Scusate il ritardo periodo caotico!

Spero che il seguito vi piaccia! Buona lettura


Maura era vicino ad un divanetto, alcune candele erano state accese e l'ambiente era molto più intimo adesso. Maura non poté trattenersi dal guardare la protuberanza che si palesava dai pantaloni di Jane "mhmm sei ancora più sexy adesso, è quasi incredibile" "decisamente sono felice di vederti mia Signora" Maura rise "vieni qui gatta" senza replicare ma con fare sensuale eseguì l'ordine e si avvicinò a Maura.

La bionda passò una mano sul gonfiore del cavallo di Jane ed entrambe emisero un suono gutturale di piacere, poi Jane strinse a se Maura che accettò tutto il contatto con il corpo della sua amante, si baciarono intensamente.

Jane cercò la cerniera del vestito di Maura e lentamente la fece aprire, quando fu completamente abbassata Jane si allontanò dalla sua splendida compagna lasciando cadere a terrà il costoso vestito da principessa.

Trattenne il respiro senza rendersene conto, nel vedere Maura uscire dal suo abito e mostrare cosa indossava sotto: un corpetto a balconcino che lasciava intravedere l'aureola rosa del seno gonfio, sul fondo rigido i ganci della giarrettiera sostenevano le calze di seta color champagne, le scarpe ancora ai piedi con tacco alto, mai vista cosa più sexy

"tutto bene Jane? Respira" Jane lasciò andare l'aria "credo che potrei venire solo così guardandoti" "era esattamente l'effetto che volevo, balla con me" "qui adesso?" "si!"

Jane prese Maura tra le braccia stringendola per farle sentire la durezza del suo inguine, in silenzio potevano sentire lievemente la musica che suonavano giù nel salone, danzarono per tutta la stanza.

Maura prese Jane per la nuca e la baciò con passione stringendosi a lei, premendo i suoi seni appena visibili sul petto ancora nascosto di Jane "Dio Maura io, non so quanto posso resistere ho quel coso dentro che..." "accendilo" "adesso?" "accendilo" disse più imperiosa.

Jane si scostò infilò la mano dentro i pantaloni ed accese la vibrazione, un mugugno le uscì incontrollato che coprì per un attimo il suono della vibrazione dentro di lei.

Maura afferro Jane per i glutei sodi continuando un lieve movimento a tempo con la fievole musica spingendola ancora più verso il suo inguine. Il seno sembrava strabuzzare, ora, premuto com'era dentro quel rigido corsetto, Jane le accarezzava la schiena in cerca di un contatto a pelle, la vibrazione stava facendo il suo lavoro, il respiro affannoso.

Maura cominciò a baciarla sul collo, le sganciò il papillon gettandolo a terra, poi sganciò alcuni bottoni della camicia, Jane gemeva "Maura, mia signora io" "non ti ho concesso la parola gatta, puoi solo godere".

Jane cedette, le gambe non erano stabili "siediti sul divano" Jane eseguì senza mai distogliere lo sguardo dal corpo di Maura che la teneva per le mani per aiutarla nei movimenti, si accomodò al centro del confortevole divano, viso arrossato, ansimante fissava la bellezza di Maura così sexy con quella giarrettiera il corpetto rigido ed i seni quasi in vista.

Maura si sedette a cavallo delle gambe di Jane e cominciò un movimento ondulatorio sentendo sul suo clitoride le vibrazioni dentro Jane, poi tirò a se la bruna che affondò dolcemente la bocca sul petto esposto. Rimasero così ad ansimare entrambe.

Maura cominciò a sganciare i pantaloni di Jane che si scostò dal morbido petto per aiutarla nel suo intento, il pene di silicone fu libero, Jane spostò lievemente il perizoma color champagne di Maura mentre lei si sedeva sopra Jane, permettendo così la penetrazione

"oh si" uscì dalla bocca di Maura che si sentì riempire dal fallo lievemente vibrante.

La cavalcata cominciò con estrema passione, Jane teneva Maura per i fianchi per aiutarla nei sensuali movimenti.

Jane ansimava forte, era così vicina, le vibrazioni dentro la sua fessura ormai madida ed i potenti colpi che le stimolavano il clitoride sempre più gonfio la stavano portando verso l'orgasmo, scoppio in un grugnito liberatorio stringendo Maura.

