eccomi di ritorno, so che aspettate tutte con ansia di sapere come andrà al risveglio... spero di non deludervi... nessuno ha indovinato! ^_*

ma ricordatevi che non è mai tutto oro quello che luccica!

BUONA LETTURA!


Maura si stava svegliando lentamente e come il suo risveglio, lentamente, prendeva coscienze di se e di quello che la circondava: era molto riposata, era nuda ma non infreddolita, era sotto le sue lenzuola, si era nel suo letto, nella sua camera, aprendo piano gli occhi l'aveva riconosciuta, ma un calore si irradiava dal lato sinistro del suo corpo, qualcosa su cui era appoggiata, aggrappata, qualcosa di caldo morbido liscio e... Jane!

Alzò lo sguardo, muovendosi il meno possibile, Jane dormiva sotto di lei, tenendola tra le braccia, ma era Maura che la teneva stretta, era inequivocabilmente avvinghiata alla sua... come definirla adesso! Gatta? Detective? Amante?Jane? Partner? Compagna? da dentro sentiva ancora quella voce che gridava, impossibile ignorarla: è la donna che ami ammettilo! non serve qui tutto il tuo QI!

Cominciava a mal sopportare quella vocina, ora gridava Baciala come un mantra come se tentasse di ipnotizzarla

Ma Jane si svegliò Dio come sei bella! Pensò.

"buon giorno" e per Maura fu il panico, si alzò di scatto "che ci fai qui?" "ti sei addormentata e ti ho portato a letto" "si ma che ci... come?" "in braccio" un attimo senza parole, in braccio? Mi ha preso in braccio oddio?

"si ma che ci fai qui" Jane si incupì "dormivo e tu cosa ci facevi sopra di me? per essere una che vuole dormire da sola sei parecchio appiccicosa, mi hai tenuta stretta tutta la notte!" "cosa? No! tu mi tenevi" "oh no bellezza, come mi sono sdraiata ti sei agganciata a me come un Koala all'albero di eucalipto!" "Non ti dovevi sdraiare, cosa? Io sarei il koala?" "si, tenero ed io l'albero di eucalipto!" Maura si sedette sul letto " Lo sai che il koala ha grandi orecchie arrotondate e pelose, una grossa testa, gli occhi vivaci, il muso largo e naso nudo e schiacciato, il corpo tozzo è ricoperto da peli, io non sono pelosa!" Jane rise " si e hanno artigli e se si sentono minacciati li usano per ferire, ma altrimenti sono molto teneri e coccolosi, proprio come te!" "io non ho artigli!" il tono era scioccato ed infastidito si guardò le mani, Jane rise di nuovo e Maura si innervosì ancora di più "certo che hai gli artigli, ma non fisicamente si intende,hai delle mani e dei piedi bellissimi" " perché ti sei intrufolata nel mio letto!" "tanto per cominciare non mi sono intrufolata, ti ho portata a letto dopo che ti sei addormentata sul divano, su di me, dopo aver fatto l'amore!" "noi non abbiamo..." "non dirlo!" intimò Jane "non dirlo se non ne sei veramente convinta, e comunque sappi che parli solo per te!" Maura rimase in silenzio "il koala passa quasi tutta la sua vita sull'albero di eucalipto per nutrirsi!" disse con voce imbronciata "molto bene allora, io sono pronta" "per cosa!" "perché tu passi tutta la tua vita qui" Jane ancora sdraiata indicò se stessa

Maura non aveva più parole, tentava dentro di se di contenere la paura, certo ancora temeva tutti questi sentimenti, ma era impossibile ignorarli, e Jane era così adorabile e si sentiva così serena, almeno una parte di lei lo era, una parte che sembrava risvegliata da quel calore che Jane emanava e cedette. Si getto su Jane baciandola intensamente, poi alzò la testa dalle labbra morbide e gonfie di Jane

"io non credo di essere in grado di darti quello che cerchi Jane, non credo di esserne capace, forse è meglio se scappi da qui, prima che sia tardi" disse tristemente "ho deciso che con te voglio correre il rischio, tu ne vali decisamente la pena" si guardarono in un attimo intenso

si baciarono ancora, e fecero l'amore, entrambe, insieme, l'una nell'altra, avvolte strette, passionali, bocche labbra umidità mescolate, gambe intrecciate, sudore e gemiti di piacere, lenzuola stropicciate e odore di sesso e amore ovunque.

