ed eccoci ad un nuovo capitolo!
ci stiamo avvicinando alla fase hot, cari lettori^_* per questo avverto che da questo capitolo in poi... accetto critiche e consigli ma non ditemi che non vi avevo avvertito, anche perché il titolo è chiaro, non voglio offendere la sensibilità di nessuno...
Maura ha dei piani... Jane... ^_^
Spero sinceramente che vi piaccia
Mattinata di shopping, non esisteva cosa più odiata per Jane e adesso non solo era obbligata, ma con una donna come Maura, sapeva che lo shopping con sua madre era da rimpiangere.
Maura sentì, già al risveglio una energia nuova, lo shopping ed il piano che aveva per Jane erano come un ricostituente
La cosa peggiore per Jane era che non c'era un centro commerciale che l'avrebbe aspettata con una panchina su cui riposare in disparte, ma la via della moda di Boston, negozio dopo negozio, Maura li avrebbe passati tutti entrando ovunque e comprando finché il bagagliaio non fosse saturo, ed il bagagliaio era veramente enorme. Per non parlare dei rischi.
Dopo tutto lo stress dei giorni passati Maura si alzò positiva all'idea di una giornata di spese folli con Jane, non sapeva esattamente quanto lei odiasse la cosa, ma aveva letto le sua espressioni la sera prima e se ne era fatta un'idea, ma i piani che aveva in mente erano allettanti, avrebbe trasformato una normale giornata di shopping in un vero tormento sessuale per Jane e alla sera, Jane, sarebbe stata sua.
Non voleva conquistarla di per se, voleva che fosse sua, voleva ammaliarla soggiogarla, possederla, questa sensazione la eccitava quasi più dell'atto stesso di averla.
La giornata non era delle migliori, il cielo era nuvoloso e sporadiche gocce di pioggia cadevano fastidiose dal cielo obbligando Jane a contatti ravvicinati e sfregamenti sempre meno accidentali, graditi da Maura, sotto l'ombrello; nubi più scure si vedevano all'orizzonte, la serata non prometteva bene dal punto di vista meteorologico, Jane sperava solo di rientrare viva a casa dopo lo shopping pazzo che la attendeva, Maura guardava le nubi cariche di pioggia e sognava lampi e fulmini per la notte.
Al sesto negozio Jane faticava a mantenere la sua espressione impassibile, le commesse dei negozi la guardavano divertite subire le provocazioni sempre meno velate della bionda, Maura stava attuando il suo piano, una escalation destinata orami a capitolare esattamente come da previsioni.
Entrò nella boutique di Valentino, le commesse accolsero la dottoressa con entusiasmo, dimostrando di conoscerla bene.
Jane fece un breve giro per memorizzare entrate ed uscite di sicurezza, sistema di sorveglianza, angoli ciechi e zone in cui avere la migliore visione del negozio nel complesso.
Dopo un breve giro e qualche parola con una commessa Maura si infilò in un enorme camerino, al terzo vestito Jane venne chiamata "ehi entra un attimo per favore" "cosa succede è tutto a posto si sente bene?" entrò suo malgrado e vide Maura, nuda con solo un perizoma nero, con in mano un vestito color oro tra le mani che la copriva parzialmente, distolse lo sguardo "non trovo la commessa, puoi chiedere se esiste in rosso questo modello?" "non è la mia mansione, non sono la tua cameriera, mi lasci fare il mio lavoro" "certo scusa, ma nonostante la tua splendida carnagione direi che si nota un certo rossore sul viso, ti ho messo in imbarazzo con la mia nudità?" "sta facendo un gioco pericoloso dottoressa" Jane era decisa a stroncare subito questo atteggiamento "detective non so di cosa parli! Ma non credevo che tra donne ci fossero questi problemi, deduco tu sia molto pudica, ma tu sei la mia guardia del corpo o no?" "preferisco il termine sicurezza, ma il punto è che dottoressa, io sono attratta dalle donne e trovo questo inopportuno" "oh" "oh!" "e sei attratta da me?" fece qualche passo avanti "mi trovi attraente?" "dottoressa sa benissimo di essere una donna attraente, ma non capisco perché lo stia facendo" gesticolò nervosamente con le mani, indicandola.
