scusate il ritardo!
questo capitolo prevede una svolta, che spero vi piaccia... sto lavorando alla fine di questa storia... manca direi poco! spero che vi piaccia... fatemi sapere cosa ne pensate
Grazie e buona lettura!
Maura aprì leggermente gli occhi, la luce filtrava dalla finestra, sentì il calore di Jane sulla sua pelle, sentì le sue labbra umide sul suo collo, un mugolio di piacere come se fosse lei la gatta, le risuonò in gola. Oh i baci di Jane.
"buon giorno mia signora" "mhmmm buon giorno gatta" con la mano destra le accarezzò la pelle mentre Jane le dava piccoli umidi dolci baci "avrei un desiderio mia Signora" "si lo immagino!" scherzò ancora con voce impastata ed assonnata
Maura continuò ad accarezzarla finché non scese al fianco di Jane trovando un piccolo ostacolo, qualcosa che stonava con la pelle liscia di Jane e che decisamente non era la biancheria intima con la quale era andata a dormire la sera prima.
Maura aprì finalmente gli occhi ed alzò la testa, vide lo strap-on legato alla vita della sua gatta: rimase a fissarlo impassibile. Prima che la sua testa elaborasse una serie di domande Jane si affrettò a parlare " avrei un piccolo desiderio, ma solo se la mia padrona me lo concede" "ohoo -quasi rise- te la stai giocando bene gatta, sentiamo" " vorrei mostrarti la mia bravura,-disse spavalda- so usare la cintura, ho molta esperienza sai? Vorrei che tu mi dessi il permesso di darti piacere, ma se..." "aspetta- si alzò con la schiena- stai chiedendo di stare sopra? Di comandare tu?" "comandi tu mia Signora sempre, questo è indiscutibile ma vorrei stare sopra,-poi si affretto nel parlare- ma in qualsiasi momento tu non ti senta a tuo agio o non ti piaccia io mi fermerò, se quello che faccio non ti piace mi ordinerai di fermarmi ed io ubbidirò!-adesso la voce era dimessa- Ma ti supplico mia Signora dammi questa possibilità" Maura guardò la sua donna nuda, accanto a lei, con la cintura legata in vita, il dildo già posizionato "stai diventando brava in questo gioco" " voglio solo darti qualcosa di nuovo come tu lo hai dato a me, mi hai fatto scoprire nuovi piaceri, nuovi modi di donarsi, vorrei mostrartene uno io" "Jane conosco quel tipo di piacere, tu vuoi stare sopra di me e scoparmi!" disse con un accenno di sorriso "no Maura no! Voglio fare l'amore con te. E credimi sono molto brava in questa posizione,-usò tutto il suo fascino nel dire questa frase- se non ti senti a tuo agio se non ti piace mi fermerò senza problemi e... sono come sempre ai tuoi ordini" "tu saresti così brava da essere diversa da chiunque altro?" "beh non conosco i tuoi ex amanti, e non mi interessa conoscerli, tanto per chiarire! Non conosco la loro bravura, ma credimi sono molto brava con questa" indicò la cintura nera che indossava
Maura si soffermò un attimo e penso alla sua compagna di letto, che era ormai molto molto di più, vide come con ironia e furbizia si stava giocando questa possibilità, senza mai mancarle di rispetto o farla sentire in trappola, giostrando tra toni dimessi e toni che le davano sicurezza, doveva essere dannatamente brava negli interrogatori, non aveva dubbi.
"la tua ex immagino ne fosse una fan!" "oh beh forse la sua passione a riguardo doveva insospettirmi-fece una piccola smorfia si sufficienza- ti prego mia signora, lascia che entri dentro di te, che ti faccia godere, lascia che il mio corpo -cominciò a baciarla su tutta la pelle esposta e setosa- accarezzi il tuo, prometto che non te ne pentirai, accetterò qualsiasi punizione se non dovessi essere all'altezza!" "qualsiasi punizione?" disse Maura ansimando "si mia Signora" "ooho se te la stai giocando bene questa partita mhmm... Jane adoro i tuoi baci"
Jane non si fermò continuò a baciarle tutta la pelle, il collo il petto i seni, ma con estrema delicatezza "dammi il permesso mia signora, sai che non posso fare niente se non me lo ordini tu" "oh gatta, fai quello che devi, mostrami la specialità"
Jane cominciò a scendere, baciò l'interno coscia di Maura, lasciando che la passione si sentisse nei suoi gesti, Maura non era più tesa, si aprì a Jane con desiderio.
