per la serie dove eravamo rimaste? Maura guida fino a New York per parlare con Jane, le deve dire due cose, una è che Korsak che è diventato capo della omicidi la riprende con se, con qualche condizione, ma Jane è su di giri, cerca del vino o qualsiasi cosa per festeggiare, ma mentre cerca negli sportelli della cucina si rende conto che maura in pochi minuti le ha stravolto di nuovo la vita, in pochi minuti e poche parole Maura ha già distrutto tutte le sue difese... sa di doversi ricomporre... ci riuscirà? qual'è la seconda cosa che Maura è venuta a dire?

Ok forse questa risposta è facile, ma come andranno le cose?... questo capitolo è pieno di avvenimenti... buona lettura!


Quando Jane si voltò nuovamente Maura era senza scarpe, senza calze e con la camicia un po' sbottonata "Maura? guarda colpa mia, non avrei dovuto dirti... non è il caso, Gesù Maura non puoi presentarti qui, dirmi del lavoro poi... non puoi spogliarti non funziona così!" "hai detto che ne valevo la pena" "Maura io, mi dispiace, ma ho bisogno di..." "ti amo Jane, questa era la seconda cose che ero venuta a dirti, ti amo e ne sono terrorizzata, credevo di saperlo gestire e mi sbagliavo, quando ho capito come mi era uscito mi sono pietrificata, ho avuto paura, paura che come sempre non ne valessi la pena, ma tu hai detto che valgo la pena di tentare, ti amo Jane, ma mi fa più paura questo sentimento che la mafia irlandese"

Jane scoppiò a ridere "ok adesso ridi di me, ma non rideresti se sentissi questa paura che provo, non so come si ama, non so come si fa" Maura aveva gli occhi lucidi, carichi di lacrime, Jane non l'aveva mai vista così, nemmeno durante le minacce, si aveva pianto ma come sfogo, adesso c'era così tanto di più "non so come si fa, questa sono io e..." disse allargando le braccia "NO zitta, tu non sei questo corpo, per quanto bellissimo, sexy e Gesù! tu sei ironica intelligente, dolce passionale oddio sei infinite cose, non solo questo fantastico corpo che se adesso non copri non so più come ragionare!" "ti amo Jane" "che farai quando ti stancherai di me, quando vorrai qualcuno del tuo livello, quando vorrai qualcuno che voglia sempre fare i tuoi giochi?" " è per questo che sei scappata?" "tu ti stancherai di dovermi amare Maura, sono esigente e ho bisogno..." "Jane io ti amo ti amo così tanto" "perché dovrei credere che questa volta funzionerà? Che non ti rimangerai tutto? Perché dovrei credere che non te ne andrai con chi sa darti quello che vuoi?" "perché sei tu quella che voglio, perché per nessuno ho mai fatto questo, perché voglio dimostrarti che ti amo" Jane la fisso duramente "Dio Maura dillo dillo ancora, fai che ci creda" e fece un passo verso di lei, voleva così fortemente crederle, non desiderava altro "ti amo, ti amo Jane ti amo, questi giorni senza te sono stati vuoti freddi inutili come il mio letto, ti voglio nella mia vita, anche il vino senza te non è lo stesso, il cibo non ha sapore, le vite che salvo meno valore, accidenti a te Jane, torna da me-scoppiò in lacrime- ho bisogno di te, trasferisciti a Boston dammi una possibilità di amarti, non voglio perderti TI AMO" gridò tra le lacrime, Jane le strinse forte a se, le mani le rivestirono la schiena, le labbra coprirono la sua bocca, la lingua fu come ossigeno... ohoo il bacio.

Jane assaporò le labbra di Maura, il sale delle lacrime, il corpo caldo e tremante, la toccava la stringeva, si sentiva come se Maura fosse la corrente elettrica che la rigenerava, come una scarica potente e il suo cuore ripartì.

