so che sono un pò in ritardo e mi scuso per eventuali errori nel testo, sono un pò incasinata e pres ada molti impegni, ma non volevo lasciarvi troppo in attesa, quindi diemi se qualcosa non torna... ma ditemi anche cosa ne pensate come sempre!
direi che questo è un capitolo di transito... spero scorra abbastanza grazie per esserci^_^
Strette abbracciate, Jane slacciò la cintura a Maura "perché lo fai?" "perché voglio averti più vicina, sempre che possa mia signora"
Maura rimase un attimo senza fiato ne parole, Jane sfilò la cintura e la osservò "ho detto qualcosa di male?" "come mi hai chiamato?" "mi dispiace Maura, mi sembrava..." "come mi hai chiamato Jane dillo ancora" l'espressione di Maura era inequivocabile, Jane usò il tono più ruvido e sexy che poteva far uscire dalla sua bocca"mia signora".
Maura si alzò appoggiandosi su un gomito "non... ti sei documentata? Perché hai detto così!?" "non mi sono documentata, mi è venuto naturale mia signora" " oh gatta tu mi provochi" "non era mia intenzione mia signora" " forse non la prima volta! sai perché io sono la tua signora?" Jane rimase un attimo in silenzio "il termine si usa solo a certi livelli di dominio sai perché?" "so solo che tu sei la mia signora ed il modo in cui mi sottometti mi piace!"
Jane usò tutto la sua capacità di seduzione, sapeva cosa la bionda voleva sentirsi dire e Maura sentì l'eccitazione salire a livelli incontrollati nonostante l'orgasmo appena avuto.
"Jane hai idea di quello che le tue parole mi stanno facendo?" "Gesù spero di si altrimenti non ho capito niente mia signora" "finiscila o ti farò chiudere io la bocca" "si mia signora, come vuole che usi la mia incontenibile lingua?" "oh tu, tu mi farai impazzire! Dimostrami ancora una volta le tue qualità gatta" sospirò
Jane si sentì vittoriosa e piena di gioia, sarà stata anche la sottomessa in questo gioco, ma aveva ancora delle carte da giocare per stupire e conquistare Maura, perché sapeva bene che dalla donna che ora era sotto di lei voleva decisamente di più.
Adesso Jane, tra le gambe di Maura, mise tutta se stessa, affondò la sua bocca e la sua lingua in quell'intima bellezza, la sentiva gemere agitarsi, Maura la teneva per i capelli, alzava il bacino, spalancava le sue gambe perché ne voleva di più, ancora.
Quando Maura sentì le lunghe dita entrare dentro di lei, aderire alla sua pelle come un guanto, come uno dei suoi abiti su misura, perfetti, che rispettavano le forme, si sentì completamente immersa nella gioia "ohoo sii Jane siii oddio cazzo siiiiii!"
Il movimento di Jane inizialmente era lento per poter sentire ogni millimetro di pelle bagnata a contatto avvolgente con le sue dita, voleva sentirla, conoscerla, capirla; dentro e fuori come uno stantuffo, ruotava le dita e le piegava lievemente premendo sulle pareti, ancora più dentro Maura, che gemeva e implorava sempre di più.
La lingua si muoveva sulla piccola erezione dura ed eccitata con un ritmo constante e selvaggio, le dita presero un ritmo potente ed inesorabile, Maura si afferrò al letto consapevole che era vicina, alzò il bacino i gemiti divennero grida ed un orgasmo mai così avvolgente la raggiunse lasciandola stremata sulle lenzuola di seta nere.
Jane risalì baciando dolcemente la pelle sudata, si sdraiò sul fianco vicino alla donna ansimante, sorridendo.
Sussurrò "sono stata all'altezza mia signora?" la malizia e l'espressione furbetta di Jane era sfacciata "oh piccola gatta sfrontata ed arruffata" "lo prenderò come un si mia signora! Dio se sei bella! Potrei guardarti per una vita intera" "mhmmm- si voltò infine sul fianco- sei bella anche tu nonostante questa espressione soddisfatta e impertinente che hai sulla faccia" "oh no mia signora, è un'espressione di giubilo e si: soddisfazione!" "giubilo!-rise-te la concedo, non lo dico spesso ma è stato bellissimo, tu sei stata..." Maura finì la frase con un bacio appassionato, le mani sul collo nei capelli di Jane, Jane la accolse, si fece trascinare si avvolsero nelle lenzuola baciandosi abbracciandosi e poi completamente legate dal lenzuolo nero si trovarono strette e bloccate l'una nelle braccia dell'altra e scoppiarono a ridere divertite.