Maura rallentò lievemente per far assaporare a Jane il suo orgasmo, poi riaumentò il ritmo il suo piacere era appena cominciato, Jane ansimava, e in pochi attimi sentì nuovamente il godimento aumentare "così gatta godi ma non puoi venire adesso senza il mio permesso, sei mia, Jane sei mia" Maura le prese le mani e le stese lungo la spalliera del divano intrecciando le dita, Maura sovrastava Jane in preda a spasmi di piacere, completamente alla sua mercé respirava il suo profumo inalando dal seno che le strusciava sul viso. Soffrendo la mancanza di contatto.

Maura si sentiva così dominante muovendosi sopra Jane in preda alla passione che sentiva, alla realtà di quest'atto così intimo se pur giocoso con Jane vestita splendidamente da uomo ma con la sua espressione di lussuria, lo aveva sognato da quando l'aveva immaginata con quel vestito, lo aveva ardentemente desiderato vedendola, e adesso per quanto sentisse forte la penetrazione era lei che la stava possedendo, la voleva, voleva che entrasse nella sua carne che circolasse con il suo sangue, era sempre più vicina, le liberò le mani e subito Jane la strinse, ora accarezzata da Jane si sentiva sua, così quanto sentiva Jane appartenerle, aumentò il ritmo "Oh si Jane voglio sentirti"

Jane aveva la gola secca dal respiro affannoso "ohoo non resisto Maura devo venire" "no non ancora" Maura raggiunse il seno di Jane e vi si aggrappò, sentendo i capezzoli duri strusciare sui suoi palmi

Jane presa Maura per le natiche per aumentare lo sfregamento "si Jane si vieni adesso si"

insieme ancora abbracciate di nuovo mescolate per fare un unica essenza vitale.

"non uscirei più da questa stanza" "oh non lo farai tanto presto gatta, non ho finito con te" "ma mia signora dovremmo andare" "sono certa che ho il tempo di godere del tuo attuale abbigliamento ancora un pò"

Un bussare distinto risuonò nella stanza mentre riprendevano fiato "Maura Darling sono io mi apri?" "cazzo!" "Jane rilassati, va in bagno e togliti la cintura" Maura si alzò e diede un bacio fugace sulla guancia alla sua gatta che si alzò velocemente appena Maura si mosse per dirigersi verso la porta, Maura afferrò una vestaglia da dentro il suo borsone "madre ci stiamo cambiando puoi aspettare un attimo?" "no che non posso aspettare ci vorrà solo un minuto"

Maura sbloccò la porta e Constance entrò "Maura questo corpetto è indecente!" "non ero certo previsto che tu lo vedessi, ti avevo pregato di attendere" chiuse la vestaglia "dov'è Jane?" "sono qui Signora Isles" disse Jane uscendo dal bagno ancora rossa in viso, Constance le osservò entrambe "capisco, dunque state andando già via?" "si signora è più prudente, ci cambiamo e lasciamo la città per qualche giorno" "La città? E dove andate?" "prendiamo il primo volo disponibile e poi da lì decideremo" "mioddio è così pericolosa la situazione? Maura che sta succedendo?" "non ne so molto più di te madre, ma Jane insiste" "ci sono state altre minacce? Cosa mi nascondete?" "il cerchio si sta stringendo e momentaneamente è meglio così, siamo Tutti d'accordo che è meglio allontanarci per qualche giorno in attesa che le acque si calmino" "Capisco detective, se è la cosa migliore allora andate! Ma potevate avvertirmi che avreste lasciato la festa così presto, ho degli ospiti e darling è veramente di cattivo gusto abbandonare la sala per...non sono sciocca sai?" "madre trovo di cattivo gusto anche commentare" "signore non è il momento, capisco il disagio, vale per tutte credetemi, ma ci cambieremo in fretta e lasceremo la città"

Maura prese la sua valigia ed entrò nel bagno Jane rimase immobile di fronte a Constance "detective, non sono certo il tipo di madre che interferisce nella vita privata di sua figlia" "ah lo fosse anche la mia" Constance ignorò il commento "ma non crede che sia stata una cosa poco professionale? Ne sono delusa!" "mi dispiace signora Isles non era certo nei miei piani e a dire il vero è stata una cosa veramente inaspettata e ha ragione decisamente poco professionale- fece due passi verso la donna più anziana- ma mi creda non interferirà, anzi farò di tutto per Maura" "mia figlia è una donna complicata" "mi creda lo so" "e per quanto sembri lei la... non la faccia soffrire" "non lo vorrei mai signora"

Constance la fisso per un attimo scrutandola per capire la veridicità delle sue parole, poi fece un cenno con la testa ed uscì finalmente dalla stanza.

