Un brevissimo dove eravamo rimasti: Jane scende le scale per ringraziare Maura dello smoking alla Marlene che le piace tanto, ma quando arriva in cucina trova Maura scioccata, il vino versato... due proiettili e una minaccia per entrambe... un grande abbraccio e la forza di non farsi prendere dalla paura!

Ed ecco la festa... buona lettura!


Purtroppo però adesso dovevano adempiere ad un dovere, che fino a pochi minuti fa la esaltava, aveva scelto il suo abito da principessa Sissy dopo averlo cercato per mesi e l'abito per Jane, quello lo aveva visto in uno delle sue tante ricerche e quando Jane aveva espresso l'esigenza di uno smoking subito le era tornato alla mente e per averlo aveva sborsato il triplo, perché era stato promesso ad un'altra persona, ma era perfetto per la sua Jane e per una volta i suoi soldi erano stati veramente utili.

Jane salì in camera, si fece una doccia veloce, si sistemò i capelli arricciandoli sul fondo, lisciandoli sulla testa e poi li legò in modo che la parte finale creasse, con le onde dei ricci un contrasto con la parte superiore lisciata alla perfezione, si era aiutata guadando una foto di una delle capigliature di Marlene, così da ricordarla il più possibile, si mise lo smoking la fascia di seta in vita il papillon, che fortunatamente era di quelli con l'elastico ed il cappello a cilindro, si rimirò allo specchio, si trovava affascinante, intrigante, si sistemò la pistola sotto il braccio e una alla caviglia, come faceva da quando era al servizio delle Isles, cellulare nella tasca interna e poi scese le scale e posizionò la sua piccola borsa e quella di Maura, che aveva lasciato pronta nel corridoio, davanti alla porta, sarebbero partite subito dopo aver lasciato la festa.

Pochi minuti dopo vide scendere Maura, in un abito color champagne, come la sua camicia, vaporoso e ricamato splendidamente e scollato, le spalle nude, le braccia semi coperte dal tessuto morbido cucito sotto il braccio ed il seno oh il seno gonfiava il corpetto, sembrava fatto su misura per lei, Jane era senza fiato.

Nello scendere le scale Maura poté ammirare la sensualità di Jane nel suo smoking durezza e femminilità insieme, sensualità e fascino, decisamente meglio di come se l'era immaginata.

"oho Jane ti dona molto l'abito e l'acconciatura è perfetta, sei bellissima" "io.. io.. grazie ma tu tu sei stupenda Maura, Gesù bellissima" "grazie, mi piace quando mi guardi così" Jane sorrise ma non riusciva a dire altro, completamente ammaliata dall'eleganza e dal fascino di Maura "vogliamo andare, siamo in ritardo, mia madre protesterà" "si principessa, andiamo"

prese le due borse con la destra e Maura sottobraccio alla sua sinistra, le aprì lo sportello della macchina e mise le borse sui sedili di dietro, partirono per il ricco quartiere di Brookline dove la festa le attendeva.

Arrivate alla grande villa, circondata da un muro di cinta imponente, la macchina entrò attraverso il grande cancello aperto, un addetto alla sicurezza le fermò, chiese loro l'invito annotò la targa e le fece passare solo dopo aver chiesto le generalità da confrontare con la lista degli invitati.

"bene il servizio funziona come ho richiesto!" "per questo non hai detto subito chi siamo?" "certo, volevo accertarmi che la procedura venisse eseguita correttamente"

arrivate sotto l'ingresso principale, altri addetti aprirono loro le porte della vettura, Jane scese con agilità, mentre Maura, con il suo pomposo e vaporoso vestito fece un po' più di fatica, Jane la raggiunse e la aiutò a far uscire il vestito dalla vettura "oddio forse non è stata una buona idea questo abito" Jane la prese sottobraccio e le sussurrò " sei così bella che quando ti ho vista ero tentata di farti rinunciare alla festa per mettermi al tuo completo servizio mia principessa Sexy e credimi se ti dico che passerei volentieri la serata sotto la tua vaporosa gonna, mia Signora!" "oh gatta tentatrice! Arriverà anche quel momento" si sorrisero maliziose.

salirono le scale ed entrarono nel grande ingresso, una musica da sala proveniva dal salone usato per le feste, voci in sottofondo ed alcuni invitati giravano abbastanza indisturbati.