Maura era eccitata, il corpo di Jane, i suoi baci, le carezze con quelle lunghe dita che sembravano poter arrivare ovunque, toccare tutto, sentiva la passione e l'amore che c'era tra loro, lo sentiva dentro di se, era quello che le dava fiducia nella donna che adesso le apriva le gambe.
Jane affondò tra le cosce di Maura "ohoo mmmm si gatta questo mi piace" disse con sicurezza, Jane rispose con un mugugno degno delle migliori fusa di gatto, leccò e succhiò il clitoride di Maura facendola bagnare ancora di più, Jane inserì un dito muovendolo dentro di lei per sentirla tutta.
Quello che Jane stava facendo non era una mera tecnica amatoriale, Jane voleva darle il piacere che Maura le aveva donato, così preparò il corpo della donna che amava ad accoglierla, la baciò e la succhiò, la penetrò con due dita, sentì il rigonfiamento dentro la sua calda e stretta apertura, lo stuzzicò con gentilezza, per farlo crescere, per darle il giusto piacere.
Jane quando la sentì pronta, si stesa sopra Maura, per spingersi dentro ed amarla.
La bionda era sorpresa della sua impazienza, della tranquillità che provava, non si sentiva schiacciata o sopraffatta "oddio Jane fammi godere" "sono hai tuoi ordini" "allora entra dentro di me!" le ordinò, Jane non attese, avrebbe assecondato il più possibile i suoi desideri, eseguì l'ordine colma di gioia e con delicatezza, il fallo entrò come un guanto, scivolò dentro l'umidità stretta di Maura. Jane ne poté sentire l'attrito, la eccitante lieve resistenza delle pareti bagnate che la accoglievano, la pressione sul suo sesso la fece, infine, gemere.
Quando Maura sentì il fallo invaderla e riempirla piagnucolò dal piacere, desiderando di più "oh si così apri bene le cosce lascia che lo metta tutto dentro" e lasciò che accadesse! Era quello che voleva ed era tutto così giusto, non si sentiva oppressa, nei gesti di Jane non c'era prepotenza o esigenza di prevaricare, ma solo desiderio di dare e ricevere piacere, voglia di condividere tutta quella passione!
Jane si alzò sulle ginocchia, gemeva ad ogni piccolo gesto che faceva vedendo come il suo movimento aveva reso Maura sempre più eccitata. E quei colpi che le battevano sul suo clitoride gonfio la facevano godere
Maura voleva guardare la sua gatta, voleva gustarsi le sue espressioni, ma quando Jane cominciò con un movimento di bacino che andava in profondità dentro di lei dovette chiudere gli occhi e godere forte, quel movimento, quel ritmo la stavano facendo impazzire, nessuno aveva mai fatto così, non riusciva a capire se era l'inclinazione la profondità il ritmo o forse tutto insieme, inarcò la schiena e si lasciò andare alle attenzioni della donna che orami amava
Le mani tenevano i seni, le lunghe dita lievemente aperte da accogliere e stuzzicare il duro capezzolo rosa, le spinte ritmiche risuonavano nella stanza, coperte solo dai sospiri ed i gemiti delle due amanti.
Jane ammirava la sua Maura, bellissima, con i capelli arruffati sul cuscino, il corpo arrossato donato a lei.
Maura alzò le braccia sopra la testa, Jane si stese ed afferrò le sue mani cambiando ritmo, toccando nuove zone e Maura si sentì perdere il controllo ineluttabilmente.
I corpi erano in contatto, le mani strette ed intrecciate, i seni si sfregavano ad ogni colpo che Jane infiggeva, Maura stava provando un piacere nuovo forte e coinvolgente, la sua mente perse ogni freno " oh si Jane è fant... oooh si si ti amo ti Amo io TI AMO Jane!" "si amore mio si anch'io così tanto" le mormorò nell'orecchio
Maura sussurrava il suo amore nei gemiti ancora ed ancora, toccava la pelle di Jane, il seno il sedere, si stava lasciando amare completamente e stava dando tutto il suo amore in cambio, finché sudate sentirono i loro orgasmi avvolgerle "si amore mio vieni si così lasciati andare, Dio come sei bella" disse Jane e poi Maura venne aggrappandosi al corpo di Jane incredula di tanto piacere, venne anche Jane e crollo stremata su Maura.
