ed eccoci ad un nuovo appuntamento con le nostre Sfumature!

come affronteranno il post inseguimento? Jane come gestirà il problema è Maura?

non credo di deludervi se dico che anche questo capitolo è... hot^_*


Mentre Maura era in sala operatoria Jane chiamò nuovamente Korsak per scoprire che la targa parziale non aveva portato a nessun SUV nero, ma che potrebbe appartenere ad una auto rubata tre giorni prima, quindi nessuna pista nessuna indicazione. La macchina rubata era una berlina, di chi sia il SUV resta un mistero.

Come se non bastasse Korsak informa Jane che hanno trovato il corpo di un altro uomo di Paddy ucciso "merda perché non mi hai avvisato?" "perché lo abbiamo trovato questa mattina presto, quando ci siamo sentiti per telefono avevi ben altri problemi, ma sono felice che te la sei cavata!" "beh informa la stradale che un SUV impazzito in superstrada e sulla corsia di emergenza aveva i suoi buoni motivi per andare a 180 km\h!" "certo Rizzoli, sarà fatto!" "accidenti come ho fatto a non pensarci, ti invio il percorso che ho fatto, puoi vedere se ci hanno beccati su qualche telecamera, magari ne ricaviamo una foto del guidatore!" "grande idea Jane, mandami subito il percorso, vediamo cosa ne esce! Ti invio una copia dell'autopsia appena ce l'ho ehi..." "Lo so Korsak tu non mi invii niente ma grazie, sei un amico" "anche tu e sei una brava detective, spero che risolverai presto la questione mi piaci come partner" "già grazie vecchio anche tu"

Nell'attesa dell'autopsia lesse il primo resoconto delle indagini che Korsak le inviò. Il mafioso in questione aveva una bella fedina penale, partendo da minorenne, prima piccoli reati, poi una serie di accuse per estorsione e violenze varie che per maggior parte caddero per assenza di testimoni, niente di sorprendente. Era morto la sera precedente al suo ritrovamento, probabilmente verso le sette, in un magazzino di South Boston, proprio nel cuore del territorio di Paddy Doyle, chi stava sterminando i suoi amici aveva audacia e coraggio da vendere, questo non era buon segno, quello che Jane non capiva era perché cercare Maura, se stava uccidendo i suoi stretti collaboratori Maura come entrava nel quadro?

Jane rifletté a lungo prima di trarre le sue conclusioni, ma come capire se erano giuste? Si chiedeva se era meglio parlarne con Maura o sentire Korsak, poi una nuova illuminazione

"pronto sono Jane Rizzoli" "detective è successo qualcosa? Maura sta bene?"-il vizio di chiamarmi detective è di famiglia! "Signora Isles tutto bene non si preoccupi, la chiamo perché ho bisogno di chiederle una cosa" "certo detective, Maura è con lei? Riguarda il motivo della sua assunzione?" " si, vede la verità è che credo che la situazione sia grave Signora" " è successo qualcosa?" "non ha parlato con Mau... con la dottoressa?" "non ci sentiamo da quando vi ho lasciate giorni fa perché cosa è successo?" "niente che io non abbia potuto gestire Signora, ma il punto è: lei può parlare con Doyle? Ha modo di rintracciarlo?" " sarebbe così importante?" "non voglio avere il suo numero o sapere dove trovarlo, senta, diciamo che se lei ha modo di sentirlo potrebbe ad esempio non so, dargli il mio numero, potrebbe dirgli che ho un sospetto ma che non so se lui è già su questo pensiero e che secondo Lei potremmo aiutarci ecco tutto" "ha molta fretta detective? È urgente che lo rintracci?" "si signora, ci...Credo che ci stiano addosso, se così non fosse non cercherei di parlare con un boss mafioso ricercato da polizia ed FBI mi creda" "le farò sapere"

così si chiuse la conversazione e fu un bene perché Maura era appena uscita dalla sala operatoria, ma dovevano esserci problemi perché sembrava turbata e più indaffarata del solito

Jane cominciò a cercare anche una ditta che faceva anche pulizie private, ne trovò una a Newton che sembrava affidabile, fingendosi la segretaria di Maura chiamò e chiese informazioni sul personale, adducendo che la ricca signora aveva molte pretese ed era puntigliosa. Non era poi un gran bugia.