Appena pronte Jane prese le valigie " aspetta qui prendo la macchina sistemo le valige e poi torno a prenderti" "mi sembri esagerata, posso venire con te!" "no preferisco essere sicura di passare inosservata, sposterò la macchina ad un'uscita laterale, così che nessuno ci veda partire, o almeno spero" " dubito che gli ospiti di mia madre siano associati con la mafia e sappi che per me è molto difficile lasciarti gestire le cose in questo modo io.." "Maura, è solo per qualche giorno, anzi appena lasciamo la città tutto sarà più semplice, sono solo piccole precauzioni" "si certo,ma decido io dove andremo" "si certo signora!"

Jane fece come detto, uscì da una porta laterale, caricò le valigie e spostò la macchina sul retro della villa, poi salì a prendere Maura ed uscirono dalla casa da uno studio laterale.

"ho guardato i voli tra un'ora c'è un volo per New York, potrei conoscere tua madre!" "non so se è prudente, ma potremmo passare la notte lì e ripartire la mattina dopo" "ci sono anche voli per la Florida se vuoi andare a trovare tuo padre!" "mi fa piacere che hai voglia di scherzare!" "non smetterò di vivere, che ne dici di un volo che parte tra tre ore per il Messico? Il mare è favoloso e lì ci nascondiamo meglio no?" "si ma tre ore in attesa? Ma come ho detto e promesso facciamo come vuoi!"

Maura sorrise, Jane le appoggiò una mano sulla gamba, un macchina con gli abbaglianti si avvicinò a velocità al SUV delle donne "merda merda merda!" "JANE" "tieniti Maura e sta giù!"

Jane accelerò bruscamente lasciando la macchina che le affiancava un po' indietro, Jane svoltò a sinistra cercando di tagliare la strada ai suoi inseguitori, ma all'incrocio un SUV si unì a loro tamponandole, Maura gridò, Jane strinse il volante e con il tasto rapido avviò la chiamata, correre tra le vetture in movimento era difficile, gli inseguitori non si preoccupavano di urtare chicchessia, ma per Jane era importante limitare i rischi a persone ignare ed innocenti "Korsak" "sono Jane" "che succede" "ci sono addosso Korsak, una berlina ed un SUV, merda un'altra macchina, siamo nella merda Vince!" "dove sei?" "stiamo uscendo da Brookline direzione nord est, stavamo andando all'aeroporto ma stavo evitando la zona di South passando per Back Bay, non so per quanto potrò resistere" "resisti Jane ti mando i rinforzi resisti!" la comunicazione cadde, Maura aveva le lacrime agli occhi, il Suv venne affiancato nuovamente, spinto sul lato del marciapiede Jane strinse più forte il volante per mantenere la corsia, il SUV che le inseguiva colse l'occasione del loro inevitabile rallentamento e le superò, la berlina le tamponò, sbandarono ancora, ma Jane riuscì nuovamente a mantenere il controllo della vettura, ma ormai era circondata, il Suv davanti a loro le obbligò a rallentare mentre le due berline le affiancarono una sulla destra una sulla sinistra, stringendole in una morsa, dopo qualche centinaio di metri dove Jane tentava delle sbandate controllate per liberarsi, fu costretta a fermarsi "vedrai Korsak manderà qualcuno, tutto il distretto, vedrai andrà tutto bene" "Jane" fu l'unica cosa che Maura riuscì a dire con voce tremante "ci sono io Maura, ci sono io!" le parole decise uscirono con un filo di voce

Le porte si spalancarono, e le due donne vennero afferrate e violentemente fatte uscire dalla vettura, Jane avrebbe voluto tentare di ribellarsi, ma non era certo il momento giusto.

"piano piano non c'è bisogno di spingere" tentò Jane

Un uomo salì sul SUV di Maura e partì velocemente, altri due uomini montarono sulle berline e se ne andarono, mentre i due uomini che le avevano prese e che le tenevano per il braccio, le forzarono ad entrare nel SUV dove alla guida c'era un uomo che Jane riconobbe come James "Buddy" McLean, famoso mafioso, la cui famiglia aveva radici profonde da generazioni nella malavita di Boston.

