Apri gli occhi, lentamente e ti ritrovi nella cabina di Jack, ti guardi intorno, stordita, annebbiata, perché sei lì? Perché stavi dormendo? Poi ad un tratto una fitta al petto, un flash e ricordi, John, Barbossa, l'hanno rapito, ora rammenti.
Ti metti a sedere di scatto e proprio in quel momento Jack entra dalla porta, ha il viso tirato, stanco, come non l'hai mai visto prima, profonde occhiaie gli segnano lo sguardo mentre ti fissa.
"Stavo venendo a svegliarti, sei rimasta incosciente per parecchie ore…" esclama grave venendo a sedersi accanto a te sul letto.
"Dimmi che l'ho solo sognato Jack…" bisbigli senza il coraggio di guardarlo negli occhi, sperando di sentirti dire che John sta bene, che è di là, sul ponte che gioca.
"Vorrei potertelo dire Black ma non è così…" ti risponde mentre senti di nuovo le lacrime pungerti agli occhi, le ricacci, non è il momento di piangere ora, è il momento di reagire.
Ti alzi senza pensarci due volte "Io vado a riprendermi mio figlio!" tuoni raccogliendo le tue pistole e infilandoti gli stivali.
"Black…Black ragiona dolcezza…" senti la voce di Jack mentre si alza dal letto per venirti di fronte.
"Sto ragionando Jack, non sono mai stata così lucida…io vado" continui decisa.
"Non adesso Black…"
"NON ADESSO?" gli gridi in faccia "E QUANDO ALLORA? QUANDO L'AVRANNO SGOZZATO?" continui sull'orlo di una crisi di nervi.
"MA COSA CREDI DANNATA DONNA CHE QUELLO SIA SOLO FIGLIO TUO?" ruggisce Jack alzando per la prima volta con te la voce, come mai l'avevi sentito. Rimani lì senza parole a fissare gli occhi del Capitano che mai avresti creduto poter diventare così scuri, così terribilmente irati da spaventarti con un solo sguardo.
Ritorni alla realtà in pochi istanti e capisci, capisci che comportarti così è inutile, non rischi solo la vita tua ma anche quella di John; senza dire nulla ti lasci cadere su una sedia appoggi i gomiti al tavolo, la testa fra le mani e cerchi di pensare, cosa che ti sembra quasi impossibile visti tutti i pensieri che ti si affollano nella testa.
Senti dei passi e poi la presenza di Jack dietro di te, si siede appoggiandosi allo schienale, tirandoti contro di sé, mai avresti pensato di vedere il Capitano Sparrow in una simile situazione. Non era da lui, la sua consueta luce, quella che gli risplendeva negli occhi se n'era andata per far spazio ad un vuoto che sembrava non trovare fine.
Ti abbandoni volente o nolente al calore del suo abbraccio.
"Stasera, sul biglietto c'era scritto che Barbossa ci vuole alla sua nave stasera…è una trappola Black, lo sappiamo entrambi, ma direi che questa volta non abbiamo scelta…" ti dice passando confusamente una mano tra i tuoi capelli.
"No questa volta no" sospiri "Ma ho un piano…" concludi alzando la testa e guardando Jack negli occhi, che sentendo quelle parole si rianimano per un attimo.
"Un piano…?" ti chiede incuriosito sfoggiando un mezzo sorriso "alla Sparrow".
Tu annuisci, abbastanza convinta "Standoti accanto in tutti questi anni ho imparato parecchie cose Capitano" sorridi malinconica "Raduna la tua ciurma sul ponte, io vado a recuperare la mia…fa in fretta, abbiamo una famiglia da salvare" ti fermi per un attimo "La nostra" concludi alzandoti in piedi, con una forza ritrovata.
Jack si alza e ti prende per un secondo la mano "Lo riporteremo a casa…" ti dice risoluto.
"Puoi scommetterci Sparrow…" gli rispondi con altrettanta convinzione.
"Capitano Sparrow dolcezza,
Capitano" ti riprende lui ironicamente facendo una pausa e
diventando poi estremamente silenzioso "Non occorre che te lo dica
vero Truman? Lo sai anche senza che te lo dica quello che provo per
te…" continua quasi imbarazzato, come ogni volta che provava ad
esprimere uno dei suoi sentimenti, era genetico, Jack non sarebbe mai
riuscito a dirlo esplicitamente…
"Sì che lo so
Capitano…e un giorno o l'altro riuscirò anche a far uscire
quelle parole dalla tua bocca…" lo prendi in giro baciandolo
delicatamente prima di uscire per andare a chiamare la ciurma della
Black Death.
