventava. Ma ne aveva bisogno e sapeva, anche se ignorava i segnali, che non era solo uno dei suoi giochi delle parti.
Maura riordinò gli avanzi, poi stremata, decise che sarebbe andata a letto, magari dopo una bella doccia, il bagno caldo, come piaceva a lei era troppo per stasera.
Bussò alla porta della stanza dove Jane dormiva e si era nascosta, Jane aprì "si dottoressa?" "vorrei ricordarti che domani finalmente ho un giorno libero e faremo Shopping! ho grandi piani a riguardo!" disse con un luccichio negli occhi "come potrei dimenticarlo, certo!" "la sveglia può essere ritardata di trenta minuti, ne sarai felice immagino, non mi sembri una persona mattiniera!" "trenta minuti? non dormiremo troppo?!" Maura rise, Jane la seguì, contagiata da quel suono "no decisamente non amo le mattine!" "farò in modo che ami quella di domani" "certo, sarà divertente" cercò di trattenersi ma il tono era comunque ironico, Maura sorrise, aspettava la giornata di domani con spasmodica trepidazione, amava lo shopping, la rilassava, la rendeva felice, ma il piano che aveva, rendeva il giro per negozi che aveva programmato, solo la ciliegina sulla torta.
Maura era certa che il suo sguardo si fece concupiscente, così si sbrigò a chiudere la serata.
"beh buona notte detective"
"buona notte dottoressa"
Jane vide Maura entrare in camera sua, chiuse la sua porta e sospirò. Quella donna aveva un piano ben preciso e Jane ne era al centro, la bruna ormai lo aveva capito. Doveva cercare di limitare i contatti, le allusioni, bloccare qualsiasi avance.
Si impose che da l'indomani i loro rapporti sarebbero stati molto più professionali, nel tentativo di mantenere quella distanza che si stava sempre più assottigliando tra loro e che le dava quelle splendide sensazioni completamente inopportune per il loro rapporto lavorativo.
Jane si addormentò combattuta dalle sensazioni che provava. Sapeva di doverla allontanare, per il suo stesso bene, ma riuscirci, era un'altra cosa, volerlo poi!?
Maura si addormentò sorridendo al pensiero del giorno che l'aspettava. Il suo piano per sedurre, ma sopratutto, poter domare il suo detective stava per arrivare alla fase più importante, il gioco delle parti, che avevano fatto fino ad ora, era solo l'anticamere, un aperitivo, il pasto era Jane, l'idea la eccitò.