Spinta in macchina Maura si aggrappò a Jane che venne spinta a sua volta dall'altro lato del Suv nero, Jane la strinse e fisso il malavitoso davanti a lei

"benvenute Signore, non è stato semplice avervi qui, complimenti detective Rizzoli, è un gran pilota, mi ha seminato la scorsa volta ma mi è servito di lezione non crede?" " James "Buddy" McLean! Non sapevo che fosse di nuovo in circolazione!" "contavo su questo per farla pagare al mio vecchio amico Paddy, mi fa piacere non essere stato dimenticato" "ho fatto delle ricerche e lei era in un ristretto gruppo di vecchi amici di Doyle" "già, un gruppo ristretto...mi dispiace dottoressa che lei ne debba subire le conseguenze" "ne dubito fortemente" "non è un fatto personale, non con lei" "parli per se! Vuole uccidermi cosa c'è di più personale bastardo!" disse con il nodo in gola

Buddy fece una risata e partì "dove stiamo andando?" chiese Jane, doveva capire quanto tempo avessero, nella speranza che Korsak le trovasse, aveva ancora le sue pistole ed i cellulari aveva buone speranze "facciamo una piccola sosta prima di andare nel luogo dove la polizia vi ritroverà, domani: morte"

la direzione era ovviamente quella della zona di Paddy, ma sotto un ponte della superstrada Il Suv si fermò, pistole puntate le fecero scendere, Jane venne spinta sul cofano della macchina insieme a Maura i due scagnozzi cominciarono a perquisirle, ovviamente la perquisizione su Maura era una scusa per poterla palpare, a Jane venne tolta la pistola nella fondina sotto l'ascella e preso il telefono, ma mentre scendevano palpandole il sedere, vide come ancora stavano molestando Maura, così scattò istintivamente, diede una gomitata in faccia al suo aguzzino e saltò addosso al panzone che allungava le sue callose mani sulle tette di Maura "lasciala stare porco bastardo, non ha niente con se, è una signora portale rispetto" gridò all'uomo caduto a terra, McLean si avventò su Jane colpendola sullo zigomo "puttana di un detective deviato, non ti azzardare a fare un'altra mossa o ti ammazzo qui, non ho bisogno di te per la mia vendetta, quindi stai buona o ti lascio nelle mani di Quinlan che si divertirà comunque, anche se ha un debole per il bel dottore, non è vero Quin?" l'uomo sovrappeso si rialzò a fatica, schiaffeggiò Jane e ridendo rispose "oh si credo che sarebbe divertente spassarmela ci penserei io a calmare i suoi bollenti spiriti Buddy! Sappi stronza che se mi colpisci ancora te lo farò rimpiangere"

Jane aveva già lo zigomo livido ed il labbro sanguinava non disse niente, si tamponò la ferita guardò Maura che si stava sistemando il vestito e che la guardava con un misto di spavento e gratitudine "ok ok, ma non toccate Maura, lasciateci almeno la nostra dignità" Quinlan rise insieme ad Aidan, il primo a subire la furia di Jane " sono un signore, non un violentatore di donne, abbiamo un codice qui, è chiaro ragazzi?- annuirono forzatamente- manterrete la vostra dignità, ma è l'unica promessa che posso farvi ora muoviamoci, è troppo rischioso rimanere qui!"

Il telefono di Jane venne gettato a terra, mentre la pistola confiscata, vennero spinte in macchina e portate in un magazzino vicino Pappas Way dietro il porto nel cuore del territorio di Doyle