Maura lasciò cadere il vestito, ora era completamente nuda, escluso ovvio quel minuscolo perizoma nero. Era sicura di se, consapevole della sua fisicità e dell'espressione che stava suscitando nella splendida donna difronte a lei, nonostante Jane tentasse di rimanere impassibile.
Quello che non si aspettava era il forte desiderio che provava di essere toccata da quelle mani, quasi più forte della voglia di dominare che l'aveva spinta così oltre, fece un sospiro per tornare in se, che facilmente poteva essere interpretato come un'ulteriore provocazione. Il petto si gonfiò e poi fece uscire l'aria, i capezzoli si indurirono comandati da un istinto primordiale, fece alcuni passi avanti, Jane li fece indietro.
"sai cosa mi piace delle donne come te, detective?" Maura stava ritrovando la sua compostezza e la sua voglia di dominio, il tono si fece più profondo, caldo, l'assalto era alla fase cruciale.
Jane scosse la testa e deglutì, il cambio di tono di Maura la ammutolì, lasciandola a chiedersi perché questa donna avesse così tanta influenza su di lei, perché si sentiva intimorita, in parte soggiogata dal suo volere, si chiedeva dove fosse finita la sua spavalderia, dove erano finiti i suoi buoni propositi della sera prima, immaginò nascosti sotto la sua sproporzionata eccitazione.
"mi piace che per quanto esteriormente tu sia così dura, così seria, professionale... impassibile, sotto le lenzuola sono certa sei una dolce gattina, ed io adoro le gatte" "io... io... credo che" accidenti tira fuori le palle Rizzoli " io penso che sia più opportuno rimanere sul professionale se non le dispiace dottoressa" "Jane, quando sono nuda vorrei che mi chiamassi Maura e SI mi dispiace, perché ti trovo molto sexy e l'idea di farti cadere questa maschera di durezza che indossi, oltre ai tuoi vestiti, mi intriga molto, io adoro certe sfide"
altri passi indietro, Jane abbozzo un sorriso di circostanza ed imbarazzo, sbatté contro la porta chiusa dalla quale era entrata, adesso Maura era così vicina, Gesù quel seno la stava sfiorando e quelle labbra, sembravano così morbide "ho voglia di domarti Jane, di togliere dal tuo viso quell'espressione da dura che hai, lo vedo che anche tu ne hai voglia"
Jane raccolse tutta la sua forza e volontà per replicare, cercando di dimenticare tutta la sua eccitazione che la stava bagnando li " Maura-la bionda sorrise- io credo che essere domata non sia una mia priorità" almeno non lo era mai stato, anche se l'idea insolitamente la allettava. Si lecco le labbra. -l'ho veramente chiamata Maura?-
"oh Jane io credo che ti sbagli, tu puoi raccogliere i capelli in una coda, ma i tuoi riccioli selvaggi raccontano altro" mantiene l'espressione da dura, Oddio che voglia di toglierla dalla faccia proprio ora, mi basterebbe un gesto. Si avvicinò ancora ed appoggio le mani sul petto di Jane, lievemente, si tirò sulle punte e appoggiò le labbra sulle sue, morbide umide invitanti, ma non la baciò. Solo sentirle sfiorare, la pelle si riempì di brividi.
Jane rimase immobile, ma non riusci a non baciarla, fu inevitabile per quanto lieve e delicato, mosse le sue labbra per sentire la morbidezza delle labbra di Maura, fu un attimo magico, ma la razionalità, quel poco che ne rimaneva nella sua testa confusa la fece fermare, stacco le labbra, stava per allontanarla ed in quel momento la commessa tentò di aprire la porta, Jane fece un passo avanti ed irrimediabilmente le braccia, che fino a quel momento erano state lungo i suoi fianchi, proprio per evitare il contatto, finirono per appoggiarsi sui fianchi nudi di Maura.
Pelle liscia, fresca, delicata come seta. Maura sentì il calore delle mani di Jane sul suo corpo, ne fu avvolta, come una coperta in un freddo inverno.