La spinse contro la porta del suo piccolo appartamento, Maura mugolò di piacere a questa passione, a questo gesto, ma si sentiva fragile " ti amo Jane" Jane le baciava il petto le baciava il collo, poi le sussurrò all'orecchio "Ti amo anche io, ti amo così tanto e Ti voglio Maura ti voglio adesso" "si Jane si" Maura prese il viso di Jane tra le sue mani "anche qui e subito se mi vuoi"

Jane fece scivolare una mano sulla coscia di Maura mentre si baciavano, quando salì sul fianco per toccarle il sedere sentì la pelle nuda "cazzo Maura sei senza mutande!" "non ho biancheria affatto, ero pronta a tutto pur di riaverti, il gioco sporco faceva parte dei piani" "oh si sei una sporca sporca ragazza" detto questo la toccò nell'umidità delle sue pieghe sentendo il duro del clitoride "e sei così bagnata"

Maura ansimò al tocco e alzò la gamba che afferrò Jane alla vita, Jane la penetrò "sto per averti, sto per farti venire qui contro la porta sulla mia mano" dicendo questo cominciò a muoversi dentro di lei, Maura chiuse gli occhi per un attimo poi li riaprì e si sganciò tutta la camicia, i pochi bottoni rimasti, lasciandosi ammirare di Jane

"sei molto più di questo per me Maura, molto di più!" "amami Jane amami non ho più paura ora che sono tra le tue braccia"

Maura chiuse nuovamente gli occhi lasciandosi amare, lasciando Jane far fremere il suo corpo, per la prima volta lasciò qualcuno entrare fin nel suo profondo, felice e consapevole, si aggrappò alla donna che amava nuotando nel mare del suo godimento, nuotando nell'oceano dei suoi sentimenti sapendo che con Jane non sarebbe potuta annegare, viva, si sentiva così viva e stretta a Jane appoggiata a quella porta venne sussurrando a Jane che la amava e che lo avrebbe fatto per sempre.

Quando l'orgasmo si placò, Jane la baciò dolcemente, Maura si strinse a Jane e pianse "Maura amore, cosa succede?" Jane con un dito alzò il viso di Maura dal mento, oltre alle lacrime vide un sorriso "Ti amo Maura" la donna ripose tra i singhiozzi" "ti amo, non sono mai stata tanto felice" "sfida accettata mia signora!"

Jane prese Maura in collo, le sollevò le gambe con il suo braccio sotto le ginocchia, un piccolo grido di Maura, una risata e la porta di camera si chiuse.

Non uscirono di casa per quattro giorni, Jane chiamò solo Korsak, la sera del secondo giorno, avvertì Frankie che stava bene e spense il cellulare, decisa a recuperare i giorni persi, entrambe decise a donarsi ed ad aprirsi senza paure.

A New York tutto poteva essere consegnato a domicilio, così pizze, cibo cinese, tailandese, italiano, i classici hamburger, ovviamente anche insalate e piatti vegetariani, quando Maura sentiva di doversi purificare, ma non si mossero di casa.

Fecero l'amore ovunque in quel piccolo appartamento, Maura capì che anche se legava le mani a Jane o la obbligava al silenzio o facevano qualche gioco, di quelli che piacevano a lei... era sempre amore, se ti ami che sia passionale, dolce, impetuoso, delicato: è sempre amore!

Jane sentì per la prima volta un vero equilibrio tra loro, poteva stringere Maura all'improvviso e toccarla e baciarla e scherzare con lei, senza retro pensieri, senza regole da considerare se non quelle del rispetto reciproco.

Parlarono anche, parlarono tanto, era facile per loro farlo, Maura parlò del periodo all'università, e dopo quando incontrò un uomo che le fece conoscere il sesso dominante, raccontò dei numerosi amanti che ebbe nei locali dove andava, alla ricerca di anonimato e sesso, il senso di solitudine che provava, e che aveva sempre provato anche da piccola, fino all'arrivo di Jane.

Jane raccontò dei suoi fratelli e della loro infanzia insieme, del rapporto conflittuale con suo padre, del dolore del rifiuto subito, del silenzio, dell'abbandono, del senso di inadeguatezza che sua madre con forza l'aveva aiutata a superare con quell'amore, ingombrante, che certe volte era la sua salvezza, ma fece promettere a Maura di non rivelarglielo mai!

Maura si sentiva a casa, con Jane, ed ogni istante di quei giorni sembrava perfetto e nessuno lo avrebbe rovinato, così dentro di se fu certa che voleva Jane per tutta la vita.

