Capitolo 2 – Stranger in the night

Siete seduti in una taverna della città, la classica bettola di Tortuga, piena di gente ubriaca e mal messa che barcolla per la sala. Te ne stai lì appoggiata allo schienale della sedia con il cappello basso un po' calato sugli occhi mentre Jack e John fanno uno strano gioco con le carte, tu non partecipi, da circa un'ora hai notato qualcosa, una persona seduta al bancone continua a fissarvi, insistentemente…

"Papà la smetti di fissare il sedere di quella signorina?" tuona con fare di rimprovero la voce di John che continua non curante a mescolare le carte.

"Io non sto fissando proprio niente…" si difende Jack alzando le mani e guardandoti con un'espressione a metà tra il finto innocente e il terrorizzato per la tua reazione…

Tu scoppi semplicemente a ridere…

"L'hai addestrato tu eh? Sei stata tu ad insegnargli a tenermi d'occhio!" ti accusa Jack puntanto il suo dito indice contro di te e facendoti solo ridere ancora di più "TU DOVRESTI ESSERE COALIZZATO CON ME NON CON LEI" sbotta rivolto a vostro figlio con aria esasperata.

"Jack tu hai una mania contro le cospirazioni…non siamo coalizzati contro di te!" rispondi

"Sì che lo siete!" ribatte indispettito lasciandosi cadere sullo schienale, calcandosi il cappello sul viso e incrociando le braccia…

"Certo che sei proprio un bambino…" commenta John senza neanche guardarlo, sempre trafficando sul tavolo con il suo mazzo di carte…

Ti alzi dalla sedia e ti porti dietro alla sedia di Jack passandogli le braccia attorno alle spalle "Forza BAMBINI è ora di tornare alla Perla…" scherzi riportando poi lo sguardo sul tizio seduto al bancone che vi sta ancora osservando con la coda dell'occhio…

"E' da quasi un'ora che non ci perde di vista…" interviene Jack seguendo il tuo sguardo.

"Lo so…" annuisci sistemandoti il cappello "Andiamo…voglio vedere fino a che punto è disposto a rischiare…" concludi e, dopo aver pagato uscite dalla taverna.

John cammina tranquillamente tra te e Jack tu rimani all'erta aspettando qualche rumore o qualche segnale da quell'uomo che prima vi fissava tanto insistentemente…sei nervosa, molto nervosa, lo sei diventata, una volta non eri così, una volta il pericolo ti eccitava e basta, ti dava soltanto una splendida ebbrezza ora accanto a quella c'è la paura per le persone a cui tieni, per John, per il fatto che potrebbe succedergli qualcosa, per il fatto che la "professione" dei suoi genitori non è una delle migliori per assicurargli una vita tranquilla e pacifica…

"No la mia pallina!" in quel momento John su ferma di scatto ed inizia a correre per recuperare la pallina che gli è scivolata per terra dietro di voi…

"John torna qui…" gridi girandoti immediatamente ma ormai lui è partito dietro la sua pallina; lo segui, prima con lo sguardo poi inizi a muovere dei passi veloci nella sua direzione finchè…

"Hai perso questa piccoletto?"

Un tizio, IL tizio quello della taverna, quello che non vi ha mai staccato gli occhi dosso è accucciato davanti a John, ha in mano la sua pallina, una bandana verde, sudicia calcata sulla testa e una giacca logora, marrone sulle spalle, è lì davanti a tuo figlio con un ghigno che scopre molti denti mancanti, lo fissa prima di prenderlo in braccio mostrando davanti al suo viso con la mano destra la sua pallina…

"E' questa che cerchi?" gli dice.

"Mettilo giù." Arrivi a pochi metri da loro, fissi quel povero cane che ora sorregge tuo figlio con il braccio sinistro.

"Sembra che abbiate smarrito questa…" continua lui spostando su di te la sua attenzione.

"Mettilo giù…" ripeti con fare minaccioso, hai la mano sull'elsa della spada senza un motivo particolare, per sicurezza più che altro, sai di non poterla usare finchè c'è lì John…

"Black Truman…e Jack Sparrow…quale onore…" continua imperterrito l'uomo

"METTILO GIU' HO DETTO SE NO…" urli a squarcia gola

L'uomo appoggia John a terra "Ci rivediamo presto ok piccoletto?" gli dice mettendogli in mano la pallina e girandosi per andarsene, ti distrai un secondo per prendere in braccio John che ti è corso incontro e l'uomo è sparito…e non solo lui…ti guardi intorno anche Jack si è volatilizzato…

Sei tornata alla Perla, hai messo a letto John, e la sua pallina, in questo momento sei nella cabina di Jack…seduta su una sedia con la vostra famosa mappa del tesoro finalmente completa, ricostruita davanti a te, una bottiglia di Rum in mano…

Ti alzi per un attimo e ti ritrovi a fissare il mare, fuori da una delle "finestre" della cabina…il mare, il tuo mare, il tuo grande amore, niente hai mai amato più del tuo desiderio di liberta, della tua indipendenza…niente prima di John, prima di Jack.