Risero di cuore, forte, il suono riecheggiò nella stanza, risero a lungo nel tentativo di slegarsi dal lenzuolo che le fasciava, risero e scherzarono. Mai quella stanza aveva visto un momento tanto armonioso e dolce.
Jane sentì quella sensazione che si prova quando tutto ti sembra perfetto, quando tutto è perfetto, quando vorresti che il tempo si fermasse lì in quel momento dove tutto è come deve essere, quel momento in cui ti senti così felice e completo da avere il nodo in gola.
Maura sentì quella stessa sensazione di perfezione, ma la riconobbe solo dopo che lasciarono la stanza. Si rese conto nel momento in cui chiuse la porta a chiave che quella stanza non sarebbe mai più stata la stessa, che anche lei non era più la stessa, che quello che provava era nuovo e splendido, le sembrava di camminare a due metri da terra, anche se sapeva che era impossibile, Jane la prese per mano "dormi con me stanotte".
Quelle poche parole, dette con sincerità e dolcezza entrarono in Maura e caddero dentro lei come come un bicchiere che precipita al suolo e si frantuma.
Maura fu presa dal panico "no non posso" disse frettolosamente "oh andiamo siamo state così bene, cosa vuol dire che non puoi" "ti ho detto no, non insistere" liberò la sua mano e si girò e aprì la porta per far uscire Jane dalla sua stanza "cosa ti spaventa così tanto?" "niente mi spaventa non dire sciocchezze, adesso è meglio che vai, dobbiamo riposare"
Jane rimase un attimo ferma in mezzo alla stanza, umiliata rattristata arrabbiata " c'era un momento perfetto qui un attimo fa che tu lo hai distrutto e non so ancora perché, ma non ho intenzione di... no sai una cosa, come vuoi, anzi va al diavolo Dottoressa"
uscì dalla camera come indemoniata con il viso rosso dalla rabbia, ma anche dal dolore che provava, poteva diventare la serata più bella della sua vita, invece adesso doveva andare a fingere di dormire in una camera vuota in una casa che non solo non era sua, ma che sentiva ostile, maledisse se stessa per essere stata nuovamente, ripetutamente così sciocca poco professionale debole e maledisse quel sentimento che stava crescendo dentro di lei, quel sentimento che aveva paura, adesso, di riconoscere e chiamare con il suo nome: Amore!
Maura chiuse la porta, sentì un fitta allo stomaco, come se fosse stata colpita da un forte pugno, sentì mancarsi l'aria, si appoggiò alla porta, cosa era questo dolore che sentiva? Perché si era sentita così spaventata? Come aveva fatto Jane a capirlo? Era lei che era stata così esplicita non volendo o era Jane che sapeva leggerla così bene? Si sentì ancora più spaventata, corse in bagno e si precipitò sotto la doccia e mentre l'acqua calda le scrosciava ricoprendola dalla testa si lasciò andare ad un pianto del quale non conosceva la provenienza.
Da dove veniva quella paura? Cosa non andava in lei? Jane era così arrabbiata, forse per questo nessuno l'aveva mai amata, forse era qualcosa che lei faceva o era o... la sua testa si riempiva di domande e si sentiva così sciocca, non era più una ragazzina, ma i dubbi e le sue insicurezze erano tutte lì e come l'acqua la inondavano.
Calmatasi si addormentò stringendo il cuscino.
Jane stava seduta nel letto, la rabbia era forte, si sentiva usata, sfruttata tradita dall'atteggiamento di Maura, si ripeteva che non aveva sbagliato niente, che Lei l'aveva cercata, non era stata pressante, Dio lei non era pressante non era appiccicosa insistente come sua madre... o si?