Strette sotto le coperte, Maura stava sperimentando il dono della dolcezza, baciava dolcemente Jane, era stretta in un abbraccio e le baciava le mani i polsi le braccia, così riuscì a trovare la voce "vieni a vivere con me?" "come?" "devi trasferirti a Boston ed è più semplice se vieni da me, abbiamo già vissuto insieme ricordi?" "si ma, così sarebbe diverso" "non voglio impormi..." "tu che ti imponi con me?" Maura le diede un piccolo pugno sul braccio "oh finiscila, sono seria, perché dovresti spendere soldi per un appartamento?" "ti preoccupi delle mie finanze?" " se non la smetti mi costringi a maniere estreme" "oh di nuovo? Mi fanno male i polsi e credo di aver bisogno di mangiare" Maura rise " non parlavo di sesso, ascolta - si mise seduta sul letto - ok Jane, io vorrei che tu venissi a vivere con me perché ci amiamo e non voglio perdermi un attimo del tempo che possiamo passare insieme, abbiamo dei lavori impegnativi che ci porteranno così tanto fuori casa, non sprechiamo questa possibilità!" Jane la vide, forte nella fragilità, piena di speranza e futuro

"dove è finita la tua paura di una storia importante?" Maura ruotò la testa e la guardò con dolcezza "ancora qui ma non la lascerò scegliere per me, voglio vivere con te e se tu mi vorrai anche tutta la vita...- sopirò appoggiando una mano sulla bocca- troppo in fretta troppo impegnativo?"

Jane si sedette sul letto di fronte a Maura "dove diavolo è finita la dottoressa Isles che ho conosciuto settimane fa?" sorrise "qui, innamorata follemente di te!" Jane le diede un piccolo bacio "oh vedo, quindi che stiamo facendo esattamente?" "direi che domani cominciamo ad imballare le cose, quelle più importanti, poi io chiamerei una ditta che faccia il resto del lavoro, i mobili sono tuoi o erano già qui?" Jane la guardò divertita "alcuni mobili li ho comprati io, sono miei" "bene li segneremo, magari ci faremo delle foto e diremo alla ditta di smontarli e portarli a Boston, troveremo una soluzione per utilizzarli, questo week end torniamo a Boston, lunedì devo rientrare a lavoro, così tu potrai chiarire con Korsak tutti i dettagli e fare le pratiche che occorrono" "sei veramente sexy quando sei così decisa, ma hai pensato alla mia famiglia?" quasi arrossì, la dolcezza che stava mostrando era la cosa più bella che Jane avesse mai visto "oh a quello non ho pensato accidenti scusa, beh che intenzioni hanno, torneranno a Boston?" Jane sospirò "non lo so dovrei parlare con loro, spiegare cosa sta succedendo, dire loro che..." "andrà tutto bene amore"

L'aveva chiamata amore "si!" sapeva che sarebbe andato tutto bene

Maura spinse dolcemente Jane sul materasso, salì sopra di lei e la baciò "allora vieni a vivere con me?" "non vorrei altro, Maura, ho intenzione di fare di tutto per passare la mia vita con te" "mhmmm, mi piace come vedi le cose" Jane la strinse a se "davvero dottoressa? E che ne dice di un po' di amore e poi ordiniamo una pizza?" "cinese!" "si mia signora tutto quello che vuoi" la baciò "oh gatta, lo sai che farei qualsiasi cosa per te? Anche eliminare la stanza segreta!" "lo faresti?" "certo ho te, non mi serve altro" "io...io non credo di volerlo" Maura rise di nuovo, Jane adorava la sua risata "ok allora resterà lì finché ci andrà di usarla" "pensavo finché non saremo così vecchie che fare le sale sarà troppa fatica"

Maura rise ancora, Jane spinse Maura supina sul letto "ora mia signora, visto che sto per trasferirmi pensavo di amarti così tanto da non preoccuparmi se i vicini verranno a lamentarsi... di nuovo"

Jane cominciò a baciare il collo di Maura che mugolò in apprezzamento, poi però spinse Jane a sua volta "vorrei che stavolta sentissero te"

Maura cominciò a baciarle il collo, le mani vagavano sulla pelle liscia, poi sentirono battere furiosamente alla porta "cacchio non abbiamo ancora cominciato" "stanno bussando alla porta?" "no direi più un tentativo di sfondarla, aspetta qui tesoro, non muoverti"

Maura adorava i vari nomignoli che Jane le dava, annuì e sorrise, mentre il suo detective si rivestiva velocemente con un pantalone ed una canottiera nera

"apri questa dannata porta Jane o giuro su Dio che la abbatto" "arrivo arrivo, calmati" "calmati? Mi ha detto calmati?"