il magazzino era vuoto se si escludono sue sedie vicino ad alcune casse di legno, Maura era tremante, Jane la sosteneva e le sussurrava di rimanere calma " tranquilla Maura, andrà tutto bene, non è finita, ma tieniti pronta a gettarti a terrà" Maura la fissò, Jane le fece un dolce sorriso che Maura non riuscì a ricambiare, i tre uomini pistole in pugno puntarono le canne dritte sulle donne che ormai erano vicino alle sedie "siete due belle donne è un vero peccato terminare così le vostre ancora giovani vite, ma è la realtà dei fatti" "perché?- chiese Maura con coraggio ritrovato- perché devo morire così, avrò il diritto di sapere?" Jane intervenne " i McLean erano una famiglia legata ai Doyle da un matrimonio giusto?" Jane prese Maura e si mosse dietro le sedie "si una mia stupida cugina sposò un Doyle, ah che grave errore, il bastardo di Paddy che si vanta di avere Onore, bastardo... mi ha accusato della morte di Bernie McLaughlin è riuscito anche a trovare una ventina di testimoni, bastardo! hanno ucciso mia moglie le mie bambine, e mio padre, che ha cercato di difenderle, dovevo prendere il giro della droga nel porto ma al tuo paparino non piaceva l'idea e mi ha fottuto, bastardo, e adesso la pagherà cara, l'ultimo a morire sarà lui non dubitatene, ma prima deve vedere morire i suoi compari che lo hanno aiutato ed i suoi figli, Detective, lei è qui per scelta, me ne dispiaccio, ma nessuno si può mettere in mezzo senza pagarne le conseguenze!" "ed i testimoni? Non ce l'ha con loro?" chiese Jane mentre si muoveva tra le casse, costringendo Maura a fare lo stesso "alcuni sono già morti, per cause non tanto naturali come poteva essere sembrato, altri non erano degli stinchi di santo e negli anni ci hanno pensato da se, i rimanenti, beh vedremo, alcuni non hanno avuto molta scelta, ne sono sicuro, forse li obbligherò a saldare il conto, lasciarli debitori di un favore mi potrebbe far comodo non crede?"

gli uomini di McLean ridevano soddisfacendo l'ego del loro boss il trio aveva abbassato la guardia, Aidan era quasi girato che controllava la porta, Quinlan si teneva il panzone e Buddy gongolava assaporando la sua imminente vendetta. Rimise la pistola nella fondina, prese una sedia e si accomodò, sembrava pronto a raccontare la storia della sua vita

Jane si piegò, come per prendere l'altra sedia, alzò il ginocchio e, con la mano sinistra afferrò la pistola ancora nascosta nella fondina della caviglia, mentre con la destra spinse Maura a terra BOOM Aidan prese un colpo alla nuca, BOOM Quin cadde al suolo con un colpo perfetto alla testa, BOOM il boss fu colpito alla spalla destra mentre stava rialzandosi e cadde perdendo la pistola che aveva ripreso, Jane aveva decisamente una mira eccezionale.

Maura gridò ad ogni sparo, mani che coprivano la testa, Jane la fece alzare tirandola con forza, Maura si ricompose prontamente, guardò Jane e poi i tre a terra, McLean si lamentava, Maura fece uno scatto come per andare ad aggredirlo, ma Jane la trattenne, Maura era furiosa, ma prima che potesse protestare la porta in metallo si aprì sbattendo nella serranda che la conteneva, lasciando entrare Paddy Doyle preceduto da 5 uomini tutti armati come lui.

A passo svelto si avvicinarono ai corpi, disarmandoli, Paddy si avvicinò a Maura "Maura stai bene?" "tu brutto bastardo, ci hanno quasi ucciso per colpa tua" uno schiaffo risuonò nell'eco del magazzino vuoto, come uno di quegli spari che istanti fa erano stati la sua salvezza, uno degli uomini di Doyle si avvicinò per difenderlo, ma Paddy lo fermò alzando il braccio " hai ragione Maura, ma sono qui per sistemare tutto" "tu non devi sistemare niente, Jane mi ha salvato, Jane ha sistemato il casino che hai fatto!"

Paddy guardò Jane "la pistola che hai usato è registrata?" "no" Doyle fece un cenno ai suoi uomini, uno si avvicinò con una pistola "questa è la tua giusto? "si la mia personale, regolarmente registrata" " bene dammi quella, e prendi questa" "che succede Jane" Jane la guardò ma non disse niente, Buddy si lamentò ancora, ma uno scagnozzo di Paddy lo teneva a terra appoggiandogli un piede vicino alla ferita.