Sei un pirata senza paura, dovresti esserlo invece stasera hai avuto paura per tuo figlio, quello che ti lascia sconcertata è che non sei nemmeno corsa dietro a quell'uomo, l'hai lasciato andare, in qualunque altra occasione avresti lasciato tutto, impugnato la spada e rincorso quel tipo fino a vederlo morto, per mano tua…

Quella sera no, quella sera hai preso in braccio tuo figlio e hai girato le spalle, forse Jack era sparito per occuparsi di quell'uomo forse no, quello che ti importava era di riavere John lì con te…

Pensi e ripensi finchè non senti la porta che si apre, entra Jack con in mano il suo cappello, ha il viso stanco un brutto livido sotto l'occhio, lo vedi un po' barcollante, ti precipiti verso di lui e gli passi un braccio intorno alla vita per sorreggerlo…

"Cosa è successo?" gli chiedi portandolo verso il letto e facendolo sedere

"Non l'ho ucciso, l'ho chiuso giù in una cella, voglio sapere chi è…" ti risponde lui e tu annuisci semplicemente scostandogli una ciocca di capelli dallo zigomo gonfio.

"Le hai prese stasera vero Capitano Sparrow?" lo prendi in giro alzandoti, ti dirigi verso la tavola a prendi la bottiglia di Rum e un panno abbastanza pulito da un mobile lì vicino…

"Il Capitano Sparrow non le prende mai da nessuno dolcezza!" ribadisce lui.

"Ok ora stringi i denti che brucia un po' ok?" continui sedendoti sulle sue gambe e tamponando il taglio sotto l'occhio con il panno leggermente imbevuto di Rum "E' l'unico alcol che c'è a bordo"

"Ouch…BRUCIA!" si lamenta, finisci di pulire la ferita e lo baci appoggiando le tue labbra alle sue…

"Povero Capitano Malmenato…" scherzi appoggiando la mano sulla sua spalla…

"Ahi…piano tesoro!" esclama lui immediatamente…scosti la camicia e vedi altri graffi sul suo corpo.

Ti alzi recuperando la bottiglia di Rum che hai lasciato sul comodino.

"Spogliati!" gli ordini prendendo un altro panno pulito…

"Dolcezza a quanto pare dovrei prenderle più spesso se ti comporti così…" risponde lui sfoggiando un malizioso sorriso mentre si sfila la camicia oltre la testa…

Torni davanti a lui e senza aspettare una sua reazione sali sul letto mettendo una gamba alla destra di Jack, e una alla sua sinistra sedendoti in braccio…

"Mi dispiace essermi lasciata sfuggire quel tizio…non averlo rincorso…" dici cercando di pulire i graffi sulla spalla…

"Avevi John a cui pensare…" risponde lui appoggiando la testa sotto il tuo mento ed iniziando a baciarti il collo "A quel bastardo ci ho pensato io…" continua senza smettere di baciarti.

"Credevo fossi distrutto dalla rissa Jack, credevo non avessi le forze…" lo provochi…in pochi istanti ti trovi distesa sul letto con le braccia oltre la tua testa, i polsi tenuti fermi da una sua mano, lui è sopra di te con un sorriso diabolico…

"Mi stai mettendo alla prova … (tuo nome)?" sussurra prendendo un pugnale dallo stivale destro e facendo saltare in un attimo con questo tutti i bottoni della tua camicia.

"Fammi vedere cosa sai fare Capitano…" rispondi poco prima di essere interrotta dalle sua labbra insistenti sulle tue.

E' sopra di te, la sua pelle sulla tua, il suo peso sopra ogni centimetro del tuo corpo, annebbiante, provocante, invitante…

Le sue mani ti sfilano prima gli stivali poi i pantaloni mentre tu fai lo stesso, ricadete sul letto di nuovo e fate l'amore, voracemente, fino ad essere distrutti, soddisfatti, appagati…fino ad essere completamente persi l'uno nell'altra, fino ad non avere più fiato per respirare…

"Proporrei di abolire le nostre spedizioni separate…" esclama Jack

Siete a letto tu appoggiata alla testiera, lui tra le tue gambe con la testa appoggiata al tuo petto, giochi con i suoi capelli massaggiandogli le spalle.

"Ah si? Come mai?" rispondi tu avvicinando la bocca al suo orecchio.

"Perché due mesi sono stati lunghi, perché non ho più voglia di stare senza di te e senza John…" continua lui rilassandosi.

"Anche tu mi sei mancato Jack…e sei mancato da morire anche John…aveva una specie…non so una specie di calendario su cui faceva il conto alla rovescia per il giorno in cui saremmo arrivati di nuovo a Tortuga, da te…ci sei mancato tantissimo Capitano" gli dici facendo scivolare le mani sul suo torace.

"Ti rendi conto di cosa mi hai fatto? Mi sono trovato a rifiutare un sacco di donne in questi due mesi, è pazzesco, non le volevo, non mi piacevano, avevo in mente solo te…" esclama lui con un'espressione stralunata…

"Anche io mi sono trovata a rifiutare mille uomini Jack…" lo prendi in giro

"Non mi preoccupo: nessuno ti può soddisfare come lo faccio io" ribatte con una punta di orgoglio…

"Ne sei così convinto?" rispondi facendo la misteriosa

"Ne sono certo dolcezza, assolutamente certo…" commenta altezzoso.

Scoppi a ridere e scivoli lentamente sotto le lenzuola accanto a lui, insieme a lui…

"E comunque Capitano se ti trovo ancora una volta con gli occhi puntati sul fondoschiena di qualche sgualdrina te li cavo con le mie stesse mani…" concludi in tono minaccioso, ricevendo come risposta una risata roca…

"Sei gelosa?" scherza spegnendo l'ultima candela.

"No! Tanto nessuna ti può soddisfare come lo faccio io!" ribatti ridendo prima di appoggiare la testa al suo petto per metterti a dormire.