La commessa si scusò e richiuse la porta per non colpire ulteriormente le persone al suo interno, si scusò ancora e chiese se poteva essere utile; Jane tolse le mani come fossero sul fuoco vivo "si certo le passo un abito, mi piacerebbe provarlo in rosso" Maura si voltò fece qualche passo e raccolse l'abito che prima aveva lasciato cadere a terra, lo raccolse senza piegare le gambe, lo raccolse facendo in modo che Jane potesse guardarla e guardarla bene, quando Maura si alzò Jane era dietro di lei a pochi centimetri, Jane non sapeva neanche come c'era finita, Maura si alzò sulle punte con la mano libera le afferrò la nuca la tirò a sé le sfiorò le labbra con le sue strofinò il naso con il suo dolcemente "le tue labbra hanno un buon sapore Jane, chissà il resto" si allontanò, aprì un po' la porta lasciò il vestito alla solerte commessa che andò a cercare taglia e colore desiderato.
Jane chiuse gli occhi per un attimo soffrendo della mancanza che improvvisamente aveva sentito per l'assenza di Maura vicino a lei.
Jane sentiva le gambe deboli, fisso una piccola poltrona, quando si voltò e guardò Maura negli occhi, profondi e misteriosi cercò una via di fuga "dovrei essere fuori a controllare" "devi controllare me, fallo da qui!" disse imperiosa "è meglio che ti calmi prima di uscire, ho detto siediti su quello sgabello" Jane aveva il respiro accelerato, mentre Maura sembrava calma come se niente fosse accaduto. Jane si voltò e si sedette "mi piacerebbe che tu rispondessi per farmi capire che hai compreso l'ordine Jane" "si Maura io... " fece una smorfia -ho veramente risposto così?- testa bassa, passò le mani sulle cosce come per asciugare il sudore -tutto questo sta intralciando il mio lavoro- "ho letto il tuo dossier so quali sono le tue capacità, se entrasse qualcuno qui dentro che non è la nostra zelante commessa sono certa sapresti come intervenire, quindi rilassati, dopo che avrò scelto il vestito ce ne andremo in un negozio di scarpe e poi dritte a casa".
Jane fu sorpresa di come Maura le aveva letto dentro, mai nessuno neanche sua madre era stata così precisa nel comprenderla.
Poi fece un'altra smorfia... Scarpe?!
La commessa busso alla porta con l'abito rosso e dopo essersi sincerata che non servisse la sua assistenza si allontanò.
"puoi tirarmi su la zip per favore?" "si certo dottoressa" ora che la pelle era coperta Jane ritrovò la sua compostezza, almeno apparentemente, Maura sorrise, adesso era vestita, Jane sembrava aver capito bene come giocare.
"come sto? Che dici mi sta bene?" "mhm ehm si è molto elegante e le dona molto" Jane cercò di non guardarla troppo intensamente, pensava che fosse da togliere il fiato.
Maura era decisamente soddisfatta, Jane era stata stregata!
Per tutto il tempo della scelta delle scarpe Jane ha cercato di rilassarsi di far passare il desiderio che annidava nel suo basso ventre, ha cercato di cancellare le immagini di Maura nel camerino, la sua nudità, le sue labbra, il suo profumo, la sua voce.
Maura si concentrò sulla scelta delle scarpe, una delle cose che più adorava in assoluto, fu più semplice per lei contenere il moto emozionale che era scaturito dal loro scambio nel camerino. Tornare alla normalità era relativamente semplice, era abituata a questo gioco, anche se poteva ancora sentire il calore delle mani di Jane sui fianchi, le labbra morbide che le davano quel bacio, Jane la stupiva.
Jane si sentiva sconvolta, come faceva quella donna ad essere così calma, come faceva quella donna a convincerla a comportarsi così, doveva fare qualcosa, il suo comportamento ero inaccettabile assolutamente non professionale, soprattutto durante gli spostamenti doveva essere capace di rimanere concentrata e attenta, il contrario di quello che le stava succedendo.
Uno sguardo di Maura e Jane si sentiva in un'altra dimensione.
Pranzarono in un elegante locale del centro visto che la scelta delle scarpe richiese più tempo del preannunciato, in più Maura fu chiamata per un imprevisto consulto all'ospedale, le due donne rientrarono a casa con numerosi pacchi da gestire, nel tardo pomeriggio.
Il clima di tensione sessuale si era attenuato, con somma gioia di Jane, sperò di averla scampata, ma Maura era una cacciatrice paziente, sapeva come e quando fare le sue mosse.