Si sfilò delicatamente, si sganciò la cintura, la getto a terra, poi Maura era tra le sue braccia che la guardava con il più bel sorriso mai visto con gli occhi luminosi, riscaldate dai loro corpi e dal morbido piumino.
Si baciarono lungamente, si stringevano come se avessero paura di perdersi, come se temessero che l'altra potesse scappare, si baciavano, le lingue danzavano, le labbra gonfie succhiate, interminabilmente, fino ad essere nuovamente senza fiato.
Rimasero in silenzio lungamente respirando i loro odori godendo di quel momento perfetto, decise a non sciuparlo, intrecciate carezzandosi, in attesa che il loro battiti tornassero regolari.
"è stato bellissimo Jane!" "ne sono felice, lo è stato anche per me!" "peccato però!" "come! perché?" "uh avevo in mente una punizione che se ci penso ohoo!" "mhmm e quale sarebbe? Potrei sempre fare qualcosa e meritarmela, se necessario" Jane fece l'occhiolino
Maura rise " vista l'entità del rischio che hai corso avevo pensato ad una punizione esemplare: tenerti legata al mio letto, nuda tutta una giornata, ti avrei presa al mattino, poi sarei anche potuta andare al lavoro e tu mi avresti dovuto aspettare, oddio saperti nuda legata al letto, non so se mi sarei potuta concentrare, ma comunque..." "tutto il giorno mia signora?" "oh si nuda e legata al letto, sarei tornata per la pausa pranzo... oh che pasto che saresti stata! E poi ovviamente a fine giornata, saresti stata tutta mia finché non ne fossi sazia!" "beh mi chiedo come avrei potuto... beh sai i bisogni fisiologici, ma l'idea è... decisamente interessante!"
Maura rise di gusto "ci sono soluzioni anche per quello Jane e sono certa ti piacerebbero, ma forse prima dovremmo parlare di una certa affermazione fatta mentre lo facevamo" "oh davvero ne vuoi parlare? Ok si mi farebbe piacere" "credevi che l'avrei ignorato?" "no cioè si, cioè ho pensato che volevi aspettare visto come ti è uscito..." "come? Senti nessun problema se ci stai ripensando" disse Maura trafelata, sentendosi sia dispiaciuta che imbarazzata
"chi io?" disse Jane stranita " Jane mi hai chiamato amore, mi hai detto ti amo svariate volte, ma se vuoi negarlo io..." "no aspetta, io, cioè si l'ho detto ma dopo che tu lo hai detto a me, e non una volta!" "che stai dicendo Jane!" Maura si mise seduta sul letto, il viso rosso ma stavolta da un grande imbarazzo "non che neghi quello che ho detto,ma non credevo che tu... non so... fossi pronta o... insomma aspetta non ti sei resa conto?" "rendermi conto di cosa? Tu hai detto che mi amavi mi hai detto: Ti ami così tanto!" "oh non lo nego, ma solo dopo che tu hai detto di amarmi! E innumerevoli volte" "no non l'ho fatto!" ribadì imbarazzata e tirandosi il lenzuolo sul petto.
Maura si sentiva vulnerabile e non amava la sensazione, non poteva credere di averlo detto senza neanche rendersene conto, era decisamente ridicolo, si era sentita pronta a dirlo, ma adesso? Voleva solo dirlo consapevolmente, e cosa era questa sensazione che provava, sentiva un nodo alla gola, il cuore batteva forte, era gioia?! probabilmente, ma mista a paura! Terrore!
Jane la guardò un attimo, forse per la prima volta Maura era nuda completamente, con l'espressione un po' confusa e spaventata, chissà, si chiese Jane, se ha mai amato qualcuno veramente, chissà, si chiese, se la amava veramente, la dolcezza del suo viso però era ammaliante e le dava molta speranza a riguardo, ma se fosse stata solo la passione?