"spara un colpo" "non credo sia necessario"disse Jane titubante "alzatelo" dichiarò Doyle imperturbabile, due dei suoi uomini presero Buddy e lo misero in piedi, barcollava ma rimase sulle sue gambe, con la pistola di Jane, quella ufficiale, Paddy sparò un colpo alla gamba sinistra, il mafioso cadde stremato urlando "che stai facendo?" gridò Maura, Jane la tenne stretta, poi Doyle prese la piccola pistola non registrata si avvicinò al suo rivale sanguinante "credevi che ti avrei permesso di uccidere Mia Figlia? EH? vorrei tanto lasciarti qui a soffrire, lurido verme, sei sempre stato sciatto e superficiale, quando si ferma un poliziotto si controlla anche la caviglia, ma di questo pare che ti dovrei ringraziare, quindi ti faccio smettere di soffrire, addio" BOOM

Un colpo dritto in fronte, come se fosse niente, poi sfilò tre punteruoli dalla tasca interna della giacca e li piantò nel cuore ad ognuno dei cadaveri al suolo, Maura era sconvolta, Jane era turbata, combattuta ma consapevole di avere poche altre possibilità e poco tempo. "stanno per arrivare i tuoi amici immagino Rizzoli" "si io credo di si" "bene, se ti facessero il guato di paraffina, almeno avrai una scusante, hai sparato un colpo per fermarli, stavi coprendo Maura e la stavi spingendo di là, ma noi siamo arrivati ed abbiamo fatto il resto, vi siete nascote dietro le casse, non sai chi ha sparato a chi, siete riemerse quando vi ho chiamato e tutto era già così" indicò i cadaveri "perché Jane dovrebbe farlo? Per far credere a tutti che hai regolato i conti?" Jane prese la mano di Maura "perché così sarai nuovamente al sicuro, nessuno si metterà di nuovo contro Doyle" " e tu non avrai ucciso dei boss mafiosi con un'arma che non dovresti possedere, ragazzi sparate qualche colpo e via di qui "addio Maura, anche se non vuoi ti proteggerò sempre, perché ti amo, sei mia figlia" " non sono tua figlia, mio padre è un professore ed un uomo per bene" gridò con gli occhi pieni di lacrime

gli uomini di Paddy che per lo più erano silenziosi, spararono dei colpi con le armi dei rivali, per inscenare una piccola sparatoria, in lontananza si sentivano le sirene, le due donne rimasero sole nel magazzino

"Jane io.." "tranquilla Maura andrà tutto bene" "Jane! Io non so mentire!" La bruna fisso la donna ancora scossa difronte a se, si rese conto che questa verità sarebbe stata scomoda "di che sei scossa e che durante la sparatoria eri sdraiata a terra con le mani sulla testa e ti sei alzata solo quando io ti ho tirata su" "ok e dirò che ho visto mio.. Doyle con i suoi uomini quando ormai tutto era finito in fondo è la verità!" "perfetto, darò io i particolari, vedrai andrà tutto bene! Credimi odio dover mentire, ma Doyle ha trovato la giusta soluzione, la guerra di mafia si fermerà, si ristabilirà lo status quod e tu sarai al sicuro, è l'unica cosa che conta"

Maura si buttò tra le braccia di Jane, si rese conto che anche Jane era molto scossa "Jane sei stata, io... grazie Jane mi hai salvato la vita, io... stavo per morire e non ti ho detto che io ti ..." "FERMI POLIZIA DI BOSTON, MANI IN ALTO!"

Ancora sconvolta dall'accaduto Maura vide le ore successive come fuori dal suo corpo, Jane che sembrava provata era comunque nel suo ambiente, ostentando una sicurezza invidiabile.

Come da accordi presi mantennero la versione decisa, a Jane venne fatta la prova per confermare che avesse sparato, Maura venne trattenuta qualche ora durante la notte mentre ripeteva come un automa la sua versione dei fatti, poi l'intervento del suo avvocato velocizzò straordinariamente le cose.

A Jane andò un po' peggio, dovette raccontare gli avvenimenti svariate volte per troppe ore sia ai detective della omicidi che a quelli degli affari interni, essendo, anche se sospesa, pur sempre un detective! L'inseguimento rocambolesco, la colluttazione sotto il tunnel della superstrada, dove disse di essere riuscita a mantenere la pistola lottando per aiutare Maura, la borsa di Maura nascosta sotto il sedile nella speranza di farsi trovare dal GPS del cellulare, la sparatoria nel magazzino, fino all'arrivo di Doyle e della cavalleria, come sempre a giochi finiti. Korsak non la lasciò un minuto, la sostenne per tutto il tempo, finché gli affari interni decisero che tutto sembrava regolare e la lasciarono libera di tornare a casa, ormai era quasi l'alba

"hai avuto sangue freddo Rizzoli!" "credo di si Korsak, siamo state anche fortunate, l'arrivo di Doyle ci ha salvate, anche se mi pesa dirlo!" "già salvate... immagino che per una strana casualità non portavi la pistola alla caviglia come ti ho insegnato" i due si guardarono per pochi significativi secondi entrambi sapevano, poi Jane impassibile concluse la conversazione con un "già!" e si allontanò stanca e desiderosa di rivedere Maura

Maura era a casa già da alcune ore, si era fatta un lungo bagno piangendo, ma che le aveva permesso di scaricare gran parte della tensione e della paura accumulata non solo quella notte, ma in tutte quelle settimane di pericolo e minacce.