Jane cominciò a controllare tutto l'impianto di allarme, lesse le email che Korsak le aveva inviato riguardanti i decessi per mano dei nemici di Doyle, modus operandi, luoghi e orari, scaricò i file sugli importanti ma inconcludenti risultati delle impronte sulla scatola con il messaggio di minaccia, nel frattempo Maura era al piano di sopra a sistemare i suoi nuovi acquisti, consapevole della tregua concessa a Jane.
Un suono acustico prima del regolare campanello della porta principale avvertì Jane dell'arrivo del ragazzo degli alimentari giunto con tre borse della spesa colme "dottoressa è arrivata la sua spesa" .
Maura scese le scale, si era cambiata in abiti casual, pantaloni in tessuto morbido color antracite ed una maglietta grigia con tre bottoni slacciati, i capelli raccolti. Come faceva ad essere sempre così bella?!
"grazie Richie, ecco dovrebbero bastare" "si signora, le do il resto" "No tienilo tu e grazie per la gentilezza" "quando vuole signora, grazie a lei e arrivederci" "ciao Richie"
Le borse vennero portate in cucina e Maura cominciò a disfarle, Jane la fissava " qualcosa che trova interessante detective?" "si dottoressa, tutta questa spesa e non l'ho mai vista cucinare" "avevo una signora che veniva quattro volte la settimana a pulire e mi preparava qualcosa da mangiare, ma dopo questo trambusto si è licenziata, ha due bambini piccoli ed era spaventata" "capisco, sa cucinare dottoressa?" "non molto a dire il vero, ma ho preso le birre, ho immaginato che fossero gradite" Maura aveva un'espressione dolce e leggera, così diversa da quella avuta nel camerino, ma comunque conturbante "grazie forse ne berrò una dopo cena, cerco di non bere in servizio e con lei sono sempre in servizio" Jane mantenne l'atteggiamento distaccato e professionale "capisco, tenterò di cucinare qualcosa per noi, ci sono delle preferenze o delle allergia di cui dovrei essere informata?" ma Jane non resistette a tanta dolcezza innata "se mi permette mi cambio i vestiti e cucinerò io, mia madre mi ha insegnato qualche ricetta che sono certa gradirà" "oh, beh allora... molto bene Jane, sarà divertente, finisco di riordinare i nuovi acquisti nel mio armadio e poi ….. sarò tutta tua per cena"
Un nuovo cambio di umore ed atteggiamento, Maura la confondeva continuamente.
Quando era scesa per ritirare la spesa aveva avuto un atteggiamento leggero e spontaneo e non solo con il fattorino, aveva parlato con dolcezza e tranquillità, ma dopo un attimo era riapparsa la predatrice. Jane si rese conto che si sentiva fortemente attratta da entrambi questo lati, ineluttabilmente.
Nessuno aveva mai cucinato per Maura, nessuno dei suoi partner sessuali, neanche sua madre, solo le governati, era una bella sensazione.
Quando scese la vide indaffarata ai fornelli, con un pantalone della tuta nero morbido che le ricadeva sui fianchi in modo molto sexy ed una maglietta con su scritto Boston Red Sox, immaginò essere una squadra sportiva di qualche genere, vide Jane con un'espressione serena e sorridere, per la prima volta sembrava a suo agio.
"il profumo è ottimo Jane" "spero lo sia anche il gusto" "oh ne sono certa Jane" "è quasi pronto."
Gesù quando mi chiama Jane, forse è meglio il fastidioso detective che il sensuale Jane, mi sento sciogliere ogni volta che mi chiama così!
La pasta al salmone e un'insalata ricca con vino bianco freddo erano sulla tavola, la musica in sottofondo che mise Maura creò una bella atmosfera.
"allora Jane perché non mi racconti della tua vita a New York" scommetto che vuole sapere della mia vita privata
"credevo che fosse una donna diretta dottoressa, perché non mi fa la domanda che realmente vuole farmi"
"mi sembra giusto, voglio sapere perché sei stata sospesa a tempo indeterminato" beh meno personale di quello che mi aspettavo
" la sospensione è per almeno sei mesi, ma stanno valutando ancora il mio caso perché ho fatto ricorso"
"per quale motivo?"