Per Maura la giornata fu stressante come a Jane era sembrato, un adolescente con un tumore al cervello, familiari disperati e lunghe ore di intervento con il rischio elevatissimo di danni permanenti.

A causa di complicanze durante l'operazione non rimase che mettere il ragazzo in coma farmacologico per almeno 24 ore e poi decidere come procedere, sempre che fosse sopravvissuto così a lungo.

La giornata lavorativa di Maura giunse al termine, finalmente tornarono a casa, Jane fece una doccia e preparò qualcosa di caldo, mentre Maura si fece un bagno rilassante e rigenerante, ne uscì come nuova.

Mentre mangiavano Jane era pensierosa, controllava spesso il telefono, Maura lo notò inevitabilmente "qualcosa non va detective?" "no tutto bene dottoressa, il cibo è buono?" "buonissimo come ho detto in precedenza, ma è chiaro che qualcosa la preoccupa, posso sapere cosa sta succedendo per favore? Odio essere all' oscuro delle cose, soprattutto se mi riguardano, sopratutto dopo stamani" " niente di concreto, solo pensieri dubbi e supposizioni" "allora perché il telefono questa sera è così interessante? Aspettiamo una telefonata?"

Jane stava per confutare questa ovvia deduzione, quando il telefono squillò, Jane lo prese, si alzò dalla tavola e si allontanò per non farsi sentire da Maura, non voleva che sapesse, non voleva preoccuparla più del dovuto.

"Rizzoli" "ho saputo che mi cercava!" " con chi sto parlando?" "sai benissimo chi sono, non starò al telefono molto a lungo, facciamola breve cosa vuole da me?" " sai chi sta sterminando i tuoi amici e perché?" "perché ti interessa?" "Doyle ho solo bisogno di capire se hai una pista o se sei sempre a brancolare tra i tuoi numerosi nemici" "ho ristretto la cerchia, credi di sapere qualcosa che io non so?" "forse! ho potuto leggere un po' di file della polizia, i nomi dei tuoi amici, il modo in cui sono morti, tutti nella stessa maniera, un magazzino una cantina o un garage nel cuore del tuo territorio" "quindi?" "non è per avere il tuo territorio, o almeno non solo per quello, c'è qualcosa di personale dietro" "detective è sempre personale in questi affari" "no non ha senso uccidere i tuoi scagnozzi e cercare anche Maura, ci stanno addosso, Doyle, ci hanno seguito oggi, siamo fuggite quasi per miracolo" "a quello che so io, te la cavi con la guida Detective Rizzoli" "Doyle, credo che sia qualcuno che non solo vuole toglierti il potere, ma vuole ferirti personalmente, Colin non è morto perché era nella tua organizzazione ma perché era tuo figlio! c'è qualcosa che lega tutte le persone che ti hanno ucciso a qualcuno in particolare?" il telefono rimase in silenzio "Doyle ci sei?" "sto pensando, dammi un po' di tempo mi farò sentire, tieni Maura al sicuro"

la comunicazione cadde, Jane fisso lo schermo del telefono preoccupata " questo ti preoccupava? La telefonata con mio padre?" "Maura!" Jane era stata colta alla sprovvista "come hai fatto? Come lo hai rintracciato?" "lui ha trovato me" "ma sapeva che lo cercavi come?" Jane fece alcuni passi avanti verso Maura che alzò la mano per farla fermare "mia madre non è vero? È stata lei a rintracciarlo per te! no sai cosa ti dico?! non voglio saperlo, quello che voglio è sapere cosa succede, cosa stai pensando, sei preoccupata? Quanto!"