Jane osservò dove si trovavano gli addetti alla sicurezza "oh finalmente darling, sei in ritardo" "scusa madre ma questo vestito era più complicato del previsto" "sei magnifica però, hai superato te stessa e Detective ha un aspetto incredibile!" "grazie Signora Isles, anche lei ha un abito impeccabile" Constance sorrise nel suo abito in stile medioevale, si capiva chiaramente che non solo era stato fatto su misura, ma aveva delle rifiniture accurate e di pregio, compresa la parure d'oro che completava l'impeccabile aspetto sontuoso.

"vieni tesoro, gli ospiti aspettano, ho bisogno che tu intrattenga i donatori, e ricordati l'asta" "oh no madre, niente asta per me, posso donare, ma non mettermi all'asta ti prego" "l'anno scorso sei stata la più pagata" "lo so ma decisamente non è stato poi così divertente, magari convinco Jane" "come? cosa?" "fantastica idea darling! Falla subito iscrivere"

Constance sorrise e salutando le donne si allontanò per dedicarsi agli altri ospiti, poi Maura spiegò a Jane che l'asta è un modo per donare soldi, le donne ed occasionalmente qualche uomo decidono di mettere all'asta una cena con il miglior offerente "stai scherzando spero!" "assolutamente Jane! L'anno scorso ho dovuto cenare con un vecchio professore di filosofia veramente noioso, ma la cosa peggiore erano i peli delle orecchie che non riuscivo a smettere di fissare" "oddio è disgustoso" "già, ma ha donato 25 mila dollari" "COSA? accidenti, ricco il filosofo!" Maura sorrise ed annuì, mentre Jane frignando continuò il suo lamento "no ti prego Maura non voglio cenare con un peloso professore noioso, e poi devo lavorare, lo sai bene che non posso lasciarti sola!" "non ti preoccupare Jane, nessuno supererà la mia offerta, ti comprerò e sarai così mia che mi implorerai!" "oh" "già andiamo ad iscriverti"

la serata per Jane era estremamente noiosa anche se guardare Maura la affascinava, così a suo agio, Maura parlava ed intratteneva con naturalezza gli ospiti, Jane occasionalmente interveniva, ma spesso pescava le varie e innumerevoli tartine che i camerieri le offrivano, ma fece attenzione a limitare gli alcolici, prediligendo bevande analcoliche o acqua servita da un barman belloccio che sorrideva dietro il bancone nel suo gilet porpora. Maura più serenamente sorseggiava il costoso campagne offerto dalla padrona di casa che ogni tanto Jane riusciva ad intravedere tra la folla, spesso vicino ad un uomo distinto che doveva essere il professor Isles

"vado a bere Maura, torno subito, ti porto qualcosa?" "No grazie, non farmi aspettare" Maura continuò la sua noiosa conversazione con una signora vestita strana, a Jane sembrava la fata turchina, ma non ebbe il coraggio di chiedere.