Sedeva nella penombra della sala con una tazza di te, della musica in sottofondo per rilassarsi e cercare di non pensare troppo, aveva sonno ma non avrebbe dormito senza Jane, e poi nella sua mente rivedeva la crudeltà di suo padre biologico, la freddezza e la brutalità dei gesti, rivedeva il coraggio di Jane, la sua fermezza, la sua tenacia ma anche la difficoltà interiore nell'accettare quello che al momento sembrava l'unico accordo che aiutasse entrambe, Paddy le aveva a modo suo incastrate, fornendo un accordo che salvava entrambe, sapendo che se anche avessero voluto rifiutare per se stesse non lo avrebbero fatto per quello che provavano l'una per l'altra... almeno questo valeva per lei, ma come Doyle lo sapesse, questo era ancora da capire, ma sicuramente Maura non voleva più vederlo, il dubbio non l'avrebbe certo consumata dopo tutto.

Si concentrò su Jane, l'unico pensiero che le desse una parvenza di serenità, il pensiero di lei le lasciava un lieve sorriso sulle labbra, rivide i loro momenti intimi, il corpo nudo e tonico, sentì sotto le sue dita la pelle liscia, riusciva perfino a sentire i gemiti di piacere, ma poteva anche vedere la dolcezza degli abbracci, la sensualità dei baci, e poteva sentire dentro di se la sensazione di sicurezza e protezione che provava standole accanto, anche in quei momenti di paura, di spari e grida, ovviamente le sue!

E poi quel momento quando le stava per rivelare il suo amore, si chiedeva se ne avrebbe avuto ancora il coraggio. Bevve un altro sorso di buon vino quando la porta di casa si aprì, il sorriso le si spalancò sul suo candido viso, si alzò e le andò incontro accogliendola nuovamente a casa.

"oh Jane finalmente, cosa è successo, non ti volevano rimandare a casa?" "tranquilla è tutto apposto, il tuo avvocato mi ha aiutata, non so quante volte ho ripetuto le stesse cose! Ma perché non sei a letto?" "non potevo, io ho preferito aspettarti" Jane le sorrise stancamente "Vogliono rivederci stasera nel tardo pomeriggio per.." "ancora?" "sarà breve stavolta rivedremo le nostre versioni e firmeremo le dichiarazioni, la solita routine" "insomma è tutto chiarito?" "si tutto chiarito, sono solo stati insistenti perché sai sono un detective, sospeso per aggressione, gli affari interni sono implacabili, ma come ti dicevo il tuo avvocato li ha convinti a chiudere la cosa!" "sono felice che Leonard sia stato risolutore e che ci abbiano creduto" "beh Vincent... Korsak beh lui non se l'è proprio bevuta!" "Dio è allora?" Maura si irrigidì facendo un passo indietro, Jane le prese le braccia scivolò con le sue mani fino a stringere quelle di Maura "tranquilla, è un amico, mi ha solo fatto capire che che ha capito, ma non andrà oltre"

Maura fece un sospiro di sollievo, i suoi muscoli tesi si rilassarono, guardò Jane negli occhi, occhi stanchi, provati, il viso ancora teso, i vestiti sgualciti da troppe ore in scomode sedie " hai fame?" "no mi hanno dato qualcosa al distretto, adesso non richiedo altro" "sarai stanchissima, perché non ti fai un bagno caldo o una bella doccia?" "si credo di averne un immenso bisogno" " è stata una lunga e orrenda nottata per entrambe.." "questo è certo" sorrisero " ti aspetterò in camera!" disse ammiccante

Jane era abbattuta "Maura io non..." tentò di replicare "Jane abbiamo bisogno di riposare, fare un sonno rigenerante entrambe e credo che stare tra le braccia dell'altra aiuterà!" "oh!"