Jane aprì la porta e come un tornado sua madre ed i suoi fratelli entrarono in casa "ehi che diavolo succede perché siete tutti qui?" "come ti viene in mente di spegnere il telefono per quatto giorni senza farti sentire da tua madre?" "ho mandato un messaggio a Frankie, non glielo hai detto?" "certo ma era tre giorni fa e diceva solo: mi prendono a Boston tutto bene vi faccio sapere io!" "un po' poco direi che sta succedendo? Perché questo isolarti? Stai bene Janie?" "benissimo Ma, ragazzi sto bene, perché non andate, ci vediamo domani ok e vi racconto tutto" "dov'è Maura? È successo qualcosa?" Angela era chiaramente in ansia "si Jane la fichissima dottoressa dove è finita?" "qui Tommy"

tutti si girarono per vedere Maura con indosso alcuni abiti sportivi di Jane "buona sera a tutti" Tommy sorrise un po' divertito "stanno meglio a lei che a te Jane" "Tommy sta zitto, Maura, sei qui?" "si Ma è qui, come puoi vedere" "siete state quattro giorni rinchiuse in casa? Cazzo tutte le fortune a lei" "Tommy sta zitto" dissero in coro le donne Rizzoli, mentre Frankie fissava Maura "piacere io sono Frankie" "piacere mio, ho sentito molto parlare di te" "oh spero bene" "direi di si" si sorrisero

Angela superò i figli imbambolati "oh cara lascia che ti abbracci" strinse la donna nella sua morsa che sorprese Maura e le tolse il fiato "Mà, lasciala per favore... MA'!" "volevo solo abbracciarla" Maura recuperò fiato "sono felice che abbiate risolto, ma Jane sono molto arrabbiata con te, quattro giorni senza sentirti ero preoccupata a morte, non sapevo cosa era successo, se stavi bene, cosa dobbiamo fare adesso?"

"io devo essere a Boston per lunedì!" "e noi Jane?" chiese Frankie un po' arrabbiato "parlerò con Korsak se vuoi trasferiti a Boston" "se voglio? Ma cosa credi che vogliamo fare!" "lo sai che veniamo tutti con te!" disse Tommy continuando a guardare Maura che si era versata un bicchiere d'acqua "domani chiedo subito il trasferimento a Boston, speriamo che Korsak possa aiutare anche me, tanto qui non ho speranze" "io ho sentito un vecchio amico che ha una ditta idraulica, mi prenderebbe come apprendista, potrei nel frattempo studiare per l'abilitazione e riaprire l'azienda di famiglia che ne dite?" "Tommy è una grande idea sono molto orgogliosa di te" Angela lo abbracciò "sono stupita Tommy quando l'hai pensata?" "già, lavorare e studiare, è un grosso impegno" Frankie era scettico, ma Angela lo difese subito "certo, ma sono sicura che può farcela, magari Janie inizialmente può vivere con te! Hai già un appartamento?"

Jane e Maura si guardarono "Mà io vado a vivere con Maura" i fratelli fecero dei mugolii di approvazione "oh capisco, ma non è affrettato? Visto che in fondo, insomma state insieme da poco?" "Angela capisco la sua titubanza e la rispetto, ma pensiamo che sia la soluzione migliore" "ne abbiamo parlato Mà davvero" "avete anche avuto tempo per parlare?" "Sta zitto Tommy!" dissero tutti i Rizzoli in coro, Maura rise "possiamo comunque aiutare Tommy a cercare un buon appartamento, ho un'amica che ha una agenzia immobiliare, sono certa che saprà aiutarci" " si ma dille economico" disse Jane ironica "ecco vedi Jane si sta sistemando tutto" Angela era speranzosa mentre accarezzava le braccia della figlia in sostegno e calore.

si guardarono tutti un po' annuendo, ricominciare tutto daccapo, era dura, ma sapevano che insieme ce l'avrebbero fatta.

Maura guardava quella famiglia così unita, così forte, sperava che l'avrebbero accolta e amata nello stesso modo, era esattamente quello che aveva sempre desiderato.

Quel giovedì sera mangiarono tutti insieme, Angela cucinò per tutti poi verso le dieci la famiglia Rizzoli lasciò l'appartamento

"Maura sei ancora sicura di volermi nella tua vita?" disse tra il divertito ed il serioso richiudendo la porta all'uscita dei suoi "perché non dovrei! Non essere sciocca" "se prendi me hai loro, siamo un pacchetto completo e direi pesante da digerire" "la tua famiglia? Io li adoro tutti, siete una famiglia bellissima, io vorrei farne parte!" "oh lo dici ora ma aspetta di conoscerli meglio eh! e ti avviso se il mio fratellino non la smette di fissarti in quel modo... giuro lo uccido" Maura rise "è tenerissimo, ma oltre a guardarmi dubito che tenterebbe qualcosa di irrispettoso, sopratutto nei tuoi confronti, ti adora!" "chi Tommy? Ma va!" "oh amore veramente?" si sedettero sul divano, Maura prese le mani di Jane " è bastato il tuo messaggio a Frankie e subito si è attivato per cercare lavoro a Boston, quel ragazzo morirebbe per te, come Frankie e tua madre ovviamente!"