Si alzò dal letto camminò per la camera, andò nel corridoi pronta a fare irruzione in camera di Maura, tornò in camera sua si mise a lavorare un po' alla piccola scrivania, inutilmente. Si sdraiò nuovamente sul letto cercando di ragionare e poi capì: ok Maura era spaventata! Perché anche Maura si stava innamorando! questo era certo, ed era proprio questo che la spaventava, sapeva bene ormai che il suo dominare era solo uno scudo, era uno scudo contro il rischio di essere ancora delusi, certo era anche un bel modo di fare sesso, ma di sicuro Maura non voleva che qualcuno la facesse sentire inadeguata o poco amata come la sua famiglia, per questo lei li avrebbe tenuti tutti a distanza, era questo che stava facendo come un automa. Insomma non era una grande esperta, ma la loro intimità, fatta di baci carezze risate, riconosceva l'innamoramento accidenti!
Jane sapeva che doveva agire con calma ma si sentiva risoluta: le cose sarebbero cambiate. Maura l'aveva voluta e conquistata, anche se Jane aveva a suo modo tentato di resistergli inutilmente. Ora Jane avrebbe trovato il modo di avvicinarsi a lei, voleva che si toccassero interiormente e senza paure, che si legassero intimamente.
Al mattino Jane decise per un approccio neutro, un pò distaccato, non certo premuroso come lo sarebbe stata se avessero passato la notte insieme. Voleva che Maura si rendesse conto che l'aveva ferita con il suo atteggiamento ma che comunque le avrebbe dato il tempo, che sarebbe stata comunque lì. O ci avrebbe almeno provato.
Maura scese e vide Jane in cucina di fronte al suo caffè assonnata, non sapeva cosa aspettarsi, avrebbe scommesso su una lite mentre Jane impazzava in cucina a preparare chissà che cosa, lo aveva già visto in fondo, ma non si aspettava certamente che la sua colazione fosse pronta in un piatto, il caffè caldo, mentre Jane era schiva ma non troppo distaccata, le indicò il piatto e le dette il buon giorno, non capiva cosa succedeva. L'atteggiamento di Jane la spiazzò.
Non sarebbe certo stata lei a toccato l'argomento, non era in grado di affrontarlo, non aveva idea di cosa dire, non aveva idea di cosa era successo a dire il vero, mai aveva avuto una reazione così per nessuno dei suoi amanti. Lei era la dominatrice non doveva spiegarsi, scusarsi. Eppure qualcosa era cambiato. Si sarebbe presa tempo per capire, per ristabilire gli equilibri, come li voleva lei.
Jane finse di non vedere il turbamento di Maura, le lasciò il tempo di metabolizzare di allentare la tensione, fu sorpresa di se stessa, ma voleva fare le cose nel modo giusto.
Si desideravano, volevano stare insieme ma ognuna in modo diverso dall'altra, ognuna avrebbe cercato di portare l'altra sulla sua strada. Sarebbe stata una lotta di seduzione e provocazione, un nuovo corteggiamento per entrambe.
Quella mattina quando uscivano nel traffico, Jane usò uno degli ultimi percorsi alternativi che aveva studiato, cercava continuamente di modificare la routine di viaggio, ma mai come adesso doveva fare attenzione, aveva le prove che le stavano seguendo e l'unico modo per non cadere in una imboscata era quello di non dare un percorso certo, almeno per un po' erano al sicuro, ma sapeva che non sarebbe durato.
La procedura andò avanti per alcuni giorni, una pattuglia sostava fuori dalla casa alle prime luci dell'alba, in modo che uscendo da casa fossero sicure per i primi chilometri.
Doyle non si faceva vivo, e un altro suo uomo era stato ucciso nel frattempo. Jane tramite Constance passo a Doyle una foto del guidatore che la polizia aveva trovato ma che non aveva avuto riscontri, era un profilo sfuocato.
Le due donne avevano oramai un routine collaudata, e il loro interagire era sempre più intimo, si chiamavano sempre per nome quando erano sole ed eventuali appellativi erano per lo più scherzosi o provocatori, la sera una birra per Jane un bicchiere di vino per Maura ed un film o un documentario prima di dormire rigorosamente separate.