Per la prima volta consapevolmente Maura si donò con amore e diede amore incondizionato. Ed era nel suo letto, non nella stanza rossa, non nel letto degli ospiti, il suo letto, che da quel punto di vista era decisamente vergine.

Ovviamente arrivò tardi in ospedale, con un eccessivo sorriso sulle labbra, stupendo tutti i colleghi ed infermieri, che mai l'avevano vista così felice, la chiamavano 'la regina dei morti', perché spesso operava persone ormai spacciate, che nessuno voleva operare, con percentuali altissime di rischio mortalità, ridando loro però spesso la vita, mai un sorriso, se non verso i pazienti salvati, brevi e quasi forzati. Bella come una regina, spaventosa come la morte!

Ma non negli ultimi giorni, non certo quel giorno, sembrava brillare di luce propria.

Jane si piazzò nell'ufficio di Maura, porta semi aperta, computer acceso, tablet sulle gambe telefono in tasca.

Studiava le carte e controllava i monitor della casa. Una donna si avvicinò al cancello, l'allarme acustico impostato suonò, il cellulare squillò "pronto?" "salve sono Sally l'addetta alle pulizie ho avuto disposizione di chiamare questo numero quando mi fossi trovata innanzi alla casa per istruzioni" " si salve, allora di fronte a lei ha un tastierino numerico, un attimo e le do il codice provvisorio, dopo per conferma metta il pollice sul piccolo schermo sotto il tastierino numerico" digitò sul tablet il programma riservato a questa funzione "allora il codice ha validità per tre ore, il tempo che dovrebbe impiegare per le pulizie" "molto bene signora" "le ricordo che ci sono telecamere ovunque per la sicurezza della casa, non contro di lei e che le è vietato far entrare chicchessia in casa a meno che io o la dottoressa Isles non le diamo diversa autorizzazione" "certo ne sono a conoscenza nessun problema" "perfetto, la prossima volta che tornerà rifaremo la procedura del codice al portone di ingresso digiti 4-3-9-8-0-2-2-3-1-8-5 e buon lavoro" "fatto si è aperto perfetto grazie"

Salvò il numero di telefono, così quando doveva richiamarla l'avrebbe riconosciuta.

Vide passare del personale fuori dalla porta, si soffermarono, erano due infermiere, chiaramente stavano spettegolando, Jane non era interessata, ma quando sentì nominare la dottoressa Isles drizzò le antenne e silenziosamente si avvicinò alla porta

"...oh ne dicono tante sulla 'regina dei morti', chissà cosa è vero e cosa no!" " la famiglia adottiva è ricca parecchio. Gira voce certa che il padre naturale è un ricercato, ma non so chi sia, pare uno famoso, e lei ora sembra sia in pericolo" "non avrà mica a che fare con queste ultime morti con la mafia irlandese?" " potrebbe anche essere,strana è strana" "questo è sicuro, però hai notato che adesso ha una guardia del corpo?" "quella donna?" "si tutta seria e professionale non so dove si nasconde, è sempre in giro a controllarla" "sarà lei che la rende tanto sorridente" "oh mamma hai visto oggi? Mai vista sorridere così la regina dei morti" "quasi non credevo ai miei occhi quando l'ho vista stamani!" "Ma perché è lesbica? Si spiegano tante cose, le mancava il sesso quello buono ecco cosa era" Jane fece una smorfia, sesso buono, come se lo facessero solo gli etero ma per piacere maledetta presunzione " non dire sciocchezze e poi è bisessuale, da quel che si dice! Secondo me una così sesso ne ha sempre fatto, per me si è innamorata" "ahaa della sua guardia del corpo?" "boh, Tod dice che è sexy, per me è un po' troppo mascolina" "per me la regina dei morti..." la voce dalle casse che richiamava del personale risuonò, le due donne si allontanarono

La regina dei morti? ma che razza di soprannome è? La regina dei vivi, io con lei mi sento così viva! Sorrideva stamani? È grazie a me pettegole, oddio sto sorridendo anche io come una scema