Jane cominciò a spiegare a Maura la sua teoria sul fatto che chi sta braccando Paddy non lo fa solo per sostituire la sua organizzazione a quella di Doyle, ma lo fa come vendetta per qualcosa che ha fatto altrimenti la morte di Colin e le minacce così preoccupanti nei suoi confronti non avrebbero senso

"Ma Colin lavorava con Doyle, non è per questo che è morto?" "no io non credo e se Paddy riesce a capire chi è stato, forse può, magari rallentarlo un po' ecco tutto!" "tu hai dato a mio... a Doyle indizi per uccidere ancora?" "no io ho chiesto a tuo pad.. a Doyle se... sto solo cercando di capire come impedire che ti uccidono, voglio solo proteggerti Maura!" "non chiamarmi Maura! Non adesso" "oh finiscila, non è un gioco, tu sei in pericolo e farò qualsiasi cosa per proteggerti, ci stanno addosso Maura, e se capire chi sta facendo questo può aiutare Doyle a proteggerti bene! Male che vada ci saranno un po' di mafiosi in meno!" "non chiamarmi Maura"

La voce era tremante

"lo so che hai paura, ne hai tutto il diritto, tu... credimi morirei per proteggerti, io..."

"se non siamo nella camera non chiamarmi Maura! Non ti ho mai dato questo permesso!"

Il tono questa volta era più deciso

"finiscila con queste stupide.. sai cosa ok andiamo nella stanza" " non dire cose che non vuoi, potresti pentirtene" "ho capito sai? Il dominio, il tuo gioco, ti serve per riprendere il controllo, va bene, mi va di provare, accidenti ci penso da quando ho visto la stanza, e nonostante tutto quello che ho fatto oggi, accidenti era un'immagine fissa nella mia mente" "tu credi di aver capito, ma non sai niente di me NIENTE!" "Tu dici? Sai cosa so, so che tu eri una bambina che voleva essere amata e per quanto i tuoi genitori ti amassero non te lo hanno mai dimostrato, forse è per questo che vuoi controllare, dominare, non avevi il controllo sul loro modo di amarti e adesso lo vuoi sul modo di amare i tuoi partner" " io non controllo per... non centra niente l'amore con il dominio, non abbiamo fatto l'amore noi, io non faccio l'amore. Mai!" "tu non, beh non dico che ci amiamo alla follia 'Dottoressa', ma non era solo sesso e tu lo sai, quante eccezioni hai fatto per me, per noi?" "solo perché sei alle prime armi, Nessuno ti ha mai Scopata come ti ho Scopata io" "e nessuno ti ha mai baciata come ti ho baciato io e sono certa che a nessuno hai permesso di 'scoparti' in macchina come hai permesso a me!" "era solo per l'adrenalina e ..." "cazzate! IO ti eccito, e l'adrenalina ha fatto il resto, scommetto che nessuno dei tuoi numerosi amanti ti teneva testa così come sto facendo io! Scommetto che nessuno morirebbe per te come farei io!"

Maura fece tre passi avanti prese Jane per i capelli alla base della nuca, con forza le piegò la testa e la baciò con fervore, quasi violenza, una passione incontrollata

Jane grugnì alla violenza del gesto, ma ricambiò il bacio senza esitare, la strinse a se, Maura si lasciò stringere senza opporre resistenza. Protezione

"Dio quanto sei sfacciata ed arrogante detective" "quanta voglia hai di mostrarmi la tua di arroganza Dottoressa?!" rispose trafelata

"se salirai quelle scale ti aspettano diverse punizioni per il tuo atteggiamento prepotente ed indisciplinato" "mhmm l'idea mi attrae più di quanto credi, ma solo se ammetti che non mi stai solo scopando, tu provi qualcosa per me" "cosa credi che provi per te Jane?" "tu mi vuoi Maura, mi vuoi tanto quanto ti voglio, non è sesso, non è una scopata per scaricare la tensione è desiderio, è chimica, lo so che l'hai provata anche tu subito quando mi hai vista!" "ne sei così certa gatta?" "abbastanza da salire su con te" "bene allora muoviti gatta" "alla fine della serata tu dirai la verità! Vedrai"

Maura sorrise maliziosa, non era pronta per dire quello che realmente provava, in quel momento non sapeva bene neanche lei cosa provava, ma Jane aveva ragione, nel momento esatto che l'aveva vista passare la sua soglia di casa ha sentito un richiamo, una chimica che mai prima in vita sua aveva sentito; provava per Jane qualcosa di mai provato prima, ma non sapeva proprio come definirlo.

