Uno dei capitoli più lunghi, non mi decidevo a trovare il giusto punto per sospendere!
spero che vi piaccia Buona Lettura!
Sia Jane che Maura dovettero imparare a vivere l'una senza l'altra... nonostante il poco tempo passato inseme era stato per entrambe così intenso da cambiarle dentro ed entrambe sentivano fortemente la mancanza dell'altra nella quotidianità.
Maura vedeva il vuoto in ogni stanza, in ogni angolo, in ogni sguardo non riempito dalla visione di Jane, le mancava il suono roco e sensuale della sua voce di quando le dava nomignoli o di quando scherzava o di quando imprecava davanti ad una partita in tv. Così poco tempo insieme e così tanti piccoli particolari che facevano pesare la sua assenza, ma poi il ricordo della sua durezza, della facilità con la quale se ne era andata, l'impossibilità di spiegarsi... Jane era stata così dura, e Maura si sentiva così ferita.
E se le parlasse di nuovo? Se riuscisse a dirle quello che realmente provava? Sarebbe cambiato qualcosa adesso? Il dubbio la lacerava, ma la durezza sul volto di Jane che aveva visto la faceva desistere, e si chiuse in se stessa.
Jane si concentrò sulla sua missione, preferiva passare ore nella sua macchina piuttosto che nel suo piccolo appartamento, dove la desolazione la divorava. Maura non c'era, non era lì, nessun odore inebriante, non c'era il suono della sua risata o della sua voce sensuale e provocante che la destabilizzava e la faceva sentire viva e felice. Pensava al suo viso, alla sua espressione ferita quando se ne era andata, avrebbe voluto chiamarla sentire la sua voce, per parlare un po' con lei ma poi pensava alle sue parole, al dolore provato per quell'ennesimo rifiuto, per quelle parole tanto attese e poi rimangiate con così tanta facilità!
Era Maura a doverla chiamare, era Maura a doversi scusare, era Maura che l'aveva ferita, lei aveva solo cercato di proteggersi. E si chiuse in se stessa.
Erano ormai dieci gironi che Maura viveva senza Jane, si immergeva nel lavoro, aveva scelto casi impossibili e aveva perso pazienti e ne aveva salvato altri, aveva ricevuto lodi per il coraggio e la bravura, bisbigli dietro le spalle per la sfacciataggine, ma niente la smuoveva dall'inerzia emotiva che stava vivendo.
La sera tornando a casa rivedeva i momenti felici con Jane, ma anche i momenti di terrore che con Jane aveva superato e poi finiva sempre con Jane che chiudeva la porta via da lei.
Quella sera non era diversa, prese il vino bianco che aveva aperto due sere prima dal frigo e osservò le birre lasciate da Jane, le birre di Jane. Si versò il vino e si mise sul divano e prese un libro.
Cercò di immergersi nella lettura, inutilmente, quando il cellulare suonò lo prese velocemente, con l'ingenua speranza che fosse Lei, ovviamente non era chi sperava "pronto?" "hallo darling, come stai? Ti disturbo?" "no non mi disturbi madre, cosa succede? Novità?" "si cara, ho fatto quello che mi hai chiesto, non è stato facile lo ammetto ma tra qualche giorno tutto verrà chiuso e la sospensione interrotta..." "però? C'è un però?" "c'è un però!" Constance sospirò "madre ti prego cosa succede?" "la sospensione verrà interrotta, ma solo se si licenzierà" "madre ma non è possibile, è il suo lavoro la sua vita, cosa dovrebbe fare?" "le consiglieranno di mettersi in aspettativa 6-12 mesi per vedere se trova lavoro in un'altra città prima delle effettive dimissioni" "è inaccettabile" tuonò Maura " non ho potuto fare di più, il senatore in questione è attualmente molto potente e sta usando tutta la sua influenza, gli sto impedendo di usare il caso come propaganda politica, vorrebbe usare Jane come esempio contro la brutalità della polizia" "mio Dio ma è assurdo Jane non è così" "lo so tesoro lo so bene, ho fatto quello che ho potuto e credimi è molto, ma se non trova un dipartimento che ha il coraggio di assumerla, ha intorno terra bruciata... dovrà cambiare mestiere" "capisco madre, e te ne sono grata" "le hai parlato?" "no" "non aspettare Maura, ha bisogno di te adesso e tu di lei" "non è facile" "non lo è mai, a meno che tu non pensi che non ne valga la pena" "no madre lei ne vale la pena è che..." "hai il coraggio per operare cosi disperati, hai superato il rischio alla tua vita, ma di fronte all'amore rimani inerme, mi dispiace Maura, mi dispiace di non averti insegnato che l'amore quello vero ti sorprende, ti difende, l'amore va oltre tutti i dubbi che hai e le porte chiuse in faccia "
Maura rivide Jane in quelle parole, rivide l'amore che superava ogni ostacolo, ma il suo di amore si era fermato alla prima porta chiusa in faccia "grazie madre" fu l'unica cosa che disse e si salutarono.
