Disclaimer: i personaggi contenuti in questa storia non mi appartengono, sono proprietà di Eric Kripke e degli aventi diritto. Non ricavo alcun profitto.
Capitolo VIII
"NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!" Sam si svegliò di soprassalto, nella sua mente ancora si affollavano le immagini del suicidio di Liz. Tutto sembrava così reale... l'aveva forse solo sognato? Si guardò intorno, accanto al suo letto vide Dean che riposava tranquillo e nella stanza accanto, il padre. Dove si trovava? sicuramente in qualche squallido motel. svegliarsi e sentirsi disorientato era diventata la norma per lui ormai.
Sam si alzò e si diresse verso il bagno, era ancora confuso per quanto sognato. Quei sogni lo perseguitavano da diverso tempo, da 2 settimane esattamente, da quando, cioè, aveva lasciato l'appartamento di Liz insieme a Dean prima che arrivasse la polizia. Sarebbe stato troppo difficile spiegare perchè lui e il fratello si trovavano in quella casa e perchè una persona così tranquilla e che adorava i propri figli si fosse suicidata
Dean e Sam si erano diretti nel motel dove michael e logan dormivano ancora tranquilli, ignari della sorte della madre. Il loro primo compito sarebbe stato quello di occuparsi dei bambini per trovare qualcuno che si occupasse di loro.
Sam tornò nella stanza dove Dean ancora dormiva e, coricatosi nuovamente, si mise a fissare il soffitto pensieroso, ma l'immagine di Logan e Michael non lasciava la sua mente...la faccia di quei poveri bambini quando avevano scoperto la morte della madre, e quando erano partiti per stare con la sorella di Liz, che previamente avevano contattato Dean e Sam, ed avevano informato di quello che era successo a sua sorella... per fortuna lei era troppo scossa per riuscire a capire quello che era veramente successo, ed alla fine si convinsse anche lei che Liz si era suicidata per il dolore della perdita del marito...
Dean si girò, e lentamente aprì gli occhi, era evidente che usciva dalla fase REM e stava per svegliarsi...
Dean : Non stai ancora dormendo?- chiese una volta che capì che Sam era completamente sveglio...
Sam : stavo dormendo... ma poi mi sono svegliato e da allora non riesco più a chiudere occhio...
Dean : pensi ancora a Liz?
Sam : come potrei non farlo...
Dean : Sammy, lo so che è difficile, ma non possiamo salvare tutti... anche io sono molto dispiaciuto per quello che è successo, ma...
Sam : da come ti comporti non si direbbe proprio! te ne stai tutto il giorno a mettere a punto quella stupida macchina! nemmeno fosse una persona! siamo tornati qui e l'unica tua preoccupazione era dire a papà che abbiamo fallito e scoprire come avrebbe reagito! cosa t'importa di come avrebbe reagito? e se anche non avesse reagito bene? che importa? ci ha fatto andare lì sapendo che non eravamo pronti ad affrontare quello spirito Dean! siamo andati lì e cosa abbiamo ottenuto? liz è morta e quei due bambini sono orfani adesso!"
dean cercò di mantenere la calma, ma con scarso risultato "sammy piantala, non sai nemmeno cosa stai dicendo! fa parte del nostro lavoro, non sempre può andare bene, non penso che papà ci avrebbe fatto andare lì se non fossimo stati pronti. Lui non gioca con la vita della gente. E' andata così e non possiamo farci niente, dobbiamo solo andare avanti e pensare al nostro prossimo lavoro. E' così che vanno le cose ed è così che devono andare!"
"sei soltanto un ottuso, dean, tu e papà siete uguali." disse sam sconsolato
in quel momento si sentì una voce maschile che proveniva dalla soglia della porta "Ti senti davvero in diritto di dire ciò che stai dicendo Sammy?" si trattava di John
"Papà" Dean si girò di scatto
"Sai, tuo fratello ha ragione Dean, voi non eravate pronti, io ero pienamente convinto del contrario, ma si vede che mi sono sbagliato"
"Non è colpa tua" disse Dean cercando di consolare il padre
"Lo so, e nemmeno vostra... ma ho fiducia che la prossima volta andrà meglio"
"Quindi è cosi!, si volta pagina e basta... Non avevo capito che era cosi che funzionava in questa famiglia!" disse Sam
"Lo so che sei arrabbiato..." iniziò a parlare John
"No io non sono arrabbiato papà, non più almeno, io sono disgustato!, sono capitato in una famiaglia di insensibili, sempre se questa la possiamo chiamare famiglia!"
"e con questo cosa vuoi dire?" chiese John, sempre più infastidito per i commenti del figlio minore
"Andiamo papà, lo sai benissimo"
sam senza rispondere prese la sua borsa e iniziò a mettere dentro i suoi vestiti
"cosa credi di fare sam???" disse sbigottito dean
"faccio quello che avrei dovuto fare già da tempo, Dean! prendo la mia roba e vado a vivere una vita normale, senza mostri, vampiri, creature che qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso non crede nemmeno che esistano!"
John diventò rosso dalla rabbia "tu non vai da nessuna parte!"
"oh sì invece, vado a cercarmi tutto quello che tu mi hai sempre impedito di avere! hai dean, stai con lui, in fondo è lui il tuo figlio ideale: obbediente, che fa tutto quello che tu dici senza fiatare. beh io non sono così e non voglio diventarlo!" disse sam
dean rimase in silenzio ferito dalle parole del fratello minore
"fai come crede sam, ma sappi che se varchi quella porta non dovrai più tornare indietro! non saremo più la tua famiglia!" urlò John e uscì dalla stanza sbattendo la porta
"sam" disse dean cercando di fare ragionare il fratello "ora stai vedendo le cose troppo in luce negativa... vedrai che se ci dormi su ti accorgerai che la situazione non è così grave... sai che papà è capace di fare quello che ha detto. Non buttare via la tua famiglia per stupido orgoglio. Sai anche tu che in realtà ha ragione lui, lui sa cosa è meglio per noi"
"dean tu non capisci. Non esiste solo la caccia al demone. Abbi cura di te Dean..." detto questo Sam prese la borsa ed uscì dalla stanza del motel...
FINE