Jane salì le scale eccitata all'idea di tutto quello che quella stanza rappresentava e di tutto quello che sarebbe cambiato, era pronta a tutto, voleva Maura, sapeva che si stava innamorando, era sorpresa che le fosse servito così poco tempo, ma sarebbe veramente morta per lei e se quel giorno si stava veramente avvicinando non voleva perdere nessuna occasione per amarla e lasciarsi amare, Maura forse ancora non lo sapeva, ma Jane lo sentiva, nel modo in cui si baciavano, nel modo in cui Maura si lasciava abbracciare, come si guardavano, il mondo di Jane stava per cambiare in quella stanza, ma anche quello di Maura.

"questa stanza ha delle regole Jane non dimenticarlo" Jane la fissò in silenzio, Maura sorrise " prima di iniziare ti concedo di parlare, se hai dei dubbi o delle domande dillo adesso" "no, sai dei baci e del toccarsi, insomma gli abbracci, ne abbiamo già parlato, per il resto sono pronta a provare il tuo gioco, sono pronta a sottomettermi a te"

Maura ebbe un fremito, sentire quelle parole dalla bocca di Jane, che fino a un minuto prima l'aveva sfidata, aggredita, la faceva palpitare nell'intimo.

"faremo le cose per gradi, per capire cosa ti piace e cosa no, adesso spogliati gatta" Jane eseguì, cominciò lentamente a spogliarsi, mentre Maura raggiunse il cassettone aprì l'ultimo cassetto e tirò fuori un intimo nero profilato di rosso, si voltò verso Jane che era semi nuda "indossa questo" Jane lo prese e lo indossò con un po' di fatica, il tessuto era così morbido, non aveva mai sentito sulla pelle niente del genere, il perizoma fu facile, ma il reggiseno, inizialmente non capiva, poi si rese conto che era allacciato sul davanti e le spalline erano removibili, mentre faceva questo Maura prese qualcosa da uno dei primi cassetti.

Jane avrebbe voluto sapere, vedere cosa l'aspettava, ma voleva giocare, per Maura e per se stessa.

"mettiti sul letto appoggiandoti con la schiena alla spalliera"

Jane eseguì come un piccolo soldato all'addestramento reclute, ma salì sul letto come una gatta, si ritrovò a muoversi sensualmente e delicatamente, come se fosse sempre stato in lei, sepolta, questa voglia di sedurre con erotismo femminile.

"oh si così gatta, proprio così!"

Seduta sul letto come ordinato Jane guardava Maura avvicinarsi "ecco ora ti metto questo sugli occhi" applicò una mascherina per impedire la vista "i tuoi sensi saranno accentuati, te ne renderai presto conto" Maura era seduta sul bordo del letto, cominciò ad accarezzare Jane dolcemente facendola sospirare, la pelle di Jane era liscia, le mani di Maura come seta che l'accarezzava, piccoli baci sulle guance, sul collo, le dita sfioravano i seni il pube gli addominali scolpiti, le lunghe gambe, Maura si sorprese a baciarla sulle labbra numerose volte lievemente come una scoperta, le mani vagavano con carezze tenere ed eccitanti, dopo un po' di questo stimolante gioco erotico la prese per mano "seguimi"

Jane si alzò, fece pochi passi, pensava di essere in mezzo alla stanza, i suoi sensi erano all'erta, attenti, "alza il braccio sinistro" si sentì afferrare il polso dalla mani di Maura e poi un laccio di pelle largo alcuni centimetri la fasciò saldamente "il braccio destro ora" stessa cosa, il laccio di pelle venne legato al suo polso. Un rumore di carrucola. Era appesa la soffitto.

Maura parlava con voce setosa, e Jane si sentiva così eccitata che si chiedeva se le mutandine costose che indossava rivelavano già tutta la sua umidità.