Constance non sapeva se le sue parole avevano avuto effetto, ma per aiutare Jane, per sua figlia, aveva messo in gioco tanto, sperava che Maura superasse la sua paura e cominciasse veramente ad amare.
Maura guardò l'orologio, erano le 21.43 tardi ma non così tardi, non avrebbe aspettato.
La mattina era fredda a New York, Jane aspettava in macchina, non aveva scelta, più niente da perdere, la vide, nel suo cappotto color cammello, la sua sciarpa bianca i capelli perfetti, bella ma mai così odiata, scese di macchina e la raggiunse " ciao Melanie" "Gesù Jane che ci fai qui, vattene" "me ne vado subito, se mi fai togliere la sospensione" " oh che faccia tosta" "la mia? cazzo Mel ti scopi uno sulla scrivania, mi tradisci e perdo tutto? Che cosa ti ho fatto?" le donne si fermarono sul marciapiede, il freddo si mostrava dai loro respiri, dai nasi rossi infreddoliti "lo hai preso a pugni cazzo, è un senatore" "che cazzo ne sapevo che ti scopavi un senatore per avere un bel posto di lavoro" lo schiaffo risuonò lungo la strada ma Jane non si scompose "adesso se ti senti meglio devi aiutarmi, non mi merito tutto questo Mel lo sai" "non chiamarmi Mel" "voglio solo il mio lavoro" "già il tuo accidenti di lavoro, vieni addirittura a chiedermi aiuto, niente è più importante vero?" "falla finita Melanie, non dirmi che il tuo senatore ama più te del suo potere o di sua moglie" un altro schiaffo stava per partire ma Jane lo bloccò questa volta "adesso basta Mel, voglio solo ricominciare, andrò a Boston, basta che mi liberate e non mi rivedrete più" "oh il grande detective vuole disperatamente aiuto da me?" "ma che ti ho fatto, non ti ho trattata bene? Non ti ho amata?" la donna abbassò lo sguardo "volevo altro Jane volevo tutto, tu non eri... mai veramente mia" Jane sbuffò, non credeva alle sue parole Melanie cercava alto, soldi potere e Jane non avrebbe mai potuto daglieli "e adesso lui sarebbe tuo?" disse quasi con disprezzo "lascia perdere non capisci" "capisco benissimo e guarda va bene, se è quello che volevi non mi interessa con chi stai, rivoglio solo la mia vita, non sarò stata la fidanzata perfetta, ma non mi merito questo e tu lo sai" "non dipende da me Jane" "non gli puoi parlare?" Melanie sorrise "qualcuno lo ha fatto per te Jane! Ieri era così arrabbiato" "di che parli?" "la tua sospensione finirà, ma comunque farà di tutto per farti terrà bruciata più che può, sarà dura che qualcuno ti prenda" "ma chi?" "la madre della tua damigella in pericolo, quella con il padre mafioso, ha chiamato, ha smosso mari e monti, ha amici importanti, lui ha dovuto cedere qualcosa, ma conosce il capo della omicidi di Boston, non riuscirai ad entrarci" "la signora Isles ha chiamato?" "da quel che so è da più di una settimana che si sta muovendo, sembra che tu abbia fatto buona impressione almeno lì Jane... in bocca al lupo"
Jane rimase immobile sul marciapiede mentre il suo passato camminava svelto in cerca di un taxi per fuggire da lei, la signora Isles aveva smosso le acque per aiutarla, Constance Isles aveva usato i suoi agganci per aiutarla? perché lo avrebbe fatto? Per gratitudine? Beh infondo le aveva salvato la figlia... e Maura lo sapeva? E se lo avesse chiesto lei? Forse Maura ci teneva veramente, magari si era pentita, magari... ma non l'aveva più sentita, ne una chiamata, un messaggio una email, niente. La porta sembrava chiusa.