Jane strinse Maura, la baciò sul collo respirando il suo odore, e ad ogni respiro la pelle di Maura si riempiva di brividi, ma sentì una scossa alle parole sussurrate da Jane "Dio sei da sposare, ti sposerei anche adesso" "potrei anche prenderti in parola!" Jane tirò su la testa "cosa? Per cosa" Maura guardò Jane dubbiosa "per quello che hai detto" "io?" "oh non farlo Jane non è un bello scherzo!" "no giuro non so di... oh mio DIO, l'ho detto ad alta voce?" "sussurravi sul mio collo che è decisamente una delle cose che preferisco nei preliminari!" sorrise ammiccando "lo pensi Jane, lo pensi veramente?" "ok, ma non ti spaventare" Maura rise nuovamente "tu mi sorprendi gatta ricordatelo, ma non mi spaventi più!" "ok si credo, non dico proprio adesso adesso, dopo quello che ci è successo poi, cioè potrei anche farlo, ma voglio dire, non è una cosa da affrettare, sposarsi è roba seria" "serissima!" "mah quello che provo io adesso per te... se tu volessi...legarmi a te, promettermi a te... sarebbe la cosa più bella ecco"

Maura rimase seria immobile guardava Jane la scrutava "ecco ti ho spaventata, voglio dire se non sei da matrimonio, ok nemmeno io, voglio dire prima chi ci aveva mai pensato" "sta zitta" Jane tentò di parlare "zitta Jane! Mi devi lasciare riflettere... non ho mai pensato di sposarmi.. shss... ho sempre pensato che non fosse per me, non ero interessata all'argomento -sorrise- ma lo sai benissimo, non fare la sciocca, ti sposerei subito, qui, chiama un officiante e voilà, diventerei tua moglie subito..." Jane le saltò addosso, la sdraiò sul divano una di fronte all'altra "non ho finito Jane" "dopo, dopo continuerai a parlare, dopo pianificheremo tutto tra 6 mesi, un anno, due come vuoi tu"

Maura rise tra le braccia di Jane che la baciava, accarezzava, strizzava divertita e dolce.

Maura alzò la canottiera di Jane quel tanto che bastava per scoprirle l'addome e cominciò a baciare la pelle scolpita, Jane sospirava, tra i baci umidi e dolci, guardava la donna che amava, dimostrarle amore vero.

I baci scesero, le mani tirarono lievemente l'elastico dei pantaloni, abbassandoli e raggiungendo il pube.

Jane sfilò la maglietta scoprendo così il suo seno sodo e perfetto. Maura la guardò e poi strinse i seni nelle sue mani "così perfetti" Jane arrossì "non li vorresti più grossi tipo i tuoi?" "oh no vedi? Perfetti per le mie mani" Maura continuò a massaggiarli eccitando il capezzolo "sembrano fatti apposta, sono perfetti Jane perfetti per me"

continuando a toccarla con delicatezza si baciarono. Jane fece scivolare la mano sotto la maglietta che Maura indossava, la sensazione di seta della pelle di Maura l'avrebbe mai stancata?

Maura si mise a cavallo di Jane che la afferrò per i fianchi, anche la maglia di Maura finì sul pavimento del salotto.

Jane prese i seni prosperosi di Maura tra le mani "oh si più che perfetti!" "finiscila" "no bambina ho appena cominciato, vieni qua, non riesco a smettere di avere voglia di te" Jane si alzò con la schiena a strinse Maura a se, seni premuti insieme "non ci provare, ricominceremo da dove siamo state interrotte, sarai tu a far lamentare i vicini ed io... mhmm voglio sentire te lamentarti, ho tanta fame di te gatta"

un bacio e poi Maura spinse delicatamente Jane sui cuscini del divano facendola sdraiare.

I pantaloni di entrambe seguirono le maglie sul pavimento.

I gemiti riecheggiavano forte nella stanza, quasi a coprire il rumore delle dita che penetravano dentro Jane che a cosce aperte si stava facendo amare, lasciandosi completamente al piacere che Maura le stava dando, succhiandole e leccandole il clitoride, piegando le dita dentro Jane tormentando il punto di maggior piacere, facendola contorcere e a fatica non gridare.