Adesso era cieca e legata, seminuda in mezzo alla stanza e poteva sentire Maura che come il più famelico dei predatori le girava intorno scrutandola, in attesa del momento giusto per afferrare la povera preda ormai senza via di scampo.

Jane avrebbe voluto gridare chiamare, dire qualsiasi cosa, Maura lo sapeva, l'attesa era si eccitante, ma anche punitiva, ogni tanto nel girarle intorno la sfiorava con un dito o con la bocca, facendola gemere, e quel suono era così eccitante

"vorresti essere toccata veramente, non è così gatta? Rispondimi!" "si Maura" "ma sei stata molto cattiva, prepotente, ora verrai trattata come meriti piccola impertinente, tu sei mia" sussurrò nell'orecchio di Jane così arditamente che Jane gemette

Maura afferrò le spalline del reggiseno di Jane e le tolse, cominciò a mordere dolcemente le spalle, afferrò i capelli fluenti e li raccolse in una crocchia per tenerli su e lasciare la schiena libera " oh gatta la tua schiena, potrei elencare ogni muscolo che stai muovendo adesso, sei così sexy" Maura accarezzava la schiena, le scapole l'incavo a sud, piccoli baci e dolci morsi, Jane credeva di impazzire. Era la più piacevole delle torture.

Le mani di Maura afferrarono i glutei esposti di Jane, li palpò, li massaggio, cominciò a mordicchiarli, Jane ansimava, sentiva il suo clitoride gonfio ed eccitato, si sentiva disperata, voleva Maura così tanto, piagnucolava "oh gatta si miagola per me"

Jane sentì Maura di fronte a lei afferrarle i seni "da quanto stavi con la tua ex traditrice? Dimmi!" "più di un anno" "chi comandava a letto chi cercava chi!" "credo io, non era sempre uguale, ma io la cercavo" "avete usato giocattoli?" il reggiseno venne sganciato, un sospiro di piacevole stupore uscì dalle labbra di Maura "rispondimi gatta!" " si certo ogni tanto ma perché..." "zitta! Tu rispondi quando ti è richiesto e non fai domande hai capito?" Maura afferrò i capelli di Jane nel punto in cui erano raccolti obbligandola a tirare indietro la testa "rispondi gatta insolente" "si Maura" " ti piaceva scoparla?" "si Maura" " come ti piace adesso?" "no …. questo... mi piace di più Maura!"

Jane sentì improvvisamente il suo seno sinistro risucchiato nella bocca di Maura, Jane gridò il suo piacere, afferro le corde alle quali era appesa tenendosi come unico appiglio e supporto al suo godimento che la pervadeva dalla punta del suo capezzolo mordicchiato da Maura al suo clitoride eccitato. Le gambe deboli.

Maura passava con la bocca da un seno all'altro, e con la mano stuzzicava il capezzolo libero, Jane ansimava gemeva, sentiva un orgasmo salire dal suo basso ventre, incontrollabile "vieni gatta, fammi sentire che godi" Maura continuò a succhiarla, la strinse con le braccia, le afferrò il sedere, e mentre i gemiti si fecero più intensi, proprio quando l'orgasmo stava per esplodere Maura passo un dito sopra le mutandine sfiorando il clitoride con movimenti circolari e poi afferrò il capezzolo che non succhiava, un grido riempì la stanza, Jane era sopraffatta, ansimava, il petto si muoveva velocemente sotto il suo respiro

"hai un'espressione bellissima quando vieni e sembri sorpresa, non eri mai venuta così gatta? Rispondimi" "ohoo io... no Maura mai, mai oddio è stato strepitoso"

Maura sorrise, si spogliò dei vestiti, lasciando Jane a recuperare fiato. Si avvicinò nuovamente alla sua preda accarezzandola lievemente. Toccandole il sedere, ammirandola.

Improvvisamente Maura afferrò le mutandine e le spinse via "queste non ti serviranno più, oh Jane sono fradice sei proprio incontenibile" Jane arrossì, questa doveva essere l'inizio dell'umiliazione?