Riprese la sua macchina e tornò al suo appartamento, telefono cellulare in carica, a questo punto aspettava di essere chiamata, a questo punto c'era luce in fondo al tunnel. Anche se forse non portava a Boston.
Korsak si sedette sulla poltrona un po' troppo logora ma comoda, appoggiò le mani sulla scrivania, guardò lontano, i colleghi le altre scrivanie piccole e polverose, con computer vecchi e pile di file, aveva riflettuto tanto e non aveva dubbi, avrebbe corso il suo primo vero rischio.
Alzò la cornetta del telefono, questo nuovo e moderno, prese dalla rubrica il numero e fece la sua chiamata, la sua prima vera decisione, sicuro di se e della sua ragione.
Per Maura un solo giorno per organizzarsi era veramente poco, ma fece tutto il possibile, Jane ne valeva la pena.
Un giorno passò, Jane aspettava al telefono, non importava dove portava il suo futuro purché potesse ancora fare il detective!
Maura sorrideva, seduta sulla sua nuova macchina, super accessoriata, il top di gamma.
Viaggiava liscia e silenziosa, la musica la accompagnava, l'amore va oltre le porte chiuse in faccia, sua madre aveva ragione, e Jane ne valeva la pena, come aveva potuto aspettare così tanto, lei una dominatrice dominata dalla paura, lasciando che gli impedisse di arrivare alla felicità.
Il grande schermo in mezzo alla plancia la avvertì dell'arrivo di un sms cliccò sul pulsante del volante ed una voce metallica lesse il messaggio"non è stato facile, ma meglio del previsto, immagino che vorrai dirlo tu! Ma ci saranno delle condizioni, niente di assurdo però, ma non prima di un mese almeno, fammi chiamare domani in giornata, al più tardi dopodomani mattina"
esultò come una bambina ed alzò il volume della musica, canticchio per tutto il viaggio, tutto stava andando bene, tutto sarebbe andato bene.
La televisione era accesa come sempre sul canale sportivo, le birre vuote sul tavolo "accidenti Tommy almeno togli un po' di quelle bottiglie, altrimenti come mangiamo?" "ehi calmati sorellona! Ci pensa Tommy tu però non bruciare l'hamburger a me piace al sangue lo sai!" "si si, libera il tavolo che arrivo" "Frankie dai dammi una mano, metti le tovagliette"
birra fredda, partita dei Sox e Hamburger, niente male per una domenica di relax "certo le lasagne di mamma sono meglio, ma non sentirla rompere non è male no!" disse Frankie sistemando le salse sul tavolo "oh no è favoloso, Tommy non esagerare con la birra" "heu ho 22 anni posso bere quanto voglio" "si si ma non esagerare l'alcool è vigliacco" "ehi Jane se volevo rotture andavo al locale da mamma, che mentre lavora rompe meno di te ora!" "ehi non offendere!" risero.
Si sedettero tutti e tre sul divano a mangiare e a guardare i Sox.