Maura sorrise, ironica, diede un lieve bacio sulla guancia a Jane ancora stranita dalle ultime parole sentite e da quella espressione ironica e scherzosa che amava, Maura voleva dormire con lei, abbracciate... il mondo si doveva essere capovolto nelle ultime ore

" su non stare lì impalata va a lavarti, io chiudo tutto, sistemo la sala e ti aspetto a letto! Muoviti"

Jane rimase ancora immobile al tono della bionda, Maura stava forse cercando di ristabilire i ruoli che le davano stabilità? Forse aveva bisogno della sua fermezza, una zona sicura in cui muoversi "forza Jane non voglio ripetermi" così Jane accennò un sorriso annuendo e si recò a farsi una doccia.

Lasciare che tutti gli avvenimenti le scivolassero via, era tutto quello che voleva, farsi un bagno? No! Si sarebbe anche potuta addormentare nella vasca e tutta quella pesantezza che sentiva sarebbe rimasta con lei ammollo nell'acqua, ma la doccia le avrebbe lavato via tutto, o almeno ci sperava. Fu la doccia più lunga che avesse mai fatto.

Quando entrò in camera di Maura indossava un pantalone del pigiama ed una canottiera senza biancheria, Maura era seduta sul suo lato del letto, coperta fino al petto dalla quale si intravedeva un pigiama di seta nero, con un libro tra le mani e gli occhi ormai semi chiusi

"ehi! Ti stavi addormentando?" "ci hai messo un eternità, e sono stanchissima!" "già ti capisco, ma avevo bisogno di rilassarmi!"

Maura la guardò mentre Jane si sedeva sul letto "Jane come stai?" "meglio!" Maura si tirò seduta sul letto "no ti ho chiesto come stai!" Jane era frastornata "bene davvero!" "JANE!" disse con quel suo tono imperioso "ero con te, ero presente, per tutto il tempo, io ti conosco non solo per il tempo trascorso insieme, ma il tuo fascicolo... Jane..." Maura si mise seduta sul bordo del letto, la schiena dritta così da guardare Jane in faccia "Jane guardami" Jane obbedì si voltò ma non riusciva a reggere lo sguardo, seduta con le mani sulle sue gambe, gli occhi all'altezza del petto candido di Maura che si intravedeva dalla scollatura "Jane ti ho chiesto come stai!" non era imperiosa, la sua voce era così dolce e vellutata, Jane scoppiò a piangere, Maura la strinse a se

"oddio Maura che cosa ho fatto, ho assassinato due uomini e gli ho permesso di ucciderne un terzo, gli ho permesso di fuggire e sto mentendo a dei colleghi per nascondere quello che ho fatto, io... io..." "Tesoro cosa stai dicendo, tu non hai assassinato nessuno, mi hai salvata, era legittima difesa, se non avessi sparato saremmo morte entrambe, e non potevi fermarlo, non te lo avrebbe permesso, era lì per la sua vendetta e poi non stai mentendo per salvarti, ma per salvare me, e mi dispiace così tanto doverti fare questo, domani sistemeremo tutto non permetterò che..." "no Maura no, scusa io, sono così... avrei dovuto almeno provare a fermarlo, mi sento così... voglio solo che tu sia al sicuro Maura, ma in quel momento sapevo che lui lo avrebbe ucciso e non ho neanche provato a fermarlo e questa cosa mi fa stare così male" "hai solo fatto quello che è nella tua natura, mi hai protetta. Pensavi solo a quello, non fartene una colpa, adesso sei stanca e non pensi lucidamente, come invece hai fatto ieri notte in quel magazzino, non avevamo scelta, non hai nessuna colpa ricorda le parole che mi hai detto, Paddy avrebbe comunque fatto tutto quello che riteneva necessario, non hai fatto niente di male"

Jane sospirò ancora con il viso nascosto nel collo ormai umido di Maura, cercando di accettare le sue parole.

Maura la fece sdraiare accanto a se, spense la piccola luce sul comodino, tirò su le lenzuola e si addormentarono così, strette l'una di fronte all'altra, con le gambe intrecciate, i respiri vicini, cullanti, stremate.

L'una proteggeva l'altra nella totale vulnerabilità.


Spero che vi sia piaciuto!

Ma come andrà al risveglio? quali saranno le conseguenze emotive per nostre ragazze?

ditemi cosa ne pensate, se vi va e grazie! xxxx