Jane si teneva ai cuscini, occasionalmente teneva la testa bionda tra le sue gambe, Jane si sentiva in estasi "voglio sentirti Jane, voglio sentire il tuo piacere" "mhmmm ohooddio... mhmmmauraaaa mhmmmm siiiiii ohoooo" si amore si, vieni amore sei mia dillo che sei mia solo mia Jane" "siii si ohoo mhmmmmaura si tua oh si sto..." "lasciati andare voglio sentirti Jane" i colpi aumentarono, il pollice massaggiava il clitoride, con l'altra mano afferrò un seno, la bocca ora sull'altro, i corpi sudati e Jane gemette forte, si lasciò trasportare dal forte orgasmo, che solo Maura sapeva darle. Gridò forte a Dio, gridò forte che era di Maura.

Con l'ultimo spasmo di piacere Maura salì su Jane "non resisto amore, non resisto" Jane alzò la testa e vide Maura spostarle la gamba e cominciare a cavalcarla, le loro intimità bagnate dal piacere a contatto, il clitoride di Jane era così eccitato che dai primi movimenti Jane si sentì nuovamente accesa

Alzò la schiena e prese Maura tra le braccia "cosa mi fai Jane cosa mi…. ohoooddio non resistevo più" " sei così bagnata e fantastica, cazzo Maura sto godendo ancora" Jane la stringeva per i fianchi per accrescere il ritmo, per aumentare l'attrito tra le loro intimità " perdo il controllo con te Jane" disse affannosamente " ti amo Jane ti amo" "dimmelo ancora" "ti amo ti amo amore mio sto venendo mhmmm" "no non venire ancora aspettami piccola aspettami" Maura prese un forte respiro, avrebbe fatto di tutto per Jane lo sapeva bene "cazzo si aspettami così" "stringimi Jane stringimi amore"

Jane la strinse a se, si spostò sul bordo del divano per poter aumentare il ritmo appoggiando una gamba a terra, l' andatura si fece frenetica, l'odore del sesso che avevano addosso era nella stanza, saturandola "piccola mhmmohh vieni piccola vieni con me" "ohoooddio si amore, con te mia Jane mia mia siiii"

le bocche si sfiorarono mentre l'orgasmo le prendeva, le mani di Maura erano perse nei capelli arruffati e selvaggi della sua Jane, che la teneva stretta a se, ancora pochi spasmi che risuonavano umidi nella stanza e le lacrime di entrambe delicate che cadevano sulle loro guance "si mia Jane si sei mia amore.. amore mio" Jane la strinse ancora più forte e sul collo tra i baci le rispose " tutto di me ti appartiene, dimmi che non sto sognando dimmi che sarai sempre qui tra le mie braccia, dimmi che devo smettere di aver paura di perderti" Maura si spostò e la guardò negli occhi umidi "oh Jane non devi aver paura di niente, io voglio stare qui tra le tue braccia, è il mio posto preferito, tra le tu dolci forti braccia, dimmi che non ti stancherai mai di tenermi!" "piccola siamo proprio fatte l'una per l'altra ...rise... hai paura che me ne vada?" "ti sembra così sciocco?" "no ho la stessa paura" "ma io sono tornata da te ma dimmi cosa devo fare di più, qualsiasi cosa per convincerti che voglio te, voglio stare con te e ti amo come mai nessuno" "non smettere di amarmi così con questa forza, non negare mai più che mi..." "oh no mai non.. mai amore mai" "io ti terrò sempre qui, sempre tra le mie braccia, fosse per me rimarrei esattamente così, con il tuo corpo appiccicato al mio"

i loro seni erano ancora premuti insieme, i loro inguini umidi d'orgasmo uniti, i loro corpi madidi e vischiosi sembravano uniti come due ventose.

Rimasero così a baciarsi a stuzzicare il loro piacere lungamente finché le gambe intorpidite fecero troppo male.

Ridendo si alzarono indolenzite, Maura raccolse comunque tutti i vestiti, ed andarono a farsi una doccia. Insieme.


per giustizia vi informo che il prossimo è l'ultimo capitolo... sto lavorando su un finale degno! accetto idee, mi manca proprio la scena finale...

fatemi sapere cosa pensate di questo e se vi aspettate qualcosa in particolare... magari mi ispira^_*

xxx