"Jane?" "cosa" "qui ho amici ed un buon lavoro e..." "mi dispiace Tommy, non voglio complicarti la vita quindi..." "lasciami parlare ok?" Jane annuì "se non venivamo qui, io, tu lo sai, non avevo degli ottimi amici, sarei finito in qualche guaio, per me trasferirmi è stata una salvezza e non importa cosa pensi, te ne devo una grossa sis, quindi se dobbiamo ripartire ripartiremo, non è Boston? Ok che ne dici di una città calda, con le ragazze in bichini?" "io ci sto ragazze in bichini arriviamooo!" " Frankie Tommy siete ufficialmente due idioti! Ma dei fratelli fantastici, grazie" "siamo una famiglia no?!" aggiunse Frankie "vi ho incasinato entrambi di nuovo" "falla finita, andrà tutto bene e non dire di nuovo se Pà è un idiota non è colpa tua!" "Pà non è un idiota Frankie fa solo fatica a capire" "accidenti Tommy come fai ancora a difenderlo?" "ragazzi non litigate per questo per favore" "come fai a non arrabbiarti quando dice così Janie" la donna fece spallucce, in realtà ne soffriva, ma capiva che amare il proprio padre era un diritto di Tommy come lo era il suo di detestarlo per come si era comportato "Jane non volevo farti arrabbiare è solo che..." "nessun problema Tommy" "una cosa però di papà non la capisco" i due fratelli guardarono Tommy "come fa a non capire... le donne sono così belle" e fece il gesto con le mani per indicare un seno prosperoso "ma finiscila pervertito" Jane disse ridendo "sarà un pervertito ma ha ragione e dalle ragazze che scegli piacciono anche a te" replicò Frankie sghignazzando "un brindisi alle belle tette" replicò ridendo Tommy, così brindarono.
Jane era felice della sua famiglia, le stavano vicino, sempre, erano la sua roccia.
"senti a proposito di tette" "dai Frankie ti prego contieniti almeno tu" risero nuovamente "ok hai ragione, mamma mi ha accennato della dottoressa" " a riguardo di cosa?" chiese Jane fingendo indifferenza "cosa è successo fra di voi?" Jane si girò quasi di scatto "perché Ma che ti ha detto?" "niente che tu non mi abbia appena detto con la tua reazione" "ti sei fatta la dottoressa? bella mossa Jane" "finitela tutti e due, un po' di rispetto per favore" "ti sei presa un bella cotta eh!" "cavoli ho visto le foto è uno schianto, ti capisco Sis, io non avrei resistito, ci avrei provato sicuro!" "Tommy tu ci provi con tutte" "ed invece tu sei selettivo si si" "finitela! Maura è..." si fermò sospirando "cavoli te la sei presa di brutto" "Tommy molla, Jane che è successo?" bevve un sorso di birra, lungo. I fratelli rimasero in attesa, seri capendo che la cosa era più grossa del previsto. Angela lo aveva detto a Frankie.
"non lo so ragazzi, lei è... dolce sexy intelligente, ma un vero casino di donna" "ti sei innamorata di brutto eh?" "ohoo Tommy! …... Si direi di si" "e allora perché sei tornata subito perché non..." "Frankie perché lei …. non credo mi ami" "che cacchio vuol dire non credo!" insistette Tommy "ve l'ho detto è complicato! Mi ha detto che mi amava e poi se lo è rimangiato ed ero stanca, stanca di... vorrei solo qualcuno che mi ami così punto e basta, è così complicato? Sono così difficile da amare?" "sei un bel casino si!" "TOMMY" dissero in coro "che c'è è un casino ma io la adoro no? Quindi sei amabile e se lei non ti vuole è una idiota!" "giusto, sarà tutto quello che dici ma è lei che ci rimette!" la incoraggiò Frankie "ed il sesso come era?" chiese Tommy esaltato " non risponderò mai a questa domanda" disse arrossendo involontariamente, immagini di Maura nuda o nella loro intimità le apparirono come un flash "ohoo sei diventata tutta rossa sorellona... accidenti così favoloso?" "andate al diavolo!" risero di gusto i due fratelli, mentre Jane si alzò dal divano imbarazzata "dai Janie, mica volgiamo i particolari, solo un punteggio" "no io i particolari li gradisco" "sei uno schifoso Tommy finiscila! e comunque dirò solo che... mai fatto meglio di così" "ohooo" dissero in coro facendosi spallucce ridacchiando come due ragazzini "lo sapete si che non siete più quindicenni? non vi dirò mai più nulla"
i ragazzi scherzarono ancora un po' con Jane facendola ridere, poi arrivò per Frankie l'ora di andare, doveva entrare in servizio pomeridiano e così salutò e se ne andò.