"guardalo il detective spavaldo, ora è solo una gattina eccitata con la figa bagnata" Maura le passò una mano tra le gambe scivolando sulla grande umidità lasciata dall'orgasmo "uhuu" " allora gattina non sei più così arrogante adesso dimmi" "no Maura" tutto questo la eccitava così tanto, era un gioco, sentiva che non c'era un vero senso di umiliazione, la volontà non era quella di denigrarla ma di farla sentire ancor più soggiogata, e questo continuava a piacerle " come mai non sei più arrogante gatta dimmi?" "perchè sono tua Maura sono tutta tua, ho bisogno di te, ho bisogno del tuo corpo delle tue mani, dei tuoi orgasmi" Maura afferrò le labbra di Jane con un bacio avido ed euforico, nessuno l'aveva mai eccitata così con poche parole, il bacio fu lungamente ricambiato

Jane sentì armeggiare Maura, cercò invano di capire cosa stava succedendo, la braccia si sganciarono dal soffitto "vieni sul letto con me" per mano Jane su riportata sul letto con le lenzuola nere di seta, si sdraiò, sorprendentemente non venne legata, rimase però bendata.

Maura si mise sopra di lei, i loro corpi nudi a contatto, Jane poteva finalmente stringerla, accarezzarla, Maura sospirò di gioia alla forte stretta delle braccia della sua amante. Era sorpresa che un abbraccio le potesse dare tanto, si lasciò trasportare da questa nuova sensazione e dai baci che riceveva. Continuarono questo gioco perdendosi l'una nell'altra tra baci e carezze.

Maura si sentì trasportare e per un po' riuscì a lasciarsi andare, poi sentì l'esigenza di riprendere il controllo, la paura di lasciarsi troppo andare, di essere forse vulnerabile prese il sopravvento.

Si alzò e fisso la sua amante arrossata e senza fiato.

Sedute sul letto, Maura era ancora sopra una Jane bendata, la prese nuovamente per i capelli e la condusse sul suo seno, Jane non esitò a succhiarlo "oh si gatta così mhmmmm" Jane prese Maura per i glutei assecondando il movimento di bacino che stava facendo, ma improvvisamente la fermò, tirandola via dal suo attento succhiare, Jane faticò a non lamentarsi apertamente.

Maura si alzò da letto " sdraiati adesso in mezzo ai cuscini" eseguì senza attendere, sentì dei rumori " aprì le gambe e piega le ginocchia" Maura fissava la nudità aperta ed eccitante, risalì il letto ed affondò le sue labbra sulla salinità di Jane "uhuuuohooo" Maura sorrise e dopo qualche leccata si alzò nuovamente prese prima un polso poi l'altro e li legò al letto con dei foulard che erano già fissati a dei ganci.

Mentre Maura faceva questo Jane sentì qualcosa battere sulle sue cosce, Maura indossava qualcosa, e dall'esperienza che Jane aveva scommetteva su uno strap on.

Jane era nuovamente immobilizzata, ma questa volta aveva più movimento con le braccia, il tessuto che la legava era lungo, anche se nessun movimento poteva ne liberarla ne permetterle di afferrare o abbracciare Maura.

Finalmente Jane rivide la luce, Maura le tolse la mascherina "voglio vederti bene al prossimo orgasmo gatta". I capelli vennero sciolti.

Jane guardò subito tra le gambe di Maura, una cintura che sosteneva un fallo nero di media lunghezza, costellato di brillanti? erano luminosissimi, accidenti sembravano Swarovski doveva avere uno sguardo sorpreso perché Maura rise "non dirmi che non ne hai mai usato uno gatta, rispondimi" "io si ma mai così fascinosi" sorrisero " per te solo il meglio gatta, ti hanno mai fatto godere così? Scommetto che eri sempre tu ad indossarlo non è vero?" Maura cominciò a baciare Jane sulle cosce, salendo sugli addominali "io si praticamente il più delle volte siii ohoo Maura"

finalmente faccia a faccia Maura la penetrò lentamente "ohoooo cazzo!" Maura uscì immediatamente da dentro Jane lasciandola vuota e disperata "zitta, non devi parlare, ti ho concesso troppo se parlerai ancora ti imbavaglierò, capito?" Jane annuì mortificata, poi Maura la penetrò brutalmente, Jane inarcò la schiena ansimando di piacere.