Jane preparava la colazione, il pranzo era quasi sempre presso l'ospedale e la cena variava, ma pizza e cibo da asporto sembrava il preferito per entrambe, anche se Jane ogni tanto si dilettava in cucina. La tensione sessuale tra loro saliva, ma era come un gioco di scacchi, capire la giusta mossa era essenziale, ognuna aveva il suo stile di gioco.
Jane la provocava facendo la premurosa ma mantenendo però la sua aria da dura, sapeva che Maura la trovava irresistibile: Maura quando erano sole invece la provocava come sempre ma in maniera più sottile, era un continuo flirtare che nutriva Maura e che rendeva Jane sempre più consapevole di quanto avessero bisogno l'una dell'altra nelle piccole cose di tutti i giorni.
Jane cercava di resistere alla seduzione ed al fascino naturale di Maura, voleva darle una quotidianità, farla sentire voluta, desiderata e amata.
Maura aveva bisogno di recuperare la sua fermezza, ritrovare stabilità emotiva, cercando di tenerla sulle spine, ma era sempre più difficile, con Jane che faceva la dura, che parlava di lavoro ma che faceva la galante, che era così naturalmente sexy.
Entrambe giocavano ad un gioco inevitabile, l'attrazione era forte e respingersi giorno dopo giorno era sempre più complicato.
Jane però sapeva che più passava il tempo più il rischio per le loro vite era sempre più vicino. Non c'era più molto tempo, presto le avrebbero nuovamente raggiunte, e sarebbero stati più pronti ed attenti, sfuggirgli sarebbe stata una impresa titanica.
"dobbiamo allontanarci da Boston per un po' Maura"disse Jane seriamente distogliendo lo sguardo dallo schermo "non dire sciocchezze, ho molto lavoro qui, interventi programmati, persone che dipendono da me" "e se ti trovano i nemici di Doyle?" "ci sei tu con me giusto? Sono al sicuro" "MAURA non è uno scherzo, sto facendo del mio meglio ma sono sola e loro sono in tanti" disse con tono duro "ho fiducia in te Jane" rispose spegnendo la tv "non è questo, Gesù non i rendi conto? sto usando degli stratagemmi, ma la tua vita è prevedibile e..." "prevedibile? Io sarei prevedibile?"
forse per la prima volta da giorni Jane era seria non per provocare ma per le circostanze, per Maura fu inevitabile non frenarsi più, appoggiò sul sottobicchiere il calice di vino che stava sorseggiando sul divano, Jane riconobbe quello sguardo, quello che sapeva l'avrebbe irretita
"no tu... non... no ti prego fammi parlare non è il momento" Maura si avvicinò a Jane seduta vicino a lei, appoggiò le mani sulle spalle asciutte e muscolose, sentì il corpo irrigidirsi "Doyle non si è ancora fatto vivo, dobbiamo stare attente" "si ma adesso siamo al sicuro e devo dirtelo detective, quando sei in modalità professionale ti trovo estremamente irresistibile" "oh beh... è giorni che non parlo di altro" "appunto"
le labbra di Maura si schiantarono su quelle di Jane che si sentì nuovamente alla mercé della donna che la sovrastava, sentiva i seni a contatto, il profumo inebriante la pelle setosa delle sue mani che la accarezzavano sul collo. Era già perduta e lo sapeva.
Avevano entrambe abbassato la guardia ed inevitabilmente erano cadute l'una nell'altra, con una facilità ridicola.
Maura aveva atteso, atteso che ritrovasse la sua carica dominante, atteso che il desiderio fosse incontrollabile, consapevole che non si sarebbe certo spento, atteso che Jane si perdesse nella passione così da non doverle dare più di quello che lei decideva si darle, riprendere il controllo era fondamentale, forse avrebbe dovuto attendere di più, sapeva che avrebbe dovuto attendere di più, ma erano giorni che fremeva.
Ma la passione era incontenibile per entrambe, dal primo bacio rubato di Maura adesso erano avvinghiate sul divano, le mani che cercavano la pelle, le labbra che si accarezzavano, le lingue che si incontravano, i respiri affannosi, le cosce che premevano nell'eccitazione dell'altra.
Dalla breve dolcezza iniziale erano passate ad una torrida passione, le magliette volarono via, entrambe si sorpresero senza reggiseno.