"ci sentiamo Jane, se hai notizie fammi sapere" "certo, ma credo che prima di lunedì ormai, niente" "andrà tutto bene" Jane sorrise, Frankie uscì.
Tommy era sempre seduto sul divano, a guardare la tv, mentre Jane stava riordinando il disastro fatto in cucina.
"potremmo andare in Florida sia?" "Pà è sempre lì?" "si non se la cava male" "non credo che sarebbe un'ottima idea, non per me almeno" "magari riuscireste a riallacciare i rapporti no?" "Tommy io ti capisco, ma tu cerca di capire me, mi ha detto delle cose orribili e ci ha abbandonato, ha lasciato la mamma per farsi delle ragazzine in Florida, forse tu lo vedi come ..." "Jane non sono scemo so cosa ha fatto e so che cosa sta facendo, è solo un uomo! Ed è mio padre" "ed è bello che tu la veda così, ma io preferisco stargli lontano!" "la California mi sembra un po' troppo lontana" Jane rise, "vedremo ok, ma cercherò un posto caldo magari la fortuna gira"
Il campanello suonò ed Angela appena rientrata dal lavoro, si avviò ad aprire con ancora indosso il cappotto, stupita che qualcuno suonasse, non aspettava nessuno ed i suoi figli avevano tutti la chiave.
Guardò dallo spioncino, rimase incredula "accidenti" sussurrò e aprì svelta la porta
"salve" "buona sera signora Rizzoli?" "buona sera a lei, la dottoressa Isles vero?" "si signora, Jane è qui?" "no mi dispiace tesoro, ma prego accomodati un attimo" "grazie signora" "ti prego chiamami Angela" "volentieri, ma lei mi chiami Maura" "ne sarei felice, allora cercavi Jane?" "si, speravo di poterle parlare" "non abita qui da alcuni anni ormai, scusa lascia che mi tolga questo cappotto"
"stava uscendo? Mi dispiace aver disturbato" "o no cara sono appena rientrata dal lavoro, posso offrirti qualcosa?" "no sign.. Angela vorrei solo parlare con Jane se posso" "capisco, sai quando è tornata, così a sorpresa, era abbastanza provata"
Angela si spostò verso la cucina, preparando due bicchieri di acqua " posso immaginare, lo eravamo entrambe" "Jane dice che tendo ad impicciarmi troppo degli affari suoi, e credimi Maura adesso sto cercando di non farlo" bevve un sorso d'acqua "ma vedi sono una madre e nessuna madre vuol vedere i propri figli soffrire" " sono qui per rimediare" "questo è bello, Jane ne ha passate tante, sopratutto da quando suo padre... non l'ha mai capita, e quando lei ha finalmente trovato il coraggio di dirgli che amava le donne lui... l'ha usata come scusa e se ne è andato, si sente ancora in colpa, Jane è così, io non volevo più stare a Boston ero così arrabbiata e avevamo problemi e lei ha subito trovato una soluzione e poi quella Melanie, ed il lavoro e... è una donna forte, ma come tutti ha bisogno di essere amata" "io, vorrei parlarle, vorrei spiegarle i miei sentimenti, voglio provarci veramente, per me non è mai stato facile, ma sua figlia è un tornado e sono stata travolta" disse sorridendo, Angela fece lo stesso, Maura bevve un sorso della sua acqua.
"può sembrare una ragazza forte la mia Janie, e lo è ma i sentimenti... ama con forza è vuole quella forza in cambio ed è così risoluta e testarda" "oh questo l'ho capito, ma adesso sono qui per rimediare, spero mi dia un'altra occasione, deve capire sign... Angela che avevo una vita prima di Jane, una routine rassicurante e lei è arrivata in un momento in cui la routine era la mia ancora di salvezza ma..." "mia figlia è un tornado che ti ha travolto" "si uno tsunami!" risero "devo essere sincera Angela, Jane inizialmente..." "ha cercato di resisterti!?" "le ha parlato?" Angela scosse la testa "conosco mia figlia!" "per essere sincera fino in fondo io sono stata il terremoto che lo ha scatenato, e all'arrivo dello tsunami Jane, io ero veramente spaventata" "ma adesso sei qui!" "si adesso sono qui"
Angela aprì un cassetto, estrasse un foglio di carta ed una penna e scisse qualcosa "ecco tesoro questo è l'indirizzo di Jane, dovresti trovarla in casa" Maura prese il foglietto con un grande sorriso "grazie veramente grazie" "ricorda è testarda" "oh lo sono anche io!"