Maura appoggiò i palmi sul letto ai lati del petto di Jane e cominciò a spingere con prepotenza dentro e fuori dalla fessura umida di Jane, nella stanza si sentiva chiaramente il suono della sua umidità a contrasto con i colpi della penetrazione.

Il viso di Maura era così vicino che Jane poteva quasi toccarlo, aveva una espressione dura ma lo sguardo era così intenso e passionale, vedeva dolcezza e amore nascoste dalla lussuria.

Maura ansimava dal piacere e dallo sforzo, Jane muoveva il bacino godeva nel sentirsi riempita da tanta passione, sentiva il suo orgasmo salire vorticosamente "stai per venire gatta? Ti sento che godi"

Jane tirò i polsi mentre l'orgasmo la stava per farla gridare, chiuse gli occhi nell'attesa del rilascio, ma Maura si fermò, Jane aprì gli occhi il suo viso era una smorfia di dolore dalla sua bocca uscì un suono piagnucoloso

"tu sei mia ricordatelo, se io non voglio tu non godi, tu non parli, tu non ti muovi, ogni cosa che hai è perché io te la concedo hai capito?" Jane annuì "adesso scusati per tutti i tuoi errori" non ci posso credere che lo sto facendo "scusa Maura scusa!" "brava gatta e adesso godiamo" accese la vibrazione del costoso fallo e ricominciò a penetrarla.

Ha detto godiamo, oddio è tutto così stranamente fantastico

Non posso più attendere, punirla non è sicuramente la cosa più appagante, la desidero incredibilmente

La vibrazione colpiva direttamente il clitoride di Maura, ma Jane la poteva sentire chiaramente dentro di se.

I movimenti da prima più lenti si fecero sempre più intensi, le due donne ansimavano, i seni si strofinavano l'uno con l'altro muovendosi al ritmo dei colpi che Maura stava infliggendo a Jane che gemeva.

Maura si mise in posizione più eretta per guardarla mentre la possedeva.

Sentiva il dominio su di lei, la sovrastava, l'aveva resa impotente tenendola legata ed il piacere che le faceva provare era lei a comandarlo con il ritmo, con le sue spinte.

La guardava godere, era bellissima, avrebbe voluta vederla sempre così la sua Jane e più la vedeva nel piacere più il suo aumentava e poi quelle mani, quelle dita lunghe ed affusolate, senza rendersene conto si abbassò e la liberò dalla costrizione.

Jane la guardava sopra di lei, bellissima, il seno che si muoveva grazie hai colpi di piacere che sentiva dentro di se, si sentiva così avvolta dal godimento, ma era la sensazione di protezione che la sbalordiva, non si sentiva vulnerabile, ma bensì al sicuro, ricevere tutte queste attenzioni essere così toccata, cercata, essere al centro dei desideri di una donna così fantastica sentire che il suo scopo era quello di darle gioia, dietro il modo in cui Maura la dominava c'era una sorta di altruismo.

Jane finalmente libera la strinse, passò le mani sulla schiena, sui glutei sodi ed induriti per le spinte che la stavano facendo gemere e dimenarsi, poi fermò le mani sui fianchi ed insieme dirigevano il ritmo. "oh si Jane oddio Jane"

Jane taceva, temeva troppo che le sue parole potessero interrompere questo splendido momento, stava per venire e non voleva che niente lo fermasse, godeva e guardava Maura provare le stesse sensazioni.

Sudate, unite, ansimanti, le mani di Jane accarezzavano tutta la pelle di Maura i seni i capezzoli duri, Maura teneva ora le gambe di Jane aperte e le accarezzava, si sentiva così bene.

Jane continuò a stuzzicarle i capezzoli poi il grido di Maura.

"oh Janeee sei mia...mia Jane"

Vederla venire sopra di lei condusse Jane al suo piacere liberatorio, Maura le lasciò le gambe e scese su Jane e la baciò.


spero di non avervi deluso grazie a tutti e fatemi sapere che ne pensate :-)