E' l'alba quando ti svegli, la luce del sole filtra dal vetri opachi della cabina, è aranciata, quasi rosa, segno che il sole sta sorgendo in quel momento e che quindi è ancora mattina presto. Ti stiracchi cercando di non svegliare Jack che sta ancora dormendo, anzi russando della grossa. A pancia in giù con le braccia allargate che occupano praticamente tutto il letto, i capelli sparsi sul cuscino, la pelle abbronzata che contrasta con il bianco delle lenzuola, sorridi tra te e te pensando alla sera prima : l'età in certe cose non ha fatto perdere a Jack un solo colpo, di questo, dopo la nottata passata, ne sei assolutamente certa!
Appoggi i piedi giù dal letto infilandoti svogliatamente una camicia, la prima che ti è capitata sotto mano e un paio di pantaloni, ti sporgi in avanti per prendere gli stivali quando dal corridoio fuori dalla stanza senti un rumore sordo e confuso, come di vetro che si rompe in mille pezzi, poi dei passi pesanti e lenti. Rimani in ascolto qualche secondo dopo di che ti infili velocemente gli stivali e recuperi la tua pistola dal comodino. Ti alzi cercando di fare meno rumore possibile e ti accosti alla porta della camera: nulla.
Apri con circospezione la pesante anta di legno e ti sporgi guardandoti intorno, più avanti in mezzo al corridoio c'è qualcosa, per terra, avanzi con cautela fino ad arrivare davanti a quella che si rivela essere la spada spuntata di John.
Una fitta ti prende lo stomaco, lancinante, tanto da annebbiarti la vista, ti volti di scatto senza darti più cura del rumore che fai a sbatti con violenza la porta della cabina di John che non avevi notato essere socchiusa: il letto è vuoto, sfatto, per terra vicino al comodino un bicchiere in frantumi, poco più in là la sua pallina, accanto alla gamba di una delle sedie.
Cerchi di respirare con calma, ma ti risulta impossibile…
"JACK!" urli a squarciagola tornando sui tuoi passi fino alla vostra cabina, continuando a urlare come una pazza; arrivi sulla soglia Jack con aria assonnata ti fissa infastidito.
"Si può sapere, di grazia, cosa ti prende a queste ore…" inizia a farfugliare.
"John…" balbetti in preda a una crisi di panico.
"John cosa dolcezza?" ti chiede mettendosi a sedere.
"DANNAZIONE JACK è SPARITO NON è NELLA SUA CABINA!" urli appoggiandoti allo stipite per mantenere l'equilibrio.
"Sparito…" borbotta Jack saltando in piedi e lanciandosi fuori dalla camera con addosso soltanto un paio di braghe; si ferma sulla soglia della camera di vostro figlio per un solo secondo guardandosi intorno prima di correre in camera e tirare fuori le sue pistole.
Ancora a piedi scalzi corre sul ponte sbraitando qualcosa che non riesci a capire alla ciurma; non riesci a muoverti, il tuo cervello di ordina urlando di correre dietro a Jack di fare qualcosa ma non ci riesci e sei lì pietrificata, inerme, praticamente inutile.
Dopo quasi un minuto sgombri la mente ed inizi a muovere i primi passi incerti, ti ritrovi sul ponte quasi deserto, ti chiedi dove sia il resto dell'equipaggio.
Senti il tuo nome, la voce di Jack che ti chiama da dietro di te ti volti e lo vedi venirti incontro ha lo sguardo vitreo, ogni sua occhiata ti raggela il sangue nelle vene.
"Black .." lo senti ripetere nuovamente mentre ti si avvicina, ha in mano qualcosa, un pezzo di carta, lasci vagare lo sguardo dietro di lui e nella confusione della tua mente, vedi una sola cosa: sangue. Senti le gambe cederti e ti aggrappi a Jack….
"Cos'è quel sangue…cosa…" blateri.
"Black calmati, va bene…" ti dice Jack aiutandoti
"NON MI DIRE DI CALMARMI DI CHI è QUEL SANGUE DOV'è MIO FIGLIO…" gridi scoppiando a piangere, spingi con violenza Jack lontano da te e corri verso la zona insanguinata: a terra davanti a te due cadaveri James e Patrick, sgozzati giacciono in un lago di sangue.
Senti nuovamente lo stomaco che si stringe ma provi, pure sentendoti in colpa una enorme sensazione di sollievo, senti un braccio di Jack attorno alla tua vita, ti stringe.
"L'hanno rapito…" ti dice semplicemente con tono di voce amaro, arrabbiato, distrutto.
"Chi?" chiedi con un filo di voce guardando avanti a te.
"Abbiamo trovato questo biglietto…è firmato….Barbossa…" risponde Jack, sono le ultime parole che senti prima di sentire le gambe cedere e la vista appannarsi fino a diventare completamente nera….
