"Vi ho già detto che non vi stavo seguendo, e che non so di cosa stiate parlando".
Siete nelle celle della Perla, tu e Jack state interrogando quell'uomo, quello che la sera prima vi aveva tenuti d'occhio alla taverna e vi aveva poi seguiti.
"Già certo, sei casualmente capitato nella nostra stessa taverna, ti sei casualmente alzato insieme a noi e hai casualmente preso la stessa strada che abbiamo preso noi a quanto pare...!" commenta Jack che è seduto su una sedia di fronte alla cella di quel sudicio individuo con i piedi appoggiati alla grata.
"Esatto Sparrow" risponde ironicamente come per prendersi gioco di voi.
Sei nervosa, irritata, scocciata e impaziente di sapere perchè quell'imbecille vi stava alle costole, cammini avanti e indietro instancabilmente senza darti pace.
"Senti lurido bastardo non siamo qui per giocare ok? Dicci cosa diavolo ci facevi dietro di noi ieri sera e forse avrai una morte dignitosa!" gli intimi estraendo la tua spada e puntandogliela alla gola tramite le sbarre.
"Dolcezza..." interviene Jack alzandosi in piedi "Non aggredire il nostro ospite..." continua prendendoti per le spalle e facendoti sedere di peso sulla sedia con un'occhiata del tipo "Fai la brava".
"Mi avevano detto che avevi un temperamento focoso piccola Truman" ride roco l'uomo dall'altra parte della grata "Mi avevano detto che è così che sei quasi diventata la signora Sparrow" continua imperterrito.
"E chi te l'avrebbe detto?" ruggisci tu sempre più irritata.
"Una vostra vecchia conoscenza Milady, e una conoscenza anche del tuo prode Sparrow, il Capitano Barbossa, vi ricorda nulla questo nome?" spiega lentamente il vecchio lupo di mare...
"Una tua conoscenza?" esclamate all'unisono tu e Jack
"Mia!" continuate
"Barbossa?" aggiungete ancora
"Ma è morto" concludete
"Va bene...va bene...va bene...come fai tu a conoscere Capitan Barbossa e di grazia visto che è morto prima che io conoscessi la qui presente Black Truman, come può aver detto certe cose?" chiede Jack all'uomo con fare sospettoso.
"Come fai a sapere che Barbossa è morto...no anzi, come fai a conoscere Barbossa?" intervieni tu rivolta a Jack, molto incuriosita dalla situazione.
"Punto primo, sono io a doverti chiedere come fai a conoscere Barbossa, punto secondo, so che è morto perchè l'ho ucciso io..." ti risponde Jack con un sorriso.
"Che le tue manie di grandezza fossero abbastanza "grandi" lo sapevo Jack ma prenderti il merito anche di un assassinio che non hai commesso mi sembra decisamente esagerato...Barbossa se è morto è morto per mano mia dolcezza a Meleè Island una decina di anni fa..." continui tu un po' infastidita dal solito comportamento di Jack, sempre al centro dell'attenzione...
Sul volto di Jack si dipinge una stralunata e inspiegabile espressione "Black io ho ucciso Barbossa 13 anni fa nella grotta di Isla de Muerta, per vendicare il suo ammutinamento e dopo aver spezzato la maledizione di Cortès con il mio sangue..."
"Jack io ho ucciso Barbossa a Meleè Island dieci anni fa per vendicare il suo ammutinamento nei confronti di mio padre e dopo aver spezzato la maledizione di Cortès con il mio sangue..."
Cala il silenzio, cala l'incredulità, le vostre storie coincidono nessuno dei due ora sta più scherzando, ti alzi in piedi e prendi la mano di Jack per riportarlo di sopra...
"Non stupitevi così tanto, entrambi avete detto la verità, entrambi avete ucciso Capitan Barbossa non stupitevi così tanto, è questo il motivo per cui sono qui, a quanto pare entrambi dovreste riconoscere questo..." l'uomo da dietro la grata scosta la maglia sudicia e ingrigita, rivelando, appeso al suo collo un medaglione, uno di QUEI medaglioni, del tesoro di Cortès.