Il cellulare squillò di nuovo riportando Jane alla realtà lo sfilò dal suo alloggio alla cintura, numero privato, rispose celermente "pronto?!" "devo parlarti, sei sola?" "si novità?" "si ho capito chi è" "cazzo veramente? Chi?" "non ti riguarda, sappi che lo sto cercando" "dimmi chi è Doyle devo proteggerla" "lo dirai al tuo amico alla omicidi?" "se lo cerchiamo in tre è meglio non credi?" "è nascosto come un topo di fogna, lo devo trovare io!" "almeno dammi un indizio perché sta facendo questo?" "è una cosa molto personale" "gli hai ammazzato un figlio?" " è un po' più complicato di così, ci ho messo un po' a capire chi era perché sono passati molti anni" "ne sei sicuro?" "si. Sta uccidendo tutti quelli coinvolti e bracca la mia famiglia, ma ha i giorni contati" "perché si è fatto vivo solo ora?" "è tornato da poco a Boston, da meno di un anno" "e è riuscito a fregarti così in fretta?" ci fu un attimo di silenzio, direi che la frecciata ha colpito duro stavolta "tu proteggi mia figlia, portala via da Boston, dovrei risolvere in pochi giorni, ma se capisce che gli sto addosso per voi sarà più pericoloso" "non sarà facile è testarda" "come sua madre, è meglio che questa chiacchierata resti tra noi, ti contatto io"

la comunicazione venne interrotta così, Jane pensò per un attimo poi chiamò Korsak.

Senza dirgli che aveva avuto contatti con Doyle, e lui si guardò bene da chiedere spiegazioni, Jane diede precise indicazioni su chi cercare, un ex nemico uscito da più di un anno di prigione, forse due, poco prima del primo omicidio correlato ai casi, aveva perso una parte della famiglia a causa di Doyle, era un fatto personale ma anche professionale, quindi i delitti erano legati agli affari, ma Paddy si era spinto un po' oltre, forse aveva incastrato l'avversario facendolo finire in prigione per liberarsene, ma adesso che era uscito voleva la vendetta, non esclusero un rivale al comando dell'organizzazione.

Durante il rientro a casa entrambe erano pensierose, Maura era ancora frastornata dalla sera prima, dal risveglio ancora di più.

Jane non avrebbe detto nulla a Maura, ma doveva convincerla a lasciare la città "perché non andiamo a New York?" "perché dovremmo?" "lo sai perché, solo qualche giorno" "c'è qualcosa che non mi dici?" "siamo sempre pedinate Maura! Sta diventando rischioso, magari se questo fine settimana possiamo andare a trovare la mia famiglia" "vuoi che incontri tua madre?" "beh no, cioè non è questo il motivo, se non vuoi scegli un posto, prenoto stasera e domani partiamo!" "mi piacerebbe conoscere tua madre" "veramente? Mi sa che te ne pentiresti" "ne dubito, comunque non possiamo, domani sera ho il ballo di beneficenza a casa dei miei a Brookline" "non è in agenda!" "veramente? beh c'è di sicuro, è un evento importante, sarà in maschera quest'anno!" "non ci andremo però!" "non è in discussione, è un evento importante per i miei genitori e per la Fondazione Isles, devo partecipare attivamente" "sarà rischiosissimo, per di più in maschera? Veramente Maura come dovrei fare per proteggerti?" "Io sarò vestita da principessa Sissy" "oh bello! Ed io?" "hai ragione non ci ho pensato, potresti indossare un abito stile vittoriano, ti andrebbe?" "Maura odio i vestiti in maschera, escluso halloween, sopratutto quei tipi, ma mi ci vedi? E poi come potrei correre o fare quello che devo fare vestita tutta pomposa?!" " ok giusto, allora come, uno smoking vintage?" "vestita da uomo?... va bene si, ma dove lo troviamo della mia taglia?" "tranquilla ci penso io!" "si ma resteremo lo stretto indispensabile" "resteremo il tempo che dovrò restare"

Arrivate a casa Jane chiamò subito Constance, si fece dare il numero della ditta che organizzava catering e servizi per pianificare la sicurezza, riuscì a farsi inviare i dettagli del personale sia di sala che all'esterno, ordinarono cinese e mentre Maura si faceva il solito bagno Jane si dedicò al controllo del personale, grazie anche ad un accesso che Korsak le garantì al database della polizia. Avrebbe dovuto fare un grosso regalo a quell'uomo, stava rischiando grosso per lei, non se lo sarebbe dimenticato.