Salutò il barman e chiese una soda con limone, nella speranza di ridurre la necessità di bere che le numerose tartine le avevano dato "detective Rizzoli giusto?" alle sue spalle vestito da re medioevale il professor Isles la sorprese seduta sullo sgabello rivestito in pelle porpora, in tinta con le tenute dei camerieri " esatto professor Isles presumo!" l'uomo annuì "è un piacere conoscerla detective, speravo di poterle parlare per pochi minuti" "piacere mio, certo dica pure" "possiamo allontanarci?" "basta che possa sempre vedere Maura, preferirei non perderla di vista" "cero, basta allontanarsi dalla folla" l'uomo indicò una colonna del salone in un angolo della sala " volevo per prima cosa ringraziarla per il lavoro svolto" "non deve ringraziarmi è..." "la prego, so cosa sta per dire, ma so anche che sta svolgendo il suo compito in maniera più che impeccabile, mia figlia può essere molto testarda e risoluta, sa non ha avuto un'infanzia molto facile" Jane annuì " in parte per colpa nostra, ma non voglio entrare nel merito, è solo che adesso che è una donna adulta speravamo che le cose per lei si sarebbero fatte più semplici, sul piano personale intendo, ed invece questa cosa, temo che la possa destabilizzare" "Maura è una donna molto forte" " lo credo anche io, ma allo stesso tempo sembra così fragile" " la forza di Maura sta proprio dietro a quel sorriso così dolce che fa, tu ti aspetti una donna fragile e con poco carattere ed invece, quel sorriso può confondere non c'è dubbio" "già non c'è dubbio, sa il rischio che state correndo?! Non permetta che le facciano del male" "le posso garantire professor Isles che sono pronta a morire per difendere sua figlia" l'uomo fece un sospiro di sollievo "non avevo creduto alle parole di mia moglie finché non vi ho visto entrare, Maura non è mai stata così serena e felice, e viste le circostanze è incredibile, poi ho visto come vi guardate" "Professor Is..." "la prego, so di essere un vecchio professore ma di sicuro non sono sciocco e se lei rende mia figlia felice, a me sta bene, ma adesso ho la certezza che mia figlia sia in buone mani, questo mi rassicura più di quel che crede" "tutto bene?" Jane stava per replicare, un po' sconcertata dalla dolcezza ma anche dalla risolutezza di questo padre, Maura sembrava aver preso da lui questo tratto, quando la bionda li interruppe "oh tesoro mio sei bellissima, si tutto benissimo, scambiavo due parole con la tua splendida accompagnatrice" "è bellissima vero padre?" "degna di te!" Maura rimase stupita dalle parole di suo padre ma ancor di più da bacio sonoro che le diede sulla guancia "adesso scusatemi ma devo andare."

Maura guardò suo padre allontanarsi senza poter dire niente poi si voltò verso Jane che alzò le spalle con fare confuso "ne parleremo dopo di quello che vi siete detti qui, adesso andiamo c'è l'asta!" "oh noo ti prego!" "è il momento più divertente del party e sappi che sto per comprarti e ricordati che dopo sarai mia" "lo sono già Maura, lo sono già!" le diede un bacio sulla guancia e salì sul piccolo palco allestito nell'angolo opposto a dove poco prima Jane aveva parlato con il padre di Maura.

Constance salì sul palco, ringraziò tutti i partecipanti per la riuscita della festa e per le donazioni che stavano arrivando cospicue alla fondazione, fece vari complimenti per gli abiti ad alcuni invitati scherzando e dimostrando grande capacità di intrattenere i suoi ospiti, poi passo la parola ad una signora allegra che avrebbe gestito l'asta come da abitudine, c'erano alte 7 persone oltre a Jane ad offrirsi e solo 2 erano uomini, Jane era a metà della fila, fissava Maura che la guardava con quello sguardo che la faceva fremere, lo stesso che usava in certi momenti, Jane divenne irrequieta, sentiva l'eccitazione salire, una certa umidità scendere. Il potere di quella donna su di lei aumentava esponenzialmente, la turbava solo la paura che un giorno, presto, Maura si annoiasse di lei e la lasciasse per qualcuno più adatto a quell'accattivante gioco delle parti.

Le paure sono irrazionali.

Maura fissava Jane così bella sul quel palco, stava per diventare sua, l'avrebbe comprata, era un gioco di potere che la eccitava, l'attesa era estenuante, mentre l'amica di famiglia, che gestiva l'asta di beneficenza giocava con la platea, Maura si sentiva impaziente, voleva concludere l'asta e prendere la sua gatta e portarla via, la voleva il prima possibile, si sentì consapevole per la prima volta che quella sensazione che provava così forte dentro di se era unica ed inimitabile, se ne sentiva dipendente, voleva Jane infinitivamente, si rese conto nell'attesa che anche Jane come lei si stava eccitando, non avrebbe aspettato per possederla.