"Dannazione..." sussurra Jack che corre poi ad aprire la porta della cella scaraventando fuori l'uomo e puntandogli la spada alla gola "Chi sei, cosa vuoi e perchè hai al collo quel medaglione?"
Barbossa mi ha mandato a cercarti Sparrow, mi ha mandato a cercare te e la tua degna compagna" risponde indicandoti "Vuole vendetta Sparrow, rivuole la Perla, rivuole la vita che tu gli hai portato via, vuole rendere la tua vita un inferno, vuole che tu soffra Sparrow, vuole che tu soffra immensamente..." risponde l'individuo con sguardo vitreo.
"Io voglio che tu soffra figlio di un cane..." sibila Jack avvicinando sempre di più la spada alla sua pelle.
"Jack basta! Non ucciderlo o non otterremo niente" intervieni tu scostandolo dalla sua vittima "Rimettilo in cella, andiamo di sopra..." continui...
Con enorme riluttanza il Capitano segue le tue indicazioni e dopo pochi minuti vi ritrovate entrambi in cabina.
"Anche tu hai ucciso Barbossa a quanto pare" esclama Jack sedendosi sul letto.
"A quanto pare anche tu..." rispondi gironzolando per la stanza.
"Era il mio primo uomo, mi ha rubato la Perla e si è ammutinato insieme al resto della ciurma mentre eravamo sulle tracce del tesoro di Cortès..." inizia a spigarti Jack e poi continua, raccontandoti la sua avventura, il modo in cui ha conosciuto Will ed Elizabeth, la loro battaglia contro Barbosa e contro la ciurma che si era ammutinata e che rimasta vittima della maledizione del tesoro che li rendeva non-vivi e non-morti allo stesso tempo…
"Ha fatto lo stesso con mio padre..." rispondi sedendoti dietro di lui e messaggiandogli le spalle "Salì a bordo della Morning Star quando io ero molto piccola, avrò avuto sì e no 5 o sei anni e vi rimase per qualche tempo, quando mio padre si mise alla ricerca del tesoro di Cortès lui carpì tutte le informazioni possibili e poi cercò di ammutinarsi, fortunatamente l'equipaggio era troppo fedele a mio padre per ascoltarlo e così fu costretto a fuggire un giorno che avevamo attraccato a Port Dupreè, penso che dopo questo arrivò da voi sulla Perla…" concludi.
"Non può essere ancora vivo Black, lo visto morire con i miei occhi, Will l'ha visto morire, Elizabeth l'ha visto morire..." esclama scoraggiato, preoccupato, in quel momento si apre la porta della cabina e John fa il suo ingresso baldanzoso, ha in testa un cappello decisamente troppo grande per lui con una buffa piuma bianca ed indossa in paio di stivali probabilmente di Jack che gli fanno praticamente da pantaloni, ha in mano la sua fedele spada, un "ferro vecchio" che Jack ha provveduto a rendere praticamente innocuo privandolo dell'affilatura da cui vostro figlio non si stacca mai e con cui si esercita per diventare, come dice lui, "uno spadaccino bravo come papà"…
"Ho vinto! Ho battuto Colin anche questa volta!" esclama contento trascinando pesantemente i piedi ingoffiti dagli stivaloni fino ad arrivare vicino a voi.
"Certo che hai vinto! Sei il figlio di Capitan Jack Sparrow no?" gli risponde Jack prendendolo in braccio e sedendolo sulle sue ginocchia.
"Cosa fate?" vi chiede John sistemandosi accuratamente il cappello.
"Parliamo…" gli rispondi tu con un sorriso lisciandogli la piuma.
"Di cosa?" continua curioso.