Maura uscì dal piccolo appartamento ben arredato e curato, piena di speranza.
Il campanello suonò.
"Tommy vai ad aprire che ho tutte le padelle in mano" "eh tutte! neanche avessi cucinato per un reggimento" si alzò dal divano sbuffando ed aprì la porta "wow salve posso aiutarti?!"
Maura era chiusa nel suo cappotto nero, dalle quali sbucavano solo poche gambe e scarpe nere con il tacco, la borsa a spalla e grandi occhi luminosi "oh salve, cercavo Jane abita qui vero?" "tu sei?" "io sono..." "MAURA?" praticamente gridò Jane dalla cucina dietro il bancone da dove era emersa al suono della sua voce.
"ciao Jane!" "questa è Maura?" Jane rimase immobile le due donne si fissarono, Maura aveva uno sguardo dolce e in quel cappotto sembrava piccola piccola.
"Cavolo sis è uno schianto" "Tommy! Non fare il cretino" "Tommy? Credevo che tuo fratello si chiamasse Frankie" "è sempre così di me non parla, sono il fratello casinista mica il suo cane poliziotto" "Tommy! non è il momento, non c'è stata l'occasione di parlare molto della famiglia Tommy!" "oh già!" sogghignò "posso entrare?" "ma certo chi lascerebbe una bellissima donna come te sulla porta vero?"
Maura non si mosse continuava a guardare Jane, immobile aspettando che lei le desse il permesso "avrei bisogno di parlarti, di due cose molto importanti, posso entrare Jane?" "si...ve bene certo, entra" Maura varcò finalmente la soglia dell'appartamento di Jane "è carino questo posto" "grazie è piccolo ma per me va più che bene e l'affitto è buono" "vuoi toglierti il cappotto?" chiese Tommy ansiosi di vedere cosa c'era sotto "oh grazie si volentieri qui c'è molto caldo"
appoggiò la borsa sul divano e si sfilò il pesante cappotto "porca miseria sei uno schianto" Maura sorrise per niente imbarazzata, ma guardava Jane che era rimasta senza fiato "grazie Tommy"
Maura indossava una maxi camicia celeste che stringeva in vita e che a stento copriva metà coscia, calze nere e tacchi altissimi
"si grazie Tommy" ironizzo Jane "vuoi qualcosa da bere?" disse flirtando sempre più vistosamente "sei gentile Tommy, ma per ora sto bene così, ma vorrei da te un grosso favore, immagino di potermi affidare a te" "oh si bellezza chiedi pure a Tommy non ti deluderò!" Jane sbuffo e si mosse da dietro il bancone, vedere Maura era già stato scioccante vederla vestita così decisamente destabilizzante, ma dover sopportare che suo fratello ci provasse no, era troppo.
Maura osservò il movimento di Jane e quando la vide avvicinarsi, si ammutolì.
Jane aveva dei pantaloni sportivi neri con le tre bande laterali bianche e la scritta del marchio su un lato, fascia elastica alle caviglie e vita bassa dalla quale sbucava l'elastico dei boxer, una canottiera bianca che era salita un po', scoprendo una porzione piccola di pancia e la giacca corrispondente nera con il cappuccio, aperta, capelli sciolti selvaggi, come piacevano a lei
Maura sospirò.
"allora splendida Maura cosa posso fare per te?"
Jane maledisse mentalmente Tommy, quell'idiota aveva appena interrotto un momento magico, ma Maura non si scompose, si avvicinò a Tommy sorrise in modo molto sexy, Tommy quasi arrossì, aveva una espressione giuliva, Jane pensava da demente!