Le due donne e l'uomo prima di Jane fecero devolvere in beneficenza un bel gruzzolo, la prima ragazza, che non doveva avere più di 25 anni venne 'presa' per 16 mila dollari da quello che sembrava essere il suo ragazzo, un sicuro figlio di papà, la donna che seguì venne 'vinta' per 13 mila dollari dal professore di filosofia con i peli che uscivano dalle orecchie, l'uomo sulla trentina che precedeva Jane venne litigato tra tre signore che rischiavano di perdere la loro distinta apparenza, la spuntò quella vestita da fata turchina con 18 mila dollari.

"adesso è il turno di questa splendida mora Marlene Dietrich" lesse il cartoncino "Jane alta bella e snella, libera professionista, spigliata e simpatica allora uno splendore di donna merita una base d'asta di almeno 5 mila, forza signori" Maura alzò la mano "oh 5 mila alla signora chi offre di più, 6 mila?" un uomo alzò la mano "bene chi offre 7 mila?" Maura alzò la mano e sorrise a Jane che non gradiva sentirsi un oggetto, ma quando vide lo sguardo di Maura, compiaciuto, eccitato, fece un grande sorriso, lo vide anche un'altro uomo che subito alzò la mano e disse "10 mila" Maura si girò a guardarlo, Jane notò una strana espressione sul volto della bionda, mentre l'uomo sembrava compiaciuto " 15 mila" disse Maura le contrattazioni salirono, e più salivano e più Maura fissava Jane innervosita ma con quello sguardo predatorio che tanto eccitava la bruna 20, 23, 24,25, 30. Maura sarebbe saltata sul palco a reclamare quello che era suo se fosse stato necessario, si stava trattenendo solo nel rispetto della sua famiglia.

Nella folla inosservato, il padre di Maura si avvicinò all'uomo competitivo, biondo alto, fisico prestante, gli ospiti rumoreggiavano divertiti e sorpresi "35 mila" disse Maura con gli occhi brillanti lo sguardo pieno di cupidigia, il biondo vestito da moschettiere, stava per replicare, quando da dietro il professor Isles appoggiò una mano sulla spalla all'uomo che si voltò e dopo aver ascoltato poche sussurrate parole si ritirò dall'asta. "sicuro di non voler rilanciare signor Fairfield?" Garrett sorrise e fece un cenno di diniego "aggiudicato alla dottoressa Isles che si godrà una splendida cena con la bellissima e a quanto pare contesa Jane!" ci fu un bell'applauso, Jane finalmente poté scendere dal palco mentre l'asta continuò

"Maura ma che cavolo... chi era quello, 35 mila è un'assurdità!" "tu li vali tutti bellissima gatta, conquistarti è stato più difficile del previsto, adesso andiamo però, non posso più aspettare" "ma... Maura chi era?" Maura prese Jane sottobraccio e per quanto potesse sembrare che era Jane a guidare in realtà Maura la stava tirando verso una zona chiusa al resto degli invitati, la zona privata delle camere.

Maura sorrise in lontananza al padre che le fece un cenno "credo proprio di dover parlare con mio padre, mi racconterai esattamente cosa vi siete detti, ma non adesso, adesso ti desidero" "oh aspetta, posso avere delle spiegazioni?"cominciarono a salire le scale "quello è Garrett Fairfield arrogante presuntuoso ed un mio ex! Voleva solo provocarmi, non gradisce i rifiuti" "un tuo ex?" "si ai tempi dell'università, se te lo chiedi prima di definire certi gusti" "oh, quindi non sa che quello che ha fatto ti ha fatto eccitare di più!"