Venerdì sera arrivò, nonostante le preghiere interne di Jane che si sentiva disperata al pensiero di questa festa di beneficenza in maschera, non esisteva niente di peggio che passare una serata in mezzo a ricchi snob che fingono di preoccuparsi di qualche povero sfortunato bevendo champagne e mangiando tartine costosissime vestiti come dei cretini, e a lei toccava vestirsi da cretino.

Uscirono presto dall'ospedale, passarono a ritirare i vestiti e tornarono a casa a prepararsi.

Maura ritirò la posta, Jane mise gli abiti nelle camere, appese quello di Maura e poi il suo, lo aprì, era curiosa di vedere cosa le toccava. Rimase senza parole, si sentiva tra lo stupore e l'incredulità, era uno smoking stile Marlene Dietrich, come nelle foto, con il cilindro per cappello, ma la camicia era champagne come il papillon. Un tessuto liscio e pregiato, la linea in seta sui pantaloni la fascia per l'addome, tutto perfetto incredibilmente bello, fece le scale in fretta per parlare con Maura, per ringraziarla, per baciarla, con quell'abito di sicuro avrebbe fatto un figurone, non sarebbe sembrata una donna in un abito da uomo, certo non aveva i capelli biondi, ma avrebbe lavorato sull'acconciatura.

Ma quando arrivò in cucina dove si aspettava di vedere Maura sorseggiare un bicchiere di vino prima dei grandi preparativi trovò una Maura spaventata con una lettera in mano il bicchiere sul tavolo caduto ed il vino che gocciolava lungo il mobile.

"Maura che sta succedendo?" si avvicinò a lei, vide sul tavolo due proiettili prese il foglio che teneva tra le mani e lo lesse 'vi veniamo a prendere tutte e due è inutile che cercate di scappare, avete le ore contate'

"tranquilla andrà tutto bene" Maura rimase immobile fissando i proiettili sul tavolo, Jane lasciò il foglio e tirò Maura a se e la strinse "andrà tutto bene"

Maura si fece abbracciare e scoppiò in lacrime, aggrappandosi a Jane per non cadere, Jane strinse più forte "andrà tutto bene" "non puoi saperlo" disse tra i singhiozzi "non permettere loro di spaventarti" Maura si scostò, gli occhi colmi di lacrime il viso rigato "non sono spaventata sono terrorizzata e stanno minacciando anche te perché?" ricadde tra le braccia forti della sua Jane "non ci accadrà nulla, stasera onorerai il tuo impegno e domani partiremo, anzi stanotte prenderemo il primo volo, non importa per dove poi decideremo da li, che ne dici" "ho paura Jane, ho tanta paura" "lo so, ma andrà tutto bene" "non puoi saperlo" "no hai ragione, ma sarò sempre accanto a te, per tutta la sera, non ti lascerò mai... più" "mai più"

rimasero così svariati minuti Jane sapeva che il rischio era imminente, doveva solo superare la serata e portala il più lontano possibile, non importava se un proiettile era per lei, sapeva che comunque prima di permettere loro di arrivare a Maura sarebbero dovuti passare su di lei, lo aveva capito appena l'aveva vista imbronciata nella sua cucina, ne aveva avuto certezza quando appoggiata sulla porta di camera si era, a modo suo, scusata per la durezza dei modi, ne fu consapevole la prima volta che si unì a lei nella camera segreta, ma ora non era il momento di dirglielo, avrebbero superato tutto questo e poi avrebbe fatto in modo di non lasciarla mai più.

Maura non sarebbe mai uscita da quell'abbraccio, lì sembrava tutto perfetto, lì poteva essere vulnerabile senza temere giudizi, si sentiva protetta senza costruire barriere, si sentiva accettata per quello che era con tutto quello che portava con se senza paura di essere rifiutata, ecco Jane non l'aveva mai rifiutata, non lo aveva fatto quando aveva rifiutato di dormire con lei dopo la loro prima volta, non l'aveva fatto quando l'aveva voluta in macchina, non l'aveva rifiutata dopo che l'aveva cacciata dalla sua camera dopo la prima volta nella stanza, neanche adesso che le avevano inviato un proiettile e l'avevano minacciate apertamente, Jane la teneva stretta e le aveva detto che non l'avrebbe lasciata mai più.


spero vi sia piaciuto come sempre grazie per esserci e per i commenti che lasciate, sono di supporto ed ispirazione xxx