Jane infilò la mano tra le gambe di Maura dentro le sue mutandine, la donna rimase sorpresa dall'audacia, non dovevano andare così le cose, lei doveva dominare, lei era al comando, ma quando il dito sapiente della sua gatta affondò tra le sue umide labbra e cominciò il movimento sul clitoride, tutto era perduto anche per lei.
"oh Jane si, la mia gatta" "si sono la tua gatta, Gesù come sei bagnata" Maura non poteva aspettare infilò la sua mano e ricambiò le attenzioni. "oh si Maura si"
Senza togliere le mani dal calore così accogliente riuscirono vicendevolmente a togliersi le ultime barriere.
Ora nude continuavano, sdraiate l'una di fronte all'altra a toccarsi a darsi piacere.
Le bocche ansanti si sfioravano, le lingue si toccavano e le dita si penetravano come stantuffi lubrificati, i gemiti coprivano lievemente il rumore delle loro umide eccitazioni che venivano appagate, si stringevano si avvolgevano insieme legate strette sul divano odoroso di sesso e di capelli appena lavati, odori mescolati che formavano un aroma avvolgente ed eccitante ed insieme gridarono il loro piacere.
Senza sfilare le dita Jane si mosse per prima e lievemente sovrastò Maura ma solo parzialmente, lasciandola attonita. Jane aumentò il movimento che si era ridotto alla fine dell'orgasmo di Maura "che fai?" "ti voglio dare tutto quello che posso, che sono" "aspetta io" "ti prego" Jane voleva disperatamente darle tutto di se stessa, voleva darle tutto il piacere che conosceva, o almeno quello che in quel momento poteva.
Cominciò a baciarla sul collo, mentre le dita continuavano il suo sapiente lavoro.
Maura per un attimo si sentì disorientata, a nessuno aveva mai lascito fare così, non da anni almeno, certo le prime esperienze, ma poi presa un po' di sicurezza di se aveva stabilito delle regole di condotta sessuale, ma Jane le stava sbaragliando tutte.
I suoi muri costruiti ad arte per proteggersi erano crollati al passaggio di quella donna che più che un gatto adesso sembrava una pantera dal manto nero e sensuale. Maura vocalizzava il suo piacere, ansimando, gemendo mentre Jane scendeva lungo il suo corpo baciandole la pelle succhiandole i seni.
Maura si stava lasciando amare oh mio Dio mi sto innamorando sentì gridare la sua mente, doveva fermarsi, doveva fermarla, no non posso, è solo sesso, mi sta scopando, ma inaspettatamente si rese conto che dentro di se una vocina, che arrivava all'altezza del suo organo cardiaco stava gridandole no, questo non è solo sesso e tu sei già innamorata!
In quell'attimo afferrò i capelli di Jane che lavorava con la sua lingua abilmente tra le sue cosce e con le dita continuava un bellissimo andirivieni inesorabile, voleva allontanarla, ma Maura venne, perdutamente avvolta in una sensazione di amore e passione.
Jane risalì baciandole la pelle, Maura era inerme e appagata sul suo divano, incapace di parlare, Jane la strinse a se, Maura si lasciò avvolgere e rimase lì accoccolata e si addormentò, senza aver detto una parola. Stringendola forte, felice e momentaneamente arresa alle sensazioni.
Jane guardò Maura dormire lungamente, accarezzandole i capelli ed assaporando il suo odore. Sentendosi felice convinta di aver percorso la giusta strada, inseme.
La prese delicatamente in braccio, la portò in camera e la adagiò nuda nel suo letto, poi si sdraiò vicino a lei sotto le lenzuola di seta voleva solo sentire quella sensazione per un attimo, poi se ne sarebbe andata, ma Maura rotolò sul suo corpo ritrovando la posizione di prima, stretta sul suo petto e continuò a dormire, Jane la strinse e sorrise, amava decisamente questa donna, che nascondeva tanta dolcezza, non voleva più andare via.
Si addormentò poco dopo nella beatitudine di così tanta tenerezza che sorprendentemente necessitava.
ma la vera domanda è... cosa accadrà al risveglio?...