"Dell'uomo di iera sera l'ho catturato e chiuso giù in una delle celle e parlavamo di lui" gli dice Jack, lo sguardo di John si illumina e il volto si apre in un sorriso…
"VUOI DIRE CHE ABBIAMO UN PRIGIONIERO A BORDO?" esclama entusiasta.
Tu scoppi a ridere colpita dalla sua vitalità "Devo andare a dirlo a Colin!" continua lui.
"No no no fermo qui!" gli intima Jack trattenendolo sulle sue ginocchia "Non voglio che per nessuna ragione tu e Colin vi avviciniate a quell'uomo, comprendi? (savvy?)" gli spiega guardandolo negli occhi.
"Ma dai papà…"
"NO, ho detto di no e non ho intenzione di ripeterlo non voglio che tu scenda nelle celle, voglio che tu stia il più possibile lontano da quel tipo, comprendi?" ribadisce Jack con un atteggiamento serio e irremovibile; per quanto il capitano sia una persona che difficilmente riesce ad essere tanto serio ci sono momenti, i momenti in cui lo vedi e lo senti parlare con John in cui non ammette repliche, in cui la sua parola non può essere contraddetta da niente e da nessuno; in questo momento sai che lo sta facendo per proteggere John, sai che in un certo senso anche lui è terrorizzato dall'eventualità che possa succedergli qualcosa, sai che come te, considera quel monellaccio dal cappello a pima la cosa più importante della sua vita.
"John papà ha ragione non scendere nelle celle chiaro? Per nessuna ragione" aggiungi tu.
"Neanche per dare un'occhiata?" interviene lui.
"NO!" rispondete all'unisono tu e Jack mentre vostro figlio sbuffa.
"Se farai come ti abbiamo detto stasera scenderai con me a fare un giro e a vedere il prigioniero ok?" continua Jack cercando di chiudere il discorso; il volto di John si illumina di nuovo mentre annuisce vigorosamente.
"Sappi che ci conto capitano! Comprendi?" gli risponde il bambino con tono autoritario mentre tu riesci a stento a trattenere una risata "Va beh allora andrò con Colin e suo papà dal fabbro, devono andare a ritirare una spada, posso andare?" vi chiede saltando giù dalle gambe di Jack.
"Certo, vai pure, ma stai sempre vicino a Daniel ok?" gli rispondi mentre lui annuisce ed esce dalla porta urlandovi il solito ciao e lasciando gli ingombranti stivali per terra per indossare le sue più comode scarpe.
"Pensi che ci darà retta?" ti chiede Jack non appena la porta si è richiusa alle spalle di John.
"Penso di sì, non ci ha mai disubbidito prima d'ora e non penso lo farà questa volta" lo rassicuri.
"Non voglio che si avvicini a quell'uomo, non si sa mai cosa potrebbe accadergli…"
"Shhhh...non pensarci..." sussurri continuando a massaggiargli le spalle e baciandogli il collo.
"Cosa stai cercando di fare (tuo nome)?" ti chiede con un sorriso.
"Di allentare la tensione...di non farti pensare a tutto quello che affolla la tua testa e di sfruttare il fatto che John non è sulla nave ma è andato a fare un giro con Daniel e Colin…" rispondi maliziosa…
"Pensavo che avresti scatenato il diavolo a quattro una volta arrivati in cabina...per quello che ha detto quell'uomo, per i pericoli che corre John…"
"Infatti è quello che voglio, magari da un altro punto di vista..:" scherzi alzandoti per appoggiare alcune cose sul tavolo.
"Dove stai andando scusa? Torna qui Black Truman, torna immediatamente qui..." intima il capitano con voce estremamente seducente.
"Altrimenti?" scherzi tu mentre lui si alza venendoti incontro.
"Altrimenti sarò costretto a legarti al letto..." continua con quel sorriso diabolico.
"Non suona poi così male sai?" continui iniziando a baciarlo e spingendolo sul letto prima di distenderti sopra di lui…