"senti-disse Maura- forse mi è uscito in un momento in cui le sensazioni erano un pò enfatizzate, non lo avevo previsto voglio dire io non volevo è stato involontario completamente"
"capisco, ok nessun problema è chiaro, lo prendo come un complimento" " e lo è decisamente lo è!" "ah ah! Ok come se non fosse successo, ci siamo fatte trasportare, scusami vado a bere un sorso d'acqua!"
Jane si sedette sul letto si infilò una maglietta e le mutande, con il cuore ancora una volta preso a calci, anche se stavolta proprio non lo aveva visto arrivare, si alzò per andare in cucina
Maura sapeva che doveva fermarla doveva dire qualcosa ma rimase immobile imbambolata, Jane l'aveva nuovamente sconvolta, si era dichiarata inconsapevolmente durante l'atto d'amore, era bellissimo e spaventoso in egual misura, ma doveva rimettersi insieme, rimediare al danno fatto, al silenzio scioccato, a questo fraintendimento, forse era ancora spaventata dai suoi sentimenti, anzi sicuramente lo era, ma non voleva ferire Jane non di nuovo, non dopo tutto quello che avevano passato, non dopo aver capito di amarla, non dopo aver fatto l'amore così intensamente.
La mente di Maura viaggiava a mille all'ora, quando ritrovò il coraggio Jane era sparita.
"Dio che stupida! Dio che stronza!" Jane era arrabbiata, sconvolta, ferita, dopo tutto quello che avevano passato erano nuovamente al punto di partenza, credeva che tutto fosse cambiato, che Maura fosse cambiata. Certamente quello che avevano passato le aveva messe a dura prova, ma Maura sembrava nuovamente rinchiusa nel suo guscio se non peggio e Jane sentiva di non farcela più, si sentiva stanca di soffrire, era come essere ancora al punto di partenza, non poteva credere di essere stata così stupida nel crederci e Maura così... "Accidenti a te!" gridò Jane mentre la bottiglietta le cadde di mano rotolando fino ai piedi nudi candidi di fronte a lei
"Jane!" disse Maura dolcemente,raccolse la bottiglia e gliela porse "mi dispiace Jane non volevo dire quello che ho detto" Maura si riferiva al pessimo balbettio imbarazzato e ridicolo, ma Jane fraintese decisamente.
"oh tranquilla, come se non fosse successo nulla te l'ho detto, sai pensavo che a questo punto è meglio se torno a New York, non ti servo più ed io devo cercare di riavere il mio lavoro"
Maura rimase scioccata da queste parole, arrivate come un fulmine ma guardò Jane negli occhi, erano pieni di dolore " ma perché!? non cercavi qui una nuova vita?" "già ma mi sbagliavo Decisamente! E poi Korsak mi ha detto che ha grosse difficoltà, devo prima chiudere la faccenda a New York, e qui il mio lavoro è finito!"
"ma noi? Voglio dire..." "tranquilla, segreto professionale, è stato bello, intenso... decisamente troppo intenso, riflettiamoci su, calmiamo le acque vediamo cosa succede! È meglio così non credi?" "non volevo ferirti sono stata una sciocca, quello che provo è..." "non devi giustificarti sei stata chiarissima!" "No, Jane è stato tutto... hai detto bene tutto così intenso, tu, io, quello ci è successo, per me è troppo io non so gestirlo" "guarda ti ripeto ho capito Maura, nessuno problema. Il gioco è stato bello ma io ho dato così tanto e tu..." "come? Io NO? Dormiamo insieme facciamo l'amore per la miseria!" "Maura fare l'amore non deve essere uno sforzo sai? Se lo è non è amore, chiudiamola qui finché è possibile farlo con un minimo di dignità e rispetto, sono stanca, ho bisogno di essere amata e tu decisamente non lo fai!"
Maura aveva gli occhi carichi di lacrime, Jane era così dura, ma non nella maniera che amava e che la eccitava, era dura nei sentimenti mentre le parlava, lo sguardo truce, Maura non ricordava tanto dolore dentro nemmeno quando era piccola e si sentiva rifiutata dal mondo intero. Non aveva la forza di parlare, di dirle quanto si sbagliava, quanto in realtà sentisse di amarla, Jane la stava respingendo e questo dolore la stava sommergendo e non voleva scoppiare in singhiozzi, Jane si voltò ed uscì dalla cucina.
Il vuoto era ovunque dentro e fuori.