"adesso ho proprio bisogno che tu faccia una cosa per me che solo tu puoi fare" "certo!" "vorrei parlare con tua sorella, dovresti andartene e lasciarci soli"
l'espressione di Tommy mutò, anche quella di Jane che quasi scoppiò a ridere "sarebbe per me molto importante, te ne sarei grata!" "oh si certo capisco"
Tommy afferrò il cappotto ed uscì dall'appartamento alla velocità della luce, non mancando di ammiccare a Jane
"cosa cavolo, come cavolo...!" "è divertente tuo fratello, non so se hai notato ma aveva un principio di erezione" "cos.. blee" "non ha la tua classe, ma potrebbe far divertire molte donne!" "oddio no ti prego questo è troppo, sorvoliamo" "certo scusa! Ma è stato efficace non trovi? Come il tuo abbigliamento, sei tremendamente attraente!" "io grazie, tu non sei da meno accidenti, MA non voglio parlare di questo, perché sei qui Maura?" "sono qui, come ti accennavo per due motivi importanti, il primo è che la tua sospensione è finita..." "questo lo so, anche se aspetto l'ufficialità, non mi hanno ancora chiamato dal distretto!" "c'è molto di più Jane" "so che è stata tua madre, aspettavo la notizia ufficiale e poi l'avrei chiamata, ma se sei qui perché credi che torni a Boston, devo contraddirti il bastardo è amico del capo della omicidi e..." "non è così Jane, lascia che ti spieghi, mia madre è intervenuta si per chiudere il procedimento contro di te, ed è stato un bene, mia madre ha scoperto che aveva intenzione di usare il tuo caso come indice di brutalità della polizia" "COSA?" "calmati Jane glielo abbiamo impedito" "lo avete impedito? tu cosa c'entri!" "ho chiesto a mia madre, per essere esatti, mi ha chiesto se volevo che intervenisse, ne sapeva molto più di me sulla tua situazione!" "certo, non si assume un' agente violento se non si sa come è andata la storia" Maura annuì
"ti ha fatto terra bruciata, non troveresti nessuno disposto ad assumerti, l'accordo che ti proporranno sarà di licenziarti, ma dopo un'aspettativa di un massimo di 12 mesi" "licenziarmi? Quel bastardo! e come dovrei fare se nessuno vuole assumermi, cazzo e tu sei venuta a darmi la bella notizia?" disse profondamente arrabbiata "la buona notizia è che il capo della omicidi di Boston è cambiato!" " e secondo te ho una possibilità?" chiese con un filo di speranza" "no, hai un lavoro!" "Maura di che cavolo stai parlando, ti prego puoi essere estremamente chiara?" "con molto piacere, Korsak è stato promosso, come primo vero atto come capo della omicidi ti riassume, non è stato facile convincere i suoi superiori e ci sono delle condizioni che dovrai accettare una è che dovrai aspettare almeno un mese prima di iniziare il lavoro" "un mese? Un mese e potrò di nuovo lavorare?" "ci saranno delle condizioni Jane devi parlare con Vincent" "qualsiasi cosa qualsiasi, anche dover sistemare l'archivio, fare lavoro di scrivania per un anno, no facciamo sei mesi, oddio ma è fantastico"
Jane saltellava come una ragazzina al luna park
"aspetta ma tu cosa, come lo sai?" l'altra sera ho chiamato Korsak volevo aiutarti, gli ho spiegato quali erano le novità, speravo potesse tentare ancora con il suo capo, ma Sorpresaaa mi ha detto che aveva lui il posto ed è stato così gentile da darmi il compito di informarti!" "io.. io... cazzo la fortuna sta girando... un mese capisci un mese!" "è bello vederti sorridere" "dobbiamo festeggiare, dovrei avere del vino aspetta"
Jane si voltò e sparì dietro la cucina cercando in qualche sportello in basso, rovistò per un po' chiedendosi che diavolo stava facendo, festeggiare con Maura? Era in casa sua da cinque minuti e già era in confusione! Doveva decisamente calmarsi.
e finalmente Maura ha trovato la forza di affrontare Jane, certo è stato più facile avendo buone notizia da darle, ma ora come reagiranno le due donne alla seconda e per noi più importante questione da affrontare? come e cosa dirà Maura? e Jane riuscirà a perdonare?
commenti sempre ben graditi... grazie a chi commenta sempre, anche se non rispondo vogliono dire tanto xxx