Maura guardò Jane a metà scala dove si trovarono "no crede di avermi infastidito, sa che mi piacciono anche le donne è una cosa che ha sempre mal sopportato" le due donne si fissarono un attimo carico di desiderio

"Maura aspetta" le donne si girarono verso Garrett che salì i gradini "buona sera Garrett" "Maura sei bellissima come sempre, speravo di vedere te sul palco, spero di non averti offesa cercavo di attirare la tua attenzione" "35 mila dollari è molto più che attirare l'attenzione" disse Jane indispettita "pare che per Maura tu ne valessi anche di più Marlene!" "senza dubbio Garrett, ma adesso devi scusarci dobbiamo andare" "neanche un ballo? Dopo l'asta inizia il vero party" "no grazie io e Jane abbiamo da fare" Jane mise una mano sulla schiena a Maura che le sorrise "allora state insieme?" "non credo sia affar tuo Garrett, sono certa che troverai una compagna per ballare facilmente, scuse accettate" Maura si girò prendendo Jane sottobraccio e lasciarono il moschettiere con l'aria abbattuta.

Jane si sentì infastidita dal modo in cui Garrett guardava Maura, lo sguardo ammaliatore il suo soffermarsi sul seno, un indugiare che fece sentire Jane gelosa. Come competere con un bel biondo ricco e aitante? Certo Jane non poteva dare molto alla donna che ormai amava, adesso erano legate dalla situazione, ma dopo? Cosa sarebbe stato di loro? Doveva temere quell'uomo? Altri uomini? Altre donne? Era appena uscita da una storia tradita e beffata perdendo tutto quello a cui teneva ed il rischio che la situazione potesse ripetersi era alto e per di più non sapeva cosa Maura provasse veramente.

Maura notò lo sguardo di Jane, si sentì lusingata e divertita, ma non era il gioco che voleva fare, aveva dei piani in mente ed era adesso che voleva attuarli.

Entrarono in una grandissima camera a metà del lungo corridoio, Maura chiuse a chiave la porta, Jane notò le loro valige ai piedi del grande letto matrimoniale.

"è la tua camera?" "non esattamente non ho mai vissuto qui con i miei genitori, hanno acquistato la villa solo pochi anni fa ma direi che questa è la stanza che loro mi hanno riservato".

Jane era in mezzo alla stanza, la osservò fugacemente, rispettava lo stile dell'abitazione, rifiniture di grande pregio, copriletto in seta ocra e tende di classe di un giallino tenue che si abbinava alla carta da parati e ad un mobilio antico.

Maura aprì la sua borsa da viaggio, grande quasi il doppio di quella di Jane ed estrasse una sacca in velluto "vai in bagno, mettiti questa, ma rimani vestita così" "ma io volevo, speravo di toglierti il vestito" "se questo ti fa piacere aspetterò, anche se pensavo di farlo da me" Jane prese il sacchetto di velluto con con sguardo interrogativo "niente che tu non conosca, indossalo e rivestiti e torna da me, non farmi aspettare, la mia pazienza è decisamente agli sgoccioli" "si mia signora"

Maura fece un sospiro soddisfatto, il modo con cui Jane stava al suo gioco dei ruoli era incredibile soprattutto sapendo che era una novità per lei, certo non riusciva a fare tutto quello che di solito Maura era solita, Jane aveva un modo suo di giocare che intrigava la bionda ancora di più, c'erano dei momenti in cui sembrava quasi si scambiassero i ruoli, ma Jane aveva sempre l'accortezza di lasciarle la scelta, come se cedere parte del controllo dell'atto dipendesse esclusivamente da Maura. Questo non era sfuggito a Maura.

Jane nel bagno aprì il sacchetto vellutato, estrasse il contenuto, per niente sorpresa di trovare lo strap-on, fu piacevolmente sorpresa di trovare quel tipo, aveva una parte vibrante da inserire dentro di se, mentre la parte del dildo esterna era classica. Si abbasso i pantaloni e tolse la culotte che portava, indosso eccitata l'innovativo sex-toy ed uscì dal bagno.


Lo so vi aspettavate che fosse tutto in questo capitolo... sorpresa? la festa non è finita!

se vi piace lasciate commenti grazie vi amo XXX