"credevo di proteggere una persona e ho picchiato l'uomo sbagliato che ha fatto leva per darmi una punizione esemplare, parole sue non mie!"
"era la tua ragazza?" ah lo sapevo ecco la domanda che voleva farmi
" si, credevo ci fosse qualcosa tra noi, poi l'ho trovata sotto di lui che gridava, l'ho colpito un paio di volte e solo allora ho realizzato che lei era molto più che consenziente" uh lo sapevo insicura e gelosa!
"e lui era?"
"uno che vuole rimanere anonimo, è per questo che non è nel mio fascicolo, ho dovuto firmare un accordo si segretezza, è un tipo importante e sposato, se non fosse stato per questo probabilmente sarei stata licenziata" "e sarebbe così grave?" "si dottoressa! Fare il detective è il sogno della mia vita" "potresti comunque perdere tutto" "ho già perso tutto, di sicuro a New York ho la carriera bloccata, ecco perché sono qui" "una nuova opportunità di lavoro?" "un nuovo posto dove ripartire, dopo la sospensione, se finirà mai!"
Jane si alzò e cominciò a riordinare incupita. Come si era potuta aprire a questa donna così facilmente? Certo se aveva una nuova occasione era grazie a lei, o meglio a sua madre ma sentiva di essersi scoperta troppo per i suoi gusti.
"adesso è il suo turno dottoressa" "cosa vorresti sapere di me che già non sai?" "il rapporto con tua madre!" "oh detective è un argomento complesso" bevve l'ultimo sorso di vino rimasto nel bicchiere e poi lo posò nel lavandino "io ho detto molto di me, quid pro quod!" sorrise.
Maura fece una piccola smorfia poi cedette "sono grata ai miei genitori per avermi adottata, ma non mi sono mai sentita amata veramente, erano sempre distaccati e non capivo perché, mi dicevo che era perché non ero la loro vera figlia o perché non ero 'abbastanza', poi ho capito... Doyle" "tua madre ti ama" "sono la figlia di un boss mafioso" "mi è venuta a cercare fino a New York personalmente una settimana fa ed è stata molto insistente, ti ama è preoccupata per te, le madri non si capiscono facilmente" "sono stata sempre molto sola, e ho sempre chiesto poco, solo adesso che rischio la vita sembra interessata a me" "forse ha sempre rispettato le tue esigenze e le tue inclinazioni, potessi dirlo io!" disse abbozzando un sorriso "forse, ma sentirsi amati, credo che sia qualcos'altro" "dovresti conoscere la mia" disse Jane ironica "come è?" "oh ficcanaso fastidiosa invadente" "io ho sentito: interessata premurosa devota" "se lo dici tu!"
risero insieme in modo così spontaneo, sembrava tutto così naturale, il clima si distese.
Jane mise i piatti in lavastoviglie, mentre sorseggiavano una birra ed un bicchiere di vino, avviò il lavaggio delle stoviglie. Maura la osservo nel suo operato poi la fece girare di forza, Jane sorpresa fu obbligata ad appoggiarsi al mobile di cucina "dottoressa io non cred..." "Shsss" Maura le mise un dito sulla bocca. Jane si sentiva scossa "ti voglio adesso" "non possiamo" "e chi lo dice! tu lo vuoi lo so ed io ti voglio, voglio che tu sia mia"
Jane abbozzo un sorriso timido imbarazzato, il viso di Maura era così deciso e provocante, sentiva di non poter, voler tirarsi indietro; la dolcezza dei modi e del muoversi di questa donna contrastava con la reale forza e decisone che dimostrava di avere.
E quella sensazione che sentiva di familiarità, di innata confidenza ed intimità, che non riusciva a spiegarsi.
Maura prese Jane per mano e la portò con se nella camera che le aveva riservato, Jane la seguì lungo le scale, oltre la porta della stanza, in silenzio, si sentiva eccitata ed in balia degli eventi, incapace di ribellarsi. Maura si sentiva esaltata, voleva Jane come mai nessuno prima di all'ora.
si lo so vi lascio proprio così?! SI!
vi aspettavate di più... non temete... vi sembra già troppo... non ci credo! review graditissimi!
